SEZ.POLITICA Ieri 2 giugno, festa della Repubblica Parata nel segno dell'austerity
Di Michele Pappacoda - Ieri parata sobria e low cost, ma quello che si leva dai Fori Imperiali è ancora un messaggio di unità e coesione nazionale. La Parata militare per la festa della Repubblica ''ha consentito anche quest'anno di unire cittadini e istituzioni'', afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio al ministro della Difesa, Mario Mauro, sottolineando la ''determinazione'' dell'Italia a ''superare l'attuale difficile contingenza''. Di lì a qualche ora, è il presidente della Camera, Laura Boldrini, proprio nel giorno della festa delle forze armate, a sottolineare che sugli investimenti per i sistemi d'arma, e in particolare per i caccia F-35, "ci sarà un dibattito in Parlamento'', ma ''in altre occasioni ho già detto però che in tempi di crisi vanno riviste le priorità di spesa. Sarà il governo a verificare come impiegare le poche risorse che ci sono". Più risorse dovrebbero invece essere assegnate al servizio civile, che "va tenuto vivo perché è esercizio di democrazia, un investimento da fare", spiega Boldrini che, dopo la parata militare accanto a Napolitano e al presidente del Senato, Pietro Grasso, ha partecipato a un incontro con le realtà che si occupano di pacifismo, disarmo, volontariato e, appunto servizio civile, e che oggi hanno promosso in tutta Italia iniziative nell'ambito della 'Festa della Republica che ripudia la guerra'. Ad accompagnare la sfilata dei 3.300, tra corpi militari e non, sono stati tanti cittadini che hanno applaudito al passaggio dei reparti e delle bandiere. Le Frecce Tricolori non ci sono ma l'ex ministro della Difesa, Ignazio la Russa, assicura che l'anno prossimo la scia colorata dela pattuglia acrobatica potrebbe tornare sull'Altare della patria. In prima fila nella tribuna delle autorità sventola un foulard tricolore e il cappellino azzurro 'd'ordinanza' della Pattuglia acrobatica nazionale, al termine della parata La Russa da' la notizia: ''Il presidente della Repubblica mi ha assicurato che dall'anno prossimo sarà ripristinato il passaggio delle Frecce Tricolori'', dice ai giornalisti. Nel messaggio, inviato al ministro della Difesa da Napolitano, rientrato al Quirinale, dopo la parata dei Fori imperiali, Napolitano dice di aver ''apprezzato l'appropriata concezione e l'organizzazione dell'evento e, in modo particolare, come ella abbia inteso conferire giusta sobrietà alla manifestazione, attribuendo centralità ai simboli della Nazione e agli uomini e le donne delle Forze Armate e delle rappresentanze dello Stato e della società civile, che quotidianamente si prodigano con professionalità e sacrificio al servizio del Paese e della comunità internazionale''. ''Circondati dall'affetto della popolazione -aggiunge il capo dello Stato- essi hanno sfilato in modo impeccabile, ben rappresentando, con la compostezza del portamento, un Paese orgoglioso della propria storia e della propria cultura e determinato a superare l'attuale difficile contingenza''. ''Le ragioni che ci tengono insieme ci fanno capire cosa vuol dire sobrietà al tema dei costi'', ha sottolineato da parte sua il ministro della Difesa. ''Questo governo -ha ricordato- è nato in una circostanza di straordinaria crisi economica. Ma soprattutto, mentre nasceva, venivano feriti in strada due carabinieri tra cui, gravemente, il brigadiere Giangrande. Il giorno prima, in strada, moriva il maresciallo Della Ratta: io credo che oggi sfilassero loro per primi...''. ''Al plauso del Capo dello Stato -ha aggiunto Mauro- desidero aggiungere la mia personale soddisfazione per l'esemplare dimostrazione di compattezza e preparazione dei reparti militari e del personale civile della Difesa che hanno preso parte all'evento". "Una manifestazione -ha sottolineato- caratterizzata da sobrietà e compostezza, che l'eccellente condotta di tutti i partecipanti ha contribuito a rendere solenne ed emozionante, suscitando l'unanime consenso dei numerosi cittadini presenti. Ciò - osserva - a conferma dello straordinario legame che unisce gli italiani alle proprie forze armate, i cui uomini e donne hanno scelto di servire la Patria, la libertà e il bene collettivo, anche a rischio dell'estremo sacrificio". ''La festa del 2 giugno è di grande importanza per tutti. Il suo significato è sempre attuale. Abbiamo tanti nostri soldati in missione all'estero, impegnati in operazioni di peace-keeping'', dice il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che oggi ha partecipato alla parata per celebrare la festa della Repubblica. ''E' una festa -rimarca- che deve continuare, sempre nel segno della sobrieta''. ''L'importanza delle missioni italiane nel mondo è sotto agli occhi di tutti'', sottollinea il presidente della commissione Esteri di Montecitorio, Fabrizio Cicchitto. ''Il 2 giugno -aggiunge- è una festa che deve continuare a essere onorata, anche per il rispetto che tutta una comunità nazionale deve osservare nei confronti di chi quotidianamente mette a repentaglio anche la vita per difendere i valori della pace, della sicurezza e della democrazia''. ''Questa è e deve rimanere una festa nazionale, simbolo di unità e coesione, in particolare in un momento critico come quello che stiamo vivendo'', afferma il vice presidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli. ''Inoltre -continua- è doveroso ricordare in questa giornata lo straordinario impegno degli oltre 5.300 militari italiani impegnati nelle missioni internazionali. Massima partecipazione ed emozione al passaggio dei fucilieri del Battaglione San Marco: confido nel massimo impegno del governo per una soluzione giusta e rapida della vicenda dei due maro' Latorre e Girone''. "Il 2 Giugno è un atto di amore, un debito di amore verso la famiglia militare", sottolinea in un'intervista a Radio Vaticana, monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l'Italia, aggiungendo che "in questa giornata di Festa della Repubblica, ricordiamo i nostri militari come amici, come persone a cui siamo legati con affetto e riconoscenza per il dono della pace, che hanno seminato con le gocce appassionate del loro sangue anche in terra lontana". "Cade oggi il 67° anniversario dallo storico momento in cui l'Italia, a larga maggioranza, scelse di abbracciare la Repubblica: senza ombra di dubbio, un passaggio fondamentale nel consolidamento di un sistema politico che avrebbe portato benefici fino ad allora sconosciuti", ricorda il presidente dell'Ucei, l'Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, esortando a "difendere i valori della Repubblica da chi propaga idee distruttive e destabilizzanti". A sottolineare il 2 giugno anche il mondo sindacale. "La Costituzione è la vera casa condivisa di questo Paese e non è un caso che si fondi sul lavoro'' dice Susanna Camusso. ''E' dal lavoro che parte l'idea che il Paese intero vuole liberarsi dal fascismo e la Costituzione dice con straordinaria chiarezza che non c'è unione senza lavoro. Occorre ricostruire un'idea comune del Paese" è l'appello del segretario generale della Cgil. ''Uniti per costruire la ripresa. Occorre coesione, coraggio e chiarezza di intenti in un momento difficile per la vita del Paese''. dice il segretario generale dell'Ug, Giovanni Centrella. ''Non è tagliando la parata militare che si fanno risparmi'', rimarca il leader dell'Ugl, ''ci sono tanti modi e forme per tagliare sprechi e far ripartire il Paese. Le priorità -conclude il numero uno del sindacato di via Margutta- sono la lotta alla disoccupazione giovanile e la detassazione''.
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