TOSCANA NEWS LIVORNO Le intercettazioni di Doveri, «c’è la finanza, svuota la cassaforte»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Decine di conversazioni dell’imprenditore registrate dagli investigatori. Il giorno delle perquisizioni scatta l’allarme LIVORNO. «Vai dalla signora e vuota la cassaforte». Sono le 7,47 del 20 aprile dello scorso anno. La Guardia di Finanza ha cominciato a mettere il naso negli affari dell’imprenditore Giuseppe Doveri, 65 anni, arrestato per la seconda volta giovedì scorso e a processo per bancarotta fraudolenta, frode fiscale e truffa. La notte precedente è stata sequestrata villa Montebello, la casa dove vive la figlia dell’imprenditore, e le Fiamme gialle stanno acquisendo documenti e facendo domande sulle società collegate a Doveri, in particolare sulla Turmar spa, dichiarata fallita a fine giugno e l’International camping Etruria, proprietaria del campeggio a Marina di Bibbona. Quello che l’imprenditore invia alla sua collaboratrice Elisa Biagini è il primo di una serie di messaggi e chiamate nel tentativo – secondo la Procura – di mettere a posto le cose e di far sparire le prove. Passano poco meno di sette ore – sono le 14,27 – e dal suo numero di cellulare partono tre sms a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, indirizzati all’utenza di Tiziana Pedone, altra collaboratrice del camping. «Allarme Gdf», recita il primo. Tredici minuti più tardi il secondo: «Vai subito bungalow cass. 44442222 metti tutto in borsa con chiave che tieni tu e borsa a Cristian (altro collaboratore ndr)». La conversazione che segue tra Doveri e la sua collaboratrice che è in macchina e sta andando al campeggio avviene alle 15,26 ed è contenuta nelle oltre cinquecento pagine di trascrizioni finite agli atti del processo e depositate in tribunale la settimana scorsa.
FONTE IL TIRRENO
10 FEBBRAIO 2013
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