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la storia dell’egitto

LA STORIA DELL'EGITTO GLI EGIZIANI

10 Marzo 2021, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

egitto e fiume nilo - Cerca con Google | Egitto, Storia, Antico egitto

DI MICHELE PAPPACODA Il fiume Nilo La civiltà degli Egiziani nasce a Nord Est dell'Africa, vicino al fiume Nilo. Il Nilo è un grande fiume. È facile viaggiare su questo fiume. Vicino al Nilo ci sono villaggi, città e templi. Quando piove l'acqua di questo fiume cresce tanto, va fuori e bagna tutta la terra intorno. Quando l'acqua va via, la terra si asciuga e rimane il fango che si chiama “limo”. Il limo fa la terra molto buona (fertile). L'acqua dei Nilo bagna i campi e fa crescere il grano, l'orzo, gli ulivi e i fichi. Gli Egiziani costruiscono argini, dighe e canali per difendere la terra e le case quando l'acqua dei fiume cresce troppo. La società egiziana Una volta c'erano in Egitto due regioni. che erano sempre in guerra: il Basso Egitto (a Nord) e l'Alto Egitto (a Sud). E re Menes unisce le due regioni e diventa il re della prima dinastia. Il popolo degli Egiziani diventa sempre più forte. Il capo è il re, che si chiama faraone. Le persone credono che il faraone sia un dio. Dopo il re, i sacerdoti sono i più forti. Poi ci sono gli scribi, cioè le persone che sanno scrivere, leggere e contare. Dopo gli scribi ci sono i guerrieri, i mercanti, gli artigiani, i contadini, gli operai e per ultimi gli schiavi. Gli Egiziani coltivano la pianta dei lino. Con il lino fanno stoffe bianche molto belle. Gli Egiziani costruiscono le loro barche con le canne di papiro legate insieme. Con il papiro fanno dei fogli per scrivere o dipingere. Con l'argilla che è un tipo di terra, costruiscono dei vasi. La religione degli egiziani Gli Egiziani credono in molti dei. Il dio più è Ammone - Ra, che è Il dio sole. La dea Iside è la luna: difende le piante e la campagna. Osiride e Anubi sono gli dei che giudicano i morti. Seth è il dio del male. Le piramidi Gli Egiziani credono che una persona continua a vivere dopo la morte solo se i1 corpo è tenuto bene. Per questo imparano a conservare il corpo dei faraoni. Per conservare il corpo bisogna imbalsamarlo e mummificarlo. I corpi mummificati sono conservati dentro ai sarcofagi, che sono delle casse molto belle e colorate. I sarcofagi con dentro i faraoni sono tenuti dentro le piramidi: le piramidi sono delle torri molto grandi. Dentro la piramide, insieme al faraone ci sono le sue cose più belle e preziose: i vestiti, i piatti, i bicchieri, l'oro, i gioielli. Per costruire la piramide si usano delle grandi pietre quadrate. Le piramidi sono grandissime e molto forti: ci sono ancora oggi dopo tanti anni. Molti schiavi e soldati lavorano per costruire le piramidi: portano le pietre e le mettono una sopra l'altra. Le piramidi più grandi sono costruite per i faraoni Cheope, Chefren, Micerino. Il faraone Chefren fa costruire una grande statua vicino alla sua piramide: la statua si chiama Sfinge. La Sfinge ha il corpo del leone e la testa di un uomo e fa la guardia alle tombe e al templi vicini. La scrittura egiziana La scrittura degli Egiziani è chiamata geroglifica. I geroglifici raccontano la vita in Egitto. Sono dei disegni molto belli di uomini, di animali, di piante, di dei, case e palazzi. Alcuni geroglifici spiegano delle azioni. Per esempio: per la parola 'correre' si disegna un uomo che corre, per la parola 'vedere' si disegna un occhio. Le parole nuove Canale fiume fatto dall'uomo per bagnare la terra e per viaggiare. Diga muro costruito dall'uomo per fermare l'acqua. Argine mucchio di terra che l'uomo mette vicino ad un Fiume per non fare uscire l'acqua quando piove tanto e il fiume cresce. Aratro Strumento costruito dall'uomo Per lavorare la terra con meno fatica. Imbalsamare e mummificare togliere dal corpo della persona morta quello che c'è dentro. Mettere olio e creme in tutto il corpo per farlo conservare per molto tempo. Dinastia tanti re o principi di una stessa famiglia che sono capi di un popolo. Quando muore un re il suo posto passa al figlio che diventa il nuovo re

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LA STORIA DELL'EGITTO Il dio Seth

5 Marzo 2021, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MORENA MOTTA Secondo una delle versioni del mito si credeva fosse figlio di Geb, la terra (principio maschile) e Nut, il cielo (principio femminile). Era fratello di Osiride, Iside e Nefti, di quest’ultima era anche il marito e dalla loro unione nacque Anubi. Altre fonti sostengono invece che Seth fosse sterile, forse anche a causa di un terribile scontro che il dio ebbe con suo nipote Horus: Seth perse un testicolo, Horus un occhio. La sterilità di Seth si assocerebbe anche a quella dei deserti sui quali si estendeva il suo potere. La sede originaria del culto di questa divinità era Ombos (Nbwt, “Dorata” o Città “d’oro”, presso Nagada, situata sulla via carovaniera per l’Uadi Hammamate), dove si trovava un santuario a lui dedicato. Nella necropoli di Ombos sono state anche rinvenute numerose iscrizioni e dediche a “Seth l’Ombita”, citato nei Testi delle Piramidi come colui che risiede ad Ombos. Seth era solitamente rappresentato con il corpo umano e la testa di un animale che non è mai stato chiaramente identificato, forse uno sciacallo, un formichiere o un asino, altre volte una capra, una scimmia, un fennec o addirittura un okapi (Okapia johnstoni, mammifero artiodattilo giraffide). L’animale di Seth aveva un lungo muso curvo, una coda sottile e un corpo canino. C’è chi ritiene che questo singolare animale sia frutto della fervida immaginazione degli Egizi: un curioso mix tra un levriero, un’orice (Oryx gazella, antilope africana) e un asino. Nelle raffigurazioni più antiche era simboleggiato dal maiale o dal pesce ossirinco (lithognathus mormyrus, noto anche come marmora; pesce osseo marino che appartiene alla famiglia Sparidae, una specie piuttosto comune nel Nilo). Per alcuni, Seth aveva gli occhi neri a causa del suo rapporto con l’oscurità, per altri erano rossi, colore che gli egizi detestavano. Seth era ricordato soprattutto quale spietato assassino di suo fratello Osiride, nel mito più importante e famoso dell’immaginario religioso degli Egizi. Questo mito compare in diverse fonti: Testi delle piramidi, Testi dei sarcofagi, Pietra di Shabaka, iscrizioni presenti sulle pareti del tempio di Horus a Edfu e in diversi papiri. Seth era anche menzionato per suoi continui scontri con Horus che voleva vendicare il padre e conquistare il trono d’Egitto. I due si sfidarono per ben ottant’anni, ma dopo lotte e inganni di vario genere, non erano ancora venuti a capo della disputa e le divinità chiamate a giudicare chi dei due dovesse avere il predominio erano stanche di questa lotta senza fine, per cui fu deciso che i duellanti si sfidassero in una regata. Seth e Horus avrebbero dovuto gareggiare con navi di pietra, ma Horus barò: la sua nave era in realtà di legno, abilmente dipinta per farla sembrare di pietra; Seth invece gareggiò onestamente su una nave di pietra che affondò e decretò così la vittoria di Horus che finalmente salì al trono al posto di suo zio. Seth, signore del deserto, adorato dai carovanieri che viaggiavano da un’oasi a un’altra, aveva diversi ruoli: era il dio della guerra e della forza bruta, che mostrava come sottomettere con la violenza, per vincere in battaglia e trovare l’onore. Si credeva che la sua voce fosse il tuono e che quando urlava la terra tremasse; inoltre, si pensava potesse dare ordini alle nubi scure e fosse in grado di scatenare le burrasche del vento del sud. La figura di Seth, quale “Signore della tempesta”, si avvicina alle grandi divinità asiatiche, come: Teshub (dio urrita del cielo e della tempesta); Enlil (dio dell’atmosfera della mitologia mesopotamica); Ishkur, figlio minore di Enlil (dio della pioggia e della tempesta nella mitologia mesopotamica); Baal (dio della tempesta nella mitologia fenicia). In epoche successive, Seth acquisì una connotazione negativa, gli aspetti peggiori del dio furono enfatizzati, ridando forza al mito di Seth come assassino di Osiride; fu anche associato a Tifone, malvagia manifestazione della natura furibonda. Nonostante ciò c’era ancora chi lo venerava, in qualche regione periferica dell’Egitto, come una grande ed eroica divinità. Seth è stato anche considerato un dio trickster, cioè un mistificatore, un imbroglione, abile nel perseguire fini malvagi.

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LA. STORIA DELL'EGITTO IL DIO BES

2 Marzo 2021, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Facente parte della schiera degli dei nani, aveva sia una forma divina che una demoniaca. Le sue origini sono incerte, si crede sia stato importato da una tribù africana durante il Medio Regno, ma alcune fonti lo fanno risalire al periodo dell'Antico Regno, sebbene il suo culto non divenne popolare prima del Nuovo Regno. A fronte di ciò, datare la diffusione della credenza risulta piuttosto difficile, complice la mancanza di prove. E' certo però che il culto raggiunse il suo apice solo durante il periodo tolemaico. Inizialmente nacque come un dio della guerra ma divenne protettore delle donne e dei bambini, del parto e della casa. La sua immagine era spesso legata anche alla comicità, alla sessualità, alla casa, alla musica e alla danza. Era quindi una dio festoso. Durante il Medio Regno era legato principalmente al ruolo di protezione del faraone (come moltissimi altri dei) ma, nel Nuovo Regno, nonostante non avessi templi propri, divenne adorato anche dal popolo. Le sue statue e raffigurazioni erano inserite su mobili, oggetti di arredamento e coltelli per proteggere i proprietari. Col tempo divenne simbolo del bene che, grazie alla protezione del Dio Sole, sconfigge il male. Generalmente era rappresentato come un folletto con la barba, con un aspetto quasi grottesco, con le gambe pronunciate, ingobbito e dei peli di leone sul corpo. Nelle raffigurazioni era, come la dea dell'amore Hathor, di fronte (e non di profilo come le classiche opere egizie!).

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LA STORIA DELL’EGITTO Iside e Osiride

18 Febbraio 2021, 16:50pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Iside e Osiride

Iside e Osiride formano la coppia divina per eccellenza nel pantheon egizio. Nacquero fratelli, dall’unione di Nut e Geb, assieme a Seth, dio della guerra, e Nefti, dea dell’oltretomba.

Secondo il mito, Osiride fu il primo re civilizzatore del mondo. Il fratello Seth, corroso dall’invidia,  rinchiuse il fratello in un sarcofago e lo getto nel Nilo. Seth aveva teso una trappola al fratello durante una festa: aveva dichiarato che avrebbe donato il fastoso sarcofago a chiunque fosse riuscito ad entrarci perfettamente. Una volta che il fratello fu chiuso dentro, lo gettò nel Nilo.

La cassa percorse tutto il tratto di fiume, fino al mare, fermandosi a Biblo, dove un albero di acacia lo accorpò nel suo fusto. Quello stesso albero, venne poi tagliato e il tronco fu impiegato come pilastro per la costruzione del palazzo del re.

Iside era disperata per la morte del marito: l’amava profondamente e cominciò a cercarne il corpo ovunque. Dopo numerose peripezie Iside giunse a Biblo dove riuscì a guadagnarsi la fiducia della regina Nemano diventando nutrice del figlio.

Un giorno però  Iside fu costretta ad assumere le sue sembianze divine e a rivelare cosa l’aveva portata a Biblo: Nemano le consegnò allora il pilastro in cui era contenuto il sarcofago del suo congiunto. Iside, nel tentativo di rianimare il corpo di Osiride, ne rimase incinta.

Il dio Horus venne allevato in gran segreto nelle paludi del Delta. Purtroppo il corpo di Osiride fu trovato da Seth il quale lo fece a pezzi e ne sparse le parti, nel tentativo di impedirne la ricomposizione.  Iside e Nefti, sfuggite dalla prigionia imposta da Seth, ricomposero il cadavere e lo mummificarono, affinché potesse rinascere nei campi Aaru: Osiride divenne re dell’oltretomba, unitamente ad Iside.

Horus si scontrò violentemente con lo zio, Seth, per vendicare il padre. Vincitore e legittimo erede, egli divenne primo faraone.

I temi che caratterizzano questo mito sono molti: spiccano sicuramente la contrapposizione netta di caos ed equilibro universale e la legittimazione della figura del faraone come garante dell’ordine cosmico.

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LA STORIA DELL'EGITTO Le antiche civiltà del fiume Nilo

15 Febbraio 2021, 11:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le acque del Nilo trasportano il prezioso limo che ha reso fertile l’Egitto, e gli ha permesso di diventare la prima grande civiltà mondiale. Ma le acque del Nilo hanno trasportato anche idee, invenzioni, credenze, che hanno messo in comunicazione popoli diversi e lontani del continente africano.

Il Nilo ha due sorgenti: la più lontana ha origine dalle acque del Lago Vittoria, nel cuore dell’Africa. Col nome di Nilo Bianco questo ramo attraversa l’Uganda, raccogliendo acque da Tanzania, Burundi e Ruanda, per poi immettersi nei due Sudan. La seconda sorgente è sull’altopiano etiopico, nel Lago Tana. Questo ramo è chiamato Nilo Blu. I due rami si congiungono nella città di Khartoum, e poi superano varie cataratte e bagnano l’Egitto.

 

Queste acque sono testimoni di una storia millenaria, una storia tutta africana. Africana, nera, è infatti la civiltà egizia, più nessuno oramai lo mette in dubbio. Studiosi di diverse discipline oggi concordano che la cultura dei faraoni ha la sua origine nell’Africa Nera. Una scoperta archeologica italiana lo conferma. Nel 2002 Massimo e Jacopo Foggini si fanno guidare dall’ex-colonello egizio Ahmed Mestekawi nell’esplorazione del Gilf Kebir, un vasto altopiano roccioso del Sahara, grande come la Sicilia, posto a cavallo di Egitto, Sudan e Libia.

Un posto impervio e dimenticato, dove decenni prima era stata scoperta la cosiddetta Grotta dei Nuotatori, un sito di pitture rupestri. Non molto lontano, quasi per caso, i due italiani entrano in un’altra grotta, nascosta nella montagna, larga una ventina di metri. Migliaia di pitture ricoprono interamente le sue pareti: scene di caccia, di danze, di riti religiosi, di attività di pesca in riva a un piccolo lago.

È la vita quotidiana di un popolo del neolitico, cacciatori e agricoltori vissuti tra dodicimila e ottomila anni fa, quando il Sahara era una fertile prateria. Da loro, e da altri popoli scesi verso la valle del Nilo sarebbe nata la civiltà egizia, quando 5 mila anni fa cambiò il clima nel Sahara.

 

Gli antichi egizi sono sempre stati in competizione con i nubiani. Questi erano un popolo africano, fondatori dei Regni di Kush, come li chiamavano gli egizi, estesi nella piana alluvionale creata dall’ansa del Nilo dopo la terza cataratta, nell’attuale Sudan settentrionale. Il primo di essi fu il Regno di Kerma, a cui si succedono quelli di Napata e di Meroe. La civiltà nubiana si sviluppa da 3° millennio a.C. fino all’inizio delle nostra era, e poi scompare. Rimasta a lungo ignota al mondo, è stata riscoperta grazie agli scavi archeologici del secolo scorso, e alla decifrazione dei testi egizi scritti in alfabeto geroglifico.

La lingua dei nubiani oggi resta ancora in gran parte un mistero. Rimangono ancora in piedi notevoli monumenti funerari e religiosi, come il tempio Deffufa a Kerma, da cui son emersi molti oggetti della vita quotidiana. Si sa così che era diffuso l’artigianato (ceramica, cuoio, metallurgia) e la pastorizia. I ricchi venivano sepolti insieme a teste di bovino, per marcare il loro status sociale nell’aldilà. Nelle terre irrigate si coltivava il sorgho e il miglio, ed era molto praticato il commercio con i paesi interni dell’Africa, da cui provenivano oro, avorio, incenso, ebano, esportati fino in Grecia e a Roma.

Il regno etiope di Aksum

La Bibbia cita la regina di Saba, venuta dall’Africa ad ascoltare la saggezza di Salomone. Gli storici la situano in un regno dell’altopiano etiopico-eritreo, che chiamano Aksum. I resti più antichi sono le rovine del tempio di Yeha, che risale all’8° secolo a.C., e che presenta delle similitudini con l’architettura dell’Arabia del Sud. In quel punto la riva africana del Mar Rosso e quella araba sono molto vicine, ed è probabile che si sia stato un incontro di popolazioni che ha sviluppato la civiltà di Aksum.

 

Di essa rimangono come testimonianza del suo splendore le steli giganti, intagliate da un solo blocco di pietra. Esse avevano una funzione funeraria: marcavano all’esterno i siti sotterranei in cui erano scavate le tombe dei sovrani. Le più alte raggiungono 30 metri. Aksum raggiunse il suo apogeo nei primi secoli della nostra era, ed ebbe contatti sia con la Nubia e l’Egitto, per mezzo della valle del Nilo, sia con la penisola arabica. Gli aksumiti si convertirono al cristianesimo a partire dal 4° secolo, al tempo del re Ezana, e fino ad oggi, grazie alla liturgia, si è conservata l’antichissima lingua ge’ez.

Erano buoni naviganti e il loro principale porto era Adulis. Archeologi inglesi nel 19° secolo hanno ritrovato i suoi resti a 60 km a sud di Massawa. Lo storico romano Plinio il Vecchio lo definisce il più importante emporium del Mar Rosso, e cita le grandi quantità di avorio africano che vi transitavano. È probabile che da quel porto partissero anche elefanti delle coste africane, destinati al re ellenista Tolomeo II (3° secolo a.C.), il quale li addestrava per la guerra.

p. Marco Prada https://www.missioniafricane.it/le-antiche-civilta-del-fiume-nilo/

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LA STORIA DELL’EGITTO Il Dio Amon-Ra

12 Febbraio 2021, 11:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Il Dio Amon-Ra
Amon-Ra – questa antica divinità egizia nasce come assimilazione dei culti delle due divinità Ra e di Amon, originarie rispettivamente di Eliopoli e Tebe. Questa fusione avvenne per volontà di due collegi sacerdotali, e secondo gli storici sarebbe avvenuta nel “secondo periodo intermedio”, contraddistinto dalla dominazione degli hyksos. Prima di questa assimilazione, il dio era a Eliopoli sposo di Mut e padre di Khonsu, mentre a Tebe marito di Hathor e padre di Harmachis. In seguito la divinità di Amon venne assimilata alla sua figura, facendone la più importante nell’intera mitologia dell’Antico Egitto.

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La storia dell'Egitto I geroglifici e gli scriba

9 Febbraio 2021, 11:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Risultato immagini per la storia dei geroglifici

inserito da Miki Pappacoda La scrittura geroglifica si è mantenuta quasi uguale per oltre 4000 anni. Gli antichi egizi credevano che fosse stata rivelata agli uomini dal dio Thot, il dio dalla testa di Ibis (uomo con la testa di un uccello). Il termine geroglifico significa SEGNO SACRO INCISO, questo termine fu dato ai geroglifici da Clemente Alessandrino I, ma in realtà gli egiziani chiamavano la loro scrittura PAROLE DIVINE e la rappresentavano con tre simboli: una bandiera, un bastone e tre trattini. I primi geroglifici comparirono intorno al 3100 a.C. Poco prima dell'unificazione dell'Alto e Basso Egtto, sotto il primo faraone Nemes. I geroglifici sono segni pittorici e combinano elementi ideografici, sillabici e alfabetici. Un sistema simile di scrittura venne utilizzato dalla civiltà minoica tra il 2000 a.C. E il 1650 a.C. Circa. I geroglifici erano raffigurati con dei colori, infatti per colorare quest'ultimi venivano usati dei materiali che mescolati con albume d'uovo e colla di pesce formavano i colori, per esempio per fare il bianco veniva usato il gesso o il calcare, il giallo ossido di ferro idratato, il rosso ossido di ferro, il verde la malachite che è un minerale. In seguito la scrittura subì altre evoluzioni e nell'ultimo periodo della storia dell'Antico Egitto si trovarono tre tipi di scrittura egizia, cioè quella GEROGLIFICA, IERATICA e DEMOTICA.

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LA STORIA DELL’EGITTO Gli 'ushabti'

8 Febbraio 2021, 12:00pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Gli 'ushabti'

Il termine ushabti, ovvero “colui che risponde”(dal verbo usheb, “rispondere”), indica una categoria di statuette funerarie che gli Egiziani collocavano nelle tombe dal Medio Regno sino all’epoca Tolemaica. Da uno o più esemplari per corredo funerario, il loro numero aumenta nel tempo fino a raggiungere le molte centinaia di esemplari. Nei corredi funerari del Nuovo Regno gli ushabti possono essere deposte all'interno di cofanetti in legno dipinto, che imitano nella forma le antiche cappelle arcaiche del Basso Egitto.
Le statuette venivano animate magicamente grazie al capitolo VI del Libro dei Morti, che portavano, quasi sempre, iscritto o dipinto sul corpo: “O ushabti! se io sarò chiamato, e se io sarò numerato per eseguire ogni sorta di lavori che sono eseguiti nel mondo sotterraneo… e sarò numerato in qualunque tempo per fare prosperare i campi, per irrigare le rive, per trasportare le sabbie dall’oriente ad occidente, “eccomi”, dici tu allora”.
L’ushabti può così contribuire alla sopravvivenza eterna del defunto, sostituendolo nei lavori agricolo dell’oltretomba e utilizzando a tale scopo gli strumenti agricoli, la zappa e l’aratro, che stringe nelle mani e il sacchetto per le sementi che tiene sulla schiena.

Nel 1817 Giovanni Battista Belzoni trovò nell’ultima camera dell’ipogeo di Sety I (KV 17) nella Valle dei Re, a Tebe, centinaia di statuette ushabti, molto varie per materiale, tecnica e stile di esecuzione, tali ushabti ora arricchiscono collezioni egiziane grandi e piccole di tutto il mondo.

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LA STORIA DELL’EGITTO Piramidi di Giza

5 Febbraio 2021, 12:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Piramidi di Giza

DI MORENA MOTTA Giza è una piccola località sulla riva occidentale del Nilo, che ospita una tra le più imporanti necropoli dell'antico Egitto. E' famosa per i suoi antichi monumenti, tra cui la Sfinge, la più antica scultura monumentale, costruita intorno al 2500 a.C.

Divenne la necropoli dell'allora capitale di Egitto, Menfi, circa 5000 anni fà. Durante il periodo della IV dinastia sono stati edificati qui, in un tempo relativamente breve, circa 100 anni, tre complessi piramidali, dedicati alla sepoltura dei re defunti. Per tradizione, dopo il trapasso del ré, il suo corpo fu portato in barca fino al suo tempio funerario, dove era imbalsamato prima di essere trasportato lungo la rampa che collegava il tempio alla sua tomba, sotto o dentro la piramide.

Le piramidi satellite vicine e le tombe di pietra, i mastaba, erano il luogo di seppolutira delle regine e di importanti membri della corte reale.

Nell'area che circonda la Piana di Giza sono dislocate tante tombe. Fra le tombe mastaba vicine alla piramide di Cheope quelle di Qar e Idu, della VI dinastia. Qar era un ufficiale di alto rango che aveva il compito di gestire la manutenzione delle piramidi e organizzare le celebrazioni funerarie, suo figlio Idu era lo scriba reale.

Le tombe hanno rilievi e statue raffiguranti i defunti in vari momenti della loro vita. Vicino alla piramide di Cheope troverete la tomba del suo figlio, Khufukhaf, ornata da splendidi rilievi. Non lontano è seppellita anche la sua moglie Meresankh, una sacerdotessa dipinta sulle mura dalla sua tomba vestita con la pelle di leopardo, in genere insieme ai sacerdoti. La bionda madre Hetepheres III indossa un tipico abito con spalline a punta.

Le tre piramidi più importanti. Le tre piramidi principali della necropoli di Giza sono Cheope, Chefren e Micerino.

Cheope. Conosciuta anche come la Grande Piramide di Giza, Cheope (Khufu) è la piramide più grande, oltre ad essere la più importante di tutte. È alta 140 metri e il perimetro della sua base è di quasi 1 chilometro.

Chefren. La Piramide di Chefren è la seconda più grande d'Egitto e, attualmente, è l'unica che conserva sulla sommità una parte della copertura in calcare bianco di Tura che originariamente ricopriva l'intera struttura. 

Micerino. La Piramide di Micerino è la più piccola delle tre, ma non per questo la meno interessante. Raggiunge un'altezza di 66 metri e il lato della sua base quadrata misura circa 100 metri.

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LA STORIA DELL’EGITTO Piramide a Gradoni

22 Gennaio 2021, 16:24pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Piramide a Gradoni

Costruita da Imhotep, il primo architetto riconosciuto della storia, nel 2630 a.C. durante il mandato del faraone Djoser, appartenente alla dinastia III, la piramide a gradoni è il luogo più importante del complesso funerario del faraone.

La piramide, lunga 140 metri, larga 118 metri e alta 60 metri, è composta da piccoli blocchi calcarei, con una modalità di costruzione simile all'adobe.

La Piramide di Djoser, che consiste di sei mastabe di dimensioni decrescenti costruite una sull'altra, riveste un'enorme importanza architettonica, perché rappresenta l'origine delle piramidi egiziane. Questa struttura segna il passaggio dalle più levigate piramidi di Giza e le piramidi minori risalenti alla quinta e sesta dinastia rinvenute a Saqqara e in altri siti circostanti, come Dahshur e Abu Sir.

L’area circostante la piramide a gradoni di Zoser è disseminata di altre piramidi, almeno una decina, nonché un buon numero di tombe e templi funerari risalenti al periodo greco e faraonico, pervenuti in differenti stati di conservazione.

Saqqara viene ritenuta da alcuni anche più significativa rispetto alla necropoli di Giza dal punto di vista archeologico. Quest'enorme sito infatti, ospita le tombe di epoca di poco antecedente all' antico Regno fino a quelle del periodo greco.

Intorno alla piramide si trova una grande corte circondata da strutture cerimoniali e da strutture decorative. La piramide, considerata la più antica tra quelle egizie, si innalza in sei mastabe decrescenti, le mastabe costruite una sull'altra, mostrano come il progetto sia stato modificato in itinere. 

Purtroppo molte delle piramidi edificate in epoca successiva a quella di Zoser risultano in buona parte danneggiate a causa del fatto che i metodi di costruzione impiegati durante il Medio Regno erano paradossalmente meno avanzati, ciò si deve al fatto che in quel periodo l’economia dell’Antico Egitto si indebolì

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