TOSCANA NEWS L’ombra di una bomba sul testimone di Ustica
INSERITO DA ANGELA CECERE
Riesumati i corpi di Sandro Marcucci, ex colonnello e testimone inascoltato della strage, e Silvio Lorenzini, avvistatore: si cercano le prove di un ordigno Per sapere come sono morti è stato necessario riesumarne i cadaveri. Quelli di Sandro Marcucci, ex colonnello dell’aeronautica, testimone non ascoltato della strage di Ustica, e Silvio Lorenzini, avvistatore, morti in un incidente aereo a Campocecina (Carrara). Dopo 21 anni - come riportiamo sul giornale in edicola con un ampio servizio - si riaffaccia l’ombra di una bomba. Le operazioni si sono concluse ieri (mercoledì) tra Carrara e Pisa. Lo scopo, quello di scoprire tracce di sostanze chimiche nelle ossa dei due corpi riportati alla luce; il che vorrebbe dire ribaltare una verità ufficiale mai digerita del tutto che dura da troppo tempo, e che attribuisce all'imperizia del pilota - volava a bassa quota dissero gli inquirenti - la sciagura in cui morirono in volo il 2 febbraio 1992 Marcucci e Lorenzini. Una tesi sbrigativa, bocciata dall’associazione antimafia “Rita Atria” che con un esposto ha fatto riaprire l’inchiesta. Troppe incongruenze, secondo loro, a giudicare dalle foto: l’aereo bruciato, nonostante l’albero vicino sia intonso. Il carburante presente in quantità in un serbatoio che non scoppiò e molto altro. Ora si indaga per omicidio. “Cerchiamo tracce della bomba”, dice il pm Vito Bertoni, che sintetizza la questione affidata al medico legale Costantino Ciallella che, con il dottor Saverio Romolo, ha partecipato alle riesumazioni dei corpi di Lorenzini nel cimitero di Carrara e nel camposanto di Pisa. I resti si trovano all'istituto di medicina legale pisano dove i periti anche oggi lavoreranno per estrapolare frammenti utili agli esami di laboratorio. L'esito dell'indagine sarà consegnato al sostituto procuratore dopo l'estate. A Carrara la riesumazione ha suscitato grandi emozioni. Al cimitero il figlio di Gianni Lorenzini ha preferito non commentare. “Si riaprono grandi ferite”, si è limitato a dire lui, che quando il padre morì aveva 27 anni. E Corrado Lorenzini, fratello di Silvio: “Io a questo punto avrei lasciato perdere. Se scopriamo che è stato un attentato, che cosa cambia?”.
IL TIRRRENO
13.06.2013.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)

A CURA DI DANIELA CAIRA

