Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Vittima del Covid e di un furto in casa per mano di ladri che, appreso della sua scomparsa, sono entrati all'interno della sua abitazione e l'hanno svaligiata. Succede a Ferentino, Comune in provincia di Frosinone. A riportare la triste notizia La Repubblica. Alessandro Ludovici era ricoverato da giorni all'ospedale Spaziani nel capoluogo ciociaro, dopo essere risultato positivo al coronavirus e averne manifestato i sintomi. Le sue condizioni di salute sono purtroppo precipitate ed è deceduto domenica scorsa 22 novembre, all'età di novant'anni. L'uomo era molto conosciuto in zona e la comunità si è stretta intorno al dolore della famiglia per la perdita subita. Ma durante i funerali, che sono stati celebrati a partire dalle ore 15.30 del giorno seguente alla Cattedrale dei Santissimi Giovanni e Paolo, approfittando dell'assenza dei parenti, i ladri sono entrati furtivamente all'interno della sua abitazione. Hanno cercato dappertutto, rovistando nei cassetti e portandosi via alcuni oggetti di valore che per i famigliari avevano un significato affettivo e che gli ricorvano il proprio caro. Un'amara sorpresa una volta che, terminate le esequie e detto addio al proprio caro, i parenti sono entrati all'interno dell'abitazione. Sul caso indagano le forze dell'ordine Appresa la notizia, che si è rapidamente diffusa a Ferentino, l'accaduto ha suscitato l'indignazione dei cittadini, per un gesto vigliacco e senza pietà compiuto nei confronti di un defuto e una violenza nei confronti dei famigliari già profondamente scossi dalla perdita del proprio caro, invasi nella propria sfera privata e che si sono visti portar via ricordi del nonno ai quali erano particolarmente legati. Sul caso dopo la denuncia dei famigliari indagano le forze dell'ordine, che hanno svolto gli accertamenti di rito all'interno dell'abitazione, ascoltato alcune persone e cercheranno di risalire ai responsabili. ALESSIA RABBAI https://www.fanpage.it/
INSERITO DA ANGELA CECERE Per il secondo giorno consecutivo la Ciociaria va oltre i 330 contagiati. Si registra, tuttavia, un altro decesso. Mercoledì i casi erano stati 343, ieri sono stati 337. Prima d'ora era già successo una sola volta, tra il 5 e il 6 novembre, con 394 e 349 casi. Al conto vanno aggiunti i 187 negativizzati annunciati ieri. La situazione La vittima di ieri è un uomo di 76 anni di Frosinone. Si tratta del decesso numero 120 dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone. Sono 56 le persone che non sono sopravvissute al virus negli ultimi 23 giorni. 39 di queste sono morte negli ultimi undici giorni. Il maggior numero di contagi si ha, come l'altro ieri, a Sora dove la situazione viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie. Sora registra 25 nuovi casi. Seguono Cassino con 20, Alatri con 14 e Isola del Liri con 13. Quindi Anagni e Ferentino appaiate a 12, Frosinone a 11, Pontecorvo e Veroli a 9. In questi comuni si segnala un buon numero di negativizzati, nell'ordine delle 16 unità ad Alatri, delle 16 a Sora, delle 12 a Frosinone e delle 10 a Cassino. Segnalati pure 7 negativi a Veroli, 6 ad Anagni e uno ciascuno a Ferentino, Isola del Liri e Pontecorvo. In totale i nagativizzati sono 187, molto meno rispetto ai 410 certificati mercoledì. Nel frattempo è stata superata quota 9.500 contagiati dall'inizio dell'emergenza, il valore a ieri era di 9.602. In questa settimana si è a un passo da quota 1.000: ora sono 974, per una media di 243,5. A novembre, invece, i contagi hanno raggiunto la media di 262,5 per un totale di 4.987, molti di più dei 3.528, media 113,8, con cui si era chiuso il mese di ottobre, fino a quel momento il peggiore. Facendo un paragone con le ultime settimane i 974 fino a ieri sono superiori agli 835 del periodo 9-12 novembre per una media 208,7. Sempre a giovedì, la prima settimana del mese presentava 1.092 contagi con una media giornaliera di 273. Non a caso, la prima settimana di novembre è quella del picco con 2.044 positivi. Prima ancora, dal 26 al 29 ottobre i contagi erano stati 717 per una media di 179,2. E dunque questa settimana, al momento, è la seconda peggiore delle ultime quattro. Quelle dell'esplosione dei contagi Il bollettino L'assessore regionale Alessio D'Amato fa così il punto della situazione: «Su oltre 27.000 tamponi nel Lazio (+650) si registrano 2.697 casi positivi (-169), 61 i decessi (-19) e +586 i guariti. Torna sotto al 10% il rapporto tra i positivi e i tamponi, sale il numero dei ricoveri (+47) e le terapie intensive (+11). Il valore Rt scende sotto a 1 e si attesta a 0,9. Diminuisce il tempo mediano tra la data di inizio sintomi e la data di diagnosi da 4 a 2 giorni. Bene l'indicatore del totale risorse umane dedicate all'attività di tracciamento. Il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva è al 32% e quello di area medica per pazienti Covid al 49%. Non bisogna abbassare la guardia occorre ancora tempo». Nelle Asl di Roma, nelle ultime 24 ore, i casi sono 1.989 con 48 decessi. Nelle province si registrano 708 casi e tredici decessi. Nella Asl di Latina sono 183 i nuovi casi e tre i decessi di persone di 66, 83 e 88 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone, dunque, 337 tra casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Nella Asl di Viterbo si registrano 92 nuovi casi e cinque decessi di età tra 62, 84, 84, 85 e 100 anni. Nella Asl di Rieti si registrano 96 casi e cinque decessi di 74, 75, 88, 91 e 91 anni con patologie. Secondo l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali il tasso di occupazione delle terapie intensive era del 23% nel Lazio e del 30% in Italia il 3 novembre. Da lì si è assistito a un incremento progressivo in Italia al 34% l'8 novembre, mentre il Lazio si manteneva al 24%. Nel resto del Paese si è passati così a 39% per poi superare la soglia del quaranta ed attestarsi al 43% del 18 novembre. Nella nostra regione, invece, per diversi giorni si è oscillato tra il 26% e il 29% per fermarsi al 33% di mercoledì. Meno marcata la differenza per quanto riguarda l'occupazione dei posti Covid in area non critica: il 3 novembre il dato era di 36% in Italia e del 39% nel Lazio, anche se subito c'è stato il sorpasso con la media nazionale che, prima, si è mantenuta tra il 43% e il 53%, a fronte di un 41-47% del Lazio. Quindi il valore nazionale si è riposizionato tra il 49% e il 51% di mercoledì: nello stesso periodo il Lazio è stato tra il 47% e il 49%, con una punta del 51% il 15 novembre, giorno in cui i due dati sono stati appaiati.
INSERITO DA ANGELA CECERE Risale il numero di contagi al Covid-19. In provincia di Frosinone si contano 343 nuovi positivi e due morti. I casi toccano un livello mai raggiunto negli ultimi dodici giorni, ovvero dai 349 del 6 novembre. Dunque, lieve inversione di tendenza rispetto a un inizio di settimana che presenta una media di 212 casi giornalieri. Ma sono stati tanti anche i tamponi esaminati, almeno 3.300. Il che porta la percentuale dei positivi sul 10%. Vedremo se oggi i scenderà sotto quota trecento come è successo nove volte negli ultimi dodici giorni. Il punto L'Asl di Frosinone registra due nuovi decessi: si tratta di una donna di 96 anni, residente a Roma, e di un uomo di 71 anni di Monte San Giovanni Campano. Si tratta, in questo caso, di un cancelliere in pensione, che aveva lavorato anche al tribunale di Frosinone. Si allunga la lista di chi non è riuscito a vincere il virus: sono 55 negli ultimi 22 giorni (media di 2,5) di cui 38 da 10 giorni a questa parte (media 3,8). Dall'inizio dell'emergenza in provincia di Frosinone si contano 119 persone che hanno perso la vita a causa del Covid. I contagiati Si registrano 343 nuovi casi a fonte, però, di 410 negativizzati per un saldo positivo di 67. Ciò vuol dire che, rispetto alle 24 ore precedenti, sono stati certificati 69 malati di Covid in meno (nel conto inevitabilmente finiscono pure i deceduti). Inoltre 343 casi è il quinto peggior dato dall'inizio dell'emergenza. Per ora non si è mai andati oltre i 399 di domenica 1° novembre. In confronto a martedì, inoltre, quando i negativizzati erano stati 297 il numero di chi esce dall'isolamento o dall'ospedale sale di 113 unità. Il maggior numero di nuovi positivi si riscontra a Sora con 48, ma al contempo si sono negativizzate 37 persone (saldo più 11), a seguire con 22 nuovi casi Cassino e Veroli con, rispettivamente, 40 (meno 18) e 20 negativizzati (più 2). A seguire 19 nuovi positivi a Isola del Liri con 16 negatività (più 3), 16 ad Alatri e 38 negativi (meno 22), 15 a Frosinone con 21 negativi (meno 6), 13 a Monte San Giovanni Campano con altrettanti guariti, 11 a Ferentino con 10 negativi (più 1), 10 a Pontecorvo con 7 guariti (più 3). Tra i grandi comuni Ceccano 10 e Anagni 8. Si registrano almeno 3.300 tamponi eseguiti tra pubblico e laboratori privati, di cui quasi 2.400 molecolari. In terapia intensiva all'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, attualmente, ci sono 16 pazienti. Altri 3.200 circa, invece, sono in isolamento domiciliare avendo contratto il virus senza, però, presentare sintomi o avendone di lievi. Rispetto a mercoledì scorso (530 casi, media 176) si contano 107 positivi in più. Andando indietro di un'altra settimana, alla prima del mese, sempre al mercoledì, i contagi erano stati 698 per una media di 232. Quindi, in quel caso, ce n'erano stati 61 in più. Nei primi 18 giorni di novembre il totale tocca allora quota 4.650 con una media di 258. L'andamento dell'ultima settimana a Frosinone città, secondo il monitoraggio che sta tenendo il Comune, vede 26 positivi l'11 novembre, poi 25 il 12 novembre, 11 il 13 novembre, 23 il 14 novembre, 25 il 15 novembre, 14 il 16 novembre, 15 il 17 novembre e, appunto, i 15 comunicati ieri dall'Asl. In sette giorni ci sono stati così 154 contagi per una media di 22 casi giornalieri. Nei sette giorni precedenti l'andamento era stato il seguente: 42 il 4 novembre, 36 il 5 novembre, 57 il 6 novembre, 33 il 7 novembre, 14 l'8 novembre, 23 il 9 novembre e 25 il 10 novembre. Il totale fa 230 per una media di 32,8 casi. In sette giorni si riscontra una calo di dieci contagi al giorno. Un dato che si spera possa consolidarsi e migliorare nel tempo. Fino a martedì Frosinone contava 9 pazienti deceduti, 452 negativizzati, 340 positivi e 414 in isolamento fiduciario. Con i numeri di ieri, 15 positivi e 21 negativizzati, questi ultimi salgono a 473 e i primi a 355. Da inizio emergenza, i positivi totali, pertanto, passano da 801 a 816.
INSERITO DA ANGELA CECERE Coronavirus Lazio, D'Amato: "Oggi su 25mila tamponi nel Lazio (+5.359) si registrano 2.538 casi positivi (+131), 59 i decessi (+25) e +494 i guariti. Scende leggermente il rapporto tra positivi e tamponi. Calano i ricoveri (-33) e balzo delle terapie intensive (+30). A lavoro per scenari su stoccaggio, distribuzione e somministrazione del vaccino COVID. Nella Asl Roma 1 sono 503 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Tre sono ricoveri. Si registrano sette decessi di 60, 69, 70, 82, 85, 87 e 94 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 393 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centosettantacinque i casi su segnalazione del medico di medicina generale. si registrano quindici decessi di 45, 57, 63, 66, 75, 76, 77, 80, 84, 84, 85, 88, 88, 91 e 98 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 466 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano quattro decessi di 41, 81, 86 e 86 anni con patologie. Nella Asl Roma 4 sono 152 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 52, 74 e 77 anni con patologie. Nella Asl Roma 5 sono 309 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano cinque decessi di 72, 74, 80, 84 e 86 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 153 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano cinque decessi di 62, 76, 76, 86 e 91 anni con patologie. Nelle province si registrano 562 casi e sono venti i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono 236 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano sette decessi di 70, 78 79, 80, 82, 90 e 90 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 225 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano quattro decessi di 48, 61, 63 e 84 anni con patologie. - Secondo i nostri riscontri, il decesso di 61 anni sarebbe riconducibile a Florido Di Mario, commerciante di carni di Ferentino, conosciutissimo in città e nel resto della provincia, morto ieri. Notizia che abbiamo riportato nell'edizione di oggi del nostro quotidiano. Nella Asl di Viterbo si registrano 83 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Ventidue casi sono con link a monastero di suore Trappiste a Vitorchiano dove è in corso l'indagine epidemiologica. Si registrano tre decessi di 68, 70 e 86 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 18 casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. si registrano sei decessi di 81, 86, 87, 87, 92 e 93 anni con patologie
INSERITO DA ANGELA CECERE Età media di 80 anni e almeno una patologia preesistente. Sono queste le principali caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da Covid-19. I dati, aggiornati all'11 novembre scorso, sono stati elaborati dall'Istituto Superiore di Sanità. E consultabili anche sul sito dedicato della Protezione Civile. L'analisi a livello nazionale si basa su un campione di 41.737 pazienti deceduti e positivi al Sars-Cov-2. Il report è stato prodotto dai membri del gruppo della sorveglianza Covid-19. Lo studio La percentuale maggiore dei decessi è in Lombardia: il 44,8%. Poi ci sono l'Emilia Romagna (11,6%), il Piemonte (9,9%), il Veneto (6,4%). La percentuale del Lazio è di 3,7%. L'età media di un paziente morto positivo al Covid è di 80 anni, più alta di oltre 30 rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione (48 anni). Per quanto riguarda le patologie preesistenti, il dato è stato ottenuto dall'esame delle cartelle cliniche di 5.234 deceduti. Rileva il report: «Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,5». Complessivamente 174 pazienti(3,3%) presentavano 0 patologie, 682 (13%) 1 patologia, 988 (18,9%) 2 patologie, 3.390 (64,8%) 3 o più patologie. Queste le patologie osservate più frequentemente: ipertensione arteriosa (65,7%) e diabete mellito tipo 2 (29,3%). Sempre nello studio: «Nel 90,6% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse). In 455 casi (9,4% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all'infezione. In 67 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 163 patologie cardiovascolari, in 61 casi patologie gastrointestinali, in 164 casi altre patologie». Febbre, dispnea e tosse rappresentano i sintomi più comuni. Meno frequenti sono diarrea e emottisi. Il 7,8% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero. L'insufficienza respiratoria è stata la complicanza più frequentemente osservata nel campione esaminato, pari al 93,9%. Poi il danno renale acuto (23,5%), la sovrainfezione (19,2%) e il danno miocardico acuto (11,2%). C'è poi il capitolo riservato ai tempi che trascorrono dall'insorgenza dei sintomi al decesso (12 giorni), dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (7 giorni). Quindi si rileva: «Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 6 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (12 giorni contro 6 giorni)». Una app per i sindaci Il direttore generale della Asl Pierpaola D'Alessandro ha inviato una lettera ai sindaci dei 91 Comuni. Rilevando: «Nel giro di pochi giorni abbiamo attrezzato numerosi posti letto e nuove terapie intensive. Ci siamo preparati ad accogliere dolore, ansie, morte. Ma anche tuttii nuovi posti si occupano velocemente, per questo siamo continuamente a lavoro per incrementarli di giorno in giorno. Come potete immaginare la stanchezza accumulata negli ultimi mesi è enorme, il personale sta lavorando senza sosta, con coraggio, trovando forze inaspettate; per questo abbiamo bisogno di voi che con noi, insieme, responsabilmente si possa affrontare e governare tutto questo. Abbiamo mesi decisivi davanti, che metteranno a dura prova sistemi e istituzioni, persone e comportamenti». Poi aggiunge: «Da giorni con medici e infermieri vediamo aggravarsi la situazione: siamo più preparati della prima ondatama, a differenza di allora, ora avvertiamo più tensioneetroppo rumoredifondo intorno a noi. Tutto questo mi preoccupa. La sanità deve lavorare serenamente, evitare dispersioni inutili, soprattutto in questo momento di emergenza: tutte le energie impiegate nella gestione di conflitti evitabili sono sottratte alla cura delle persone che ne hanno necessità. Ora è il momento della concordia, di un patto di reciproca fiducia tra popolazione e operatori. Sarebbe un grave danno sevi fossero dubbi, sestrumentalizzazioni di qualsiasi tipo ci distogliessero dai nostri doveri. Noi non abbiamo tempo, noi dobbiamo riorganizzarci ogni giorno per accogliere pazienti: siate la nostra forza, aiutateci a fare meglio, costruite insieme a noi una nuova responsabilità individuale e collettiva. Nelle case, negli uffici, nelle piazze, il virus si deve bloccare. Chiediamo uno sforzo da parte di tutti, noi lo faremo sempre al vostro servizio, in prima linea, senza paura e senza un briciolo di esitazione. Nel frattempo cambiamo pelle, anche organizzativamente, e sarà mia cura informarvi man mano che ci saranno sviluppi che riguarderannoi territori».Quindi l'annuncio: «Nei prossimi giorni vi metterò a disposizione una app da cui attingere tutte le informazioni utili a gestire al meglio la pandemia. Insieme, lavorando nella stessa direzione, quella della salute delle persone che abbiamo la responsabilità di proteggere, possiamo farcela». Mese nero in Ciociaria Da ieri siamo nella trentottesima settimana dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone: 69 nuovi casi positivi, su circa 600 tamponi. L'11,5%. E 4 decessi. I numeri di novembre confermano le dimensioni di questa seconda ondata. Dall'inizio del mese, in sedici giorni, i nuovi casi sono stati 4.082, per una media di 255,125 ogni ventiquattro ore. Sia a livello assoluto che di media sono le cifre più alte in nove mesi. Peraltro 4.082 positivi su 8.697 totali fa una percentuale del 46,9%. Sempre a novembre si sono registrati 45 decessi, dei 113 totali: la percentuale è del 39,8%. Intanto si è negativizzata il consigliere provinciale e comunale di Frosinone del Pd Alessandra Sardellitti. Operativo l'assetto di Cassino Da ieri mattina l'assetto Covid dell'ospedale di Cassinoè operativo. I posti letto totali a regime saranno 80. Ieri ne sono stati attivati 58 e sempre ieri i ricoveri sono stati 11. Questa la suddivisione degli 80 posti lettodedicati ai malatidi Coronavirus al Santa Scolastica di Cassino: 28 a Geriatria, 14 a Pneumologia, 30 a Medicina, 8 a Terapia intensiva.Ricordiamo poil'as setto dello Spaziani, hub di riferimento e Covid hospital. Ci sono 127 posti letto di degenza ordinaria per malati di Coronavirus: 75 a Medicina Covid, 26 a Medicina d'urgenza Covid, 26 a Malattie infettive. A questi vanno aggiunti i 20 posti letto in Terapia intensiva e i 4 di Terapia subintensiva. Per un totale di 151. E in questo momento in terapia intensiva ci sono 17 pazienti ricoverati. I servizi della Asl Da ieri attivi (h24) tre numeri di telefono relativi al servizio "Se il virus ti isola, noi ci siamo": 333.1252289, 328.9271664, 388.9859410. Si legge nel volantino: «Se sei a casa in quarantena o in isolamento domiciliare a causa dell'emergenzaCoronavirus estai vivendo unacondizione didisagio o di sconforto, che ti impedisce di svolgere le attività quotidiane e vorresti sentirti più sereno, oppure se hai bisogno di un sostegno per tranquillizzare i tuoi familiari o i tuoi bambini, se hai bisogno di informazioni che non riesci a rintracciare sul sito della Asl, se hai bisogno di qualsiasi cosa inerente il problema del Covid 19 e non riesci a trovare i riferimenti giusti chiamaci, siamo disponibili h 24, giorno e notte. I nostri operatori ti aiuteranno a trovare le giuste soluzioni. Risponderà un operatore della Asl e non un disco». Si tratta di un servizio coordinato dal dottor Fernando Ferrauti, dirigente del Dipartimento Salute mentale della Asl. Da domenica a lunedì mattina, con un solo numero di telefono attivo, c'erano state 286 chiamate, 73 delle quali dalle ore 24 alle 7. Ieri sera le telefonate erano arrivate a quota 650. La sentenza Per il Tar del Lazio «l'affidamento ai medici dimedicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid» risulta in contrasto con la normativa emergenziale. E per questo ha parzialmente accolto un ricorso proposto dal sindacato dei medici italiani contro alcuni provvedimenti della Regione Lazio. Per effetto delle decisioni regionali «i medici di medicina generale sottolinea il Tar risultano investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca)». Per il Tar i medici verrebbero «pericolosamente distratti dal compito di prestare l'assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da patologie anche gravi». L'unità di crisi Covid 19 della Regione Lazio ha immediatamente notato: «Proporremo ricorso urgente al Consiglio diStato contro la sentenza del Tar del Lazio che è in contraddizione con le funzioni che il nuovo Acn assegna ai medici di medicina generale». L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato afferma: «I cittadini chiedono una cosa semplice: di poter parlare con il proprio medico di medicina generalee di avere, lì dove necessario, l'assistenza domiciliare. La sentenza del Tar del Lazio non tiene conto del mutato quadro della pandemia e del ruolo che devono avere anche i medici di medicina generale nel rafforzare la rete territoriale di assistenza. È un passo indietro rispetto al nuovo accordo nazionale sottoscritto dalle principali sigle dei medici di medicina generale e dal ministro Speranza. Pensare di suddividere come fa il Tar l'assistenza domiciliare da Covid a non Covid destinando esclusivamente ai medici di medicina generale solo quest'ultima, non solo non tiene conto di un quadro di cronicità e pluripatologie presenti soprattutto nelle fasce di popolazione più anziana, ma tecnicamente significa non garantire alcuna assistenza domiciliare. Pensare di gestire gli oltre 600.000 in isolamento domiciliare in Italia e gli oltre 60.000 nel Lazio solo con le Unità mobili Usca-r vorrebbe dire avere a disposizione una platea di oltre 10.000 operatori, stante l'evoluzione della pandemia. Questo ovviamente non è né possibile e né praticabile.
Ricorriamo in Consiglio di Stato affinché si possa sospendere la sentenza del Tar del Lazio, che rischia di bloccare l'assistenza domiciliare Covid creando un danno irreparabile in un momento in cui il servizio sanitario regionale sta combattendo una battaglia durissima per difendere Roma e il Lazio».
INSERITO DA ANGELA CECERE Si è accomodato al tavolo di un bar in pieno centro, a piazza Labriola. Ma lo ha fatto senza indossare la mascherina e per di più in evidente stato di ebbrezza. A quel punto i titolari del locale gli si sono avvicinati e gli hanno chiesto di dotarsi del dispositivo di protezione, obbligatorio secondo i recenti decreti del Governo. L'uomo, però, sotto i fumi dell'alcol, non ha sentito ragione ed ha iniziato ad inveire violentemente contro i proprietari del bar. Fino a scatenare un vero parapiglia, specie quando gli è stato detto che, avvicinandosi le 18, cioè l'orario di chiusura, doveva anche andare via. L'uomo non ci ha visto più ed è successo un finimondo. Ha iniziato ad urlare contro tutto e tutti, tanto che i titolari del bar hanno subito chiamato il 113. In pochi minuti sul posto sono arrivate pattuglie della polizia, ma anche dei carabinieri e della Finanza. Gli uomini in divisa lo hanno ridotto a più miti consigli bloccandolo e, su disposizione del magistrato, lo hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, a dire il vero non senza dover faticare parecchio vista la forte resistenza opposta dall'uomo sempre più fuori di sé. Ma non è stato questo l'unico episodio della giornata in cui i cittadini si sono resi protagonisti dell'elusione delle norme anti Covid vigenti. Ancora a Cassino, infatti, la polizia è dovuta intervenite a casa di un gruppo di studenti universitari che avevano organizzato una festa privata - con tanto di musica e qualche schiamazzo di cui si sono accorti molti vicini di casa - ma con un numero troppo alto di persone presenti, ben superiore a quello stabilito dai decreti governativi. In conseguenza di ciò, dopo aver accertato quanto accaduto, gli agenti hanno comminato ben 11 multe ai partecipanti alla festa da 400 euro ciascuna ed uno di loro è stato anche denunciato per violazione del Dpcm in vigore contro il contagio da Covid.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La percentuale dei positivi si mantiene di poco inferiore al 9%. Intanto Paliano piange un altro morto: in provincia sono 39 negli ultimi 18 giorni. Sono 215 i nuovi casi di Covid in Ciociaria. Dopo i sei morti di venerdì, ieri si è registrato un solo decesso. Ma il tributo di sangue della Ciociaria al Covid nell'ultimo periodo è alto: ci sono 39 vittime in 18 giorni. L'ultima era di Paliano. Si rinnova l'appello dell'Asl a mantenere comportamenti corretti, al buonsenso, al rispetto delle regole e alla massima attenzione per evitare rischi per la propria e l'altrui incolumità. La vittima Ieri, anche se il bollettino regionale non la riportava ancora, si è registrata un'altra vittima, di 59 anni. A darne l'annuncio il sindaco di Paliano Domenico Alfieri: «Il nostro concittadino Maurizio non c'è più. Se lo è portato via questo bastardo virus, questo mostro spietato. Con Maurizio, persona stupenda, ho passato bellissimi momenti insieme, lavorando nelle Cantine del ferragosto palianese come volontari. Momenti indimenticabili che mi hanno fatto apprezzare la persona che era. Oggi è un giorno triste, che ti taglia le gambe ma dobbiamo reagire e non mollare. Dobbiamo continuare a lottare perché questa guerra la vinceremo, restando uniti e continuando ad essere responsabili ed attenti. Lo dobbiamo anche alle persone come Maurizio che hanno perso la vita. Ciao Maurizio, che la terra ti sia lieve». I contagi I 215 contagi segnalati ieri dall'Asl di Frosinone sono il frutto dell'analisi di oltre 2.400 tamponi. Un dato che riporta un po' sotto il 9% il rapporto tra casi scoperti e test effettuati, tra Asl e laboratori privati. Il maggior incremento di giornata è quello di Frosinone con 23 nuovi casi di Covid, segue poi Monte San Giovanni Campano con 18. E su questo centro che, nella seconda fase ha avuto una grossa esplosione di casi (a dispetto di una prima fase tranquilla), ma che ultimamente stava rallentando, si concentrano le attenzioni dell'Asl che sta studiando possibili cluster. A seguire Alatri 17, Sora 14, Cassino 10, Isola del Liri 9, Veroli 8 e Anagni 7. In totale sono 50 i comuni interessati da almeno un contagio. In provincia - secondo il Seresmi - restano solo due paesi senza casi: Acquafondata e Casalattico. L'ultimo a uscire dalla lista degli zero casi, San Biagio Saracinisco, ora a tre. Il dato Per la quinta volta in sei giorni, il numero dei contagi della settimana si tiene sotto i 300. Dal 2 all'8 novembre, invece, per quattro volte si era andati oltre i 300 contro l'unica giornata, con 305, del 12 novembre. Un segnale, forse, che il dato si sta assestando e non sta crescendo ulteriormente. Nella presente settimana i nuovi positivi sono aumentati di 1.270 unità. Si tratta cioè di 211,66 casi al giorno, sotto la media del mese. A novembre con 3.713 casi totali la media è stata di 265,21. Rispetto a sabato scorso (all'epoca il totale era 1.762 con una media quotidiana di 293,66) si hanno 492 contagi in meno, che in termini percentuale equivale a un meno 27,9%. Le limitazioni Intanto, arrivano altre limitazioni. Da Aquino il sindaco Libero Mazzaroppi informa che «i contagi sul territorio continuano ad aumentare e considerato che abbiamo il dovere di tutelare e salvaguardare la salute e l'incolumità dei concittadini e decongestionare gli ospedali che sono in seria difficoltà, da oggi (ieri, ndr) abbiamo azionato una serie di dispositivi restrittivi che riteniamo, in questa delicata fase, assolutamente indispensabili. Va sottolineato che i provvedimenti sono stati concertati e condivisi dalla mia maggioranza anche con il gruppo di minoranza Afn. Ringrazio i consiglieri per il senso di responsabilità messo in campo, per la disponibilità al dialogo e al confronto sereno e costruttivo volto al bene esclusivo della comunità. Dopo la chiusura del mercato non alimentare abbiamo ritenuto di limitare e regolamentare gli accessi al pubblico della sede comunale, chiudere le aree verdi e i parchi giochi attrezzati. Erano già chiusi il museo e il centro sociale anziani. Aumenteremo i controlli in tutta la città che, va ricordato, è anche videosorvegliata. Siamo tutti in questa battaglia contro il Covid-19». Da Isola del Liri il sindaco Massimiliano Quadrini comunica «la positività di quattro nostri concittadini, tutti posti in isolamento domiciliare. Ad oggi i casi di positività risultano essere 133». Nove i negativizzati. RAFFAELE CALCABRINA CIOCIARIA OGGI.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA Per la sesta volta negli ultimi undici giorni la Ciociaria segna più di trecento contagi giornalieri. Ieri il dato si è fermato a 305, facendo schizzare verso l'alto la media della settimana che, rispetto alle precedenti, si stava mantenendo su livelli inferiori. La situazione
Si registrano, tuttavia, altri due decessi, il trentunesimo e il trentaduesimo in sedici giorni. Un periodo particolarmente pesante anche sotto questo punto di vista. A morire è stato un uomo di 79 anni di Supino, Juan Angel Sanchez, affetto da altra patologia. Mentre da Ostia, in serata, è giunta la notizia del decesso a 83 anni del ceccanese Peppino Ciotoli, patron del cinema Cineland, anch'egli con patologie pregresse. In terapia intensiva all'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone ci sono 14 pazienti.
Con i nuovi casi di ieri, sono 3.908 le persone attualmente in isolamento domiciliare senza o con lievi sintomi. I 305 positivi trovati ieri sono il frutto dell'analisi di circa 3.200 tamponi. La media dei test positivi si attesta intorno al 9,5%. Aggiornato anche il numer dei guariti che ammonta a 3.565.
Sono 61 i comuni interessati da almeno un contagio. Apre la classifica Frosinone con 24 nuovi casi, quindi Sora 23, Alatri 21, Cassino 16, Ferentino 16, Isola del Liri 11, Ceccano 10, Veroli 9. Poi, tra gli altri, si segnalano Pontecorvo 6, Monte San Giovanni Campano 6 e Anagni 4. Il comitato
Ieri, intanto, in videoconferenza si è tenuto un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica tra il prefetto Ignazio Portelli, i responsabili delle forze dell'ordine (il questore e i colonnelli di carabinieri e guardia di finanza), il presidente della Provincia e i sindaci dei principali comuni (Frosinone, Alatri, Anagni, Cassino, Ceccano, Ferentino, Sora e Veroli) al quale ha partecipato il direttore generale dell'Asl Pierpaola D'Alessandro che ha invitato i sindaci all'unità, mettendo da parte i colori politici.
All'ordine del giorno le misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza in atto per il Coronavirus.
Il manager dell'Asl ha spiegato il modus operandi per affrontare l'emergenza e per superare le problematiche segnalate. Tra queste - i sindaci hanno insistito sul punto - c'è qualche discrasia sull'attività di tracciamento, anche in considerazione dell'elevato numero di casi positivi da gestire dal mese di ottobre in poi. E anche su questo ai sindaci sono state date ampie rassicurazioni.
Si è parlato, nello specifico con i rappresentanti delle forze dell'ordine, degli assembramenti in alcune aree e di ordine pubblico in relazione al Covid, con l'obiettivo di far rispettare le regole ed evitare ogni situazione che possa innescare il contagio e mettere a rischio la salute collettiva. Si è discusso dei provvedimenti eventualmente da adottare (come possibili chiusure che qualcuno ha già fatto) nel caso in cui gli assembramenti dovessero continuare. E in tal senso è stata auspicata una maggiore collaborazione tra le polizie locali, carabinieri, polizia e guardia di finanza. Anche se, rispetto ad altri territori, non sono stati segnalati casi gravi sui quali intervenire immediatamente.
I numeri
Sono 835 i contagi della settimana. La media è di 208,75, mentre a novembre è stata già superata la soglia dei tremila casi con 3.278 il che vuol dire una media di 273,17. Lo scorso giovedì, per avere un parallelo con l'andamento di queste ultime giornate, i casi erano 1.112 per una media di 278. Un lieve miglioramento che fa ben sperare per scongiurare l'impennata. L'ossigeno scarseggia
Intanto anche da Frosinone, come in altre parti d'Italia, comincia a scarseggiare l'ossigeno. Il presidente provinciale dell'ordine dei farmacisti Riccardo Mastrangeli dice: «Anche noi abbiamo lanciato un grido d'allarme. Visto che l'ossigeno gassoso non si trova, la Regione Lazio ha autorizzato l'uso dell'ossigeno liquido per la terapia domiciliare». La contabilità dei morti
I sindaco di Sora Roberto De Donatis dopo il vertice istituzionale con il prefetto e i rappresentanti delle forze dell'ordine ha fatto il punto della situazione a Sora, informando la cittadinanza che «abbiamo avuto 24 nuovi casi con 27 guarigioni. Abbiamo anche constatato che, nell'elenco delle persone che avevano contratto il virus, sono presenti nostre concittadine che nel corso degli ultimi giorni sono venute a mancare e, pertanto, l'elenco dei decessi della seconda ondata della pandemia sale da 3 a 8. Tengo a precisare - ha aggiunto - che questo dato non si riferisce alle ultime 24 ore ma ad un lasso di tempo degli ultimi 5 giorni. Erano pazienti che hanno contratto il virus, avevano un quadro clinico complicato ed erano ricoverate presso l'ospedale Spaziani di Frosinone».
INSERITO DA ANGELA CECERE Coronavirus Lazio, D'Amato: "Oggi su oltre 26mila tamponi nel Lazio (-2.767) si registrano 2.479 casi positivi (-129) e 174 sono recuperi di notifiche arretrate in particolare nella Asl di Rieti e nella Asl Roma 5. 38 i decessi (+2) e 447 guariti (+190). Il rapporto tra positivi e tamponi a 9,3%. Sono 2.913 i ricoveri (+128) e 255 in terapia intensiva (-2). Nella Asl Roma 1 sono 447 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Cinquantasette sono ricoveri. Si registrano sette decessi di 61, 63, 66, 67, 78, 87 e 89 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 453 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centonovantasei i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano sei decessi di 61, 66, 70, 71, 83 e 92 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 195 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano otto decessi di 49, 76, 77, 77, 78, 79, 80, 87 e 87 anni con patologie. Nella Asl Roma 4 sono 65 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 5 sono 384 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 65 e 74 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 201 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano sette decessi di 58, 71, 73, 80, 82, 83 e 89 anni con patologie. Nelle province si registrano 734 casi e sono otto i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono 121 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 73 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 275 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Nella Asl di Viterbo si registrano 167 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Venticinque i casi con link a casa di riposo Villa Serena di Montefiascone dove è in corso l'indagine epidemiologica. Si registrano cinque decessi di 74, 87, 88, 92 e 99 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 171 casi (dovuti in gran parte ad un recupero di notifiche) e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 65 e 67 anni con patologie
INSERITO DA ANGELA CECERE Altri sette morti per il Covid. E sono ventiquattro in tredici giorni. Ovvero una media di 1,8 al giorno. Sul fronte dei contagi, invece, se ne contano 54, il minimo dal 15 ottobre: allora furono 24. Il dato di ieri segue l'effetto lunedì, quando si hanno i risultati dei tamponi di domenica, in genere meno del solito, considerato che molti laboratori privati (che al momento viaggiano su circa mille test al giorno) sono chiusi e che solo Frosinone effettua i tamponi al drive in. Tanto che anche il passato lunedì, con 87, ha segnato un valore in controtendenza rispetto agli ultimi giorni, chiusi con cifre oscillanti tra 267 e 399 positivi, quest'ultimo record assoluto. Sul dato di ieri pesa il basso numero dei tamponi, circa 700 a dispetto di giornate in cui si è andati abbondantemente oltre i duemila con punte superiori ai tremila. Ciò indica anche un abbassamento al 7% della percentuale dei positivi rispetto ai tamponi eseguiti. Praticamente dimezzata rispetto a qualche giorno fa. Bisognerà vedere se questa tendenza sarà confermata anche nei prossimi giorni o se sia solo il frutto di una situazione momentanea. Ma già per oggi sono attesi gli esiti di circa 2.500 tamponi eseguiti nella giornata di ieri. E il timore è che si ritorni di nuovi intorno a trecento contagi. La situazione Tutte le vittime di ieri risultano avere altre patologie come spiegato nel bollettino regionale. Tra queste un padre cappuccino del convento di Alatri, nonché cancelliere del tribunale in pensione, e una donna di 55 anni di Cassino. Entrambi erano ricoverati in terapia intensiva all'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone. Una terza morte viene segnalata da Arce. Lo annuncia il vicesindaco Sara Petrucci, in un post sulla sua pagina social: «È una giornata molto triste per la nostra comunità. Purtroppo devo comunicare il decesso di un nostro concittadino che nei giorni scorsi era risultato positivo al Covid-19. Si tratta di Antonio Cacciarella, 63 anni, di Borgo Murata. A nome dell'amministrazione comunale e della comunità arcese, profondamente colpita per questa scomparsa, rivolgo le condoglianze a tutta la famiglia. In particolare ci stringiamo al dolore del consigliere comunale Giulia Cecio, nipote del caro Antonio». La quarta vittima è di Aquino, si tratta di un uomo di 82 anni. Una quinta vittima viene segnalata da Sora, dal sindaco Roberto De Donatis Si tratta di una donna di 90 ani, però deceduta nei giorni scorsi. In questo caso potrebbe esserci un ritardo di comunicazione. In serata, poi, è giunta la notizia di altri due decessi, non inclusi nel bollettino regionale per una questione squisitamente temporale. Si tratta di un uomo di 59 anni di Piglio con patologie. Era ricoverato anche lui in terapia intensiva. E di un settantenne di Frosinone, con altre patologie, morto anch'egli in ospedale.