CIOCIARIA NEWS Covid Ciociaria, novembre chiude con un bilancio infernale: boom di contagi e decessi
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è chiuso ieri il mese più nero: 6.588 positivi, quasi 220 al giorno. E ci sono stati 100 morti, il 59,52% del dato totale. Il peso dell’ondata autunnale. Adesso la curva è in discesa, ma novembre è stato il mese del picco: dei contagi, dei decessi, delle medie e dell'incidenza. Il mese della seconda ondata, che si è abbattuta pesantemente anche in provincia di Frosinone. Il primo novembre il record assoluto dei casi positivi in una sola giornata: 399. Ieri 54: una cifra sì condizionata dal fatto che il lunedì i tamponi processati sono di meno rispetto agli altri giorni. Ma comunque un numero indicativo, che apre la quarantesima settimana dall'ini zio della pandemia in Ciociaria. Il primo caso è datato due marzo. Da allora sono passati 274 giorni. L'andamento completo 399 il primo novembre. Poi 87 il due novembre, 355 il tre, 276 il quattro, 394 il cinque, 349 il sei, 301 il sette, 282 l'otto. Quindi la curva ha proseguito così: 54 contagi il nove novembre, 201 il dieci, 275 l'undici, 305 il dodici, 220 il tredici, 215 il quattordici, 300 il quindici. Continuando: 69 casi il sedici novembre, 225 il diciassette, 343 il diciotto, 337 il diciannove, 188 il venti, 226 il ventuno, 192 il ventidue. E ancora: 83 casi il ventitré novembre, 189 il ventiquattro, 165 il venticinque, 154 il ventisei, 151 il ventisette, 115 il ventotto, 84 il ventinove e 54 il trenta. Per un totale di 6.588 casi positivi: una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. Mai si erano toccate vette simili. Con un impatto fortissimo sul sistema sanitario e su quello ospedaliero. Il fattore Rt Sabato scorso l'assessore regionale Alessio D'Amato ha fornito i dati del valore Rt, che misura l'indice di contagiosità del virus. Nel Lazio è 0,8. Ma con queste differenze: a Roma 0,68, a Latina 0,65, a Frosinone 1,35, a Rieti 0,88 e a Viterbo 0,95. Con questi numeri, ha spiegato D'Amato, «monitorata la situazione di Frosinone, anche se il trend appare in calo». L'Rt è riferito a più di due settimane prima, quando cioè la Ciociaria era anche sopra i 300 casi e arrivava dal periodo di picco (2.044 casi tra il 2 e l'8 novembre, 292 al giorno). Si tratta dei dati sui quali si determinano le colorazioni delle regioni e le conseguenti misure restrittive da adottare. Oggi l'Rt della provincia è attestato a 0,76. Ma prima era arrivato fino a 1,9. D'Amato ha specificato: «Non c'è nessun rischio di diventare zona rossa. I trend sono in discesa. Bisogna mantenere alta l'attenzione». Ma i numeri delle prime settimane di novembre dimostrano quanto sia stata difficile la situazione in provincia di Frosinone. Con riferimento a quei dati, forniti dall'Isti tuto Superiore della Sanità, ci sono ancora 66 province su 107 dove l'Rt è superiore a 1. E il quotidiano La Repubblica, nell'edizione di domenica, ha detto:«La Cabina di regia, prendendo tral'altro in considerazione l'intervallo di confidenza inferiore, ha disegnato una mappa inbase alla quale, ad esempio, Lodi sarebbe ancora in zona rossa, visto che ha un Rt di 1,68 (intervallo di confidenza 1,55-1,8). Sarebbero invece arancioni Trapani, Caltanisetta, Frosinone, Siena, Pisa, Massa-Carrara, Padova, Belluno, Milano». Ora la situazione è nettamente migliorata, ma è evidente che fino al 20 novembre i numeri dei nuovi contagi hanno fatto tremare la Ciociaria. Trend e confronti A novembre dunque 6.588 nuovi contagi: una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. A novembre c'è stato il 58,80% dei casi positivi totali (11.203). Se poi consideriamo ottobre e novembre insieme, allora arriviamo a 10.116 contagi, il 90,29% della cifra globale. Questi i dati mensili: 13,8 casi al giorno a marzo, 7,63 ad aprile, 0,83 a maggio, 0,46 a giugno, 0,35 a luglio, 5,16 ad agosto, 7,43 a settembre,113,8 a ottobre, quando il numero assoluto dei nuovi casi aveva toccato quota 3.528,in trentuno giorni. Il dato di novembre è di 16 volte superiore rispetto a quello di marzo. La proporzione delle dimensioni è lampante. Va meglio invece sul piano del confronto tra le settimane. La trentanovesima si è chiusacon unamediadi 134,42.In netta diminuzione rispetto agli ultimi periodi. Nella trentaquattresima media di 183,28, nella trentacinquesima 235,86, nella trentaseiesima 292, nella trentasettesima 224,28. Nella trentottesima 225,71. Questo invece l'andamento completo. Il primo blocco è stato quello dell'impatto: 1,14 casi al giorno la prima, 7,4 la seconda, 15,85 la terza, 30,57 la quarta, 15,71 la quinta, 8,42 la sesta, 6,71 la settima, 5 l'ottava. Poi un sostanziale e lungo abbassamento: 2 casi al giorno la nona, 1 la decima, 0,85 l'undicesima, 0,42 la dodicesima, 0,71 la tredicesima, 0,57 la quattordicesima, 0,57 la quindicesima, 0,14 la sedicesima, 0,57 la diciassettesima, 0,85 la diciottesima, 0 la diciannovesima, 0,57 la ventesima, 0,28 la ventunesima. E 0 casi nella ventiduesima. Quindi, 1,14 nella ventitreesima e nella ventiquattresima. Poi, dalla seconda metà di agosto, una ripresa: 5,85 casi al giorno nella venticinquesima settimana, 14,14 nella ventiseiesima. E 6,2 nella ventisettesima. Ancora: 5,57 nella ventottesima. E 2,28 nella ventinovesima, 14,14 nella trentesima. Nella trentunesima 15, nella trentaduesima 29,14. Infine l'impennata: nella trentatreesima settimana la media è stata di 101,57 al giorno. E poi le cifre delle cinque settimane precedenti a quella che si è conclusa domenica. In Ciociaria superati gli 11.000 contagi dall'inizio della pandemia. L'andamento è indicativo. Per superare i 1.000 casi sono dovuti trascorrere 209 giorni, dal due marzo al ventiquattro settembre. Per arrivare a 2.000 invece sono passati 24 giorni, dal venticinque settembre al diciotto ottobre. Mentre per superare i 3.000 casi di giorni ne sono bastati 6, dal diciannove al ventiquattro ottobre. Poi, da 3.000 a 4.000, appena 5 giorni, dal venticinque al ventinove ottobre. E da 4.000 a 5.000 soltanto 3 giorni: trenta ottobre, trentuno ottobre, primo novembre. Sono stati 4 per arrivare a 6.000: dal due al cinque novembre. 3 giorni per arrivare da 6.000 a 7.000: dal sei all'otto novembre. Infine, 5 giorni per arrivare e superare quota 8.000: dal nove al tredici novembre. E 5 giorni pure per oltrepassare i 9.000: dal quattordici al diciotto novembre. Mentre da 9.000 a 10.000 sono trascorsi 3 giorni: dal diciannove a ventuno novembre. Infine, da 10.000 a 11.000 casi i giorni passati sono stati 7, dal ventidue al ventotto novembre. Un altro segnale della decelerazione della curva. Questa infatti la sequenza completa quindi: 209-24-6-5-3-4-3-5-5-3-7. Come giornate trascorse per superare i 1.000 casi "parziali" si è tornati a prima dell'impennata di ottobre. La curva dei decessi A novembre è stata pesantissima: 100 morti in trenta giorni. Per una media di 3,33 ogni ventiquattro ore. Ieri altri 7. Non c'è alcun paragone con tutti i mesi precedenti. Sono stati 39 i deceduti in otto giorni: la media è di 4,87 ogni ventiquattro ore. 52 in tredici giorni: media di 4. Ma c'è pure un altro dato: 100 morti su 168 dall'inizio della pandemia. Il 59,52%. Da ottobre a ieri 109, il 64,88%. Questo comunque l'andamento dei decessi nei vari mesi: a marzo sono stati 25, ad aprile 23, a maggio 2, a giugno 8. Poi zero morti sia a luglio che ad agosto, 1 a settembre e 9 ad ottobre. Infine, 100 a novembre: dieci volte di più rispetto ad ottobre. Ed è proprio la curva dei decessi a dare il quadro dell'impatto di novembre. I diversi indici Il numero dei contagiati in provincia di Frosinone è di 11.203. I decessi sono stati 168. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. Il tasso di mortalità misura il rapporto tra i morti per la pandemia e il numero degli abitanti. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 2.911,20residenti.Il 31 ottobre era uno ogni 7.192,39 abitanti. L'attuale indice di mortalità è pari allo 0,034%. Dividendo invece il numero degli abitanti per quello dei contagiati, emerge che in Ciociaria è stata infettata una persona ogni 43,65 (il trentuno ottobre il rapporto era uno ogni 105,97). La percentuale attuale è di2,29%. Poi c'è l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate e decessi. La percentuale è dell'1,49%. Vuol dire che si è registrato un decesso ogni 66,68 persone contagiate. Si tratta naturalmente di indici e rapporti in continua evoluzione. Gli altri numeri Stanno scendendo inumeri relativi alle persone positive in sorveglianza domiciliare. In Ciociaria sono adesso 2.426, dopo che per settimane si è stati ampiamente sopra quota 3.000. Poi ci sono i negativizzati, vale a direi guariti: negli ultimo otto giorni sono stati 1.816, per una media di 227 ogni ventiquattro ore. Nella trentanovesima settimana 1.677: media di 239,57. Largamente superiore a quella dei nuovi contagi (134,42). E i guariti sono arrivati a quota 7.406. Il 66% dei contagiati. L'ondata autunnale, e soprattutto novembrina, ha caratterizzato una fase completamente diversa della pandemia. Perché sono stati i numeri assoluti a far salire anche la curva dei ricoveri. In tutta la rete ospedaliera Covid della provincia di Frosinone ci sono 316 malati di Coronavirus ricoverati. E 105 posti liberi. A marzo e aprile per settimane ci fu il "sold out" al Fabrizio Spaziani di Frosinone. Con 106 posti letto attivati. Ma sia ad ottobre che a novembre il 90% dei nuovi casi ha riguardato persone positive seguite in sorveglianza domiciliare. CORRADO TRENTO https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/126428/covid-ciociaria-novembre-chiude-con-un-bilancio-infernale-boom-di-contagi-e-decessi?fbclid=IwAR2ueLvvzCu8_6W6eoKgA2in1ZA4_X2eJK5oxxBgcQSsJtzB2s_boH7yagI
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