Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sale al 13% (+ 1%) la percentuale dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva in Sardegna, mentre scende al 14% (-1%) la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica. Sono i dati forniti da Agenas, che tengono l'Isola ancora in bilico tra zona bianca e gialla: la regione, infatti, è sopra la soglia critica del 10% per le intensive e sotto solo di un punto per l'aera medica, il cui limite da non superare è fissato al 15%. In calo, invece, il dato sull'incidenza per ogni 100mila abitanti, sceso nell'ultima settimana - dal 30 agosto al 5 settembre - al 102,3 (era al 137,3). ANSA
A cura di Miki Pappacoda La Castagniccia è una regione nordorientale senza accesso al mare dell'isola francese della Corsica. Essa corrisponde alle valli inferiori del Fiumalto, dell'Alesani e del Casaluna,[1] ed è delimitata ad est dal massiccio di cui fanno parte i monti San Petrone e Punta di Caldane, e a nord dalla Casinca. Il territorio della Castagniccia corrisponde alle antiche pievi di Casacconi,
Rostino, Ampugnani, Vallerustie, Orezza ed Alesani.[1] Il nome della regione deriva dai vasti boschi di castagno piantati in Corsica dal XVI secolo per ordine della repubblica di Genova.[1] Il manto boschivo nasconde le asperità del terreno dando alla regione l'aspetto di una vasta distesa ondulata verdeggiante.[1] I prodotti dei castagneti (legname, castagne, farina di castagne e salumi prodotti dai maiali allevati nei boschi) permisero in passato il sostentamento di una gran numero di abitanti, facendo della Castagniccia la regione più densamente popolata dell'isola, e l'unica autosufficiente dal punto di vista alimentare.[1]
A causa di ciò, essa fu il centro della lotta contro Genova prima e la Francia poi.[1] La popolazione si dedicava oltre che alla coltivazione del castagno alla lavorazione del ferro e del legno.[1] La regione possiede anche diverse sorgenti, fra cui quella ferruginosa di Orezza, e alcune miniere di antimonio e cave di marmo verde, nelle vallate del Fiumalto e dell'Alesani.[2] I paesi, adagiati sulle creste delle colline, sono costituiti da abitazioni a tre piani, costruite con blocchi di roccia scistosa e grigiastra, e il cui tetto è ricoperto di lastre di pietra (teghje).[2] Con l'abbandono dell'interno dell'isola adesso la Castagniccia è pressoché spopolata, in quanto la popolazione è emigrata in massima parte sulla fascia costiera o nella Francia continentale, e la maggior parte dei castagneti, quasi tutti di proprietà privata, è abbandonata e colpita dal mal dell'inchiostro e dal cancro del castagno.[3] I paesi più importanti della regione sono Piedicroce, La Porta (il capoluogo storico) e Valle d'Alesani, mentre Morosaglia è il villaggio natale di Pasquale Paoli, il padre dell'indipendenza Corsa.[1] Amministrativamente, la Castagniccia fa parte del cantone omonimo, il quale si estende sino alle rive del Tirreno.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il tonno di Olbia in cima alla classifica dei consumatori. As do Mar, il tonno che in città ha raccolto l’eredità e le professionalità della vecchia Palmera, ha messo a segno una storica tripletta nella classifica sul miglior pesce in scatola stilata da Altroconsumo.
L’azienda che ha sede nella zona industriale di Olbia ha ottenuto la medaglia d’oro, quella d’argento e una di bronzo. Una prestazione degna delle recenti imprese olimpiche. As do Mar è salita sul gradino più alto del podio con il trancio di tonno intero, che ha ottenuto 78 punti su 100. Al secondo posto il tonno all’olio d’oliva prodotto a Olbia, a cui sono stati assegnati 75 punti su 100. Terza piazza per il tonno Selex, il marchio “private label” venduto nella catena Iper Pan, che sale sul podio con 73 punti su 100. As do Mar e Selex si sono lasciati alle spalle marchi blasonati come Rio Mare e Nostromo.
La classifica. L’analisi di Altroconsumo ha riguardato i test condotti su 24 prodotti sott’olio, concentrandosi su tre aspetti principali: la completezza delle informazioni riportate sull’etichetta, le caratteristiche organolettiche (sapore, odore, aspetto, consistenza), la sicurezza (per esempio freschezza della materia prima, contaminazione da metalli, presenza di istamina). As do Mar è stato quindi riconosciuto come il miglior tonno in scatola d’Italia. Un grande risultato per quella che da anni rappresenta una delle più importanti realtà produttive del compendio industriale di Olbia e della Sardegna.
Il bilancio. Risultati che valorizzano la qualità del prodotto, ma che si riflettono anche sui conti della società: l’ultimo bilancio della Generale Conserve per il 2020, infatti, come viene riportato nel sito del Cipnes Gallura, ha raggiunto risultati eccellenti. I dati forniti dal Cerved, infatti, attestano come il 2020 si sia chiuso con un’impennata del valore della produzione, arrivata a 144,8 milioni (+ 14,7% sul 2019). L’utile è stato di 4,5 milioni (1,5 milioni nel 2019) con un Ebitda pari a 10,4 milioni (5,4 milioni nel 2019). Generale Conserve, soprattutto dopo la chiusura di Air Italy, si è poi consolidata come la prima azienda di Olbia anche per il numero degli occupati, oltre 360 a fine 2020. In uno dei settori, quello dell’agroalimentare, più importanti per l’economia del territorio.
Gli investimenti. Adolfo Valsecchi, presidente di Generale Conserve, ha confermato che Olbia crescerà come centro di eccellenza per la produzione del tonno. Il 2021 è un anno ricco di sfide, nel quale saranno completati investimenti già approvati, innovazioni in tecnologie di processo a supporto della continua crescita e della strategia commerciale. Nel biennio 2020-2021 l’azienda ha investito e investirà oltre 7 milioni di euro sullo stabilimento di Olbia: investimenti concentrati su nuove tecnologie di processo e infrastrutture, in aggiunta alle manutenzioni straordinarie normalmente eseguite. Si parte dalla nuova cella frigo, le tecnologie avanzate per la cottura e la sterilizzazione, incrementando l’automazione nel processo produttivo, la capacità e la velocità delle linee di inscatolamento. L’efficienza delle linee è fondamentale per un prodotto sempre più competitivo sul mercato, ma anche per dare valore aggiunto ai sottoprodotti, come la farina di pesce e il pet-food.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Ha confessato di aver ucciso lo zio dopo una lite. Giancarlo Fonsatti, 55 anni, conosciuto come Renato, fermato per l'omicidio di Paolo Fonsatti, l'ex sottufficiale dell'Esercito di 73 anni trovato morto mercoledì scorso nella sua casa nella borgata S'Ungrori ad Arborea, nell'Oristanese, ha rilasciato dichiarazioni spontanee e ha ammesso le proprie responsabilità. L'uomo ha anche consentito ai carabinieri di recuperare l'arma del delitto, un grosso coltello da cucina, che aveva gettato nel canale di Santa Giusta. L'OMICIDA GIA' IN CARCERE - È stato dimesso dall'ospedale Brotzu di Cagliari - dove è stato operato per una ferita ad una mano che si è procurato durante la colluttazione - ed è detenuto nel carcere di Uta, Giancarlo Fonsatti, noto Renato, il 55enne che ha confessato di aver ucciso lo zio Paolo, assassinato a coltellate dopo una lite avvenuta nell'abitazione della vittima, nella borgata S'Ungrori di Arborea, nell'Oristanese. L' uomo, da quanto emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina al Comando provinciale dei carabinieri di Oristano, alla quale ha partecipato anche il procuratore Ezio Domenico Basso, ha rilasciato dichiarazioni spontanee prima ai carabinieri durante il trasferimento dall'ospedale di Oristano a quello di Cagliari, e poi alla pm Silvia Mascia, titolare dell'inchiesta aperta per omicidio volontario. Era presente il suo avvocato difensore, Carlo Figus. Non ha riposto ad alcuna domanda, ma ha confessato di aver aggredito lo zio e di averlo ucciso. Dopo il delitto è uscito di casa, è salito a bordo della sua auto e ha raggiunto il canale di Santa Giusta, dove ha gettato il coltello da cucina usato per l'omicidio e ora recuperato. Sette le coltellate inferte, quella mortale al petto. Gli inquirenti non si sbilanciano sul movente, ma l'ipotesi più avvalorata resta quella di una lite scoppiata dopo l'ennesima richiesta di denaro e dopo il rifiuto da parte della vittima. Secondo le testimonianze raccolte, infatti, Giancarlo Fonsatti andava spesso dallo zio e da altri parenti a chiedere soldi o generi di prima necessità. Fissata per lunedì prossimo l'udienza di convalida. Oggi alle 19, invece, nella chiesa del Santissimo Redentore ad Arborea saranno celebrati i funerali dell'ex sottufficiale ucciso. ANSA
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Di fronte al peggioramento del tasso di incidenza in Haute-Corse e al numero crescente di ricoveri legati al Covid-19, il prefetto dell’Alta Corsica François Ravier sta prendendo nuove misure. Sono effettive da oggi giovedì 5 agosto. Tra l’obbligo di indossare mascherine all’esterno in alcuni comuni (Ghisonaccia, Moriani, Calvi, Calenzana, Isola Rossa, San Fiorenzo, Bastia, Corte) e la chiusura degli stabilimenti aperti al pubblico all’una di notte, le nuove misure sono lontane dalla severità di quelle prese in alcune regioni d’oltremare, nonostante un tasso d’incidenza simile. Misure simili sono arrivate anche in Corsica del Sud, poche ore dopo. Chiusura di bar e ristoranti all’una di notte, feste di paese soggette ad autorizzazione prefettizia e obbligo di indossare mascherine anche all’aperto nei comuni di Ajaccio, Bonifacio, Sartene, Propriano e Porto Vecchio. Queste misure entreranno in vigore da giovedì 5 agosto.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il Mesolitico in Corsica (dal -10.000 al-6.000 a.C.). Alcune tracce di occupazione del territorio corso che risalgono al -7000 a.C. vengono attestate dalla presenza di sepolture e ripari sotto la roccia attualmente riportati alla luce.
Lo scheletro della «Dama di Bonifacio» risale intorno al 6.500 a.C.
Nel 2010, è stata scoperta, non lontano dal sito di Filitosa, una sepoltura che risale al 7.000 a.C., raggruppante otto scheletri umani.
Il Neolitico in Corsica (dal 6.000 al 2.000 a.C.). 4 000 a.C.: L’architettura megalitica caratterizza questo periodo, in cui vengono eretti i primi menhir non antropomorfi. Gli habitat costituiti da capanne si raggruppano per formare dei villaggi, e si sviluppano l’agricoltura e l’allevamento.
L’età del bronzo in Corsica (dal 2.000 al 700 a.C.).Grazie alla scoperta del bronzo vengono fabbricati utensili e armi. I villaggi vengono dotati di fortificazioni. Si costruiscono i Casteddi (cinte murarie circolari) e le Torri. Ai menhir si attribuiscono tratti umani e guerrieri: prendono forma le statue menhir.
L’età del ferro in Corsica (700 a.C.). In Corsica la metallurgia è al suo apice. I villaggi diventano sempre più grandi e se ne costruiscono di nuovi. La popolazione aumenta in tutta l’isola. La Corsica si vede inserita per la prima volta nel circuito commerciale del Mediterraneo e per l’isola della bellezza inizia il periodo dell'antichità.
La Corsica verso il 560 a.C. I Focei stabiliscono un avamposto commerciale in Corsica. Si tratta di Alalia (attualmente Aleria), che diventerà capitale economica della Corsica per due secoli sotto gli Etruschi, i Cartaginesi, i Fenici e i Romani.
A partire dal 259 a.C. la Corsica diventa romana. Alalia viene romanizzata e assume il suo nome attuale: Aleria. La Corsica e la Sardegna costituiscono una provincia romana.Seneca viene mandato in esilio nel Capo Corso nel 41 d.C. Nel III secolo ha inizio la cristianizzazione della Corsica. Nel 202 d.C., Santa Devota viene martirizzata per ordine di Quinto Gabinio Barbaro. Le invasioni dei Vandali hanno inizio al principio del V secolo, dopo la caduta dell’impero romano. Nel corso del V e del VI secolo hanno luogo numerose incursioni bizantine, ostrogote e longobarde.
Il Medioevo in Corsica.Nel 774, Charlemagne restituisce la Corsica al Papa.I Mori, provenienti dalla Spagna e dal Nord Africa, sbarcano frequentemente sulle coste corse per realizzare delle incursioni. Di conseguenza, la popolazione corsa si rifugia sulle montagne. Al fine di liberare l’isola dalle invasioni saracene, la Santa Sede decide di inviare un esercito. Dal 1077 al 1284 la Corsica gode dei benefici della dominazione pisana ed è protagonista di un considerevole sviluppo economico e sociale. L’isola assiste allo sviluppo dell’arte romanica grazie alla costruzione di cappelle e di chiese. I pisani favoriscono la creazione di un sistema feudale sull’isola; Giudice de Cinarca (Sinucello della Rocca), signore e capo della Corsica, alleato dei pisani, morirà in una prigione genovese all’età di 91 anni.
La Corsica genovese: dal 1284 al 1768. La potente repubblica di Genova, incapace di gestire i propri conflitti interni, mostra uno scarso interesse nei confronti della Corsica. In questo periodo, la popolazione è pertanto costretta a subire una situazione di disordine e anarchia. Nel 1348 la popolazione viene decimata dalla peste nera. Nel 1358 Sambucucciu d’Alandu guida la rivolta popolare contro i signori corsi.
Per un certo periodo, la Corsica è oggetto delle mire espansionistiche degli Aragonesi. Questi trovano un alleato in Vincentello d’Istria, conte di Corsica, il quale ordinerà la costruzione della cittadella di Corte (1420).
Nel 1453 i Genovesi consegnano per un certo periodo la gestione della Corsica al Banco di San Giorgio, consorzio di finanzieri e commercianti.
Nel 1553, Samperu Corsu de Bastelica, diventa mercenario dell’esercito del re di Francia e sbarca sull’isola con truppe francesi.
Fino al 1559, la Corsica rimane sotto il protettorato francese.
Nell’aprile del 1559, il re di Francia firma il trattato di pace di Cateau-Cambrésis che dispone la restituzione della Corsica ai genovesi, forti dell’appoggio di Charles Quint.
Samperu Corsu continua la guerra contro i genovesi, con numerose vittorie, fino al suo assassinio nel gennaio del 1567.
IL PERIODO CORSO. Nel 1729, un’iniqua tassa genovese provoca l’insurrezione popolare, che porterà all’indipendenza dell'isola. Vengono istituite delle consulte. Si costituisce un governo corso. Theodor Stephan von Neuhoff viene eletto re di Corsica per sette mesi (da aprile a novembre del 1736). Nel 1738 Genova chiede aiuto a Luigi XV e quest’ultimo accoglie la richiesta della città. Il primo intervento francese in Corsica dura fino al 1741. I Corsi scatenano una nuova rivolta. Nel 1748, i genovesi, messi alle strette, chiedono di nuovo aiuto ai francesi.
Luglio del 1755: I corsi proclamano Pasquale Paoli “Generale della Nazione Corsa”. Ciò segna l’inizio dell’indipendenza della Corsica.
Pasquale Paoli promuove lo sviluppo dell’isola:
-redige la prima costituzione democratica,
-sviluppa l’agricoltura e tenta di ripristinare la giustizia, dileggiata dai genovesi.
Corte diviene capitale dell’isola , e nel 1765 si celebra l’apertura della sua università. Inoltre a Marato la Corsica batte la propria moneta, viene aperta una tipografia, si costruisce il porto di Isola Rossa con una flotta di navi mercantili ecc...
La Corsica indipendente conosce un notevole sviluppo e progresso.
IL PERIODO FRANCESE Nel 1768 Genova, ormai rovinata dai debiti, vende la Corsica alla Francia.
L’8 maggio del 1769 : le truppe corse subiscono una disfatta contro l’esercito francese a Ponte Nuovo, dopo numerosi giorni di violenti combattimenti nel Capo Corso, nel Nebbiu e presso Castello di Rostino.
Nel giugno del 1769 Pasquale Paoli viene mandato al suo primo esilio.
Nel 1774 le truppe francesi sconfiggono la resistenza dell'isola.
Il nuovissimo governo francese del 1789 proclama la Corsica parte integrante della Francia.
Nel 1790 Pasquale Paoli torna in Corsica e grazie all’aiuto degli Inglesi tenta di riconquistare il potere.
La Costituzione del regno anglo-corso, promulgata nel 1794 risulta di breve durata.
Nel 1796 le truppe francesi occupano nuovamente la Corsica.
Nel 1811viene creato il dipartimento della Corsica.
Nel corso del XIX secolo la Corsica perde il suo splendore.
L’industria regredisce, l’agricoltura si sgretola e il livello di vita subisce un degrado.
Numerosi corsi decidono di partire per il continente ma anche verso le lontane colonie francesi o il continente americano.
La prima guerra mondiale segnerà la fine di una società corsa che si dedica prevalentemente alla pastorizia e all’agricoltura.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il maestrale continua a soffiare con forza in Sardegna, dove è alta l'allerta per gli incendi, soprattutto in Gallura. In un'altra giornata da bollino rosso si registrano da questa mattina almeno tre fronti di fuoco ancora aperti e sui quali stanno intervenendo i mezzi aerei della flotta nazionale e regionale.
Da ieri si cerca di avere la meglio sulle fiamme divampate vicino al centro abitato di Calangianus: le attività di spegnimento coordinate dal Corpo Forestale regionale vedono l'impiego di un elicottero e di un Canadair proveniente da Olbia. Il sindaco della cittadina Fabio Albieri ha anche lanciato un avviso alla popolazione chiedendo di "non recarsi tassativamente nel luogo dell'incendio per non ostacolare la viabilità".
Un altro Canadair e un altro elicottero sono in volo su Loiri Porto San Nel frattempo si registra un focolaio anche nella frazione turistica di Casagliana a Olbia, dove si è alzato in volo un elicottero.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 373 i lavoratori di ATS che non hanno effettuato la vaccinazione e che, nonostante il sollecito dei Dipartimenti di Prevenzione e l'invito a provvedere all'obbligo vaccinale o, in alternativa, a presentare una valida giustificazione alla mancata immunizzazione, che sono stati inseriti nella lista di coloro che stanno ricevendo in questi giorni il provvedimento di sospensione da lavoro. A questi si aggiungono 70 medici di continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali e medici del 118 e 40 medici di medicina generale. Il dato arriva dai Dipartimenti di Prevenzione Nord, Centro, Sud di Ats che ha già sospeso 57 operatori. Per tutti loro sta partendo in queste ore il provvedimento di sospensione dal lavoro, senza trattamento economico, sino al 31 dicembre 2021 come previsto dalla normativa vigente. Secondo quanto emerge dal report dell'Ats i no vax si trovano in tutte le otto Aree socio sanitarie, senza alcuna distinzione di categoria professionale (medici, infermieri, OSS, assistenti sanitari, amministrativi, ecc.). Di questi, 206 lavorano nelle strutture della ASSL di Cagliari, 28 nella ASSL di Carbonia- Iglesias, 27 nella ASSL di Sanluri, 30 nella ASSL di Oristano, 20 nella ASSL di Lanusei, 45 nella ASSL di Nuoro e 17 nelle Aree socio sanitarie di Sassari e Olbia. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA U culletivu corsu pè a difesa di e libertà raccoglie diversi collettivi contrari all’obbligo di vaccinazione e alla legge sull’estensione della tessera sanitaria convalidata dal Consiglio costituzionale giovedì 5 agosto. Chiede al presidente dell’esecutivo corso, Gilles Simeoni, di rifiutare l’applicazione di questa legge in Corsica. La manifestazione è stata rovinata da alcuni disordini tra giornalisti e spettatori. “Crediamo che queste misure liberticide siano contrarie ai principi fondamentali della Repubblica e della nostra democrazia! Il tono è stato dato fin dalla prima frase durante la conferenza stampa davanti agli uffici dell’ARS a Bastia giovedì 5 agosto. Al microfono, U culletivu corsu pè a difesa di e libertà che riunisce diversi collettivi che denunciano “le misure liberticide di questa legge sull’estensione della tessera sanitaria” approvata dal consiglio costituzionale pochi minuti dopo questa conferenza stampa. Pro-vaccino, anti-vaccino, non è questo il dibattito. Si tratta soprattutto della privazione delle libertà che denunciano e della “segregazione sanitaria risultante dal lasciapassare”. L’importante per loro è avere la possibilità di scegliere. La scelta di essere vaccinati o no e di poter “vivere normalmente” in entrambi i casi. Per il collettivo, la validità della tessera sanitaria imposta per l’accesso a certi lavori e attività è “un obbligo di vaccinazione nascosto”. Secondo loro, questo obbligo è contrario ai principi dello stato di diritto e alla Convenzione europea di Oviedo, firmata nel 1997 da diversi Stati membri dell’Unione europea, tra cui la Francia, che difende “la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano in materia di applicazioni biologiche e mediche”. “Gilles Simeoni deve rifiutare questo lasciapassare sanitario Se il collettivo pretende di essere apolitico, è proprio ai leader politici che si rivolge. E in particolare ai leader dell’isola. In una lettera aperta letta da Jean-Antoine Giacomi, membro del culletivu a corsica svegliata ed ex candidato alle elezioni territoriali del 2021 per Forza Nova, l’inter-collettivo esorta il presidente dell’esecutivo corso a “prendere posizione e rifiutare questo lasciapassare sanitario”. Per Jean-Antoine Giacomi, “abbiamo bisogno di una vera politica sanitaria e il lasciapassare non lo è”. Come spiegare che ci sono solo 5 letti di terapia intensiva nell’ospedale di Bastia”. Aumentare il numero di letti nei servizi, dare più mezzi alle infrastrutture mediche pubbliche, ma non imporre un vaccino alle badanti, o almeno lasciare loro la scelta. Questo è uno dei principali argomenti dell’inter-collettivo, che teme anche la discriminazione nel lavoro e nelle scuole. “Disinformazione dai media locali”, “fate il vostro lavoro”, “cercate la verità”, “burattini del governo”. Nel bel mezzo di una conferenza stampa, gli spettatori che non erano coinvolti nell’organizzazione del rally hanno rimproverato i giornalisti presenti. Ma chi sono quelli che sono a tutte le manifestazioni? Di tutti i raduni, indipendentemente dalle opinioni espresse? Sembra che siano i giornalisti che, ancora una volta, erano presenti per questa ennesima manifestazione davanti all’ARS, senza contare le manifestazioni davanti alle prefetture dell’isola. Una dozzina di giornalisti, che lavorano per i principali media locali per trasmettere il messaggio portato oggi. Contrariamente all’idea che alcuni hanno cercato di trasmettere, il microfono è aperto a tutti. Un piccolo sfogo che gli organizzatori della conferenza hanno mitigato invitando al dialogo calmo e allo scambio di idee, un principio che difendono con tanto ardore. Per la cronaca, U culletivu corsu pè a difesa di e libertà include i gruppi: Réaction 19 Corse, La Corse en colère, Soutien Corse à Louis Fouché, Gilets Jaunes, Les masques blancs, Soignants libres choix Corse, La France en blanc derrière les soignants, les soignants en colère 2B 2A, Culletivu a corsica svegliata, Câlins gratuits, Groupe 2B non au pass sanitaire, Stop à la 5G, Nouvelle vague. — Fonte: CNI – Copertina: Jean-Antoine Giacomi via FB