Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le 180 dosi di vaccino Pfizer destinate all'ospedale Brotzu di Cagliari per il Vaccine Day del 27 dicembre arrivano in Sardegna il 26 con un volo militare che atterrerà all'aeroporto di Elmas. Da lì saranno scortate direttamente all'ospedale. Proprio per discutere delle misure di sicurezza da adottare in occasione dello sbarco delle prime fiale nell'Isola, si è tenuta una riunione operativa in Prefettura a Cagliari. ANSA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa domenica, 4 ottobre, la Corsica ha ricordato che il primo pezzo di terra francese liberato era nella stessa data del 1943. La rivolta contro gli occupanti fascisti e nazisti iniziò il 9 settembre e terminò il 4 ottobre con la liberazione di Bastia, che segnò la completa liberazione della Corsica. In questo giorno, un "goumier", un soldato dell'esercito nordafricano, ha dispiegato la bandiera francese sul balcone del comune di Bastia, a significare il ritorno della libertà repubblicana. Una bandiera francese rimossa dal balcone (di cui non si conosce), ora il vecchio ufficio del sindaco, poco dopo l'arrivo dei nazionalisti all'ufficio del sindaco di Bastia nel 2014, e mai più diffusa sul vecchio municipio. 80.000 soldati italiani occuparono la Corsica dall'11 novembre 1942 al 4 ottobre 1943. Così la resistenza corsa si riunì per lo più nel "Fronte nazionale", per lo più comunista, che iniziò e guidò i combattimenti di questa liberazione, aiutata in seguito dall'esercito della Francia libera. La resistenza corsa mise in pratica il giuramento fatto a Bastia il 4 dicembre 1938 "di vivere e morire francesi", in risposta a Mussolini che aveva dichiarato la Corsica "Terra Irredente". Per più di un anno i fascisti italiani e in particolare le camicie nere hanno lottato duramente contro la resistenza corsa. Quasi mille furono arrestati e deportati, e diversi fucilati nei panni di John Nicholas, uno dei leader della resistenza. I nazisti tedeschi fuggirono dalla Sardegna e arrivarono in Corsica per raggiungere la terraferma italiana da Bastia e contribuirono a rendere più difficili i combattimenti. E così Bastia è stata bombardata dagli americani, che volevano tagliare la strada ai tedeschi, bombardamenti che hanno distrutto gran parte della città, soprattutto le vie del porto. "Bastia è una città martire", ha detto De Gaulle, Bastia, che è stata decorata con la Croce di Guerra. La domenica, alcune cerimonie organizzate davanti ai monumenti della memoria delle città insulari hanno chiuso il ciclo di commemorazione di questo 77 ° anniversario della liberazione della Corsica. Cerimonie semplici come quella di Bastia che coinvolgono personalità civili e militari e rappresentanti di associazioni di veterani e di resistenza. Presenza anche degli studenti affinché la memoria non ristagni e la memoria non sbiadisca.
Peter Louis Alexander
IN FRANCESE
Liberazione di a Corsica : U Ricordu di i cumbattenti di a libertà
Sta dumenica 4 ottobre a Corsica s’arricurdava chell’hè stat’à a listessa data di u 1943 u primu pezzu di terra frencese liberatu. A rivolta contra l’occupente fascistu é nazistu avìa cumminciata u 9 settembre, per cunclude si u 4 ottobre per a liberazione di Bastia chi firmava a liberazione cumpleta di a Corsica. Stu ghjornu un « goumier », sullatu di l’armata d’Africa di u Nordu stendìa à u balconu di a municipalità di Bastia a bandera frencese significhendu cusi u ritornu di a liberta republicana. Una bandera frencese tolta di u balconu (da quale ùn si sà), di oramai a Merrìa vecchja , pocu dopu l’arrivata di i naziunalisti à a Merrìa di Bastia in 2014, é mai più stesa nanta l’anzianu palazzu municipale . 80.000 sullati taliani anu occupatu a Corsica di l’11 nuvembre di u 1942 à u 4 ottobre di u 1943. So i resistenti corsi aduniti in maiò parte indè u « Front national », à maggiurità cummunista, chi anu iniziatu é guidatu i cumbatti di sta liberazione, aiutati dopu da l’armata di a Francia libera. A resistenza corsa mettìa cusi in’opera u ghjuramentu fattu in Bastia u 4 dicembre 1938 « di campà é more frencese », rispundendu à Mussolini chi avìa dicchjaratu a Corsica « Terra Irredente ». Durente più d’un’annu i fascisti taliani é in particulare è camicie negre fecenu una lotta durissima à i resistenti corsi. Quasi una millaia so stati arrestati é dipurtati, é parechji fucilati cume Ghjuvanni Nicoli unu di i capi di a resistenza. I nazisti tedeschi scapati da a Sardegna, é ghjunti in Corsica per raggiunghje u cuntinente talianu dipoi Bastia anu cuntribuitu a rende i cumbatti più difficile. E cusi che Bastia fù bumbardata da l’americani, chi vulìanu taglia a strada à i tedeschi, bumbardamenti chi anu distruttu una grende parte di a cità, in particulare i carrughji di u portu. « Bastia cità martire » hà dettu De Gaulle, Bastia chi fù decurata di a Croce di Guerra. Dumenica une poche di ceremonie urganizate di fronte à i monumenti di u ricordu di è cità isulane anu chjosu u ciclu di è cummemurazione di stu 77esimu anniversariu di a liberazione di a Corsica. Ceremonie simplice cume in Bastia incu è persunnalità civile é militare é i ripresententi di l’associi di l’anziani cumbattenti é di a resistenza. Presenza dinò di i sculari per chi a memoria ùn si stancii é u ricordu ùn si veli.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Secondo un primo report stilato dai tecnici dei Vvf della protezione civile e del Comune, sono oltre 400 quelle interessate dalla valanga di acqua, fango e rocce che si è abbattuta sul paese. Le persone evacuate vivono nella parte del paese dove si è riversata la furia del fiume d'acqua, che in alcuni casi ha scavato la terra sotto le
A Bitti, il paese del Nuorese devastato dall'alluvione del 28 novembre, ci sono 68 sfollati che non possono rientrare nelle loro case, rese pericolanti dalla furia dell'acqua. Di questi, 62 sono ospitati da parenti e amici e sei sono stati accolti in strutture ricettive del paese.
I dati sono stati resi noti dal Coc che cerca di capire quante abitazioni potranno essere messe in sicurezza nell'immediato e quante invece richiedono interventi strutturali se non l'abbattimento.
palazzine, rendendole pericolanti.
Il report è ancora in fase di definizione ma sta per giungere sulla scrivania del capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli che probabilmente sabato 5 tornerà a Bitti, dopo una prima visita all'indomani dell'alluvione. Sulla verifica statica delle abitazioni si sta ancora lavorando per capire se altre persone dovranno abbandonare definitivamente le loro case.
Le situazioni più difficili in via Brescia, via Brigata Sassari e in via Cavallotti, anche se gli allagamenti hanno interessato altri quartieri di Bitti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 21.895 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale si registrano 420 nuovi casi, 249 rilevati attraverso attività di screening e 171 da sospetto diagnostico. Si registrano 5 decessi (449 in tutto). Le vittime: due residenti nella provincia di Sassari, due nella provincia di Nuoro e una in quella di Oristano. In totale sono stati eseguiti 376.134 tamponi con un incremento di 3.328 test. Sono invece 583 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+3 rispetto), mentre è di 68 (-2) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.975. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 7.755 (+317) pazienti guariti, più altri 65 guariti clinicamente. Sul territorio, di 21.895 casi positivi complessivamente accertati, 4.581 (+85) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 3.467 (+95) nel Sud Sardegna, 1.783 (+10) a Oristano, 4.033 (+77) a Nuoro, 8.031 (+153) a Sassari. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quaranta milioni di euro per i danni causati dall’alluvione del 28 novembre a Bitti e in altri territori della Sardegna. La Giunta guidata da Christian Solinas li ha stanziati con un emendamento alla monovrina anti-Covid da 473 milioni che il Consiglio regionale dovrà approvare entro stanotte, pena l’impossibilità di spendere le risorse. I quaranta milioni sono così ripartiti: venti milioni per il 2020 e venti per il 2021. Per l’anno in corso, dieci milioni andranno a costituire un fondo istituito presso la direzione generale della Protezione civile regionale e gli indennizzi saranno concessi sotto forma di contributo a fondo perduto destinati alle famiglie, a ristoro dei danni subiti dalle abitazioni e da beni mobili e immobili, e alle imprese che abbiano subito danni dove si svolgono le attività produttive. Altri dieci milioni andranno all’Agenzia Laore per i primi interventi in favore delle aziende agricole che hanno subito perdite della produzione dopo le piogge. Per l’anno prossimo, i restanti venti milioni sono indirizzati ai Comuni per il ripristino delle infrastrutture e delle condizioni di sicurezza nelle aree interessate. SOLINAS - "Ho trovato una comunità forte che nonostante la disgrazia vuole mettersi in piedi". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Christian Solinas che ieri è stato a Bitti, riferendo in Aula sulla situazione del territorio di Bitti e delle altre zone dell'Isola colpite dall'alluvione. "Oggi - ha spiegato - proponiamo un emendamento all'assestamento di bilancio che stanzia 40 milioni di euro per arrivare il più presto possibile a ripristinare la normalità". Quaranta milioni per "un ristoro immediato alle famiglie colpite, così da consentire di riutilizzare le abitazioni". "Abbiamo anche chiesto al governo una corsia preferenziale per questi interventi - ha detto - perché l'intera partita della mitigazione del dissesto idrogeologico soffre un rallentamento burocratico, c'è comunque piena collaborazione Stato-Regione, abbiamo dispiegato tutte le forze possibili in campo per ripristinare subito il sistema viario e sistemi reti di comunicazione". "Sono ore di intenso lavoro - ha continuato il governatore - e tutto questo inoltre accade mentre è già in atto l'emergenza Covid-19, tanto che nell'evacuazione di alcune località abbiamo dovuto allestire palestre separate per chi si trovava in isolamento domiciliare per la positività al Covid-19". Il presidente ha poi ricordato che la Giunta ha già deliberato lo stato di emergenza e chiesto lo stato di calamità per le produzioni agricole danneggiate. Infine, richiamando la telefonata ricevuta dal presidente della Repubblica Mattarella, "credo sia importante in questo momento l'unità e la collaborazione delle istituzioni in questo momento". All'inizio dei lavori, su richiesta del presidente dell'Assemblea Michele Pais, l'Aula ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le tre vittime del maltempo. LAMPIS - "L'avviso di allerta di elevata criticità per rischio idogeologico per le giornate del 27 e del 28 novembre è stato diramato il 26, quindi tempestivamente". Lo ha dichiarato l'assessore dell'Ambiente con delega alla Protezione civile della Regione Sardegna Gianni Lampis, riferendo in Consiglio regionale sull'alluvione dello scorso sabato. "Il sistema regionale - ha spiegato - non si è fatto trovare impreparato e ha schierato tutte le forze a disposizione per affrontare l'emergenza: Corpo forestale, Protezione civile e Forestas". A loro, "va un sentito ringraziamento per l'attività svolta in questi giorni difficili, da estendere ai vigili del fuoco, ai militari dell'Esercito, ai volontari e ai primi cittadini". Ripercorrendo le azioni messe in campo, Lampis ha chiarito che "la Protezione civile ha contattato i sindaci neoeletti di 115 comuni e ha organizzato una videoconferenza di coordinamento alla quale hanno partecipato anche le Prefetture". Da quel momento, ha sottolineato, "tutte le operazioni sono state seguite costantemente grazie ai collegamenti garantiti anche dai ponti radio regionali, unico modo che ci ha permesso di avere un contatto diretto con il sindaco di Bitti". A questo proposito, Lampis ha voluto ricordare lo stanziamento di dieci milioni con cui recentemente la Giunta ha predisposto l'istituzione di un punto radio in tutti i 377 comuni della Sardegna, "dotazione importante per attivare in qualsiasi situazione un filo diretto con gli amministratori locali". Quanto all'impatto del maltempo, l'assessore ha precisato che "il ciclone mediterraneo ha investito la Sardegna con precipitazioni intense sulla parte orientale, in particolare Ogliastra, Baronie, Barbagie e Nuorese, e nel Medio e Alto Campidano e in misura minore in altre zone, come Sarrabus e Gerrei". Rispetto agli eventi storici, "le piogge sono state simili a quelle dell'evento che investì Villagrande Strisaili nel dicembre 2004, mentre la struttura spaziale del fenomeno e la sua evoluzione temporale ricordano quello del novembre 2013 in Gallura". Infine, "le piene più importanti si sono registrate nei bacini del Cedrino, del Posada e del Fluminimannu di Pabillonis". ANSA
INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato ritrovato questa mattina il cadavere di Lia Orunesu, l'anziana di 89 anni travolta dalla furia dell'acqua e del fango ieri a Bitti, terza vittima dell'alluvione che ha devastato il paese barbaricino. Il corpo privo di vita della donna era tra i detriti nei pressi del vecchio campo sportivo, a circa un chilometro dalla sua casa, situata vicino a Piazza Asproni, dove ieri è avvenuta la tragedia.
A fare la scoperta i volontari della Protezione civile impegnati nei soccorsi.
Il corpo è già stato trasportato al cimitero di Bitti. L'anziana, ieri mattina, era uscita a pochi passi della sua casa vicino alla piazza Asproni, attratta da un rumore proveniente da una casa vicina dove c'è stato un crollo. In quell'istante una violenta cascata d'acqua e fango l'ha travolta e trascinata a circa un chilometro dalla sua abitazione. Lia Orunesu è la terza vittima dell'alluvione che si è abbattuta ieri su Bitti. La prima persona deceduta è stata Giuseppe Mannu, l'allevatore di 55 anni che era andato in campagna per accudire il bestiame: dopo essere stato travolto dall'acqua è sprofondato dentro una frana con il suo Pick-up. Un altro anziano, Giuseppe Carzedda di 90 anni, invece, è morto annegato nella sua casa sorpreso dalla furia dell'acqua e del fango.
NOTTE A SPALARE FANGO. E' stata una notte di duro lavoro a Bitti per cercare di liberare il paese dai detriti e dal fango e aiutare la popolazione sfollata dalle proprie abitazioni. In campo Esercito, Protezione civile, Vigili del fuoco, la Polizia Stradale che ha presidiato le strade, gli operai di Forestas, Corpo Forestale, la Croce Rossa e i tantissimi volontari accorsi da ogni paese della Sardegna mossi da una grande solidarietà.
"Abbiamo passato la notte a spalare fango con la gente terrorizzata dalla pioggia, che purtroppo ha continuato a scendere nelle ore notturne - ha detto all'ANSA Cristian Farina assessore all'Ambiente del Comune -. Non c'è abitazione che non sia stata toccata dal fango e tutte le famiglie sono impegnate nella pulizia. Siamo riusciti a liberare corso Vittorio Veneto e ora il paese è percorribile da una parte all'altra, su piazza Asproni ci lavoreremo oggi. Stiamo intervenendo con urgenza sulla viabilità di campagna dove molti allevatori sono rimasti bloccati, ad alcuni dei quali stamattina abbiamo portato medicine e viveri. Le persone sfollate sono state travolte dalla solidarietà e accolte da parenti e amici e dai nostri B&B, nessuno ha usato i lettini della Croce rossa e le strutture del Comune. In paese ora si può entrare - conclude l'assessore - ma raccomandiamo a tutti di non venire a Bitti se non per le urgenze, si intralciano i lavori che andranno avanti per tutto il giorno".
BORRELLI A BITTI. "Abbiamo trovato un situazione impegnativa fronteggiata bene dalla macchina dei soccorsi. Purtroppo ci sono tre vittime ed è la cosa che ci dispiace di più. Lavoriamo per ripristinare la situazione e tornare presto alla normalità". Così il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, all'uscita dal vertice con il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas e il responsabile della Protezione civile regionale Antonio Belloi. "Ci interrogheremo sul perché ci sia stata una situazione che devastato il territorio in sei ore - ha proseguito Borrelli -. La Prefettura e la macchina dei soccorsi sono pronti a fronteggiare l'evento forte e impegnativo. Bisogna intervenire subito per gli interventi infrastrutturali e mettere in sicurezza il territorio. Roma non lascia sola la Sardegna come non lascia sole le altre regioni d'Italia: è da venerdì che siamo in costante contatto con l'isola, la Sicilia, la Calabria e tutte le regione interessate dalla perturbazione", ha concluso Borrelli.
MATTARELLA CHIAMA SOLINAS. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato oggi il presidente della regione Sardegna Christian Solinas per informarsi - si è appreso - sullo stato dei luoghi colpiti dal maltempo ed esprimere solidarietà.
INSERITO DA MORENA MOTTA Nonostante sia sopra la soglia del 30 per cento per quanto riguarda i posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19 (37%), la Sardegna registra una crescita lenta del Coronavirus, anche se il rapporto tra casi positivi e quelli testati sale al 13,8%, rispetto alla prima settimana di novembre (13,4%). Lo rileva la Fondazione Gimbe che conferma i dati pubblicati ieri dal monitoraggio Agenas sulla pressione dei positivi negli ospedali dell'isola. Nello stesso periodo in Sardegna si registra una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti rispetto alla settimana precedente: 658 (546 nei sette giorni precedenti). Qualche dato più positivo nella settimana 11-17 novembre riguarda i casi testati per 100.000 abitanti, 1329, e il minore Incremento percentuale dei casi rispetto alla settimana precedente, in questo caso il 23,1%.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Notte di violenza al Centro di accoglienza per migranti di Monastir (Cagliari), dove attualmente sono ospitate circa 200 persone. Un gruppo di algerini si è scontrato, arrivando più volte alle mani e lanciandosi contro anche alcuni oggetti. Quattro persone sono rimaste lievemente ferite. "La tensione è alle stelle - denuncia Luca Agati, segretario provinciale del Sap Cagliari - abbiamo dovuto gestire violenti scontri". I responsabili delle risse sono stati identificati e denunciati, ma quello che preoccupa di più il sindacato, che ha inviato una lettera al Questore, è il problema legato al Coronavirus. "Sono più di quindici giorni che non vengono effettuati i tamponi ai nuovi sbarcati - evidenzia ancora Agati - abbiamo stipate più di duecento persone, giunte in momenti diversi, che vivono in totale promiscuità senza conoscerne le ipotetiche cariche virali. Monastir è un potenziale covo di malati, un ipotetico focolaio di infetti che ogni giorno entra in contatto con tutti gli operatori delle forze di polizia. Ogni giorno che passa senza i dovuti accertamenti sanitari, è un giorno di rischio in più, una terribile scommessa con il fato". E il sindacalista rincara la dose. "I migranti come accaduto stanotte si armano, rompono tutto, si propongono con spavalderia, scavalcano in continuazione uscendo dalla struttura. Cosa deve accadere affinché si ponga rimedio a questa vergogna?". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Attentato ieri notte nel quartiere Sant'Elia a Cagliari. Nel mirino è finita l'abitazione di un personaggio noto alle forze dell'ordine, dove è stata piazzata una bomba carta sul davanzale della finestra. L'intimidazione è stata messa a segno intorno alle 22. Qualcuno ha sistemato l'ordigno sul davanzale ed è poi fuggito. La forte deflagrazione, sentita in tutto il quartiere, ha danneggiato la finestra dell'abitazione, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Sul posto sono subito intervenuti gli agenti della Squadra volante e gli artificieri che si stanno occupando di prelevare i frammenti di quello che resta dell'ordigno per analizzarlo. La Squadra mobile ha avviato le indagini per risalire agli autori del gesto. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 14.813 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale si registrano 396 nuovi casi, 302 rilevati attraverso attività di screening e 94 da sospetto diagnostico, e cinque vittime (318 in tutto): tre uomini, due residenti a Sassari e uno a Cagliari, e due donne residenti rispettivamente ad Assemini e Isili. In totale sono stati eseguiti 317.869 tamponi con un incremento di 4.025 test. Sono invece 506 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+34), mentre è di 59 (+2) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 9.417. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 4.481 (+130) pazienti guariti, più altri 32 guariti clinicamente. Sul territorio, di 14.813 casi positivi complessivamente accertati, 3.063 (+71) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 2.428 (+56) nel Sud Sardegna, 1.232 (+19) a Oristano, 2.056 (+131) a Nuoro, 6.034 (+119) a Sassari. ANSA