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sardegna e corsica news

SARDEGNA E CORSICA NEWS Covid: Gimbe, +2,9% di casi in una settimana in Sardegna Pressione su intensive sale a 27% ma ancora sotto soglia critica

16 Aprile 2021, 10:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Posti letto di Terapia intensiva Covid © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono aumentati del 2,9% i casi di Covid in Sardegna che, nella settimana dal 7 al 13 aprile, raggiungono quota 1.078 attualmente positivi per 100mila abitanti. Lo rileva la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio settimanale nel quale evidenzia un peggioramento di questo indicatore. Cresce la percentuale dei posti letto occupati nelle terapie intensive, dal 23 al 27%, ma la saturazione resta sempre sotto la soglia stabilita dal Governo. Per quanto riguarda i posti letto occupati da pazienti Covid negli altri reparti la percentuale è salita dal 19 al 21%. Sul fronte dei vaccini, la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale in Sardegna è pari al 5,8% (penultima fra le regioni, la media in Italia è 6,8%). La percentuale degli anziani over 80 che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 29,8% (media Italia 43,9%); la percentuale di popolazione tra i 70 e i 79 anni che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 3% (media Italia 3%). ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS 'Furbetti del vaccino', indagati 15 medici e infermieri

14 Aprile 2021, 09:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SARDEGNA E CORSICA NEWS 'Furbetti del vaccino', indagati 15 medici e infermieri

INSERITO DA MORENA MOTTA Lotta ai 'furbetti del vaccino'. "Quindici persone (tra medici e infermieri) sono indagate per abuso d’ufficio e peculato, per aver somministrato il vaccino Pfizer a propri familiari (non rientranti tra le previste categorie aventi diritto), abusando della propria posizione". Lo sottolineano i carabinieri del Nas di Cagliari che hanno notificato, dalle prime ore della mattinata, gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Oristano.

FONTE www.adnkronos.com

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SARDEGNA E CORSICA NEWS SARDEGNA Covid: Sardegna rossa, Solinas "appello alla responsabilità" Governatore, alcuni atteggiamenti non sono stati responsabili

13 Aprile 2021, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Covid: zona rossa, Cagliari vuota © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Sardegna si è svegliata in zona rossa. Un risveglio amaro per l'isola: ad inchiodarla verso due settimane di lockwdown è l'ultimo valore dell'indice di contagiosità (Rt), che risulta il più alto d'Italia a 1.54. Gli altri indicatori non superano le soglie di rischio, alcuni però, come la pressione negli ospedali, si stanno avvicinando. Questo è bastato alla cabina di regia nazionale - che si muove in base alle rilevazione settimanali dell'Istituto superiore di sanità - per decretare il cambiamento di colore in Sardegna. Da oggi dunque, entrano in vigore tutte le restrizioni previste dalla zona rossa. Restano in presenza solo gli studenti delle scuole d'infanzia, elementari e prima media. Chiusi negozi, parrucchieri ed estetisti. NIEDDU, SI E' ABBASSATA LA GUARDIA - "C'è stato un calo di attenzione, alcuni hanno abbassato la guardia e ora ne paghiamo le conseguenze". Così, a proposito del passaggio della Sardegna in zona rossa, l'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, intervistato su Rai Radio 1 all'interno del programma "Che giorno è". "Durante le settimane in zona bianca forse c'è stata l'errata percezione che il virus non circolasse più - spiega - avremmo dovuto attuare controlli più stringenti che invece sono mancati, tutto questo ha portato a un'esplosione di contagi proprio nel momento in cui faceva il suo ingresso anche nell'Isola la variante inglese". Comunque, sostiene Nieddu, "non è stato un errore andare in zona bianca così presto perché questo ha dato sollievo all'economia per tre settimane, vero è che abbassando la guardia in questo modo ci siamo giocati la chance di essere la prima Regione in Italia a poter riaprire in sicurezza per la stagione turistica". Secondo l'esponente della Giunta Solinas "è la scuola uno dei vettori del contagio per via dell'uso dei mezzi pubblici". Un passaggio anche sulla campagna di vaccinazione: "Abbiamo grossi hub e alcuni di medie dimensioni, ma ne stiamo aprendo anche altri per rendere la campagna diffusa nel territorio". La Sardegna, ricorda, "ha 24mila chilometri quadrati, 377 Comuni e una densità di popolazione bassissima". Insomma, "condizioni orografiche e logistiche complicate che all'inizio hanno causato un certo ritardo che contiamo di recuperare grazie alla maggiore collaborazione dei medici di base". SOLINAS, APPELLO A RESPONSABILITA' - "Purtroppo paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili". Così il governatore della Sardegna Christian Solinas sul passaggio dell'Isola in zona rossa. Comunque, sottolinea Solinas, "si tratta di dati riferiti a due settimane fa. Quelli dell'ultima settimana ci dicono che il contenimento è già in atto". In ogni caso lancia un appello "a tutti cittadini, ai ragazzi, alle persone che per ovvie ragioni devono poter lavorare muoversi e spostarsi: manteniamo tutte le cautele e le norme di distanziamento e di igienizzazione delle mani, usiamo le mascherine perché dipende da noi il contenimento della diffusione virale e il poter tornare quanto prima ad una riapertura di tutti gli esercizi". Secondo il presidente della Regione, "se i comportamenti saranno corretti potremo uscire rapidamente da questa situazione". Infine: "Chiarisco che non c'è alcuna correlazione tra l'aumento dei contagi e la campagna vaccinale, visto che i nuovi contagiati hanno un'età media ben al di sotto degli over 80 e degli anziani che stanno ricevendo le somministrazioni". ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CORSICA La mafia d’Oltralpe: il caso Francia e Corsica

13 Aprile 2021, 10:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

mafia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La mafia è ovunque in Europa. Un’affermazione netta, un dato di fatto, soprattutto. Eppure è necessario comprendere se la mafia esiste in un altro Paese europeo perché ha avuto contatti e presenza di mafia italiana, oppure perché ha sviluppato una sua mafia autoctona. Molte volte l’Italia è additata come patria delle mafie, immaginando che la criminalità organizzata possa rimanere confinata in precisi territori. La Francia e la Corsica sono al centro del dialogo con il professore Fabrice Rizzoli, docente di Geopolitica della criminalità alla Sciences Po, Istituto di studi politici di Parigi. Rizzoli è anche direttore di Crim’HALT, associazione di studio e promozione di analisi e proposte legislative per il contrasto alla criminalità organizzata in Francia.

Si può parlare di mafie in Francia, e in che termini? C’è una sorta di migrazione delle nostre mafie o una criminalità francese che si è evoluta in mafia?

Mi ricordo che nel 1986 i politici alla televisione francese affermavano che la nube radioattiva di Chernobyl si sarebbe fermata alla frontiera. Ecco, c’è chi pensa ancora che la stessa cosa accada per le mafie. In realtà, esiste una Commissione parlamentare dal 1992 che affronta il tema mafie e dal 2010 il rapporto, non pubblico, della polizia giudiziaria francese, il Sirasco (Service d’information, de renseignement et d’analyse stratégique sur la criminalité organisée). Questo rapporto analizza le mafie straniere presenti in Francia: la Camorra, la mafia romena e quella georgiana hanno come campo d’azione quella dei furti di grande valore, dove è richiesta grande specializzazione. La mafia albense invece ha il controllo di gran parte del narcotraffico. Più elaborata la posizione della ’Ndrangheta, che si appoggia su propri elementi trasferitisi in Francia e un’alleanza con i gangster francesi da oltre 40 anni. Infine, la Francia è un paese di riciclaggio per tutte le organizzazioni criminali soprattutto nel settore immobiliare. Ma quello che realmente manca è lo studio anche accademico per comprendere che cos’è il crimine organizzato francese, per comprendere se c’è per davvero una mafia francese o meno. Detto questo, lo stesso Sirasco scrive che non esistono mafie francesi ma che l’arresto, nel giugno 2010, dei vertici del clan corso-marsigliese Barresi-Campanella, arrestati su uno yacht nel porto di Golfe-Juan, dimostra l’esistenza di una «organizzazione di stampo mafioso sul territorio nazionale: struttura sostenibile e gerarchica, multiple attività criminali, legami con il tessuto economico e sociale, corruzione, sofisticati sistemi di riciclaggio di denaro e legami con altre organizzazioni criminali».

In quanto Direttore di Crim’HALT avete ottenuto una vittoria importante con il voto all’Assemblea per approvare una legge sui beni confiscati. Perché fino ad oggi non c’è mai stata una legge del genere e come si sta muovendo la sua approvazione in termini legislativi, ci sono parti contrarie?

Non immaginavo che il percorso sarebbe stato così difficile e impegnativo. Nel dicembre del 2009, con un freddo terribile e con un piccolo gruppo di attivisti antimafia, abbiamo manifestato davanti al Consiglio dei Ministri dell’Unione europea a Bruxelles. Bisogna sempre attivarsi, e non solo scrivere! Per noi, le evidenze c’erano: avevamo più di 15 anni di esperienza sul campo che provenivano dall’esempio italiano. L’uso sociale dei beni confiscati dovrebbe essere applicato in tutti i paesi europei. La confisca, come istituto, in Francia comincia solo nel 2010 e i beni vengono venduti. Diciamo che il Ministero delle Finanze era contrario al riuso sociale dei beni confiscati, semplicemente perché voleva fare cassa. Nel 2016, grazie alla nostra attività di “lobbying” e con l’appoggio del mondo dell’economia solidale, la proposta è stata approvata dall’Assemblea Nazionale, ma poi bocciata per vizi di forma dalla Corte Costituzionale. È stata dura, credevamo che ce l’avremmo fatta. Purtroppo c’è molta ignoranza nella comprensione dei fenomeni mafiosi a differenza dell’Italia, dove invece avete un percorso ampiamente sviluppato. Crim’HALT è nata anche per questo, cercare di fare informazione su un argomento trascurato e chiedere il permesso di accesso dei cittadini, per esempio, ai rapporti del Sirasco o alle sentenze giudiziarie. Nel 2019, abbiamo avuto il voto all’unanimità tre volte dai parlamentari, mancava ancora un solo voto “conforme” del Senato: una formalità. Ma è arrivata la crisi sanitaria che ha bloccato tutto. Arriviamo quindi al 2021, e non vedendo la nostra legge nell’agenda del Senato, ho chiamato il senatore del mio dipartimento Alain Richard (ex ministro socialista della Difesa) e lui ha rimesso la nostra legge in agenda. Dopo l’Assemblée Nationale, il 1° aprile 2021 anche il Senato ha adottato la proposta di legge “volta a migliorare l’efficacia della giustizia locale e della risposta penale”. Però sarà l’inizio di una nuova lotta: bisogna poi avere il decreto attuativo e in seguito monitorare chi avrà il diritto a questi beni, perché non si deve dimenticare che in Francia l’uso sociale dei beni confiscati non sarà obbligatorio, purtroppo.

Che cosa accade invece in Corsica, dove c’è una vera e propria “mafia corsa”, e si ha una alta concentrazione di omicidi in relazione agli abitanti?

Negli ultimi 40 anni lo Stato francese, in Corsica, ha avuto paura dei gruppi indipendentisti, violenti. E siccome questa Isola è la portaerei geostrategica della Francia nel Mediterraneo, lo Stato ha lasciato fare al crimine organizzato la lotta armata per il controllo del territorio contro i terroristi. In cambio, la criminalità corsa ha ottenuto ampi favori dalle attività illegali a quelle legali. Di fatto, la violenza sistemica è orrenda in Corsica. L’impunità è estesa. La magistratura non ce la fa a reagire perché manca il délit d’association mafieuse e la confisca non è obbligatoria. Inoltre, altra differenza con l’Italia è lo status di collaboratore di giustizia, che non è possibile per coloro che hanno commesso omicidi. Dobbiamo pensare che in un’Isola di soli 340mila abitanti, 8.500 chilometri quadrati, dagli anni ’90 abbiamo avuto ben 30 omicidi di stampo mafioso all’anno. Ecco il controsenso di non applicare lo status di collaboratore di giustizia a chi ha commesso un omicidio, in Italia non avreste avuto la collaborazione di Brusca per esempio, una vera follia legislativa dal mio punto di vista. Solo recentemente ci sono stati progressi, ci sono state delle confische, sono state fermate sul nascere delle guerre criminali, ma è necessario un cambio culturale, perciò l’uso sociale dei beni confiscati è fondamentale. 

Dal suo punto di vista, si parla sempre di mafie in Europa, ma sembra un discorso aleatorio. Esiste per davvero un’espansione delle mafie in Europa e cosa occorre per contrastarla?

Quando si osserva l’attività di Europol negli ultimi anni, penso che la struttura di cooperazione ha raggiunto una sua maturità, è realmente efficace e i paesi accettano più facilmente di cooperare. Francia e Italia, ad esempio, svolgono inchieste comuni. In Europa, però, mancano i delitti di associazione mafiosa. Inoltre c’è un problema strutturale, ovvero considero le mafie come un prodotto della sfera legale della società. Secondo me, i mafiosi con il colletto bianco sono più numerosi in Europa perché hanno innumerevoli opportunità create dall’economia liberale: dai differenti paradisi fiscali esistenti, velocizzazioni del flusso dei beni come nel porto di Anversa, una finanza senza regole trasparenti, la possibilità di riciclare denaro sfruttando le diverse normative. Ecco che la mafia si mette giacca e cravatta e si trova a proprio agio, ma non da ora, da tanto tempo.  

Esiste una società civile in Francia, così come in Corsica, che si rende conto del pericolo delle mafie e reagisce o sono voci sparute?

La società civile francese soffre di una scarsa consapevolezza del fenomeno della criminalità organizzata. Per questo da 3 anni, nell’ambito di un progetto Erasmus finanziato dalla Commissione Europea, Crim’HALT ha organizzato un workshop sui beni confiscati alle mafie nell’area di Napoli nel 2019 e in Calabria nel 2020. Portiamo coloro che lavorano nel terzo settore francese, ma anche sindaci e giornalisti, sul campo, in Italia. Si tratta del paradigma di “antimafia sociale”, ovvero la lotta alla criminalità organizzata con il coinvolgimento dei cittadini attraverso la ridistribuzione a fini sociali dei beni confiscati alle mafie. Siccome ci sono dei beni confiscati in Francia, si può creare una rete di collaborazione transnazionale. Questo deve essere il nostro approccio e il nostro fine, altrimenti di transnazionale rimangono solo le mafie. Da settembre del 2019, due associazioni antimafia si sono formate in Corsica e si cerca di sensibilizzare sul tema delle mafie. Ecco, immaginiamo che cos’è fare antimafia in Corsica, regione che immaginiamo solo come meta turistica. Fare antimafia oggi in molte parti d’Europa è come da voi negli anni ’80: difficile, ma non impossibile.

SERGIO NAZARO https://www.leurispes.it/la-mafia-doltralpe-il-caso-francia-e-corsica/

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Rientri dalla Corsica

18 Marzo 2021, 10:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La flotta gestita da Moby: informazioni utili su navi e traghetti

DI MORENA MOTTA A seguito dell'emissione dell'ordinanza del Ministero della Salute del 21 Settembre 2020, si estende l’obbligo di effettuare un test sierologico o tampone nelle 72 ore antecedenti l’ingresso in Italia. Alternativamente si può effettuare il test sierologico o tampone entro 48 ore dall’arrivo in Italia, presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. Ogni passeggero proveniente dalla Corsica dovrà compilare questo modulo. All'arrivo in Italia, il modulo dovrà essere consegnato alla Polizia di frontiera marittima (Polmare).

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Assalti a portavalori: 13 arresti in Sardegna Operazione Polizia e Gdf, sequestrato arsenale da guerra

18 Marzo 2021, 10:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA Tredici persone specializzate negli assalti ai portavalori sono state arrestate questa mattina in Sardegna da Polizia e Guardia di Finanza di Cagliari nell'ambito di una indagine sulle rapine nell'Isola. L'operazione, che ha visto coinvolti oltre 300 tra poliziotti e militari delle Fiamme gialle, è stata coordinata dalla Dda e ha permesso di smantellare un gruppo criminale di "eccezionale pericolosità" che era pronto a colpire. Il gruppo disponeva di un vero e proprio arsenale con armi da guerra, mitragliatrici Uzi, fucili automatici, Kalashnikov e bombe a mano. Le indagini hanno consentito di far luce su due assalti a istituti di vigilanza nei quali i malviventi si impossessarono complessivamente di oltre 11 milioni di euro e su una rapina in un supermercato dove i dipendenti furono legati e rinchiusi in uno sgabuzzino. ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Covid: a Pasqua tutta Italia in zona rossa, tranne Sardegna Nell'Isola nessuna restrizione finchè resterà bianca

13 Marzo 2021, 11:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Sardegna resta in zona bianca per la seconda settimana consecutiva e si avvia, senza mutare colore, verso la terza anche se i numeri della curva epidemiologica mostrano un leggero aumento, seppur al di sotto delle sogle definite dalla cabina di regia. Secondo i dati della bozza del monitoraggio dell'Iss, l'Isola mostra un indice di trasmissibità (Rt puntuale) pari a 0.89 nella settimana tra l'1 e il 7 marzo, mentre in quella precedente (22-28 febbraio) era allo 0.67. In lieve risalita anche l'incidenza dei casi per 100mila abitanti, 31,89 rispetto al 27,36 di fine eabbraio. Salgono, anche se di poco, i nuovi casi segnalati nella settimana: sono 514 rispetto ai 441 della rilevazione precedente. Resta bassa la classificazione complessiva di rischio e ben al di sotto le sogle critiche le percentuali dei posti letto occupati da pazienti Covid nelle terapie intensive e nei reparti di medicina (entrambe al 12%). A PASQUA TUTTA ITALIA IN ZONA ROSSA, TRANNE SARDEGNA - Dal 3 al 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa, compresi quindi i giorni di Pasqua e Pasquetta. E' l'intenzione del governo secondo quanto emerge dalla riunione con Regioni ed Enti Locali, indicano fonti concordanti. Dalla zona rossa nazionale saranno esentate le regioni che in quel momento si troveranno in zona bianca: attualmente solo la Sardegna. Nei giorni 3, 4 e 5 aprile, per le festività di Pasqua, "disponiamo di una zona rossa di carattere nazionale, naturalmente eccetto le regioni in zona bianca". Questa una delle proposte di nuove misure restrittive che il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha presentato alle Regioni. ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CORSICA François Ravier, prefetto dell’Alta Corsica “Vaccinare e individuare il Covid, la nostra priorità!”

13 Marzo 2021, 11:34am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SARDEGNA E CORSICA NEWS CORSICA François Ravier, prefetto dell’Alta Corsica “Vaccinare e individuare il Covid, la nostra priorità!”

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sabato mattina, il prefetto dell’Alta Corsica è venuto a controllare il lavoro delle équipe vaccinali dell’ospedale di Bastia. Vaccinazioni, questa è la prima, che dureranno per tutto il fine settimana per mantenere gli obiettivi e tutelare la popolazione a rischio. Anche nei fine settimana In questo prefabbricato due stanze sono riservate alla vaccinazione, una terza è aperta addirittura durante la settimana per distribuire la seconda dose. “La campagna di vaccinazione sta accelerando, come potete vedere”, conferma François Ravier. Qui in ospedale ma anche nei punti di vaccinazione avanzata. Ce n’è uno a San Fiorenzo e l’altro a Oletta. Sono mantenuti da medici generici. ” Uscita dalla naftalina In ospedale viene chiamato tutto il personale medico. Come Laude Calzarelli, medico in pensione: “Sono stato chiamato dall’ordine medico per rafforzare le squadre di vaccinazione. Abbiamo tirato fuori un po ‘di naftalina, ha detto con un sorriso. Vengo tre volte a settimana. Finora abbiamo vaccinato con Pfizer, riceviamo AstraZeneca da alcuni giorni. Non abbiamo notato alcun sintomo particolare tranne una leggera febbre con la seconda dose. Ma non abbiamo ancora abbastanza prospettive su AstraZeneca. Al suo fianco un’infermiera somministra una dose a una persona anziana, accompagnata questa mattina dal fratello. Sorridendo, è consapevole del valore di questo vaccino. “Non era previsto, ma abbiamo avuto una rinuncia. Per non sprecare dosi, abbiamo una lista d’attesa, avvertiamo le persone che possono venire. ”Numeri e un obiettivo “Questa è la prima volta che ci vacciniamo nel fine settimana. Ha un po ‘di valore di prova. Solo per questi due giorni sono state aggiunte 2.500 dosi in Alta Corsica, 5.500 in tutta l’isola. Abbastanza per raggiungere i nostri obiettivi ”aggiunge soddisfatto il Prefetto. Continua: “Ci sono 38.000 persone di età superiore ai 75 anni e circa 40.000 con malattie croniche o fattori di comorbidità. Il 40% di queste popolazioni è già stato vaccinato, il che pone la Corsica ai vertici dei dipartimenti. 24.000 persone hanno già ricevuto una dose, ce ne saranno altre 5.000 entro la fine del fine settimana. Grazie al lavoro dello staff medico, ripeto. Medici in pensione, vigili del fuoco e persino infermiere scolastiche sono venuti a dare una mano. ” Anche il signor Defour, direttore generale del Centro ospedaliero di Bastia, insiste “sul ruolo centrale dell’ospedale. Abbiamo liste d’attesa, il nostro personale è flessibile, reattivo ed efficiente. Conferma inoltre: “A seconda del livello di anticorpi, una singola dose può essere sufficiente. Con il vaccino Pfizer, devi aspettare 6 settimane per il secondo e 12 o 13 per AstraZeneca. Quest’ultimo è anche più flessibile nelle sue condizioni di conservazione. ” Altri vaccini E presto il Moderna si unirà agli altri due. “O anche altri se necessario! Siamo un acquirente. Ogni protocollo verrà adattato in base al paziente. Nel corso dell’ultimo anno e dell’arrivo del Covid, abbiamo appreso. Oggi riceviamo e trattiamo meglio i pazienti “, rassicura Jean-Mathieu Defour. “L’importante è vaccinare”, insiste François Ravier. E per individuare il Covid, in particolare nei punti caldi. Non ci sono segreti, la mappa del caso segue l’habitat urbano. Conosciamo i luoghi della contaminazione. Ha insistito: “C’è la volontà di vaccinare quante più persone possibile il più rapidamente possibile perché la situazione sanitaria nel dipartimento si sta deteriorando. La logistica sta andando a posto, come puoi vedere qui. Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che questo virus colpisce tutti, ovunque. ” Un richiamo alla popolazione perché “è essendo collettivamente responsabili che eviteremo un irrigidimento locale delle misure e la saturazione del sistema sanitario” conclude il Prefetto dell’Alta Corsica smettendo. Fonte: Corse Net Infos

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Covid: Il prefetto aumenta i controlli in seguito al peggioramento della situazione in Alta Corsica

11 Marzo 2021, 12:04pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SARDEGNA E CORSICA NEWS Covid: Il prefetto aumenta i controlli in seguito al peggioramento della situazione in Alta Corsica

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell’ultima settimana sono stati registrati non meno di 339 nuovi casi positivi nel dipartimento, che pone il tasso di incidenza a 185 casi ogni 100.000 abitanti.
Secondo i dati resi pubblici venerdì dalla prefettura dell’Alta Corsica, da dicembre il tasso di incidenza è stato moltiplicato per 8. Si tratta di un livello che è stato raggiunto solo durante la seconda ondata di ottobre 2020 e che supera quello registrato in molti dipartimenti urbani.

Il sistema ospedaliero in tensione
Di conseguenza, il sistema ospedaliero dell’Alta Corsica si trova ad affrontare una tensione persistente ad alto livello: il 4 marzo, 39 persone sono state ricoverate per una patologia COVID nel reparto, di cui 7 in terapia intensiva. Questi indicatori attestano una graduale convergenza della situazione sanitaria del dipartimento con la terraferma nonostante il sistema di test RT-PCR obbligatorio per l’ingresso in Corsica.

Prolungamento dell’uso di una mascherina
È in questo quadro che il prefetto, sentito gli eletti interessati, ha oggi esteso le misure relative all’uso delle maschere nel dipartimento, che rimane obbligatorio in tutti i comuni di Bastia e Corte e nei paesi delle scuole, luoghi di culto e per qualsiasi raduno su strade pubbliche (eventi, mercati alimentari, mercatini, ecc.).

Violazione delle regole
La prefettura riferisce che dal 1 febbraio 2021 le forze di sicurezza hanno controllato 17.912 individui, provocando 426 verbalizzazioni (mascherine e coprifuoco).
Sono stati ispezionati 1.022 attività aperte al pubblico, 10 soggetti sono stati segnalati e 6 soggetti a chiusura amministrativa. Le chiusure amministrative comportano sistematicamente la perdita del fondo di solidarietà per un periodo di un mese, come annunciato dal ministro dell’Economia e della ripresa.
Anche gli incontri privati ​​devono essere tenuti in conformità con le misure sanitarie  con, come ha ricordato ieri il Presidente del Consiglio, al massimo di sei persone.
Ci sono ancora troppi fallimenti nell’applicazione di queste misure, quello questo è quando si indossa una maschera, nel rispetto del coprifuoco, negli edifici pubblici, alcuni dei quali
ricevere il pubblico nonostante i divieti o negli incontri all’aperto.

Controlli rinforzati
Nei porti e negli aeroporti, tutti i passeggeri che arrivano nelle zone di maggior traffico del virus vengono sottoposti a screening all’arrivo. Questi controlli saranno ulteriormente rafforzati.

La prefettura ricorda le regole
“Nonostante queste misure, la situazione sanitaria continua a peggiorare, a scapito del
salute degli abitanti dell’Alta Corsica, e in particolare dei più fragili “. informa la prefettura, che ricorda che” è con la responsabilità collettiva che eviteremo un inasprimento locale delle misure e la saturazione del sistema sanitario “.

Fonte Corsica Oggi

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Ritrovata la donna scomparsa da Decimoputzu: "In carcere in Svizzera"

11 Marzo 2021, 11:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SARDEGNA E CORSICA NEWS Ritrovata la donna scomparsa da Decimoputzu: "In carcere in Svizzera"

INSERITO DA MORENA MOTTA E' stata ritrovata Gabriella Maxia, la 48enne che si era allontanata volontariamente da casa a Decimoputzu. Attualmente è in carcere a Basilea, in Svizzera, dove è stata arrestata per furto.

Della donna - originaria di San Basilio - si erano perse le tracce dal 27 febbraio scorso. Il marito Luigi Cadelano aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri e lanciato appelli, intervenendo anche alla trasmissione di Rai3 "Chi l'ha visto?".

"Mia suocera sta malissimo, lei e la figlia si sentivano più volte al giorno, questo silenzio non è normale. Fatti sentire - aveva detto in tv rivolgendosi alla moglie -. Facci sapere se hai preso delle decisioni, soprattutto facci sapere che stai bene".

I carabinieri della Compagnia di Iglesias, ricevuta la denuncia del marito, hanno avviato le verifiche e scoperto che la 48enne aveva preso un aereo Alitalia all'aeroporto di Cagliari-Elmas per raggiungere Milano Linate.

Nel capoluogo lombardo aveva eseguito un prelievo con la carta di credito e poi un altro, il giorno successivo, a Zurigo in Svizzera. Forse perché rimasta senza soldi, o per qualche altra ragione, avrebbe commesso un furto ed è stata quindi arrestata dalla polizia cantonese.

Fonte L'Unione Sarda

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