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PRIMO PIANO FESTA DELLA BEATA VERGINE DI LOURDES GIORNATA DEL MALATO

11 Febbraio 2013, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOPROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA 

Beata Maria Vergine di Lourdes

(memoria facoltativa)

Giornata Mondiale del Malato

 

Beata Maria Vergine di Lourdes (o Nostra Signora di Lourdes o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica e i fedeli venerano la Madre di Gesù in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.

Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes, nel cui territorio - tra l'11 febbraio ed il 16 luglio 1858 - la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima apparizione, Bernadette affermò : Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla su ogni piede. Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell'iconografia classica.

 

Nel luogo indicato da Bernadette, come teatro delle apparizioni, fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi un imponente santuario dove si recano, ogni anno, oltre cinque milioni di visitatori (credenti e non credenti) provenienti da ogni parte del mondo.

 

Dettaglio delle principali apparizioni, secondo il racconto di Bernadette:

·      11 febbraio :  prima apparizione. La Signora recita il Rosario, Bernadette si unisce a lei. Al termine della preghiera, la Signora svanisce.

  • 18 febbraio : terza apparizione. Per la prima volta la Signora rivolge la parola a Bernadette : Potete avere la gentilezza di venire qui durante quindici giorni?”.
  • 21 febbraio : sesta apparizione. La voce si è sparsa e Bernadette viene seguita alla grotta da circa cento persone. Nelle apparizioni successive la folla cresce, alla quindicesima saranno circa ottomila. Al termine Bernadette è interrogata dalla polizia.
  • 25 febbraio : nona apparizione. Su richiesta della Signora, Bernadette scava con le mani nel terreno e trova una sorgente d'acqua.
  • 1° marzo : dodicesima apparizione. Si verifica il primo miracolo: una donna di nome Caterina Latapie immerge il suo braccio slogato nell'acqua della fonte, e riacquista la mobilità dell'arto.
  • 25 marzo : sedicesima apparizione. Finalmente la Signora, che fino ad allora non aveva voluto dire il proprio nome, risponde alla domanda con queste parole pronunciate in dialetto guascone, l'unica lingua che Bernadette comprendeva: Que soy era Immaculada Councepcio  (“Io sono l’Immacolata Concezione”).

Quattro anni prima, l’8 dicembre 1854, il Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878) con la bollaIneffabilis Deus, aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica, ma questo Bernadette non poteva saperlo. Così, nel timore di dimenticare tale espressione per lei incomprensibile, la ragazza partì velocemente verso la casa dell’abate Peyramale, ripetendogli tutto d’un fiato la frase appena ascoltata.

 

L’abate, sconvolto, non ha più dubbi. Da questo momento il cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni può procedere speditamente. Infatti, entrando alla Basilica Superiore, sulla parete destra in basso, si può leggere incisa nel marmo la dichiarazione solenne del Vescovo, Mons. Laurence, sulle Apparizioni : “Riteniamo che Maria Immacolata, Madre di Dio, è realmente apparsa a Bernadette Soubirous, l'11 febbraio 1858 ed i giorni seguenti, in numero di diciotto volte, nella grotta di Massabielle, nei pressi della città di Lourdes; che questa apparizione riveste tutti i caratteri della verità, e che i fedeli hanno ragioni fondate a crederla certa. Sottoponiamo umilmente il nostro giudizio al giudizio del Sovrano Pontefice, che è incaricato di governare la Chiesa universale .”

 

Questa dichiarazione del Vescovo di Tarbes è capitale: 4 anni dopo le apparizioni, il 18 gennaio 1862, le riconosce autentiche in nome della Chiesa.

 

Dall’omelia di Pp Benedetto XVI - Messa per il 150° anniversario delle apparizioni

(Prairie, Lourdes - Domenica, 14 settembre 2008) :

 

Cari pellegrini, fratelli e sorelle,

 

[...] Seguendo il percorso giubilare sulle orme di Bernadette, l’essenziale del messaggio di Lourdes ci è ricordato. Bernadette è la maggiore di una famiglia molto povera, che non possiede né sapere né potere, è debole di salute. Maria la sceglie per trasmettere il suo messaggio di conversione, di preghiera e di penitenza, in piena sintonia con la parola di Gesù: Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt11,25)... E’ dunque una vera catechesi che ci è proposta sotto lo sguardo di Maria. Lasciamo che la Vergine istruisca pure noi e ci guidi sul cammino che conduce al Regno del Figlio suo! [...]

 

Cari fratelli e sorelle, la vocazione primaria del santuario di Lourdes è di essere un luogo di incontro con Dio nella preghiera, e un luogo di servizio ai fratelli, soprattutto per l’accoglienza dei malati, dei poveri e di tutte le persone che soffrono. In questo luogo Maria viene a noi come la madre, sempre disponibile ai bisogni dei suoi figli. Attraverso la luce che emana dal suo volto, è la misericordia di Dio che traspare. Lasciamoci toccare dal suo sguardo: esso ci dice che siamo tutti amati da Dio, mai da Lui abbandonati! Maria viene a ricordarci che la preghiera, intensa e umile, confidente e perseverante, deve avere un posto centrale nella nostra vita cristiana. La preghiera è indispensabile per accogliere la forza di Cristo. “Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell’emergenza e sembra spingere unicamente all’azione” (Enc. Deus caritas estn. 36).  [...]

 

Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, insegnaci a credere, a sperare e ad amare con te. Indicaci la via verso il regno del tuo Figlio Gesù! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino! (cfr Enc. Spe salvin.50).Amen.

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 11 FEBBRAIO 2013 A CURA DI ANGELA CECERE VIDEO

11 Febbraio 2013, 10:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nA CURA DI ANGELA CECERE

Lunedì 11: *****In arrivo "The BIG Snow"***** Fortissima perturbazione in arrivo preceduta da correnti meridionali, con formazione di un ciclone mediterraneo con il minimo sul Golfo di Genova, ovvero in una delle configurazioni peggiori per l'Italia. Venti prima di Libeccio sul Tirreno e Sardegna, poi fortissimo scirocco sull'Adriatico, anche con acqua alta eccezionale a Venezia dalla notte, forte tramontana scura in Liguria. Maltempo al nord, centrali Tirreniche, Umbria, Campania, Sardegna, verso resto del centronord, temporali sulla Liguria verso la Toscana e sulla Sardegna. Neve copiosa al nord a partire da ovest, anche in Liguria, neve forte dapprima al nordovest e sull'Emilia, poi anche sul Veneto, tendenza a piogge su est Emilia e Romagna, tendenza a pioggia dalla sera anche sul basso Veneto, Padova sud e costa veneziana per sopraggiungere di scirocco. Scirocco fortissimo sul mare. Neve che continua invece copiosa sul resto del nordovest anche in Liguria dove si ripeterà il fenomeno della tramontana scura con neve anche a Genova e Savona, neve forte la sera sulle prealpi venete e sul vicentino. Nelle prime ore del giorno neve su Toscana, Umbria e alto Lazio fino a tutta la Toscana e a Firenze in pianura, tanta neve su Umbria e Lazio a 100-200m in salita a 400m, ma poi arriva la pioggia con il libeccio. Forti temporali in arrivo su Toscana, Sardegna, forte maltempo sul Triveneto con tantissima neve sulle prealpi venete e friulane. Temporali dalla Toscana verso Umbria e Lazio fino alla Campania la sera e notte e Sicilia nella notte a partire dal trapanese. Nvee forte dalla sera su Lazio e Abruzzo a 4-500m. Diffuse nevicate al nord anche in Liguria fino a Genova, neve anche a Bologna e Milano, Piacenza, e Firenze al primo mattino. Neve forte nel Veneto, poi la pioggia sopraggiunge dal basso Veneto e dalle coste verso Padova, rimane a Vicenza, Treviso con apporti fino a 30cm. A Padova neve forte poi pioggia, pioggia a Padova sud, costa veneziana e Rovigo-Ferrara. Venti forti di scirocco e acqua alta eccezionale a Venezia. Nord: maltempo intenso con nevicate forti fino in pianura su tutto il Nordovest, Lombardia Emilia. Dalle ore centrali e per tutto il pomeriggio la sera, la neve inizia a cadere copiosa anche su tutto il Nordest e fino in pianura escluso probabilmente le basse pianure venete ed estreme orientali romagnole ove comunque cadrà magari in forma più bagnata in mattinata. Attenzione alla viabilità tutta perchè le nevicate saranno copiose e abbondanti con accumuli uniformi anche in pianura, specie pianure centro-occidentali, fino a 30/40 cm entro sera. Neve abbondante con accumuli entro al mezanotte sui 30/40 cm anche sul centronrod Veneto, Trentino AA, Centronord Friuli. Evitare gli spostamenti in macchina se non assolutamente necessari. Il campo termico subirà un lieve aumento nei valori minimi ma comunque sempre sotto zero o intorno allo 0° anche in pianura; massime in calo e comprese tra 0 e 4° in pianura. Centro maltempo diffuso al mattino soprattutto sui settori occidentali e appenninici con rovesci, temporali e nevicate, copiose e anche abbondanti sulla Toscana e fino in pianura; neve al mattino a Pistoia, Firenze, Lucca, Siena, Prato, Pisa, ad Arezzo mista o bagnata a Massa Carrara, Livorno. Dalle ore centrali la neve in pianura viene via via sostituita dalla pioggia, mentre continua a cadere a bassa quota o in collina, 2/500 m, per tutto il giorno. Neve a bassa quota al primo mattino anche in Umbria, Lazio poi in collina a 3/600 m sul Lazio, centro Appennino. Meglio con fenomeni deboli o anche assenti sul medio Adriatico. Temperature stazionarie o in lieve locale aumento con massime comprese tra 4 e 10° in pianura. Venti forti meridionali e di Scirocco specie sui bacini. Sardegna: molto nuvoloso con piogge e rovesci diffusi e nevicate dapprima a 1100 m poi in calo a 800 m dal pomeriggio e la sera. Migliora in serata specie sui settori centro-orientali. Temperature in leggero aumento con massime tra 10 e 13° in pianura. Venti forti meridionali o occidentali specie sui bacini. Sud e Sicilia: nubi via via più intense sulla Campania con piogge, rovesci e locali nevicate a 700/1000 m; qualche pioggia anche verso il Foggiano e l'Ovest della Lucania e peggiora con piogge la sera anche su Centro-ovest Sicilia; meglio con tempo più asciutto e maggiori schiarite altrove. Temperature in aumento con massime tra 9 e 11° in pianura. Venti moderati o forti meridionali ovunque ma più intensi sui bacini, specie occidentali.

11 FEBBRAIO 2013

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 11 FEBRAIO 2013 A CURA DI ANGELA CECERE

11 Febbraio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/V/Beata_Vergine_Maria_di_Lourdes/Beata_Vergine_Maria_di_Lourdes_A.jpgIL SANTO DI OGGI Beata Maria Vergine di Lourdes (memoria facoltativa) Giornata Mondiale del Malato

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nA CURA DI ANGELA CECERE

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 12,13-17. In quel tempo, i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono a Gesù alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui.

11 FEBBRAIO 2013

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PRIMO PIANO Meteo, è arrivata la neve sul Nord Italia

11 Febbraio 2013, 10:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Meteo, è arrivata la neve sul Nord Italia Imbiancate, come annunciato dalle previsioni, Torino, Milano e Genova

 

FOTO ANSA
07:17 - Come preannunciato è arrivata la neve sul nord Italia. Sin dalle prime ore dell'alba i primi fiocchi hanno iniziato a scendere: più intensa la precipitazione su Torino, al momento ancora contenute su Milano e Genova. Imbiancate anche alcune zone della Sardegna: quasi 10 centimetri di neve sono scesi sul Nuorese.
Neve su Milano - Come indicato dalle previsioni meteorologiche la neve è arrivata al Nord anche in pianura, e dalle 6 del mattino nevicava su Milano e parte della Lombardia. Nel capoluogo lombardo, dove da alcuni giorni era scattata l'allerta-neve, sono state imbiancate le strade anche se la neve, con il passare delle ore, e' diventata bagnata o meno fitta. Gli enti locali hanno predisposto mezzi spargisale e spazzaneve già dalla scorsa notte, e il picco delle precipitazioni e' atteso tra il pomeriggio e la sera di oggi. Alitalia ha predisposto un preventivo rallentamento delle attività di volo a Linate, mentre il Comune ha fatto appello a usare i mezzi pubblici. La Prefettura ha emanato il divieto di circolazione per i mezzi pesanti.

Sull'Emilia meno neve del previsto - Nevica anche sull'Emilia-Romagna, ma per ora la perturbazione, che ha portato anche vento e gelo, sembra essere in ritardo, o di minore intensità rispetto a quanto preventivato. Sulle ferrovie e sulle strade i disagi sono limitati. Sui passi si transita solo con catene montate o con gomme da neve.

Nessun disagio a Firenze, ghiaccio nel Mugello - Nel capoluogo toscano spargisale e spalaneve sono rimasti inattivi. La protezione civile segnala che la viabilità è perfetta e le scuole sono tutte aperte. Nevicate abbondanti, invece, in alcune zone della provincia di Firenze, in particolare nel Mugello. Si segnalano disagi a Scarperia e nella zona di Pratolino a causa del manto stradale ghiacciato. Alcune auto sarebbero già rimaste bloccate. Nevicate consistenti si segnalano anche a Prato.

Nevica ovunque in Liguria - Stato di massima allerta in Liguria: nevica su tutta la regione, anche sulla costa, con precipitazioni particolarmente intense nell'area di Genova. Grazie alla pioggia caduta durante la notte, al momento la neve non attecchisce al suolo e i disagi sono relativamente contenuti. Nevica con maggiore intensità nell'entroterra, ma le strade al momento sono tutte percorribili. Per precauzione le Prefetture di Genova e Savona ha disposto il blocco di strade provinciali e rete autostradale per tutti i mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate. I bus di linea circolano regolarmente ma solo se muniti di catene. Le restrizioni sono in vigore fino alle 18. Le scuole sono chiuse quasi ovunque, e in particolare a Genova, Savona e in altre province.

Neve a Roma - Una spruzzata di neve è caduta anche alle porte di Roma. Per qualche minuto i fiocchi sono caduti nella zona dei Castelli romani, in particolare sulla via dei Laghi e a Pratoni del Vivaro nella vallata dei Colli Albani ma non hanno attecchito ed hanno imbiancato solo per pochi secondi la zona. Nessun problema alla circolazione stradale.

Gelo e neve in Abruzzo - La colonnina di mercurio si è abbassata sotto lo zero in tutte le città abruzzesi, mentre a Campo Imperatore sul Gran Sasso la minima della notte ha raggiunto -13 gradi. Sono in corso nevicate soprattutto in Provincia de L'Aquila: sulla A24 Roma-Teramo e A25 Torano-Pescara nevica rispettivamente nei tratti tra Carsoli-Oricola (L'Aquila) ed Assergi (L'Aquila) e tra Torano (Rieti) e Cocullo (L'Aquila).
TGCOM24

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CULTURA E SPETTACOLI Una raccolta fondi per riportare a Torino il suo oro bianco

10 Febbraio 2013, 18:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nINSERITO DA KSENIA KULIKOVA"Acquista con noi un pezzo di storia" così Palazzo Madama invita a partecipare alla raccolta fondi per riportare alla città un prezioso servizio in porcellana appartenuto ai D'Azeglio

Nel 1709, durante il regno di Augusto II il Forte, in Polonia, grazie agli esperimenti di un alchimista che riesce a riprodurre quel materiale ceramico, lucido e candido nella produzione del quale erano maestri i Cinesi, nel 1710 nasce la Real Fabbrica di Porcellane di Meissen, una località molto vicina a Dresda. Possedere oggetti prodotti qui, a quel tempo, è privilegio di pochi e tra questi pochi c’è uno dei ministri più fidati di Augusto II, vale a dire Pietro Roberto Taparelli, nobile piemontese, conte di Lagnasco, generale di cavalleria, ambasciatore all’Aia, Roma e Vienna.

Dalla manifattura reale di Meissen, infatti, gli giunge, non si sa se per una commissione o per dono, un prezioso servizio da caffè, thè e cioccolata, contrassegnato dalle armi della sua nobile famiglia e da un decoro ispirato alle porcellane giapponesi Kakiemon, con “fiori indiani” sparsi. Alla morte del generale il servizio passa di mano in mano tra gli eredi. Tra questi c’era il grande Massimo d’Azeglio, che, nella primavera del 1843, decise di porre una delle tazzine del servizio in porcellana nella composizione di un suo dipinto di fiori, ancora oggi conservato alla Galleria Civica d’Arte Moderna, a Torino.

Se non fosse stato per quel gesto, probabilmente oggi di quel servizio di rara bellezza si sarebbe pLersa la memoria. Invece nel 2010 Cristina Maritano, curatore delle collezioni di ceramica di Palazzo Madama, incuriosita, inizia a cercare notizie su quell’oggetto in porcellana che compare nel dipinto e, con l’aiuto di Johanna Lessman, esperta di porcellane di Meissen, nel 2011 ritrova l’intero servizio formato da quarantatre pezzi, completamente integro, nonostante gli anni. E’ in vendita ma per comprarlo occorrono 66mila sterline (circa 80mila euro), da raccogliere entro il 31 marzo 2013.

Nasce così l’idea dell’iniziativa di crowdunding: “Torino, i suoi cittadini e il suo museo hanno l’opportunità di una sfida nuova e inedita: quella di compiere un gesto di generosità verso la storia e verso la cultura; di impegnarsi per il restauro di una memoria che riguarda non solo il patrimonio artistico, ma anche l’eredità di una famiglia, i Taparelli d’Azeglio, che tanto ha dato in termini di impegno civile, morale e culturale per le radici di una nuova Nazione”, si legge sulla homepage del sito Internet di Palazzo Madama (www.palazzomadamatorino.it). Una iniziativa volta anche a celebrare, oltre alla memoria di Roberto, Massimo e Emanuele d’Azeglio, grandi appassionati d’arte dell’Ottocento, anche il 150° anniversario della fondazione del Museo Civico d'Arte Antica.


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CULTURA E SPETTACOLI Com’erano spaventosi i miei genitori

10 Febbraio 2013, 18:24pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Parla la scrittrice che dopo vent’anni è tornata in cima alle classifiche
con Ogni angelo è tremendo, il “romanzo vero” della sua formazione

Vent’anni dopo Va’ dove ti porta il cuore, Susanna Tamaro è di nuovo in cima alla classifiche di vendita. È schizzata lassù con un libro dal titolo bellissimo e sconcertante, Ogni angelo è tremendo, un verso di Rilke che è l’epitome, dice, la chiave di questo suo ultimo lavoro: «L’angelo è in bilico tra la luce e l’abisso, l’angelo è consolatore ma anche sterminatore. Ha due facce. Dobbiamo guardare il suo volto oscuro, gestire la tenebra…». Con un guizzo, Tamaro cancella il sospetto dell’enfasi, torna colloquiale, sarcastica: «Io l’ho gestita in abbondanza».

 

Personalissima, intimissima la storia che racconta, in linea con la sua ripugnanza per la letteratura d’occasione. «Odio scrivere a comando, su temi scelti da altri», afferma nel libro. Ma poi si scopre che proprio questo libro nasce da un tema suggeritole da altri, nel caso Elisabetta Sgarbi, editor di Bompiani, la casa editrice che lo pubblica: «Mi aveva chiesto un commento a un documentario su Trieste, le è piaciuto e mi ha suggerito: perché non lo ampli, non ne fai un saggio, un’indagine sul rapporto tra il nascere a Trieste e la letteratura?»

 

Accettando il suggerimento, s’è scontrata coi suoi principi?

«Ma no, un saggio è diverso da un’opera narrativa. E la proposta era interessante, sollecitava qualcosa che avevo già in mente…».

 

Quello che ne è venuto fuori però non è un saggio, ma un «memoir», un’autobiografia dei suoi primi vent’anni che ha una forza narrativa tremenda, come l’angelo del titolo, un vero romanzo di formazione, mi pare.

«Romanzo? Be’, sì, possiamo pure definirlo così, anche se non c’è nulla di inventato. Ho solo scelto di selezionare gli eventi che racconto in relazione alla mia sensibilità personale».

 

Lei racconta la storia terribile di una figlia che cresce tra due genitori atroci, figure che compendiano una mostruosità familiare, un’insensibilità, una pedagogia sadica quali si trovano, in genere, solo nei grandi romanzi ottocenteschi. Viene in mente Dickens.

«È una storia che avevo già affrontato, in altro modo, nel mio libro Per voce sola. Fellini, quando lo lesse, alluse anche lui a Dickens. Dei libri recenti, disse, “è l’unico che mi ha commosso”».

 

Questo libro, nella prima parte, quella dell’infanzia della protagonista - lei stessa - vive d’ombre, d’oscurità. Il gelo e l’indifferenza di padre e madre, le macerie dell’ultima guerra, la memoria dei caduti dell’altra, i fumi neri delle caldaie a carbone che gravano sulla città, le cupe notti insonni di una bambina ossessionata dal terrore. «Avevo una passione per la morte», scrive.

«C’era una patologia della Storia, incombente sulla città, e c’era la patologia della mia famiglia, che mi schiacciava. Eppure allora, disperata com’ero, pensavo però che tutti i genitori fossero come i miei, si comportassero allo stesso modo. In fondo solo adesso, raccontandoli, mi sono resa conto di quanto siano stati spaventosi, diversi».

 

Ha saputo farne dei personaggi letterari colossali, comunque. E personaggi straordinari sono tutti quelli del suo parentado, molti tremendi anch’essi, inchiodati a ritratti spesso brevi, definitivi. Altri ricchi, complessi come la sua nonna materna, il modello della nonna di Va’ dove ti porta il cuore.

«Mio padre era davvero colossale (una figura tra il dandy e l’hippie, vagabondo, donnaiolo, egoista, nichilista, sedotto dai misticismi orientali, d’inaffidabilità assoluta, ndr), ma per quanto ne racconti, in realtà ne so ben poco. Spariva per tanto tempo! Non so che cosa abbia fatto nella sua vita. Quanto al resto dei parenti, inoltrandomi nelle loro vite mi è sembrato d’inoltrarmi in antri romanzeschi, più andavo avanti più si aprivano cunicoli… Sì, ho avuto la tentazione di inoltrarmi di più, ma era fuori tema».

 

Il tema mi pare fosse Trieste e la vocazione letteraria, ma «fuori tema» c’è andata subito. Della vocazione letteraria in tutta la prima parte del libro non c’è traccia, anzi. Lei dice con chiarezza che alla letteratura non ci pensava affatto, i libri non li leggeva.

«Scrivere per lungo tempo non è stato il mio interesse prioritario. La mia passione era l’indagine naturalistica. Ma scrittura e indagine naturalistica sono entrambe espressione del mio desiderio di indagare il senso della vita».

 

Lo sviluppo dei suoi interessi zoologici, botanici è raccontato estesamente. Pagine bellissime e pochissimo «italiane» di esplorazioni entomologiche, malacologiche… Invece alla vocazione letteraria, quando le si rivela, dedica sì e no dieci righe. Oltrettutto la scopre non leggendo un libro, ma guardando un film, Andrej Rublev

«La scelta della letteratura non è spiegabile. Io credo che per me la scoperta della letteratura sia stata simile all’apertura del terzo occhio. Un’illuminazione immediata. Ho capito: devo fare questo».

 

Difatti il suo tema, nel libro, non è il rapporto tra la vita che ha fatto a Trieste e la vocazione letteraria, ma come la vita che ha fatto a Trieste sia stata l’alimento stesso di quella vocazione, il terreno dov’è caduto il seme. E poi - puf! - il fiore è sbocciato di colpo.

«Il clima di morte, la memoria della morte e della violenza - le due guerre entrambe incombenti, nei ricordi e nelle rovine - è stato molto importante, importante quanto la vita in famiglia».

 

In che senso?

«Forse noi, la generazione dei nati negli Anni 50 - quelli nati a Trieste, poi! - siamo gli ultimi che hanno ascoltato i testimoni della patologia della Storia. I nonni di oggi non hanno radici negli orrori della guerra, non possono raccontarli ai nipoti. E i nipoti non hanno più rapporti con l’orrore. Io da quei racconti invece ho attinto. La memoria dell’orrore è importante».

 

Ci sono lampi straordinari di umorismo che attraversano la sua storia terribile. C’è una pacificazione finale coi genitori morti…

«Solo perché ce l’ho fatta. E posso guardare le cose con asciuttezza di sentimenti. Scrivere questo libro è stata una grande liberazione.

MINETTI

 

 

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CULTURA E SPETTACOLI Marta Ferri: “Amo New York, ma la mia moda è tutta italiana”

10 Febbraio 2013, 18:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

372714 100001602405651 1001567795 nKSENIA KULIKOVA La stilista: «Le italiane si vestono bene? Sì, abbiamo l’occhio abituato»

Marta Ferri, lei è figlia d’arte: padre fotografo, madre arredatrice. Lei ha scelto la moda, perché?

«Ho vissuto per un periodo a New York con mio padre e ho fatto tanti mestieri diversi, sempre nel campo della fotografia, per quattro anni e mezzo. Poi ho deciso di tornare in Italia dove ho avuto la fortuna di lavorare da Prada per un anno e mezzo e infine ho aperto il mio showroom di abiti su misura, lavorando soprattutto sui tessuti. Li ho sempre avuti sotto gli occhi per via di mia madre che è arredatrice e poi perché mia suocera mi ha presentato ai fornitori di alta moda».

 

Come stanno andando le cose?

«Sono soddisfatta perché riesco a vivere del mio lavoro, cosa non facile di questi tempi, ma ce la faccio. L’anno scorso ho vinto una menzione speciale per l’alta moda nel concorso “Who Is On Next?”. E da lì ho cominciato il prêt-à-porter».

 

Che cosa ha imparato da Prada?

«A lavorare in gruppo e a lavorare sodo. Viaggiavo continuamente perché il mio compito era di allestire le vetrine in Europa. Non è stato per me facile lasciare quel lavoro, ma volevo trovare la mia strada. Ho scelto di restare a Milano perché sono cresciuta e sono stata educata in Italia».

 

Tra qualche giorno ci sono le sfilate a Milano, dal 20 al 26 febbraio, lei cosa sta preparando?

«Un’installazione di manichini che sarà aperta dalle 9,30 di mattina alle 10 di sera in una sala da ballo che si trova dentro a una vecchia fabbrica riconvertita, la Galvanotecnica Bugatti. La mia collezione per il prossimo inverno sarà sempre un po’ teatrale, un misto tra i tessuti di arredamento e i tessuti classici, gli abiti da sera soprattutto in tessuto da arredamento stampati e poi cappotti oversize di cachemire».

 

Le donne le vede in gonna o in pantaloni?

«In entrambi. Pantaloni di giorno e gonne la sera, un po’ lunghe. Ho fatto anche abiti da sposa, è un mondo a parte. Ne ho fatto uno a una ragazza che si sposava il giorno stesso in cui mi sposavo io. Anche il mio me lo sono fatto da sola. Ma gli ho dedicato meno tempo che a quello della ragazza».

 

Come giovane stilista si sente incoraggiata da chi per esempio ha già avuto successo o vi sono ostacoli?

«Ho ricevuto molti consigli preziosi, il momento è difficile per tutti ma se ce la facciamo adesso penso che avremo la strada spianata. Per ora vendo solo in Italia ma sto lavorando per poterlo fare anche negli Stati Uniti già dalla prossima collezione. Siamo tutti online, il che vuol dire che anche in Usa come dovunque si può comperare».

 

Viaggiare è una fonte di ispirazione?

«Sono una spugna e quello che vedo mi aiuta a ispirarmi. Ho fatto da poco un bellissimo viaggio di nozze in Antartide e sento che mi ha dato una grandissima ispirazione».

 

La sua donna ideale com’è?

«Una donna che si diverte, non si prende troppo sul serio e che usa la moda per sentirsi più bella e sentirsi meglio con se stessa. Non ho termini precisi, facendo molto “su misura” ho sperimentato molti tipi di donna che hanno in comune il desiderio di uscire dal convenzionale».

 

Prima di una sfilata ha paura?

«Ho paura del mio giudizio quando vedo tutta la collezione insieme. Se sono contenta la presentazione è un momento che invece vivo bene».

 

E suo padre? Grande fotografo, artista che ha scelto di vivere a New York: cosa dice del suo lavoro?

«Lui è un’esplosione di creatività, è contento che io viva di un lavoro di cui sono appassionata e che sia riuscita a concretizzare un sogno. Io lavoro sodo perché sono soltanto io e ho imparato a fare un po’ tutti i mestieri, ho un unico numero di telefono per tutto, dai fornitori alla contabilità, alla comunicazione. Il mio sogno è avere uno studio ben strutturato e a poter delegare qualcosa».

 

E le sue modelle chi sono?

«Delle ragazze normali, eleganti, che non fanno questo per mestiere».

 

Secondo lei la moda è cara?

«Sì, noi giovani non riusciamo a vestirci con la moda di alto livello e così ci arrangiamo mescolando il vintage con varie altre cose. Io penso di essere proporzionata nei prezzi per quello che faccio. Ma avendo cominciato a fare soprattutto il su misura, le donne vedono il valore aggiunto, l’artigianato e quindi sono anche disposte a spendere i denari necessari».

 

Le italiane si vestono bene?

«Sì, abbiamo l’occhio abituato».

 

E la città dove passeggiando per strada si sente più ispirata?

«New York senz’altro, un immenso teatro. Forse potrei dire anche Londra, ma la conosco meno bene, non ci vado molto spesso».

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TOSCANA NEWS PISTOIA Esce a gettare i rifiuti e scompare

10 Febbraio 2013, 12:46pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Mirella Satti, 48 anni. Non si sa piu' nulla di lei da 24 ore UZZANO (PISTOIA),  Da oltre 24 ore una donna di 48 anni è scomparsa. Mirella Satti, sposata con una figlia, originaria della lucchesia ma residente a Uzzano (Pistoia) è uscita di casa senza più fare ritorno. Sono stati i familiari a dare l'allarme e a denunciare la scomparsa. Quando è uscita di casa indossava una tuta da ginnastica e un giubbotto chiaro. L'ultima volta è stata vista, ieri verso le 8, gettare spazzatura in un cassonetto. La donna avrebbe lasciato un biglietto prima di scomparire.

FONTE ANSA

10 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Le intercettazioni di Doveri, «c’è la finanza, svuota la cassaforte»

10 Febbraio 2013, 12:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6503909.1360453321!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

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Decine di conversazioni dell’imprenditore registrate dagli investigatori. Il giorno delle perquisizioni scatta l’allarme LIVORNO. «Vai dalla signora e vuota la cassaforte». Sono le 7,47 del 20 aprile dello scorso anno. La Guardia di Finanza ha cominciato a mettere il naso negli affari dell’imprenditore Giuseppe Doveri, 65 anni, arrestato per la seconda volta giovedì scorso e a processo per bancarotta fraudolenta, frode fiscale e truffa. La notte precedente è stata sequestrata villa Montebello, la casa dove vive la figlia dell’imprenditore, e le Fiamme gialle stanno acquisendo documenti e facendo domande sulle società collegate a Doveri, in particolare sulla Turmar spa, dichiarata fallita a fine giugno e l’International camping Etruria, proprietaria del campeggio a Marina di Bibbona. Quello che l’imprenditore invia alla sua collaboratrice Elisa Biagini è il primo di una serie di messaggi e chiamate nel tentativo – secondo la Procura – di mettere a posto le cose e di far sparire le prove. Passano poco meno di sette ore – sono le 14,27 – e dal suo numero di cellulare partono tre sms a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, indirizzati all’utenza di Tiziana Pedone, altra collaboratrice del camping. «Allarme Gdf», recita il primo. Tredici minuti più tardi il secondo: «Vai subito bungalow cass. 44442222 metti tutto in borsa con chiave che tieni tu e borsa a Cristian (altro collaboratore ndr)». La conversazione che segue tra Doveri e la sua collaboratrice che è in macchina e sta andando al campeggio avviene alle 15,26 ed è contenuta nelle oltre cinquecento pagine di trascrizioni finite agli atti del processo e depositate in tribunale la settimana scorsa.

FONTE IL TIRRENO

10 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS Perde il controllo dell’auto e si schianta sulle vetture in sosta

10 Febbraio 2013, 12:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6508387.1360491912!/image/image.jpg_gen/derivatives/landscape_250/image.jpg

 

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Incidente sul viale Italia nella notte tra sabato e domenica. Una ragazza di 24 anni, in prossimità della curva all'altezza dello stabilimento balneare Pancaldi Acquaviva (direzione sud), avrebbe invaso la corsia di marcia opposta andando a schiantarsi contro le auto in sosta lungo il marciapiede Brutto incidente nella notte tra sabato e domenica sul viale Italia. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, verso le 4 del mattino, una ragazza di 24 anni, residente nel quartiere della Scopaia, giunta in prossimità della curva all'altezza dello stabilimento balneare Pancaldi Acquaviva (direzione sud), avrebbe perso il controllo della sua auto, invadendo la corsia di marcia opposta e andando a schiantarsi contro le auto in sosta lungo il marciapiede. L'impatto, da quanto risulta dai primi accertamenti, sarebbe stato molto forte, tanto che la macchina urtata dalla conducente sarebbe stata spostata sull'asfalto per circa 8-10 metri. Per fortuna la ragazza non ha subìto conseguenze particolarmente gravi, tanto da essere stata lei stessa a chiamare la Misericordia, giunta sul posto con un'ambulanza con medico a bordo. La giovane lamentava forte dolore a entrambi gli arti inferiori, ed è stata portata subito all'Ospedale per le cure del caso. Sul posto è intervenuta anche una volante della polizia per effettuare i rilievi e ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Il punto dove la ragazza ha perso il controllo dell'auto è stato teatro di gravi incidenti già in passato. Nell'ottobre 2011 Gabriele Bigoni, cugino di Cristiano Lucarelli, rischiò la vita andando a sbattere con la motocicletta contro un cassonetto della spazzatura, proprio all'altezza dell'ingresso dei bagni Pancaldi.

FONTE IL TIRRENO

10 FEBBRAIO 2013

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