Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Michele Pappacoda Auguri di buon onomastico a tutte le Maria che possa essere per voi un giorno particolare prospero e ricco di tante cose belle e che la vita via dia tante soddisfazioni. Augurissimi da tutta le redazione del Giornale Vettica di Amalfi Online.
di Michele Pappacoda Auguri di buon onomastico a mia sorella Maria possa essere per te un giorno speciale cerca però di capire che tuo fratello e le tue sorelle vogliono solo aiutarti ma se tu dai ragione sempre ai pazzi e a chi ti fa del male e ti sfrutta noi non possiamo più aiutarti Buon Onomastico Maria
DI MICHELE PAPPACODA Tanti auguri di buon compleanno alla nostra collaboratrice e amica Angela Cecere, da parte del direttore Michele Pappacoda, della vicedirettrice Morena Motta e da tutti gli altri collaboratori. Un grazie ad Angela anche per la collaborazione preziosa che dà al giornale Vettica di Amalfi on-line.
DI MICHELE E MORENA Oggi ricorre una data importante per noi: è il giorno in cui ci siamo incontrati la prima volta a Minori sul ponticello e, come ogni anno, abbiamo deciso che questa data sia l'anniversario estivo del nostro fidanzamento.
MICHELE: auguro al mio grande amore Morena di essere sempre felice e che il nostro amore continui ad essere sempre ad alti livelli, ricco di tante cose belle. Auguro a te un felice anniversario di fidanzamento anniversario estivo auguri vita mia.
MORENA: sono trascorsi cinque anni dal nostro primo incontro. Momenti belli, di gioie e dolori. L’amore è l’unione di due cuori e di due persone, che nonostante tante cose e tante diversità, riescono comunque a superare tutto. Questi siamo noi oggi e spero anche negli anni a venire. Buon anniversario estivo amore mio.
Tutto lo staff del Giornale Vettica di Amalfi online, augura un sereno e felice compleanno alla Dottoressa Rosa De Martino, che così scrive sul suo profilo Facebook:
Buongiorno è trascorso un altro anno della mia vita e non smetto di sognare e continuare il mio percorso,l’anima si tiene in allenamento e la mente ha bisogno di essere dissetata da saperi e cultura.
Scegliere un senso e dare un senso questo è quello che io porto con me.
Un altro anno è trascorso fiera di me , mi auguro che il buon Dio mi faccia sempre questo meraviglioso dono di essere umile e amare me stessa e il prossimo. AUGURI A ME
Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane. (Henry Ford)
di Michele Pappacoda Buon Anniversario Morena mio grande amore Morena “Momenti belli e momenti turbolenti, gioie e dolori… l’amore è l’unione di due cuori e di due persone, che nonostante tante cose e tante diversità, riescono comunque a superare tutto. Questi siamo noi oggi e spero anche negli anni a venire. Buon anniversario”.
di Michele Pappacoda Auguri alla mia cara mamma Lucia che oggi festeggia il suo onomastico una mamma buona che si preoccupa di tutto e tutti sei grande mamma e in questo giorno ricordo anche il mio papà Giacomo che non c'è più ma e qui a festeggiare con noi il tuo onomastico . AUGURI MAMMA
di Michele PappacodaAuguri a mia sorella Barbara Pappacoda collaboratrice per il suo onomastico possa essere x trim giorno speciale come tu desideri auguri Da tuo fratello tua mamma e il mio grande amore Morena e tutto lo staff.
di Miki Pappacoda Auguri a quanti festeggiano oggi un compleanno, un onomastico, un anniversario, matrimonio ecc. possa essere un giorno speciale e felice come voi desiderate. Auguri da tutto lo staff.
San Giacomo della Marca Sacerdote O.F.M.
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iacomo, al secolo Domenico, nasce il 1° settembre 1393 a Monteprandone (Ascoli Piceno); è il diciottesimo figlio di Antonio Gangali e Antonia Rossi. Rimase presto orfano del padre e fu affidato ad uno zio curato a Offida, che gli insegnò a leggere ed a scrivere. A tredici anni fu mandato a scuola ad Ascoli dove apprese quella che allora era la cultura di base composta da: grammatica, retorica, dialettica, geometria, aritmetica, musica ed astronomia.
Si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 e lo troviamo poi a Bibbiena, in Toscana, come giudice e poi come notaio nella segreteria comunale di Firenze. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visione del Monte Verna, lasciò l'avvocatura ed entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.
Fu allievo, con S. Giovanni da Capestrano, di S. Bernardino da Siena. Durante la Quaresima del 1420 fu ordinato sacerdote ed il 13 giugno tenne la sua prima predica in onore di S. Antonio da Padova. Fu talmente incisivo, e la sua predica talmente coinvolgente, che i superiori lo indirizzarono subito verso questo impegnativo e difficile compito. Fra Giacomo si attenne, nella sua predicazione, al modo di predicare dei francescani del suo tempo. La loro era una predicazione popolare, accessibile a tutte le classi sociali, con un linguaggio vivo, ricco di esempi, a volte arguta. Le prediche non si tenevano solo in chiesa, ma anche nelle piazze. Durante le omelie venivano toccati i temi fondamentali della fede, soprattutto i grandi temi dell'incarnazione di Cristo e della morale evangelica. Le predicazioni avvenivano soprattutto nei tempi dell'Avvento, della Quaresima e a Maggio. Naturalmente le predicazioni minori si organizzavano secondo le richieste e le necessità locali e con durate diverse. I sermoni duravano da 1 a 3 ore e si tenevano normalmente al mattino presto o all'ora del vespro. S. Bernardino da Siena fu il modello della predicazione francescana dell'Osservanza, modello di fede e fervore apostolico, di fine arguzia e bellezza letteraria, di stile oratorio. Lo stesso Giacomo affermerà che molto egli doveva a Bernardino: “Ricordo che egli m’insegnava a predicare e il modo di emettere la voce, regolare i gesti ed anche a fare esclamazioni a tempo e a luogo debiti” Molto fecondi per la predicazione risultarono a fra Giacomo i primi anni del suo sacerdozio, quando il maggior tempo che aveva a disposizione gli permise di stendere per iscritto molte delle sue prediche, giunte fino a noi. Abbiamo così i cosiddetti Sermoni domenicali, una raccolta di circa un centinaio di prediche, tenute in ogni domenica dell'anno sui testi della Sacra Scrittura usati nella messa.
L'intera vita di fra Giacomo della Marca fu spesa nella predicazione. Dal giugno del 1420 alla fine del 1431 predicò in Italia nelle città di Ussita, Visso, Montemonaco, Macerata, Jesi, Cupramontana, Camerino, Tolentino, Fabriano, Ancona, Recanati, Fano. Dal gennaio del 1432 all'aprile del 1434 svolge apostolato della predicazione in Dalmazia, Slavonia e Bosnia. Dal maggio del 1434 alla primavera del 1435 fu di nuovo in Italia, nelle Marche predicò la Quaresima ad Urbino. Dalla primavera del 1435 al settembre del 1439 fu in Dalmazia, Slavonia, Bosnia, Boemia e Ungheria. Dal novembre del 1439 al dicembre del 1452 predicò in Italia, nelle Marche ad Osimo, Fermo, Fabriano, Treia, Urbino, Camerino, Cingoli, Ascoli. All'inizio del 1453 fu di nuovo in Dalmazia, ma fu richiamato d'urgenza in Italia, dove rimase fino al 1457 dove tenne prediche a San Severino, Matelica, Fermo, Sant'Elpidio, Ascoli, Fano, Fabriano, Ancona. Dal maggio del 1457 di nuovo in Dalmazia, Bosnia, Ungheria, Boemia e forse anche in Polonia, fino alla fine del 1458. Tornato in Italia vi rimase fino alla morte. Visitò Ascoli e la sua Monteprandone, dove dimorò sempre più a lungo e per l'ultima volta nel 1472.
Grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo e Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. A suggello di ciò nello stemma delle due città è rappresentato lo stemma dell'altra ex nemica. Abile predicatore, il suo ordine lo impiegò nel contrasto dell'eresia ‘bogomil’ in Bosnia e delle dottrine degli ussiti in Austria e Boemia; fondò alcuni conventi nell'Europa centrale. Fu il primo a promuovere l'istituzione del Monti di Pietà per combattere la piaga dell'usura. Prese parte al Concilio di Firenze per la riunione della Chiesa latina a quelle orientali. Pur immerso in tante fatiche si prodigò a costruire basiliche, conventi, biblioteche, pozzi e cisterne pubbliche; diede Statuti Civili - lui frate - ad undici città mentre attendeva a fondare nuove confraternite - figurando come un precursore dell'associazionismo cattolico - trova anche il tempo per scrivere 18 libri, mostrandosi così di ingegno universale.
Muore a Napoli il 28 novembre 1476. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 2004 il corpo è stato traslato nella Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato nel 1449, a Monteprandone, attualmente sede del Museo del Santuario di San Giacomo della Marca.
Giacomo della Marca è stato beatificato il 12 agosto 1624 da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 10 dicembre 1726 da Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).
di Michele Pappacoda Auguri a quanti oggi festeggiano un onomastico compleanno o un evento partcolare. Auguri da tutto lo staff.
Oggi 16 Novembrela Chiesa Cattolica celebraSanta Gertrude la Grande.
Santa Gertrude: vita, preghiera e martirologio della Santa del 16 novembre
Nata nel 1256 a Eisleben, in Germania, a 5 anni venne affidata alle monache di Helfta e con loro trascorse il resto della vita.
Educata nell’eccellente scuola dell’abbazia, presto rivelò un’intelligenza fuori dal comune.
Dotata di grande ingegno, di forte volontà e di una penetrazione straordinaria, Gertrude fece presto presagire grandi cose di sè; la lingua latina le divenne familiare, la teologia mistica, i libri ispirati erano il suo pascolo, sì che sovente i più abili dottori ebbero a stupire della sua vasta erudizione.
Ma questa sua grande passione per gli studi le impedì alquanto la vita di raccoglimento e di preghiera.
Nell’Avvento dell’anno 1281 ebbe una violenta crisi spirituale che determinò la sua conversione, come la chiamò ella stessa. Il 27 gennaio dell’anno seguente, la calma ritornò in lei in seguito ad una visione. Le apparve Nostro Signore e le disse: « Presto verrà la tua salvezza».
In una vigilia dell’Annunziata Santa Geltrude cantando in coro l’Ave Maria vide scaturire improvvisamente dal Cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, come tre zampilli che penetrati nel Cuore di Maria Santissima risalivano alla loro sorgente: ed udii una voce che le disse: Dopo la Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio, la Tenerezza misericordiosa dello Spirito Santo, nulla è paragonabile alla Potenza, Sapienza e Tenerezza misericordiosa di Maria.
Fu la prima propagatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù.
Dei suoi progressi nella vita dello spirito, siamo informati dalla sua opera, ‘Rivelazioni’, che consta di cinque libri. Solo il secondo, il ‘Legatus’, un inno alla misericordia di Dio, è scritto di suo pugno.
Il primo, una sua biografia, e gli altri vennero composti dopo la sua morte da una consorella, a partire da suoi appunti e racconti.
Alla base delle sue esperienze mistiche vi sono le celebrazioni liturgiche, mentre il linguaggio evidenzia una forte impronta biblica. La sua dottrina, infine, è cristocentrica.
La misericordia del Salvatore la trasporta nella sua divinità al punto che, come Maria, ella si sente sposa e madre di Gesù.
Vivendo costantemente alla presenza di Dio, vede sempre Gesù, il Dio fatto uomo, il Salvatore con il cuore squarciato e vive nella disponibilità a patire ciò che ancora manca alla passione di Cristo.
Nel giorno della festa di S. Martino, 11 novembre, Gesù in visione le disse: « Presto ti toglierò da questa vita ». Il mercoledì di Pasqua dell’anno dopo si sentì chiamare: « Vieni, mia eletta, ed io farò di te il mio trono »; era l’avviso di prepararsi alla morte che avvenne dolcemente poco dopo. Una delle più grandi mistiche cristiane morì nel 1301 o 1302.
La Santa fu canonizzata nel 1667 e la Chiesa universale ne celebra la festa il 16 novembre.
PREGHIERA
Dio, che ti preparasti nel cuore della beata vergine Gertrude una grata abitazione, pei meriti e l’intercessione di lei cancella, benigno, le macchie del nostro cuore, e concedici di godere della sua compagnia.
MARTIROLOGIO ROMANO
Santa Gertrude, Vergine, il cui natale si ricorda il giorno seguente.