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SARDEGNA E CORSICA NEWS ASSEMINI Non dà più notizie di sé, trovata la sua auto

19 Dicembre 2014, 11:42am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

pizap.com14189781686761-copia-1INSERITO DA SILVIA TARABELLA Un uomo di 42 anni scompare dopo aver avvertito la moglie che doveva andare a Villacidro per lavoro.

La cascata di Sa Spendula a VillacidroLa cascata di Sa Spendula a Villacidro

ASSEMINI. Da ieri alle 16 non dà più notizie di sé un uomo di 42 anni, dipendente di una ditta che vende apparecchi acustici. Ieri sera non è tornato a casa, stamani i carabinieri hanno trovato la sua auto vicino alla cascata di Sa Spendula a Villacidro.

L'allarme è stato dato ieri sera dalla moglie quando in tarda sera ancora non era tornato a casa. Spada aveva telefonato intorno alle 16 per avvertire che doveva recarsi a Villacidro per lavoro. In serata la moglie gli ha telefonato a sua volta per sapere a che ora sarebbe rientrato ma l'uomo aveva il cellulare spento o comunque non era raggiungibile. In un primo momento i familiari non ci hanno fatto troppo caso e l'hanno aspettato. Col passare delle ore si sono decisamente preoccupati e hanno informato i carabinieri.

 

Stamani di primo mattino il ritrovamento dell'auto, le ricerche continuano.

di Luciano Pirroni LA NUOVA SARDEGNA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS COSTA SMERALDA "Scuola laica, niente precetto di Natale"

19 Dicembre 2014, 11:38am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

pizap.com14189781686761-copia-1.jpgINSERTO DA SILVIA TARABELLA Alle medie di Abbiadori la messa natalizia dovrà essere celebrata fuori dall'orario scolastico per rispetto nei confronti degli studenti musulmani. Alcuni genitori si lamentano

 

La chiesa di Stella Maris a Porto CervoLa chiesa di Stella Maris a Porto Cervo

 

PORTO CERVO. Niente precetto natalizio durante l’orario scolastico per rispetto agli studenti di religione diversa da quella cattolica che frequentano l’istituto che accoglie i bambini che vivono in Costa Smeralda.

Il tradizionale appuntamento era in programma per oggi nella chiesa di Stella Maris. Ma la direzione didattica delle medie di Abbiadori ha deciso che si potrà fare solo in orario extrascolastico. All’origine della decisione ci sarebbe il fatto che la scuola è frequentata da molti studenti musulmani.

Diversi genitori se la sono presa. «È una grande dispiacere che i nostri figli, come sempre è accaduto, non possano fare il precetto di Natale - dicono, anche con delle lettere -. È una nostra tradizione, la sentiamo tantissimo e questo diniego della scuola di Abbiadori ci addolora molto. Ci sembra di dover rinunciare a una parte importante della nostra vita quotidiana. Non è giusto».

 

«È stata una decisione presa dai docenti - spiega il dirigente Maria Filomena Cinus -. Già l’anno scorso c’erano stati problemi con il precetto e quest’anno, infatti, non c’è stata l’unanimità per consentire che si facesse durante l’orario scolastico».

DI GUIDO PIGA LA NUOVA SARDEGNA

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CIOCIARIA NEWS Fiamme in un palazzo Ater, cinque intossicati a Cassino

19 Dicembre 2014, 11:35am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nDI MICHELE PAPPACODA Cassino - Fumo e fiamme hanno avvolto in pochi minuti la notte scorsa un palazzo Ater di sei piani situato in viale Sandro Pertini, nel quartiere San Bartolomeo a Cassino. Momenti di paura da parte delle decine di famiglie che vivono nel grande edificio popolare che ospita almeno 200 persone. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della polizia unitamente a tante ambulanze dell'Ares 118.

I vigili del fuoco hanno fatto scendere coloro che vivevano ai piani alti e che a cause del fumo intenso che aveva avvolto ascensore e scale non potevano mettersi in salvo. Le fiamme che si sono sprigionate in uno dei sotterranei-ripostiglio dell'edificio sono state domate poco dopo le cinque. Cinque le persone rimaste intossicate in maniera seria e che hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso del "Santa Scolastica" di Cassino. Tutti altri inquilini hanno dovuto trascorrere l'intera notte fuori casa perchè l'odore delle masserizie bruciate ha reso l'area tossica e quindi irrespirabile. I carabinieri e i vigili del fuoco stanno ora lavorando sulle cause che hanno sprigionato l'incendio, che potrebbe essere di natura dolosa.

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CIOCIARIA NEWS Frosinione : Tamponamento all'incrocio di Via Pietro Mascagni con veicolo del 118

19 Dicembre 2014, 11:31am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un appello a coloro che hanno assistito all'impatto per chiarire la dinamica dei fatti

Frosinione : Tamponamento all'incrocio di Via Pietro Mascagni con veicolo del 118

Frosinone -  L’incidente avvenuto il 15 dicembre alle ore 19:00 sulla Via Monti Lepini, all’incrocio con Via Pietro Mascagni ha conivolto  un’autovettura Fiat 500 nera ed un furgone del 118 .
Purtroppo,  non essendo chiara la dinamica dell'incidente che ha causato alcuni feriti, l' Agente Assicurativo Colasanti Daniele della Unipol  si rivolge ai nostri lettori per chiedere a chiunque avesse assistito alla scena di poter prendere contatti direttamente con gli  Uffici preposti della Unipol  al nr.: 07751856528 mob. :3923546187.

 

FONTE CIOCIARIA OGGI NOTIZIE

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CILENTO NEWS AGROPOLI,COLPO PER DUE ZINGARE AL MERCATO MA NON SI ERANO ACCORTE DEI CARABINIERI,ARRESTATE

19 Dicembre 2014, 11:28am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

zingare ladre10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa volta a piangere è stata una vecchietta di circa 80 anni.Le avevano rubato un borsellino nella borsa mentre era intenta a fare la spesa.Una vergogna perenne nel mercato del giovedì,una piaga sociale. E come ogni govedì le zingare di Agropoli hanno agito senza scrupoli.Approfittando della confusione, con destrezza le hanno aperto la borsa e hanno asportato il portafogli. Le ladre si sono immediatamente allontanate, prelevando 70€ in contanti e gettando a terra il portafogli.Il delitto non è passato inosservato agli occhi dei Carabinieri della Stazione di Agropoli, che ogni settimana vigilano all’interno del mercato. I due Carabinieri hanno inseguito le ladre, arrestandole e recuperando la refurtiva che è stata immediatamente restituita alla signora.Le ladre, identificate in Rosa Bevilacqua, classe 1972, e inVirginia Bevilacqua, classe 1966, sono state quindi trasportate presso le proprie abitazioni agli arresti domiciliari e deferite all’Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania per il reato di furto aggravato con destrezza in concorso.Questa volta i carabinieri le hanno prese fra poco tempo però usciranno e ricominceranno rendendo vana la brillante azione dei militari che già in altre occasione hanno sventato questi pericoli.Il capitano Presutti e i suoi uomini sono costantemente allertati per contrastare gli zingari e le zingare non solo al mercato ora spetta alla magistrature da forza all’azione dei militari per rendere più agevole il loro lavoro.

AGROPOLINEWS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Concordia, c'è anche il danno ambientale: un'altra inchiesta travolge il capitano Schettino

19 Dicembre 2014, 11:24am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il comandante della Concordia Francesco Schettino, gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin sono stati indagati per danno ambientale in un'inchiesta bis sul naufragio del Giglio il 13 gennaio 2012. Ai quattro la procura di Grosseto ha notificato oggi l'avviso di conclusione indagini. L'accusa è di 'distruzione di bellezze ambientali'; a fine dicembre la richiesta di rinvio a giudizio. Per Schettino e gli altri potrebbe scattare un processo-bis legato al naufragio.

L'inchiesta-bis ha preso in esame i danni causati agli scogli, alle rocce, alla fauna e alla flora subacquea, nel tratto di isola dove il relitto della Concordia è rimasto adagiato per due anni e mezzo. L'avvocato Domenico Pepe, difensore di Schettino, "nel capo d'imputazione dell'inchiesta-bis per danno ambientale, la procura ripercorre le accuse a Ambrosio, Coronica e Rusli Bin proprio come emerso durante il processo a Schettino Da qui si ricava che Schettino non è l'unico responsabile ma un contesto ha determinato il naufragio". "Anche per questo - ha proseguito il difensore - abbiamo deciso di tagliare la lista dei testimoni da 43 a quattro, perché la vicenda è talmente evidente e chiara che sembra inutilmente dilatorio, e inopportuno e offensivo verso il tribunale far protrarre inutilmente il processo di altre udienze per sentire altre decine di testi, anche per le spese ingenti che verrebbero ulteriormente sostenute". "Chi ha voluto capire, ha capito, è inutile e violento tediare il tribunale e l'opinione pubblica, tra l'altro - ha anche commentato Pepe - il tribunale è stato attento in tutte le udienze". A premessa della contestazione di danno ambientale, ha ancora riferito il difensore di Schettino, "si legge tra l'altro che Ambrosio non ha seguito la rotta tracciata da Canessa, che Coronica non ha vigilato sull'operato del timoniere e che lo stesso timoniere ha equivocato le manovre di emergenza ordinate da Schettino, tutti elementi che sono emersi proprio nel processo che sta per concludersi a Grosseto e che fanno vedere altre responsabilità del naufragio".

METROPOLIS

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SEZ.DISABILITà NEWS La truffa più meschina: falso avvocato truffa invalidi promettendo aiuto per sbloccare le pensioni

19 Dicembre 2014, 11:20am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si spacciava per avvocato, a suo dire operante per l'Inps, e prometteva lo sblocco delle pensioni di invalidità. In questo modo ha truffato decine di invalidi civili in diverse regioni d'Italia: Piemonte, Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Puglia, Emilia Romagna. Lo hanno scoperto e denunciato i carabinieri di Settimo Torinese. Hanno accertato che il falso avvocato, F.C., 38 anni, abitante a Settimo Torinese, con diversi precedenti di polizia, ha truffato più di quaranta persone. Secondo i carabinieri, il numero delle truffe finora accertate è solo parziale ed è destinato a salire. Alle sue vittime, che avevano in atto contenziosi finalizzati al riconoscimento dell'invalidità' civile, faceva credere di essere riuscito a sbloccare la loro situazione e di aver vinto le cause pendenti. Come compenso per la buona riuscita della causa chiedeva la trasmissione con un vaglia postale on-line di somme variabili da 1.000 a 3.000 euro. L''ultimo vaglia incassato è stato di 2.500 euro, da una donna di Tortoreto (Teramo). Poi sono intervenuti i carabinieri.METROPOLIS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Alimuri, giù l'ecomostro: ora spazio alla natura I VIDEO

19 Dicembre 2014, 11:14am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

100000348134730pizapw1418978116INSERITO DA ROSARIA ROMANO Il bilancio delle operazioni di abbattimento della struttura in cemento armato. Nessun detrito in mare, una macchina organizzativa complessa e perfettamente funzionante, professionalità tutte della Campania impegnate per ripristinare i luoghi dopo 50 anni. Le suggestive immagini dell'esplosione

 

Tutto è andato secondo i piani. Nessun detrito è finito in mare e l'Ecomostro di Alimuri, dopo un boato propagatosi nell'insenatura naturale più affascinante della Penisola Sorrentina, si è praticamente dissolto domenica 30 novembre in una nuvola di polvere sospinta dallo scirocco. L'intera macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione: Forze dell'Ordine (Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, Vigili Urbani), Protezione Civile, Anas, Volontari, senza parlare della collaborazione tra le due amministrazioni comunali quali Vico Equense e Meta, che per un giorno sono diventate un unico comune con un solo obiettivo.
 
Così l'ecomostro di Alimuri è andato giù. Tutte le fasi dell'abbattimento della struttura in cemento armato eliminata dopo 50 anni dalla costiera sorrentina. Le immagini esclusive girate dal mare (video di Roberto P. Ormanni; montaggio di Fabio Di Donna)
 
Alle 13,48 del 30 novembre 2014 è cambiato lo scenario di una costa che dovrà rifare la foto per la sua carta d'identità, perché, eliminato quel neo che le oscurava ogni bellezza, ha voglia di mostrare il suo nuovo volto, più bello, più pulito, più naturale. Diciottomila metri cubi, 51 anni di storia, 1.504 micro cariche esplosive, dieci secondi e tutto viene demolito, stemperando le emozioni, le tensioni, il timore, l'operosità, il dietro le quinte, il lavoro svolto nel silenzio degli uffici, le notti dei tecnici dedicate ad un progetto tanto ambizioso quanto complesso, il fiato sospeso per quei pochi ma lunghissimi secondi, il cuore che ha battuto forte fino a quella famosa frase "a terra tutto bene...". 
 
 
L'ingegner Salvatore Mascolo, direttore dei lavori, ha fatto chiarezza sui dettagli di un'operazione che ha rispettato l'ambiente e valorizzato professionalità nostrane. Per l'intera operazione di demolizione sono stati utilizzati complessivamente 94 kg di esplosivo, 1504 micro cariche da 62.5 grammi cadauna e di 25 mm di diametro. Su ogni pilastro sono stati eseguiti, in media, 6 fori da 30 mm di diametro, a distanza di circa 50 cm l’uno dall’altro, per alloggiare le cariche e sono stati impiantati in media 350 gr. di esplosivo. Per il corpo di fabbrica grande sono stati caricati solo 4 piani; entrambi i piani, invece, per quello più basso.
 
 
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Il tempo di esplosione tra una carica e l'altra è stato previsto e compreso tra i 15 e i 25 millisecondi. Di norma, a seconda del tempo che si attribuisce ad ogni carica, si ottiene un cinematismo di crollo diverso. A differenza di quanto previsto in fase progettuale, il corpo di fabbrica grande è stato studiato e calcolato in corso d’opera affinché crollasse verso il baricentro dell’edificio per poi adagiarsi verso il costone, così da evitare che qualche detrito potesse cadere in mare. Per il corpo più piccolo si è previsto un cinematismo a conci per crollo centrale.
 
Alimuri, l'assessore Elefante. «Ci rivarremo a danno della Sa.an, società proprietaria del rudere», annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Elefante. Da domani comincerà la bonifica del costone roccioso sovrastante la spiaggia di Alimuri e la rimozione delle macerie del rudere del maxi albergo mai ultimato
 
Un lavoro, portato avanti dall'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Vico Equense, l'ingegner Antonio Elefante, che dal sindaco Gennaro Cinque aveva ricevuto la "delega all'Alimuri", dove per delega si intendeva il mandato e la "preghiera" a trovare una soluzione definitiva ad una presenza mostruosa che da oltre mezzo secolo imbrattava ed imbruttiva una tra le coste più belle d'Italia.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SCAFATI Spari contro una casa in via Lo Porto

19 Dicembre 2014, 11:12am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

100000348134730pizapw1418978116INSERITO DA ROSARIA ROMANO Colpi di arma da fuoco nella notte: nell'abitazione risiede una famiglia di origini bulgare. Indagano i carabinieri.

Uno scorcio di via Lo PortoUno scorcio di via Lo Porto

Spari nel cuore della notte. Ancora una notte di paura a Scafati. Alcuni colpi di arma da fuoco sono stati sparati contro un’abitazione in via Lo Porto. Immediatamente sul posto sono arrivati i carabinieri che stanno attualmente indagando. Secondo indiscrezioni pare che all’interno dell’appartamento abitasse una famiglia di origine bulgara. Scafati è da mesi ormai sulle prime pagine dei giornali per una presunta escalation della criminalità che rischierebbe di sommergere la società civile. Stando agli ultimi episodi si può, infatti, constatare che in città è aumentata la media criminalità. Furti in negozi e appartamenti, raid notturni stanno mettendo in ginocchio i cittadini. Intanto cresce l’allarme soprattutto nelle periferie. Il problema della sicurezza ha creato negli ultimi mesi forti tensioni anche tra maggioranza e opposizione.

DI LUIGI NOVI LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PAGANI Camorra, blitz nell'Agro contro il clan Fezza-Petrosino D’Auria

19 Dicembre 2014, 11:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

100000348134730pizapw1418978116INSERITO DA ROSARIA ROMANO Nell'operazione antimafia della Dia si contesta lo scambio politico-mafioso, estorsioni e illecita concorrenza, reati tutti aggravati dal metodo mafioso.

Operazione della Dia e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno in esecuzione di provvedimento cautelare emesso dal gip presso il Tribunale di Salerno su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Colpiti gli affari economici illeciti del clan «Fezza-Petrosino D’Auria, che imponeva il proprio controllo su diverse attività produttive e di erogazione di pubblico servizio nell’agro paganese. Ai vertici del clan è contestata l’associazione di tipo mafioso finalizzata allo scambio politico-mafioso, alle estorsioni e all’illecita concorrenza, reati tutti aggravati dal metodo mafioso.

Nella vasta operazione antimafia contro vertici e sodali del clan camorristico Fezza-Petrosino D’Auria, l’indagine, condotta dalla Dia di Salerno congiuntamente al Nucleo investigativo carabinieri di Salerno ed al Reparto territoriale carabinieri di Nocera Inferiore, ha consentito di colpire gli affari economici illeciti del clan che, secondo gli inquirenti, imponeva il proprio controllo su diverse attività produttive e di erogazione di pubblico servizio nell’agro paganese. I militari hanno eseguito un provvedimento cautelare personale e patrimoniale, emesso dal gip di Salerno nei confronti di 8 persone (2 in carcere, 3 ai domiciliari e tre con obbligo di firma).

Le indagini sono state avviate nel 2009 e costituiscono un ulteriore sviluppo di mirate investigazioni svolte nei confronti dello storico clan camorristico Fezza-Petrosino D’Auria operante a Pagani e nei comuni dell’Agro, già duramente colpito a seguito delle 39 misure cautelari emesse il 16 maggio scorso nell’ambito dell’operazione “Taurania Revenge”.

Le attività di investigazione si sono concentrate sulla ricostruzione delle attività economiche del clan, con particolare riguardo agli interessi e alle ingerenze che i sodali avevano all’interno di diverse società di trasporti e di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli. In particolare si è accertato che il clan – con la complicità di imprenditori già operanti nel settore e destinatari del provvedimento cautelare – aveva imposto la propria egemonia sul controllo del settore, eliminando ogni forma di concorrenza, anche con gravi minacce ed intimidazioni.

La forza intimidatrice del clan, esercitata anche con l’uso di armi, era così pregnante che le vittime, per il timore di probabili ulteriori ritorsioni, non hanno inizialmente inteso denunciare le vessazioni subite. Da qui i legami con esponenti della politica locale attraverso l’assunzione di familiari di affiliati all’interno di società “controllate” nonché presso il Consorzio di Bacino Sa1, grazie alla presenza, quale dirigente, di Michele D’Auria Petrosino. Grazie alla compiacenza con i locali dirigenti della Tempor, società temporanea di servizi con sede a Milano, alcuni amministratori pubblici del Comune di Pagani e lo stesso Michele D’Auria Petrosino hanno ottenuto l’assunzione, presso il Consorzio Sa1, di alcune persone, per lo più pregiudicate, appartenenti al clan camorristico di riferimento, indipendentemente dalle esigenze degli interessi e dei relativi nuclei familiari ed a discapito di altre persone più meritevoli.

Da qui, l’affidamento del cottimo fiduciario per la gestione dei parcheggi a pagamento della città di Pagani a società controllate dal clan. Nello specifico è stato acclarato che il servizio era stato appaltato dalla società “Ageney Service” poi acquisita dalla “New Service” della quale amministratore unico era Maria Califano moglie di Michele D’Auria Petrosino. Quest’ultima società inoltre garantiva anche la gestione del servizio di vigilanza (con ausiliari del traffico) sulle aree di sosta a pagamento del Comune di Pagani.

 

Il clan intervenne anche contro l’associazione  “Quipaganilibera” che con la sua attività metteva in risalto i legami tra il sodalizio camorristico e l’amministrazione comunale al tempo guidata da Alberico Gambino.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

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