ITALIA NEWS Franca Rame, ultimo saluto al Piccolo. I milanesi in coda per l'abbraccio a Fo
INSERITO DA DAVIDE GAROFANO Il Nobel accoglie i tanti che si sono messi in coda davanti alla storica sede del Piccolo per salutare l'attrice. "Quante donne - dice - Franca sarebbe felicissima. Tra un mese il suo testamento civile". Seduto su una sedia, vicino alla bara coperta da una sciarpa rossa, Dario Fo accoglie i cittadini in visita alla camera ardente al Piccolo Teatro Grassi, in via Rovello a Milano, per porgere l'ultimo saluto a Franca Rame, morta nella sua casa di corso di Porta Romana all'età di 84 anni. Il premio Nobel sorride, si intrattiene con tutti ed è accompagnato dal figlio Jacopo. E' colpito dall'affluenza, in particolare da quella femminile: "Non ho mai visto tante donne tutte insieme, Franca ne sarebbe felicissima, ha detto più volte che al suo funerale ne avrebbe volute tante, vestite di rosso". E, rivolgendosi a chi gli fa notare che ci vorrebbero tante donne come lei, ha aggiunto: "Me ne basterebbe un'altra". "Tra un mese circa - ha detto anche - sarà pubblicato il testamento civile che stava scrivendo Franca". La coda per rendere omaggio all'attrice va via via allungandosi. Tra loro ci sono Antonio Di Pietro, fondatore dell'Italia dei Valori, partito nel quale Rame fu eletta senatrice ("è una delle poche cose buone che ho fatto"), l'attore Cochi Ponzoni ("un altro pezzo di Milano che se ne va. Un grande dolore per una donna insostituibile") e l'ex ballerina Carla Fracci ("ha rappresentato una forza straordinaria per la difesa di questo paese"). Milly Moratti, uscendo dalla camera ardente, ha dichiarato: "Dobbiamo trovare casa all'archivio di Franca e farne un vera fabbrica del teatro per le generazioni che verranno. Sono tante le cose che stava ancora facendo". Anche Raffaella Carrà si è presentata ed è poi uscita con discrezione da una porta secondaria. Ha ricordato quando l'attrice andò ospite da lei a Domenica In per dire che avrebbe lasciato Dario Fo. "Io non ci credevo ed ero anche un po' in imbarazzo e invece è venuta e l'ha fatto. Un modo per dare muovere un po' la loro unione e ha avuto ragione. Era tutta una finta, una cosa che solo una donna geniale e innamorata poteva fare". L'attore Moni Ovadia, invece, ha ricordato la passione civile: "E' stata una delle più grandi donne della storia repubblicana, un paradigma di passioni civili e Franca l'ha pagata di persona. Il nostro è un paese che starnazza di moderazione, ma pratica la ferocia". Quando la camera ardente è stata aperta, alle 9 del mattino, c'erano già 200 persone in coda. Le porte rimarranno aperte per 22 ore, anche durante la notte, in modo da lasciare a tutti la possibilità di portare il proprio saluto a una donna che è stata il simbolo di tante battaglie civili, in teatro e in città. Ancora Fo: "Abbiamo anche ricevuto una corona grandissima da parte del Presidente della Repubblica Napolitano". Dopo la sosta in via Rovello, il feretro verrà portato allo Strehler, in largo Greppi, per la cerimonia laica: "La mia non sarà una commemorazione funebre, ma un commiato" ha spiegato Fo che riesce anche a concedersi una battuta scherzosa: "Restiamo ancora mezz'ora", perchè se continua così "finisco all'obitorio. Non riesco più a stringere mani".
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