GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI A QUANTI FESTEGGIANO OGGI
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di Miki Pappacoda Auguri a quanti festeggiano oggi un compleanno, un onomastico, un anniversario, matrimonio ecc. possa essere un giorno speciale e felice come voi desiderate. Auguri da tutto lo staff.
San Giacomo della Marca
Sacerdote O.F.M.
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iacomo, al secolo Domenico, nasce il 1° settembre 1393 a Monteprandone (Ascoli Piceno); è il diciottesimo figlio di Antonio Gangali e Antonia Rossi. Rimase presto orfano del padre e fu affidato ad uno zio curato a Offida, che gli insegnò a leggere ed a scrivere. A tredici anni fu mandato a scuola ad Ascoli dove apprese quella che allora era la cultura di base composta da: grammatica, retorica, dialettica, geometria, aritmetica, musica ed astronomia.
Si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 e lo troviamo poi a Bibbiena, in Toscana, come giudice e poi come notaio nella segreteria comunale di Firenze. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visione del Monte Verna, lasciò l'avvocatura ed entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.
Fu allievo, con S. Giovanni da Capestrano, di S. Bernardino da Siena. Durante la Quaresima del 1420 fu ordinato sacerdote ed il 13 giugno tenne la sua prima predica in onore di S. Antonio da Padova. Fu talmente incisivo, e la sua predica talmente coinvolgente, che i superiori lo indirizzarono subito verso questo impegnativo e difficile compito.
Fra Giacomo si attenne, nella sua predicazione, al modo di predicare dei francescani del suo tempo. La loro era una predicazione popolare, accessibile a tutte le classi sociali, con un linguaggio vivo, ricco di esempi, a volte arguta. Le prediche non si tenevano solo in chiesa, ma anche nelle piazze. Durante le omelie venivano toccati i temi fondamentali della fede, soprattutto i grandi temi dell'incarnazione di Cristo e della morale evangelica.
Le predicazioni avvenivano soprattutto nei tempi dell'Avvento, della Quaresima e a Maggio. Naturalmente le predicazioni minori si organizzavano secondo le richieste e le necessità locali e con durate diverse. I sermoni duravano da 1 a 3 ore e si tenevano normalmente al mattino presto o all'ora del vespro. S. Bernardino da Siena fu il modello della predicazione francescana dell'Osservanza, modello di fede e fervore apostolico, di fine arguzia e bellezza letteraria, di stile oratorio. Lo stesso Giacomo affermerà che molto egli doveva a Bernardino:
“Ricordo che egli m’insegnava a predicare e il modo di emettere la voce, regolare i gesti ed anche a fare esclamazioni a tempo e a luogo debiti”
Molto fecondi per la predicazione risultarono a fra Giacomo i primi anni del suo sacerdozio, quando il maggior tempo che aveva a disposizione gli permise di stendere per iscritto molte delle sue prediche, giunte fino a noi. Abbiamo così i cosiddetti Sermoni domenicali, una raccolta di circa un centinaio di prediche, tenute in ogni domenica dell'anno sui testi della Sacra Scrittura usati nella messa.
L'intera vita di fra Giacomo della Marca fu spesa nella predicazione. Dal giugno del 1420 alla fine del 1431 predicò in Italia nelle città di Ussita, Visso, Montemonaco, Macerata, Jesi, Cupramontana, Camerino, Tolentino, Fabriano, Ancona, Recanati, Fano.
Dal gennaio del 1432 all'aprile del 1434 svolge apostolato della predicazione in Dalmazia, Slavonia e Bosnia.
Dal maggio del 1434 alla primavera del 1435 fu di nuovo in Italia, nelle Marche predicò la Quaresima ad Urbino.
Dalla primavera del 1435 al settembre del 1439 fu in Dalmazia, Slavonia, Bosnia, Boemia e Ungheria.
Dal novembre del 1439 al dicembre del 1452 predicò in Italia, nelle Marche ad Osimo, Fermo, Fabriano, Treia, Urbino, Camerino, Cingoli, Ascoli.
All'inizio del 1453 fu di nuovo in Dalmazia, ma fu richiamato d'urgenza in Italia, dove rimase fino al 1457 dove tenne prediche a San Severino, Matelica, Fermo, Sant'Elpidio, Ascoli, Fano, Fabriano, Ancona.
Dal maggio del 1457 di nuovo in Dalmazia, Bosnia, Ungheria, Boemia e forse anche in Polonia, fino alla fine del 1458. Tornato in Italia vi rimase fino alla morte. Visitò Ascoli e la sua Monteprandone, dove dimorò sempre più a lungo e per l'ultima volta nel 1472.
Grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo e Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. A suggello di ciò nello stemma delle due città è rappresentato lo stemma dell'altra ex nemica.
Abile predicatore, il suo ordine lo impiegò nel contrasto dell'eresia ‘bogomil’ in Bosnia e delle dottrine degli ussiti in Austria e Boemia; fondò alcuni conventi nell'Europa centrale. Fu il primo a promuovere l'istituzione del Monti di Pietà per combattere la piaga dell'usura. Prese parte al Concilio di Firenze per la riunione della Chiesa latina a quelle orientali.
Pur immerso in tante fatiche si prodigò a costruire basiliche, conventi, biblioteche, pozzi e cisterne pubbliche; diede Statuti Civili - lui frate - ad undici città mentre attendeva a fondare nuove confraternite - figurando come un precursore dell'associazionismo cattolico - trova anche il tempo per scrivere 18 libri, mostrandosi così di ingegno universale.
Muore a Napoli il 28 novembre 1476.
Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 2004 il corpo è stato traslato nella Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato nel 1449, a Monteprandone, attualmente sede del Museo del Santuario di San Giacomo della Marca.
Giacomo della Marca è stato beatificato il 12 agosto 1624 da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 10 dicembre 1726 da Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).
Per approfondimenti:
>>> La Vita - Santuario San Giacomo della Marca
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