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Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
gli auguri del giorno
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI A QUANTI FESTEGGIANO OGGI
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di Miki Pappacoda Auguri a quanti festeggiano oggi un compleanno, un onomastico, un anniversario, matrimonio ecc. possa essere un giorno speciale e felice come voi desiderate. Auguri da tutto lo staff.
San Giacomo della Marca
Sacerdote O.F.M.
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iacomo, al secolo Domenico, nasce il 1° settembre 1393 a Monteprandone (Ascoli Piceno); è il diciottesimo figlio di Antonio Gangali e Antonia Rossi. Rimase presto orfano del padre e fu affidato ad uno zio curato a Offida, che gli insegnò a leggere ed a scrivere. A tredici anni fu mandato a scuola ad Ascoli dove apprese quella che allora era la cultura di base composta da: grammatica, retorica, dialettica, geometria, aritmetica, musica ed astronomia.
Si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 e lo troviamo poi a Bibbiena, in Toscana, come giudice e poi come notaio nella segreteria comunale di Firenze. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visione del Monte Verna, lasciò l'avvocatura ed entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.
Fu allievo, con S. Giovanni da Capestrano, di S. Bernardino da Siena. Durante la Quaresima del 1420 fu ordinato sacerdote ed il 13 giugno tenne la sua prima predica in onore di S. Antonio da Padova. Fu talmente incisivo, e la sua predica talmente coinvolgente, che i superiori lo indirizzarono subito verso questo impegnativo e difficile compito.
Fra Giacomo si attenne, nella sua predicazione, al modo di predicare dei francescani del suo tempo. La loro era una predicazione popolare, accessibile a tutte le classi sociali, con un linguaggio vivo, ricco di esempi, a volte arguta. Le prediche non si tenevano solo in chiesa, ma anche nelle piazze. Durante le omelie venivano toccati i temi fondamentali della fede, soprattutto i grandi temi dell'incarnazione di Cristo e della morale evangelica.
Le predicazioni avvenivano soprattutto nei tempi dell'Avvento, della Quaresima e a Maggio. Naturalmente le predicazioni minori si organizzavano secondo le richieste e le necessità locali e con durate diverse. I sermoni duravano da 1 a 3 ore e si tenevano normalmente al mattino presto o all'ora del vespro. S. Bernardino da Siena fu il modello della predicazione francescana dell'Osservanza, modello di fede e fervore apostolico, di fine arguzia e bellezza letteraria, di stile oratorio. Lo stesso Giacomo affermerà che molto egli doveva a Bernardino:
“Ricordo che egli m’insegnava a predicare e il modo di emettere la voce, regolare i gesti ed anche a fare esclamazioni a tempo e a luogo debiti”
Molto fecondi per la predicazione risultarono a fra Giacomo i primi anni del suo sacerdozio, quando il maggior tempo che aveva a disposizione gli permise di stendere per iscritto molte delle sue prediche, giunte fino a noi. Abbiamo così i cosiddetti Sermoni domenicali, una raccolta di circa un centinaio di prediche, tenute in ogni domenica dell'anno sui testi della Sacra Scrittura usati nella messa.
L'intera vita di fra Giacomo della Marca fu spesa nella predicazione. Dal giugno del 1420 alla fine del 1431 predicò in Italia nelle città di Ussita, Visso, Montemonaco, Macerata, Jesi, Cupramontana, Camerino, Tolentino, Fabriano, Ancona, Recanati, Fano.
Dal gennaio del 1432 all'aprile del 1434 svolge apostolato della predicazione in Dalmazia, Slavonia e Bosnia.
Dal maggio del 1434 alla primavera del 1435 fu di nuovo in Italia, nelle Marche predicò la Quaresima ad Urbino.
Dalla primavera del 1435 al settembre del 1439 fu in Dalmazia, Slavonia, Bosnia, Boemia e Ungheria.
Dal novembre del 1439 al dicembre del 1452 predicò in Italia, nelle Marche ad Osimo, Fermo, Fabriano, Treia, Urbino, Camerino, Cingoli, Ascoli.
All'inizio del 1453 fu di nuovo in Dalmazia, ma fu richiamato d'urgenza in Italia, dove rimase fino al 1457 dove tenne prediche a San Severino, Matelica, Fermo, Sant'Elpidio, Ascoli, Fano, Fabriano, Ancona.
Dal maggio del 1457 di nuovo in Dalmazia, Bosnia, Ungheria, Boemia e forse anche in Polonia, fino alla fine del 1458. Tornato in Italia vi rimase fino alla morte. Visitò Ascoli e la sua Monteprandone, dove dimorò sempre più a lungo e per l'ultima volta nel 1472.
Grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo e Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. A suggello di ciò nello stemma delle due città è rappresentato lo stemma dell'altra ex nemica.
Abile predicatore, il suo ordine lo impiegò nel contrasto dell'eresia ‘bogomil’ in Bosnia e delle dottrine degli ussiti in Austria e Boemia; fondò alcuni conventi nell'Europa centrale. Fu il primo a promuovere l'istituzione del Monti di Pietà per combattere la piaga dell'usura. Prese parte al Concilio di Firenze per la riunione della Chiesa latina a quelle orientali.
Pur immerso in tante fatiche si prodigò a costruire basiliche, conventi, biblioteche, pozzi e cisterne pubbliche; diede Statuti Civili - lui frate - ad undici città mentre attendeva a fondare nuove confraternite - figurando come un precursore dell'associazionismo cattolico - trova anche il tempo per scrivere 18 libri, mostrandosi così di ingegno universale.
Muore a Napoli il 28 novembre 1476.
Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 2004 il corpo è stato traslato nella Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato nel 1449, a Monteprandone, attualmente sede del Museo del Santuario di San Giacomo della Marca.
Giacomo della Marca è stato beatificato il 12 agosto 1624 da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 10 dicembre 1726 da Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).
Per approfondimenti:
>>> La Vita - Santuario San Giacomo della Marca
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI A QUANTI FESTEGGIANO OGGI
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di Michele Pappacoda Auguri a quanti oggi festeggiano un onomastico compleanno o un evento partcolare. Auguri da tutto lo staff.
Oggi 16 Novembre la Chiesa Cattolica celebra Santa Gertrude la Grande.
Santa Gertrude: vita, preghiera e martirologio della Santa del 16 novembre
Nata nel 1256 a Eisleben, in Germania, a 5 anni venne affidata alle monache di Helfta e con loro trascorse il resto della vita.
Educata nell’eccellente scuola dell’abbazia, presto rivelò un’intelligenza fuori dal comune.
Dotata di grande ingegno, di forte volontà e di una penetrazione straordinaria, Gertrude fece presto presagire grandi cose di sè; la lingua latina le divenne familiare, la teologia mistica, i libri ispirati erano il suo pascolo, sì che sovente i più abili dottori ebbero a stupire della sua vasta erudizione.
Ma questa sua grande passione per gli studi le impedì alquanto la vita di raccoglimento e di preghiera.
Nell’Avvento dell’anno 1281 ebbe una violenta crisi spirituale che determinò la sua conversione, come la chiamò ella stessa. Il 27 gennaio dell’anno seguente, la calma ritornò in lei in seguito ad una visione. Le apparve Nostro Signore e le disse: « Presto verrà la tua salvezza».
In una vigilia dell’Annunziata Santa Geltrude cantando in coro l’Ave Maria vide scaturire improvvisamente dal Cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, come tre zampilli che penetrati nel Cuore di Maria Santissima risalivano alla loro sorgente: ed udii una voce che le disse: Dopo la Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio, la Tenerezza misericordiosa dello Spirito Santo, nulla è paragonabile alla Potenza, Sapienza e Tenerezza misericordiosa di Maria.
Fu la prima propagatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù.
Dei suoi progressi nella vita dello spirito, siamo informati dalla sua opera, ‘Rivelazioni’, che consta di cinque libri. Solo il secondo, il ‘Legatus’, un inno alla misericordia di Dio, è scritto di suo pugno.
Il primo, una sua biografia, e gli altri vennero composti dopo la sua morte da una consorella, a partire da suoi appunti e racconti.
Alla base delle sue esperienze mistiche vi sono le celebrazioni liturgiche, mentre il linguaggio evidenzia una forte impronta biblica. La sua dottrina, infine, è cristocentrica.
La misericordia del Salvatore la trasporta nella sua divinità al punto che, come Maria, ella si sente sposa e madre di Gesù.
Vivendo costantemente alla presenza di Dio, vede sempre Gesù, il Dio fatto uomo, il Salvatore con il cuore squarciato e vive nella disponibilità a patire ciò che ancora manca alla passione di Cristo.
Nel giorno della festa di S. Martino, 11 novembre, Gesù in visione le disse: « Presto ti toglierò da questa vita ». Il mercoledì di Pasqua dell’anno dopo si sentì chiamare: « Vieni, mia eletta, ed io farò di te il mio trono »; era l’avviso di prepararsi alla morte che avvenne dolcemente poco dopo. Una delle più grandi mistiche cristiane morì nel 1301 o 1302.
La Santa fu canonizzata nel 1667 e la Chiesa universale ne celebra la festa il 16 novembre.
PREGHIERA
Dio, che ti preparasti nel cuore della beata vergine Gertrude una grata abitazione, pei meriti e l’intercessione di lei cancella, benigno, le macchie del nostro cuore, e concedici di godere della sua compagnia.
MARTIROLOGIO ROMANO
Santa Gertrude, Vergine, il cui natale si ricorda il giorno seguente.
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI A CHI FESTEGGIA OGGI San Lorenzo O’Toole: vita, martirologio romano e preghiera del Santo 14 novembre
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di Michele Pappacoda Auguri a quanti festeggiano oggi un onomastico, compleanno anniversario o una festa in genere auguri da tutto lo staf.
Oggi, 14 novembre, la chiesa cattolica ricorda San Lorenzo O’Toole.
San Lorenzo O’Toole: vita
Lorenzo O’Toole nacque a Castledermot nel 1128. Di nobile famiglia irlandese, si formò presso l’abbazia di Glendalough e nel 1154 ne divenne abate. Nel 1162 fu eletto arcivescovo di Dublino: svolse un’intensa azione riformatrice imponendo la vita comune del clero e dando una nuova regola ai canonici del capitolo cattedrale. A venticinque anni fu nominato abate di Glendalough e rifiutò di diventare vescovo, affermando che, in base al diritto canonico, un vescovo avrebbe dovuto avere almeno trent’anni; durante i primi quattro mesi dovette affrontare molte questioni che non facevano parte dei doveri consueti di un abate dato che una grave carestia imperversava nelle campagne circostanti e il popolo implorava il suo aiuto.
Al termine di questa carestia, coloro che avevano beneficiato della sua assistenza lo acclamarono come “il salvatore delle campagne”, anche se non tutti erano entusiasti di lui; infatti, al di fuori dell’abbazia, dovette affrontare i banditi e i malviventi che infestavano le colline di Wicklow, mentre all’interno della congregazione era accusato continuamente da quelli che desideravano distruggere la sua reputazione, infastiditi dalla severità e dal fervore con cui li rimproverava per il loro comportamento rilassato.Fece da mediatore tra gli irlandesi e gli invasori anglo-normanni e accettò la bolla Laudabiliter con la quale papa Adriano II concedeva a Enrico II la sovranità sull’Irlanda.
I tentativi dei monaci fallirono, a quanto pare, nel 1161, alla morte di. Gregorio, primo arcivescovo di Dublino, quando Lorenzo divenne suo successore; fu consacrato arcivescovo di Armagh nella cattedrale della S. Trinità (oggi Christ Church), da Gelasio. Innanzitutto il nuovo arcivescovo riformò il clero diocesano, imponendo ai canonici della cattedrale la Regola dei Canonici Regolari di Arrouaise, abbazia fondata nel 1090, nella diocesi di Arras, e diventata un modello per molte altre; Lorenzo stesso entrò nella congregazione, diventando famoso per la disponibilità, l’eccezionale generosità verso i poveri, la preghiera incessante e l’interesse per la dignità del culto. Dopo aver ripristinato la disciplina nella chiesa di Glendalough, grazie a suo nipote Thomas, che fu eletto canonico dopo l’espulsione di un indegno pupillo di Dermot, Lorenzo era solito ritirarsi di volta in volta nella cella di S. Kevin una grotta sul lago Superiore.
Dal 1170 in poi, Lorenzo fu coinvolto nelle politiche angloirlandesi; Dermot MacMurrough, esiliato dall’Irlanda per i suoi eccessi, era deciso a ritornarvi e chiese aiuto al re inglese Enrico II, felice di fornirgli dei volontari, capeggiati da Strongbow che sbarcarono a Waterford nel 1170, invadendo parte di Leinster e marciarono su Dublino. Lorenzo fu inviato come mediatore, ma gli alleati anglo-normanni di Dermot saccheggiarono la città, mentre la trattativa era ancora in corso. Lorenzo poi si dedicò al conforto delle persone i cui famigliari erano stati uccisi, rapiti o mutilati, in generale sostenendo e rassicurando il popolo in quella situazione di pericolo. Dermot aveva quasi raggiunto il suo scopo, qúando morì improvvisamente e Strongbow rivendicò il suo diritto su Leinster in quanto erede di Dermot e marito di sua figlia. L’Irlanda si unì sotto la guida del re Rory O’Conor, mentre Strongbow si rifugiò a Dublino; ancora una volta Lorenzo agì da negoziatore, ma questa volta fallì e Strongbow, in un ultimo tentativo disperato, inaspettatamente riuscì a cacciare l’esercito irlandese.
Nel 1173, assieme ad altri vescovi irlandesi, intervenne al III sinodo Lateranense. Si recò come ambasciatore in Inghilterra per incontrare Enrico II ma questi, nel 1180, lo esiliò in Normandia. Morì a Eu presso il monastero dei canonici vittorini.
PREGHIERA
San Lorenzo prega e intercedi per noi presso Gesù affinché ci doni le grazie di cui abbiamo bisogno così da farne tesoro per portare ingenti frutti e cibo spirituale. Il Signore Gesù ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna, amen.
MARTIROLOGIO ROMANO
A Eu nella Normandia, in Francia, transito di san Lorenzo O’Toole (Lorcan Ua Tuathail), vescovo di Dublino, che, nonostante le difficoltà del suo tempo, promosse strenuamente l’osservanza della disciplina della Chiesa e, impegnato a riportare la concordia tra i príncipi, passò alla gioia della pace eterna mentre si recava da Enrico re d’Inghilterra.
AMALFINOTIZIE
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI A QUANTI FESTEGGIANO OGGI
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI DI BUON COMPLEANNO ALL'AMICO STANISLAO BALSAMO
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di Michele Pappacoda Sinceri auguri di Buon Compleanno all' amico Stanislao Balzamo uomo impegnato nel lavoro ma anche in politica amico da sempre di tutti con un cuore immenso verso il prossimo possa essere per te un giorno speciale come più desideri. Auguri felicissimi di buon compleanno dal direttore Michele Pappacoda e da tutto lo staf del Giornale Vettica di Amalfi Online.
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI DI BUON COMPLEANNO A DON ENNIO PAOLILLO PARROCO DI MINORI
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di Michele Pappacoda Oggi il parroco di Minori festeggia il suo compleanno uomo stimatissimo da tutti e amico di tutti oggi nel suo compleanno io e le persone di Vettica di Amalfi gli auguriamo Buon Compleanno e che possa svolgere con amore e fede la sua pastorale nella cittadina costiera di Minori. Auguri da tutto lo staff del Giornale Vettica di Amalfi Online
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI DI BUON ONOMASTICO AL NOSTRO CARO RAFFAELE ZUPPARDO
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di Miki Pappacoda I miei sinceri auguri di buon onomastico al mio caro cognato Raffaele uomo umile discreto con tantà bontà d'animo verso il prossimo in particolare aiuta con il cuore la mia famiglia in ogni circostante ed è principalmente un grande assistente nell'aggiustare computer fissi mobili e tablet li fa rinascere veramente. AUGURI FELICISSIMI DA TUTTI NOI...
GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI DI BUON COMPLEANNO AL MIO GRANDE AMICO GIOVANNI FARZATI
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di Miki Pappacoda Sinceri auguri di buon compleanno al nostro caro amico nonche collega su Positanonews Giovanni Farzati grande ciclista uomo sincero e leale sempre pronto a dare il suo contributo anche sul mio giornalino gli auguro un lieto e felice compleanno Auguriiiiiiiiii da parte mia e di tutto lo staff
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