INSERITO DA ANGELA CECERE
MODENA - "Sono andato in questura e mi sono autodenunciato". Riccardo, 35 anni, tecnico informatico del Modenese, racconta a Tgcom24 la sua vita da "orco" e il suo rapporto violento con la compagna fatto di calci e pugni. Una volta resosi conto di quello che aveva fatto ha confessato e si è costituito. Oggi è un uomo nuovo, merito anche del centro "Liberiamoci dalla violenza" di Modena, primo servizio pubblico in Italia per la cura degli uomini autori di violenza sulle donne. LA VIOLENZA SULLE DONNE Come racconta la dottoressa Monica Dotti, responsabile del centro, la violenza sulle donne resta oggi un problema sostanzialmente sommerso: secondo le stime calcolate su dati Istat del 2006, almeno una donna su tre nel corso della vita subisce violenze e, nella maggior parte dei casi, accade tra le mura domestiche. Solo il 6% delle donne che subiscono maltrattamenti denuncia il proprio familiare. Riccardo spiega che si è autodenunciato per difendere la compagna da se stesso: "Poco più di un anno fa, stavamo attraversando un momento difficile: lei aveva scoperto un mio tradimento. Le litigate erano all'ordine del giorno. E spesso io non sapevo come affrontarla e non riuscivo a farla smettere di chiedere, domandarmi... e allora le tiravo due schiaffi, magari qualche spintone. Poi l'ultima volta ho esagerato. Al culmine dell'ennesimo litigio, ho perso il controllo. E la litigata è finita a suon di calci, schiaffi e pugni. Una scena tanto violenta, quanto pietosa. Poi per giorni ho visto i lividi che le avevo lasciato sul corpo. Tutte le volte che sono accaduti litigi piuttosto animati, io uscivo di casa e quando tornavo, provavamo ad aggiustare le cose. Anche quella volta, ma avevo capito che era successo qualcosa di diverso. Con la mia compagna abbiamo parlato e ho realizzato che dovevo fermarmi, farmi aiutare". IN VIA DI GUARIGIONE "La violenza arrivava sempre all'apice di una discussione: la mia compagna parlava, parlava, mi faceva domande e io non sapevo cosa risponderle. Non sapevo gestire la situazione. Credevo che fosse l'unico modo per farla smettere, per farla star zitta e farmi ascoltare. Oggi credo di potermi dire guarito: ho acquisito delle conoscenze, un metodo che mi permette di gestire la mia rabbia. Basta poco per arrivare alla violenza, a perdere il controllo. Ma basta anche pochissimo per fermarsi, anche solo allontanandosi fisicamente. Quando litighiamo oggi, quando sento che sono arrabbiato, mi allontano: un passo, due passi, esco di casa. E questo basta. Da "orco" si vive male, malissimo. Un secondo dopo che era partito il pugno, il calcio o lo schiaffo mi rendevo conto di quello che avevo fatto. Il resto del tempo lo passi a nasconderti, a fingere che non sia mai successo, a non far trapelare niente all'esterno. Ma dentro di te hai sempre ben presente quello che hai fatto e quello che sei diventato".
FONTE LEGGO.IT
08 MARZO 2013