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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA MONDO SARDEGNA AGRICOLTURA Falsi made in Sardinia, isola stritolata dalle truffe

20 Febbraio 2015, 15:37pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA MONDO SARDEGNA AGRICOLTURA Falsi made in Sardinia, isola stritolata dalle truffe
NEWS ITALIA MONDO SARDEGNA AGRICOLTURA Falsi made in Sardinia, isola stritolata dalle truffe

INSERITO DA ELSA COPPA NUORO. C’è l’olio di Sardegna prodotto in Spagna o in Grecia, la peretta sarda di latte olandese, il vino simil cannonau della rinomata cantina barbaricina che arriva dalla Sicilia o lo pseudo vermentino vinificato a Bolzano, il pane carasau impastato e cotto a Pordenone. E il pecorino romeno (non è un refuso: è un pecorino romano, il formaggio più esportato dell’isola, ma prodotto a Timisoara, in Transilvania). Potrebbe continuare a lungo l’elenco di cibi che sfruttano l’immagine più genuina e tradizionale dell’isola per ritagliarsi importanti fette di mercato: nazionale e internazionale, ma anche interno della Sardegna.

Come difendersi da un fenomeno in continua crescita, non immune nei casi più gravi da falsi alimentari che potrebbero mettere a rischio la salute dei consumatori? Se n’è parlato ieri al seminario “Contraffazione alimentare e made in Italy” organizzato dalla Coldiretti in collaborazione con la Camera di commercio, il cui presidente Agostino Cicalò in apertura d’incontro ha segnalato il danno economico derivante da quella che nel migliore dei casi è concorrenza scorretta verso chi produce in modo certificato e trasparente. «È un furto alle imprese – ha detto – che sottrae risorse e ricavi». Ancora più duroSimone Cualbu, presidente della Coldiretti interprovinciale Nuoro e Ogliastra: «Diciamo agromafia e pensiamo a stereotipi datati, invece l’abbiamo anche in casa. È un fenomeno liquido, come dice il magistrato Gian Carlo Caselli, capace di insinuarsi dappertutto e ledere gli interessi di produttori e consumatori».

PAOLO MERLINI LA NUOVA SARDEGNA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA ORISTANO Amianto: Isola in ritardo su bonifiche

20 Febbraio 2015, 15:37pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA ORISTANO Amianto: Isola in ritardo su bonifiche
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA ORISTANO Amianto: Isola in ritardo su bonifiche

INSERITO DA ANGELA CECERE 4 morti in 2 anni e oltre 1000 a rischio, scatta Piano Regione ORISTANO, Sono 4 i morti in 2 anni, solo a Oristano, 1.089 gli ex esposti a rischio e sotto osservazione sanitaria. Drammatico il problema della presenza dell'amianto nell'Isola: a 20 anni dalla legge che ne ha vietato l'uso ci sono ancora da bonificare oltre 1700 siti pubblici, comprese scuole e ospedali, e migliaia di edifici privati, 500mila mc di materiali con amianto. Sono i dati della prima Conferenza regionale sull'amianto organizzata dalla Regione per presentare il Piano di smaltimento e bonifica.

ANSA

20.02.2015.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA TRAFFICO IN TILT Incidente a Borgarello, code in ingresso a Pavia Tre feriti nello schianto sulla statale 35

20 Febbraio 2015, 15:33pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA TRAFFICO IN TILT Incidente a Borgarello, code in ingresso a Pavia Tre feriti nello schianto sulla statale 35
NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA TRAFFICO IN TILT Incidente a Borgarello, code in ingresso a Pavia Tre feriti nello schianto sulla statale 35

INSERITO DA ELSA COPPA BORGARELLO. Tre feriti (non gravi) e traffico in tilt sulla ex statale 35, in ingresso a Pavia. Poco dopo le 8 una Panda che stava uscendo da Borgarello allo svincolo el ponte si è scontrata con una Punto che stava transitando sulla ex statale. Incidente non grave, ma che ha mandato in tilt il traffico della mattina in ingresso a Pavia. E' stato necessario l'intervento dei pompieri, e di una equipe del 118 oltre a quello delle forze dell'ordine per gestire il caos traffico.

LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA PAVIA Due donne pestate a sangue, caccia all'aggressore seriale

20 Febbraio 2015, 15:28pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA PAVIA Due donne pestate a sangue, caccia all'aggressore seriale
NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA PAVIA Due donne pestate a sangue, caccia all'aggressore seriale

INSERITO DA ELSA COPPA

PAVIA.L'altra sera ha aggredito e pestato una 40enne a Voghera nel posteggio della Cameron, poi è fuggito verso Pavia con l'auto che ha rapinato alla donna. Arrivato a San Martino è entrato nel posteggio del Bennet, ha abbandonato la Peugeot 207 che aveva rubato, ed ha aggredito una 42enne picchiandola selvaggiamente perchè lei non voleva dargli le chiavi dell'auto. Prima i pugni poi, quando la donna è caduta a terra, i calci. Si sono avvicinati in molti e l'uomo è fuggito, questa volta a piedi visto che non era riuscito a prendere la seconda auto. La prima ipotesi è che il rapinatore temesse di essere stato riconociuto e quindi volesse cambiare auto per fuggire, ma non è nemmeno escluso che la prima auto si fosse guastata. Ora la polizia è a caccia dell'aggressore seriale.

LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA CAGLIARI Bonifiche Portovesme srl: tutti assolti

20 Febbraio 2015, 15:25pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA CAGLIARI Bonifiche Portovesme srl: tutti assolti
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA CAGLIARI Bonifiche Portovesme srl: tutti assolti

INSERITO DA ANGELA CECERE Niente prescrizione nel processo a Cagliari su gestione rifiuti CAGLIARI, Respinta la richiesta di prescrizione dei reati per il presunto traffico di rifiuti e le mancate bonifiche alla Portovesme srl: il giudice del Tribunale di Cagliari, Sandra Angioni, ha detto no al Pm Enrico Lussu e si è pronunciata nel merito assolvendo con formula piena "per non aver commesso il fatto" entrambi gli imputati, l'amministratore delegato dell'azienda Carlo Lolliri e il responsabile tecnico dello stabilimento Aldo Zucca.

La decisione è stata assunta dopo una breve camera di consiglio. Bisognerà attendere 15 giorni per conoscere la motivazione, tuttavia dalla formula assolutoria appare chiara la commissione dei reati - quindi l'inquinamento c'è stato - ma non sono riconducibili a Lolliri e Zucca.
L'inchiesta era stata aperta nel 2010, ma i reati sarebbero stati commessi in un periodo precedente, dopo un accertamento in alcune aree nelle vicinanze della fabbrica. Le contestazioni riguardano "le procedure per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati" e la gestione di "una ingente quantità di rifiuti speciali pericolosi".
All'esterno del Palazzo di giustizia, nuovo presidio del Comitato ambientalista "Chi inquina paga", una trentina di persone in rappresentanza di associazioni, cittadini e istituzioni che sono costituiti parte civile.

ANSA

20.02.2015.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA FIRENZE Mattarella inaugura corsi Scuola magistratura

20 Febbraio 2015, 15:15pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA FIRENZE Mattarella inaugura corsi Scuola magistratura
NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA FIRENZE Mattarella inaugura corsi Scuola magistratura

INSERITO DA ANGELA CECERE Capo dello Stato sarà martedì prossimo a villa Castel Pulci FIRENZE, Il Capo dello Stato Sergio Mattarella martedì inaugurerà i corsi di formazione per il 2015 della Scuola superiore della magistratura di villa di Castel Pulci a Scandicci. L'intervento di Mattarella concluderà la cerimonia alla quale presenzierà anche il presidente del Senato Pietro Grasso. Il programma prevede la prolusione del presidente della Scuola Valerio Onida a cui seguiranno gli interventi del vice presidente del Csm Giovanni Legnini e del ministro della Giustizia Andrea Orlando.

ANSA

20.02.2015.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA GROSSETO Trasfusione sbagliata, in due a giudizio

20 Febbraio 2015, 15:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA GROSSETO Trasfusione sbagliata, in due a giudizio
NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA GROSSETO Trasfusione sbagliata, in due a giudizio

INSERITO DA ANGELA CECERE In ospedale Grosseto morì uomo di 76 anni - GROSSETO, Morì dopo essere stato sottoposto a una trasfusione sbagliata all'ospedale di Grosseto. L'uomo, Sergio Fiorini, di 76 anni, era ricoverato nel reparto di rianimazione da qualche giorno.
Oggi il gup del tribunale di Grosseto ha rinviato a giudizio il medico di turno e l'infermiera che sbagliò ad inserire l'ago nel braccio del paziente con la sacca di sangue sbagliata. La prima udienza del processo è stata fissata per il 9 giugno.

ANSA

20.02.2015.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Crollano muri, si allaga pure il Pronto soccorso a Modica

20 Febbraio 2015, 14:56pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Crollano muri, si allaga pure il Pronto soccorso a Modica
NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Crollano muri, si allaga pure il Pronto soccorso a Modica

INSERITO DA ELSA COPPA Acqua pure dentro il centro sociale di Frigintini. Diversi cedimenti in molte parti della città vicino a corso Sicilia, auto «schiacciata» dalle pietre.

MODICA. In città si contano i danni nel giorno in cui il maltempo ha concesso una tregua. Le abbondanti piogge di problemi ne hanno creati. Vigili del fuoco, Protezione Civile e le varie forze dell'ordine nell'intera giornata di mercoledì sono stati impegnati su ogni fronte. All'Ospedale Maggiore è stato necessario posizionare alcuni secchi per raccogliere la pioggia che si era infiltrata al Pronto Soccorso. Medici, infermieri e i pochi ausiliari disponibili, hanno dovuto “curare” non solo i degenti ma anche le infiltrazioni che hanno raggiunto il corridoio di quella che è la divisione di prima emergenza, peraltro già priva di pannelli ai soffitti.

«C'è un problema da un terrazzo – spiega il direttore sanitario, Piero Bonomo -. Abbiamo segnalato la situazione all'Ufficio Tecnico dell'Asp che dovrebbe ovviare all'inconveniente». A Modica Alta, in una traversa di corso Sicilia, le abbondanti piogge hanno fatto crollare quasi venti metri di muro a secco alto, per un’altezza di alcuni metro. Il muraglione di contenimento di un terrapieno, è finito sopra una fiammante Opel, immatricolata da poche settimane. I massi hanno sfondato la parte anteriore del veicolo compreso il parabrezza. Immaginabile la rabbia dei proprietari. I danni sono considerevoli. L'area interessata è privata. Infiltrazioni anche all'Istituto Comprensivo Piano Gesù di Modica Alta. Nella frazione agricola di Frigintini si è allagato il Centro Sociale.

SARO CANNIZZARO IL GIORNALE DI SICILIA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Cocò, ucciso a 3 anni a Cosenza: «lo hanno ammazzato perché il nonno voleva pentirsi»

20 Febbraio 2015, 14:53pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Cocò, ucciso a 3 anni a Cosenza: «lo hanno ammazzato perché il nonno voleva pentirsi»
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Cocò, ucciso a 3 anni a Cosenza: «lo hanno ammazzato perché il nonno voleva pentirsi»

INSERITO DA ELSA MOTTA COSENZA - Giuseppe Iannicelli, l'uomo assassinato a Cassano allo Ionio nel gennaio del 2014 insieme alla compagna marocchina Betty Taoussa ed al nipotino di tre anni Nicola Cocò Campolongo, aveva manifestato l'intenzione di pentirsi in una lettera inviata alla moglie. Della lettera - scrive la Gazzetta del Sud - avrebbe parlato il fratello di Giuseppe Iannicelli, Battista, agli inquirenti che indagano sulla cosca «degli zingari» operante a Cassano Ionio e le sue dichiarazioni sarebbero agli atti dell'inchiesta che nei giorni scorsi ha portato a 33 fermi eseguiti dalla guardia di finanza. Giuseppe Iannicelli era stato condannato in quanto ritenuto a capo di un gruppo di spacciatori operanti nella Sibaritide. Della lettera, secondo quanto scrive la Gazzetta, gli investigatori non avrebbero, però, trovato traccia.

IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA 'Ndrangheta: estradato in Italia boss Pantaleone Mancuso Accusato di duplice tentato omicidio, era latitante in Argentina

20 Febbraio 2015, 14:36pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA 'Ndrangheta: estradato in Italia boss Pantaleone Mancuso Accusato di duplice tentato omicidio, era latitante in Argentina
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA 'Ndrangheta: estradato in Italia boss Pantaleone Mancuso Accusato di duplice tentato omicidio, era latitante in Argentina

INSERITO DA ELSA COPPA Pantaleone Mancuso, 53 anni, detto Zio Luni "L'ingegnere", esponente di spicco dei Mancuso, una 'ndrina di Limbadi e Nicotera che opera nel settore del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e considerata dagli organi investigativi come la cosca più potente della Calabria sita ed operante in provincia di Vibo Valentia, è stato estradato questa mattina a Roma da Buenos Aires. Accusato di duplice tentato omicidio e associazione mafiosa, il boss era stato arrestato in latitanza lo scorso agosto a Puerto Ignazù, in Argentina, mentre stava cercando di oltrepassare il confine con il Brasile a bordo di un pullman. Ad accompagnare Mancuso in Italia con un volo di linea dell'Alitalia partito da Buenos Aires ed atterrato questa mattina a Fiumicino, funzionari dell'Interpol. Le manette ai polsi, un giaccone lungo indossato sopra una tuta di colore azzurro, il boss, dopo il foto segnalamento e la notifica dell'arresto avvenuta negli uffici della Polizia Giudiziaria del Leonardo da Vinci, ha quindi lasciato lo scalo con un cellulare della Polizia Penitenziaria ed è stato condotto nel carcere romano di Rebibbia.

Pantaleone Mancuso era ricercato dallo scorso aprile, quando nei suoi confronti era scattato il fermo indiziario per il tentato omicidio ai danni di Romana Mancuso e del figlio Giovanni Rizzo (rispettivamente sua zia e cugino). Il boss, detto "l'ingegnere", e il figlio Giuseppe sarebbero i killer che il 26 maggio del 2008 ridussero in fin di vita le due vittime per mettere fine ad una serie di dissidi nati all'interno della stessa "famiglia". Fatti, questi, ricostruiti dagli inquirenti attraverso al testimonianza di Ewelina Pytlarz, ex moglie di un altro cugino di Pantaleone, che da tempo collabora con i magistrati. L'agguato avvenne nella campagna vibonese dove le vittime furono trovate ancora vive, ma massacrate a colpi di Ak47 e pistola. Carabinieri e poliziotti trovarono sul terreno 26 bossoli 7.62, 7 bossoli 9x9 e 2 ogive deformate. Munizioni compatibili con armi calibro 9 e con i kalashnikov. Il successivo ritrovamento di una pistola 9x21 con un colpo in canna, di un serbatoio per Ak 47 e di una pistola Walther 7.65 con matricola punzonata, orientarono i sospetti su "l'ingegnere" e sul figlio, entrambi irreperibili. Giuseppe si rifece vivo solo dieci giorni dopo il tentato omicidio, il padre invece dopo 29 giorni. Fornirono versioni che gli inquirenti ritennero inverosimili, ma le prove a loro carico non erano sufficienti per un'incriminazione immediata. Ad aprile scorso, la testimone di giustizia ha invece consentito di riaprire il caso. Nel frattempo Giuseppe Mancuso era finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano "Grillo parlante 2", mentre il padre si era dato alla macchia. Quando lo scorso agosto è stato arrestato a Puerto Ignazù, in Argentina, "l'ingegnere", secondo gli inquirenti, si stava probabilmente andando in Patagonia dove la "famiglia" è proprietaria di alcuni possedimenti ANSA

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