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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

CAPRI NEWS 3mila euro di multa per aver fatto la pipì in strada a Capri: vacanziere bloccato dai carabinieri

10 Aprile 2017, 13:38pm

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CAPRI NEWS 3mila euro di multa per aver fatto la pipì in strada a Capri: vacanziere bloccato dai carabinieri

INSERITO DA MORENA MOTTA Fa la pipì in strada, nel cuore della movida, incurante della presenza di tanti turisti in prossimità dei locali pubblici o impegnati nello struscio serale e nello shopping. Protagonista dell’assurda vicenda un 63enne napoletano in vacanza a Capri, un habitué dell’isola che, avendo urgente necessità di fare i suoi bisogni, senza pensarci su due volte si è calato i pantaloni ed ha urinato in strada, all’esterno di una boutique, nella zona tra via Vittorio Emanuele e piazzetta Quisisana.
La scena non è passata inosservata a una pattuglia di carabinieri della locale stazione, impegnati nel servizio notturno, che sono prontamente intervenuti, invitando l’uomo ad assumere un atteggiamento consono ad un luogo pubblico ed elevando nei suoi confronti una contravvenzione di 3mila euro per atti contrari alla pubblica decenza, reato che di recente è stato depenalizzato e trasformato in sanzione pecuniaria.
Speriamo che la multa gli serva da lezione.

FONTE CPRI NEWS http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=8235

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VELASCA VIMERCATE NEWS Spuntano 9 colline con la terra scavata per Pedemontana: ma i soldi sono finiti

10 Aprile 2017, 13:34pm

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VELASCA VIMERCATE NEWS Spuntano 9 colline con la terra scavata per Pedemontana: ma i soldi sono finiti

INSERITO DA MORENA MOTTA Nove siti collinari artificiali tra Milano e le Prealpi, o meglio un «landmark» che dovrebbe ritoccare il volto di alcune aree attraversate dalla Pedemontana. È il progetto delle Pedemontagne ribadito all’assemblea dei sindaci brianzoli da Antonio Di Pietro, il presidente della società che dovrà completare l’autostrada, che lascerà l’incarico entro fine mese.

Il piano non sta riscuotendo grandi consensi: in pochi sono convinti di quelle alture su cui disegnare percorsi pedonali che dovrebbero comparire a Cesano Maderno, nell’area in cui è prevista la creazione di un parco urbano e nei pressi dello svincolo all’imbocco della tratta C, dove costituirebbero la “Porta di Milano”. Non molto lontano, ne sorgerebbe una al confine con Desio, in quella stessa città spunterebbe il “Monte Alpino” mentre a Macherio la collina dovrebbe dar vita al Green urban park.

Il “Monte Brianteo”, modificherebbe il paesaggio tra Usmate Velate e Vimercate e una duna comparirebbe nella zona compresa tra Sulbiate, Vimercate e Bellusco. In Brianza, infine, potrebbero essere creati alcuni rilievi in corrispondenza dell’ex cava Cantù tra Vimercate e Arcore e a Lesmo. Nella bergamasca le montagnette potrebbero trovare casa a Capriate San Gervasio, Osio Sotto, Suisio e Brembate.

I primi a bocciare le Pedemontagne sono stati i dirigenti della Regione che hanno rilanciato con una controproposta che sembrerebbe ottenere ben altri favori: utilizzare la terra per riempire le cave in disuso di Caponago, Nova Milanese, Vaprio d’Adda, Paderno Dugnano e quella tra Bollate e Senago che sarebbero in grado di inghiottire 8.800.000 metri cubi di materiale a fronte dei 14 ricavati dal tracciato e degli 11 destinati alle cime artificiali.

Le colline, quindi, potrebbero rimanere sulla carta tanto più che la loro creazione è legata alla realizzazione delle tratte B2, C e D: la prima rimane al palo per la mancanza di investitori privati pronti a versare i 2,4 miliardi di euro necessari ad aprire i cantieri per portare l’arteria da Lentate sul Seveso a Cesano mentre le altre sono ferme ai progetti esecutivi. Le alture, presentate come opere di mitigazione ambientale, eviterebbero di spostare gli scarti degli scavi per lunghi tratti e permetterebbero di smaltire il terriccio a chilometro zero, come è spiegato nella bozza diffusa nei giorni scorsi. Con la crisi dell’edilizia il materiale che non potrebbe essere venduto ai costruttori diventerebbe un costo: ecco, allora, la funzione delle colline.

Non si tratta di un’idea originale, ma si ispira alla Pedemontagna ipotizzata dalla Provincia di Monza all’epoca della giunta guidata da Dario Allevi per riutilizzare la terra del mega svincolo di Desio: in quella città attorno a una conca avrebbero dovuto sorgere tre cime di altezza compresa tra i 30 e i 46 metri, la più elevata avrebbe raggiunto un palazzo di 15 piani mentre le Pedemontagne, plausibilmente, dovrebbero essere ben più basse.

I più critici sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle: «Condivido – commenta il consigliere regionale Gianmarco Corbetta – le parole di un dirigente del Pirellone che ha definito il piano una provocazione. C’è, inoltre, un aspetto che nessuno ha sollevato: le colline potrebbero rappresentare una variante al progetto che dovrebbe ottenere l’autorizzazione del Cipe». «Vogliono risparmiare sui costi di bonifica e di mitigazione ambientale» attacca il deputato Davide Tripiedi che chiede l’interruzione dell’autostrada e una «seria politica che incentivi» l’uso del trasporto pubblico.

FONTE di Monica Bonalumi IL CITTADINO MB

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE MotoGP, Argentina: Valentino Rossi, “Bella bagarre, ma io ne avevo di più”

10 Aprile 2017, 13:30pm

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE MotoGP, Argentina: Valentino Rossi, “Bella bagarre, ma io ne avevo di più”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “Mi sono sentito bene, rilassato e concentrato. Ho guidato bene, è un bellissimo risultato per me e per tutto il team”. Dopo alcuni giorni tormentati nel feeling con la moto, Valentino Rossi si conferma leone da gara e si gode il secondo podio stagionale: nel GP di Argentina con la seconda piazza ha migliorato il terzo posto nel primo gran premio stagionale in Qatar. “Sapevo di poter fare una buona gara. C’è stata una bella bagarre con Cal (Crutchlow, ndr). Aveva un bel passo ma io ne avevo di più”, ha spiegato ripercorrendo il decisivo sorpasso al 19° giro sul britannico dopo un lungo testa a testa alle spalle di Viñales.

La moto — “E’ stata una gara migliore del Qatar, sono stato competitivo dall’inizio alla fine”, ha aggiunto a freddo Valentino nel celebrare il GP numero 350 in carriera. “Sembra che con questa moto dobbiamo sempre soffrire nelle prove, poi io sono uno che arriva step by step, abbiamo fatto un grande lavoro. Però ero già abbastanza costante, anche fisicamente ero più in forma. Ho lavorato tanto e ho potuto spingere fino alla fine. In gara siamo riusciti a mettere la moto a posto anche in staccata, era molto più stabile. Poi sono partito bene e sono stato veloce dall’inizio. Sono riuscito a battere Crutchlow che andava forte e che sapevo essere il mio avversario se volevo salire sul podio, poi è caduto Marquez ed è stato secondo posto: se dobbiamo scegliere un giorno per essere più veloci, la domenica mi sembra il migliore. Vinales? Ha fatto una prestagione perfetta, e in queste due gare è stato perfetto. Anche oggi è stato il più veloce, noi ci proveremo di sicuro a prenderlo”.
La versione di cal — Protagonista del duello con Rossi è stato Cal Crutchlow, che alla fine commenta così: “E’ stato facile arrivare terzo. Il passo andava bene, ho gestito bene la moto. Speravo di riuscire a prendere Maverick, in alcuni punti ho pensato di farcela, poi non ce l’ho fatta ed è passato Valentino, ma è stato abbastanza facile seguirli - ha spiegato il britannico - Ringrazio il team che ha fatto un ottimo lavoro. Sono contento dei punti fatti per Honda e di esser tornato bene dopo la delusione del Qatar”.
 
FONTE di G.N. GAZZETTA DELLO SPORT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando occupare un parcheggio disabili è reato penale

10 Aprile 2017, 13:25pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando occupare un parcheggio disabili è reato penale

INSERITO DA MORENA MOTTA In Italia, parcheggiare l’auto in un posto riservato a un disabile è reato penale. Si tratta, infatti, di una violazione di legge, in particolare dell’articolo 610 del c.p. (violenza privata). Per questo motivo la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro una precedente condanna per aver posteggiato il proprio veicolo nello spazio assegnato a un portatore di handicap. I Supremi Giudici hanno fatto presente che, qualora l’area fosse stata genericamente dedicata al posteggio dei disabili, la condotta illecita sarebbe stata punita semplicemente con una sanzione amministrativa. Ma, nel caso in questione, trattandosi di un parcheggio “espressamente riservato a una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute, alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiunge l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo”.

FONTE di Roberta Lunghini WEST INFO

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SEZ. RICETTE La tavola di Pasqua in Costa d’Amalfi, tra casatielli dolci e agnello brodettato

10 Aprile 2017, 10:08am

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SEZ. RICETTE La tavola di Pasqua in Costa d’Amalfi, tra casatielli dolci e agnello brodettato

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Anche a Pasqua la Costa d’Amalfi porta la tradizione a tavola. Alcune delle ricette, che ancora oggi si elaborano nella maggior parte delle case, sono tra le più antiche. Secoli di storia, riti e tradizioni che contaminano ancora le usanze degli abitanti della zona.

Molte di queste sono nate dalla fantasia e dalla laboriosità delle massaie che, fino alla Pasqua, detenevano il mestolo d’oro considerato che le attività di cucina nei giganteschi e prodigiosi locali dei conventi della Costiera, tutti formati da cappe smisurate collocate a qualche metro dai fornelli e da enormi rastrelliere per le teglie, erano ridotte all’osso per ovvi motivi legati ai dogmi della Chiesa.

Già, perché la Quaresima un tempo si trascorreva tra preghiera e privazioni. Anche nelle case dove si pativa il «supplizio» degli odori di «noglie», «pezzenti» e «insaccati» messi a maturare in attesa della grande abbuffata di Pasqua. Tempi di digiuno, sofferenza e rinuncia durante i quali la genialità gastronomica gravava interamente sulle povere massaie.

E se i riti penitenziali frenavano la laboriosità di monache e frati cistercensi, dalla tradizione popolare ecco spuntare zuppe di verdure e di legumi ma anche prelibati dolcetti come ad esempio i «quaresimali». Si tratta di piccoli biscotti fatti di mandorle e nocelle, impastate con solo olio. Questi dolcetti che avevano la forma di numeri o di lettere dell’alfabeto, si preparavano nei giorni prima di Pasqua. E ancora oggi, intinti nel vino, risultano essere prelibati.

Ma una volta trascorse le cinque settimane di digiuno, utili ad assolvere i peccati di gola, ecco la grande liberazione pasquale. A primeggiare sulle tavole imbandite era il «condimentum», ovvero strutto e carne di maiale presenti sia nella «minestra ammaritata» che nel «tortano ca ‘nzogne e pepe».

Una tradizione tipicamente costiera che sopravvive tutt’ora al tempo e all’insidia di nuove mode. Ma partiamo dal cosidetto tortano, una produzione tipica della zona e totalmente diverso da quello napoletano. Tale alimento, di forma tonda e ricoperto di lardo salato ed erbe aromatiche come il rosmarino, si consumava caldo.

Poi l’estro culinario della zona ha creato i tortani, impastati con sugna, cigoli, pepe che, con l’aggiunta di qualche uovo incastrato sulla superficie, arricchiscono ancora oggi gli antipasti pasquali fatti di formaggi e soppressate. Ma il piatto forte della tradizione costiera è senza dubbio l’agnello brodettato, meglio conosciuto come «’o beneritto».

Presente da secoli nel banchetto pasquale di contadini e padroni, l’agnello a zuppa continua ad essere una costante delle tavole imbandite e assume questo nome per la presenza delle foglie di alloro aggiunte a cottura ormai ultimata. Questi animali costituivano il dono che i coloni offrivano ai padroni in occasione della Pasqua. Ed è assai probabile che le loro donazioni abbiano influito nell’accreditare la tradizione culinaria, ancora oggi in uso in moltissime famiglie, di consumare a Pasqua l’agnello brodettato e speziato. L

a preparazione di questo piatto è estremamente semplice: dopo aver fatto soffriggere la cipolla nella sugna si aggiunge l’agnello tagliato a pezzi, preceduto da un dito d’acqua salata. Portare a ebollizione e aggiungere se occorre altra acqua bollente. A cottura ultimata sollevare la teglia dal fuoco e completare l’opera unendo uova sbattute, caciotta e caciocavallo grattugiati, pepe e foglie d’alloro.

Per la minestra di Pasqua, detta «maritata» il «condimentum» in Costiera Amalfitana varia addirittura di borgo in borgo. Già, perché l’usanza di questi luoghi vuole che alle delicate verdure romaniche si aggiungano diverse varietà di carni come noglie, pezzenti, stomaco e gamboncello.

E ciascuna di queste ancora oggi conserva una sua paternità geografica riconducibile alle rivalità tra comuni, la più nota delle quali era in atto tra Maiori e Tramonti. E mentre all’epoca si litigava su come maritare la minestra, c’era chi pensava a far durare fino all’estate quei nobili antenati del cotechino fatti con carni sanguinolente e cartilagini. Tutte conservate con sale, pepe e semi di finocchio selvatico.

E’ questo il caso di Scala dove almeno uno dei gamboncelli, doveva durare almeno fino al 10 di agosto, giorno della festa patronale di San Lorenzo. La pietanza d’occasione, manco a dirlo, era la minestra ammaritata, così come nel giorno di Pasqua. Ma se le carni finivano per logorarsi, allora occorreva accontentarsi del solo supporto in legno che in cottura sprigionava tutti i sapori della stagionatura.

Semplici e deliziosi sono poi i «casatielli» pasquali, morbidi dolcetti fatti di leggero pan di spagna glassato con zucchero e minuscoli confetti colorati detti «diavolilli», prodotti ancora oggi dalla storica pasticceria Pansa ad Amalfi. E’ questo, ormai da qualche secolo, il dolce tipico della Costiera, insieme con le pecorelle di zucchero da divorare durante le scampagnate del lunedì dell’Angelo.

Stando a quanto raccontava il compianto archeologo del gusto, Ezio Falcone, quello della Pasquetta è il giorno del timballo di maccheroni fatto con ragù di cularda di manzo e maiale, polpettine, mozzarella, salame, uova, sugna e bucatini. Il tutto raccolto in una pasta frolla da un centimetro. A goderselo sono in tanti, durante le scampagnate del lunedì tra i sentieri della «Terra della Sirene». Questo a Pasqua. E nei giorni di digiuno? 

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MONZA E BRIANZA NEWS Maxi-bliz venditori abusivi. Merce sequestrata e multa salata Nei guai sono finiti due persone originarie del Senegal.

10 Aprile 2017, 09:48am

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INSERITO DA MORENA MOTTA Ammonta a 6mila euro la multa comminata ai venditori abusivi di piazza Castello a Monza.

Guerra ai venditori abusivi

Vendevano accendini, cinture, bracciali, occhiali e altri oggetti senza le necessarie autorizzazioni. Per questo mercoledì mattina in piazza Castello, proprio davanti alla stazione, due cittadini del Senegal sono stati multati. Gli agenti della Polizia Locale non ci sono andati tanto per il sottile. A ciascuno dei due “venditori” è stata appioppata una multa di 3mila euro ciascuno.

Stranieri regolari

I due senegalesi finisti nei guai hanno rispettivamente 35 e 29 anni. Entrambi sono risultati regolari sul territorio italiano. Oltre alla multa i due si sono visti sequestrare anche tutta la merce che avevano in esposizione. La denuncia invece non è scattata in quanto gli oggetti esposto, circa 350 pezzi, non erano contraffatti. Un terzo venditore ambulante, invece, alla vista degli agenti, è fuggito facendo perdere le tracce.

Controlli costanti

Il fenomeno della vendita abusiva da parte di sedicenti ambulanti rappresenta purtroppo una piaga molto diffusa in tutto il nostro Paese. Basta scorrere rapidamente le principali notizie pubblicate da Google inserendo come parole chiave “venditori abusivi” per scoprire un sommerso sconfinato. Le azioni delle forze dell’ordine sono ormai all’ordine del giorno. A Monza la Polizia Locale è impegnata nel controllo di questo fenomeno.

Scritto da: Gianluca.Papa IL GIORNALE DI MONZA 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Storia del pittore Lee Jung Seob

10 Aprile 2017, 09:45am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Storia del pittore Lee Jung Seob

di Michele Pappacoda Il pittore Lee Jung Seob: Una vita tormentata e in gran parte da esule quella vissuta dal pittore Lee Jung Seob, tra i protagonisti della scena artistica sudcoreana, e non solo, della prima metà del Novecento. Formatosi alla prestigiosa scuola d'arte Teikoku in Giappone, lavorò come artista a Parigi dove entrò in contatto con la corrente pittorica "fauvista", che riprese nel suo stile mescolandola con i temi della sua terra.

La morte del primo figlio e lo scoppio della guerra tra le due Coree (che lo separò per sempre dalla sua famiglia) segnarono la sua produzione, rappresentata per lo più da dipinti a olio. Al suo quadro più noto, "Ox" ("bue", conservato al Museum of Modern Art di New York), si richiama il doodle locale (visibile in Corea del Sud), pubblicato da Google nel 2012, per ricordare il 96° della nascita dell'artista.

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SEZ. VARIE NEWS Disastro Moby Prince mercoledì 10 aprile 1991 (26 anni fa)

10 Aprile 2017, 09:08am

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SEZ. VARIE NEWS Disastro Moby Prince mercoledì 10 aprile 1991 (26 anni fa)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Disastro Moby Prince: «Siamo incendiati! Ci è venuta una nave addosso!» Nel cuore della notte un disperato allarme arriva alla capitaneria di Porto di Livorno, che allerta i soccorsi. Tutti in salvo gli uomini della petroliera Agip Abruzzo ma è troppo tardi per l'altra nave, ridotta ormai a un groviglio di lamiere in fiamme. A distanza di oltre vent'anni, sui fatti di quella tragica notte gravano contraddizioni e omissioni.

Sono le 22.03 di mercoledì 10 aprile 1991, il traghetto di linea Moby Prince (proprietà della compagnia di navigazione privata Nav.Ar.Ma) parte da Livorno con direzione Olbia. A bordo 140 persone, 76 passeggeri e 65 membri dell'equipaggio, agli ordini del comandante Ugo Chessa. Il clima è disteso e molti sono raccolti nella sala bar, a guardare in Tv il big match Barcellona vs Juventus, semifinale di andata di Coppa delle Coppe.

Circa venti minuti dopo il traghetto percorre la rada che poi immette in mare aperto. In quel tratto avviene l'irreparabile: la nave passeggeri finisce con la prua nella pancia della petroliera Agip Abruzzo, nei cui serbatoi sono stipati 2.700 tonnellate di petrolio Iranian Light. In pochi attimi il mare attorno si trasforma in una larga macchia nera che inizia a prendere fuoco, avvolgendo la prua della nave passeggeri.

Alle 22.25 arriva il "may day" del marconista della Prince, seguito dieci minuti dopo dall'allarme dato via radio dal comandante dell'Agip Renato Superina, che conferma la collisione parlando erroneamente di una bettolina (piccola imbarcazione utilizzata all'interno dei porti). Ciononostante i soccorsi raggiungono il luogo dell'impatto verso le 23, traendo in salvo i 18 occupanti della petroliera. Dell'altra nave se ne sono perse le tracce.

Soltanto alle 23,35, e per puro caso, due ormeggiatori s'imbattono nella Moby Prince che nel frattempo, come impazzita, si è messa a girare in circolo. Davanti ai loro occhi c'è un inferno di fuoco, in mezzo al quale viene colto un unico segno di presenza umana: attaccato al parapetto, il mozzo di origini napoletane Alessio Bertrand è riuscito ad evitare le fiamme e su esortazione dei due ormeggiatori si lancia in mare. Sarà l'unico sopravvissuto di quella notte.

In quegli attimi sopraggiunge una motovedetta della Capitaneria di Porto livornese che, dopo aver indugiato per mezz'ora, fa ritorno alla base. L'amara constatazione dei fatti, confermata durante i processi, dice che il primo soccorritore a mettere piede sulla Prince è il marinaio Giovanni Veneruso, incaricato di agganciare la nave per trainarla con un rimorchiatore all'interno del porto. Il tutto avviene alle 3,30 del mattino quando ormai del traghetto resta poco più di un relitto spettrale di fumo e lamiere.

L'opinione pubblica è sconvolta dalle prime immagini trasmesse dai telegiornali ma ricostruzioni troppo frettolose, confermate da esponenti del governo centrale, parlano di "errore umano" dovuto alla presenza di nebbia. L'ipotesi della nebbia viene confermata in sede giudiziaria nei due processi: il primo per omissione di soccorso e omicidio colposo, il secondo per manomissione a bordo, che non portano ad alcuna condanna avvalorando indirettamente la tesi dell'errore umano.

Una verità processuale che scontenta i familiari delle vittime, che si appellano alla contraddittorietà di alcuni aspetti, a cominciare dall'enorme ritardo dei soccorsi. In più molti testimoni, tra cui ufficiali di marina e semplici cittadini, confermano che in quelle ore non c'è stata alcuna nebbia e le fiamme erano ben visibili dal porto. A confermarlo è anche un video amatoriale trasmesso dal TG1, nelle sere successive al disastro.

Alcune perizie dimostrano che i passeggeri della nave sono sopravvissuti per diverso tempo dopo l'impatto. Dal ritrovamento dei corpi emerge che la maggior parte è stata raccolta nel salone De Lux, circondato da paratie che avrebbero impedito per oltre mezz'ora la propagazione del fuoco. I test tossicologici, inoltre, confermano la presenza di monossido di carbonio nel sangue delle vittime, segno evidente del fatto che sono rimasti in vita per ore.
Negli anni a seguire, per mantenere vivo il ricordo, il Comune di Livorno dedica una piazza alle vittime, mentre in via Molo Mediceo pone una targa con i loro nomi.

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ALMANACCO DEL GIORNO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Aprile 2017, 09:00am

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ALMANACCO DEL GIORNO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
Santi del Giorno
San Terenzio e compagni (Martiri di Cartagine)
Sant'Ezechiele (Profeta)

San Fulberto di Chartres (Vescovo)
San Palladio di Auxerre (Vescovo)
Sant'Apollonio (Martire)
Accadde Oggi
1991 - Disastro Moby Prince (26 anni fa): «Siamo incendiati! Ci è venuta una nave addosso!» Nel cuore della notte un disperato allarme arriva alla capitaneria di Porto di Livorno, che allerta i soccorsi. Tutti in salvo gli...
1925 - Fitzgerald pubblica "Il grande Gatsby" (92 anni fa): «Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato» è l'amara riflessione con cui Francis Scott Fitzgerald conclude il suo capolavoro...
Nati in questo giorno
1847 - Joseph Pulitzer (170 anni fa): Pioniere dell'editoria della carta stampata, la sua fervida e lungimirante impresa dischiuse un nuovo orizzonte alla professione giornalistica. Nato a Makò, piccola città dell'Ungheria...
1946 - Caterina Caselli (71 anni fa): Celebrata, per circa un decennio, come il casco d'oro della musica italiana, dalla metà degli anni Settanta opera come talent scout e dalla sua scuderia sono usciti artisti del calibro di...
1964 - Nancy Brilli (53 anni fa): Volto noto del piccolo e grande schermo italiano, all'anagrafe è registrata come Nancy Nicoletta Lina Ortensia Brilli. Romana doc, debutta al cinema a vent'anni con il regista Pasquale...
1990 - Valerio Scanu (27 anni fa): Giovane cantante sardo, è uno dei talenti sfornati dalla "fabbrica" di Amici di Maria De Filippi. Nato a La Maddalena, in provincia di Olbia-Tempio, deve tantissimo alla TV, dove...
Nati... sportivi
1983 - Mauro Sarmiento (34 anni fa): Nato a Casoria (in provincia di Napoli), è un taekwondoka di 195 cm che gareggia per il Centro Sportivo dell'Esercito Italiano, nella categoria 80 kg. Nel 2008 si classifica terzo ai...
1986 - Fernando Gago (31 anni fa): Nato a Ciudadela (Argentina), è un calciatore di origini italiane. Fernando Rubén Gago dal 2013 gioca nel Boca Juniors, nelle cui giovanili è cresciuto, mentre in precedenza ha...
Eventi Sportivi
1896 - Spiridon Louis vince la maratona della I Olimpiade (121 anni fa): Lo spirito di Olimpia è rinato con il ritorno dei Giochi Olimpici ad Atene nell'aprile 1896. Nel programma olimpico dell'atletica leggera è inserita una gara di corsa denominata...
I Doodle di Google
Il pittore Lee Jung Seob: Una vita tormentata e in gran parte da esule quella vissuta dal pittore Lee Jung Seob, tra i protagonisti della scena artistica sudcoreana, e non solo, della prima metà del Novecento....
Scomparsi oggi
1919 - Emiliano Zapata (98 anni fa): Nato ad Ayala, in Messico, è stato un capo rivoluzionario, politico e guerrigliero, protagonista insieme a Pancho Villa della Rivoluzione messicana. Dopo essere entrato in politica per difendere i...

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Aprile 2017, 08:56am

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

 
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APPROFONDIMENTO

Sole e bel tempo prevalente. sull'Italia Qualche temporale sulle Prealpi centro orientali, sul Sud Emilia e, occasionali, sul Centro Appennino.

NORD

Bel tempo soleggiato sulla gran parte dei settori. Al pomeriggio, locali addensamenti con qualche temporale sulle Prealpi centro orientali e sulle aree meridionali emiliane, soprattutto in prossimità di rilievi appenninici.

Temperature

Stazionarie.

CENTRO e SARDEGNA

Bel tempo prevalente, salvo qui qualche addensamento con locali temporali pomeridiani sui rilievi, specie tra Toscana e Nord Umbria e tra Lazio e Abruzzo.

Temperature

Stazionarie.

SUD e SICILIA

Alta pressione con sole e bel tempo ovunque. 

Temperature

Stazionarie.

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