Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MORENA MOTTA L’avviso di vendita è sul sito del Tribunale di Monza, nell’elenco degli immobili messi all’asta. Ma quello comparso da pochi giorni non è un avviso qualunque: riguarda la torre del Polo Tecnologico di Desio, il grattacielo da 90 metri d’altezza, 23 piani incompiuti, che doveva essere il fiore all’occhiello del Polo Tecnologico, invece è rimasto uno scheletro abbandonato. L’edificio progettato dagli Addamiano, ora nelle mani dei curatori fallimentari dopo il fallimento della società “Polo d’eccellenza”, è stato messo all’asta. Il prezzo base è di quasi nove milioni e mezzo di euro, esattamente 9.415.000 euro. L’offerta minima è di poco più di 7 milioni. La prima asta si terrà il 27 marzo presso l’istituto di vendite giudiziarie di Monza.«La vendita segna la svolta - commenta il sindaco Roberto Corti - Non si torna più indietro. Vedremo se il mercato risponderà. Sembra che ci siano degli interessi». «La messa all’asta era inevitabile - afferma Matteo Addamiano, il costruttore che ha voluto la torre - Non credo che possa essere venduta in prima battuta. Il problema, comunque, non è acquistarla, ma finirla e sapere cosa farci dentro. Io, comunque, ormai sono uno spettatore come gli altri».
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INSERITO DA MORENA MOTTA Tre arresti dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza per usura aggravata ai danni di due imprenditori brianzoli e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata all’alba di lunedì 23 gennaio nelle province di Monza Brianza e Pavia in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Milano.I tre, secondo le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, sono legati alla ’ndrangheta calabrese. Due di loro avevano base logistica in Brianza, il terzo invece risiedeva da qualche tempo a Pavia.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Immagini da fare accapponare la pelle: bagni trasformati nel rifugio dei tossicodipendenti che qui si riuniscono e si iniettano la dose passandosi la siringa. Siringhe abbandonate sul pavimento e sul lavandino, mozziconi di sigarette gettati per terra, avanzi di una cena frugale a base di brioche e patatine, sangue schizzato sulle pareti e il water riempito di carta igienica, contenitori delle siringhe e assorbenti. E persino una busta con dentro 50 euro, forse dimenticata dal pusher prima di fuggire disturbato dall’arrivo di qualche viaggiatore.
Questa è la fotografia dei servizi igienici della stazione di Monza. Le fotografie ci sono state inviate da un nostro lettore che frequenta quotidianamente lo scalo cittadino ed è stanco e schifato dalla stato di degrado che da alcune settimane c’è nei bagni, sia quello delle donne sia quello degli uomini.
La stazione al mattino
Negli ultimi giorni poi la situazione è degenerata. Una delle porte del bagno delle signore è stata divelta, rendendolo inagibile a meno che non so voglia essere osservate dalla banchina, sono state rotte anche le maniglie per aiutare i disabili a sollevarsi, le assi del bagno alcune settimane fa sono state divelte e buttate sui binari. Chi alza la voce rischia grosso: un operaio che lavora in stazione e aveva ripreso alcuni tossicodipendenti che avevano lasciato il bagno in condizioni pietose è stato minacciato con la siringa.
«Non ne possiamo più, è peggio che negli anni Settanta – ci spiega il lettore che ci chiede l’anonimato – è da circa un mese che i tossicodipendenti per iniettarsi la dose si rifugiano nei bagno, lasciando poi lo spettacolo indecoroso che vi ho fotografo». In alcuni momenti della giornata meglio evitare i bagni della stazione. «Da mezzogiorno in poi se avete bisogno dei servizi andate altrove. Tossicodipendenti e spacciatori iniziano a lavorare a quell’ora. Poi la sera la situazione degenera e la mattina gli addetti si trovano di fronte a bagni peggio di quelli delle stazioni più malfamate». I tossicodipendenti non hanno paura: anche in pieno giorno si chiudono in bagno per iniettarsi la dose. «Uomini nel bagno delle donne – prosegue – Ma anche gruppi di tre o quattro ragazzi e ragazze che si rintanano anche per mezz’ora dentro un bagno. Negli ultimi giorni è un costante intasare i wc gettandovi rotoli di carta igienica». Non hanno ritegno, non hanno vergogna. «Fatti i comodi loro abbandonano le siringhe per terra – aggiunge – Entrare nei bagni è un rischio, non solo per quello che trovi ma anche per chi potresti trovare».
Siringhe in stazione
«Da quando è stato chiuso il locale che era diventato rifugio di sbandati la situazione, come previsto, è notevolmente migliorata. I passeggeri che transitato in stazione sono più sereni: riceviamo un numero decisamente inferiore di segnalazioni, a riprova che la misura adottata è valida». Questa la risposta della Polfer della stazione che invita a non creare inutile allarmismo rispetto a una situazione perfettamente sotto controllo «tenendo conto che si tratta comunque di una stazione ferroviaria dove transitato ogni giorno migliaia di persone». Un aspetto, quest’ultimo, che si riflette anche sull’utilizzo e le condizioni dei bagni, servizi pubblici e in quanto tali non paragonabili a quelli di un hotel a cinque stelle. Se la situazione all’interno della stazione sembra più tranquilla, lo stesso vale anche per l’esterno dove le forze dell’ordine continuano i loro tradizionali presidi. E anche in questo caso la chiusura del “fortino” ha rappresentato un aspetto positivo: i raduni di stranieri proseguono sui lati Binario 7 piazza Castello e via Arosio, ma sono costantemente monitorati.
FONTE di Barbara Apicella e Roberto Magnani IL CITTADINO MB http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/eroina-alla-stazione-di-monza-le-foto-delle-siringhe-nei-bagni_1220512_11/
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INSERITO DA MORENA MOTTA È stata progettata come la stazione dei pendolari monzesi e brianzoli, ma, per ora, è solo una piccola favela nata in un contesto di totale abbandono. Così si presenta il cantiere, costato 206 milioni di euro, per il prolungamento della linea rossa della metropolitana da Sesto San Giovanni a Monza-Bettola. Nei giorni scorsi, dopo uno stop lungo due anni, è stato dato l’annuncio della prevista ripresa dei lavori a primavera ma l’area alle spalle dell’ex centro commerciale Auchan è in balia dell’incuria, abitata da un gruppo di famiglie rom che hanno occupato i prefabbricati prima riservati ad operai e tecnici del cantiere. Accanto hanno costruito baracche con assi di legno e teli di plastica nera che le avvolgono. All’interno di uno dei tuguri, ci sono letti, cuscini, una stufa a legna e una cucina improvvisata con un fornelletto da campeggio. Maria, l’unica abitante incontrata, dice che si sono sistemati lì “un anno fa” (Federico Berni).
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli agenti della polizia locale di Monza hanno scoperto una carrozzeria abusiva in zona via San Francesco. A portare avanti l’attività irregolare e non autorizzata un pensionato 65enne monzese che aveva adibito il locale, dove c’erano numerosi attrezzi da lavoro e addirittura un forno per la verniciatura delle auto, anche ad abitazione improvvisata.Il blitz degli agenti è scattato martedì pomeriggio dopo alcune segnalazioni di residenti che avevano evidenziato la ripetuta presenza nella zona, nei pressi di via Mentana, di pezzi di carrozzeria d’auto.l 65enne aveva allestito l’attività senza autorizzazione e per questo dovrà pagare una sanzione. All’attività sono stati posti i sigilli e le auto e le apparecchiature sequestrate. Segnalata inoltre l’assenza di un responsabile tecnico, indispensabile per supervisionare e certificare l’apparecchiatura. In corso verifiche per accertare le modalità di raccolta e smaltimento degli oli di lavorazione.Il pensionato è stato denunciato per l’illecita gestione di rifiuti e per la presenza di canne fumarie non a norma oltre che per aver cambiato la destinazione d’uso di parte dei locali, di sua proprietà.
FONTE di Roberto Magnani IL CITTADINO DI MONZA http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/monza-pensionato-fa-il-carrozziere-abusivo-denunciato_1220195_11/
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INSERITO DA MORENA MOTTA I Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Lodi hanno intercettato un ingente traffico di sostanza stupefacente (marijuana) diretta al mercato lombardo. Durante una serie di controlli finalizzati alla repressione dei traffici illeciti, disposti dal Comando Provinciale di Lodi sulle principali arterie stradali e snodi del traffico veicolare, una pattuglia in abiti civili e auto di copertura ha intercettato alla periferia di Lodi un insolito convoglio, composto da due autovetture ed un furgone. Uno degli automezzi era già noto per essere in uso a soggetti contigui ad ambienti criminali locali; inoltre, la colonna di automezzi procedeva con circospezione, lasciando al primo veicolo la funzione di staffetta, mentre gli altri due seguivano con andatura lenta e coordinata. La pattuglia delle Fiamme Gialle lodigiane ha proseguito a lungo un accorto pedinamento: giunti nella zona industriale di Muggiò (MB), i tre conducenti parcheggiavano gli automezzi nei pressi di un locale pubblico per farvi poi ingresso. Un finanziere, a quel punto, si avvicinava con accortezza ad una delle autovetture per verificare dai finestrini l’eventuale contenuto e notava che l’automezzo – privo dei sedili posteriori - era completamente stipato di panetti di marijuana semplicemente nascosti con una coperta. Veniva, quindi, circondata con circospezione la zona e si attendeva l’uscita dei tre dal bar per poi procedere al fermo degli stessi e ad un approfondito controllo di tutti gli automezzi. Non si rendeva necessario chiamare l’unità cinofila per rinvenire ulteriore stupefacente anche a bordo del furgone: complessivamente, la marijuana presente veniva quantificata in 520 Kg e sottoposta a sequestro. Si tratta di un quantitativo il cui valore al dettaglio può essere quantificato in circa 5 milioni di euro. I conducenti degli automezzi venivano identificati nei cittadini albanesi, L.A. 39 anni, residente a Treviglio (BG), P.A. 33 anni, senza fissa dimora, M.F. 28 anni, residente a Cologno al Serio (BG), tutti e 3 arrestati in flagranza. Al termine di tutte le attività, i tre cittadini albanesi sono stati accompagnati in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Monza. A seguito della predetta attività, è stata svolta un’altra perquisizione d’iniziativa presso un monolocale di Lodi Vecchio, nella disponibilità di uno degli arrestati, dove sono state rinvenuti ulteriori quantitativi di marijuana.
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DI MORENA MOTTA La Polizia Locale di Monza allerta i cittadini sulle truffe agli anziani: tre uomini, dichiarando di essere degli agenti, si sono presentati a casa di un donna 83enne, chiedendole di aprire la porta per firmare un documento che avrebbe autorizzato dei lavori non ben definiti. Prudentemente la donna non ha accettato la richiesta e ha subito allertato gli agenti, quelli veri.
Dal comando della Locale spiegano: “Invitiamo i cittadini a prestare molta attenzione a questo tipo di truffe e non aprire la porta. Per ogni dubbio rivolgersi alle centrali operative delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio“.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Ha scaricato abusivamente una quindicina di divani in una strada vicinale nella zona di via Po, pensando di farla franca. Ma non ha fatto i conti con gli agenti della Polizia locale, che tramite alcuni indizi sono riusciti a risalire al responsabile, un 65enne cesanese che si è beccato una sanzione di 600 euro oltre all’obbligo di rimuovere e smaltire il materiale abbandonato.
L'indagine dei vigili è partita da alcuni indizi lasciati sul posto e li ha portati fino in provincia di Savona, ma anche nei Comuni di Seregno, Cesano Maderno e Lazzate. Finché il cerchio non si è stretto intorno al cesanese.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Un pakistano di Seregno è stato denunciato a Monza.I vigili avevano controllato la sua auto, dove aveva lasciato al freddo il figlio di 12 anni, e lui ha dato in escandescenze. Nella macchina aveva un mattarello. Ha lasciato il figlio di 12 anni al freddo in auto per un’ora. E quando la Polizia locale di Monza lo ha controllato ha dato in escandescenze, beccandosi una denuncia. È successo a un pakistano di Seregno. L’auto era in via Borgazzi, non lontano dalla sede dei giudici di pace dove lo straniero doveva recarsi. In auto sotto il sedile aveva anche un mattarello. Il pakistano è risultato in cura al Cps.
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DI MORENA MOTTA Monza - Gli agenti della Polizia Locale durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato un'automobile parcheggiata contromano davanti all’ingresso del giudice di pace. Chiuso all’interno un 12enne, infreddolito e senza riscaldamento acceso. Alla domande degli agenti ha risposto di essere stato lasciato in auto dal padre circa un’ora prima.
Al sopraggiungere del genitore, un uomo di origine pakistana, sono scattati gli accertamenti e l’uomo ha dato in escandescenza. Urla, proteste e la minaccia di darsi fuoco. Portato al comando, hanno scoperto che l’uomo è in cura presso il Cps (centro psico sociale) e ora stanno provvedendo ad affidare il piccolo ai servizi sociali e alla madre. L'uomo dovrà ora rispondere di resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale e della condotta tenuta con il figlio.