Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si era recato al Presidio Ospedaliero "Costa d'Amalfi" perché aveva avvertito dolore toracico mentre era alla guida e si è scoperto che aveva un infarto in corso. È accaduto il 22 dicembre scorso, quando l'uomo, giunto a Castiglione non ha trovato né cardiologo (quel giorno assente) né internista: quest'ultimo era uscito per un trasferimento medicalizzato. I medici disponibili - chirurgo e anestesista - l'hanno sottoposto a tracciato, risultato positivo all'infarto. Il malcapitato è stato quindi trasferito urgentemente al "Ruggi" di Salerno in un'ambulanza medicalizzata del 118. L'uomo, un 70enne di Salerno giunto in Costiera Amalfitana per andare a trovare alcuni amici, è stato salvato nella cardiologia dell'ospedale salernitano, ma poteva andare diversamente. L'auspicio è che a Castiglione venga messo a disposizione finalmente un cardiologo fisso. (Foto di Massimiliano D'Uva) IL VESCOVADO
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Esplode fabbrica di fuochi artificiali, tragico il bilancio delle vittime”. Purtroppo spesso apprendiamo notizie del genere. Un episodio simile accadde anche ad Amalfi Il 21 dicembre 1952. Una terribile esplosione gettò nel panico la frazione di Pogerola, i paesi limitrofi e il sottostante comune capoluogo. Saltò in aria una fabbrica di fuochi clandestina in località Mola della Salice. Ai primi soccorritori si presentò uno scenario penoso. Era crollata la sede della fabbrica, una casa colonica di due piani. Un’abitazione vicina, di un certo Luca Chierchia, fu sventrata per lo spostamento d’aria. Giunti sul posto, i carabinieri agli ordini del comandante Guido Mastroianni e alcuni volenterosi sotto la guida dell’ing. Ruggiero Francese prestarono i primi soccorsi. Venne estratto dalle macerie il proprietario della fabbrica Fiorentino De Crescenzo, di 60 anni, con ustioni di primo e secondo grado al viso e numerose ferite al corpo. Fu trasportato privo di sensi alla clinica Spirito Santo di Amalfi del dottore Gaetano Naddeo. Uno dei fuochisti, Gregorio Avitabile di Matteo, riuscì a venire fuori dalle macerie da solo e benché gravemente ferito al viso e al corpo si trascinò sino alla sua abitazione a circa 200 metri di distanza dove venne soccorso dal dottore Naddeo. Per soccorrere altre quattro persone sepolte sotto le macerie accorsero i Vigili del Fuoco di Salerno. Estrassero i corpi irriconoscibili della sessantenne Maria Lauritano e del ventiseienne Costabile De Crescenzo. La testa della donna orribilmente maciullata venne rinvenuta sotto una pianta di fico, ciocche di capelli erano rimaste impigliate sui rami. Si calcolò che esplose circa un quintale e mezzo di polvere pirica. La fabbrica doveva essere piena di fuochi per le imminenti feste natalizie. Infatti un discreto quantitativo di tracchi e bombe a mano inesplosi presenti sia in un deposito che tra le macerie costituirono un serio pericolo per i soccorsi. Solo dopo molto tempo alla luce dei riflettori fu possibile estrarre i corpi senza vita di Alfonso Esposito di 28 anni e Alfonso De Crescenzo di 26. Nella serata i due feriti furono trasportati all’Ospedale di Salerno per l’aggravarsi delle loro condizioni. Sul posto della sciagura accorsero il sindaco di Amalfi, l’ avv. Francesco Amodio, in seguito parlamentare della Democrazia Cristiana, e l’avv. Bottiglieri, all’epoca presidente dell’ Ente provinciale turistico di Salerno. Il consiglio comunale previsto nella serata fu annullato in segno di lutto e di solidarietà. di Antonio Amatruda AMALFI NOTIZIE
INSERITO DA MORENA MOTTA Ogni anno, quando il Natale si avvicina, la Costiera Amalfitana si trasforma in un laboratorio di dolcezza. Non solo le storiche e rinomate pasticcerie, qui, tra le vie serpeggianti e i paesaggi mozzafiato, uomini e donne del territorio diventano abili pasticcieri, custodi di un'arte antica e deliziosa. Quest'anno abbiamo avuto la fortuna, l'onore e il privilegio di visitare la cucina della signora Liliana Celio, un'abile cuoca di Amalfi, che quest'anno ci ha aperto le porte della sua "pasticceria" segreta. Nella cucina di Liliana prendono vita i roccocò, dolci tipici della tradizione napoletana. Questi biscotti, realizzati con una ricetta segreta che resta inaccessibile, anche ai palati più esperti, incarnano l'anima della tradizione natalizia locale. La ricetta di questi roccocò ha radici lontane, proveniente dal forno di Minori, lo stesso dove il rinomato pasticciere Sal De Riso ha mosso i primi passi negli anni '80. È stata Maria Apicella, meglio conosciuta ad Amalfi come Maria 'e Minori, a portare questa ricetta ad Amalfi, più di 100 anni fa. Insieme alla figlia Antonietta Pacileo, madre di Alfonso Proto, hanno dato vita a una versione migliorata di questi dolci, un vero e proprio patrimonio di famiglia. Preparati rigorosamente in casa, con l'aiuto di un piccolo forno professionale, i roccocò della famiglia Proto raggiungono ogni anno le tavole di ogni angolo del mondo, grazie agli amalfitani che, anche in viaggio, non vogliono rinunciare ai sapori tipici del Natale. Quest'anno, ad affiancare Alfonso, geloso custode della ricetta "modificata", c'erano figure chiave per la buona riuscita dei roccoco': il figlio Alberto, direttore della Torre Saracena di Amalfi; Salvatore Milano, patron di Terrazza Duomo insieme ad Alfonso Minutolo; e Giovanni Proto, venuto da Atrani per supportare questa allegra combriccola. Il risultato di questo lavoro di squadra è visibile nelle foto che accompagnano l'articolo, ma è soprattutto nell'indescrivibile profumo che si diffonde nell'aria, regalando a tutti l'essenza del Natale. In queste piccole pasticcerie nascoste tra le mura di casa, la tradizione si rinnova e si mantiene viva, unendo generazioni in un dolce abbraccio. I roccocò della famiglia Proto e della loro squadra sono più che semplici dolci; sono un ponte tra passato e presente, un tesoro di sapori e affetti che ogni anno riscalda i cuori di chi li assaggia, in Costiera Amalfitana e oltre. IL VESCOVADO
DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Babbo Natale arriva in carne e ossa ai piedi della monumentale scala di Sant'Andrea per raccogliere sogni e desideri dei più piccoli
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il gip archivia le indagini bis sul decesso del 16enne: «L’indagato non ha confermato le accuse mosse nei suoi confronti»
Poco meno d’un migliaio di giorni: 995, per l’esattezza. È il tempo ch’è passato dal primo aprile del 2021, ilGiovedì santoche segnò l’archiviazione delle prime indagini – a carico d’ignoti – sulla misteriosa morte diVittorio Senatore, 16enne cetarese (ma residente aCava de’ Tirreni) che la notte del 15 settembre 2019 perse la vita sull’asfalto divia Croce, traSalernoaVietri sul Mare, al 22 dicembre 2023: il gipMarilena Albaranoha ordinato d’accantonare definitivamente l’inchiesta “bis”. Lo ha fatto su richiesta diMafalda Daria Cioncada, pm titolare d’entrambi i fascicoli archiviati: nell’ultimo era indagato per omicidio stradale un 25enne di Cetara, all’epoca amico della vittima, assistito dall’avvocatoMario Secondino.ù
La denuncia
Stando alla denuncia dei genitori di Vittorio, mammaMonica Ferraroe papàDomenico Senatore, patrocinati dal penalistaVincenzo Forte, gli pneumatici dello scooter del giovane avrebbero sormontato il ciclomotore sul quale viaggiava il 16enne (che, per loro, non era alla guida del mezzo): circostanza che la famiglia ha appreso da altri due amici del figlio – che quella sera non erano in via Croce – capaci di strappare dalla bocca del ragazzo in sella al motorino con Vittorio un laconico «vai da quelli che stavano dietro di me che gli sono andati a finire addosso». LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE Giornata storica quella di oggi, 19 dicembre 2023, per la Comunità parrocchiale di Amalfi. Alle 15, nella Cattedrale di Sant'Andrea è stata restituita alla collettività l'antica statua lignea effigiante la "Madonna del Carmine" risalente al XVIII secolo, trafugata da ignoti il 25 agosto 2014 dalla Chiesa S. Maria del Pino, nella frazione Pastena. Dopo circa nove anni di ricerca, l'antica scultura della Madonna è stata individuata online sulla pagina Instagram di un account riferibile ad un antiquario olandese. L'attività investigativa ha permesso di accertare l'illecita esportazione della scultura della "Madonna" acquistata presso un mercato di antiquari ad Arezzo, celata in un trolley da viaggio e portata fino in Olanda, in una cittadina a pochi chilometri da Amsterdam. Una chiesa gremita, oggi, ha accolto il ritorno della statua e ha preso parte alla conferenza stampa del procuratore capo della Procura presso il Tribunale di Salerno, che ha coordinato l'indagine. «Gli abitanti di Pastena - ha spiegato un commosso Don Antonio Porpora - l'hanno sempre considerata come loro "benevola madre", invocandola nelle circostanze della vita, felici e avverse. Tale devozione si è estesa all'intera comunità cristiana di Amalfi e tra i fedeli in molte parti dell'Arcidiocesi, che nei secoli sono accorsi sempre numerosi a venerare il simulacro. Ricordo ancora il senso di costernazione che prese noi tutti dinanzi alla nicchia rimasta vuota: e se anche si provvide a sostituirla con un'altra pregevole statua realizzata dall'amico scultore Giuseppe Ercolano di Sorrento, la nostalgia dell'antica statua non è andata mai sopita. E non posso non pensare all'amico Enzo Cretella, custode fedele del piccolo tempio del Pino, il cui smarrito pianto di quel giorno si tramutò in costante atteggiamento orante, fiducioso, sostenuto da una certezza che la Madonna non avrebbe deluso. Noi oggi siamo qui a fare festa e a ringraziare il Signore perché queste speranze non sono andate deluse». «Voglio dire grazie, a nome della comunità di Amalfi, a chi ha reso possibile la restituzione della Madonnina. Rubare è un reato, rubare una cosa in Chiesa è un gesto brutto, perché vilipendia i sentimenti che una comunità ripone nei suoi simili. Oggi è un'occasione per avere fede ma anche per avere fiducia nelle istituzioni», così il sindaco Daniele Milano. La statua, quindi, è stata introdotta in Chiesa dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, mentre l'assemblea si è lasciata andare agli applausi e alle lacrime di gioia. «Ho voluto questa cerimonia perché ritenevo che fosse doveroso per la Procura della Repubblica - ha dichiarato il Procuratore capo Giuseppe Borrelli - incontrarsi con una comunità alla quale è riuscita a dare un servizio. Il recupero è stato un'attività oltremodo complessa: la statua è stata rintracciata nel 2019 da un giovane di Conca dei Marini, Pierpaolo Milo, su un profilo Instagram di un negozio di antiquariato olandese e che ha avvisato subito i Carabinieri. Da lì è iniziata una lunghissima trattativa con le autorità giudiziarie olandesi per ottenerne il blocco della vendita e poi la restituzione. Ci siamo riusciti con la collaborazione di Eurojust, che è un'articolazione europea della magistratura italiana che si trova proprio in Olanda. La trattativa è stata poi complicata dal fatto che l'acquisto del bene era avvenuto in sostanziale buona fede. Questo per me è un bellissimo momento perché oggi c'è una partecipazione sincera e sono contento di questa gioia che siamo riusciti a darvi».
INSERITO DA DA ANGELA CECERE La "Gea", Società Cooperativa Sociale con sede in Piazza Corsano, a Tramonti, ricerca una risorsa da inserire nel proprio organico per impiego part-time. La risorsa eseguirà le seguenti mansioni: pulizia e sanificazione di ambienti, condomini ed uffici in Costiera Amalfitana. Si richiede: Disponibilità a lavoro su turni Precisione e puntualità Essere automunito. Per candidarsi è necessario trasmettere il curriculum vitae in formato europeo esclusivamente al seguente indirizzo www.coopgea.org/lavora-con-noi con indicazione nel campo Riferimento Avviso: CODICE 03AD23 ADDETTIPULIZIE. I candidati saranno convocati per un primo colloquio conoscitivo a discrezione dell'Ufficio Reclutamento e Selezione del personale della Cooperativa.
INSERITO DA MIKI PAPPACODAAd Amalfi, in prossimità del parcheggio in roccia “Luna Rossa”, è stato istituito sulla SS 163 il senso unico alternato e sono stati installati i semafori. La misura si è resa necessaria per il rifacimento della facciata del parcheggio. Dopo l’istallazione dell’impalcatura, si sta procedendo a mettere l’intonaco e a rendere nuovamente visibile la scritta del parcheggio, sbiadita dagli agenti atmosferici. POSITANONEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un murale è apparso a sfregiare il grappolo di case col nido d'amore di Anna Magnani e Roberto Rossellini al fiordo di Furore, in Costiera amalfitana. Nella più assoluta indifferenza, il graffito è là da circa una settimana, sul fianco rosso di una casa con la volta a cupola, proprio al piano superiore del "monazzeno" (le antiche dimore dei pescatori ad ambiente unico) che Annarella acquistò per 10mila lire e dove visse la stagione più bella e i frangenti tempestosi della sua relazione col regista, maestro del Neorealismo italiano. Villa della Storta, così fu battezzata dalla Magnani la piccola casa, è oggi museo permanente dedicato all'attrice, nel quale si racconta della stagione del Neorealismo in Costa d'Amalfi e, tra l'altro, anche del film "L'amore" il cui episodio "Il Miracolo" è stato girato tra Furore, Maiori e Atrani, richiamando il regista e l'attrice in questi luoghi ai quali hanno legato pagine importanti della storia del cinema e della cultura italiana. E della loro tormentata storia d'amore, che qui ebbe fine. È per quell'insediamento abitativo nel complesso, sottoposto a vincolo paesaggistico e ora sfregiato, che Furore è uno dei Borghi più belli d'Italia. Per l'assetto unico del fiordo e delle tradizionali dimore dei pescatori con gli "astici a panza" in esso incastonate, fuse a creare un paesaggio verticale che è allo stesso momento paesaggio naturale e culturale, patrimonio UNESCO. Un unicum che ha dato vita anche ad un ecomuseo. Diverse sono le realtà demandate ad avere cura del Fiordo di Furore, tra le quali occorre specificare che non è presente il Distretto Turistico Costa d'Amalfi, che però di fronte allo sfregio del murale ha deciso di intervenire. Come spiega il presidente del Distretto Andrea Ferraioli: "Il fiordo di Furore non può passare da simbolo della cultura e patrimonio dell'umanità UNESCO a luogo di decadenza e noncuranza. È difficile essere indifferenti a tanta indifferenza. Per questo motivo, dopo giorni nei quali non abbiamo visto nessuna reazione rispetto all'apparizione di quel murale, che salta agli occhi anche quando si transita lungo la Statale Amalfitana, c'è il nostro intervento. Come Distretto Turistico Costa d'Amalfi auspichiamo che si intervenga per identificare gli autori del gesto e che ci siano azioni mirate a recuperare il decoro del fiordo di Furore. Non solo della parete sfregiata, ma dell'intera area, che è uno dei punti di attrazione principali della Costiera amalfitana e come tale va curato". IL VESCOVADO