Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA A partire da lunedì 1° febbraio 2021, chiunque - purché iscritto al sistema di assistenza sanitaria regionale - potrà effettuare il test antigenico rapido nasale (tampone rapido) e il test sierologico nelle farmacie convenzionate al prezzo calmierato di 15 euro. Non sarà necessaria la ricetta medica: basterà prenotarsi in farmacia e presentarsi all’appuntamento, a condizione naturalmente non si abbia febbre o altra sintomotologia respiratoria, e non si siano verificati contatti recenti con persone affette da Covid-19. Alla data del 8 febbraio 2021 a Concordia le farmacie convenzionate sono quelle del dott. Renzo Belli in Piazza Roma, 34 (tel. 0535 55139) e del dott. Manuele Rossi in via Martiri della Libertà, 10/H (tel. 0535 55129).È una delle novità previste dalla Regione che, oltre a offrire quest’opportunità ai cittadini, allarga ulteriormente la platea dei destinatari della campagna di screening volontaria e gratuita - voluta per contrastare la diffusione del Covid-19, soprattutto in ambiente scolastico e familiare - con il tampone rapido in farmacia. Alle categorie che già ne hanno diritto si aggiungono educatori che lavorano a contatto con giovani e giovanissimi, istruttori e allenatori di società sportive giovanili, volontari del Terzo settore che assistono anziani soli o persone con disabilità, caregiver familiari che si prendono cura di anziani soli o disabili. Non solo: si stabilisce inoltre che determinate fasce della popolazione già coinvolte nello screening - e precisamente scolari e studenti (0-18 anni e maggiorenni se frequentano la scuola secondaria superiore), universitari, studenti dei percorsi di IeFP, personale scolastico degli istituti di ogni ordine e grado e dei servizi educativi 0-3 anni e personale degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di IeFP - potranno ripetere il tampone rapido in farmacia, sempre a carico del Servizio sanitario regionale, ogni 15 giorni. Per le altre categorie la frequenza per effettuare il test resta mensile. Da lunedì 1° febbraio 2021, dunque, anche i cittadini che non rientrano nei target degli aventi diritto a ricevere gratuitamente la prestazione, purché iscritti al sistema di assistenza sanitaria della Regione Emilia-Romagna, potranno effettuare nelle farmacie convenzionate, a pagamento, i tamponi rapidi, con oneri a carico dei cittadini stessi. La farmacia dovrà garantire l’applicazione di un prezzo calmierato uguale a quello già definito a carico del Servizio sanitario regionale (15 euro a test esente Iva), sia per il tampone rapido che per il sierologico, e assicurare la tracciabilità e la visibilità dei dati al medico di medicina generale del cittadino e ai Dipartimenti di sanità pubblica dell’Azienda Usl di assistenza tramite un apposito applicativo elettronico.
INSERITO DA MORENA MOTTA A partire da lunedì 1° febbraio 2021, chiunque - purché iscritto al sistema di assistenza sanitaria regionale - potrà effettuare il test antigenico rapido nasale (tampone rapido) e il test sierologico nelle farmacie convenzionate al prezzo calmierato di 15 euro.
Alla data del 8 febbraio 2021 a Concordia le farmacie convenzionate sono quelle del dott. Renzo Belli in Piazza Roma, 34 (tel. 0535 55139) e del dott. Manuele Rossi in via Martiri della Libertà, 10/H (tel. 0535 55129).
Non sarà necessaria la ricetta medica: basterà prenotarsi in farmacia e presentarsi all’appuntamento, a condizione naturalmente non si abbia febbre o altra sintomotologia respiratoria, e non si siano verificati contatti recenti con persone affette da Covid-19.
È una delle novità previste dalla Regione che, oltre a offrire quest’opportunità ai cittadini, allarga ulteriormente la platea dei destinatari della campagna di screening volontaria e gratuita - voluta per contrastare la diffusione del Covid-19, soprattutto in ambiente scolastico e familiare - con il tampone rapido in farmacia. Alle categorie che già ne hanno diritto si aggiungono educatori che lavorano a contatto con giovani e giovanissimi, istruttori e allenatori di società sportive giovanili, volontari del Terzo settore che assistono anziani soli o persone con disabilità, caregiver familiari che si prendono cura di anziani soli o disabili.
Non solo: si stabilisce inoltre che determinate fasce della popolazione già coinvolte nello screening - e precisamente scolari e studenti (0-18 anni e maggiorenni se frequentano la scuola secondaria superiore), universitari, studenti dei percorsi di IeFP, personale scolastico degli istituti di ogni ordine e grado e dei servizi educativi 0-3 anni e personale degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di IeFP - potranno ripetere il tampone rapido in farmacia, sempre a carico del Servizio sanitario regionale, ogni 15 giorni. Per le altre categorie la frequenza per effettuare il test resta mensile.
Da lunedì 1° febbraio 2021, dunque, anche i cittadini chenon rientrano nei target degli aventi diritto a ricevere gratuitamente la prestazione, purché iscritti al sistema di assistenza sanitaria della Regione Emilia-Romagna, potranno effettuare nelle farmacie convenzionate, a pagamento, i tamponi rapidi, con oneri a carico dei cittadini stessi.
La farmacia dovrà garantire l’applicazione di un prezzo calmierato uguale a quello già definito a carico del Servizio sanitario regionale (15 euro a test esente Iva), sia per il tampone rapido che per il sierologico, e assicurare la tracciabilità e la visibilità dei dati al medico di medicina generale del cittadino e ai Dipartimenti di sanità pubblica dell’Azienda Usl di assistenza tramite un apposito applicativo elettronico.
INSERITO DA ANGELA CECERE MIRANDOLA- Il rogo è divampato intorno alla mezzanotte di lunedì 8 febbraio nel locale frigoriferi e deposito di un self service a Mirandola. I Vigili del fuoco intervenuti sul posto (insieme ad altre tre squadre inviate dalla Sala Operativa 115) sono riusciti a domare le fiamme ed evitare la propagazione all’intero locale e alle attività commerciali vicine al ristorante. Non risultano danni a persone. Gli accertamenti sulle cause dell’incendio sono ancora in corso.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il Ministero dell’ambiente ha diffuso una nota esplicativa sulla possibilità di conferimento presso i Centri di Raccolta di modeste quantità di materiali inerti da costruzioni e demolizioni prodotti da utenze domestiche.
Si fa dunque chiarezza rispetto ad una prima interpretazione del decreto legislativo 116/2020 che recepisce la direttiva europea 2018/851 e che dal 1 gennaio 2021 escludeva esplicitamente dal loro novero i rifiuti da costruzione e demolizione. Tant’è che i Centri di Raccolta del territorio regionale – compreso quello di Concordia – non accettavano più questo tipo di rifiuti. Stiamo parlando, per esempio, di rifiuti prodotti da piccoli lavoretti in casa, quali piastrelle, pezzi di intonaco, calcinacci e così via.
Con la nota Ministeriale si specifica che i rifiuti prodotti da piccole lavorazioni fai da te effettuate nell’ambito del nucleo famigliare possono continuare ad essere gestiti alla stregua dei rifiuti urbani, e quindi potranno continuare ad essere conferiti presso i Centri di Raccolta.
Le nuove disposizioni sono da riferirsi a rifiuti generati da attività economiche per la produzione di beni e servizi, non alle piccole quantità prodotte in ambito domestico ed eseguite direttamente dal proprietario o affittuario nella propria abitazione.
Si ricorda ai cittadini che il conferimento di rifiuti presso il Centro di Raccolta di Via per Mirandola 77/B è completamente gratuito e che l’abbandono dei rifiuti, oltre che un segno di inciviltà, ha un costo che ricade su tutti noi.
Sul sito del comune è possibile scaricare la nota ministeriale:
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel 2020 la pandemia da Covid -19 è costata all’italiano medio 5.420 euro a testa, di cui 2.371 euro di minore Pil pro capite e i restanti 3.049 euro di incremento di debito. Il dato emerge dallo studio “Il debito pubblico italiano e il Covid – 19” realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha misurato l’impatto dell’emergenza sull’economia italiana mettendola a confronto con quella dei paesi del G20. Nell’analisi condotta a partire dai più recenti dati del Fondo Monetario Internazionale, emerge come il crollo del PIL reale per l’Italia, stimato per l’anno appena concluso al -9,2%, (-8,9% secondo gli ultimi dati Istat) sia il peggiore calo dopo l’Argentina (-10,4%) e il Regno Unito (-10%) mentre, a causa di un rimbalzo troppo corto nel 2021, l’Italia presenterebbe il calo del Pil maggiore nel biennio 2020-2021 (-6,5%). Nel 2020, la spesa pubblica aggiuntiva e gli sgravi fiscali per far fronte alla pandemia hanno raggiunto il 6,8% del Pil collocando l’Italia al 9° posto nel G20. In termini pro-capite, cioè in media per ogni italiano, il sostegno statale è stato pari a 1.858 euro, molto meno che in Germania (4.414 €), in Francia (2.677 €), negli Stati Uniti (9.311 €) o nel Regno Unito (5.752 €). Considerando che nel 2020 la perdita media per ogni italiano del Pil è pari a 2.371 euro, il sostegno statale di 1.858 euro non è stato sufficiente a coprirla generando una perdita di 513 euro pro-capite, mentre per la Francia il risultato è stato di -120 euro e per la Germania di +1.841 euro. Per quanto riguarda il debito pubblico, nel nostro paese, l’anno scorso, in termini pro-capite aumenta di 3.049 euro. Nel 2021 aumenta di altri 2.372 euro a testa e nel biennio cresce in totale di 5.421 euro. Per effetto della pandemia, il debito pubblico italiano a livello pro-capite e cioè per ogni italiano in media passa da 39.864 € del 2019 a 42.913 € del 2020. Nel G20 si colloca al terzo posto insieme al Canada e dopo Stati Uniti e Giappone e nel 2021 arriva a 45.285 euro. Per Massimo Miani, Presidente Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti “lo studio evidenzia come il nostro sia uno dei paesi più colpiti a livello mondiale nel Pil e nel rapporto debito/Pil. Allo stesso tempo è uno di quelli che meno ha adoperato la leva finanziaria per resistere alla crisi pandemica, da cui deriva una perdita di Pil nominale pro capite piuttosto rilevante. Le analisi e i dati presentati nella ricerca mettono in luce significativi profili di rischio per l’economia italiana tra cui il pericolo di nuovi shock fiscali che potrebbero aggravare la pressione fiscale italiana, già di per sé molto elevata”. Secondo Miani “è necessario promuovere politiche fiscali espansive maggiormente coerenti con la situazione di estrema difficoltà delle imprese e delle famiglie italiane e nello stesso tempo impiegare al meglio le risorse del Recovery Fund. Ma occorre anche ridiscutere, a livello europeo, le regole fiscali che governano la finanza pubblica. È assolutamente imprescindibile riconsiderare la sostenibilità del debito pubblico italiano alla luce delle mutate condizioni economiche post-pandemiche. Solo così si eviteranno shock pericolosi per l’economia del Paese che colpirebbero in modo sensibile la ricchezza degli italiani”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA MODENA – La Polizia di Stato di Modena, il 24 gennaio scorso, ha portato a termine un’importante attività investigativa che ha permesso di rintracciare un bambino di soli 3 anni scomparso dal territorio francese in quanto sottratto alla custodia della madre da un uomo di 33 anni. La notizia, apparsa su alcuni social network, aveva immediatamente interessato i collaterali organismi internazionali per l’avvio delle relative procedure di allerta. Il 22 gennaio, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato aveva informato la Squadra Mobile di Modena della possibile presenza dell’uomo in Italia, individuato tramite un’utenza telefonica che aveva in uso e che lo geo-localizzava nella zona della stazione ferroviaria. Di concerto con la locale Procura della Repubblica, gli investigatori hanno attivato un servizio di positioning. L’attività di indagine, che si è protratta per più giorni senza soluzione di continuità, ha permesso di acquisire elementi determinanti per rintracciare il minore, che è stato finalmente individuato insieme all’uomo la successiva domenica mattina nel centro cittadino. Il bambino è stato affidato ad una comunità in attesa dell’arrivo della madre, mentre l’uomo al termine degli accertamenti è stato associato alla locale casa circondariale in quanto destinatario di un mandato di arresto europeo. L’uomo si era spostato in treno dalla Francia a Modena, come dallo stesso riferito, per vie di alcune conoscenze che gli avrebbero fornito ospitalità. SULPANARO.NET
INSERITO DA MORENA MOTTA Si informano i cittadini che presso i Servizi demografici è possibile sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti" promossa da Maurizio Verona, Sindaco di Stazzema e Presidente dell’Istituzione Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, per conto del Comitato Promotore, con Sede Legale in Piazza Europa n.° 6, Pontestazzemese 55040 Stazzema (LU). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dedicato anagrafeantifascista.it
Tutti gli elettori possono sottoscrivere la proposta di Legge entro il 31 Marzo 2021, termine ultimo di raccolta, recandosi presso i Servizi demografici muniti di un documento di identità in corso di validità previo appuntamento al numero 0535 412927.
La proposta di legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 Ottobre 2020 e consta di due articoli:
NORME CONTRO LA PROPAGANDA E LA DIFFUSIONE DI MESSAGGI INNEGGIANTI A FASCISMO E NAZISMO E LA VENDITA E PRODUZIONE DI OGGETTI CON SIMBOLI FASCISTI E NAZISTI
Art. 1. 1. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:
«Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.
La pena di cui al primo comma è altresì aumentata di un terzo se il fatto è commesso con modalità ed atti espressivi dell’odio etnico o razziale.
All’articolo 5, primo comma, della legge 20 giugno 1952, n. 645, le parole:
«sino a» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a». Art. 2 1. Al Decreto Legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in Legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” all'art. 2 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
"1-bis. Qualora in pubbliche riunioni di cui al comma 1, l’esposizione riguardi emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco, la pena di cui all’art. 2 comma 1, è aumentata del doppio.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Qualcuno ha lasciato il gatto chiuso per ore nell’abitacolo dell’auto sotto il sole estivo, mentre qualcun altro si è “liberato” del pappagallo abbandonandolo davanti ai bidoni della spazzatura. E c’è, invece, chi ha tenuto il cane legato con una catena o non l’ha dotato di museruola durante le passeggiate al parco. Sono solo alcuni dei casi registrati nel 2020 dalla Polizia locale di Modena e riportati in un comunicato stampa diffuso dalla stessa Polizia, sul fronte del rispetto del benessere animale: le segnalazioni sono state 210, con altrettanti interventi di polizia di prossimità, delle quali 85 trattate come situazioni animali in pericolo o abbandono e, per questo motivo, affrontate se necessario con la collaborazione dell’Ufficio Diritti animali del Comune e il Servizio Veterinario dell’Ausl. La cifra si inserisce nel trend degli ultimi anni, confermando l’attenzione da parte dei cittadini nell’allertare il Comando di via Galilei, impegnato nei controlli per verificare il rispetto delle norme stabilite dal Regolamento comunale per la tutela degli animali. Oltre alle chiamate per il “disturbo” causato dai cani dei vicini che abbaiano, un fenomeno amplificato nei mesi del lockdown, le segnalazioni arrivate l’anno scorso alla Polizia locale hanno riguardato soprattutto situazioni di cani detenuti alla catena (una restrizione che è vietata dalle normative), cani chiusi in modo continuativo in gabbia, episodi di violenza fra cani o aggressioni che hanno coinvolto persone. Inoltre, come sempre, in estate sono aumentate le chiamate per cani o gatti sui balconi o chiusi in auto, ma anche in inverno non sono mancate le segnalazioni di amici a quattro zampe ricoverati in ripari non idonei per proteggere dalle intemperie, in spazi non compatibili o in cucce inadeguate. In tutti questi casi, se gli operatori riscontrano una violazione, per i proprietari degli amici a quattro zampe scatta un verbale, assieme alle indicazioni per modalità più idonee di detenzione dell’animale; inoltre, per le circostanze più gravi, il Codice penale disciplina con l’articolo 544-ter il reato maltrattamento di animali, che prevede fino a 18 mesi di reclusione e una multa che può arrivare a 30 mila euro. L’articolo 727, invece, punisce la cattiva abitudine di abbandonare gli animali domestici in occasione della partenza per le ferie, che si presenta in particolare nei mesi estivi: quest’attività illecita contempla, per i responsabili, la reclusione fino a un anno e un’ammenda fino a 10 mila euro. “La maggior parte delle situazioni – fanno sapere dal Comando di via Galilei – deriva evidentemente da poca conoscenza, non solo delle norme regolamentari, ma pure dell’animale. Il cane, per esempio, ha una propria individualità e la parola chiave che lega tutto è ‘relazione’; la relazione col cane, che è una mediazione fra le parti, oggi sarebbe da analizzare in maniera assai più libera, aperta e meno di tipo affettivo. È un sodalizio, un rapporto di complicità e di attenzione alle caratteristiche e ai talenti specifici del cane. Occorre superare il ‘concetto’ di animali d’affezione; la relazione viene così rimessa in discussione sulla base di un maggiore incontro”. Vivevano in condizioni precarie, invece, come viene riportato nel comunicato stampa della Polizia, i cinque gatti e i due cani individuati dalla Polizia locale di Modena in due distinti interventi compiuti nei giorni scorsi nell’ambito delle attività finalizzate a garantire il rispetto del benessere animale. Per i sette amici a quattro zampe, recuperati dagli appartamenti dei rispettivi proprietari, è iniziato il percorso che permetterà di collocarli in strutture dedicate, agevolandone poi future adozioni da parte dei cittadini. Tra le attività quotidiane della Polizia locale uno spazio rilevante dell’azione di controllo viene svolto a favore degli animali, in particolare quelli di affezione, compito al quale si dedica – nell’ambito di altre attività di competenza – un’aliquota di operatori guidata da un ispettore. Spesso le segnalazioni, a partire da quelle legate a un abbaiare prolungato, riconducibili cioè a una possibile conduzione non adeguata alle regole della convivenza civile, offrono uno spunto per verifiche più approfondite anche sulle condizioni, fisiche ma non solo, dell’amico a quattro zampe, come è accaduto nei casi degli ultimi giorni. E proprio gli interventi per situazioni di presunto “disturbo”, ovvero il cane che abbaia, costituiscono la principale operatività; peraltro, il fenomeno ha conosciuto un incremento a partire da marzo dell’anno scorso, quando, complice l’amplificarsi del lavoro in smart working e della didattica a distanza in conseguenza dell’emergenza Coronavirus, i cani hanno creato parecchio disagio anche dove e a chi solitamente non percepiva un disturbo. Inoltre, sempre a seguito della pandemia, nel 2020 è stata riscontrata l’emersione di una serie di difficoltà economiche, ma pure sanitarie o legate all’isolamento, che hanno avuto ricadute sul sostentamento e sulla cura degli animali d’affezione. La Polizia locale agisce spesso assieme agli operatori dell’Ufficio comunale diritti degli animali, che si occupa di recepire e coordinare le problematiche relative alla gestione degli animali presenti sul territorio cittadino: non solo cani e gatti, ma pure “sinantropi” come piccioni e roditori e infestanti come le zanzare. E anche gli interventi dei giorni scorsi sono stati congiunti. In zona Vignolese, infatti, è stato individuato un giovane che vive in casa da solo, col sostegno dei Servizi sociali del Comune, ma con la “compagnia” di 5 gatti che al momento del controllo si presentavano in una situazione difficile; è stato avviato quindi il percorso, coinvolgendo la famiglia dell’uomo, che ha portato a una delicata cessione dei felini, anche dal punto di vista sanitario, e al successivo accesso dei mici in una struttura convenzionata col Comune. La seconda attività ha riguardato un appartamento di zona Morane, dove vivono madre e figlia, a loro volta seguite dai Servizi sociali: come riscontrato dagli operatori, le donne condividevano l’abitazione con due cani nonostante mancassero le possibilità economiche per mantenerli; inoltre, le necessità degli animali non erano adeguatamente rispettate. Anche in questo caso è stato attivato l’iter volto a individuare una diversa collocazione. L’aspetto sanzionatorio per le condotte relative agli amici a quattro zampe, pur secondario rispetto alle finalità di benessere degli stessi, prevede un verbale di 50 euro, come indicato dall’apposito Regolamento comunale: “I proprietari, possessori o detentori di animali – si legge nel documento – sono responsabili della loro custodia, al fine di evitarne la fuga ed evitare di esporli a pericoli per la loro incolumità fisica. Inoltre, occorre prevenire comportamenti che arrechino disturbo o pericolo alla collettività o danni alle cose”. Passa anche attraverso la prevenzione l’attività della Polizia locale di Modena a favore del benessere degli animali. Nel corso del 2020, infatti, il Comando di via Galilei ha partecipato a un progetto per il contrasto al maltrattamento degli amici a quattro zampe, con particolare riferimento alla movimentazione cani provenienti dal sud Italia: si tratta di un’iniziativa nata dalla necessità di approfondire le dinamiche che da anni investono un fenomeno in espansione e che vede coinvolti diversi attori, parte dei quali rischiano di agire in violazione delle norme relative al benessere animale e alle normative sul trasporto. Il progetto si è prefisso l’obiettivo di “mappare” il fenomeno sia attraverso controlli di polizia stradale sulle “staffette” che transitano nei pressi dei caselli autostradali sia attraverso la raccolta di dati sulle persone che a diverso titolo “movimentano” cani provenienti da altre regioni, in attesa di collocarli nelle abitazioni di cittadini modenesi, con l’obiettivo di arginare eventuali fenomeni illegali di abbandono spesso correlati, appunto, allo spostamento degli amici a quattro zampe. In questo contesto è stato realizzato con la collaborazione dell’Ufficio comunale diritti degli animali anche un opuscolo informativo, scaricabile dal sito web del Comune, che illustra le modalità corrette per adottare un cane, a partire dalle informazioni essenziali per evitare di incappare in spiacevoli inconvenienti e affrontare al meglio un’esperienza che, se ben strutturata, potrà rivelarsi positiva. Inoltre, il documento riporta pure quali siano i rischi derivanti dall’adozione di un cane attraverso una fotografia pubblicata sui social media o annunci per adozioni urgenti di tipo pietistico. “Queste modalità di adozione – sottolineano dal Comando – sono altamente sconsigliate per svariate ragioni. In primo luogo, la scelta di accogliere in famiglia un nuovo individuo necessariamente deve prevedere incontri conoscitivi prima che il cane faccia ingresso affinché sia possibile trovare un ‘match’ tra cane e nucleo familiare. Poi, dietro queste offerte di animali si cela spesso un vero e proprio mercato e di conseguenza esiste il rischio, per chi ricorre a questo canale, di diventare complici di attività illecite”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Massimo Baraldiè uno scrittore originario di Concordia sulla Secchia, seppur comasco di adozione. Il suo nuovo libro“Tre giorni nella vita”(Multimedia Edizioni, 2019) è una raccolta di 41 interviste biografiche ad artisti, campioni dello sport ed “eroi della porta accanto”. I personaggi spaziano da Luciana Savignano a Philippe Daverio, da Nicolai Lilin a Francesco Moser, da Letizia Battaglia al conduttore d’orchestra Beatrice Venezi.
Due, in particolare, sono legati alla Bassa Modenese: il chitarrista Maurizio Solieri e il disegnatore Guido Silvestri, in arte Silver. Uno lo è invece a Modena, il biblista domenicano fra Paolo Garuti
Ispirandosi alla frase di Alessandro Baricco “Non sei fregato per davvero sino a quando hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla” ha invitato ognuno di loro a condividere tre giorni della propria vita – uno bello, uno brutto e uno così così. Il risultato è sorprendente: quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un semplice omaggio all’album dei Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” ha finito col trasformarsi in un libro al cui interno si trovano tutte le emozioni del mondo.
“Tre giorni nella vita”, in estrema sintesi, cerca di rappresentare la bellezza della diversità e ipotizza che dalla sua scomposizione si possano ricavare punti di contatto inaspettati. Sul sito dell’autore si trovano tutti i dettagli:https://www.massimobaraldi.it/project/tre-giorni-nella-vita/ FONTE SULPANARO.NET
DI MORENA MOTTA Ritrovati dei Carabinieri di Concordia sulla Secchia e di Mirandola i 70 capi di pecore rubati nella notte fa domenica e lunedì nel mantovano. Gli animali, 68 pecore, 3 agnelli e 5 capre, sono state ritrovati presso un'azienda agricola a Vallata di Concordia. I due titolari dell'azienda agricola sono stati denunciati dai carabinieri, che hanno scoperto anche un luogo destinato al macello degli animali senza autorizzazione e violando le norme del settore.
Si sospetta un furto su commissione, poiché i due titolari dell'azienda dove sono stati ritrovati gli animali sono di due cittadini marocchini, come la stessa vittima, il pastore del mantovano, a cui erano stati sottratti gli animali.