INSERITO DA ANGELA CECERE
Lo ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro riferendo alla Camera sulla tragedia di sabato scorso CATANIA - È stato un «giovane, di età valutata di circa 20 anni» a salire sul blindato Lince italiano sabato scorso a Farah per lanciare all'interno del mezzo un ordigno che ha causato la morte del capitano Giuseppe La Rosa. Lo ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro riferendo alla Camera sull'attentato in Afghanistan. L'uomo è stato arrestato ed è accusato anche dell'attentato di ieri nella stessa area di quello di sabato, che non ha provocato vittime italiane. Il giovane, di circa 20 anni, si chiama Walick Ahmad ed ha reso «piena confessione assumendosi tutta la responsabilità» dei due atti. I fatti, ha aggiunto il ministro, dovranno comunque essere accertati dalla magistratura. L'attacco terroristico che sabato scorso ha provocato la morte del capitano Giuseppe La Rosa, sabato scorso a Farah in Afghanistan, «si è completato con un'azione di vera e propria guerra psicologica, con la diffusione dell'informazione che l'attentatore fosse un bambino di 11 anni, facendo percepire quasi un atto eroico e di partecipazione popolare», ha detto il ministro della Difesa, rilevando che l'attentatore era invece un adulto, seppur di giovane età. I funerali del capitano Giuseppe La Rosa LA DINAMICA - «L'azione, ha spiegato Mauro ricostruendo i fatti, è iniziata con il rallentamento in prossimità di un incrocio di un convoglio militare composto da tre veicoli Lince che si trovava in fase di rientro alla base di Farah. Il rallentamento è stato provocato, oltre che dalla conformazione stradale, da due Toyota e da un'autocisterna che procedeva in senso inverso. All'arrivo dei mezzi italiani l'autocisterna si allontanava, mentre una delle due Toyota si portava in mezzo alla carreggiata fermandosi e provocando l'arresto del convoglio, mentre la seconda agiva da blocco in coda al convoglio stesso. A questo punto, un giovane di circa 20 anni, barba corta, vestito in abiti marroni, che stava parlando con un poliziotto afghano, al lato della strada, è salito velocemente sul mezzo in testa al convoglio e ha lanciato attraverso la botola superiore un ordigno, dandosi poi alla fuga e confondendosi nella folla. La granata», ha continuato il ministro, «cadeva nella parte posteriore del veicolo occupata dal capitano La Rosa. L'ufficiale gridava tre volte "granata"e, valutata l'inutilità di evacuare il mezzo, si interponeva fra l'ordigno ed i commilitoni per ridurre gli effetti dell'esplosione. «Giuseppe - ha sottolineato Mauro - si è comportato da eroe sacrificando la propria vita per salvare quella dei suoi compagni». AMAREZZA - «Profonda amarezza» è stata espressa dal ministro della Difesa, Mario Mauro, per «l'Aula della Camera vuota» durante la sua informativa sull'attentato in Afghanistan che ha provocato la morte del capitano Giuseppe La Rosa. L'intendimento del Governo è di «proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i tempi stabiliti nel 2014», ha poi detto il ministro Mauro, nella sua informativa alla Camera.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
12.06.2013.