NEWS ITALIA E DAL MONDO Durante l’udienza generale del mercoledì Papa Francesco, Maria cucinava e stirava le camicie di Gesù e Giuseppe I VIDEO
INSERITO DA ROSARIA ROMANO «Quella di Nazareth non era una famiglia finta, irreale. Maria, la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camicie, Giuseppe, il papà faceva il falegname»: così Papa Francesco nella sua catechesi durante l’Udienza Generale del mercoledì. «Gesù - ha spiegato il Pontefice - viene come un figlio di famiglia. Non nasce in una grande città come Roma, ma in una periferia piuttosto malfamata, Nazareth. È un Dio sottomesso. Ha perso 30 anni lì, in quella periferia malfamata. Non ha fatto guarigioni o altri prodigi in quegli anni. Quello che era importante lì era la famiglia, ma non è stato tempo sprecato: erano grandi santi, Maria Immacolata e Giuseppe. E Gesù mai in quel tempo si è scoraggiato». Il messaggio di quella famiglia, ha proseguito Francesco, è quello di «far diventare normale l’aiuto vicendevole e l’amore».A quell'epoca si stiravano le camicie??? Dubito che ci fosse il ferro da stiro e neanche le camicie!«Quella di Nazareth non era una famiglia finta, irreale. Maria, la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camicie, Giuseppe, il papà faceva il falegname»: così Papa Francesco nella sua catechesi durante l’Udienza Generale del mercoledì. «Gesù - ha spiegato il Pontefice - viene come un figlio di famiglia. Non nasce in una grande città come Roma, ma in una periferia piuttosto malfamata, Nazareth. È un Dio sottomesso. Ha perso 30 anni lì, in quella periferia malfamata. Non ha fatto guarigioni o altri prodigi in quegli anni. Quello che era importante lì era la famiglia, ma non è stato tempo sprecato: erano grandi santi, Maria Immacolata e Giuseppe. E Gesù mai in quel tempo si è scoraggiato». Il messaggio di quella famiglia, ha proseguito Francesco, è quello di «far diventare normale l’aiuto vicendevole e l’amore». ] «Quella di Nazareth non era una famiglia finta, irreale. Maria, la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camicie, Giuseppe, il papà faceva il falegname»: così Papa Francesco nella sua catechesi durante l’Udienza Generale del mercoledì. «Gesù - ha spiegato il Pontefice - viene come un figlio di famiglia. Non nasce in una grande città come Roma, ma in una periferia piuttosto malfamata, Nazareth. È un Dio sottomesso. Ha perso 30 anni lì, in quella periferia malfamata. Non ha fatto guarigioni o altri prodigi in quegli anni. Quello che era importante lì era la famiglia, ma non è stato tempo sprecato: erano grandi santi, Maria Immacolata e Giuseppe. E Gesù mai in quel tempo si è scoraggiato». Il messaggio di quella famiglia, ha proseguito Francesco, è quello di «far diventare normale l’aiuto vicendevole e l’amore». Ai giovani: «Fate come Gesù, sognate in grande» Papa Bergoglio ripercorre la vita di Gesù, dai primi anni: «I Vangeli, nella loro sobrietà, non riferiscono nulla - ha ricordato Francesco - circa l’adolescenza di Gesù e lasciano questo compito alla nostra affettuosa meditazione. L’arte, la letteratura, la musica hanno percorso questa via dell’immaginazione. Di certo, non ci è difficile immaginare quanto le mamme potrebbero apprendere dalle premure di Maria per quel Figlio! E quanto i papà potrebbero ricavare dall’esempio di Giuseppe, uomo giusto, che dedicò la sua vita a sostenere e a difendere il bambino e la sposa, la sua famiglia, nei passaggi difficili!». Per Francesco anche i ragazzi di oggi «potrebbero essere incoraggiati da Gesù adolescente a comprendere la necessità e la bellezza di coltivare la loro vocazione più profonda, e di sognare in grande!». ] Ai giovani: «Fate come Gesù, sognate in grande» Papa Bergoglio ripercorre la vita di Gesù, dai primi anni: «I Vangeli, nella loro sobrietà, non riferiscono nulla - ha ricordato Francesco - circa l’adolescenza di Gesù e lasciano questo compito alla nostra affettuosa meditazione. L’arte, la letteratura, la musica hanno percorso questa via dell’immaginazione. Di certo, non ci è difficile immaginare quanto le mamme potrebbero apprendere dalle premure di Maria per quel Figlio! E quanto i papà potrebbero ricavare dall’esempio di Giuseppe, uomo giusto, che dedicò la sua vita a sostenere e a difendere il bambino e la sposa, la sua famiglia, nei passaggi difficili!». Per Francesco anche i ragazzi di oggi «potrebbero essere incoraggiati da Gesù adolescente a comprendere la necessità e la bellezza di coltivare la loro vocazione più profonda, e di sognare in grande!». «Riscoprire la missione della famiglia» Secondo il Papa, «ciascuna famiglia cristiana, come fecero Maria e Giuseppe, può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo». «Facciamo spazio - ha suggerito alla folla dei fedeli - nel nostro cuore e nelle nostre giornate al Signore. Così fecero anche Maria e Giuseppe, e non fu facile: quante difficoltà dovettero superare! Non era una famiglia finta, non era una famiglia irreale. La famiglia di Nazareth ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione della famiglia, di ogni famiglia. E, come accadde in quei trent’anni a Nazaret, così può accadere anche per noi: far diventare normale l’amore e non l’odio, far diventare comune l’aiuto vicendevole, non l’indifferenza o l’inimicizia». «Non è un caso - ha osservato Francesco - che Nazareth significhi «Colei che custodisce, come Maria, che, dice il Vangelo», custodiva nel suo cuore tutte queste cose». «Da allora, ogni volta che c’è una famiglia che custodisce questo mistero, fosse anche alla periferia del mondo, il mistero del Figlio di Dio è all’opera. E viene per salvare il mondo».] «Riscoprire la missione della famiglia» Secondo il Papa, «ciascuna famiglia cristiana, come fecero Maria e Giuseppe, può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo». «Facciamo spazio - ha suggerito alla folla dei fedeli - nel nostro cuore e nelle nostre giornate al Signore. Così fecero anche Maria e Giuseppe, e non fu facile: quante difficoltà dovettero superare! Non era una famiglia finta, non era una famiglia irreale. La famiglia di Nazareth ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione della famiglia, di ogni famiglia. E, come accadde in quei trent’anni a Nazaret, così può accadere anche per noi: far diventare normale l’amore e non l’odio, far diventare comune l’aiuto vicendevole, non l’indifferenza o l’inimicizia». «Non è un caso - ha osservato Francesco - che Nazareth significhi «Colei che custodisce, come Maria, che, dice il Vangelo», custodiva nel suo cuore tutte queste cose». «Da allora, ogni volta che c’è una famiglia che custodisce questo mistero, fosse anche alla periferia del mondo, il mistero del Figlio di Dio è all’opera. E viene per salvare il mondo». La piazza dell’abbraccio del tango Nel giorno dell’udienza e del compleanno di papa Francesco in piazza c’erano anche tremila amanti del tango provenienti da quaranta città d’Italia, ma anche dall’Argentina. «Vi auguro che oggi nasca un bello spettacolo e che soffi un po’ di vento della Pampa» ha detto il papa. «Mi sembra che questa piazza diventi oggi un “2 x 4”» ha aggiunto, usando l’espressione che indica il ritmo del tango. E dalle 11 e 30 gli altoparlanti posti tra piazza San Pietro e via della Conciliazione per quasi un’ora hanno suonato la musica malinconica delle orchestre preferite dai ballerini e da papa Francesco che, come ha assicurato il ”musicalizador”, ama i compositori come Troilo, D’Arienzo, Di Sarli e Pugliese, tutta musica dell’epoca de Oro del tango anni ‘40. «Un tango dell’abbraccio» l’ha definito l’organizzatrice Cristina Carmorani che da tutto il mondo ha portato i tangueros a Roma, nella piazza pensata dal Bernini circondata da un colonnato proprio «Per ricever a braccia aperte ] La piazza dell’abbraccio del tango. Nel giorno dell’udienza e del compleanno di papa Francesco in piazza c’erano anche tremila amanti del tango provenienti da quaranta città d’Italia, ma anche dall’Argentina. «Vi auguro che oggi nasca un bello spettacolo e che soffi un po’ di vento della Pampa» ha detto il papa. «Mi sembra che questa piazza diventi oggi un “2 x 4”» ha aggiunto, usando l’espressione che indica il ritmo del tango. E dalle 11 e 30 gli altoparlanti posti tra piazza San Pietro e via della Conciliazione per quasi un’ora hanno suonato la musica malinconica delle orchestre preferite dai ballerini e da papa Francesco che, come ha assicurato il ”musicalizador”, ama i compositori come Troilo, D’Arienzo, Di Sarli e Pugliese, tutta musica dell’epoca de Oro del tango anni ‘40. «Un tango dell’abbraccio» l’ha definito l’organizzatrice Cristina Carmorani che da tutto il mondo ha portato i tangueros a Roma, nella piazza pensata dal Bernini circondata da un colonnato proprio «Per ricever a braccia aperte.
IL CORRIERE DELLA SERA
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INSERITO DA SILVIA TARABELLA 19 DIC - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata all'1:09 in provincia di Firenze, nella zona delle Colline del Chianti. Secondo di rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9,4 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Barberino Val d'Elsa, Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle in Val di Pesa. Non si segnalano danni a persone o cose. Nella stessa zona era stata registrata una scossa di magnitudo 2.5 ieri alle 15:37. (ANSA).ANSA
INSERITO DA MARIA PAPPACODA Federico Arcamone, 32 anni, salernitano originario di Coperchia (frazione di Pellezzano) ha perso la vita a Praga dove si era trasferito in cerca di lavoro. Non si conoscono ancora i particolari della tragedia consumatasi nella capitale ceca, ma pare che Federico sia stato trovato senza vita nel suo appartamento da alcuni amici insospettitisi dalla sua assenza al lavoro. Era un grande appassionato di calcio, aveva giocato in diverse formazionhi di calcio minore della sua zona come il valentino Mazzola e l'Honveed. Da tempo si era trasferito a Praga dove aveva trovato il posto di addetto in un hotel. IL MATTINO
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MANCHESTER - Ricevere denaro da uno sconosciuto, senza un apparente motivo. Una fantasia che ci sarà capitata più di una volta. Ebbene, Kayleigh Moran ha visto questa fantasia diventare realtà. La donna, infatti, mentre era a passeggo con sua figlia Daisy di 1 anno e mezzo, ha ricevuto una misteriosa busta da uno sconosciuto. Subito dopo averla consegnata, l'uomo si è allontanato velocemente. Kayleigh ha aperto la busta, oltre ad un biglietto con su scritto 'Buon Natale', nel suo interno c'erano ben 200 sterline, circa 300 euro.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Oltre 90mila euro al mese. 91.337,18 euro per la precisione. È Mauro Sentinelli il pensionato d'oro d'Italia, colui che più di tutti guadagna dopo il termine della sua attività lavorativa. Ex manager e ingegnere elettronico della Telecom, inventò le schede ricaricabili per cellulari.