SALERNO E PROVINCIA NEWS Prostituta uccisa, il Dna per stanare il killer
INSERITO DA ELSA COPPA Prelevato il Dna della prostituta il cui cadavere è stato ritrovato, domenica pomeriggio, in un campo incolto tra via San Leonardo e via Dei Carrari. Il Dna servirà per avere la prova scientifica che si tratti di Mariana Tudor Szekeres ma soprattutto per capire se, sotto le unghie della donna, ci siano altre tracce genetiche. Magari il Dna del suo assassino. Tali accertamenti sono stati effettuati, ieri pomeriggio, dal medico legale Adamo Maiese su disposizione dei sostituti procuratori Maria Chiara Minerva e Claudia D’Alitto che coordinano le indagini sul delitto.
L’esame autoptico è previsto nei prossimi giorni: al momento, un primo esame del corpo non è stato sufficiente a capire la presenza di ferite. La testa ed il collo erano completamente ossificati, non c’erano quindi tessuti molli: gli agenti atmosferici e la presenza di animali hanno fatto quasi staccare la testa dal resto del corpo che è in avanzato stato di decomposizione in quanto si ipotizza che il cadavere sia rimasto alle intemperie per due settimane. Non è stato possibile, quindi, neanche procedere ad una sommaria ripulitura che avrebbe potuto evidenziare la presenza di ferite.
La giovane donna romena era arrivata a Salerno, insieme al marito, tre mesi fa. Mariana Tudor Szekeres, che avrebbe compiuto 20 anni il prossimo ottobre, era scomparsa ad inizio mese ma a denuciarlo non era stato il coniuge bensì due amiche. È stato il marito, invece, a riconoscere la moglie Mariana nel cadavere ritrovato domenica pomeriggio nel campo abbandonato a cui si accede, attraverso dei sottopassaggi, sia da via San Leonardo sia da via Dei Carrari. Un anello, a forma di fiore, è stato determinante per risalire all’identità della donna (poi con l’esame del Dna si avrà anche la prova scientifica).
Subito dopo il marito, un connazionale che non è indagato, è stato sentito dagli agenti della Squadra Mobile di Salerno (agli ordini del vicequestore Tommaso Niglio e della vice Lorena Cicciotti) come persona informata sui fatti anche se non sarà stato semplice spiegare ai poliziotti come mai la moglie si prostituisse. E che l’uomo fosse a conoscenza del mestiere svolto dalla consorte. La coppia abitava, insieme ad altre due donne (amiche di Mariana), in un appartamento in via Mobilio a Salerno: è da qui che probabilmente gli investigatori sono partiti per capire se, la sera della scomparsa (il 30 aprile), la donna sia andata via da sola oppure in compagnia. Vicino al cadavere non sono stati trovati effetti personali. Documenti, borsa, portafogli, telefonino, agenda: niente. Elementi che avrebbero potuto dare qualche indizio agli investigatori almeno sulle conoscenze e le frequentazioni di Mariana.
Il corpo senza vita della prostituta è stato ritrovato con i pantaloncini e gli slip abbassati ed il seno coperto solo da un reggiseno mentre ai piedi portava ancora le scarpe: è possibile che, prima di essere uccisa, abbia avuto un rapporto sessuale o sia stata addirittura violentata. Anche questi particolari potranno essere chiariti solo dagli esami istologici ed autoptici. Intanto è stato disposto un secondo sopralluogo nel posto in cui è stato rinvenuto il cadavere e che, da domenica pomeriggio è delimitato con il nastro bianco e rosso così come è stato sbarrato l’accesso ai sottopassi. Lì tra terra e vegetazione (con la pioggia la zona si è trasformata in un vero e proprio pantano) gli esperti della scientifica potrebbero trovare ulteriori elementi che possano fornire indizi alle indagini. Allo stato la pista del «killer delle prostitute» non sembra appassionare gli investigatori. Non viene presa molto in considerazione in base ad alcuni elementi: primo tra tutti l’assenza di collaborazione da parte di altre prostitute che, a quanto pare, non si sentono per nulla minacciate dalla presenza di un eventuale killer.
di Angela Trocini IL MATTINO
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