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PRIMO PIANO Addio a Maccanico, fu più volte ministro Anche presidente di Mediobanca

23 Aprile 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Antonio Maccanico



Addio a Maccanico, fu più volte ministro

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' morto stamane, a 88 anni, in una clinica romana, Antonio Maccanico. Lo rendono noto all'Ansa alcuni suoi stretti familiari. Maccanico e' stato segretario generale del Quirinale con Pertini, piu' volte ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Ciampi. E' stato anche presidente di Mediobanca.

ANSA 
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CIOCIARIA NEWS Pontecorvo, auto esce di strada. Due anziani in ospedale

23 Aprile 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ciociariaquotidiano.it/media/k2/items/cache/7023db74bcc98ff6947a204db38bf30c_M.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Ancora un incidente in via Ravana a Pontecorvo, vittime questa volta due pensionati. Erano circa le 22 di domenica quando una Renault Clio, con a bordo due anziani del cassinate, un uomo e una donna, è uscita di strada finendo la propria corsa ai lati della carreggiata. I due anziani sono stati immediatamnete soccorsi e trasportati presso l'ospedale Santa Scolastica di Cassino. Ad avere la peggio la donna di 70 anni che ha riportato una ferita alla testa e varie escoriazioni. Il traffico è rimasto bloccato per più di un ora in modo da permettere alle forze dell'ordine di effettuare tutti i rilievi del caso.

CIOCIARIA

23.04.2013.

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SEZ. POLITICA Pd in direzione verso l'ora 'X' Si dovrà decidere la linea in vista delle consultazioni e l'anticipo del congresso

23 Aprile 2013, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Matteo Renzi e Massimo D'Alema


Pd in direzione verso l'ora 'X'

Si riunirà oggi la direzione del Pd che dovrà decidere la linea in vista delle consultazioni che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano farà per formare un governo. La direzione si annuncia delicatissima dopo le lacerazioni che hanno portato alle dimissioni dell'intera segreteria. Nella riunione, infatti, si deciderà anche sull'anticipo del congresso e in che modo sarà retto il partito prima della scelta congressuale di un nuovo segretario.


Dopo l'8 settembre, consumatosi sull'elezione del Capo dello Stato e conclusosi con le dimissioni di Pier Luigi Bersani, il Pd andrà da oggi, in direzione, al suo vero congresso. La conta in occasione del voto di fiducia su chi sosterrà il governo e chi si chiamerà fuori sarà lo show down di una scissione che in pochi, in questo momento, escludono. 

Un bivio a cui il Pd arriva acefalo - la reggenza dovrebbe essere affidata a Enrico Letta con un comitato collegiale - e terremotato da tensioni fortissime, difficili da assorbire come testimonia oggi lo sfogo di Massimo D'Alema contro "i calunniatori" che lo accusano di "aver affossato Prodi". Intanto, il giovane turco Matteo Orfini, e membro uscente della segreteria, che voterà no ad un governo Pd-Pdl, sfida Renzi annuncia che proporrà oggi in direzione la sua candidatura alla presidenza del Consiglio. Una candidatura che Andrea Orlando, altro membro uscente della Segreteria del partito, rincara: "Per la presidenza del Consiglio si può pensare ad una personalità terza e di grande profilo istutuzionale oppure ad un leader politico. E Renzi rientra in quest'ultimo ruolo". Il diretto interessato comunque frena spiegando che non è questo il suo momento. Sarà Enrico Letta a cercare di tenere a bada gli animi e di cercare di far ripartire un partito in cui dominano accuse e sospetti. Pier Luigi Bersani, a quanto si apprende, non dovrebbe tenere la relazione introduttiva così come ha già fatto sapere che non è disposto a guidare da segretario dimissionario il Pd, nonostante in molti glielo abbiano chiesto, da Dario Franceschini a Giuseppe Fioroni. Ma né la data di anticipo del congresso né il comitato di reggenti, guidato dal vicesegretario, sembra, a quanto si apprende, che saranno messi ai voti della riunione. Alla quale parteciperà anche Matteo Renzi che, convinto della necessità di "rifondare" il Pd, si butta nella mischia interna in vista della battaglia congressuale. Al centro del confronto, già accesissimo, ci sarà il via libera ad un governo di larghe intese. 

"Napolitano ci ha 'commissariati', non abbiamo alternative", è il ragionamento portato avanti dai fautori della necessità di un governo politico: Enrico Letta, che non dovrebbe comunque entrare nell'esecutivo, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro, Giuseppe Fioroni. Ineluttabilità non condivisa in parte da Rosy Bindi e del tutto dalla sinistra del partito, che va da Sergio Cofferati ai 'giovani turchi' fino all'area riunita intorno a Pippo Civati. L'ex consigliere lombardo, già in rotta sul niet del Pd a Stefano Rodotà, nega di voler lasciare il Pd per Sel ma contrattacca: "Si parla molto di 'traditori', ma state attenti: perché i soliti protagonisti della politica italiana che ora chiamate così poi potreste ritrovarvi, tra qualche ora, a chiamarli 'ministri''. E sui traditori si è aperta nel Pd una vera e propria faida: oggi Massimo D'Alema annuncia querele contro chi lo calunnia di aver affossato Romano Prodi semmai la colpa è di chi "lo ha candidato in modo assurdo". In un Pd in balia di correnti e rancori, il timore è che neanche un voto a maggioranza in direzione possa frenare un'emorragia di no durante la fiducia. Il 'giovane turco' Matteo Orfini lo dice chiaramente: "Io sono contrario ad un patto Pd-Pdl, se sarà così voterò contro perché il voto di fiducia é un voto di coscienza". Non la pensa così Andrea Orlando, anche lui dell'area gauchista del partito, ma la paura di una fuga di voti è altissima come si desume dalla cautela di Anna Finocchiaro: "Elezioni più lontane? Prima voglio contare i voti di fiducia e poi mi esprimo". Convintissimo della necessità di un governo, pur a durata limitata, è Matteo Renzi. In ogni caso, nello schema che gira in ambienti parlamentari, il Pd sarebbe chiamato a impegnare alcune delle sue punte, magari non più presenti in parlamento e impegnati nella battaglia congressuale del Pd. E i nomi che girano sono quelli di Luciano Violante, Walter Veltroni, Sergio Mattarella e Pierluigi Castagnetti.

DI CRISTINA FERRULLI ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO 70% famiglie taglia cibo e sanita' Istat, quasi eliminate visite mediche, analisi e radiografie. Resta spesa per medicine.

23 Aprile 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sette famiglie su dieci hanno tagliato cibo e sanita'


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70% famiglie taglia cibo e sanita'

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Oltre sette famiglie su 10 (71%) negli anni della crisi hanno modificato quantità e qualità dei prodotti acquistati, sono state poi quasi eliminate le spese per visite mediche, analisi cliniche e radiografie, mantenendo quella incomprimibile per i medicinali. Lo ha detto il presidente Istat Enrico Giovannini in audizione.

62% FAMIGLIE A DISCOUNT,+9% IN 12 MESI - Più di 6 famiglie su 10 fanno la spesa al discount e nell'ultimo anno tale quota è aumentata di quasi 9 punti percentuali. Lo ha detto il presidente Istat Enrico Giovannini sottolineando come negli ultimi 5 anni, la crisi stia modificando profondamente i modelli di consumo delle famiglie.

AD APRILE RISALE FIDUCIA CONSUMATORI  - Ad aprile 2013 l'indice del clima di fiducia dei consumatori segna un rialzo, aumentando a 86,3 da 85,3 di marzo. Lo rileva l'Istat. Il miglioramento arriva dopo il calo del mese precedente e vede l'indice posizionarsi al livello più alto dallo scorso luglio, ovvero da nove mesi. Nel dettaglio, il clima economico e quello futuro salgono ai massimi da oltre un anno (da marzo 2012). L'Istituto nazionale di statistica, infatti, rileva un aumento della componente riferita al quadro economico (il relativo indice passa da 69,2 a 73,5), mentre diminuisce quella sul clima personale (da 91,4 a 90,5). Invece, gli indicatori del clima futuro e corrente, ovvero attuale, sono entrambi in aumento (rispettivamente da 80,3 a 80,8 e da 89,2 a 90,1). In particolare, guardando alla situazione economica del Paese, i giudizi e le attese sono in miglioramento. Non è però così per le aspettative sulla disoccupazione, vista in crescita. A livello personale, le valutazioni sulla condizione economica della famiglia migliorano, ma diminuisce il saldo dei giudizi sul bilancio familiare (da -23 a -28). Inoltre, l'Istat segnala come le opinioni sull'evoluzione dei prezzi nei prossimi dodici mesi indichino un'attenuazione della dinamica inflazionistica. Su base territoriale, il clima di fiducia complessivo aumenta nel Nord-ovest nel Centro e nel Mezzogiorno, mentre diminuisce nel Nord-est.

ANSA

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TOSCANA NEWS Prete ucciso nel pistoiese, tre arresti

23 Aprile 2013, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2012/12/29/126f72fd72d5b9cb6a073db4305684a6.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Mori' durante una rapina in canonica, scassinarono la cassaforte   PISTOIA,  Tre persone sono state arrestate dai carabinieri per l'omicidio di don Mario Del Becaro, il sacerdote di 63 anni trovato morto il 29 dicembre scorso nella canonica della parrocchia di San Bartolomeo a Tizzana, a Quarrata. Il prete era stato picchiato e legato. L'autopsia stabili' che era morto per le botte e soffocato dal nastro adesivo con cui gli era stata tappata la bocca. Prima di fuggire con l'auto del prete gli aggressori scassinarono la cassaforte. Gli arrestati sono albanesi.

ANSA

23.04.2013.

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SEZ. POLITICA Al via consultazioni lampo, Amato in pole

23 Aprile 2013, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Giorgio Napolitano


Al via consultazioni lampo, Amato in pole

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le consultazioni di Giorgio Napolitano per la formazione del nuovo governo sono cominciate questa mattina. Gli incontri si concluderanno alle 18,30, quando entrerà nello studio del presidente la delegazione del Pd. E' quanto emerge dal calendario delle consultazioni diffuso dal Quirinale.

E' terminato l'incontro tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente del Senato. Pietro Grasso è uscito dallo studio del Presidente senza rilasciare dichiarazioni. Al momento è in corso il colloquio tra il capo dello Stato e la presidente della Camera, Laura Boldrini.

FORNERO, IMPOSSIBILE UNA MIA RICONFERMA - "Non è possibile". Così il ministro del Lavoro Elsa Fornero risponde, nel corso di un forum del Sole 24 Ore, alla domanda se sia ipotizzabile una sua riconferma alla guida del dicastero. Fornero riconosce di "non essere un ministro popolare" avendo "fatto due riforme, molto più apprezzate all'estero" che in patria.

di Giovanni Innamorati
Niente formule, quanto piuttosto un modello che viene dal recente passato, e cioé dal voto all'unanimità su alcuni provvedimenti del governo Monti, come l'ultima Legge di Stabilità (o Finanziaria) dove i due relatori di Pd e Pdl lavorarono in sintonia. E' questo il governo prospettato oggi dal Presidente della Repubblica Napolitano nel discorso di insediamento davanti alle Camere. Un governo che potrebbe nascere già in settimana, in attesa della Direzione del Pd, il partito che ancora si contorce nelle proprie contraddizioni ma che è essenziale per la nascita dell'esecutivo. 

E proprio la necessità di non indebolire troppo i Democratici, per evitare rischi in parlamento all'esecutivo, guiderà Napolitano nella scelta del premier, anche se il Capo dello Stato ha in mente sempre il nome di Giuliano Amato. E nel Pd sta anche circolando in queste ore la voce di una candidatura di Matteo Renzi che potrebbe arrivare sul tavolo della direzione di oggi, anche se il diretto interessato smentisce:"Non éipotesi ora in discussione". Parlando della natura dell'esecutivo, Napolitano ha invitato a "non correre dietro alle formule" (governo di larghe intese, di scopo, del presidente, ecc). E poi c'é l'esortazione al realismo: "qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori - ha detto alle Camere - non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo". Quindi l'esecutivo deve nascere, cioé deve avere la fiducia di Senato e Camera, ma deve poi "vivere", cioé portare avanti il programma che ha nei documenti dei dieci Saggi un punto di partenza. E allora quando gli esponenti del Pd andranno alle consultazioni sottolineeranno che una loro spaccatura in Parlamento toglierebbe respiro al governo. 

E anche il Pdl insisterà affinché il governo sia appoggiato dalla Lega. In tal senso gli auspici sono che Napolitano non indichi Giuliano Amato (indigesto al Carroccio e a una consistente parte del Pd) finora ritenuto il candidato preferito dal Presidente della Repubblica. Questi vuole nomi autorevoli all'estero almeno in alcuni dicasteri chiave (Tesoro, Esteri Difesa), oltre che per la poltrona di Presidente del Consiglio. Per la casella principale Napolitano, si ragiona in ambienti parlamentari, potrebbe anche prendere in considerazione il nome "istituzionale" di Pietro Grasso, presidente del Senato o anche del ministro uscente dell'Interno, Annamaria Cancellieri, che si è fatta apprezzare dal Quirinale. Altro nome circolato é quello di Giuseppe De Rita, il più autorevole dei sociologi italiani. 

Allora Mario Monti potrebbe andare agli Esteri, Fabrizio Saccomanni all'Economia, mentre tra gli "entristi" del Pd (quelli favorevoli ad una presenza diretto nell'esecutivo) non dispiace l'idea dell'impegno dei 'grandi vecchi', come Massimo D'Alema o Walter Veltroni, slegati dalle bagarre del Congresso. Il Pdl chiederà che nel governo entrino politici ai massimi livelli, a partire da Angelino Alfano, mentre è difficile un bis di qualche ministro del Governo Berlusconi (Nitto Palma, Mariastella Gelmini). Per quanto riguarda la Giustizia il Cavaliere ha detto ai suoi di non attendersi che Napolitano assegni al Pdl il dicastero, ma di sperare in un nome di garanzia. E quello di Luciano Violante non sarebbe sgradito.

ANSA

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TOSCANA NEWS FIRENZE Incendia il negozio della ex, arrestato

23 Aprile 2013, 10:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/4/23/3d7ca1aa04a0df5b9eb12e532696d947.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il titolare gli aveva intimato di smettere di molestarla   - FIRENZE,  Ha dato fuoco al negozio di pelletteria dove lavora la sua ex fidanzata, a Firenze. Per questo un italiano di 43 anni e' stato arrestato dalla squadra mobile, con le accuse di incendio e stalking. Secondo l'accusa, l'uomo voleva vendicarsi del titolare del negozio, un libanese, che gli aveva intimato di smettere di andare nella pelletteria per molestare la ex, originaria della Russia. L'incendio e' stato appiccato nella notte tra il 12 e il 13 aprile usando liquido infiammabile.

ANSA

23.04.2013.

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News Italia e Dal Mondo FORLI Spedizione punitiva con omicidio

23 Aprile 2013, 10:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA FORLI' - La Squadra Mobile di Forlì mette a segno un nuovo colpo: preso un ragazzo 24enne di origine cinese accusato di omicidio aggravato e lesioni gravi per un episodio avvenuto nel milanese. Il provvedimento è la conseguenza della sentenza applicata dalla Corte di Assise di Milano.

I fatti risalgono al 24 febbraio scorso: si tengono in quel di Milano due feste in contemporanea, ma in una di queste bazzica una gang “non autorizzata” allo spaccio di sostanze stupefacenti e così dall’altra discoteca parte una spedizione punitiva in piena regola nel corso della quale Hu Libin perde la vita sotto i colpi violenti di spranghe, coltelli e machete. La squadra Mobile di Milano ha arrestato nove persone per questa vicenda, almeno fino a qualche giorno fa, ma gli agenti erano convinti che altre sei fossero in qualche modo implicate nella spedizione punitiva.

A distanza di un paio di giorni dagli arresti operati nel milanese arriva anche il fermo di Forlì, quindi, in seguito alla sentenza della Corte di Assise di Milano. Secondo le autorità, il 24enne fermato a Forlì avrebbe partecipato all’omicidio del Parthensis, dove Hu Libin, capo di una gang rivale proveniente dalla periferia torinese, stava gestendo il giro della droga nel locale, in un territorio già occupato da un’altra banda. Il 24enne preso a Forlì non sarebbe nemmeno in possesso di un regolare permesso di soggiorno ma si trovava ancora in Italia in attesa di essere rimandato a patria. Il ragazzo era inoltre in possesso di un documento d’identità di proprietà di un 70enne di Bertinoro che già in passato aveva denunciato l’attivazione di contratti telefonici a suo nome.

La rete si stringe attorno alla gang, che pare si sia dispersa un po’ per tutto il paese anche se qualcuno del gruppo pare sia già stato espulso dall’Italia. Per la Squadra Mobile di Milano si tratterebbe di gruppi organizzati che non avrebbero alcun legame con la mafia cinese. Gli arrestati sino ad oggi erano tutti ragazzi di età compresa tra i 18 e i 26 anni con precedenti penali e tutti nati e cresciuti in Italia.

FONTE http://www.forli24ore.it/news/forli/0029091-spedizione-punitiva-omicidio

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SEZIONE SICILIA NEWS Cisl Catania: «Il caso Windjet è finito nel dimenticatoio»

23 Aprile 2013, 10:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/23/windjet--180x140.jpg?v=20130423104237

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Appello a istituzioni, enti e imprese: cancellato il futuro lavorativo di 504 lavoratori CATANIA - Un appello a istituzioni, enti e imprese affinché si rompa il silenzio sul caso Windjet. A lanciarlo è Rosaria Rotolo, segretario generale della Cisl Catania con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio professionale dei lavoratori e mantenere viva un’opportunità di sviluppo del territorio. Da troppi mesi secondo la Rotolo è calato un velo di omertà sulla vicenda che ha visto cancellare il futuro lavorativo di 504 dipendenti della compagnia low cost, attualmente in cassa integrazione straordinaria con l’unica prospettiva possibile del licenziamento. «In questi mesi si è consumato l’ennesimo disastro economico, sotto il silenzio assordante di tutti intorno alla crisi della società di trasporto aereo Wind Jet. Una crisi senza precedenti che in Sicilia ha portato difficoltà per tante professionalità. A farne le spese purtroppo sono stati i lavoratori e il territorio catanese privato di una delle realtà di impresa più importanti». Catania, per la vicenda che si è consumata la scorsa estate, continua a pagare un prezzo altissimo. La città etnea ha perso una realtà produttiva al servizio del territorio e una realtà di lavoro per oltre 500 lavoratrici e lavoratori dipendenti. «Un attentato all’opportunità di sviluppo e di crescita di servizi, di mobilità e infrastrutture nel territorio per le persone, le imprese e, soprattutto, per il turismo – continua la Rotolo - Adesso, incertezza tra i lavoratori e, il fatto più grave, il silenzio: nessuno ne parla, nessuno si interroga o ne discute. Wind Jet era la compagnia di bandiera siciliana, era un simbolo del territorio nel paese e in Europa, rappresentava per il nostro territorio una grande opportunità di sviluppo, serviva rotte importanti e strategiche all’interno del traffico nazionale. Così, oltre ad essere una fonte di occupazione, era una fonte di riferimento per turisti, lavoratori e imprese, importante per la nostra economia. Ci chiediamo com’è stato possibile che Wind Jet abbia fatto questa fine senza che nessuno abbia fatto nulla per salvaguardarne le prospettive». Un’altra azienda che muore nel contesto catanese, che vive da tempo un massacro sociale, ma quello che è più incomprensibile secondo la sindacalista catanese è il modo in cui la vicenda si è evoluta, senza che si sia fatto nulla per salvaguardare i destini della stessa società e dei lavoratori. «Il nostro è un appello a tutti i livelli istituzionali, gli enti e le imprese che possono avere un ruolo per riaccendere l’opportunità nei confronti dei lavoratori di Wind Jet – dice ancora la Rotolo - Un invito alle istituzioni, al ministero, al governo regionale, all’Enac, alla Sac, alle parti sociali, sindacato e imprese, a interessarsi del destino dei lavoratori, ad aprire un confronto per individuare e ridisegnare insieme tutte le opportunità possibili e nuove per la ricollocazione di lavoratori e lavoratrici. Ricordiamo la proposta della società di gestione dello scalo anche per il reinserimento dei lavoratori. Non possiamo permettere si spengano le opportunità per i lavoratori, per Catania e per la mobilità di molti siciliani. Bisogna fare il massimo per tutelare i lavoratori e per dare loro una speranza occupazionale». Da qui l’appello a rompere il silenzio e a ripartire dalla proposta di ricollocazione dei lavoratori negli altri vettori, coinvolgendo anche l’indotto aeroportuale per garantire, da un lato il mantenimento dei livelli occupazionali e dall’altro le medesime opportunità di sviluppo del territorio e di tutela dell’economia.

Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.04.2013.

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News Italia e Dal Mondo FORLI Rifiuti ospedalieri, DestinAzione Forlì chiede di vigilare su Mengozzi

23 Aprile 2013, 10:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

227437_2003962587951_5671684_n.jpgINSERITO DA KATIA PERROTTA FORLI’ - Raffaella Pirini, capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì, ha presentato un’ interpellanza urgente sul fatto che l'inceneritore di Rifiuti Speciali Ospedalieri della ditta Mengozzi  abbia aumentato il pennacchio dei fumi emessi.

“E’ noto che, per la differente impiantistica, dai camini dei due inceneritori funzionanti a Forlì, quello di Hera s.p.a. per rifiuti urbani e quello della Mengozzi s.p.a., non escono due colonne di fumo equivalenti. Ebbene, dal camino di Hera, per questioni legate principalmente alla temperatura e all’umidità, non si vede uscire nulla, mentre da quello di Mengozzi si è sempre vista uscire una colonna di fumo di dimensioni rilevanti – racconta la stessa Raffaella Pirini -. Ma, considerato che da una mia visione diretta e dalla segnalazione preoccupata di molti cittadini, da circa un mese il fumo che esce dal camino dell’inceneritore di Mengozzi è aumentato considerevolmente, chiedo al Comune di verificare la congruità di questa situazione, visto che, per legge, il sindaco Roberto Balzani è chiamato a tutelare la salute dei Cittadini, oltre che a far rispettare le norme sulla salubrità dell’aria che respiriamo”.

Ne segue un accorato appello lanciato alle istituzioni  dalla capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì: “Non possiamo più permetterci di bruciare i rifiuti. Nemmeno gli ospedalieri, per i quali è a disposizione già da anni la tecnica della sterilizzazione con riduzione del volume e produzione di materia prima seconda. Bisogna invertire la rotta del meccanismo che oggi incentiva indirettamente impianti inquinanti e nocivi per la salute”: insiste Raffaella Pirini che, giorno per giorno, chiama alla prova dei fatti il sindaco di Forlì e l’assessore Bellini, che contro gli inceneritori locali si sono costituiti parte civile al processo che per ora si è fermato ad un nulla di fatto.

“Non vorremmo che fosse una manovra degli esponenti del Pd per parlare “male dell’inceneritore” con una anomala “preoccupazione ambientalista dell'ultima ora” magari  solo per risalire la china dell'elettorato sempre più stanco dei partiti che sfruttano il territorio senza   tutelare l’ambiente e soprattutto la salute dei cittadini. Ma in questo caso saremmo lieti di essere smentiti da Balzani se le sue vocazioni ambientaliste si rivelassero genuine”: aggiunge Raffaella Pirini.

Fuori sacco, in un comunicato stampa inviato ai media locali, Raffaella Pirini chiama in causa anche il ruolo dell’attuale presidente della  Provincia di Forlì-Cesena e del suo predecessore ricordando che anche Bulbi aveva avuto più volte  in mano gli strumenti  amministrativi per  rimettere in discussione  il procedimento dell’aumento della portata dei rifiuti ospedalieri da incenerire (oltre che quello dei rifiuti urbani).

E la capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì ne ricostruisce l’iter:  è vero che una  delibera provinciale del 2004 (la n. 30 del 29-01) autorizzava il raddoppio della potenzialità dell’inceneritore della ditta Mengozzi, passando da 16.000 a 32.000  tonnellate/anno fu della giunta Gallina, ma la giunta Bulbi, insediatasi pochi mesi dopo, non fu esente da responsabilità. Infatti nel 2006, pur essendo stato accolto il ricorso al TAR effettuato dal Wwf, con il sostegno dell’Associazione Clan-Destino, che faceva decadere l’autorizzazione concessa e rendendo quindi necessario ripetere la VIA, la Provincia, appellandosi ad un cavillo interpretativo, decise di ignorare le prescrizioni del giudice e di concedere un aumento a 28.000 tonnellate (quantità giudicata idonea anche dai tecnici della stessa Provincia, mentre le 32.000 tonnellate furono autorizzate per una forzatura degli Assessori Provinciali della Giunta Bulbi contro il parere del proprio ufficio tecnico). A luglio 2009 il Consiglio di Stato decise poi, in maniera inaspettata, che la Provincia di Forlì-Cesena fosse obbligata a concedere alla Mengozzi s.p.a. le 32.000 tonnellate richieste.

 “Esistono dunque precise responsabilità politiche della maggiore destinazione di rifiuti speciali ospedalieri nell’inceneritore che non si possono oggi rimuovere, come fanno Bulbi e Balzani. E proprio con queste premesse, oggi, ci troviamo costretti a chiedere con l’annunciata interrogazione   - chiude l’intervento Raffaella Pirini - per quali motivi sia cambiata l'entità della colonna di fumo emessa dal camino di Mengozzi, e chiediamo anche conto delle singole variazioni intervenute, ad esempio: la modifiche impiantistiche e/ autorizzative della pressione di uscita dei fumi, o dell'umidità , oppure se siano stati concessi aumenti dei quantitativi di rifiuti bruciati all'ora o all'anno”.

FONTE http://www.forli24ore.it/news/forli/0029101-rifiuti-ospedalieri-destinazione-forli-chiede-vigilare-mengozzi

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