Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Da domenica 14 febbraio o la massimo da lunedì 15 febbraio - si legge nella nota degli azzurri - il servizio di vaccinazioni per gli over 80 sarà attivo anche presso L’ospedale SS Trinità di Sora». Sembra che le polemiche dei giorni scorsi sull’esclusione del “SS Trinità” di Sora per la vaccinazione anti Covid riservata agli over 80, abbiano avuto un felice epilogo. L’ospedale sorano era stato inizialmente escluso dall’elenco dei punti abilitati (a causa della carenza di celle frigorifere per la conservazione del vaccino); per questo motivo molti anziani si sono rivolti alle strutture di Frosinone o Cassino. Il giorno 10 Febbraio, il gruppo Forza Italia di Sora, con il consigliere comunale Serena Petricca, il coordinatore cittadino Vittorio Di Carlo e tutto il direttivo, dopo un confronto serrato con l’on. Pino Simeone, Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, e grazie all’interessamento stesso consigliere regionale, hanno appreso che da domenica 14 febbraio o al massimo da lunedì 15 febbraio il servizio di vaccinazioni per gli over 80 sarà attivo anche presso il “SS. Trinità” di Sora. «Ringraziamo vivamente il Consigliere Simeone per aver risposto prontamente al nostro appello, risolvendo in poche ore la problematica relativa ai vaccini per gli over 80 – commenta il gruppo di Forza Italia. Era impensabile che migliaia di nostri concittadini e di cittadini over 80 dei paesi limitrofi dovessero spostarsi a Frosinone o a Cassino per effettuare il vaccino! Una decisione disumana che avrebbe creato notevoli disagi per gli anziani, sia per ragioni di mobilità sia per questioni di salute. Pertanto, ringraziamo ancora Simeone per il suo interessamento, con la speranza che a breve possa visitare il nostro nosocomio al fine di valutare e risolvere le innumerevoli problematiche della struttura». SORA24
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Autista denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. I carabinieri del Comando Stazione, intervenuti lungo la via Anticolana, hanno accompagnato il truck driver in caserma per contestargli il reato ed il relativo provvedimento. È accaduto ieri mattina. Il conducente del tir, alla guida del suo Volvo, era rimasto in panne mentre percorreva l'autostrada Roma-Napoli. L'officina anagnina, ubicata accanto ad un noto ristorante, aveva recuperato il mezzo. Un tubo essenziale al buon funzionamento della trasmissione s'era rotto, e l'autista di origini sicule aveva sbottato. Sono seguite minacce ed ingiurie, tanto da costringere i presenti a chiamare i carabinieri. Accompagnato in caserma, l'uomo sulla cinquantina è stato denunciato a piede libero. Il nervosismo di un periodo difficile, e la sensazione di essere vittima di un triste destino, giocano brutti scherzi. CICOCIARIA OGGI.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono stati i primi a prenotarsi e i primi a vaccinarsi. Ieri la Asl di Frosinone, come il resto del Lazio, ha dato avvio alla campagna vaccinale per gli over 80. Un segnale di rinascita del territorio che parte proprio da colore che l'Asl di via Fabi definisce «un tesoro che arricchisce le generazioni più giovani, un patrimonio di memoria ed esperienza che merita rispetto e ancora più cure, ancora più attenzioni». Una coppia di novantenni ha chiesto di vaccinarsi insieme. Ed è questa l'istantanea di una giornata che, come ogni lunedì, presenta un numero minimo di contagiati, 25, ma con 4 morti ad aprire la settimana. Il direttore generale dell'Asl Pierpaola D'Alessandro commenta così la giornata: «Fiduciosi, disciplinati e grati di essere stati chiamati, questo ho visto questa mattina (ieri, ndr). Con piacere ho aperto la campagna vaccinale dei più "grandi" della nostra comunità. I nostri over 80 col sorriso, con i loro bastoni e la loro saggezza. Una coppia di ultra novantenni ci ha chiesto di vaccinarli assieme, per un momento da celebrare. È proprio così. Ci auguriamo l'arrivo delle dosi per partire con tutti i centri e partire con gli under 55 già da lunedì prossimo con l'arrivo dei vaccini». Compatibilmente con il rifornimento delle scorte lunedì prossimo dovrebbe iniziare la somministrazione delle dosi di AstraZeneca per gli under 55. In tutta la settimana saranno 252 gli anziani vaccinati ogni giorno: se qualcuno si assenta sarà l'Asl a chiamare in automatico le sostituzioni. A ieri sera, in Ciociaria, si erano prenotati per il vaccino in 15.053. Sono, invece, 18.024 le vaccinazioni eseguite dalla Asl di Frosinone su un totale di 240.440 nel Lazio con un incremento di 9.202 nelle ultime 24 ore. La situazione La settimana si apre con 25 positivi, come l'ultimo lunedì di gennaio. In precedenza, invece, i casi erano stati 34 il 1° febbraio e 28 il 18 gennaio. Prima ancora ne sono stati segnalati 45, 46 e 40 nei lunedì 11 e 4 gennaio e 28 dicembre. Il dato risente del minor numero di tamponi processati, ieri 295, sugli stessi numeri dei due precedenti lunedì in cui ne erano stati esaminati 298 e 312, mentre il 18 gennaio erano 402. Febbraio finora ha avuto 638 casi con una media di 79,75 positivi al Covid nelle 24 ore, che riflette di un andamento lineare nelle ultime settimane, chiuse a 87,57 l'ultima, a 87,14 (25-31 gennaio), 82,57 (18-24 gennaio) e 88,14 (11-17 gennaio). Dal 4 al 10 gennaio invece, la media era stata di 119,86 contro i 165 del periodo a cavallo tra fine e inizio anno. Si abbassa così il tasso di positività che, in 24 ore, si riduce dall'11,36% all'8,47%. Nell'ultima settimana solo il 2 febbraio con 7,49% ha registrato un tasso inferiore. In questo mese l'indice si è attestato al 10,86% contro l'11,13% di gennaio. Resta negativo, invece, il dato dei decessi, ieri altri quattro. La scorsa settimana si era chiusa con 15 casi contro i 20 di quella precedente. A febbraio si contano 19 vittime, sono 93 nel 2021. I decessi segnalati ieri sono di quattro donne di 72 e 79 anni residenti a Sora e di 92 e 93 anni residenti a Frosinone. Sono 23 i guariti segnalati nel bollettino di ieri.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Sindaco di Sora, Roberto De Donatis, ha disposto, con apposita ordinanza, la chiusura della Scuola Primaria e dell’Infanzia “Beata Maria De Mattias”, con conseguente sospensione delle attività scolastiche e amministrative, dall’8 Febbraio al 16 Febbraio 2021. Il provvedimento – si legge nel documento municipale – è stato adottato dopo l’accertamento da parte competenti autorità n. 4 casi di positività al virus Covid-19. SORA24
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Frosinone - Per la prima volta da ottobre la media della settimana scende sotto i 90 contagi: il dato migliore nel giorno in cui si toccano le 302 vittime da inizio emergenza I nuovi casi. L'esordio della Ciociaria (e del Lazio) in fascia arancione porta con sè il dato minimo settimanale di contagi degli ultimi tre mesi. Tuttavia, si registra un tasso di positività in rialzo, al 9,4% e altri tre decessi, con il totale dall'inizio dell'emergenza che supera quota trecento. I guariti, invece, sono 105. Il dato Gli 83 casi registrati ieri restano un dato elevato, soprattutto se rapportato alla prima fase dell'emergenza, eppure la settimana si è chiusa con un totale di 617, il minimo dalla prima decina di ottobre. Era dalla settimana compresa tra il 5 e l'11 ottobre, chiusa con 204 contagi e una media di 29,14 giornalieri, che non si scendeva così tanto in basso. Da allora, infatti, era praticamente iniziata la terza ondata con valori anche in tripla cifra nell'arco delle 24 ore con punte che hanno sfiorato i 400 (399 il 1° novembre) e più volte si sono mantenuti sopra i 300. In questo periodo è stato raggiunto il picco con 2.044 positivi in una settimana, per una media di 292. In tale periodo, il valore più basso era rappresentato dai 682 casi, per una media di 97,43 tra il 21 e il 27 dicembre. E ora dunque il nuovo minimo che, in media, pesa per 88,14 casi ogni 24 ore. La settimana appena archivia determina una riduzione del dato medio di gennaio che, ora, si colloca a 115,06 (totale 1.956) in linea con i valori di dicembre (111,87) e ottobre (113,81). Nei primi dieci giorni si era attestato a 133,9, a causa degli 839 casi, per una media di 119,86, del periodo 4-10 gennaio e di una parte dei 1.155, per una media di 165, dal 28 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021. Quest'ultimo valore era stato anticipato dal minimo, fino a quel momento, i 97,43 per un totale di 682 della settimana chiusa il 27 dicembre. Le due precedenti erano andate in archivio con lo stesso valore di 744 per una media di 106,3. Passando alla prima settimana di dicembre le cifre si erano posizionate su 697 casi e una media di 99,57. Novembre, il mese peggiore finora, con un totale di 6.588 casi, per una media di 219,6, si era chiuso con 941 positivi e una media di 134,42 tra il 23 e il 29, con 1.580 e 225,71 nel periodo 16-22 novembre, dato replicato anche la settimana prima con 1.570 e 224,29, quindi il picco dei 2.044, preceduto da 1.651 casi e una media di 235,86 nei giorni compresi tra il 26 ottobre e il 1° novembre. Ottobre, invece, si era chiuso (settimana 19-25) con 1.283 contagi e una media di 183,3, e ancora la prima settimana in tripla cifra media (101,6) con un complessivo di 711 tra il 12 e il 18 ottobre. Poi il minimo dei 204, per una media di 29,14, tra il 5 e l'11 ottobre che, pure, era il doppio rispetto alla precedente settimana chiusa con 105 e una media di 15. Andando ancora più a ritroso tra il 21 e il 27 settembre i contagi erano stati 99 con una media di 14,14, per non parlare degli appena 16 positivi per una media di 2,28 (14-20 settembre). Prima ancora 39 (5,57 la media) e 44 casi (6,28) tra il 7 e il 13 settembre e tra il 31 agosto e il 6 settembre. Per finire con i 100 infettati della settimana che scontava gli eccessi di ferragosto, all'epoca considerati un'enormità, per una media di 14,28. Numeri che, in retrospettiva, assumono ben altro significato in rapporto all'attuale situazione. La speranza, adesso, è che le misure introdotte con il nuovo Dpcm e con il passaggio in zona arancione del Lazio sortiscano gli effetti sperati dalle autorità sanitarie. Gli 83 positivi registrati ieri sono il secondo dato più basso della settimana, nonché il terzo giorno consecutivo di riduzione dei nuovi casi. L'ultima volta era successo dal 4 al 7 dicembre con quattro giorni di fila di calo di contagi. I nuovi di ieri vengono da Cassino con 17 positivi, quindi da Roccasecca 6, Ferentino 5, Boville Ernica e Sora 4, Casalvieri, Pofi e Pignataro Interamna 3, Amaseno e Ceccano 2. Il tasso Si rialza l'indice di positività in provincia di Frosinone che passa dal 7,31% di sabato al 9,44% di ieri quando, però, il numero di tamponi si è ridotto a 897. E spesso e volentieri, ultimamente, è successo che, con il ridursi del numero dei tamponi, probabilmente più mirati, la percentuale di positivi si è rialzata. La progressione di questa settimana dei tamponi positivi sul totale analizzato è stata 14,15% lunedì, 8,55% martedì, 8,11% mercoledì, 12,15% giovedì, 7,40% venerdì, 7,31% sabato e, appunto, 9,44% ieri. In precedenza i valori erano risultati superiori con punte fino al 28%, queste le cifre: a Natale 22,05%, a Santo Stefano 21,25%, il 27 dicembre 14,49%, il 28 dicembre 11,08%, il 29 dicembre 13,03%, il 30 dicembre 18,33%, l'ultimo dell'anno 24,6%, il primo dell'anno 28,12%, il 2 gennaio 9,20%, il 3 gennaio 15,63%, il 4 gennaio 12,07%, il 5 gennaio 10,61%, l'Epifania 14,53%, il 7 gennaio 16,18% e l'8 gennaio 10,44%. I decessi Nel conto di ieri vanno considerati pure tre nuovi decessi con il totale generale, dallo scoppio dell'epidemia, che raggiunge la ragguardevole cifra di 302. Si tratta di un uomo di 73 anni di Castrocielo, di una donna di 82 anni di Aquino e di un uomo di 83 anni di Alvito. I morti, in questa settimana, sono 19, cinque in più della precedente, chiusa con 14. Nel 2021 sono decedute a causa del virus già 26 persone. Anche tra il 28 dicembre e il 3 gennaio c'erano stati 14 decessi, mentre il dato è di 20 vittime nel periodo che va dal 21 al 27 dicembre. Addirittura 29 è il numero di morti tra il 14 e il 20 dicembre, prima ancora ne erano stati registrati 21 (7-13 dicembre), 24 (30 novembre-6 dicembre), poi nuovo picco di 32 tra il 23 e il 29 novembre, nuova discesa a 21 tra il 16 e il 22 novembre, 27 la settimana precedente. Quindi 8 tra il 2 e l'8 novembre, il dato minimo degli ultimi due mesi. Va ricordato che dall'8 novembre fino al 1° gennaio si è sempre contato almeno un morto, ma spesso più di uno con punte anche di nove decessi nell'arco delle 24 ore. I guariti I negativizzati ufficializzati ieri sono 105, di cui 10 di Cassino, 6 di Ferentino e Sora, 5 di Ceccano, 4 di Amaseno, 3 di Boville Ernica e Roccasecca tra i paesi con almeno due positivi. La settimana si chiude con 920 guariti, quindi con un saldo attivo di 303 rispetto ai positivi. A gennaio i negativizzati sono 1989, mentre da metà novembre sono circa 9.300. I vaccini Il Lazio ieri sera aveva totalizzato 105.989 vaccinazioni con un incremento, nell'arco delle 24 ore, di 4.160 unità. Le donne sono 65.117 e gli uomini 40.872. Quindi 26.283 hanno tra i 50 e i 59 anni e 21.485 tra i 40 e i 49 anni Si tratta delle categorie che hanno ricevuto, nel Lazio, il maggior numero di dosi. lazio, dove da ieri è inziiata la fase due con la somministrazione del richiamo ai primi vaccinati. A livello di Asl quella di Frosinone resta sempre la quarta del Lazio per numero di dosi somministrate con 8.318, con un incremento giornaliero di 66 (il giorno prima era invece di 491). Davanti c'è la Asl Roma 1 con 12.147, quindi la Asl Roma 2 con 10.714 e la Asl Roma 5 con 8.734. Nelle altre province la Asl di Latina ne ha 5.759, quella di Viterbo 5.807 e quella di Rieti 2.904. https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/135774/covid-ciociaria-superata-la-tragica-soglia-dei-300-morti-la-situazione-sul-territorio
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sempre alto il tasso di positività, al 13,5%. Ieri un solo decesso. Più negativizzati (190) che contagiati (139), in gran parte dell’area Sud. Cento contagi in più in 24 ore. È il nuovo aggiornamento della situazione sul Covid in Ciociaria. Se, infatti, lunedì era stato toccato praticamente il punto più basso, per numero di contagi giornalieri, da due mesi a questa parte con 39 (fatta eccezione per il 9 dicembre), ieri si è registrata un nuova impennata con 139 casi. Si tratta del dato più alto degli ultimi cinque giorni (dai 157 casi del 12 dicembre ) e del secondo degli ultimi dieci. Al contempo si hanno 190 guariti con una sola vittima. Ancora alto il tasso di positività, 13,5% con 1.107 tamponi eseguiti. La vittima L'unico decesso che registra la Asl d Frosinone è, peraltro, quello di una donna di fuori provincia. Si tratta, infatti, di una donna di 91 anni residente a Roma. Questa settimana si è aperta con tre decessi, un dato meno allarmante rispetto alle precedenti. Basi considerare solo che, a martedì scorso, i deceduti erano già 15, quindi 5 due settimane fa e 11 nel periodo tra il 30 novembre e il 1° dicembre. A proposito di dicembre, al momento, si contano 70 vittime, quindi 3,1 al giorno. Un dato ancora particolarmente elevato. Ma, come tutti gli esperti fanno notare le cifre dei decessi saranno le ultime a calare e comunque riflettono di un andamento, soprattutto a novembre, particolarmente elevato per numero di contagi. Tanto è vero che anche nell'ultimo monitoraggio sull'andamento della mortalità nei capoluoghi italiani si è registrato, per Frosinone, un incremento dei decessi rispetto alla media degli ultimi cinque anni anche nel periodo che va da ottobre alla prima settimana di dicembre. La fascia più colpita resta quella sopra gli 85 anni anche se il 73% delle vittime di questo periodo ha più di 75 anni. I contagi Nuovo balzo in avanti dei contagi in provincia con 139. Per la sesta volta negli ultimi sette giorni si rimane in tripla cifra dopo che per due giorni consecutivi, il 14 e il 15 dicembre, con 55 e 83 nuovi positivi, il dato si era ridotto sotto la tripla cifra. La media di questa settimana, seppur limitata a soli due giorni, è di 89. Più bassa di quella delle ultime settimane, che si era fermata intorno ai cento casi nelle ventiquattr'ore. Per la precisione dal 14 al 20 dicembre la media dei casi era stata di 106,3, stesso valore tra il 7 e il 13 dicembre, mentre tra il 30 novembre e il 6 dicembre era stata appena al disotto della tripla cifra con 99,5. E ancora più indietro, dal 23 fino al 29 novembre era stata di 134,4, mentre dal 16 al 22 novembre il dato si era assestato a 225,7. Ma non è stato quello il peggiore degli ultimi mesi. La settimana precedente, vale a dire nel periodo dal 9 al 15 novembre, la situazione era simile con una media di 224,3. Il picco si è avuto all'inizio di novembre, tra il 2 e l'8, con 292 casi di media per un totale assoluto di 2.044. Una bella crescita rispetto alla settimana precedente che pure si era chiusa alla considerevole media di 235,8. In precedenza tra il 19 e il 25 ottobre il dato era di 183,3. E ancora, sugli stessi livelli di questo ultimo periodo c'è la settimana tra il 12 e il 18 ottobre con 101,6 casi di media quotidiana. È stata quella la prima settimana con i casi in tripla cifra (la prima volta il 16 ottobre con 100, da lì in poi è stato un crescendo verticale). Prima, infatti, tra il 5 e l'11 ottobre la media si era attestata a 29,1, il doppio di quella precedente (chiusa a 15). Mentre nella settimana tra il 21 e il 27 settembre i casi erano stati in totale 99, ovvero praticamnete gli stessi della giornata del 15 ottobre. L'andamento nei vari comuni registrato nella giornata di ieri vede davanti il Sud della provincia: Cassino e Castrocielo hanno 12 nuovi casi e Sant'Elia Fiumerapido 11. Quindi c'è Amaseno che ancora sconta la lunga scia di contagi delle ultime settimane con 8, poi Pontecorvo a 6, Ceprano, Isola del Liri e Piedimonte San Germano a 4. I negativizzati sono 19 a Cassino, 9 a Sant'Elia Fiumerapido, 8 a Pontecorvo, 5ad Amaseno, 2 a Castrocielo, Ceprano, Isola del Liri e Piedimonte San Germano. A Frosinone, secondo il monitoraggio del Comune, al 20 dicembre, si avevano 195 positivi, 224 in isolamento fiduciario, con 20 deceduti e 848 negativizzati. I casi totali sono 1.066. Andamento basso nell'ultima settimana: un caso il 14 e il 18 dicembre, 3 casi il 15 dicembre, 4 casi il 17 dicembre, 5 casi il 19 dicembre, 6 casi il 16 dicembre, 8 casi il 20 dicembre.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ceprano - Si tratta di un 89enne del posto. Fortunatamente si mantiene stabile a circa 20 il numero dei contagi. Intanto, proseguono i controlli delle forze dell’ordine. 680 morti Salgono purtroppo a dieci i decessi per Covid a Ceprano. Ieri la comunicazione ufficiale dell'ultima vittima del virus killer, un 89enne del luogo. Fortunatamente si mantiene stabile a circa 20 il numero dei contagi. Intanto, proseguono i controlli delle forze dell'ordine per scongiurare il rischio di assembramenti e garantire il rispetto del distanziamento e dell'uso della mascherina. Non solo è alto il prezzo pagato dal paese per i decessi causati dal Covid, ma tale numero sembra destinato a crescere tanto che la lista si sta allungando. Quindi, bisogna essere più rispettosi delle regole soprattutto in questa fase delicata e ormai vicinissima a quella della vaccinazione, che dovrebbe segnare un passaggio decisivo. Gli appelli del sindaco e le testimonianze di chi è stato contagiato dovrebbero rappresentare un deterrente soprattutto per i giovani, anche se non è semplice rinunciare a cene, incontri, feste, allenamenti, partite. Ma non ci sono alternative, il virus uccide e non risparmia nessuno. Il periodo di festa che si avvicina metterà tutti a dura prova, pertanto bisogna rispettare le restrizioni, altrimenti si rischia un'altra ondata post-natalizia. Ora bisogna dare prova di responsabilità e coerenza, proteggere le categorie deboli e fare squadra per debellare il virus. Come in altre occasioni, Ceprano si dimostrerà corretta e capace di maturità in questa fase delicata. Solo una profonda responsabilità potrà scongiurare nuovi morti. Ma tale risultato si potrà raggiungere rispettando il distanziamento, utilizzando correttamente la mascherina, lavandosi le mani, stringendo ancora i denti affinché il noto augurio "andrà tutto bene" si concretizzi e non resti uno slogan da balcone.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Pontecorvo - Operazione della Guardia di Finanza di Frosinone e Cassino. Il provvedimento antimafia è scattato in relazione all'elevata pericolosità sociale della coppia. La Guardia di Finanza di Frosinone, sin dalle prime ore di questa mattina, sta dando esecuzione a misure di prevenzione patrimoniali nei confronti di due pluripregiudicati di Pontecorvo. Nello specifico, le Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino stanno procedendo al sequestro preventivo anticipato finalizzato alla confisca di beni e utilità nella disponibilità di S.M. (di anni 60) e S.G. (di anni 31), noti nell'hinterland cassinate per il notevole spessore criminale per le numerose condotte illecite perpetrate in circa un ventennio di attività. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione per l'applicazione delle misure di prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Cassino, Dott. Luciano D'Emmanuele, ai sensi del d.lgs. 159/2011, c.d. "Codice Antimafia", a seguito degli accertamenti economico-finanziari eseguiti dai Finanzieri della città martire che hanno permesso di evidenziare, in capo ai due citati pluripregiudicati – padre e figlio -, una netta sproporzione tra redditi dichiarati e beni posseduti. A partire dai primi anni duemila, i soggetti investigati sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata alla produzione ed al traffico di sostanze stupefacenti, minacce e danneggiamenti, violenza a pubblico ufficiale, favoreggiamento, bancarotta fraudolenta, e da ultimo sono stati sottoposti a misura cautelare e condannati per i reati di usura, estorsione, continuata ed aggravata. Concretamente, la pericolosità sociale, la propensione a delinquere ed il dispregio delle regole e delle Istituzioni si sono più volte manifestate, nel corso del tempo, con comportamenti di vario genere, che vanno dalla violenza, anche mediante uso di armi nei confronti degli usurati, alle minacce ed ai danneggiamenti patrimoniali, oltre all'ostacolo alle indagini condotte dall'Autorità Giudiziaria. In particolare, grazie alle moderne tecniche investigative utilizzate è stato possibile effettuare una meticolosa ricostruzione patrimoniale ed un'attenta analisi dei flussi finanziari derivanti dalle illecite attività poste in essere. I proventi illegalmente ottenuti venivano reinvestiti nell'acquisto di società operanti nel settore delle scommesse, ovvero di centri estetici e di negozi di abbigliamento, con sede anche in note località turistiche del Pontino, nonché nella costruzione di edifici residenziali. Inoltre, al fine di ostacolare la riconducibilità delle quote societarie e dissimularne la reale titolarità, le partecipazioni societarie venivano intestate sia a parenti che a terzi "prestanome". Nel dettaglio, con l'odierna operazione di polizia giudiziaria è stato sottoposto a sequestro un ingente patrimonio di valore superiore a un milione di euro, costituito da liquidità rinvenienti dai conti correnti, da quote societarie, da autoveicoli e ville di lusso. I beni sequestrati, in attesa della definitiva confisca, saranno gestiti da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Roma. Nei confronti dei due destinatari della misura di prevenzione, inoltre, è stata fissata l'udienza per l'applicazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nei Comuni di residenza per la durata di 3 anni. In tale sede si deciderà anche sulla confisca definitiva dei beni oggetto dell'odierna ablazione. L'attività di servizio in rassegna testimonia la costante attenzione operativa del Corpo volta all'individuazione ed aggressione dei patrimoni illegalmente accumulati dalla criminalità grazie alla commissione di gravi reati economico-finanziari. In particolar modo l'usura che, nell'attuale periodo di crisi economica congiunturale, ha subito una notevole recrudescenza, generando conseguenze negative per gli imprenditori onesti e per le famiglie che versano in condizioni economiche precarie a causa degli effetti perniciosi della pandemia da COVID-19. CIOCIARIA OGGI QUOTIDIANO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è chiuso ieri il mese più nero: 6.588 positivi, quasi 220 al giorno. E ci sono stati 100 morti, il 59,52% del dato totale. Il peso dell’ondata autunnale. Adesso la curva è in discesa, ma novembre è stato il mese del picco: dei contagi, dei decessi, delle medie e dell'incidenza. Il mese della seconda ondata, che si è abbattuta pesantemente anche in provincia di Frosinone. Il primo novembre il record assoluto dei casi positivi in una sola giornata: 399. Ieri 54: una cifra sì condizionata dal fatto che il lunedì i tamponi processati sono di meno rispetto agli altri giorni. Ma comunque un numero indicativo, che apre la quarantesima settimana dall'ini zio della pandemia in Ciociaria. Il primo caso è datato due marzo. Da allora sono passati 274 giorni. L'andamento completo 399 il primo novembre. Poi 87 il due novembre, 355 il tre, 276 il quattro, 394 il cinque, 349 il sei, 301 il sette, 282 l'otto. Quindi la curva ha proseguito così: 54 contagi il nove novembre, 201 il dieci, 275 l'undici, 305 il dodici, 220 il tredici, 215 il quattordici, 300 il quindici. Continuando: 69 casi il sedici novembre, 225 il diciassette, 343 il diciotto, 337 il diciannove, 188 il venti, 226 il ventuno, 192 il ventidue. E ancora: 83 casi il ventitré novembre, 189 il ventiquattro, 165 il venticinque, 154 il ventisei, 151 il ventisette, 115 il ventotto, 84 il ventinove e 54 il trenta. Per un totale di 6.588 casi positivi: una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. Mai si erano toccate vette simili. Con un impatto fortissimo sul sistema sanitario e su quello ospedaliero. Il fattore Rt Sabato scorso l'assessore regionale Alessio D'Amato ha fornito i dati del valore Rt, che misura l'indice di contagiosità del virus. Nel Lazio è 0,8. Ma con queste differenze: a Roma 0,68, a Latina 0,65, a Frosinone 1,35, a Rieti 0,88 e a Viterbo 0,95. Con questi numeri, ha spiegato D'Amato, «monitorata la situazione di Frosinone, anche se il trend appare in calo». L'Rt è riferito a più di due settimane prima, quando cioè la Ciociaria era anche sopra i 300 casi e arrivava dal periodo di picco (2.044 casi tra il 2 e l'8 novembre, 292 al giorno). Si tratta dei dati sui quali si determinano le colorazioni delle regioni e le conseguenti misure restrittive da adottare. Oggi l'Rt della provincia è attestato a 0,76. Ma prima era arrivato fino a 1,9. D'Amato ha specificato: «Non c'è nessun rischio di diventare zona rossa. I trend sono in discesa. Bisogna mantenere alta l'attenzione». Ma i numeri delle prime settimane di novembre dimostrano quanto sia stata difficile la situazione in provincia di Frosinone. Con riferimento a quei dati, forniti dall'Isti tuto Superiore della Sanità, ci sono ancora 66 province su 107 dove l'Rt è superiore a 1. E il quotidiano La Repubblica, nell'edizione di domenica, ha detto:«La Cabina di regia, prendendo tral'altro in considerazione l'intervallo di confidenza inferiore, ha disegnato una mappa inbase alla quale, ad esempio, Lodi sarebbe ancora in zona rossa, visto che ha un Rt di 1,68 (intervallo di confidenza 1,55-1,8). Sarebbero invece arancioni Trapani, Caltanisetta, Frosinone, Siena, Pisa, Massa-Carrara, Padova, Belluno, Milano». Ora la situazione è nettamente migliorata, ma è evidente che fino al 20 novembre i numeri dei nuovi contagi hanno fatto tremare la Ciociaria. Trend e confronti A novembre dunque 6.588 nuovi contagi: una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. A novembre c'è stato il 58,80% dei casi positivi totali (11.203). Se poi consideriamo ottobre e novembre insieme, allora arriviamo a 10.116 contagi, il 90,29% della cifra globale. Questi i dati mensili: 13,8 casi al giorno a marzo, 7,63 ad aprile, 0,83 a maggio, 0,46 a giugno, 0,35 a luglio, 5,16 ad agosto, 7,43 a settembre,113,8 a ottobre, quando il numero assoluto dei nuovi casi aveva toccato quota 3.528,in trentuno giorni. Il dato di novembre è di 16 volte superiore rispetto a quello di marzo. La proporzione delle dimensioni è lampante. Va meglio invece sul piano del confronto tra le settimane. La trentanovesima si è chiusacon unamediadi 134,42.In netta diminuzione rispetto agli ultimi periodi. Nella trentaquattresima media di 183,28, nella trentacinquesima 235,86, nella trentaseiesima 292, nella trentasettesima 224,28. Nella trentottesima 225,71. Questo invece l'andamento completo. Il primo blocco è stato quello dell'impatto: 1,14 casi al giorno la prima, 7,4 la seconda, 15,85 la terza, 30,57 la quarta, 15,71 la quinta, 8,42 la sesta, 6,71 la settima, 5 l'ottava. Poi un sostanziale e lungo abbassamento: 2 casi al giorno la nona, 1 la decima, 0,85 l'undicesima, 0,42 la dodicesima, 0,71 la tredicesima, 0,57 la quattordicesima, 0,57 la quindicesima, 0,14 la sedicesima, 0,57 la diciassettesima, 0,85 la diciottesima, 0 la diciannovesima, 0,57 la ventesima, 0,28 la ventunesima. E 0 casi nella ventiduesima. Quindi, 1,14 nella ventitreesima e nella ventiquattresima. Poi, dalla seconda metà di agosto, una ripresa: 5,85 casi al giorno nella venticinquesima settimana, 14,14 nella ventiseiesima. E 6,2 nella ventisettesima. Ancora: 5,57 nella ventottesima. E 2,28 nella ventinovesima, 14,14 nella trentesima. Nella trentunesima 15, nella trentaduesima 29,14. Infine l'impennata: nella trentatreesima settimana la media è stata di 101,57 al giorno. E poi le cifre delle cinque settimane precedenti a quella che si è conclusa domenica. In Ciociaria superati gli 11.000 contagi dall'inizio della pandemia. L'andamento è indicativo. Per superare i 1.000 casi sono dovuti trascorrere 209 giorni, dal due marzo al ventiquattro settembre. Per arrivare a 2.000 invece sono passati 24 giorni, dal venticinque settembre al diciotto ottobre. Mentre per superare i 3.000 casi di giorni ne sono bastati 6, dal diciannove al ventiquattro ottobre. Poi, da 3.000 a 4.000, appena 5 giorni, dal venticinque al ventinove ottobre. E da 4.000 a 5.000 soltanto 3 giorni: trenta ottobre, trentuno ottobre, primo novembre. Sono stati 4 per arrivare a 6.000: dal due al cinque novembre. 3 giorni per arrivare da 6.000 a 7.000: dal sei all'otto novembre. Infine, 5 giorni per arrivare e superare quota 8.000: dal nove al tredici novembre. E 5 giorni pure per oltrepassare i 9.000: dal quattordici al diciotto novembre. Mentre da 9.000 a 10.000 sono trascorsi 3 giorni: dal diciannove a ventuno novembre. Infine, da 10.000 a 11.000 casi i giorni passati sono stati 7, dal ventidue al ventotto novembre. Un altro segnale della decelerazione della curva. Questa infatti la sequenza completa quindi: 209-24-6-5-3-4-3-5-5-3-7. Come giornate trascorse per superare i 1.000 casi "parziali" si è tornati a prima dell'impennata di ottobre. La curva dei decessi A novembre è stata pesantissima: 100 morti in trenta giorni. Per una media di 3,33 ogni ventiquattro ore. Ieri altri 7. Non c'è alcun paragone con tutti i mesi precedenti. Sono stati 39 i deceduti in otto giorni: la media è di 4,87 ogni ventiquattro ore. 52 in tredici giorni: media di 4. Ma c'è pure un altro dato: 100 morti su 168 dall'inizio della pandemia. Il 59,52%. Da ottobre a ieri 109, il 64,88%. Questo comunque l'andamento dei decessi nei vari mesi: a marzo sono stati 25, ad aprile 23, a maggio 2, a giugno 8. Poi zero morti sia a luglio che ad agosto, 1 a settembre e 9 ad ottobre. Infine, 100 a novembre: dieci volte di più rispetto ad ottobre. Ed è proprio la curva dei decessi a dare il quadro dell'impatto di novembre. I diversi indici Il numero dei contagiati in provincia di Frosinone è di 11.203. I decessi sono stati 168. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. Il tasso di mortalità misura il rapporto tra i morti per la pandemia e il numero degli abitanti. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 2.911,20residenti.Il 31 ottobre era uno ogni 7.192,39 abitanti. L'attuale indice di mortalità è pari allo 0,034%. Dividendo invece il numero degli abitanti per quello dei contagiati, emerge che in Ciociaria è stata infettata una persona ogni 43,65 (il trentuno ottobre il rapporto era uno ogni 105,97). La percentuale attuale è di2,29%. Poi c'è l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate e decessi. La percentuale è dell'1,49%. Vuol dire che si è registrato un decesso ogni 66,68 persone contagiate. Si tratta naturalmente di indici e rapporti in continua evoluzione. Gli altri numeri Stanno scendendo inumeri relativi alle persone positive in sorveglianza domiciliare. In Ciociaria sono adesso 2.426, dopo che per settimane si è stati ampiamente sopra quota 3.000. Poi ci sono i negativizzati, vale a direi guariti: negli ultimo otto giorni sono stati 1.816, per una media di 227 ogni ventiquattro ore. Nella trentanovesima settimana 1.677: media di 239,57. Largamente superiore a quella dei nuovi contagi (134,42). E i guariti sono arrivati a quota 7.406. Il 66% dei contagiati. L'ondata autunnale, e soprattutto novembrina, ha caratterizzato una fase completamente diversa della pandemia. Perché sono stati i numeri assoluti a far salire anche la curva dei ricoveri. In tutta la rete ospedaliera Covid della provincia di Frosinone ci sono 316 malati di Coronavirus ricoverati. E 105 posti liberi. A marzo e aprile per settimane ci fu il "sold out" al Fabrizio Spaziani di Frosinone. Con 106 posti letto attivati. Ma sia ad ottobre che a novembre il 90% dei nuovi casi ha riguardato persone positive seguite in sorveglianza domiciliare. CORRADO TRENTO https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/126428/covid-ciociaria-novembre-chiude-con-un-bilancio-infernale-boom-di-contagi-e-decessi?fbclid=IwAR2ueLvvzCu8_6W6eoKgA2in1ZA4_X2eJK5oxxBgcQSsJtzB2s_boH7yagI
INSERITO DA ANGELA CECERE Due decessi, 84 novi positivi, 267 nuovi negativizzati e 1.347 tamponi effettuati. Questo il bilancio di ieri, in provincia di Frosinone, sulla diffusione del Covid-19, in una giornata in cui il record di infettati è spettato a Cassino con 16 persone contagiate con, a seguire, Aquino con 8, Veroli con 7, Alatri con 6, Anagni e Pontecorvo con 4, Sora con 3 e il capoluogo con appena 2. Tanti i negativizzati: Alatri 21, Frosinone 17, Veroli 16, Cassino 14, Anagni e Sora 13, Pontecorvo 8 e Aquino 3. I deceduti finiti nel bollettino, come detto, sono due: un uomo di 91 anni di San Giorgio a Liri e una donna di 92 anni di Fontana Liri. Ieri, per l'assessore regionale alla sanità, Alessio D'Amato è stata una giornata positiva. «Dopo 26 giorni - ha detto D'Amato - siamo sotto quota duemila casi, il miglior dato del mese di novembre. Occorre continuare così, i risultati stanno premiando le scelte fatte: numero alto dei tamponi, rigore nei comportamenti e unità mobili nella gestione dei focolai». Ed, in effetti, ieri, i numeri hanno parlato di 1.993 nuove positività su quasi 23.000 tamponi effettuati, 19 decessi e 1.524 guariti con un rapporto tra positivi e tamponi all'8%. In Italia sono stati 20.648 i nuovi contagi da coronavirus secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Sono stati registrati altri 541 morti che portano il totale a 54.904 dall'inizio dell'emergenza legata all'epidemia. Sono 3.753 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 9 meno di ieri, secondo i report ministeriali. Nei reparti ordinari si trovano invece ora 32.879 persone, 420 in meno nelle ultime 24 ore. In tutto il Paese sono stati effettuati 176.934 test per il Coronavirus, oltre 45.000 meno di ieri, con il consueto calo del weekend. Il rapporto tra positivi è tamponi è invariato all'11,7%, stando alle statistiche diffuse dal ministero.«Avremo sicuramente la copertura per tutto quello che serve per il Paese» ha detto sui vaccini anti-Covid destinati all'Italia, Walter Ricciardi, docente di Igiene all'Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute, intervenendo alla trasmissione "L'aria di domenica", il talk di La7 condotto da Myrta Merlino. E, rispondendo a una domanda specifica, Ricciardi non vede nessun rischio ritardi sottolineando che «il vaccino antinfluenzale doveva essere comprato dalle regioni mentre di fatto la fornitura del vaccino anti-Covid verrà gestita direttamente dallo Stato». Infortuni sul lavoro da Covid. «In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l'angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell'anno». Ad illustrare le statistiche è Anita Tarquini, segretario generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro. «Dall'elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell'anno - spiega Tarquini - constatiamo che dopo Roma con 2.367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122). Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità». «In termini percentuali - aggiunge l'esponente sindacale - i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all'Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1.733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66.781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti». «La pandemia - conclude Tarquini - ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».