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CIOCIARIA NEWS FROSINONE – Investe vigile urbano con l’auto, arrestato

23 Gennaio 2013, 17:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Scene da film questa mattina in via Acciaccarelli a Frosinone dove un vigile urbano è stato investito in pieno da un’auto che non si è fermata all’alt. La pattuglia della polizia locale era in servizio nella zona per effettuare i rilievi fotografici a seguito di un sinistro stradale. Per agevolare il servizio uno degli agenti ha intimato l’alt ad una Golf, guidata da un cittadino albanese. L’uomo, però, con prepotenza ha proseguito la sua marcia e con l’auto ha urtato l’ufficiale che si era messo in posizione per bloccare il mezzo. A causa dello scontro l’operatore è finito sul cofano della Golf rimanendo aggrappato al tergicristallo. Il cittadino albanese, con numerosi precedenti penali, è stato bloccato e arrestato. Dovrà rispondere dei reati di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

23 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS Livorno, Marco Solimano resta fuori dalla giunta Cosimi "addolorato". L'ex terrorista: tradito dal Pd

23 Gennaio 2013, 17:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Dopo lo stop del Pd regionale e nazionale, Cosimi costretto a tornare sui suoi passi sulla scelta del nuovo assessore. L'ex Prima Linea si scaglia contro il Partito democratico: «La decisione era LIVORNO. Marco Solimano non entra in giunta. L'ex esponente di Prima Linea, presidente dell'Arci di Livorno e garante dei detenuti, dopo le critiche del Pd regionale e nazionale, ha rinunciato all'incarico offerto dal sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi. Il quale ha annunciato in Consiglio comunale che in giunta entrerà solo Massimo Gulì. IL SINDACO: IL GIORNO PIU' DOLOROSO DAL 2009 «Pensavo e penso - ha detto Cosimi - che Marco Solimano, dopo l'uscita di Cantù, sarebbe stato il miglior assessore al sociale possibile. Forse qualcuno che sta nei palazzi con prebende importanti pensa che le persone che sono passate anche al vaglio degli elettori (Solimano è stato anche consigliere comunale, ndr) non possano ora ricoprire ruoli di giunta. Lo dico con dolore, la giunta vedrà l'ingresso di un solo assessore e avrà questo assetto fino alla fine della legislatura». Il nuovo ingresso a cui fa riferimento Cosimi è quello di Massimo Gulì, che avrà la delega all'ambiente. Il sociale viene diviso in due tra Carla Roncaglia (per la parte della case e delle graduatorie) e Bruno Picchi (che curerà i rapporti con Casalp e continuerà a seguire i piani di recupero). «Sono amico di Beppe Mussari come sono amico di Marco Solimano - ha aggiunto il sindaco - e conosco bene il suo percorso. Quando ho pensato di nominarlo assessore non l'ho fatto per irriverenza nei confronti della memoria delle vittime del terrorismo ma perché pensavo e penso che fosse la persona giusta in quel ruolo». «Oggi - ha concluso - è la pagina più dolorosa dal 2009 a oggi. Marco Solimano resta comunque garante dei detenuti». SOLIMANO SI SCAGLIA CONTRO IL PD Lo stesso Marco Solimano, di fronte al divampare delle polemiche, aveva detto al sindaco di essere pronto a rinunciare all'incarico che gli era stato affidato proprio ieri. E questa mattina ha incontrato i giornalisti per dare la sua versione dei fatti. «Ero pronto ad accettare l'incarico con spirito di servizio e avrei lasciato la presidenza dell'Arci un minuto dopo. Questa scelta era stata condivisa con i vertici locali del Pd che l'avevano avallata. Quello che è accaduto dopo non era nelle mie previsioni. Mi aspettavo che ci fossero polemiche, anche legittime. Ma non mi aspettavo che le critiche venissero dal partito di cui sono stato fondatore». Ed è proprio contro il Partito democratico che si levano gli strali di Solimano: «Quando mi hanno candidato nelle liste dei Democratici di sinistra, nessuno ha avuto da ridire. Il Pd a quando pare deve recuperare terreno sul tema dei diritti che non vanno solo enunciati ma anche praticati». Lungo lo sfogo di Solimano contor il partito: «Di fronte alla gravità e pesantezza delle dichiarazioni di Bruzzese (responsabile regionale enti locali del Pd), nonostante la rinnovata fiducia del sindaco e del Pd locale, ho deciso di rinunciare per tutelare il lavoro dell'amministrazione». «Anche perché - ha detto Solimano - rispetto ho verificato che rispetto al mio lavoro di assessore ci sarebbe sempre stato un vulnus». SOLIMANO: HO PAGATO PER I MIEI ERRORI Solimano (nella foto) per la prima volta dopo molti anni torna a parlare per la militanza in Prima Linea: «Tanti di voi 37 anni fa non erano nati. Io ho avuto un ruolo marginale in Prima Linea, sono stato condannato e ho pagato. Con la legge dell'86 (il probabile riferimento è alla legge Gozzini, ndr) si prese atto della fine di un'era storica e si cominciò a parlare di riconciliazione. Io già allora misi una distanza incolmabile tra me e la scelta di usare violenza nella politica. Oggi ho bisogno di tutelare la mia vita e la mia famiglia. In questo Paese si tende a cristallizzare la vita delle persone al momento dell'errore. Io riconosco a tutti la possibilità di cambiare, di darsi un'opportunità, di risentirsi parte di una comunità. Sono diventato padre e nonno. Ho riposizionato la mia vita. Non me la sento di dire ai carcerati che incontro ogni giorno come garante: sarai sempre un ex per tutta la vita. L'essermi ritrovato dopo 37 anni in questo tritacarne mi ha fatto pensare che i partiti, la società non sono ancora pronti. Vorrei ricordare a tutti che l'articolo 27 della Costituzione ci spinge a lavorare come comunità perché le pene abbiano un senso. Quello che accade in questi momenti ci ricaccia indietro». RISPETTO PER LE VITTIME DEL TERRORISMO Solimano conferma che continuerà a occuparsi dell'Arci e del ruolo di garante dei detenuti «con maggiore energia». «Nutro rispetto - aggiunge - per le associazioni delle vittime del terrorismo: loro hanno il diritto di dire qualunque cosa, ma quello di cui stiamo parlando oggi appartiene a una dimensione tutta politica». Durante la conferenza stampa Cosimi ha detto: «Continuo ad avere la stessa stima e fiducia nei suoi confronti» e ha aggiunto che non ci sono veti «anche se mi rammarico del clima culturale in cui non riconosco il mio modo di stare nella sinistra». ANCHE L'ARCI SI MUOVE Intanto il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli ha chiamato il presidente regionale dell'Arci e oggi è attesa una telefonata tra il presidente nazionale dell'Arci e Solimano. Marco Solimano è presidente dell'Arci dal 2000 e per dieci anni è stato consigliere comunale prima con i Ds e poi con il Pd. Nel 2010 il sindaco Cosimi lo ha nominato garante dei detenuti. Fu condannato a 19 anni con sentenza definitiva e trascorse in carcere gli anni tra il 1980 e il 1987. LA VEDOVA DEGLI ANNI DI PIOMBO: SENZA PAROLE Dopo la notizia che il sindaco Cosimi stava per nominare Marco Solimano, ex esponente di Prima Linea, al Sociale, si erano infatti scatenate le critiche. A partire da quella di Mariella Magi Dionisi, vedova dell'agente Fausto Dionisi - ucciso nel '78 da Prima Linea - e presidente dell'associazione «Memoria» che riunisce parenti di vittime del terrorismo: «Sono scelte che lasciano perplessi e senza parole - dice - a parte quelle che usò il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i familiari delle vittime e cioè che ci vorrebbe il buongusto, da parte di chi prese le armi, di stare un passo indietro». Poi, in nottata, è arrivato anche lo stop del Pd regionale. "Una scelta inopportuna", ha dichiarato in una intervista esclusiva al Tirreno il respondabile degli enti locali del Pd Toscano, Stefano Bruzzesi LA TELEFONATA DI BRUZZESI A COSIMI In tarda serata erano arrivate le telefonate degli esponenti regionali e nazionali del Partito democratico. Che rilevavano la non opportunità di nominare un ex terrorista in giunta, tantomeno durante la campagna elettorale nazionale. «Ho chiesto al sindaco di pensarci bene - ha spiegato al Tirreno il responsabile regionale degli enti locali del Pd Stefano Bruzzesi -. E gli ho detto chiaramente che a me una scelta del genere non sembra opportuna in un momento delicato come quello della campagna elettorale. Dopo il caos che si è scatenato al funerale di Prospero Gallinari, noi cosa facciamo? Nominiamo un ex terrorista condannato a 19 anni di carcere... Mi sembra quantomeno azzardato».

FONTE IL TIRRENO

23 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Re delle pratiche auto muore in vacanza a Miami

23 Gennaio 2013, 17:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Sergio Mannelli, 73 anni, aveva appena finito una crociera. Fino al 2009 aveva gestito l’agenzia sul viale Ippolito Nievo LIVORNO. Gli automobilisti di mezza cittàLivorno lo ricordano dietro al bancone dell’agenzia Aci, sul viale Ippolito Nievo, impegnato a compilare un modulo per il pagamento del bollo o la doppia copia di un passaggio di proprietà. Per venticinque anni, tra il 1986 e il 2009, Sergio Mannelli è stato il re delle pratiche per qualsiasi mezzo a motore girasse tra Livorno e Cecina. Da quel momento in poi era diventato un viaggiatore per passione. È morto lunedì scorso a 73 anni in una camera dell’hotel “Sheraton” di Miami, in Florida, dov’era in vacanza con la moglie Fabrizia e alcuni amici. «Avevano appena finito una crociera nei Caraibi», spiegano i familiari annunciandone la scomparsa. Ad ucciderlo, molto probabilmente, un infarto innescato da un picco glicemico. Racconta in lacrime Francesca, la seconda dei tre figli della coppia: «Da qualche giorno non stava molto bene, si sentiva stanco ma credevamo che fosse un disturbo di poco conto, anche perché negli ultimi giorni della crociera ha continuato a divertirsi e a stare in compagnia». Finito il giro in nave, nel programma del gruppo erano compresi un po’ di giorni a Miami. L’altro ieri la moglie è uscita dall’hotel con gli amici mentre il marito ha deciso di rimanere in camera. «Vai tu, io resto qui a riposarmi», avrebbe detto il settantatreenne salutando la moglie. Qualche ora più tardi, al rientro in albergo, la tragica scoperta. «L’ultima volta che l’ho visto è stato per le vacanze di Natale – prosegue la figlia – sono andata a trovare i miei genitori in Messico e papà stava bene, era felice. Dal 2009, da quando era andato in pensione, aveva deciso di girare il mondo con mia madre e questo lo faceva stare bene. Anche se non basta a colmare il nostro dolore è un bel ricordo che porterò con me per sempre». Oltre alla moglie e alla figlia Francesca lascia altri due figli, Cristina e Maurizio, i tre nipoti, Federico, Matteo e Leonardo ai quali era legatissimo, e la madre centenaria Mari. Ieri il corpo di Sergio Mannelli è stato cremato negli Stati Uniti e adesso i familiari stanno cercando di accelerare il più possibile le pratiche per il rientro in Italia. «Speriamo di riportarlo a casa nel minor tempo possibile – spiegano i familiari – sicuramente ci vorranno almeno una decina di giorni». L’ultima immagine di Sergio Mannelli è quella di un uomo che sorride davanti alla macchina fotografica: gli occhiali scuri, la polo a maniche corte blu e una borsa a tracolla, pronto per la prossima escursione, per un altra tappa della sua passione: un viaggio con il sole in faccia.

FONTE IL TIRRENO

23 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS Pitbull spaventato dai tuoni si rifugia in una casa sfasciando una vetrata

23 Gennaio 2013, 16:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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È successo sugli Scali delle Cantine: il cane ha fatto irruzione in un appartamento e i proprietari terrorizzati hanno chiamato i carabinieri Terrorizzato dai tuoni, si è rifugiato in un appartamento e ha quasi sfondato una vetrata. Un giovane pitbull lunedì mattina alle 6 ha inviato un sos a una famiglia che dormiva nel suo appartamento sugli Scali delle Cantine. I padroni di casa si sono spaventati per quell’ingresso irruento: il cane infatti ha raggiunto la sala di casa. I proprietari di casa a quel punto hanno chiamato il 112. I carabinieri sono intervenuti sul posto e hanno adottato il cane, che poi è stato affidato a una ditta convenzionata col Comune che si occupa di assistenza veterinaria. Come accertato dai carabinieri e dagli esperti, il cane ha un microchip. Ed ora sono in corso indagini per rintracciare i proprietari.

FONTE IL TIRRENO

23 GENNAIO 2013

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Puglia e Calabria news BARI :CRISTIAN E PIERO MORTI IN UN INCIDENTE STRADALE.

23 Gennaio 2013, 15:48pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BARI - Due amici nel tornare da scuola in motorino sono morti schiantandosi con un furgone Iveco. Il ragazzo che stava sul sellino posteriorre Cristian Silecchia di anni 15 è morto sul colpo. L'amico Piero Palmisano  di anni 16 che era alla guida  e' stato operato d'urgenza ma nel trasportarlo da un ospedale all'atro di Bari non c'e' l'ha fatta ed il cuore ha smesso di battere. Nell'incidente risulta coinvolto anche un secondo scooter il cui conducente risulta illeso come il conducente del furgone. Per la dinamica dei fatti sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri. I mezzi coinvolti nell'incidente saranno sottoposti a sequestro.

 

23 Gennaio 2013

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News Italia e dal Mondo .Vola che rimani giovane. Parola di pipistrello

23 Gennaio 2013, 15:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

The Bat Pack, un team di ricercatori dell’Australian Animal Health Laboratory (AAHL), ha analizzato il genoma di due specie di pipistrelli, trovando importanti relazioni fra l’evoluzione del volo e la spiccata longevità e resistenza del pipistrello. Il team di scienziati, in collaborazione con il Beijing Genomics Institute di Pechino e un gruppo di altri istituti danesi, statunitensi e cinesi, ha sequenziato l’intero genoma di due specie di pipistrelli - lo Pteropus alecto (australiano) e il Myotis davidii (cinese) – confrontandolo con quello di otto altri mammiferi, compreso l’uomo. I particolari emersi sono piuttosto interessanti. La sua particolare longevità – dai 20 ai 40 anni di vita, rispetto ai 2 o 3 del topo – e spiccata resistenza a virus quali Hendra, Ebola e Sars, sembrano essere legate alla capacità di volare. Quella del volo è difatti un’attività ad alto costo energetico che produce sottoprodotti tossici, per affrontare i quali il pipistrello avrebbe sviluppato alcuni particolari geni, implicati anche nella soppressione del cancro e nella riparazione del Dna. “Stiamo ipotizzando che l'evoluzione del volo abbia portato a una sorta di effetto a cascata, influenzando non solo il sistema immunitario, ma anche eventi come l'invecchiamento e il cancro”, dichiara Chris Cowled, responsabile dello studio. Questo suggerisce che “una più profonda comprensione degli adattamenti evolutivi del pipistrello potrebbe portare a migliori cure per le patologie umane”. Lo studio, pubblicato su Science, apre la strada a nuove possibilità di ricerca medica, soprattutto in campo immunologico, gettando al contempo nuova luce sul pipistrello: un animale, come sottolineato dagli scienziati protagonisti dello studio, "in giro fin dai tempi dei dinosauri, almeno 65 milioni di anni”. E unico mammifero in grado di volare.

Fonte .L Unità

23 GENNAIO 2013

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Salerno: Padre torna a casa e scopre la figlia baciare una bambola .

23 Gennaio 2013, 15:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Salerno - Raccontiamo una storia che ha dell'incredibile che riguarda una ragazza e la sua famiglia. Famiglia conosciuta e stimata in tutta la provincia. Nel primo pomeriggio il padre della ragazza si era recato al lavoro ma dopo mezz'ora si e' accorto di aver dimenticato dei documenti importanti a casa per questo e ritornato dinuovo. A rientro a casa l'uomo scopre una cosa molto strana la figlia diciannovenne era sul letto con indosso solo abiti intimi e stava baciando una bambola. Questa scena ha colpito talmente il padre della giovane che ha avuto uno svenimento e per riprendersi ha bevuto dei bicchieri di acqua e zucchero.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 

23 Gennaio 2013

 

 

 

 

 

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News Italia e dal Mondo.Nuovi “esodati”? Scontro Fornero-Inps

23 Gennaio 2013, 15:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero non è a conoscenza di un nuovo consistente numero di esodati. «Io non so nulla, chiedete all'Inps visto che sono fonti Inps. Il ministro ancora una volta non viene informato sui conti». Il riferimento del ministro è a indiscrezioni di stampa sull'esistenza di altri 150mila esodati. Il ministro Fornero, a margine di un convegno sulla previdenza complementare, ricorda che c'è la salvaguardia di 140mila lavoratori esodati e «l'Inps ha fatto la promessa al ministro che la lettera ai primi 65mila arriverà entro i primi giorni di febbraio». Fornero ha ricordato che c'è già il decreto per la comunicazione di salvaguardia di altri 55mila esodati (oltre ai 10mila già garantiti dall'ex ministro Sacconi) mentre per ulteriori 10mila previsti dalla legge di stabilità la tutela è ancora da realizzare. «L'istituto non ha effettuato ulteriori elaborazioni statistiche sulla vicenda» degli esodati. È il contenuto di una lettera inviata dal direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, al ministero del Lavoro, dopo le notizie di stampa secondo le quali ci sarebbero altri 150 mila lavoratori esodati da tutelare. Nella lettera si precisa quindi che non ci sono ulteriori elaborazioni statistiche che non siano quelle già note ai componenti degli uffici del ministero del Lavoro e dell'Economia. Sono numeri «verosimili» quelli che parlano di altri 150mila esodati. «D'altronde anche i primi dati sono stati di quest'ordine». Lo ha detto il segretario nazionale della Uil, Luigi Angeletti, a margine del consiglio confederale del sindacato che si è tenuto a Roma. Secondo il leader Uil si tratta di un problema provocato «dall'imperizia del governo» e «ogni anno fino al 2015 si porrà il problema di nuove persone, svariate decine di migliaia, da salvaguardare». La questione era «gestibile», ha sottolineato Angeletti, ma «il governo non l'ha fatto perchè i tecnici non erano così bravi, e perchè non si voleva far vedere che una parte consistente dei 13 miliardi di risparmi ottenuti tagliando le pensioni, in realtà era fasulla e includeva risorse che dovevano tutelare la categoria degli esodati». Alla fine il risparmio sarebbe stato «forse di 2 o 3 miliardi. L'unica soluzione- ha concluso Angeletti- è continuare a trovare soldi per pagare chi deve andare in pensione non avendo più un lavoro». «La questione esodati non può rimanere un esercizio contabile perchè dietro i numeri ci sono esperienze di vita e di lavoro alle quali va restituita la prospetti di un futuro certo». Lo ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando le notizie circa un ulteriore ampliamento della stima della platea dei lavoratori esodati. «L'attuale ministro del lavoro - continua Petriccioli - sembra non avere compreso che gli esodati sono un problema creato dalla sua riforma previdenziale, iniqua, che senza alcuna gradualità ha innalzato i requisiti per l'accesso al pensionamento, provocando una situazione in cui molte persone uscite o che usciranno dal lavoro rischiano, nei prossimi anni, di rimanere senza alcun reddito». «Con la legge di stabità si è indicata una possibile soluzione attraverso l'implementazione del fondo esodati, di cui però va ancora chiarito definitivamente l'ambito di applicazione perchè centinaia di migliaia di persone continuano a permanere in una situazione di incertezza che va definitivamente superata. Su esodati il futuro governo dovrà superare incertezze e problemi aperti», ha concluso Maurizio Petriccioli.

Fonte :L Unità

23 GENNAIO 2013

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news italia e dal mondo Boom sfratti e aumentano i poveri La famiglia diventa mono

23 Gennaio 2013, 15:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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La fotografia della comunità di Sant'Egidio racconta una Capitale in affanno. Ci sono le ragazze madri senza aiuti statali, i giovani che faticano a trovare lavoro e gli anziani soli che affollano le case di riposo. Difficile l'integrazione nei quartieri dove è più alta la presenza di stranieri: mancano i progetti. Tagliavanti (Cna): "Le aziende cancellate superano quelle iscritte" DI F. LONGO TERMINI La Caritas aumenta i posti letto di via Marsala LAURENTINA 15 posti per accoglienza notturna senza dimora POVERTA' 7800 senza tetto, in 13mila in fila alle mense Il signor C. ha 50 anni e dopo aver perso il suo impiego in albergo ha vissuto per un lungo periodo di lavoretti saltuari fino a quando ha potuto, alla fine si è arreso rivolgendosi alla Comunità di Sant’Egidio chiedendo aiuto. Il signor A. invece ha 70 anni e una piccola pensione sulla quale ha fatto affidamento fino al giorno in cui la figlia 40enne ha perso il lavoro. I soldi non sono più bastati e tra bollette, affitto e spesa quotidiana tutta la famiglia finisce nelle mani degli strozzini. Oggi è un frequentatore assiduo delle mense della Comunità. La signora Maria di anni ne ha 102 e viveva in un appartamento dignitoso all’Alberone fino a quando gli ufficiali giudiziari hanno bussato alla sua porta notificandole lo sfratto. Per lei si sono aperte le porte della Casa Famiglia di Sant’Egidio di Largo Magna Grecia. Sono tre storie di vita nella Capitale e sono solo la punta di un iceberg che racconta il nuovo dramma della povertà che sta coinvolgendo sempre più cittadini romani e non. AUMENTANO I POVERI ITALIANI - A raccogliere le vicende personali e i numeri di un fenomeno che sembra inarrestabile è la Comunità di Sant’Egidio che questa mattina ha presentato il secondo “Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio”. Per rendersi conto della grandezza del fenomeno basta spulciare un solo dato: quello degli accessi di italiani e stranieri alla mensa di via Dandolo di Trastevere, che nel 2011 hanno fatto registrare 5.804 poveri in più, 446 italiani e 5.358 stranieri. Un dato, quello dei cittadini italiani, che è cresciuto anno dopo anno a partire dal 2008: + 30% (+11,6% quello degli stranieri). Frequentano la mensa per un periodo più lungo rispetto agli stranieri: il 45% trova ospitalità per un periodo medio di due anni. Anche i centri di ascolto della Comunità hanno fatto registrare un boom di contatti fra gli italiani che si rivolgono a Sant’Egidio per chiedere aiuti alimentari o per pagare le bollette, per un lavoro o un alloggio: il 32% delle telefonate effettuate cerca una soluzione a problemi economici ed abitativi. A rischiare di più sono uomini e donne di età compresa tra i 45 e i 60 anni. LE RESPONSABILITA' POLITICHE - Anziani, uomini soli e donne sono quelli che rischiano di diventare poveri cronici anche se per il portavoce della Comunità di Sant'Egidio, Mario Marazziti: “Sono tutte persone che, se aiutate in un certo modo, potrebbero rappresentare una risorsa. Questo rapporto lo consegneremo a tutte le amministrazioni per offrire un nuovo punto di osservazione a chi pensa che i poveri sono numeri e non persone e che il disagio non si possa combattere”. Parole dure quelle del portavoce della Comunità “chi ha responsabilità politiche deve sapere queste cose, fino ad oggi non mi sembra sia stato così: viviamo in una società sfilacciata dove a vincere è il più forte”. I QUARTIERI PIU' A RISCHIO - Dal Rapporto emerge quindi che il disagio sociale è in crescita e che la crisi economica ha solo dato il colpo di grazia ad un sistema che è sempre lontano dal cercare una soluzione partendo dai problemi. Emblematico – per Sant’Egidio - è l’esempio della città che cambia il suo aspetto antropologico. Nel rapporto sono analizzate quattro macro aree cittadine: l’Esquilino, Tor Bella Monaca, Tor Pignattara e Centocelle. Tutti quartieri dove l’incidenza straniera è sempre maggiore, insieme a quella della popolazione italiana anziana. Sant’Egidio denuncia come le amministrazioni da troppo tempo hanno lasciato che questa trasformazione camminasse esclusivamente con le proprie gambe senza mettere in campo un progetto di integrazione. “Si può lavorare all'integrazione che è una grande risorsa – ammette Marazziti - si può creare un programma per assistere gli anziani, per ridurre la pressione sugli ospedali, sgravare le famiglie e al tempo stesso creare una nuova coesione sociale. La crisi c'è e viene da lontano e la famiglia è il grande ammortizzatore sociale”. CNA - Il rapporto poi analizza altre criticità da non sottovalutare, come le mono famiglie: nel 1994-1995 su 2.009.000 famiglie laziali quelle composte da un unico componente erano 529.000 e rappresentavano, già allora, il 26% del totale (5 punti in più del dato nazionale). Quindici anni dopo, nel 2009-2010 il numero è cresciuto fino ad arrivare di 769.000 unità con un valore percentuale del 32,5%. Un aumento nei 15 anni di 6 punti percentuali e una differenza con la media italiana di quattro punti percentuali. Le donne sole sono molto di più degli uomini soli. Nell’ultimo dato di rilevazione, 2009-2010, sono il 59% del totale. E ancora le ragazze madri senza aiuti statali “non esiste il reddito minimo di inserimento sociale” denuncia il portavoce, l’emergenza abitativa, gli sfratti per morosità (2mila ogni anno, il Lazio è la terza regione per numero di sfratti). A preoccupare Sant’Egidio non è solo il numero degli sfratti ma la motivazione: circa la metà avvengono per problemi economici, la cosiddetta “morosità incolpevole”. E ci sono poi i giovani senza lavoro e le responsabilità politiche. "In questo momento Roma sta vivendo una fase difficile dal punto di vista economico – sottolinea il direttore della Cna Lorenzo Tagliavanti che ha presentato insieme a Marazziti il rapporto al Tempio di Adriano - le aree di povertà della città tendono ad aumentare. Per la prima volta quest’anno alla Camera di Commercio le imprese cancellate superano quelle iscritte. Ci stiamo sempre più avvicinando al Mezzogiorno. Oggi trovare un lavoro per un giovane è un fatto eccezionale”. GLI ANZIANI - Altra criticità è quella che riguarda la popolazione anziana del Lazio, nel 2011 più di 5milioni e 700 mila individui, concentrati prevalentemente nel comune e nella provincia di Roma (un abitante su due vive a Roma, uno su quattro in provincia). Una popolazione invecchiata con tutte le problematiche della terza età: gli anziani autosufficienti ricoverati sono più che altrove (7,185 ogni mille) mentre quelli non autosufficienti sono 6,565 ogni mille. LE CARCERI - Il quadro non proprio edificante del Lazio è chiuso poi con un altro fronte caldo: quello delle 14 case circondariali. Al 31 marzo 2012 i detenuti erano 6.873 a fronte di una capienza certificata di 4.838. Nelle 6 carceri capitoline sono rinchiusi 3.665 detenuti (3.297 uomini e 368 donne), più della metà di tutto il Lazio. Per Sant’Egidio deve essere “doveroso potenziare le possibilità di accesso al lavoro interno ed esterno come primo passo per il reinserimento nella società”

Fonte :Paese Sera

23 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo Influenza, il picco a fine gennaio Cura? Non (solo) al pronto soccorso

23 Gennaio 2013, 14:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Una guida per combattere i malanni di stagione risparmiando tempo e salute (soprattutto mentale). Dai (pochi) presidi di prossimità agli ambulatori med attivati in 13 ospedali pubblici. Passando per una centrale di ascolto telefonico gestita da medici di medicina generale DI AMBRA MURÈ Ogni anno i pronto soccorso del Lazio registrano oltre due milioni di accessi. Nella stragrande maggioranza di casi (71%), i pazienti vengono classificati col codice verde. Il ricorso a strutture di emergenza per casi che d’emergenza non sono subisce tradizionalmente un boom nei mesi più freddi. Quando molte vittime dell’influenza cercano riparo nelle affolatissime sale d’attesa del pronto soccorso. Senza, in certi casi, averne realmente bisogno. Per curarsi dai malanni di stagione ci sono infatti diverse alternative. Che farebbero risparmiare tempo e salute (soprattutto mentale) ai cittadini. E allo stesso tempo decongestionerebbero le strutture di emergenza. Evitando quel collasso del sistema che molti osservatori hanno già previsto avverrà in coincidenza col picco influenzale. Atteso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. I PRESIDI DI PROSSIMITÀ – La prima alternativa al Pronto soccorso passa attraverso i cosiddetti “presidi territoriali di prossimità” o “ambulatori di continuità assistenziale”. Queste strutture nascono per offrire una completa rete di servizi. E sono deputate, tra l’altro, a rispondere (h24) alle immediate necessità dei cittadini che presentano “urgenze non differibili” di lieve entità. Come una febbre persistente, un dolore articolare non traumatico, una dermatite o una congiuntivite. Per capirsi: tutto quello che rientra nella definizione di codice bianco o verde. Il problema è che attualmente a Roma ne esistono soltanto due, entrambe concentrate nel territorio della Asl RmA: a via Morosini 30 (Nuovo Regina Margherita) e via Canova 19. Hanno un nome diverso, ma svolgono sostanzialmente la stessa funzione i tre “nuclei di cure primarie” della Asm RmD. Queste strutture, che garantiscono interventi ambulatoriali d'urgenza 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, si trovano in via di Villa Cilone 4 (Casal Bernocchi), via Porto Azzurro 76 (Fregene) e via Coni Zugna 173 (Fiumicino). È invece aperto h12 (dalle 8 alle 20) il punto di primo intervento del Cto (Asl RmC), che è gestito da medici di medicina generale. MEDICI DI FAMIGLIA AL PRONTO SOCCORSO – Proprio per combattere la “febbre” da Pronto Soccorso e cercare di arginare la cronica mancanza di presidi territoriali, all’interno di alcuni ospedali pubblici sono recentemente nati i cosiddetti “ambulatori med”, una sorta di pronto soccorso veloce per codici bianchi e verdi gestito (su base volontaria) da medici di medicina generale. Niente più attese infinite per curare una semplice tonsillite o una banale puntura d’insetto. Oggi i pazienti affetti da disturbi “privi di urgenza clinica” vengono “dirottati” dal Triage all’ambulatorio med. Dove un caro vecchio “medico di famiglia” valuta la terapia più appropriata e prescrive eventuali accertamenti diagnostici. L’obiettivo è duplice: “reinserire il paziente in un percorso assistenziale più appropriato” e allo stesso tempo “decongestionare le strutture di emergenza”. I 13 AMBULATORI MED – Il servizio, aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20, è attivo attualmente in 13 ospedali pubblici. A Roma le strutture interessate al progetto vanno dall’Umberto I al Pertini, dal San Giovanni al San Camillo Forlanini, passando per il policlinico Tor Vergata e il Sant’Andrea. Al di fuori della Capitale, la sperimentazione è partita anche al “Grassi” di Ostia, al “San Paolo” di Civitavecchia, all’ospedale di Anzio e di Belcolle (Viterbo), al “Santa Maria Goretti” di Latina , al “Fabrizio Spaziani” di Frosinone e al “Santa Scolastica” di Cassino. ASSISTENZA TELEFONICA – Nei casi più lievi, il consiglio è di risparmiarsi persino questa “fatica”. Per i fuorisede o per chi semplicemente volesse sentire una “campana” diversa da quella del proprio medico di famiglia, esiste anche un’altra via “soft” alla cura: una “centrale di ascolto” attiva sette giorni su sette dalle 8 alle 20, con una squadra di medici di medicina generale pronti a offrire assistenza telefonica. Basta chiamare lo 06. 58702464 per ottenere consigli e informazioni sulle cure migliori per combattere i piccoli malanni stagionali. È il sogno di ogni ipocondriaco, ma pu&o far comodo a tutti. Provare per credere.

fonte paese sera

23 GENNAIO 2013

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