Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

ITALIA NEWS Renzi con Marino: faremo patto Roma-Firenze

1 Giugno 2013, 16:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

960029 10201285113078262 19962084 aINSERITO DA DAVIDE GAROFANO Ignazio Marino e Matteo Renzi insieme per «cambiare Roma», per «liberarla», «per renderla una città a misura di bambino», e dove le persone «non vengono lasciate indietro». In un teatro Ambra alla Garbatella gremito, il sindaco di Firenze e il candidato del centrosinistra alla guida della capitale hanno lanciato la sfida in vista del ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. Al grido di «Daje» in un romano stentato, il primo cittadino toscano non ha fatto mancare il suo appoggio a Marino, sottolineando a più riprese che «Ignazio sarà un grande sindaco». «Quando sarai sindaco verrò in Campidoglio da te e faremo alcune cose che Alemanno non ha fatto», ha sottolineato Renzi. «Ho visto che Alemanno dice che ho sbagliato a venire qui per sostenere Marino. Ma vorrei ricordare che lui venne a Firenze nel 2009 per sostenere Galli». «E quando venne – ha aggiunto - promise che se Galli avesse vinto a Firenze, ci sarebbe stato un 'patto' tra le due città d'arte. Ma non è accaduto nulla. Però quando hai una buona idea e non la realizzi, bisogna prenderla. E allora dico che quando Marino sarà eletto sindaco, verrò io in Campidoglio e faremo una delle tante cose che Alemanno non ha fatto». «La vera questione - ha detto Renzi - è capire se Roma riesce a voltare pagina. E oggi da sindaco voglio esprimere un auspicio perla Capitale dando la massima disponibilità a collaborare istituzionalmente con chiunque sarà eletto ma facendo il tifo dal punto di vista politico per Ignazio». «Il nostro programma è quello che ha realizzato Renzi a Firenze - ha detto Marino - attenzione alla cultura, alla tecnologia. La nostra città dovrà diventare una smart city così come accaduto a Firenze». «Dobbiamo fare tante cose, - ha aggiunto ancora - ma soprattutto ci dobbiamo concentrare sulla trasparenza che esiste a Firenze e che dalla settimana prossima ci sarà anche a Roma. Tutto dovrà essere controllabile dai cittadini e dovrà esserci molta attenzione soprattutto per i più deboli ele persone che sono rimaste indietro. Questa è una comunità, non può essere una città dove vanno avanti e hanno vantaggi solo coloro che possono contare sui privilegi. È un modello sbagliato». «Volete restare a casa domenica? Lasciare il ruolo di sentinelle del futuro? Invito i delusi da Grillo ad andare a votare per i candidati di innovazione», ha detto ancora Renzi: «A coloro che hanno votato in buona fede Grillo, vedendolo come elemento di novità per la politica italiana, dico che in politica ci sono quelli che fanno finta di non capire e quelli che invece hanno capito il segnale delle urne... Vi invito a votare per l'innovazione».

L'Unitá

Leggi i commenti

ITALIA NEWS Telecom dà il via libera allo scorporo della rete

1 Giugno 2013, 16:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

DA UTENTE DEL WEB Dopo un cda lampo la società comunica il via libera alla "societarizzazione" della rete di accesso. Avanti i colloqui con la Cdp per un ingresso nel capitale della newco. Mercoledì 5 giugno nuova riunione del board sul dossier 3 Italia MILANO - Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, a seguito del mandato attribuito al management lo scorso 11 Aprile, concernente la definizione del percorso operativo di fattibilità per la separazione della rete di accesso di Telecom Italia, ha deliberato di approvare il progetto di societarizzazione della rete di accesso che sarà confluita in una nuova newco, chiamata informalmente Opac (operating access). Nella nuova società confluirà l’infrastruttura che dalle casa degli italiani arriva fino alla centralina della Telecom. Il nuovo soggetto garantirà a tutti gli operatori la parità di trattamento in entrata e in uscita, che a livello Ue è denominata 'equivalence of input'. I servizi offerti dalla nuova società a tutti gli operatori comprenderanno, tra l'altro, l'Unbundling del Local Loop (Ull) e il Virtual Unbundling Local Access (Vula) per le reti di nuova generazione basate su architetture fibra fino al cabinetto (FttCab) e fibra fino in casa (Ftth). Il consiglio ha inoltre deliberato di dare mandato al management di adempiere alle formalità previste informando l'Agcom del progetto volontario di separazione della rete di accesso. Telecom aggiornerà l'Autorità in merito ad eventuali cambiamenti del progetto che si dovessero rendere necessari, anche alla luce delle risultanze che emergeranno dalla valutazione dell'Autorità sulla portata della modifica o revoca dei vigenti obblighi regolamentari. Il cda ha anche ribadito il mandato al management (già formalizzato il 6 dicembre 2012) affinché proseguano i contatti in corso con la Cassa Depositi e Prestiti per un eventuale suo ingresso nel capitale della società della rete di accesso. Cesar Alierta, patron di Telefonica che indirettamente controlla il 10% di Telecom, non ha preso parte al consiglio odierno, per motivi personali, ma nel corso del cda convocato lo scorso 23 maggio aveva espresso la sua contrarietà al progetto di societarizzazione della rete. L'altro rappresentante del gruppo spagnolo, Julio Linares si è invece astenuto. Solo il consigliere eletto dalla lista di Assogestioni, Luigi Zingales ha votato contro la societarizzazione dell'infrastruttura di rete. Il consiglio si riunirà ancora mercoledì 5 giugno per esaminare il dossier su 3 Italia e decidere il da farsi. La pre-analisi si è conclusa due settimana fa, ed è emrso uno stretto margine di trattativa per conferire le attività italiane del gruppo che fa capo a Li Ka-Shing e ricevere in cambio azioni Telecom. Ma resta da capire cosa faranno i soci al riguardo e se il perimetro della Telecom di domani sarà lo stesso di oggi: oltre la rete di accesso andrebbe messa in sicurezza anche tutta l'infrastruttura.

La Repubblica

Leggi i commenti

ITALIA NEWS La disoccupazione spacca in due l'Italia: Il Nord cresce, il Mezzogiorno affonda

1 Giugno 2013, 16:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

  INSERITO DA UTENTE DEL WEB In cinque anni di crisi nell'area centro settentrionale del Paese sono stati creati 12.400 posti di lavoro, nel meridione ne sono stati distrutti 335.500. Il Report Sud di Diste Consulting-Fondazione Curella racconta uno Stato profodamente diviso anche sul fronte dei consumi e dell'economia: nel centro sud la recessione è sempre più profonda ROMA - "Nei cinque anni di crisi i posti di lavoro distrutti nel sistema produttivo del Sud e delle Isole sono stati in totale 335.500; nell'area centro settentrionale ne sono stati creati 12.400". È il dato al centro del 24° Report Sud di Diste Consulting-Fondazione Curella, quello che più di tutti dà l'idea dell'Italia spaccata in due, con un Mezzogiorno alla deriva come non mai. Gli italiani per tradizione diffidano delle medie statistiche, ma in fondo anche gli statistici sanno quanto le medie tra Nord e Sud siano ingannevoli e non diano l'idea vera di un Paese che include Regioni che possono stare al fianco della Germania, come Trentino o Lombardia o Emilia Romagna, e Regioni che sono poco distanti dalla Grecia. Che media è quella tra un tasso di disoccupazione del 17,2% del Mezzogiorno nel 2012 e quella dell'8% del Centro-Nord? Ma non c'è solo l'abisso disoccupazione. Tutti i dati degli ultimi dodici mesi esprimono lo sfascio di una parte importante del Paese. Nel 2012 il Pil è sceso del 3,4% a fronte di un calo del 2% nel Centro/Nord. Per l'economia meridionale si tratta della quinta diminuzione consecutiva nell'arco degli ultimi cinque anni, che ha riportato il livello del Pil indietro di oltre il 10%, mentre per l'area centro settentrionale il consuntivo 2012 costituisce una inversione di tendenza, dopo un biennio di parziale recupero delle perdite subite nel 2008/2010, per cui la flessione del Pil rispetto al 2007 ha sfiorato il 6%. È vero che pochi giorni fa il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha lanciato il grido di dolore delle imprese industriali, concentrate soprattutto nel Nord del Paese. Ma il Sud è passato da una posizione marginale alla quasi totale scomparsa della propria industria: "Negli ultimi 5 anni - dice Alessandro La Monica, presidente di Diste Consulting - il ruolo già marginale dell'industria si è ulteriormente assottigliato, scendendo da una quota sul Pil nazionale del 13,7% al 12% e perdendo in termini di valore aggiunto il 20,5%: il nostro manifatturiero è destinato all'estinzione". Molto più deciso che nel resto del Paese anche il calo dei consumi delle famiglie residenti nel Mezzogiorno, che hanno subito un taglio del 5,5%, "un crollo la cui intensità non ha precedenti negli ultimi sessant'anni", ricorda l'indagine. Per le famiglie centro-settentrionali il calo è stato del 3,6%. Secondo le stime del Report Sud, per l'anno in corso il Pil dovrebbe calare del 2,2% nel Sud/Isole e dell'1,2% nel Centro/Nord. Ma così la situazione del Mezzogiorno diventa irrecuperabile, denuncia il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta: "Al di là del fatto contingente, cioè la crisi che dal 2008 ha colpito l'Italia, il tema di fondo è che quest'area non è stata mai adeguatamente considerata, gli interventi sono sempre stati contenuti e limitati rispetto alle emergenze. Nel Mezzogiorno su 21 milioni di abitanti ci sono solo 6 milioni di occupati, compreso il sommerso. Per arrivare non dico agli standard della Finlandia, ma semplicemente al tasso di occupazione dell'Emilia Romagna, dovrebbero lavorare altri tre milioni di persone. Impossibile? Eppure l'ex Germania dell'Est in poco più di 10 anni ha raggiunto standard occidentali". Il problema del Sud Italia, osserva Busetta, è anche quello della classe dirigente. Tanto che lo studioso avanza una proposta di "tutoraggio" del Mezzogiorno: "Le zone a sviluppo ritardato sono tali perché le classi dirigenti non sono in grado di gestirle. Devono essere guidate. Non è vero che il problema investe allo stesso modo tutta la classe dirigente italiana, non è così, si vede dai risultati: la Lombardia è una delle zone più sviluppate d'Europa, si confronta con la California. La democrazia, certo, comporta anche la libertà di autogestirsi. Io non chiedo una totale sostituzione della classe dirigente meridionale, piuttosto interventi appropriati, che possano destinare le risorse e le spese alle esigenze delle Regioni meridionali. Affidare tutto alla classe dirigente del Sud significa disperdere queste risorse, come è avvenuto finora" La Repubblica

Leggi i commenti

SEZ.POLITICA Napolitano: i partiti non siano inconcludenti

1 Giugno 2013, 16:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

960029 10201285113078262 19962084 aINSERITO DA DAVIDE GAROFANO Il presidente: «Non mettere a rischio la stabilità. Io vigilerò» «Lavoro dei giovani emergenza numero uno in Europa» Un richiamo ai partiti a non eccedere nel confronto politico; un invito a fare di tutto per far ripartire l'economia e a dare un futuro lavorativo ai giovani; una speranza: che entro un anno l'Italia possa darsi una «nuova prospettiva politica». Questi i punti salienti del videomessaggio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto a cittadini e forze politiche in occasione dell'anniversario della festa della Repubblica del 2 giugno. «Vedete - ha detto il capo dello Stato - se tocca ancora a me rivolgervi quest'anno il messaggio per il 2 giugno, è perché ho accettato - sollecitato da molte parti - l'onore e il peso di una rielezione a presidente. Ma ho compiuto questo gesto di responsabilità verso il Paese, confidando che le forze politiche, a cominciare da quelle maggiori, sappiano mostrarsi a loro volta responsabili. E il primo banco di prova sta nel discutere e confrontarsi tra loro liberamente ma con realismo e senso del limite, senza mettere a rischio la stabilità politica e istituzionale, in una fase così delicata della vita nazionale».

Corriere della Sera

Leggi i commenti

SEZIONE SICILIA NEWS CALTANISSETTA,No Muos, un migliaio di nuovo in piazza È guerra di ricorsi tra governo e Sicilia

1 Giugno 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La Difesa chiede risarcimento a Palazzo d'Orleans per lo stop ai cantieri, il Comune di Niscemi chiede danni per presenza antenne CALTANISSETTA - Oltre un migliaio di persone sono scese in piazza a Niscemi (Caltanissetta) per una nuova manifestazione contro il sistema satellitare militare americano Muos e le 46 antenne già esistenti alla base militare di contra Ulmo. Il corteo, partito dal campo sportivo, ha raggiunto il municipio. I lavori del Muos sono fermi dal 10 aprile, quando il governo regionale ha notificato all'ambasciata americana la revoca delle autorizzazioni. Contro questo provvedimento, il ministero della Difesa ha fatto ricorso al Tar. Una decisione dei giudici è per i prossimi giorni. GUERRA DI RICORSI - Il ministero della Difesa ha chiesto alla Regione un risarcimento di 25.000 euro al giorno dalla data in cui i lavori per l'installazione delle parabole sono stati fermati. A sua volta, però, il Comune di Niscemi ha chiesto al governo un risarcimento danni di 25.000 euro al giorno a partire dal 1991, da quando cioè sono state posizionate le 46 antenne nella base di contrada Ulmo. Tra qualche giorno l'Istituto superiore di Sanità renderà noti i risultati delle sue analisi sugli effetti delle onde elettromagnetiche del Muos e le possibili ripercussioni sulla popolazione e sul territorio. La Regione aveva revocato le autorizzazioni proprio eccependo l'assenza di studi circa gli effetti del Muos sulla salute.

CORRIERE DEL MEZZOGGIORNO

01.06.2013.

Leggi i commenti

PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Ilva, installati i primi fog cannon Ma l’Aia è ancora in ritardo

1 Giugno 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il fog cannon

 

553987 4875306964196 493515398 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Il ministro Orlando valuta i risultati dell’ispezione Ispra e Arpa, tre giorni nello stabilimento TARANTO — Il gruppo ispettivo Ispra-Arpa porta a termine la seconda verifica sull’attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale nello stabilimento siderurgico di Taranto e, intanto, Ilva subisce uno stop per la copertura dei parchi minerali, proprio uno degli interventi più importanti dell’Aia e atteso da tutti i tarantini perché bloccherebbe la dispersione di polveri di minerale sul quartiere Tamburi e sulla città. Il centro siderurgico dell’Ilva è stato per tre giorni sotto la lente di ingrandimento di una dozzina di tecnici che hanno visionato gli interventi realizzati sugli impianti e la relazione conclusiva sarà presentata entro dopodomani al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che dovrà illustrarla al governo. Ciò che scriverà il gruppo ispettivo, guidato da Alfredo Pini, è determinante per indirizzare le scelte del governo sul commissariamento o meno dell’azienda. Le accuse all’azienda di «non aver fatto nulla fino adesso», le dimissioni dei vertici (Bondi e Ferrante) e quelle di trentasei quadri medio-alti hanno creato grande tensione in fabbrica e un vuoto nella catena di comando denunciato dallo stesso garante Vitaliano Esposito; il governo è atteso a soluzioni rapide per non assistere al collasso della più grande industria dell’acciaio italiana. Dalle relazioni stilate al termine di ognuno dei tre giorni di ispezioni sugli impianti emerge la consueta situazione al chiaroscuro. Emissioni in parte oltre i parametri di legge, altri due episodi di slopping, contestazioni di ritardi su altre prescrizioni dell’Aia, ma anche chilometri di nastri trasportatori già blindati, fog cannon installati e funzionanti, edifici in parte chiusi. E viene anche chiarito il concetto di «subito» collegato ad alcune prescrizioni che l’Aia dell’ottobre 2012 imponeva, appunto, di realizzare secondo questo avverbio di tempo. Nel verbale del 29 maggio è scritto che, secondo Ilva, il «subito è da intendersi nel senso indicato dall’autorità competente con nota del 29 aprile 2013 ovvero che l’attività deve essere adempiuta nei tempi tecnici strettamente necessari, ovvero che il gestore deve subito adoperarsi per la sua attuazione e deve inoltre portarla a termine nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le buone regole dell’arte». Di qui la contestazione fatta da Ilva alla data del 27 ottobre 2012 quale data di scadenza di alcune prescrizioni per le quali, quindi, ha chiesto una proroga con la motivazione di «modifica non sostanziale». La chiusura dei nastri trasportatori dai quattro lati, per una lunghezza di 90 chilometri, doveva essere portata a termine in tre mesi. In realtà ci vorranno altri due anni ma, intanto, gli stessi ispettori hanno messo nel verbale del 30 maggio di aver preso visione «dei nastri trasportatori attualmente chiusi nell’area agglomerato e nell’area Pca». Tra le misure realizzate gli ispettori annotano, inoltre, i due fog cannon installati nell’area Gestione Rottami Ferrosi (questo già funzionante) e al parco Omo; gli edifici Omo2 e Lvc2 chiusi e l’area terminale del cantiere barriere frangivento al parco nord; le macchine scaricatrici Dm7 a tazze in continuo e Dm 6 a benna mentre al secondo sporgente erano attivi i sistemi di bagnatura del coke sia sulla nave che sulla tramoggia. Ilva, dal canto suo, ha elencato nel verbale 90 punti che ritiene di aver ottemperato. Si va dalle misure per i parchi a quelle per i wind days, dall’efficienza della captazione dei gas allo studio per il convogliamento delle emissioni diffuse, dalla durata delle emissioni visibili ai tempi di distillazione del fossile. Insomma una lunga serie di misure attuate che cozza contro le evidenze segnalate dal gruppo ispettivo nei primi due giorni. In particolare i tecnici hanno evidenziato emissioni fuori norma dalle batterie 9-10 da gennaio ad aprile, spiegate dall’Ilva come errore di misurazione. Gli ultimi due episodi di slopping contestati dai tecnici sono stati spiegati con il guasto che aveva colpito il software che analizza i parametri di processo e con l’errore umano. Il giorno dopo il gruppo ispettivo sottolineava i superamenti dei 30 secondi delle emissioni visibili da gennaio ad aprile alle batterie 9-10 ma nessuna criticità alle batterie 7-8-11-12. Cesare Bechis

CORRIERE DEL MEZZOGGIORNO

O1.06.2013

Leggi i commenti

PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Camera di Commercio, ritorna Farace Entra in Consiglio con Guastamacchia

1 Giugno 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Luigi Farace

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Accolto il ricorso dell'ex sindaco di Bari contro l'esclusione decisa dalla Regione. Ma Ambrosi resta BARI - Dopo una lunga battaglia amministrativa la Federcommercio rientra nel consiglio della Camera di Commercio di Bari. Lo ha deciso il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso di Luigi Farace e Domenico Guastamacchia contro l'esclusione decisa dalla Regione Puglia. Farace, inoltre, aveva anche chiesto anche rendere inefficace la nomina del presidente Alessandro Ambrosi, ma il Consiglio di Stato ha rigettato l'istanza. IL PRESIDENTE - In base a tale sentenza escono dalla Camera di Commercio Nicola Caggiano di Confesercenti e Francesco Cannillo di Confcommercio. «Siamo sempre stati rispettosi delle regole - afferma Alessandro Ambrosi, presidente della Camera di Commercio di Bari - e ci adegueremo ai dispositivi della sentenza. Non ci sono questioni personali contro Farace, l'obiettivo dell'ente è di contribuire al rilancio dell'economia locale e tutti hanno l'onere di apportare idee e contributi». Vito Fatiguso

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

01.06.2013.

Leggi i commenti

ITALIA NEWS Assedio di tre giorni di associazioni e movimenti anticapitalisti Blockupy

31 Maggio 2013, 14:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Blockupy annuncia un assedio alla Banca Centrale Europea

960029 10201285113078262 19962084 aINSERITO DA DAVIDE GAROFANO

La Banca centrale europea (Bce) è sotto assedio: migliaia di persone si sono radunate intorno all’Eurotower a Francoforte per protestare contro le politiche di austerità promosse. Per gli organizzatori del movimento Blockupy, i manifestanti sono 3mila, 2.500 per le forze dell’ordine. Centinaia di poliziotti sono stati schierati nel centro della capitale economica della germania in tenuta anti-sommossa e con i cani alsaziani, supportati anche da cannoni ad acqua e dalla sorveglianza aerea di elicotteri. Sfidando la pioggia e urlando slogan come «l’umanità prima del profitto», i manifestanti hanno bloccato le strade d’accesso agli uffici della Bce, incluse quelle che portano al quartier generale della Deutsch Bank nel distretto finanziario della città. Secondo un portavoce delle forze dell’ordine, «manifestanti hanno tentato di superare le barriere», ma la polizia è intervenuta per respingerli, usando anche spary urticante. Altri hanno lanciato pietre e ci sono stati alcuni contatti tra attivisti e forze dell’ordine, ma nel complesso la protesta è stata finora pacifica. «L’obiettivo del blocco è impedire le normali operazioni» alla Bce, ha spiegato il portavoce di Blockupy, Martin Sommer, precisando che alcune dipendenti presentatisi al lavoro sono stati invitati a tornare a casa dai manifestanti. Da parte sua, l’organizzazione ha fatto sapere, tramite un comunicato, che «la Bce resterà operativa durante la dimostrazione» e che, in coordinamento con la polizia, sono state prese misure per garantire la sicurezza degli impiegati. Diversi istituti di credito hanno invitato i propri dipendenti a prendersi un giorno di vacanza. Domani, in occasione del 15esimo anniversario della creazione della Bce, è stata indetta una grande manifestazione nel centro città alla quale sono attesi 20mila partecipanti.

LA STAMPA.IT

31.05.2013

Leggi i commenti

ITALIA NEWS Cdm, salvo il bonus per ristrutturazioni case

31 Maggio 2013, 14:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

2072252479.jpg

 

DA UTENTE DEL WEB Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla proroga per il bonus fiscale per ristrutturazioni e l'ecobonus. È quanto si apprende da fonti di governo. Addio al finanziamento ai partiti di M. Zegarelli | LEGGI I DETTAGLI | Le tensioni nel Pd non si placano. Renzi insiste: il governo non può vivacchiare | Bersani lo attacca: «Non distingue "leadership democratica" con "uomo solo al comando"» | Riforme, Letta: «Referendum per approvarle» | | Riforme: ecco i nodi da sciogliere Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla proroga per il bonus fiscale per ristrutturazioni e l'ecobonus. È quanto si apprende da fonti di Governo. Continua la discussione in Consiglio dei ministri sull'ecobonus al 55% per l'efficientamento energetico degli edifici e del 50% per le ristrutturazioni edilizie. A quanto risulta, sono arrivati al Cdm «2 o 3 testi», uno dei quali prevede addirittura l'aumento dello sgravio al 75%. La discussione, però, che vede al centro il ruolo del ministro dell'Economia e delle finanze per la questione delle coperture, è ancora in corso. I ministeri coinvolti sono, oltre al Tesoro, le Infrastrutture e lo Sviluppo economico.

LA STAMPA.IT

31.05.2013.

Leggi i commenti

MONDO NEWS Ecco dove Pistorius ha ucciso Reeva Steenkamp

31 Maggio 2013, 14:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Pistorius, foto pubblicata da Sky news

 

960029 10201285113078262 19962084 aINSERITO DA DAVIDE GARAFANO

Sky News ha diffuso in esclusiva le foto della casa di Oscar Pistorius, l’atleta paralimpico che lo scorso 14 febbraio ha ucciso a colpi d’arma da fuoco la fidanzata, la modella sudafricana Reeva Steenkamp. Si tratta della prima volta che vengono mostrate tali immagini, in particolare quelle del bagno, dove Reeva fu colpita da quattro proiettili. I FORI DI PROIETTILE SULLA PORTA - Le foto mostrate dal canale satellitare britannico mostrano vistose macchie di sangue vicino al water e alla doccia. Sulla porta di ingresso, inoltre, la polizia scientifica ha contrassegnato il passaggio di due fori di proiettile: secondo Sky News, queste immagini potrebbero essere usate dalla Difesa per sostenere la versione di Pistorius. L’atleta, infatti, ha sempre detto di essersi alzato per prendere un ventilatore e di aver sentito alcuni rumori. Pensando a un ladro, senza indossare le protesi, avrebbe impugnato la pistola e avrebbe esploso quattro colpi, sparando dal basso a quello che pensava fosse un intruso e invece si è rivelato essere la sua fidanzata. IL REGALO DI SAN VALENTINO - Le immagini mostrano schizzi di sangue anche sulle pareti e sul divano del piano di sotto, dove Reeva aveva appoggiato un pacchetto avvolto in una carta colorata: il suo regalo di San Valentino per “Ozzy”, accompagnato da un sacchettino di caramelle a forma di cuore. LE PROTESI - Davanti ai giudici l’atleta ha sempre dichiarato il suo amore per la fidanzata e di averla uccisa per un tragico errore. Pistorius ha anche sottolineato di non avere indossato le sue protesi al momento della sparatoria: se questo particolare dovesse essere smentito dalle varie perizie, si configurerebbe per lui l’ipotesi di premeditazione.

L'UNITA

31.05.2013.

Leggi i commenti