MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare - Villa comunale, ecco le ringhiere ma è subito polemica. Andranno a coprire le sedute?
INSERITO DA MORENA MOTTA La corsa contro il tempo per la restituzione agli stabiesi del tratto di villa comunale compreso tra l'Hotel Miramare e la Cassa Armonica prosegue senza sosta e il 25 marzo avverrà la tanto attesa riapertura della passeggiata sul versante di Corso Garibaldi. Le rifiniture necessarie per garantire la riconsegna del primo tratto agli stabiesi, tuttavia, destano più di qualche perplessità. Dopo le polemiche relative alla collocazione delle sedute, le cui spalliere sovrastano il piano di calpestio creando una sorta di parapetto tra la villa e l'arenile, fa discutere anche la risistemazione delle vecchie ringhiere, che sono state riverniciate e adeguate alle normative vigenti in materia di sicurezza con un conseguente lieve incremento dell'altezza in alcuni punti. Al di là del fattore estetico, per il quale sui social diversi cittadini hanno manifestato il proprio disappunto, appare evidente il controsenso legato alla collocazione delle ringhiere davanti alle sedute, una barriera che va ad alterare la visuale privilegiata sul golfo di Napoli. Ma le sedute con vista sulla ringhiera non rappresentano l'unico particolare che ha fatto storcere il naso agli stabiesi, dato che le panchine installate sulla passeggiata non sono state completamente ristrutturate e rimesse a nuovo e ad una di esse mancherebbe persino il sostegno inferiore. D'altra parte, gli errori progettuali emersi anche dalla determina n.17 del 27 febbraio 2017 non fanno altro che confermare le difficoltà di un progetto che ha subito nel corso dei mesi sempre più le fattezze di un autentico calvario.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I lavoratori vincono la battaglia nei confronti della Buttol, ditta che ha gestito fino allo scorso 1 febbraio il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Castellammare di Stabia. I rappresentanti della società hanno incontrato gli operai per la seconda volta in pochi giorni al fine di siglare l'accordo per il pagamento delle spettanze arretrate (Tfr, straordinari, premio produzione, assegni familiari, tredicesima e quattordicesima maturati nell'ultimo anno), ma hanno imposto ai netturbini di firmare la quietanza di pagamento, detta anche quietanza liberatoria o "a saldo", sottoscrivendo la quale i lavoratori dichiaravano in anticipo di aver ricevuto tutte le somme che gli competevano e di non aver nulla più a pretendere. Non tutti i netturbini hanno deciso però di scendere a patti e in tanti hanno preferito non firmare la liberatoria, temendo di non percepire per intero le somme dovute e di non poter poi più rivalersi nei confronti della ditta. La cautela, d'altra parte, era fondata dato che, secondo indiscrezioni, la Buttol non avrebbe corrisposto straordinari, premio produzione e assegni familiari ai lavoratori che hanno firmato in prima istanza la quietanza di pagamento.La protesta, pertanto, è scoppiata oggi nei pressi dell'ex sede Multiservizi, dove era fissato anche il secondo incontro, e sul posto sono persino sopraggiunte le forze dell'ordine per placare gli animi. Dopo una lunga e accesa discussione, le richieste dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil sono state esaudite e la Buttol si è impegnata per iscritto ad effettuare i bonifici per il pagamento degli arretrati entro la giornata di lunedì, concedendo agli ex dipendenti l'opportunità di effettuare tutte le verifiche e i calcoli su eventuali ulteriori spettanze nel giro di una settimana. Qualora dovessero essere riscontrate ancora anomalie, l'azienda ha asscurato che coprirà gli ipotetici ulteriori arretrati con un altro bonifico prima della definitiva firma sulla quietanza liberatoria che dovrebbe porre fine alla tribolata vicenda e chiudere ufficialmente l'esperienza della Buttol sul territorio stabiese.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giornata cruciale domani per il futuro del complesso del Solaro. Il sindaco Antonio Pannullo, infatti, si recherà a Roma per incontrare i rappresentanti di Invitalia, agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, partecipata al 100% del ministerodell'Economia.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Protestano i 75 dipendenti della Manutencoop, ditta che si occupa della pulizia e della sanificazione dell'ospedale San Leonardo, a causa dei tagli annunciati all'igiene nella sanità all'interno dell'Asl Napoli 3 Sud. I sindacati Fisascat Cisl, Filcmas Cgil, Uil e Ugl hanno deciso di proclamare uno sciopero di 24 ore e i lavoratori hanno bloccato il viale Europa per sensibilizzare le istituzioni dinanzi ad un problema che rischia di mandare sul lastrico decine di famiglie. Il taglio del 50% previsto dalla Regione Campania, infatti, rischia di costare caro a 200 dipendenti dell'Asl Na 3 Sud, che potrebbero essere licenziati a causa della possibile riduzione del personale o del monte ore, e i sindacati Fisascat Cisl, Filcmas Cgil, Uil e Ugl hanno deciso di proclamare uno sciopero di 24 ore nella giornata di mercoledì per sensibilizzare le istituzioni in merito ad una vicenda che rischia di mandare sul lastrico tante famiglie.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASTELLAMMARE DI STABIA. Alla fine hanno vinto. I diciannove lavoratori dell’indotto addetti alle pulizie dei tronconi di nave costruiti alla Fincantieri di Castellammare di Stabia tornano al lavoro. Ci sono voluti due anni di dure lotte, per poter indossare di nuovo le tute e lavorare per conto di una grande azienda che, proprio in questi mesi sta dimostrando di essere competitiva e specializzata anche nella costruzione delle grandi navi da crociera.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella mattinata odierna i militari della Capitaneria di porto stabiese guidati dal Comandante Guglielmo CASSONE sono intervenuti in località Alcide de Gasperi a seguito del ritrovamento sulla battigia di una carcassa di tartaruga marina, specie “caretta caretta”, in stato di decomposizione, probabilmente sospinta dal violento moto ondoso della giornata di ieri sulla battigia del litorale stabiese.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non si dà pace Andrea Lambiase, ex operaio di una ditta dell’indotto Fincantieri al quale 3 anni fa fu impedito l’accesso al cantiere stabiese perché “indesiderato”. Senza apparentemente fornire spiegazioni, a lui e ad altri suoi colleghi, fu affibbiata tale etichetta. Una decisione presa nell’ambito di un’operazione di “pulizia” che l’azienda di Trieste mise in atto in quel periodo anche a seguito di alcune indagini delle forze dell’ordine che hanno poi portato all’arresto di alcuni sindacalisti. Per loro l’accusa è di minacce e ritorsioni ad imprenditori per assicurarsi posti di lavori. Ma questa è un’altra storia. In questo caso stiamo parlando di un uomo che non risulterebbe coinvolto in alcun procedimento o indagine, almeno per quello che p dato sapere, a lui come al suo legale che lo sta seguendo in questa vicenda. E quindi, perché a Lambiase non è stato più consentito di lavorare in Fincantieri ? Una domanda a cui sta cercando di avere delle risposte, e lo ha fatto in tutti i modi: protestando, appellandosi alle istituzioni ed alla legge. Ma fino ad ora non ha ricevuto alcuna risposta.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora problemi nei lavori di rifacimento della villa comunale. E’ come se su questo progetto, ma anche per altri in realtà, ci fosse una maledizione. Purtroppo per gli stabiesi, però, si tratta di problemi reali e seri che rischiano di inficiare il buon esito della qualità della realizzazione dell’opera stessa. Gli operai della ditta che sta eseguendo i lavori, quando nelle scorse settimane hanno proceduto a rimuovere la pavimentazione in tufo presente nel tratto che va dalla cassa armonica alle giostrine, hanno riscontrato l’assoluta mancanza di un massetto sottostante. Ciò spiegherebbe anche il motivo per cui proprio la pavimentazione in tufo, nel corso del tempo, sia stata soggetta ad avvallamenti. Il problema in realtà sarebbe di facile risoluzione: basterebbe creare ex-novo il massetto e poi posizionarvi sopra la nuova pavimentazione. La difficoltà sta nel fatto che tale attività non rientra nel progetto, perché non prevista, e quindi necessiterebbe di un ulteriore aggravio di costi. Il Comune, manco a dirlo, non ha soldi da mettere a disposizione per creare i nuovi massetti, né la ditta vuole farsi carico di un lavoro aggiuntivo senza il necessario compenso. Si stanno allora vagliando diverse ipotesi, tra cui quella di posizionare una rete metallica su cui poggiare poi la nuova pavimentazione. Ma anche qui ci sarebbero dei problemi, sia strutturali che economici, seppur ridotti rispetto alla realizzazione di un massetto. Bisognerà ora vedere in che modo tecnici e politici si accorderanno per rimediare all’imprevisto, uno dei tanti che ha riguardato questi interminabili e contrastati lavori.La speranza è che non si usi la tecnica della “pezza a colori”, risolvendo il problema momentaneamente e solo dal punto di vista estetico, salvo poi riproporre più avanti nel tempo un disagio già vissuto con la pavimentazione in tufo.
INSERITO DA MORENA MOTTA