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news italia e dal mondo

TOSCANA NEWS Ex Caserma occupata, cinquanta persone in Comune

29 Maggio 2013, 12:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Volevano assistere alla quarta commissione per mostrare uno struscione “Tra speculazione e rendita beni pubblici in svendita” Cinquanta persone della ex Caserma occupata stamani (mercoledì) alle 10.30 si sono radunate davanti al Comune. Volevano assistere alla quarta commissione urbanistica nella sala del consiglio comunale per poter mostrare uno striscione "Tra speculazione e rendita beni pubblici in svendita". Tema del contendere la casa e l'abitare sociale. In un primo momento, alla vista del corteo, sono state chiuse le porte del Comune. "E' stata un'interruzione di pubblico servizio", denunciano i ragazzi dell'ex caserma occupata. Dopo una trattativa con le forze dell'ordine, in presenza del capo dei vigili Riccardo Pucciarelli, i ragazzi sono stati fatti entrare e hanno affisso lo striscione fuori dalla sala del consiglio comunale . "Il nostro obiettivo è parlare con Bruno Picchi per domandare spiegazioni sull'abitare sociale e sulle varianti urbanistiche e sul nuovo centro", dice Diego Sarri, militante dell'ex caserma occupata.

IL TIRRENO

29.05.2013.

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TOSCANA NEWS Commerciante di 54 anni vola giù dal terzo piano, è gravissimo

29 Maggio 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L’episodio nella sua abitazione a Fabbricotti. Alla scena hanno assistito due testimoni Un commerciante di 54 anni mercoledì mattina alle 9,30 si è buttato dal terzo piano, dal terrazzo della sua abitazione, a Fabbricotti. Un volo di diversi metri e l'uomo è finito sul marciapiede, riportando gravissimi traumi. Alla scena hanno assistito due commercianti di una pescheria che sconvolte hanno dato l'allarme. Sul posto è intervenuta un'ambulanza della Svs. I volontari hanno usato il defibrillatore e hanno dato al 54enne le prime cure. Le sue condizioni era molto gravi. Poi insieme al medico del 118 i soccorritori hanno portato il ferito all'ospedale. Sul posto sono intervenute anche due volanti della polizia per i rilievi. L'uomo in quel momento in casa era da solo, in base a quanto appreso aveva dei problemi di salute.

IL TIRRENO

29.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA, Traffico di droga tra Spagna e Catania Scacco alla cosca Cappello-Bonaccorsi

29 Maggio 2013, 11:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Blitz della mobile etnea: eseguite 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere, due indagati sono irreperibili CATANIA - Sono diciassette le persone destinatarie dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura distrettuale di Catania. La squadra mobile etnea ha arrestato quindici delle persone indagate, mentre due sono al momento irreperibili. I REATI - Tutte le persone coinvolte sono indagate per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ad Antonino Aurichella e ai fratelli Domenico e Santo Querulo è contestata anche l'aggravante di avere agevolato il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi di Catania. A casa di Bosco sono stati trovati 43mila euro in contanti e circa 1,6 chili di cocaina. Agli atti dell'inchiesta della Dda della Procura etnea sono confluite le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Fiorentino. A seguito di indagini e accertamenti la polizia ha compiuto due grossi sequestri di cocaina: 30 chili nel giugno del 2009 e altri sei chili nel dicembre dello stesso anno.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Arrestato Ciancimino jr: accusato di evasione fiscale

29 Maggio 2013, 11:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il legale: «Guarda caso, l'arresto viene ordinato all'indomani dell'apertura del processo Stato-mafia» PALERMO - Massimo Ciancimino è stato arrestato su ordine del gip di Bologna con l'accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale. I pm gli contestano anche l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra. Ma il giudice che ha disposto l'arresto di Massimo, secondo quanto si apprende, non avrebbe ritenuto sussistente l'aggravante dell'avere agevolato la 'ndrangheta contestata inizialmente dalla Dda di Bologna. L'aggravante traeva origine da alcune intercettazioni tra il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo e Girolamo Strangi, considerato legato alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Nelle conversazioni Ciancimino e Strangi parlavano di affari e giri di denaro. Ciancimino è stato portato al carcere Pagliarelli di Palermo. EVASI 30 MILIONI - Le indagini sono state svolte dalla Gdf di Ferrara: l'operazione ha portato a 13 ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio criminoso accusato di aver posto in essere una frode fiscale nel settore della commercializzazione di metalli ferrosi. A Ciancimino vengono contestati reati fiscali riferiti al periodo in cui viveva in Emilia-Romagna, con un'evasione calcolata in circa 30 milioni di euro. TRATTATIVA STATO-MAFIA - Secondo l'accusa Ciancimino sarebbe stato titolare di fatto di alcune società che avrebbero evaso l'Iva per decine di milioni di euro. Ciancimino è uno dei testimoni chiave del processo sulla trattativa tra lo Stato e la mafia in cui è anche imputato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Il figlio dell'ex sindaco mafioso è anche indagato a Palermo per detenzione di esplosivo. L'aggravante inizialmente contestata dai pm a Ciancimino nell'inchiesta sulla maxi-evasione ipotizza suoi rapporti con la mafia calabrese e in particolare con la cosca Piromalli della Piana di Gioia Tauro. I LEGALI - «Guarda caso, a distanza di quattro anni dai fatti, l'arresto viene ordinato all'indomani dell'apertura del processo Stato-mafia», ha commentato l'avvocato Francesca Russo, che assiste Massimo Ciancimino. Un latro suo legale, Roberto D'Agostino, ha precisato che «l'indagine nell'ambito della quale Ciancimino è stato arrestato è del 2009 e il mio cliente ha collaborato con i magistrati all'epoca. Ciancimino - ha aggiunto - non è il titolare delle società finite sotto inchiesta, ma svolgeva semplicemente attività di intermediazione nella vendita dell'acciaio e ha aiutato i magistrati nelle indagini sull'evasione». «Originariamente - ha spiegato - l'indagine era del Pm di Ferrara, poi, sulla base di una mera ipotesi dell'esistenza di rapporti con la 'ndrangheta, è stata trasmessa alla Dda di Bologna che ha fatto la richiesta di misura cautelare al Gip. Il Gip l'ha accolta, ma è caduta l'aggravante mafiosa: per questo il giudice si è spogliato del procedimento che tornerà, per competenza, alla procura di Ferrara che ha 20 giorni per reiterare la richiesta di arresto». GLI ALTRI INDAGATI - Sono decine i reati contestati alle persone coinvolte nella frode fiscale per la quale è finito in carcere Massimo Ciancimino. Tra questi: evasione e frode fiscale, bancarotta fraudolenta, contrabbando, mendacio bancario, sostituzione di persona, falso in scritture private, falso commesso da incaricato di pubblico servizio. Queste le tredici persone arrestate, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari. Quattro i promotori dell'associazione a delinquere individuati dagli inquirenti: oltre a Ciancimino, le altre menti sarebbero Patrizia Gianferrari di Riccione, sedicente rappresentante di affari, e Gianluca Apolloni di Roma, il presunto commercialista che si occupava di far «scomparire» le aziende a Panama. Con loro anche Paolo Signifredi di Parma. Gli altri cinque sono Mario Carlomagno e Mario Paletta di Potenza, Massimiliano Paletta di Ferrara, Valter Lotto di Reggio Emilia e Ennio Ferracane di Bergamo. Ai domiciliari sono finiti Giulio Galletto di Rovigo, Armido Manzini di Modena (che era l'uomo incaricato di cercare aziende inattive da riutilizzare per le frodi dell'associazione), Elena Rozzanti di Ferrara e la marocchina Etois Safà. Massimo Ciancimino

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Ilva, verso un nuovo decreto Letta nominerà un commissario

29 Maggio 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un amministratore straordinario prenderà il timone Vendola: separare il futuro del sito della proprietà BARI - La lunga giornata del governo, alle prese ieri con la crisi dell’Ilva, non è stata risolutiva. Oggi si riprende. L’esito potrebbe essere il varo di un nuovo decreto-legge. Sarebbe il secondo, dopo quello emanato nell’autunno scorso e convertito nella legge definita «salva Ilva» (231 del 2012). Il nuovo provvedimento servirebbe a rendere più rapido l’arrivo di un amministratore straordinario al comando dello stabilimento siderurgico: una figura che provveda — nello stesso tempo — ad accelerare i processi di ambientalizzazione, salvaguardando la produzione di acciaio (essenziale per il tessuto produttivo del Paese). La questione è stata affrontata direttamente dal premier Enrico Letta, dal vice Angelino Alfano, dal sottosegretario Filippo Patroni Griffi, dai ministri Flavio Zanonato (Sviluppo economico) e Andrea Orlando (Ambiente). A più riprese sono stati incontrati prima i rappresentanti dell’azienda (il presidente Bruno Ferrante e l’amministratore delegato Enrico Bondi) e poi quelli della Regione (Nichi Vendola e il capo di gabinetto Davide Pellegrino). «Sul tavolo — ha commentato il governatore della Puglia uscendo da Palazzo Chigi — ci sono opzioni differenziate e i tecnici sono al lavoro per approfondirle. Forse domani (oggi, ndr) ci sarà la decisione. Io mi auguro che si possa optare per l’ipotesi più forte e cioè separare la proprietà dalla fabbrica. La famiglia Riva non può mai più essere considerata un interlocutore». Letta ha consultato il governatore più volte: prima al telefono e poi incontrandolo a fine giornata. Nel governo si ragiona (anche) sulla possibilità che l’amministratore straordinario possa essere un soggetto che sia interno all’attuale perimetro aziendale: per esempio l’amministratore delegato Bondi, dimissionario come Ferrante dopo il sequestro da 8,1 miliardi deciso dai giudici di Taranto. Le dimissioni saranno formalizzate nei prossimi giorni: a quel punto Bondi potrebbe essere un libero cittadino cui assegnare l’incarico, ma pur sempre uomo di fiducia della proprietà. Accanto a questo nodo «politico», è in discussione anche una questione tecnica: come inquadrare la figura dell’amministratore straordinario. La prima ipotesi è che si modifichi la legge Marzano, che oggi consente la nomina del commissario solo in caso di crisi finanziaria dell’azienda. Il decreto potrebbe allargare le ipotesi di ricorso al commissariamento anche al caso di «crisi ambientale». La seconda ipotesi è invece un decreto che intervenga sulla legge 231 (salva Ilva) rendendo più rapido l’insediamento dell’amministratore straordinario. Allo stato attuale, per ricorrervi, occorre prima contestare la eventuale inadempienza dell’azienda nell’applicazione dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale); poi è necessario che sia irrogata la sanzione (fino ad un decimo del fatturato). Solo dopo si può arrivare alla nomina dell’amministratore straordinario: in questo modo, potrebbero andar via vari mesi. Vero è che ieri si è appreso del verbale con cui (il 22 maggio) l’Ispra ha contestato all’Ilva undici inadempienze (i tempi sui lavori di chiusura dei nastri trasportatori, la dispersione di acqua per ridurre le polveri, il superamento della durata delle emissioni inquinanti e relative omesse comunicazioni agli enti di controllo). Ed è anche vero che il ministero dell’Ambiente non intende riconoscere il principio del silenzio-assenso alle domande inoltrate dall’Ilva, relative alla modifica dei tempi di adeguamento sui punti contestati. Ma ciò nonostante, i tempi per il commissario non sarebbero brevi. Il decreto legge serve proprio ad accelerare. Intanto, Michele Mazzarano (Pd) chiede una seduta monotematica del Consiglio regionale che discuta del tema. Francesco Strippoli

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BRINDISI Haralambides fa dietrofront: bloccata la nomina del segretario

29 Maggio 2013, 11:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/29/Haralambides--180x140.jpg?v=20130529114507

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Su Guadagnuolo «vedo preoccupazioni, cambierò» Il presidente dell’Authority si piega al volere degli enti BRINDISI - Il presidente dell’Autorità portuale Hercules Haralambides, nella riunione del comitato portuale di ieri mattina, ha deciso di ritirare la nomina a segretario generale di Manlio Guadagnuolo. Accogliendo l’appello rivoltogli dalla maggior parte dei membri, compresi i rappresentanti di Comune, Camera di commercio e Regione, il professore greco ha rimandato la decisione di nominare il successore di Nicola Del Nobile. «Ho capito che ci sono delle preoccupazioni valide da parte del comitato - ha spiegato Haralambides al termine della seduta - e, come avevo già detto in occasione dell’altra riunione, sono disposto ad accogliere la decisione di cambiare il nome. Ora dovremo cercare una scelta che sia condivisa». Per l’ingegner Guadagnuolo, insomma, non ci sarà possibilità di rientrare. Haralambides, invece, è pronto a ricucire lo strappo del 3 maggio quando la seconda convocazione del comitato andò deserta: in quel caso il comitato decise di protestare in modo palese. Ieri però tutti i membri si sono presentati alla riunione ed hanno esposto le loro perplessità. «Non abbiamo mai contestato la persona scelta — ha spiegato l’assessore regionale Gianni Giannini, in rappresentanza della Regione — ma non potevamo ignorare che fosse una persona sgradita a molti. Per questo abbiamo chiesto di rivedere la decisione: il porto può crescere solo con un clima di serenità che, invece, stava mancando». Nel corso delle tre ore di riunione, oltre a due delibere, i componenti del comitato hanno avuto modo di spiegare ragioni e motivazioni che li hanno spinti ad entrare in contrasto con il presidente. Tra toni moderati e non, al presidente è stata contesta l’incapacità di gestire l’ente sia nel rapporto con gli operatori sia nel modo di promuovere il porto e di facilitarne lo sviluppo. Tra loro anche il sindaco Mimmo Consales che aveva contestato la decisione di nominare Guadagnuolo, spiegando anche di preferire quella dell’attuale segretario generale dell’Autorità del Levante, Mario Sommariva. Il primo cittadino, infatti, ancor prima del 3 maggio, aveva scritto al presidente per suggerire quel nome. «Ho manifestato le mie perplessità — ha detto Consales — e, per fortuna, Haralambides ha capito che non poteva proseguire su quella strada ignorando le richieste della città. Ora, però, aspettiamo di vedere il bilancio dell’ente». Dunque per la nomina si tornerà a valutare curricula e domande mentre per l’approvazione del bilancio consuntivo relativo al 2012 (che doveva essere approvato entro il 30 aprile) basterà aspettare la prossima seduta. «Non c’è alcun problema — ha specificato Haralambides —. Peraltro si tratta di un bilancio che si chiude in positivo. Lo discuteremo al più presto ma vorrei ricordare a tutti che la metà delle Autorità portuali d’Italia non l’hanno ancora approvato». Per il segretario, invece, sarà necessario individuare un professionista gradito ad almeno la maggioranza dei 21 membri e che, come vuole Haralambides, sia disposto ad accettare un contratto per soli dodici mesi, anziché i quattro anni previsti dalla legge. Francesca Cuomo

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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MONDO NEWS LONDRA TI OPERI NEL WEEKEND? NELL'82% DEI CASI RISCHI LA MORTE". LA RICERCA CHOC IN GB

29 Maggio 2013, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130529_sala-operatoria.jpg

 

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LONDRA - Sottoporsi ad un intervento di chirurgia programmato può essere fatale se svolto durante il weekend. A dimostrarlo è uno studio condotto dall'Imperial College di Londra sul sistema sanitario britannico. Sono stati presi in considerazione quattro milioni di interventi effettuati tra il 2009 e il 2011 e il verdetto è stato inclemente: dal venerdì alla domenica ci sono l'82 per cento si probabilità in più di morire sotto i ferri rispetto al lunedì. Complessivamente 27.500 pazienti sono deceduti entro 30 giorni dall'intervento, con il rischio più basso per quelli che hanno sono stati operati di lunedì. Il rischio sale del 15% al mercoledì, 21% di giovedì e 44% di venerdì. Quasi un'operazione su 20 è stata eseguita in un fine settimana, quando l'aumento del rischio ha raggiunto l'82 per cento, ha dimostrato lo studio pubblicato online su bmj.com. Uno dei responsabili della ricerca, il dottor Paul Aylin, ha affermato: "Le prime 48 ore dopo un intervento sono spesso il periodo più critico per i pazienti sottoposti a chirurgia. Una spiegazione ai fallimenti nel salvare la vita dei pazienti può essere legata alla riduzione o alla sostituzione del personale nel corso del fine settimana".

LEGGO.IT

29.05.2013.

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ITALIA NEWS ROMA CRISI, RECORD DI FALLIMENTI DI IMPRESE: IN AUMENTO DEL 12% NEL PRIMO TRIMESTRE

29 Maggio 2013, 09:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130529_crisi-imprese.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - La crisi sembra non finire mai: nel primo trimestre 2013 in Italia i fallimenti delle imprese hanno toccato un nuovo record a 3.500 procedure avviate, +12% rispetto allo stesso periodo del 2012. Lo affermano dati Cerved visionati dall'ANSA: i concordati crescono del 76%, con un boom per quelli 'in biancò introdotti dalla nuova legge di settore. Complessivamente le chiusure aziendali hanno accelerato di molto la loro corsa: nei primi tre mesi si contano circa 23mila imprese che hanno avviato una procedura di insolvenza o una liquidazione volontaria, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2012. Oltre ai fallimenti, continuano infatti a crescere anche le liquidazioni: hanno deciso di chiudere volontariamente l'attività 19mila aziende in bonis (senza precedenti procedure concorsuali), un dato in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo il Cerved, gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nei modelli di valutazione del rischio di credito, il fenomeno più rilevante è però il forte incremento dei concordati preventivi, che fanno registrare un aumento del 76% su base annua, un boom che porta al 13% l'incremento delle procedure di insolvenza diverse dai fallimenti. «Un'analisi sui dati del Registro delle imprese - afferma lo studio - indica che all'origine di questo incremento vi sono le nuove norme con cui è stata riformata la disciplina fallimentare e, in particolare, l'introduzione del cosiddetto 'concordato in biancò». La possibilità di presentare una domanda priva del piano di risanamento e di bloccare le azioni esecutive, anche con effetti retroattivi, è stata quindi molto apprezzata dalle aziende: tra l'entrata in vigore delle nuove norme, nel settembre 2012, e il 31 marzo scorso si stima che siano state presentate 2.700 istanze, oltre il doppio dei concordati tradizionali (quindi con piano di risanamento) presentati in tutto lo scorso anno. I primi tre mesi del 2013 hanno segnato una cambio di tendenza dei fallimenti dal punto di vista territoriale: il Nord Est, in cui il numero di default era in diminuzione dalla metà del 2011, ha fatto registrare una forte impennata delle procedure, con un incremento di quasi un quarto rispetto al primo trimestre del 2012 (+24%). L'aumento dei fallimenti non risparmia comunque nessuna area del Paese: la corsa procede con tassi a due cifre nel Nord Ovest (+15%) e a ritmi leggermente inferiori nel Centro Italia (+9%), nel Sud e nelle Isole (+3%

LEGGO.IT

29.05.2013.

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CIOCIARIA NEWS Elezioni Amministrative 2013: i dati di Aquino, Ferentino, Torrice

28 Maggio 2013, 13:51pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

431954 208063546014828 1764194140 nINSERITO DANIELA CAIRA Ballottaggio scongiurato a Ferentino dove Antonio Pompeo ha ottenuto il 65,25%, Pd primo partito. A Torrice riconfermata Alessia Savo (Tre Torri) mentre ad Aquino la spunta Libero Mazzaroppi (Aquino nel cuore)

Elezioni Amministrative 2013: i dati di Aquino, Ferentino, Torrice
Frosinone – Solo nella tarda serata di ieri e nelle prime ore di questa mattina sono stati ufficializzati i dati definitivi riguardanti i comuni di Aquino, Ferentino e Torrice. Come già anticipato ieri, Libero Mazzaroppi, Antonio Pompeo ed Alessia Savo sono i neo primi cittadini dei tre enti. Libero Mazzaroppi ha ottenuto 2139 voti (pari al 57,63%) e la sua lista "Aquino nel Cuore" ha conseguito 7 seggi. Tre seggi, invece, per la lista "Aquino di Tutti"di Emanuele Tomassi (che entra come consigliere comunale) e nessun seggio per Mario Giannitelli e la sua "Con noi". A Ferentino grande successo per Antonio Pompeo che vince ottenendo 8.519 voti pari al 65,25% scongiurando il turno di ballottaggio. Il Partito Democratico ha conquistato 2.280 voti (3 seggi), la lista civica “Pedalando Volare” di Amedeo Mariani 1548 voti (2 seggi), “Ferentino nel cuore” 1502 voti (2 seggi), “Scelta Civica” 1.231 voti (2 seggi), “Lista Civica Pompeo Sindaco” 966 voti (un seggio), “Ferentino Futura” 889 (un seggio), lista civica “Cambiare” 746 voti (un seggio), lista Sel – Socialisti 593 voti (un seggio). Marco Valeri, candidato sindaco del Centrodestra ha raggiunto 3849 voti (29,48%). I partiti che lo hanno sostenuto hanno ottenuto: Pdl 1001 voti (un seggio), lista civica “Popolazione Attiva” 880 voti (un seggi), lista civica “Valeri Sindaco” 457 voti (nessun seggio). Corrado Caiti, candidato sindaco del M5S ha ottenuto 686 voti (5,25%), la sua lista 410 voti e nessun seggio. A Torrice Alessia Savo (in foto) si riconferma primo cittadino con 1180 voti pari al 34,98% (5 seggi per la sua lista “Le Tre Torri”), Alfonso Santangeli e la sua lista “Torrice Insieme Rinasce” ha ottenuto 854 voti (un seggio), Marco Stirpe e la lista “Uniti per Torrice” 759 voti (un seggio), Loreto Verrelli e la sua “Cambiare per migliorare” 417 voti e nessun seggio così come per il candidato del M5S Davide Savone (163 voti)

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CIOCIARIA NEWS FROSINONE Elezioni Amministrative 2013 : i dati degli ultimi comuni

28 Maggio 2013, 13:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

431954 208063546014828 1764194140 nINSERITO DA DANIELA CAIRA A Pico vince Carnevale, Ad Amaseno il sindaco è Como, a Villa Santa Lucia si riconferma Iannarelli mentre ancora non sono ufficiali i dati di Ferentino, Torrice e Aquino dove la vittoria è già nelle mani di Pompeo, Savo e Mazzaroppi

Elezioni Amministrative 2013 (2): i dati degli ultimi comuni
Frosinone – Giungono i risultati degli ultimi comuni al voto per queste amministrative 2013. Dopo i risultati dei primi comuni (di cui parliamo in altri articolo) adesso sono definitivi anche i dati di altri paesi della provincia di Frosinone. Ornella Carnevale è il nuovo sindaco di Pico. La candidata di Unione Cittadina ha ottenuto 990 voti (44%) e 5 seggi mentre l’altro candidato sindaco Antonio Pandozzi con 972 voti ottiene due seggi. Nessun seggio, invece, per Pierluigi Lepore. Ad Amaseno il primo cittadino è Antonio Como (41,99%). A Villa Santa Lucia si riconferma il sindaco uscente Antonio Iannarelli con 1142 voti (4 seggi) mentre il suo avversario Angelo Vallerotonda entrerà come consigliere (ed ottiene 2 seggi). Dati ancora non ufficiali a Ferentino, Torrice e Aquino dove mancano alcune sezioni ma è già stata decretata la vittoria di Antonio Pompeo (Ferentino), Alessia Savo (Torrice) e Libero Mazzaroppi (Aquino).

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