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news italia e dal mondo

LOMBAERDIA NEWS Lodi: scarcerato il sindaco Uggetti

14 Maggio 2016, 11:05am

Pubblicato da Alessia Chianese

LOMBAERDIA NEWS Lodi: scarcerato il sindaco Uggetti

DI ALESSIA CHIANESE Dopo 10 giorni trascorsi a San Vittore, Simone Uggetti lascia il carcere. Il gip di Lodi, Elisabetta Ciriaco, ha concesso gli arresti domiciliari al sindaco di Lodi che era arrestato il 3 maggio scorso con l'accusa di aver pilotato il bando di gara per la gestione estiva di due piscine comunali scoperte con la finalità di ottenere consenso politico. Concessi i domiciliari anche all'avvocato Cristiano Marini, detenuto a Pavia. I due erano finiti in carcere per il pericolo di inquinamento probatorio perché, secondo le indagini, avrebbero tentato di fare sparire alcuni dati dai computer e di carpire informazioni sulle indagini.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Migranti, Austria sospende muro al Brennero. Frontex: in Italia più arrivi che in Grecia

14 Maggio 2016, 11:04am

Pubblicato da Alessia Chianese

NEWS ITALIA E DAL MONDO Migranti, Austria sospende muro al Brennero. Frontex: in Italia più arrivi che in Grecia
NEWS ITALIA E DAL MONDO Migranti, Austria sospende muro al Brennero. Frontex: in Italia più arrivi che in Grecia

DI ALESSIA CHIANESE Nuovo incontro Alfano-Sobotka. Il ministro tedesco Schaeuble: "Anche Vienna dovrebbe aiutare l'Italia, invece di reintrodurre i controlli". Il Papa: "Risposte oltre l'emergenza". Boldrini: "I muri non sono la risposta". Mattarella: "In Ue toni sconsiderati". Msf accusa l'Europa: "Firmando accordo con Turchia venuta meno a "responsabilità morali e legali"

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PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA Bari: scarcerato il presunto terrorista

13 Maggio 2016, 11:02am

Pubblicato da Alessia Chianese

PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA Bari: scarcerato il presunto terrorista

DI ALESSIA CHIANESE Torna in libertà a Bari il presunto terrorista Hakim Nasiri, 23enne afghano fermato due giorni fa dai carabinieri baresi su disposizione della Dda con l'accusa di associazione finalizzata al terrorismo internazionale di matrice islamica. E a Milano il gip non convalida il fermo di Zulfikar Amjad, che però resta in carcere sulla base sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bari per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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SEZ.SICILIA NEWS Sicilia Aborti in clinica, due fermati a Messina Aborti in clinica, due fermati a Messina A Messina, ginecologo e anestesista indagati per concussione

12 Maggio 2016, 13:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.SICILIA NEWS  Sicilia Aborti in clinica, due fermati a Messina Aborti in clinica, due fermati a Messina A Messina, ginecologo e anestesista indagati per concussione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MESSINA, - La polizia di Stato ha fermato a Messina un ginecologo e un anestesista accusati di spingere le pazienti a scegliere un intervento di interruzione di gravidanza in uno studio privato a pagamento. Il provvedimento eseguito dalla squadra mobile e dalla Stradale, che ipotizza i reati di concussione e peculato, è stato emesso dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci e dal sostituto Marco Accolla. Agenti della polizia postale del compartimento Sicilia orientale di Catania stanno eseguendo perquisizioni nel server dei due ospedali dove gli indagati lavorano: il Papardo e il Piemonte. I due medici sono considerati responsabili di avere convinto donne ad abortire nello studio privato di uno dei due. Struttura che, secondo gli investigatori, sarebbe stata priva dei prescritti requisiti. Le pazienti erano dirottate dalle strutture pubbliche. Per la Procura i due ingannavano le vittime sostenendo falsamente che l'intervento in ospedale non fosse possibile per mancanza di posti e per lunghe liste d'attesa.

I due fermati sono Giuseppe Luppino, primario del reparto di Anestesia e rianimazione dell'ospedale Papardo-Piemonte, e il dirigente medico Giovanni Cocivera, della divisione di Ostetricia e ginecologia, sempre del Papardo. ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA Mare: Puglia;mantiene 11 Bandiere blu con ingresso Carovigno Fee non conferma invece riconoscimento a Monopoli

12 Maggio 2016, 13:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BARI, - Con l'ingresso di Carovigno (Brindisi) e l'uscita di Monopoli (Bari) la Puglia mantiene intatto il numero di Bandiere blu conquistate l'anno scorso: anche nel 2016, infatti, sono 11 i Comuni del 'tacco' d'Italia che ricevono il riconoscimento internazionale della Foundation for Environmental Education (Fee), che premia la qualità delle acque di balneazione ma anche il turismo sostenibile, l'attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche. I comuni Bandiera blu sono: Margherita di Savoia (Barletta-Andria-Trani); Polignano a mare (Bari); Fasano, Ostuni e Carovigno (Brindisi); Castellaneta e Ginosa (Taranto); Melendugno, Otranto, Castro e Salve (Lecce). Proprio per difendere la qualità delle acque, il turismo e in genere l'economia del mare della Puglia, il governatore, Michele Emiliano, è stato tra i principali attivisti nella recente campagna referendaria sulle trivellazioni in mare. Il presidente della Regione sosteneva il sì per l'abrogazione della norma che concede lo sfruttamento dei giacimenti fino al loro esaurimento naturale. (ANSA).

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Presi scafisti sbarco a Reggio,c'é donna Provvedimenti Gip eseguiti da Squadra mobile e Guardia finanza

12 Maggio 2016, 13:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Presi scafisti sbarco a Reggio,c'é donna Provvedimenti Gip eseguiti da Squadra mobile e Guardia finanza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO CALABRIA- La Squadra mobile di Reggio e la Guardia di finanza hanno fermato quattro persone con l'accusa di essere gli scafisti dello sbarco di 950 migranti avvenuto sabato scorso nel porto della città dello Stretto con la nave della Marina norvegese "Siem Pilot", impegnata nel programma Frontex. Il fermo dei quattro scafisti si é poi tramutato in arresto con l'emissione da parte del Gip, su richiesta della Procura, delle ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra gli scafisti, ed é la prima volta che accade, secondo gli investigatori, c'é anche una donna, Salwa Salman, di 27 anni, libica. Ai quattro arrestati viene contestato il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo quanto é emerso dalle indagini, ai migranti, durante il viaggio dalla costa libica in Italia, non sono stati mai forniti né acqua, né cibo. ANSA

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SARDEGNA NEWS Coniugi trovati morti in casa nel Cagliaritano: è un duplice omicidio

12 Maggio 2016, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

La casa dove sono stati trovati i cadaveri dei due coniugi (foto di Mario Rosas)

La casa dove sono stati trovati i cadaveri dei due coniugi (foto di Mario Rosas)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SETTIMO SAN PIETRO. Due coniugi sono state trovati morti in una casa a Settimo San Pietro, nell'area metropolitana di Cagliari. Si tratta di Giuseppe Diana (67 anni) e Luciana Corgiolu (62 anni). Nessun dubbio sul fatto che siano stati uccisi anche se, al momento, gli inquirenti non forniscono ulteriori informazioni. A dare l’allarme è stato un parente che è entrato nella casa della coppia preoccupato perchè non riusciva a mettersi in contatto con loro. Sul posto sono intervenuti gli uomini della squadra mobile della questura di Cagliari guidati dal dirigente Alfredo Fabbrocini. Nel frattempo, uno dei due figli adottivi delle vittime, Alessio, di 24 anni, è stato già rintracciato dalla polizia e sta arrivando nell'abitazione dei genitori. Non ci sono tracce, invece, del fratello Igor, pizzaiolo di 28enne che vive nell' abitazione della coppia uccisa. L'ultima volta è stato visto ieri sera in un bar. Non si trova nemmeno l'auto della famiglia. I conoscenti parlano di un nucleo familiare tranquillo, anche se proprio con il figlio maggiore ci sarebbero stati in passato discussioni e litigi. I cadaveri sono stati scoperti intorno alle 9.30 di oggi 11 maggio. Quello del 67enne è stato trovato al piano inferiore, mentre quello della donna al superiore. Al momento non sono stati rintracciati i due figli adottivi della coppia, nati in Bielorussia, uno di 24 anni e il maggiore di 28 anni, militare. Diana era un cuoco in pensione, mentre la moglie era ostetrica. Sarebbero stati uccisi 48 ore prima del ritrovamento. Quasto, almeno, è quanto emerso dai primi accertamenti eseguiti dal medico legale e dagli investigatori. Quanto alle modalità del delitto, il magistrato parla di "arma bianca", un coltello o simile, ma anche di un corpo contundente, forse usato per stordire la coppia prima di uccidere con l'arnese da taglio. Gli investigatori, dopo il sopralluogo in casa, confermano che molti oggetti sono sporchi di sangue.

FONTE LA NUOVA SARDEGNA

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TOSCANA NEWS TRAGEDIA DI MONTEBORO Il soccorso disperato di due medici per strappare Samuele alla morte

12 Maggio 2016, 13:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA EMPOLI. Due medici, un defibrillatore, decine di occhi increduli di fronte a quel ragazzo disteso per terra, nello spogliatoio. Passano pochi minuti e la speranza viene travolta dalla disperazione. Il cuore di Samuele Cianci, smette di battere per sempre. Centro sportivo di Monteboro. Sono passate da poco le 22 di lunedì 9 maggio e il ventenne empolese è rientrato nello spogliatoio dopo la solita partita di calcetto con gli amici. Si accascia al suolo, improvvisamente, privo di sensi. I ragazzi, che capiscono subito la gravità della situazione, escono a chiedere aiuto. Nell’altro campo è in corso una partita di calcio amatoriale Uisp, valida per la coppa di Lega: «C’è bisogno di un medico, correte», gridano dal cancello. Il guardalinee è Sergio Cacialli, responsabile di ortopedia alla clinica Leonardo di Sovigliana. E in campo, con la maglia del Corniola Emmetex (contro il Boccaccio, la partita è stata sospesa e poi rinviata), c’è Andrea Grassi, laureato in medicina, specializzando a Siena. 

 

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Corrono entrambi verso lo spogliatoio: «Samuele era in arresto cardiaco, era cianotico e vomitava - racconta Cacialli -. I ragazzi erano anche stati bravi a metterlo appoggiato su un fianco, ma la situazione era disperata. Io e Andrea abbiamo iniziato le manovre di rianimazione: massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca. E per un attimo il cuore ha anche ripreso a battere».
 
Ma si è nuovamente fermato poco dopo. Non si sono arresi: «Ci hanno portato anche il defibrillatore in dotazione all’impianto. Abbiamo piazzato la piastra - racconta Grassi - e proprio in quel momento sono arrivati i soccorritori del 118». Che hanno portato avanti, disperatamente, le manovre: ma il cuore di Samuele si è fermato per sempre. Nonostante i soccorsi tempestivi e la presenza (casuale) di professionisti, che hanno iniziato il massaggio al massimo un paio di minuti dopo il malore.
 
La disperazione della mamma di...
La disperazione della mamma di Samuele davanti agli spogliatoi di Monteboro (Foto Agenzia Carlo Sestini)
 
E anche l’ambulanza è arrivata rapidamente, ma non c’è stato niente da fare: «Non ho chiuso occhio per tutta la notte - confessa Sergio - e anche se faccio questa professione da 39 anni e ho lavorato anche in pronto soccorso, questa tragedia mi ha colpito profondamente, anche perché sono padre di due figli e mi sono messo nei panni dei genitori». Daniele e Paola sono stati raggiunti dalla telefonata maledetta mentre erano al ristorante per festeggiare il loro 30° anniversario di matrimonio: «Proprio ieri (domenica 8 maggio), dopo tanto tempo, avevamo pranzato tutti insieme per la festa della mamma», ripeteva il padre sotto-choc, lunedì sera davanti allo spogliatoio dell’impianto di Monteboro, teatro di tante serate trascorse in allegria da Samuele. Che aveva anche un’altra “casa” del cuore, legata al pallone, a Santa Maria. Martedì mattina era un silenzio assordante quello che avvolgeva il campo sportivo.
 
La casa della famiglia Cianci in via...
La casa della famiglia Cianci in via Carraia a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
 
Batte forte il sole su quell'erba sintetica dove “Ciancino” - come lo chiamavano gli amici - coltivava la sua grande passione per il pallone, proprio a poche decine di metri dal distributore di benzina dei genitori. Quello era il suo piccolo mondo, un mondo che si è sbriciolato in mille pezzi, all'improvviso, in una serata d'inizio maggio, dopo una banale partita di calcetto. Negli uffici, a rimettere a posto alcune carte c'è il presidente del sodalizio gialloblù, Giuseppe Pignatello, che con le lacrime agli occhi e le mani a coprirsi la faccia cerca di trovare una spiegazione a quello che è successo. Samuele, che amava il calcio ed era tifosissimo dell’Empoli, aveva iniziato a giocare in quel campetto da quando aveva 6 anni e in quegli spogliatoi ha lasciato un ricordo indelebile. «Ancora non riesco a crederci - racconta Pignatello con un filo di voce - . Conosco lui e la sua famiglia da tanti anni. Era un ragazzo d'oro, sempre corretto, mai una parola fuori posto. Ci mancherà davvero tanto». 
 
Già, perché Samuele lo conoscevano tutti, come tutti conosco suo padre per molti anni dirigente accompagnatore del Santa Maria e oggi guardalinee al seguito della prima squadra. Samu ha indossato quella maglia per tanti anni, poi si era rotto i legamenti, aveva avuto qualche problema al menisco e allora aveva allentato al presa. Anche quest'anno si era tesserato ma non aveva mai giocato preferendo andare a divertirsi con gli amici a giocare a calcetto. 
Anche per questa stagione aveva effettuato regolarmente la visita medico-sportiva che sarebbe scaduta ad ottobre 2016 e risultava perfettamente in regola. «Non aveva mai avuto problemi sotto questo punto di vista - dice ancora Giuseppe - era un ragazzo sano, ma soprattutto allegro ed educato». Era un centrocampista, di quelli che quando sono in giornata non riesci mai a prenderli. Lo sa bene Valis Bagnoli, fondatore ed ex presidente del Santa Maria, che riguarda le foto e i vecchi cartellini di Samuele. «Lo abbiamo visto crescere - racconta mentre guarda uno dei primi tesserini firmati da Samuele, con appiccicata la foto di quando ancora era un bambino - . Non ci sono parole per descrivere quello che stiamo provando in questo momento, siamo distrutti». E poi i ricordi di vittorie (tante), delle sconfitte, di quel torneo in Francia in cui Samu e i suoi compagni si divertirono come pazzi. Del torneo dell'oratorio di Sant'Andrea in cui era stato premiato come calciatore più sportivo. Adesso restano solo i racconti, ma in quel campo, quel centrocampista intraprendente continuerà a correre per sempre. Anche per questo martedì 10 maggio sera, prima dell'inizio delle partite dei tornei è stato effettuato un minuto di raccoglimento e i calciatori del Santa Maria hanno indossato il lutto al braccio. 
 
Intanto, per chiarire le cause dell’improvviso decesso, la magistratura ha disposto l’autopsia che verrà fatta giovedì 12 maggio all’istituto di medicina legale di Careggi a Firenze.
 
Il distributore della famiglia Cianci...
Il distributore della famiglia Cianci a Santa Maria (Foto Agenzia Carlo Sestini)
 
La tragedia di Monteboro ha sconvolto la città, dove Samuele, che avrebbe compiuto ventuno anni il prossimo 23 novembre, era molto conosciuto, così come tutta la sua famiglia, che vive in via Carraia a Empoli, meta in queste ore di un pellegrinaggio doloroso di amici e parenti, che cercano di confortare babbo Daniele, mamma Paola e la sorella maggiore, Valentina. 
I coniugi Cianci gestiscono il distributore di carburanti TotalErg di Santa Maria, attività associata di Confesercenti: anche il responsabile di zona, Lapo Cantini, ha inviato un messaggio di condoglianze alla famiglia.  Samuele, dopo aver conseguito il diploma di ragioniere all’istituto Fermi di Empoli, si era iscritto alla facoltà di Economia dell’Università di Pisa. Giocava a calcio da sempre ed era tifosissimo dell’Empoli. Che ha deciso di ricordarlo: una delegazione azzurra sarà presente al funerale, che sarà celebrato in Collegiata (probabilmente venerdì). 
E poi domenica 15 maggio, prima dell’ultima partita del campionato di serie A contro il Torino (alle ore 18 al Castellani), un giocatore dell’Empoli, probabilmente capitan Massimo Maccarone, porterà un mazzo di fiori sotto alla Maratona, dove il giovane assisteva alle partite dei suoi beniamini. E anche i tifosi azzurri stanno preparando un’iniziativa per ricordarlo. 
Anche l'assessore allo sport del comune di Empoli Fabrizio Biuzzi ha espresso tutto il suo cordoglio: «Quando ho appreso la notizia sono rimasto senza fiato - spiega - è una tragedia che colpisce tutta la nostra comunità. Quando se ne va un ragazzo così giovane è difficile trovare le parole. Ancora di più quando si tratta di uno sportivo che stava facendo probabilmente la cosa che più amava. Mi sento di esprimere tutta la mia vicinanza alla famiglia e di porgli le condoglianze. Quanto accaduto ci fa riflettere sull'importanza della sicurezza e dei soccorsi negli impianti sportivi. A quanto pare in questo caso sono state messe in atto tutte le procedure del caso, ma non si è mai troppo pronti o troppo preparati di fronte ad avvenimenti di tale portata». 
di Alessandro Marmugi e Francesco Turchi
IL TIRRENO
 

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LOMBARDIA NEWS PAVIA Lite in chat tra madri, accusa di stalking

12 Maggio 2016, 13:24pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

LOMBARDIA NEWS PAVIA Lite in chat tra madri, accusa di stalking

INSERITO DA UTENTE DEL WEB PAVIA. È bastata la “cacciata” da un gruppo di Whatsapp, dove tutte le mamme dei bambini della pallacanestro si tenevano in contatto, per far scoppiare il putiferio. Un affronto, per una donna di 36 anni di Pavia, che per la rabbia dell’offesa avrebbe cominciato a molestare, con messaggini, telefonate anonime e insulti per strada, la madre di un altro bambino, fino a quel momento sua amica. Si è ritrovata con una denuncia per stalking. Per questa accusa la procura di Pavia chiede il processo e il 12 maggio la donna dovrà presentarsi davanti al giudice, che dovrà decidere per il rinvio a giudizio o per il proscioglimento.

La giovane madre, che è difesa dall’avvocato Francesca Timi di Pavia, deve rispondere anche di lesioni per un presunto pestaggio avvenuto per strada. Le due donne, il 16 aprile 2015, hanno litigato mentre, in via Bignami, stavano portando i propri figli a basket e l’imputata avrebbe alzato le mani sulla rivale, una donna di 39 anni. “Colpevole” di avere sparlato di lei con le altre mamme, di avere avuto un ruolo nella cacciata dal gruppo di Whatsapp e di non avere invitato il proprio figlio alla festa di compleanno del suo bambino.

Sentita dagli inquirenti dopo la denuncia, la 36enne si è difesa spiegando che, in realtà, gli insulti e le botte erano state reciproche. Ha negato, invece, le molestie. Nonostante la difesa l’imputata, che abita in una via di Pavia piuttosto vicina a quella della rivale, ha avuto il divieto di avvicinarsi alla casa della vittima.

Nel capo di imputazione relativo all’accusa di stalking sono elencati gli episodi delle presunte molestie: insulti e minacce a ogni incontro per strada, ma anche messaggi su whatsapp e telefonate, molte delle quali anonime. Comportamenti che, secondo l’accusa, sarebbero andati avanti per circa un anno, dal dicembre 2014 allo stesso mese del 2015. Tutto sarebbe

partito da un alterco avuto dall’imputata con un’altra mamma. Un litigio che avrebbe avuto come conseguenza la cancellazione dal gruppo sul telefonino dove tutte le mamme dei bambini organizzavano gli appuntamenti per i propri figli.

FONTE DI MARIA FIORE LA PROVINCIA PAVESE

@mariafiore3

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Spari a Palazzo Chigi, Cassazione conferma 16 anni a Preiti

12 Maggio 2016, 13:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Spari a Palazzo Chigi, Cassazione conferma 16 anni a Preiti
NEWS ITALIA E DAL MONDO Spari a Palazzo Chigi, Cassazione conferma 16 anni a Preiti

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA E' definitiva la condanna a 16 anni per tentato omicidio per Luigi Preiti, l'uomo che nel giorno dell'insediamento del Governo Letta, il 28 aprile 2013, sparò ai carabinieri davanti a Palazzo Chigi. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione che ha rigettato il ricorso della difesa, che chiedeva il riconoscimento della seminfermità mentale, e accolto le richieste del pg che aveva sollecitato la conferma della condanna della Corte di appello di Roma del 10 febbraio 2015.

SKYTG24

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