PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Elezioni amministrative 2019 a Meta, tutti i candidati

MAX SORRENTOPRESS
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.

MAX SORRENTOPRESS

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo di 77 anni è morto dopo essere precipitato in un dirupo nella zona di monte Faito, sul versante di Castellammare di Stabia. L’escursionista era insieme ad un amico con il quale si era incamminato lungo i sentieri che conducono verso la vetta della montagna. Durante la passeggiata l’anziano sarebbe scivolato finendo nella scarpata. Sul posto, dopo l’allarme lanciato dall’amico della vittima, sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, i volontari del Ross ed il personale del 118. Una volta accertato il decesso del 77enne da parte dei soccorritori, sono partite le operazioni per il recupero della salma. Attività complessa perché la zona dell’incidente è particolarmente impervia. MAX SORRENTOPRESS

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. Treni guasti. Treni in ritardo. Treni senza luci. La Circumvesuviana è sempre più un disastro. Questa mattina alcuni viaggiatori ci hanno segnalato l’ennesima lunga serie di disservizi. Problemi cominciati già con il treno delle 9:37 in partenza da Sorrento. A causa di un guasto che ha interessato un convoglio in transito a Vico Equense la linea Sorrento-Napoli è rimasta bloccata. Solo alle 10:27 i vagoni hanno lasciato lo scalo del capoluogo della costiera. Ovviamente il treno era gremito all’inverosimile di pendolari e, soprattutto, turisti diretti agli scavi di Pompei o Ercolano oppure a Napoli per proseguire il viaggio di rientro verso casa. Come se i ritardi e l’essere costretti a viaggiare stipati tipo sardine in scatola non bastasse, per gli utenti della Circumvesuviana c’era un’altra sorpresa: i vagoni erano al buio. Poco male quando si viaggiava all’aperto perché pensava la luce di uno splendido sole primaverile ad illuminare le carrozze. Ma nelle gallerie il problema è diventato serio. “Forse la cosa è molto suggestiva e romantica, ma credo che i borseggiatori, anche grazie alla calca ed al buio se ne stanno vedendo bene” ci ha confidato il viaggiatore che ha inviato in redazione la foto allegata.
MAX SORRENTOPRESS

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ostaggi in Costiera Amalfitana. Non è il titolo di un film d'azione o di un best seller, ma è la miserevole condizione di chi si avventura in questi giorni sulla Statale 163 Amalfitana. Un fenomeno senza precedenti, una situazione divenuta insostenibile, sia per residenti che turisti. Anche oggi ore in coda tra Minori ed Amalfi, tra pullman incastrati e ambulanze che a sirene spiegate tentano lo slalom con persone da portare con urgenza all'Ospedale di Castiglione. Da "Divina" a "Dannata" il passo è breve e visto che politica e istituzioni almeno al momento - a stagione iniziata - non riescono a trovare una soluzione condivisa all'annoso problema oggi amplificato, ci pensano i cittadini a far fronte comune promuovendo un incontro pubblico da cui possa venir fuori un'ipotesi risolutrice.
«L'intento - spiega Angelo Amodeo, ex autista Sita, tra i promotori dell'iniziativa - è di arrivare ad un colloquio col prefetto per esporre le nostre eventuali proposte (...) ma anche quello di costruire, se necessario, momenti di mobilitazione per richiedere alle autorità preposte delle risposte concrete e immediate».
La situazione, sotto gli occhi di tutti, che vede dilatarsi i tempi di percorrenza anche cinque, sei volte il normale, è divenuta ingestibile e richiede certamente un cambio di rotta, in particolar modo per salvaguardare la sicurezza e la salute di quanti, malcapitati, dovessero nei giorni di punta, avere la necessità di usufruire dei trasporti in ambulanza. L'appuntamento con chiunque sia interessato a offrire il proprio contributo di idee della causa fissato per martedì 7 maggio a Maiori, presso il centro Polifunzionale "L'Incontro", a partire dalle 17.30.
di Miriam Bella IL VESCOVADO DI RAVELLO


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Caos e disagi questo pomeriggio a Ravello. Traffico in tilt su Via Boccaccio, al primo chilometro della Strada Provinciale 1 Ravello-Chiunzi per la presenza di numerosi bus turistici. Per due di questi, in marcia in sirezioni opposte, problemi di transito in un punto ostico nei pressi del distributore dei carburanti. Grosse difficoltà di manovra per gli autisti dei due torpedoni che hanno provocato il blocco totale del traffico per oltre mezz'ora. Grosse difficoltà anche per Vigili Urbani e ausiliari al traffico che non riescono a sbrogliare la matassa.

Lunghe colonne d'auto si sono formate ben oltre il Cimitero comunale, a Nord, e nei pressi del bivio per Scala, ad Ovest. Molti mezzi bloccati, di cittadini e operatori turistici, anche all'interno del tunnel.
La situazione viabilità nella Città della Musica è fuori controllo ed è oramai divenuta insostenibile, non soltanto sulla 163 Amalfitana.

IL VESCOVADO DI RAVELLO https://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/cronaca-1/pullman-turistici-si-incastrano-e-paralisi-traffi-79290/article

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L' ennesima giornata d'inferno sulle strade della Costiera Amalfitana e le veementi proteste dei cittadini sui social network, che puntano l'indice contro politica e istituzioni, hanno indotto i sindaci e il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, a correre ai ripari. Tanto che ieri sera, a margine di una Conferenza dei Sindaci convocata ad hoc, si è svolta una videoconferenza tra alcuni primi cittadini e il Prefetto di Salerno conclusasi nel cuore della notte.
Stando a quanto appreso la soluzione (tampone) immaginata sarebbe quella delle targhe alterne, così come finalmente votato all'unanimità dai sindaci della Costiera, grazie all'ammorbidimento delle posizioni di alcuni di loro a tutela degli operatori del trasporto privato.
In queste ore si sta studiando l'ipotesi di fattibilità valutando gli aspetti tecnici per l'introduzione del provvedimento "targhe alterne" nell'ordinanza ANAS 29/2013.
Perché il problema non sarebbero soltanto le dimensioni degli autobus oltre gli otto metri di lunghezza o il senso di marcia, bensì l'eccezionale quantità di autoveicoli che si riversa sulla Statale 163 Amalfitana.
Con le targhe alterne si immagina di tagliare il 50% del flusso.
Se il provvedimento dovesse entrare in vigore (si immagina entro lunedì prossimo) i controlli alle targhe saranno demandati ai comandi di Polizia Locale dei singoli centri, da Vietri Sul Mare a Positano o a Polizia e Forze dell'Ordine. Di sicuro nelle prossime ore forniremo maggiori dettagli.
Intanto, per questo week-end, si soconsiglia di raggiungere la Costiera Amalfitana con mezzi propri (auto, moto e, anche bici). Suggerite le vie del mare con le diverse compagnie di navigazione che garantiscono corse nei diversi orari della giornata.
IL VESOVADO DI RAVELLO https://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/politica-2/caos-traffico-in-costiera-sindaci-e-prefetto-corr-79279/article

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La foto ne è testimone, ieri alla Festa del Carciofo nella borgata di Gromola a Capaccio Paestum, un bagno di folla ha accolto il cantante Gigione, il re delle feste di piazza, che ha deliziato con le sue canzoni popolari l'immensa folla che ieri sera ha invaso Gromola per ascoltarlo e deliziare il famoso carciofo pestano...
redazione di paestuminrete
DI GIOVANNI TIZIAN E STEFANO VERGINE
I soldi prima di tutto. Anche «Prima degli italiani». E così in due anni, dal 2016 al 2018, mentre proseguiva l'inchiesta per truffa culminata con il sequestro dei 48,9 milioni di euro, più di 3 milioni di euro sono spariti dalle casse della Lega per Salvini Premier, della Lega Nord e delle società da essi controllate, da Pontida Fin a Radio Padania. Soldi dei sostenitori leghisti, milioni di euro donati per sostenere la causa del Capitano, usciti dalle casse dei due partiti e spesso finiti, dopo lunghi e complicati giri, sui conti personali di uomini molto vicini allo stesso Salvini. Gente come il tesoriere Giulio Centemero, i commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, tutti e tre con ruoli nell'amministrazione dei conti del partito e fondatori dell'associazione Più Voci, quella finanziata dal costruttore Luca Parnasi con 250 mila euro.
Un vortice di passaggi per far girare i soldi del partito. Finché approdano nelle casse di società private o sui conti di amici del ministro. A quale scopo? Ma la Lega non risponde
L'Espresso nell'inchiesta esclusiva di copertina in edicola da domenica 28 aprile e online su Espresso+ ha analizzato i conti correnti dei due partiti e delle società scoprendo, per esempio, che a ricevere molti denari sono state anche ad alcune imprese lombarde che ultimamente hanno fatto grandi affari con la Lega salvininana.
In tutto più di 3 milioni di euro, approdati a una cerchia strettissima di persone tra cui anche la squadra di collaboratori di Luca Morisi, l'uomo che cura i profili social di Salvini. Milioni che escono dalla Lega, passano sui conti di società private da poco costituite, e finiscono nelle tasche di fedelissimi del vicepremier.
Un immobile di una società della galassia salviniana. Vale 400 mila euro. Ma viene venduto al doppio. A una fondazione partecipata della Lombardia. E i soldi finiscono anche a una srl. La stessa che paga i commercialisti e il tesoriere del Carroccio
Tutto questo mentre i conti correnti della Lega Nord erano nel mirino della magistratura, la truffa da 49 milioni di euro metteva a rischio la sostenibilità finanziaria del vecchio Carroccio, oggi invece al sicuro dopo l’accordo con la Procura di Genova che permetterà a Salvini di restituire il maltolto a rate in quasi 80 anni.
A questa storia si aggiunge un capitolo ulteriore dai contorni opachi: un'operazione immobiliare conclusa dalla Fondazione Lombardia Film Commission, che con soldi pubblici della Regione, all'epoca guidata da Roberto Maroni, ha acquistato per 800 mila euro un edificio in provincia di Milano, comprato pochi mesi prima dalla società Andromeda per 400 mila euro.
Come sempre prima di pubblicare l'inchiesta di copertina sui soldi del Carroccio abbiamo inviato una serie di interrogativi ai protagonisti delle vicende. Ma nessuno di loro ha voluto replicare
I documenti notarili pubblicati da L'Espresso provano che l'affare è andato in porto. Ed è iniziato quando a capo della fondazione c'era Alberto Di Rubba, uno dei tre commercialisti bergamaschi scelti da Matteo Salvini per amministrare i conti del gruppo Lega alla Camera, il professionista di via Angelo Maj a Bergamo che con Manzoni e il tesoriere Centemero ha dato vita all'associazione Più Voci.
Non solo. La fortunata società immobiliare che ha incassato 800 mila euro è riconducibile alla galassia della nuova Lega di Salvini. Come sempre abbiamo fatto nell'inchieste giornalistiche sui soldi della Lega, prima di pubblicare abbiamo inviato le domande ai protagonisti delle vicende svelate. Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
fonte L’espresso

4 filetti di ricciola di 250 g ciascuno
1 spicchio d’aglio
2 bicchieri di vino
100 g di capperi
100 g di olive nere
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale e pepe q.b.
Prendete la ricciola, sfilettatela e spellatela.
Poi, in una casseruola, fate imbiondire l’aglio nell’olio d’oliva, aggiungete le olive nere, i capperi, il prezzemolo e infine il filetto di ricciola.
Mentre inizia a cuocere irrorate con vino abbondante e aggiustate di sale e pepe.
Quando sarà cotto, spolverate il filetto di ricciola con del prezzemolo tritato fresco.
Servite caldo.
(ricetta dal ristorante Crescenzo, Procida)
1 kg di ricciola fresca
120 g di olive di Sorrento
200 g di patate
aglio
olio extravergine di oliva
vino bianco
pepe, sale e prezzemolo
Prendete la ricciola e cuocetela direttamente al forno oppure al sale.
Ricavatene 4 filetti.
Fate poi la salsa seguendo questo procedimento.
Prendete una padella ed inseritevi olio, aglio da soffriggere e poi le olive a pezzetti piccoli.
Sfumate il tutto con del vino bianco.
A parte, sbollentate le patate che avrete prima tagliato a fette circolari, non devono essere troppo morbide.
A questo punto passate i filetti in forno.
Adagiate prima le patate nella pirofila, componendo una sorta di “letto”, metteteci sopra i filetti di ricciola e infornate per 10 minuti a 180 gradi.
Impiattate poi ogni singolo filetto di ricciola sempre con il letto di patate sotto accompagnato con la salsa preparata prima.
(Ricetta dal Ristorante Caruso, Sorrento)
Fonte: L. Pignataro, La Cucina Napoletana di Mare

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Traffico in tilt, file di auto incolonnate, bus che s’incrocino nei punti nevralgici. Il nastro sinuoso d’asfalto della Costiera Amalfitana rimanda inesorabilmente al più celebre immaginario poetico. Per una terra detta Divina la metafora perfetta torna ad essere quella di un girone dantesco. Con tanto di concretezza all’irreale.
Il divincolarsi tra curve e strettoie, nei giorni di caos, è un po’ come addentrarsi in un inferno ma con un’eccezione di non poco conto: quel paradiso su cui cade lo sguardo quando a strapiombo si costeggiano i fianchi delle montagne. Una contraddizione la Costiera.
E siamo solo all’inizio di un’altra estate che si annuncia rovente e che proporrà lo stesso copione con traffico in tilt, code estenuanti, sosta selvaggia, motociclisti screanzati, gruppi di ciclisti, pedoni che sbucano da ogni dove, lungomari troppo poco protetti dalla rotabile, impianti semaforici alle estremità di qualche atavico smottamento, strade chiuse ma transitabili, moto e scooter che sfrecciano in ogni dove, bus turistici (alcuni persino fuori misura consentita) e di linea, pullman panoramici e migliaia di auto.

Molte, forse troppe, quelle che già circolano indiscriminatamente. E tra queste le tantissime noleggiate a stranieri e inesperti automobilisti. E’ questo il volto brutale della Costiera che si trasforma in un inferno di lamiere in quel tratto che va da Vietri a Positano sospeso a mezzadria tra le cime montuose e lo specchio di mare che bagna i piedi dei Lattari.
E dove la vigilanza affidata agli ausiliari in alcuni punti cruciali, da sola, continua a non bastare.
L’oleografia più classica rischia di sbiadirsi e con essa la suggestione dell’incanto. Già perché nell’immaginario del viandante l’indimenticabile cartolina sarà quella dell’inferno ritratta dal piccolo occhio elettronico di uno smartphone.
E paradossalmente, in queste ore, le immagini che attraverso i social network fanno il giro del mondo non sono soltanto quelle dei siti storici e delle bellezze naturali. Tra queste anche quelle dell’inferno di lamiere.
«Ma cos’è il Far West?» ha tuonato qualche turista dopo essersi affacciato per un attimo dal finestrino della sua berlina. «Oh my God» è l’esclamazione anglosassone di quelli che mai avrebbe immaginato d’assistere, stipati come sardine in una lamiera al sole, all’ardita manovra tra due bus che si incrociano in una curva strapiombo sul mare.

E, intanto, il tempo passa, l’attesa diventa snervante, il sole aumenta d’intensità, l’asfalto si fa incandescente e le ventole delle auto con finestrini sigillati emanano un calore insopportabile. Un attentato all’immagine della Costiera, quel groviglio di lamiere in uno dei mezzogiorno di fuoco sulla statale Amalfitana.
La Costiera che scoppia e che invoca provvedimenti urgenti come numero chiuso o targhe alterne ha anche un’altra faccia: quella alternativa alla viabilità principale della 163.
Due strade provinciali di non minore importanza che da un lato collegano ad Agerola ed al napoletano, e dall’altro a Corbara e all’Agro Nocerino. Entrambe versano in condizioni critiche a causa dell’inadeguatezza delle condizioni di sicurezza dovuta dalla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria, dai parapetti divelti in più punti, dalla segnaletica orizzontale inesistente, dal fondo stradale logoro e sdrucciolevole (il tappetino di asfalto risale agli anni ottanta) causa dei continui incidenti automobilistici.
Per non parlare dell’ultimo restringimento in ordine di tempo a Pucara, nel tratto interessato dall’enorme frana di febbraio, lungo cui da tre mesi ormai il traffico viene regolato da impianti semaforici. Con conseguenze devastanti sul traffico veicolare. Da ieri pomeriggio e fino a sera, una fila chilometrica di auto ha occupato la corsia in direzione Valico: da Pucara fino a Maiori.

Un quadro sconvolgente che trasforma questo lembo di terra sempre più in un inferno. A ciò si aggiunge un’aggravante sul tratto che collega Tramonti con Ravello. La strada, dove da circa un anno sono in atto lavori di mitigazione delle colate di pomice lungo il fianco della montagna, è chiusa ormai da quasi sei anni.
Mentre il tratto che collega Maiori con Tramonti e Chiunzi presenta buche e avvallamenti che continuano a far danni ad auto e mezzi in transito.
A lanciare il grido d’allarme sullo stato di degrado delle strade “secondarie” della Costiera sono stati a più riprese sindaci e cittadini evidenziando le difficoltà delle aree collinari. Una situazione insostenibile e rischia di compromettere e vanificare tutti gli sforzi fin qui prodotti per l’inserimento di queste realtà nei circuiti turistici.
Assillata da problemi cronici la “Divina” rischia dunque il collasso se non si individuano interventi risolutori. Perché l’oleografia più classica potrebbe davvero sbiadirsi e con essa la suggestione dell’incanto. Restituire vivibilità alla Costiera significa evitare che nell’immaginario del viandante l’indimenticabile cartolina sia quella dell’inferno ritratta dal piccolo occhio elettronico di un cellulare o di un ipad.
MARIO AMODIO ALAFINOTIZIE