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LOMBARDIA NEWS Covid: in Lombardia 4.916 casi e sette morti Sono saliti a 184 i pazienti in terapia intensiva

24 Ottobre 2020, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA MILANO, - Con 36.963 tamponi eseguiti è di 4.916 il numero di nuovi positivi registrati oggi in Lombardia, con una percentuale del 13,2%. Sono sette i deceduti, il che porta il totale dei morti dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus a 17.159. Per quanto riguarda i ricoveri sono saliti a 184 quelli in terapia intensiva (+28) e hanno superato i duemila quelli negli altri reparti, sono esattamente 2.013 con una crescita di 318.  © ANSA
   Sono 2.399 i nuovi positivi registrati a Milano, di cui 1.126 in città. Sono 752 a Monza, 301 a Varese, 237 a Brescia, 231 a Pavia, 206 a Como, 131 a Lecco, 122 a Bergamo, 108 a Lodi, 102 a Cremona, 87 a Mantova e 44 a Sondrio.

ANSA

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LOMBARDIA NEWS Covid: in Lombardia 4.916 casi e sette morti Sono saliti a 184 i pazienti in terapia intensiva

23 Ottobre 2020, 15:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE MILANO, 23 OTT - Con 36.963 tamponi eseguiti è di 4.916 il numero di nuovi positivi registrati oggi in Lombardia, con una percentuale del 13,2%. Sono sette i deceduti, il che porta il totale dei morti dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus a 17.159. Per quanto riguarda i ricoveri sono saliti a 184 quelli in terapia intensiva (+28) e hanno superato i duemila quelli negli altri reparti, sono esattamente 2.013 con una crescita di 318. (ANSA). Sono 2.399 i nuovi positivi registrati a Milano, di cui 1.126 in città. Sono 752 a Monza, 301 a Varese, 237 a Brescia, 231 a Pavia, 206 a Como, 131 a Lecco, 122 a Bergamo, 108 a Lodi, 102 a Cremona, 87 a Mantova e 44 a Sondrio. (ANSA) -

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LOMBARDIA NEWS Covid: coprifuoco a Milano, torna silenzio del lockdown

23 Ottobre 2020, 09:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coprifuoco a Milano © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il coprifuoco riporta a Milano il silenzio che caratterizzava le settimane del lockdown della scorsa primavera. Alle 23, quando è scattato il divieto di spostamenti sul territorio della Lombardia deciso dalla nuova ordinanza di Governo e Regione per limitare il coronavirus, le strade intorno a piazza XXIV Maggio non erano ancora deserte ma percorse da un paio di tram, qualche auto, taxi e alcuni rider in bici. Poco distante, lungo i Navigli, le pattuglie della Polizia locale hanno verificato che tutti i locali fossero chiusi. I camerieri avevano iniziato a ritirare sedie e tavolini già da mezz'ora. Fra gli ultimi clienti ad alzarsi da un locale a metà del Naviglio Grande, due amiche che, finendo i loro cocktail, definivano "una dittatura" il sistema di norme anti-Covid: "Ce la godiamo fino all'ultimo, tanto abitiamo a duecento metri da qua". E nel giro di un quarto d'ora sul quartiere è calato il silenzio.

 

 

Negli stessi minuti, davanti a Palazzo Lombardia, è andata in scena una nuova protesta contro l'ordinanza, dopo quella del pomeriggio che ha coinvolto alcune centinaia di imprenditori di ristoranti, bar e locali notturni. Assieme ad alcuni tassisti, hanno manifestato una decina di ristoratori, fra cui un gruppo di Codogno, il centro del Lodigiano che in primavera è stato inserito nella prima zona rossa. "Codogno non ci sta più", lo striscione con cui si sono presentati sotto la sede della Regione.

ANSA

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LOMBARDIA NEWS Scuole chiuse in Lombardia, gli studenti si ribellano

22 Ottobre 2020, 14:18pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS Scuole chiuse in Lombardia, gli studenti si ribellano

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Con la nuova ordinanza Regione Lombardia getta la spugna sulla scuola in presenza alle superiori: "Avrebbero dovuto combattere per adeguare le scuole alla pandemia ma hanno fallito. È un fallimento che coinvolge governo, regione, ed enti locali e ricade sulle spalle di studenti e studentesse, docenti, famiglie, cittadini. Le attività nei laboratori che la Regione ci concede di “continuare in presenza” in molte scuole non sono mai partite quest’anno". Questa la denuncia, non senza ragioni, di Ludovico Di Muzio, coordinatore dell’ Unione degli Studenti Lombardia. 

“Come si può pensare – denuncia ancora l'esponente UDS - di imporre le lezioni online a tutti se non sono stati fatti prima interventi strutturali per garantire la scuola in presenza, e se nemmeno si è pensato a come garantire un’eventuale didattica a distanza di qualità?” La scuola, come già troppe altre volte, rimane fanalino di coda delle scelte della politica. Quella che a settembre doveva essere un’occasione di cambiamento, si è rivelato un mix di contraddizioni che han cercato di negare fino ad ora. Queste contraddizioni oggi esplodono tutte insieme.

Perché la regione ha chiuso le scuole?⠀

Perché rinunciare alla scuola è più semplice ed economico che investire per trasformarla e mettere in sicurezza tutto ciò che la circonda. Perché conviene investire nelle spese militari o in opere inutili e inquinanti al posto che pensare ai trasporti pubblici, all’edilizia scolastica e alle classi pollaio.Perché la priorità non è la scuola ma salvare il profitto di pochi, negandoci un futuro che non sia precariato e sfruttamento. ⠀

“Volete chiudere la scuola? Bene - conclude Di Muzio - prima vogliamo garanzie sulla connettività e sui device gratuiti per la DAD, sugli spazi, riqualificando edifici abbandonati e ampliando le aule, sulla gratuità e sull'aumento delle corse dei trasporti, sul ricatto sociale tra diritto allo studio e diritto alla salute, entrambi da tutelare. Per questo venerdì 23 ottobre protesteremo in tutta Italia e in tutta la Lombardia!” 

 

FONTE QUICOMO.IT di Maurizio Pratelli

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LOMBARDIA NEWS Lombardia, centri commerciali chiusi nel weekend: la richiesta della regione al governo

22 Ottobre 2020, 07:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS Lombardia, centri commerciali chiusi nel weekend: la richiesta della regione al governo

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Oltre alla richiesta al governo per istituire il «coprifuoco» alle 23, nella riunione che si è tenuta lunedì 19 ottobre con il presidente della Regione Attilio Fontana e tutti i sindaci dei Comuni capoluogo, «tutte le parti intervenute hanno condiviso l’opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità».
La frase è tratta da una nota della Regione, che preannuncia un’ordinanza emanata dalla Lombardia.

Dal governo è giunto un sostanziale via libera («Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia», ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza).
La nota della Regione non chiarisce, nel dettaglio, quali esercizi commerciali saranno chiusi: ma di norma — in base a criteri definiti nel Decreto legislativo 114 del 31 marzo 1998 — si intendono con «medie strutture di vendita» gli esercizi aventi superficie tra i 151 e i 1.500 metri quadrati nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e tra i 251 e i 2.500 metri quadrati nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, e con «grandi strutture di vendita» gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui sopra.
In base a quanto evidenziato nella nota, sarebbero dunque chiusi i punti vendita di grandi dimensioni di beni non di prima necessità.
Rimarrebbero aperti i punti vendita (di qualsiasi dimensione) di generi alimentari — cioè, tra gli altri, i supermercati — e di generi di prima necessità.
L’ordinanza consentirà poi di capire quali saranno, con esattezza, i negozi che saranno chiusi nei fine settimana, e quelli invece che potranno rimanere aperti.

FONTE CORRIERE DELLA SERA di Chiara Severgnini

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LOMBARDIA NEWS Adesso si che i contagi mettono i brividi: sono 190 da noi, oltre 2.400 in Lombardia

17 Ottobre 2020, 07:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Premessa necessaria. I numeri di oggi sono si impressionanti, i peggiori di sempre da quando – a febbraio – è scoppiata l’emergenza sanitaria per il Coronavirus. Ma va anche detto che oggi – rispetto ad allora – il numero di tamponi eseguiti è stato dieci volte superiore. E va anche detto che i dimessi e guariti sono oltre 300. Detto tutto questo, per onestà di cronaca e di lettura dei dati, ecco cosa dice oggi il bollettino sanitario emesso da Protezione Civile e diramato poi dalla Regione. 

In Lombardia sono 2.419 i nuovi positivi con 30.587 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 7,9%. Boom impressionante da noi: 190 nuovi casi di positività nel comasco, numero elevatissimo. Ma anche nelle altre province il dato resto alto in queste ore come a Pavia, Monza Brianza e Varese. Impressionante il dato di Milano città ed hinterland

 
 

 
I dati di oggi:
  •  i tamponi effettuati: 30.587, totale complessivo: 2.442.250
  •  i nuovi casi positivi: 2.419 (di cui 191 ‘debolmente positivi’ e 21 a seguito di test sierologico)
  •  i guariti/dimessi totale complessivo: 84.958 (+334), di cui 1.696 dimessi e 83.262 guariti
  •  in terapia intensiva: 71 (-1)
  •  i ricoverati non in terapia intensiva: 834 (+108)
  •  i decessi, totale complessivo: 17.044 (+7)
I nuovi casi per provincia:
  • Milano: 1.319, di cui 604 a Milano città;
  • Bergamo: 38;
  • Brescia: 105;
  • Como: 190;
  • Cremona: 32;
  • Lecco: 64;
  • Lodi: 55;
  • Mantova: 31;
  • Monza e Brianza: 183;
  • Pavia: 120;
  • Sondrio: 16;
  • Varese: 158.
  • FONTE CIAOCOMO

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LOMBARDIA NEWS Milano, autista Atm aggredito: «Io assediato nella cabina sul mio autobus notturno»

16 Ottobre 2020, 09:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS Milano, autista Atm aggredito: «Io assediato nella cabina sul mio autobus notturno»

INSERITO DA MORENA MOTTA «Se i miei aggressori fossero riusciti a rompere il vetro della cabina di guida mi avrebbero massacrato di botte, ero imprigionato nel gabbiotto. Stavolta me la sono cavata, ma non scorderò mai quella notte». Romeo B., 51 anni, sposato con figli, autista di Atm da 25 anni, è da oltre 10 alla guida della linea notturna 729, che collega Sesto Primo Maggio (M1) alla Comasina (M3). Racconta a Leggo «l’aggressione choc che ho subito venerdì 11 ottobre alle 20,30». Niente cognome, «per il timore che quei due mi possano rintracciare».

Signor Romeo, che cos’è successo? «A Sesto sono saliti due italiani, sui 45 anni, ubriachi, che hanno iniziato a gridare fra loro. A un certo punto mi hanno urlato che avevano sbagliato fermata e dovevano scendere immediatamente».

Cos’ha fatto? «Ho risposto in modo pacato che non era possibile perché il mezzo era in corsa. Non si sono convinti e sono passati agli insulti. Non ho reagito, proprio per scongiurare il peggio, però, al semaforo rosso di via Monfalcone angolo via Togliatti, gli ho detto di smetterla».

E loro? «Si sono catapultati verso la cabina di guida per fracassare il vetro a calci, pugni, spallate con una furia mai vista. Hanno cercato di forzare la porta di protezione con tutta la violenza che avevano in corpo e poi hanno provato a scavalcare il vetro per prendermi la testa dall’alto, ma alcuni giovani passeggeri coraggiosi li hanno un po’ allontanati».

E lei? «Ero schiacciato al finestrino, ho premuto il pulsante di sicurezza per chiedere aiuto, pregando che il gabbiotto non si aprisse: ha retto, perché metto sempre una cinghia a rinforzare la maniglia. Infine, dall’alto mi hanno svuotato addosso un cartone della pizza con gli avanzi del cibo. Poi, ho sentito le sirene della polizia: ero salvo. Ma loro sono scappati».

Cosa prova? «Tanta paura, perché ho rischiato di finire in ospedale, di non ritornare a casa dalla mia famiglia. E anche rabbia, perché non faccio il portavalori da rischiare ogni giorno la vita. Io e miei colleghi autisti sopportiamo insulti e prepotenze ad ogni corsa, ma ora il livello di violenza è davvero inaudito. Mi creda».

Cosa fare per proteggervi? «I poliziotti in borghese a bordo sarebbero una benedizione».

FONTE LEGGO.IT di Simona Romanò

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LOMBARDIA NEWS Giochi d’acqua e luce con proiezioni in 3D Como, che magia sul lago

15 Ottobre 2020, 14:36pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS   Giochi d’acqua e luce con proiezioni in 3D  Como, che magia sul lago

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Giochi d’acqua con maxi getti che fanno da cornice alla proiezione di ologrammi e immagini danzanti sull’acqua. Una magia, per ora soltanto in fase di test, che potrebbe però diventare realtà e che martedì sera ha catturato l’attenzione - seppur per pochissimo tempo - di chi si trovava a passare dal lungolago e si è trovato immerso in un mini spettacolo mozzafiato. Già durante la giornata erano stati provati i “cannoni” spara acqua. Si tratta di un particolare sistema dell’azienda Proietta nell’ambito di quello che potrebbe diventare un evento organizzato da Amici di Como e Consorzio Como Turistica. Per Natale? Per la prossima stagione estiva? Non si sa.

Daniele Brunati, promotore dell’idea, parla di «primo test per verificare gli effetti di questa nuova tecnologia che non ha precedenti in Italia». Esclude ulteriori prove nell’arco dei prossimi giorni poiché, dopo la prima prova sul campo, si dovrà lavorare dal punto d vista tecnologico e artistico.

Come detto nessun indizio sull’evento o gli eventi che potrebbero venire promossi e che già si annunciano di grande impatto e successo. L’idea è quella di un evento per dare un impulso «all’economia del territorio, primo fra tutti il settore turistico».

FONTE LA PROVINCIA DI COMO

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LOMBARDIA NEWS Milano, sono positivi al Coronavirus ma vanno a lavorare al ristorante: ora rischiano il carcere

13 Ottobre 2020, 19:01pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Due uomini di 36 e 20 anni sono stati denunciati a piede libero per aver violato l’isolamento fiduciario dopo la positività al Covid. I due, come comunicato dai carabinieri, si sono recati al ristorante di cui sono rispettivamente titolare e dipendente. Ora rischiano una detenzione in carcere dai 3 ai 18 mesi. Guai in vista per il titolare di un ristorante e un suo dipendente che si sono recati a lavoro nonostante la positività al Coronavirus. Come accertato dai controlli dei carabinieri della Compagnia di Milano Porta Monforte, in collaborazione con il Nucleo Radiomobile, la coppia di cittadini peruviani si era recata nel locale situato in zona Turro poco prima dell'intervento delle pattuglie. A conferma di ciò, i video delle telecamere di sorveglianza e la testimonianza di alcuni presenti. I due, di rispettivamente 36 e 20 anni, si erano trattenuti qualche minuto nel locale prima di allontanarsi, violando l'isolamento domiciliare fiduciario che avrebbero dovuto rispettare sino alla negatività del tampone, come comunicatogli dall'Ats di Milano. I due individui sono stati quindi denunciati a piede libero per aver inosservato un ordine "legalmente dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo" e rischiano dai 3 ai 18 mesi di carcere, oltre ad una sanzione che oscilla tra i 500 e i 5.000 euro. Parallelamente, il locale è stato sequestrato a scopo preventivo per consentire i lavori di sanificazione degli spazi, mentre tutti gli altri dipendenti e i clienti presenti al momento dell'arrivo dei due positivi all'interno del locale sono stati invitati a tornare a casa in attesa di ricevere comunicazioni da parte dell'Ats per procedere con gli accertamenti sanitari del caso. Fontana: Chiederemo ai cittadini di rispettare le regole anti-Covid Proprio questa mattina, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva dichiarato che bisognerà "chiedere ai cittadini di mantenere un comportamento adeguato" ai tempi che viviamo, rispettando la distanza di sicurezza e l'utilizzo della mascherina. Va da sé che tutti i cittadini non sono solo invitati ma, anzi, sono obbligati a rispettare il periodo di isolamento domiciliare sino al tampone negativo che certifichi la guarigione dal Covid. Tali dichiarazioni del governatore vanno contestualizzate in ottica nuove misure di contenimento allo studio ora del Governo Conte. Fontana ha inoltre dichiarato che il Paese "non può permettersi un nuovo lockdown". www.fanpage.it/milano

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LOMBARDIA NEWS Il consiglio boccia il cancello anti-senzatetto a San Francesco. Solo Lega e Rapinese favorevoli

13 Ottobre 2020, 18:56pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Come ampiamente atteso, è stata bocciata a larga maggioranza la mozione presentata dalla Lega e appoggiata solamente dalla lista Rapinese Sindaco che chiedeva l’installazione di un cancello anti-senzatetto davanti al portico dell’ex chiesa di San Francesco. Il voto, dopo una lunga discussione in consiglio comunale, è arrivato questa sera e ha ratificato un risultato nettissimo: 30 consiglieri presenti in aula, 4 astenuti (la civica Insieme per Landriscina e il sindaco stesso), 9 favorevoli, 17 contrari. Poco prima del voto conclusivo era stato approvato con 20 favorevoli e 4 astenuti l’emendamento degli stessi leghisti per correggere la data di costruzione dell’ex chiesa di San Francesco dal 1203 al 1230. Sulla questione ha parlato il sindaco Mario Landriscina: “Se pensate che io sia così imbecille da non avere un piano vi sbagliate: ce l’ho un piano. Mi pregio di non prendere ordini da nessuno, mi riserverò di operare secondo le vostre decisioni ma con le mie modalità”. In fase di dichiarazioni di voto, il consigliere Alessandro Rapinese ha ribadito che “quel cancello non risolve i problemi del mondo, è vero, ma almeno risolverà i problemi di chi vive lì e salverà quell’area. A tutto c’è un limite e quella zona è arrivata a un limite che non è più tollerabile”. Per Fratelli d’Italia, il capogruppo Matteo Ferretti ha sottolineato il parere contrario affermando che “questa non è una soluzione, ma sposta il problema soltanto di qualche metro. Bisogna applicare la legge, il Regolamento di polizia urbana, ma non trasferire il problema ad altre aree delle città”. Vittorio Nessi (Svolta Civica) ha invitato la giunta a “prendersi carico del problema di San Francesco, anche dei clandestini” ma ha ribadito il no alla grata. Si è confermata favorevole al cancello la consigliera ex Lega e firmataria della mozione Pierangela Torresani (ora Gruppo Misto), mentre la consigliera Patrizia Lissi (Pd) ha affermato che “non si è mai visto un degrado così in città; nessuno nega i problemi dei residenti della zona, ma cosa ha portato l’amministrazione in questi tre anni, che tipo di sicurezza? Reale o percepita? I problemi si affrontano, ma non raccontando bugie: noi siamo contrari al cancello”. Per la Lega è intervenuto Claudio Borghi citando il Parco della Vetra di Milano, fino a pochi anni fa uno dei luoghi più malfamati della metropoli. “Poi – ha detto il consigliere e deputato leghista – il sindaco Formentini propose il cancello: si alzarono polemiche come quelle che si sentono a Como ma la recinzione arrivò e ci fu un’immediata trasformazione: quell’area che era un cratere nel cuore di Milano è una delle aree più belle della città. Quindi ovviamente votiamo a favore del cancello a San Francesco”. Contraria Forza Italia. “Noi confermiamo il voto contrario – ha detto il capogruppo Enrico Cenetiempo – Riteniamo che costringere i senzatetto ad allontanarsi con un cancello significhi soltanto spostare altrove il problema. Continueremo a combattere per il dormitorio”. Contrario anche Fabio Aleotti per il Movimento Cinque Stelle: “La cancellata a San Francesco è solo un bieco simbolo, non c’entra nulla la protezione del monumento che troverebbe d’accordo tutto il consiglio comunale”. No secco anche da Bruno Magatti (Civitas): “Questa amministrazione ha lavorato sempre per il tanto peggio tanto meglio. Ma le persone non possono essere cancellate, semplicemente si spostano. Questa mozione ha mostrato la frattura interna alla maggioranza, anche se la Lega ha trovato l’appoggio di Rapinese”. Ada Mantovani (Gruppo Misto), contraria, ha sottolineato che “il problema in quel luogo sicuramente esiste, viene da chiedersi come si sia arrivati a tanto degrado, a questa sorta di vetrina della disperazione. Il cancello di sicuro non risolve la situazione, ma lì sotto devono tornare ordine e civiltà per tutti”. EMANUELE CASO COMOZERO.IT

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