Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un 20enne ghanese, arrivato in Italia sei mesi fa con un barcone e ospite di un centro di accoglienza ebolitano, è stato fermato alla stazione di Battipaglia mentre tentava di salire su un treno diretto a Napoli con una bombola di gpl. E’ accaduto ieri mattina. Lo straniero, appena ha notato gli agenti della polfer, ha tentato di fuggire, facendo scattare l’allarme e le conseguenti misure antiterrorismo. Blindata e sgomberata la stazione ferroviaria, con i viaggiatori allontanati. Il giovane è stato fermato, nonostante abbia provato ad opporre resistenza, e gli agenti sono riusciti, quindi, a strappargli la bombola da quindici chilogrammi. Alle forze dell’ordine ha poi raccontato di avere un appuntamento di lavoro a Napoli e che avrebbe utilizzato la bombola di gpl per cucinare. E’ stato condotto negli uffici della polfer ed è stato identificato: senza alcun precedente, lo straniero è stato denunciato a piede libero.
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DI MICHELE PAPPACODA Lungo la Tangenziale di Salerno (SS18), per attività di verifica e manutenzione sugli impianti tecnologici situati lungo la carreggiata sud (direzione Pontecagnano), tra il 4 ed il 6 settembre, nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 1, sarà attivo il restringimento della carreggiata tra il km 61,500 ed il km 64,000.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I carabinieri del gruppo forestale di Salerno hanno individuato e denunciato una persona ritenuta responsabile di avere dato fuoco, nel pomeriggio di ieri, in località Castello del comune di San Mango Piemonte, a una superficie di circa 40.000 mq di proprietà demaniale e privata. I militari, coordinati dal colonnello Maria Gabriella Martino, dopo aver raggiunto la zona, hanno avviato l'attività investigativa e ispezionato l'area percorsa dal fuoco. Ascoltate anche alcune persone in grado di riferire sui fatti. I carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica dell'accaduto e a individuare i soggetti coinvolti e le motivazioni alla base del gesto. Una persona, indiziata del reato, è stata deferita all'autorità giudiziaria con l'accusa di incendio boschivo doloso.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due persone sono state arrestate questa mattina a Campagna dai carabinieri della compagnia di Eboli. I soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di “sequestro di persona, violenza e minaccia per costringerla a commettere un reato”. I provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine condotta dal nucleo operativo della compagnia carabinieri di Eboli avviata nel marzo dello scorso anno. I due, Massimo Cerrone e Danilo D’Alterio, entrambi originari di Campagna, volevano costringere una persona a ritrattare alcune importanti dichiarazioni che lo stesso aveva reso in passato all’autorità giudiziaria e alle forze dell’ordine proprio sulla responsabilità degli stessi in merito a gravi reati come l’associazione per delinquere finalizzata al estorsioni e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Per raggiungere l’obiettivo, gli indagati, facendo leva sulla propria caratura criminale e avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla loro appartenenza ad un gruppo criminale organizzato, hanno commesso una serie di gravi azioni criminose nei confronti della vittima. In una occasione hanno anche prelevato la vittima dalla propria abitazione, conducendola in un luogo isolato e minacciandola gravemente di morte, non solo per ritrattare le dichiarazioni rese in passato ma anche per farle presentare una falsa denuncia di calunnia nei confronti delle forze dell’ordine.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Uova contaminate – Il Prof. Orlando Paciello, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Salerno: «Efficace il sistema dei controlli dei medici veterinari dell’ASL di Salerno, che hanno permesso di individuare le uova inquisite, prontamente ritirate dal commercio. Grazie alla loro tempestiva ed efficiente attività è stata garantita la sicurezza alimentare e salvaguardata la salute dei cittadini». Una straordinaria testimonianza di efficienza ed efficacia del sistema dei controlli nella sicurezza alimentare: è quella portata a termine dal Servizio Veterinario dell’ASL di Salerno durante la vicenda dell’insetticida Fipronil nelle uova che sta interessando tutta Europa. Brillante in tal senso l’intuizione del Dr. Giuseppe Fornino, Direttore della Struttura Complessa di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche – Unificata dell’ASL Salerno, che si è prontamente attivato per il controllo ed il ritiro di un lotto di oltre 50mila uova contaminateal Finopril (potente insetticida dannoso se ingerito in grandi quantità), giunto lo scorso mercoledì 23 agosto dall’hinterland napoletano in un deposito di Atena Lucana (Sa). «Con solerzia abbiamo provveduto a controllare e ritirare le uova – spiega il Dr. Giuseppe Fornino – e possiamo rassicurare la popolazione chiarendo che la situazione è sotto controllo. Il mio plauso va ai dipendenti del Servizio Veterinario dell’ASL di Salerno, che hanno operato con particolare motivazione, ed agli operatori del settore alimentare, che hanno subito recepito l’importanza della questione e si sono messi a disposizione per il ritiro delle uova dal mercato, così come è stato particolarmente disponibile ed efficiente il titolare del deposito interessato». La cronaca dei fatti. Nel pomeriggio di mercoledì 23 agosto il Dr. Fornino è arrivato a conoscenza della non conformità, per la presenza al loro interno di Fipronil, del lotto 18/09/2017 di 51.588 uova provenienti da Sant’Anastasia (Na), che era stato consegnato in data 21/08/2017 ad un deposito di uova di Atena Lucana (Sa). Immediatamente ha organizzato un’ispezione presso l’opificio del comune salernitano, dove i medici veterinari dell’ASL di Salerno hanno sequestrato un quantitativo di 31.788 uova e constatato che circa 20mila uova erano state ulteriormente distribuite. Grazie alla collaborazione del titolare dell’azienda di Atena Lucana ed alla competenza dei medici veterinari è stata, inoltre, ricostruita la tracciabilità a valle delle uova contaminate e compilata la lista con tutti i destinatari, ben 38 tra pasticcerie, gelaterie, panifici, negozi alimentari siti nel Distretto Sanitario di Sala Consilina e Sapri. La mattina seguente (giovedì 24 agosto) il Direttore Fornino ha provveduto ad informare il Direttore Generale dell’ASL di Salerno, Dr. Antonio Giordano, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, Dr. Domenico della Porta, ed il referente aziendale per le allerte alimentari con l’inserimento nel sistema informativo regionale “GISA Campania” della lista dei destinatari, per permettere ai medici veterinari di intervenire prontamente ed in modo capillare per controllare i 38 esercizi, così da evitare la commercializzazione e/o trasformazione delle uova contaminate. Dalle ulteriori ispezioni eseguite è stato rinvenuto che alcune uova contaminate erano giunte anche in un deposito di Castel San Giorgio (Sa). Nella fattispecie il quantitativo ammontava a 5.760 uova contaminate, non ancora poste in commercio e subito bloccate dal Servizio Veterinario del Distretto di Nocera. Sabato 26 settembre. Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dall’allevamento – centro d’imballaggio di Sant’Anastasia (Na) di altri lotti di uova commercializzati antecedentemente al 21 agosto. Sempre nella giornata di sabato scorso sono stati effettuati ulteriori controlli nel deposito di Atena Lucana: da qui è scaturita un nuova lista di distribuzione, che vede coinvolti numerosi operatori del settore alimentare, situati, oltre che nel territorio dell’ASL di Salerno, anche in regioni limitrofe quali la Basilicata e la Calabria. Tramite il sistema di allerta sono state, infine, coinvolte tutte le ASL interessate per evitare che uova e/o loro prodotti contaminati vengano consumati ed anche il distributore ha attivato le procedure per il ritiro previste dalla normativa. «In questa vicenda – dichiara il Prof. Orlando Paciello, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Salerno – i miei colleghi hanno dimostrato, ancora una volta, grande competenza e professionalità, garantendo la sicurezza alimentare e salvaguardando la salute dei cittadini. Ma soprattutto attestando come i consumatori possano stare tranquilli quando portano sulla propria tavola un prodotto alimentare di origine animale, perché il nostro lavoro quotidiano garantisce controlli efficaci ed efficienti su tutta la filiera». E quello della sicurezza alimentare è un tema particolarmente al centro dell’attenzione dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Salerno, tant’è che costituirà un filone specifico del prossimo 7° Meeting della Veterinaria Salernitana, in programma il 29 e 30 settembre ed il 1° ottobre 2017 presso l’Hotel Ariston di Capaccio – Paestum (Sa). Prestigiosi i relatori che interverranno al 7° Meeting della Veterinaria Salernitana. Oltre alla “Tutela giuridica dei prodotti agroalimentari di qualità, tipici e tradizionali”, si parlerà anche di “Zootecnia e piani di sviluppo rurale e delle piccole produzioni locali” e di “Innovazione nella diagnostica dei piccoli animali”. L’evento, che vedrà inoltre la partecipazione dei Presidenti degli Ordini di tutto il Sud Italia, è rivolto a medici veterinari, neolaureati e studenti di Medicina Veterinaria.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Uno scorcio di Cava de' Tirreni, di rara bellezza, da secoli inframezzato dallo scampanio del bestiame al pascolo, deturpato da tonnellate di rifiuti derivanti da scarichi abusivi di materiale edile e, finanche, da carcasse di auto abbandonate»: esordisce con queste parole Daniela Zuppetti, membro della Commissione Ambiente della neonata associazione socio-politica "Polis", coordinata da Enzo Gallo. La zona in questione è quella della frazione Croce di Cava e, in particolare, quella della strada che porta fino al Comune di Pellezzano. Dunque, "Polis" continua il suo "viaggio-denuncia" attraverso le discariche abusive presenti in Vallata e, dopo aver sollevato lo stato di degrado delle "Grotte del Bonea", in località Avvocatella, porta all'attenzione di chi di dovere (il rapporto dettagliato verrà inviato agli organi ambientali competenti) lo stato della strada "Cava-Pellezzano". Poche centinaia di metri di asfalto, ai cui lati ci sono ampie distese di macchia mediterranea, che vanno a "lanciarsi" verso il centro della Vallata. Ebbene, percorrendo questa strada, quasi si stenta a credere ai propri occhi. Sono decine, infatti, le discariche abusive che sorgono ai margini della carreggiata e che continuano per decine di metri nella boscaglia del vallone. Tonnellate di rifiuti, per lo più materiali edili di risulta, ma anche carcasse di elettrodomestici, rifiuti pericolosi (come materiali derivanti dalla bonifica dell'amianto), addirittura carcasse di automobili senza targa e senza ulteriori segnali che possano far risalire ai vecchi proprietari. Ne sono state contate ben 4, di cui 2 date alle fiamme. Un "metodo" molto economico per evitare di pagare la demolizione della vecchia autovettura. Insomma, un vero e proprio scempio ambientale, che va a deturpare un bellissimo percorso panoramico. Da questa strada si può scorgere, infatti, l'intera Vallata metelliana, fino alle zone dell'Agro nocerino-sarnese. «Come promesso - spiega Daniela Zuppetti - stiamo continuando a monitorare le discariche abusive presenti sul territorio. Non è possibile continuare a far finta di non sapere. Urgono maggiori controlli. Il Comune ha assunto ben 40 volontari e farebbe bene a creare delle squadre che possano vigilare, in maniera costante, sui siti a rischio. Le sanzioni ci sono, e sono pure elevate. Si tratta di organizzare un controllo maggiore. A giorni, comunque, segnaleremo alle competenti autorità territoriali lo stato di degrado della zona». Ha ragione, la signorina Zuppetti, quando parla di sanzioni: il divieto di abbandono, un concetto cardine della normativa sui rifiuti, è stabilito fin dalla legge Merli del lontano 1976. Legge che contiene uno sbarramento generale, in quanto proibisce in senso assoluto l'abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo. «Il sistema sanzionatorio per l'abbandono dei rifiuti - continua la Zuppetti - è articolato nel seguente modo. Per i privati che violano il divieto è prevista una sanzione amministrativa. Se, invece, il divieto in questione è violato dai titolari di imprese ed enti, scatta una sanzione penale che contempla finanche l'arresto. Inoltre, a carico del soggetto responsabile delle violazioni vi è l'obbligo della rimozione, del recupero, dello smaltimento e del ripristino dello stato dei luoghi in cui è avvenuta la violazione stessa. Naturalmente, nel tutto ha ampie responsabilità il sindaco, che è tenuto a far rispettare la legge, in quanto la suddetta prassi è vincolante ed obbligatoria per l'Amministrazione comunale». "Polis", comunque, non ferma la sua azione. Nei prossimi giorni, infatti, sono previsti nuovi sopralluoghi per scorgere ulteriori siti deturpati dalle discariche abusive. Un fenomeno in espansione, che investe vari angoli di una città che vorrebbe fregiarsi di un'identità turistica, che al momento, però, latita.
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INSERITO DA MORENA MOTTA SALERNO - Un raptus di follia che poteva pregiudicare le opere storico-architettoniche presenti nel Duomo di Salerno. E' quello che ha inscenato ieri un salernitano di 40 anni che entrato nella cattedrale ha minacciato di rompere tutto. Dalle parole ai fatti il passo è stato davvero breve perché il 40enne ha iniziato a sfogare la propria rabbia contro banchi, immagini sacre e inginocchiatoi. A cadere a terra un crocifisso che si è leggermente scheggiato. Alcune persone presenti nel Duomo hanno cercato di placare la furia dell'uomo, ma poi sono arrivati gli agenti delle Volanti della Polizia che lo hanno bloccato. L'uomo è stato sottoposto a cure mediche ed è stato denunciato. Si indaga per capire il motivo di tanta rabbia.
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(foto di repertorio)
INSERITO DA MORENA MOTTA Un macabro spettacolo si è offerto ieri alla vista di un abitante di Montecorvino Rovella. Nei pressi del santuario della Madonna dell'Eterno, in un podere privato, due cani sono stati brutalmente uccisi. Impiccati e lasciati lì, forse per un paio di giorni, fino a quando, nel pomeriggio di ieri, attirato dall'acre odore e per scoprirne l'origine, un residente del luogo si è addentrato nel terreno ed ha fatto la terribile scoperta. Gli animali, di pelo scuro e taglia medio grande, erano dei randagi – non provvisti di microchip come hanno appurato i veterinari dell'Asl - non estranei a quei luoghi e spesso sfamati da alcuni dipendenti della Comunità Montana che, riferiscono, li hanno avvistati l'ultima volta nella giornata di lunedì. Immediata la segnalazione a due volontari, animalisti attivi sul territorio, che si sono subito recati sul posto allertando carabinieri ed Asl.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stata riaccompagnata a casa dai poliziotti la bimba di quattro anni scomparsa per poche ore, stamattina mattina a Nocera Inferiore. Ore 9 e 50, fermata del bus Sita proveniente da Cava de' Tirreni diretto a Napoli: alla fermata di Via Atzori, al Garden Bar, a saliere a bordo una quindicina di persone, tra cui una decina di colore. Tra loro una bambina dai capelli castani che indossava una t-shirt blu: la piccola non passa inosservata agli occhi di Giulio Cantarella, responsabile dei servizi ispettivi Sita, di Ravello, che dopo aver seguito in auto l'autobus da Cava, aveva deciso di effettuare un controllo ai titoli di viaggio proprio da quella fermata, prima dell'ingresso in autostrada. Tutto nella regola, con quella bambina - che non era obbligata al biglietto - poco distante da un uomo di carnagione dalla carnagione mulatta. Effettuati i controlli, Cantarella, col suo collega, si allontanano in auto verso un'altra fermata. Dopo pochi minuti la telefonata, al suo telefono cellulare, del titolare del Garden Bar , rivenditore biglietti Sita che aveva notato il controllo sul bus, che chiedeva se avesse notato quella bambina a bordo. Il papà, disperato, la stava cercando da alcuni minuti per tutto l'isolato, dove risiede. Poco prima erano scesi insieme in strada e le aveva lasciato la manina soltanto per aprire il cancello del garage. Da quel momento nessuna traccia della piccola. Il profilo descritto dal titolare del bar corrispondeva alla perfezione con quello della bambina ed ecco che si attivano le ricerche. Allertati Carabinieri, Polizia e Questure di Salerno e di Napoli. Bisognava fare presto: dalle valutazioni il pullman doveva trovarsi all'altezza di Torre del Greco. Si cerca disperatamente il numero di telefono dell'autista a cui si chiede di rallentare la marcia per consentire a qualcuno di farsi trovare, con discrezione, all'uscita dell'autostrada. Cantarella riesce a contattare un collega verificatore di Napoli che si fionda alla fermata del casello. Sale a bordo e, senza dare nell'occhio, comincia i controlli ai titoli di viaggio. Giunto al posto presso cui era seduta la bimba, da sola e apparentemente tranquilla, chiede al resto dei passeggeri: «Con chi è questa bambina?». Nessuna risposta. È così che il controllore la prende in braccio e la porta con sé ai primi posti prendendosene cura. Alle fermate successive diverse persone cominciano a lasciare il torpedone che dopo poco giunge al capolinea della Stazione Centrale: ad attenderlo due pattuglie della Polizia per i controlli necessari. La bimba è salva e viene consegnata ai poliziotti che la riportano a Nocera dove può riabbracciare mamma e papà che per qualche ora hanno vissuto un incubo. Presso il Commissariato di Polizia di Nocera interrogati tutti i protagonisti della vicenda, padre della piccola al titolare del bar ai verificatori. Stando a quanto appreso anche qualche giorno prima la bimba, apparsa tranquilla, si era allontanata approfittando della distrazione di un genitore. Anche lei, però, dovrà essere ascoltata con la dovuta calma per aiutare gli inquirenti a far luce sulla vicenda. IL VESCOVADO DI RAVELLO
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tanta paura a Capezzano (SA) questa notte, ove è divampato un incendio di grosse proporzioni che ha inghiottito in poco tempo gran parte della vegetazione. A dare l’allarme numerosi cittadini che hanno avvertito un forte odore di bruciato nell’aria. Oltre 250 le chiamate giunte alla centrale operativa dei vigili del fuoco, i quali sono accorsi tempestivamente per domare le fiamme. Le squadre dei vigili del fuoco presenti sono state affiancate della Protezione Civile Santa Maria delle Grazie e dai Carabinieri. Questa mattina l’amministrazione comunale del Comune di Pellezzano ha ringraziato in una nota gli operatori accorsi sul luogo del rogo per il duro lavoro svolto nelle ultime dodici ore. Sul posto al fianco dei volontari durante la notte il Comandante della Polizia Municipale e il Sindaco Giuseppe Pisapia per verificare la messa in sicurezza delle abitazioni in prossimità del fuoco.