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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

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CASERTA NEWS Salvini fa tappa ad Aversa: «Sconfiggeremo la camorra»

7 Maggio 2019, 10:46am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel corso del suo tour elettorale campano, nel pomeriggio il vicepremier Matteo Salvini ha fatto tappa ad Aversa per sostenere la candidatura a sindaco di Gianluca Golia. «Aversa non è terra di camorra. La camorra la sconfiggeremo insieme con voi - ha detto - come responsabile del Viminale posso assumere più forze dell'ordine e vigili del fuoco, dare più soldi ai sindaci per la videosorveglianza».
 

 
FOTO - di -


Il ministro è stato accolto nel cinema Metropolitan da decine di militanti che lo hanno invocato a gran voce; sala gremita, molta gente è rimasta anche fuori. Non è mancata la contestazione di manifestanti che hanno intonato «Bella ciao» e gridato «fascista». 

«Mi hanno mandato una foto da Napoli per farmi vedere cosa c'è scritto sui muri dell'Università - ha proseguito - Salvini muori, Salvini infame, spara a Salvini, Salvini a testa in giù, Salvini in piazzale Loreto. Ecco loro sono i pacifisti e i democraticì. «Mi chiamano razzista. Mi attaccano sia alcuni miei alleati che dall' opposizione, ma io vado avanti come un treno. Sono abituato oramai agli attacchi di Saviano e della Boldrini. Più mi minacciano più vado avantì».

IL MATTINO

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CASERTA NEWS «Dammi cento euro o ti bastono», catturato l'estorsore dei bar

28 Aprile 2019, 11:00am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo di 39 anni, P.V., di Maddaloni , è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di estorsione dopo aver preteso 100 euro dal dipendente di un bar del luogo.

L'uomo è stato rintracciato e bloccato mentre tentava di mettersi alla guida della sua auto per allontanarsi. I militari, dopo una perquisizione personale e della vettura, hanno rinvenuto 100 euro e un bastone di legno. Di qui, la traduzione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

IL MATTINO

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CASERTA NEWS Delitto nell'autolavaggio, Zagaria al processo in videoconferenza

25 Aprile 2019, 08:58am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il boss Michele Zagaria comparirà - in videoconferenza - davanti ai giudici della Corte di Assise di Napoli, il prossimo 9 maggio, per difendersi dall'accusa mossa dalla DDA partenopea di essere il mandante di un omicidio maturato all'interno del clan, quello di cui è stato vittima Nicola Villano, detto «zeppetella», ucciso il 20 luglio 2001, in un autolavaggio di San Marcellino, nel Casertano. In realtà, secondo gli inquirenti, quel giorno, proprio per volere di Zagaria e dell'altro capo della federazione casalese Antonio Iovine, a morire doveva essere Raffaele Della Volpe, il capo zona «ribelle» del clan dei casalesi ad Aversa. Ma i killer, in quell'occasione, decisero di non portare a termine il compito assegnato loro dai due capiclan perchè nella macchina di Della Volpe c'erano anche la moglie e la figlia di pochi mesi del ras. Ci andò di mezzo Villano, uomo di fiducia di Della Volpe, sorpreso dai sicari qualche ora dopo il tentato omicidio di Della Volpe e ammazzato da una raffica di colpi d'arma da fuoco.

In video conferenza dal carcere di Tolmezzo (Udine), dove è ora ristretto in regime di 41 bis, «capa storta» (com'è soprannominato Zagaria, ndr), sarà chiamato a rispondere alle domande degli inquirenti, difeso dall'avvocato Paolo Di Furia. L'ex primula rossa dei casalesi (che è assistita anche dall'avvocato Piera Farina di L'Aquila, ndr), tra le altre cose è accusato dalla Procura di Milano (pm Stefano Ammendola ne ha chiesto la citazione diretta a giudizio, ndr) di una serie di reati commessi dal 5 al 19 maggio 2018, quand'era detenuto nel carcere di Opera: agenti della penitenziaria minacciati, aggrediti e schiaffeggiati, sistemi di videosorveglianza fatti a pezzi, e gravi minacce all'indirizzo del direttore e degli psichiatri della struttura penitenziaria.

Manifestazioni di intolleranza che fanno il paio con le gravi invettive rivolte ai pm antimafia napoletani Maresca e Giordano durante una recente udienza di un processo in corso nel Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa. Comportamenti estremi da parte di un Zagaria sempre più insofferente, che ormai da una cinquantina di mesi vive in costante isolamento. Dopo tanti anni trascorsi a Milano Opera e una breve parentesi a L'Aquila, Zagaria qualche mese fa è stato trasferito dal DAP a Tolmezzo, in provincia di Udine. Per quanto riguarda i gravi fatti di Milano, per ben due volte (la prima per il legittimo impedimento dell'avvocato, la seconda per la mancata predisposizione del sistema di videosorveglianza, ndr) il giudice monocratico di Milano non si è potuto pronunciare. Se non ci saranno altri intoppi potrebbe farlo agli inizi del prossimo giugno. 

IL MATTINO 

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CASERTA NEWS Reggia di Caserta, file da record per l'accesso

23 Aprile 2019, 10:20am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Pasquetta alla reggia: tradizione confermata. Anche ieri, infatti, sono stati tantissimi i visitatori (7.874) che già dalle prime ore della mattina erano ordinatamente e pazientemente in fila per entrare nel monumento. Un numero consistente sebbene in leggera flessione rispetto al lunedì in Albis del 2018, quando si contarono 9177 ingressi.
Anche a Pasqua c'è stato un numero significativo di ingressi (4204) che, però, non può neppure essere paragonato a quello della Pasqua dello scorso anno (11.801) in quanto coincideva con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito. Comunque, quelli arrivati ieri erano, prevalentemente, turisti, in quanto erano stati sospesi gli abbonamenti annuali (che sono, nella stragrande maggioranza, appannaggio dei casertani) e anche proibiti severamente i trasgressori delle norme stabilite per l'accesso al complesso monumentale (no cibi, no bevande, palloni, attrezzature da pic-nic). «Dobbiamo constatare a fine giornata che tutto è andato per il meglio», è la dichiarazione di Leonardo Ancona, il funzionario in servizio ieri. «Non ci sono stati grandi problemi grazie al puntuale e certosino impegno non solo del nostro personale di sorveglianza, ma anche delle forze dell'ordine e dei volontari dell'Associazione carabinieri. E' stato un lavoro di squadra che ho coordinato con molta facilità, vista la professionalità dimostrata da tutti».

Ovviamente, non sono mancati i tentativi da parte di alcuni, di introdursi nel parco portando con sé alimenti, bevande e palloni. Tentativi stroncati, sul nascere. «Tutto questo materiale è stato intercettato all'ingresso e fatto depositare. Così anche i controlli all'interno sono stati più agevoli», dice Ancona. Anche per le visite agli appartamenti non si sono registrati inconvenienti particolari forse pure perché le visite sono state contingentate come annunciato (3000 nella mattinata e altrettante nel pomeriggio). «Una precauzione inutile per le aree aperte: il parco può contenere senza subire troppi danni molte persone. Perciò ha spiegato Ancona abbiamo preferito lasciare libero l'accesso: deludere chi si è sottoposto pazientemente alla lunga fila mi è sembrato un provvedimento inopportuno e anche esagerato». Sono rimasti, invece, chiusi, diversamente da quanto era stato annunciato alla vigilia, il giardino inglese, a causa del forte vento, e i cancelli di accesso secondari. In tanti, soprattutto i titolari di alcuni esercizi commerciali, avevano auspicato l'apertura, almeno di quello di via Giannone, non solo per facilitare il deflusso dei visitatori ma anche per spingerli nel cuore della città.

«Non abbiamo ritenuto di aprire questo varco in quanto non potevamo spostare personale né distrarlo dai controlli all'interno», dice Ancona. Meno bene è andata in piazza Carlo III, nonostante l'ordinanza del sindaco di Caserta con la quale, nei giorni precedenti, si vietava, nelle giornate del 21,22, 25 aprile e 1 maggio «l'utilizzo improprio di aree e spazi pubblici e nello specifico bivaccare, sedersi, sdraiarsi e fermarsi a consumare alimenti e bevande nonché il posizionamento di oggetti (tavolini, sedie, ecc) su tutte le aree pubbliche in prossimità di siti storici e turistici della città». Infatti, i prati dei cosiddetti Campetti erano completamente invasi da persone che mangiavano, giocavano o godevano, sdraiate sui prati, il tiepido sole della mattina. «Impossibile effettuare anche questo genere di controlli», ha dichiarato il comandante della Polizia municipale di Caserta, De Simone. «Le priorità erano assicurare la corretta viabilità, controllare parcheggiatori e venditori abusivi, ed evitare la sosta selvaggia. Credo, dunque, che a fronte di questi impegni più gravosi, si potesse lasciare che qualcuno si sdraiasse sul terreno». L'unico, vero neo della giornata di pasquetta casertana è stata, invece, la chiusura del Belvedere di San Leucio. Sono stati centinaia, infatti, i turisti che si sono recati al sito borbonico nella speranza di visitarlo e che sono dovuti tornare indietro.  DI LIDIA LUBERTO IL MATTINO

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CASERTA NEWS «Barconi taxi della mafia nigeriana» Sgominata cellula trafficanti di donne

20 Aprile 2019, 09:55am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Dalla Nigeria a Torino, con tappe a Napoli e Castel Volturno, per sfuggire all’inferno e finire in un incubo. È la storia delle migliaia di «schiave» del sesso che popolano le periferie delle nostre città e nell’ultima inchiesta, a opera dei carabinieri di Torino, c’è la fotografia, istantanea dopo istantanea, del viaggio di almeno diciotto ragazze ingannate dalle loro connazionali in Nigeria, fatte arrivare in Italia a mezzo barcone, prelevate dai centri di accoglienza e tenute in schiavitù col rito woodoo - di recente abolito dall’oba - e con percosse, stupri e minacce. Il loro corpo, per le altre donne, vale 50 euro a notte. L‘inchiesta è partita nel 2016 dopo l’interrogatorio di decine di responsabili e operatori di coop e strutture che ospitano immigrati. Una delle ragazze vittime del giro si è affidata ai carabinieri. Grazie al suo coraggio sono scattate intercettazioni telefoniche e indagini che sono arrivate fino in Africa. E ieri, il gip Silvia Carosio, del tribunale di Torino, ha ordinato l’arresto di otto donne e tre uomini, tutti nigeriani. Tra loro una donna che abitava a Pinetamare, nel comune di Castel Volturno.
RUOLI: DAL WOODOO AGLI STUPRI
Ci sono i nomi di quelli in cabina di regia, in Germania, COME Juliet Ogbona, e ci sono i nomi dei bracci operativi, direttamente collegati ai mercanti di donne, in Libia e in Nigeria, come Paul Salomon. È uno spaccato vivido e drammatico degli affari che la mafia nera gestisce a livello internazionale, passando per l’Italia, la misura cautelare spiccata ieri dal gip di Torino. Glory Izegor, per esempio, è addetta ai riti woodoo e alle pressioni sulle famiglie delle vittime rimaste in Nigeria. Chi disobbedisce sa che l’ira della mafia nera si abbatterà sui propri parenti. E per rendere più dirette le minacce in alcuni casi si ricorre alle «teleconferenze» con i genitori delle ragazze tenuti in ostaggio davanti al cellulare che pregano le figlie di non ribellarsi. Un giogo a doppio nodo. Per loro, le schiave, ci sono poi metodi anche più diretti di quelli della maledizione woodoo. Favour Izegor le picchiava, mentre il fidanzato, Benjamin Thopilus, le teneva sotto sequestro in casa sua. 
I SOLDI SULLE POSTEPAY
I ruoli centrali sono ovviamente quelli addetti alla gestione del denaro. Che è tanto. Ogni ragazza per tornare libera deve pagare circa 25mila euro. Denaro che transita sulle postepay, come quella intestata a Ebiuwa Eguaveon, nigeriana in Italia con i documenti a posto. Altre figure fondamentali sono quelle addette al reclutamento. Joy Osaro, la donna arrestata a Castel Volturno dai carabinieri di Mondragone ieri nell’ambito della stessa inchiesta, insieme a tale Enoma, suo braccio destro in Nigeria, si occupa proprio di «sistemare» le donne mentre la sorella di Joy, «Queen Betty» il nome di battaglia, fittava il joint, ovvero il pezzo di strada in cui prostituirsi, alle ragazze schiavizzate in Piemonte. 
per una notte donne usano corpo di altre donne per 50 euro forfait 
IL VIAGGIO
I trafficante nigeriano paga due volte: all’inizio del viaggio, ovvero in Nigeria o in Niger e quando arriva in Libia per mettere la vittima sul barcone. Già, perché nei diciotto casi esaminati nell’inchiesta di ieri le giovani vittime sono arrivate a Lampedusa col barcone. Molte durante l’estate del 2016 quando, con la chiusura della rotta balcanica tra Turchia e Grecia si registrònel Canale di Sicilia un aumento notevole dei flussi tanto che furono salvate, dal 26 al 30 agosto, 13mila personeIl 30 agosto, 1273 persone dirette a Palermo furono fatte sbarcare in emergenza a Lampedusa. Tra loro c’era una delle diciotto vittime dell’organizzazione sgominata ieri. Fu accompagnata in un centro migranti per donne, poi prelevata dalla mafia con la quale aveva un accordo, prima di partire. Scoprì solo in quel momento che non avrebbe fatto la parrucchiera, ma la prostituta. Una storia comune a tutte le altre vittime della tratta, migliaia quelle che arrivano in Italia ogni anno e finiscono nell’indifferenza generale sui marciapiedi delle grandi città. Torino, Napoli, con lo «spartitraffico» Castel Volturno, la terra di nessuno e Benin City d’Italia dove nascondere le vittime della schiavitù moderna è più facile che altrove.

di Mary Liguori IL MATTINO

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CASERTA NEWS Una tonnellata di sigarette di contrabbando: sequestro in A1

6 Aprile 2019, 08:40am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oltre una tonnellata di sigarette di contrabbando, pari a 6100 stecche, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Caserta al casello di Napoli Nord dell'A1. Il carico illecito era in un furgone telonato, proveniente da Trieste, che trasportava decine di scatole di cartone contenenti condizionatori portatili destinate ad un rivenditore dell'hinterland napoletano. Durante il controllo sono emerse le prime anomalie, visto che all'indirizzo di consegna riportato nella documentazione di accompagnamento, il rivenditore napoletano non risultava avere alcun deposito. Il mezzo è stato così portato in caserma ed ispezionato con cura; i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Caserta hanno scoperto che all'interno delle scatole vi era solamente la scocca in plastica dei condizionatori, mentre al posto del motore e dei serbatoi di acqua erano stati nascosti solamente pacchetti di sigarette di contrabbando. Una volta svuotati tutti i cartoni, sono stati contati 61.000 pacchetti per 1,2 tonnellate di cheap white di marca «Compliment», occultati in 120 scocche di elettrodomestici. Il conducente del mezzo è stato denunciato IL MATTINO

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CASERTA NEWS L'omicidio del papà del sindaco: condannato il vivandiere di Setola

23 Marzo 2019, 10:26am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Corte d'Assise di Appello di Napoli ha condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione Loran John Perham per concorso nell'omicidio di Raffaele Granata, l'imprenditore ucciso dalla camorra l'11 luglio 2008 a Varcaturo, nel Napoletano, per essersi opposto al racket. Perham è ritenuto l'autista e vivandiere del boss dei Casalesi Giuseppe Setola, già condannato per il delitto Granata con sentenza definitiva insieme al suo gruppo di killer. La posizione di Perham era stata invece stralciata.



​Soddisfatto Giuseppe Granata, figlio della vittima e componente del Comitato Scientifico della Fondazione Polis della Regione Campania: «Nulla potrà restituire a me e alla mia famiglia mio padre - dice Granata - ma la sentenza emessa oggi rappresenta un passo importante che dà senso al nostro impegno e al nostro desiderio di giustizia». L'imprenditore fa parte delle diciotto vittime della «cosiddetta stagione» del terrore dei Casalesi, datata 2008, che porta la firma di Setola e della sua ala stragista; tra le vittime anche i sei ghanesi della strage di San Gennaro (18 settembre 2008). Per tali delitti Setola è stato condannato a numerosi ergastoli, mentre ai suoi fedelissimi sono state inflitte pene detentiva a vita o a 30 anni. 

FONTE IL MATTINO

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CASERTA NEWS Il figlio ruba i panini, il padre picchia il venditore ambulante

19 Marzo 2019, 11:31am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rimprovera il bambino e viene aggredito dal padre del piccolo con un bastone. Frattura esposta all'avambraccio sinistro per un ambulante di zona San Lorenzo, ad Aversa. Tutto è cominciato con una frase: «Dirò a tua madre di pagare tutti i panini che hai preso». La frase era rivolta a un bimbo di 10 anni che ogni mattina, stando al racconto dell'ambulante, prendeva dei panini dal suo bancone e li mangiava. LA DINAMICA Solo che qualche giorno fa, l'ambulante, ha cercato di redarguire il piccolo che, però, è corso in casa dalla mamma piangendo. A quel punto, la madre, inferocita, è scesa in strada e ha cercato spiegazioni dall'ambulante. Poco dopo, però, è sceso anche il padre del ragazzo, ma fra le mani aveva un grosso bastone. Ed è stato proprio lui che ha picchiato l'ambulante, ferendolo a sangue. La vittima, per evitare di restare sfregiato, ha alzano il braccio: in quel momento l'osso dell'avambraccio ha ceduto. Ma l'aggressore non si fermava. Così, sul posto, sono giunti gli agenti del commissariato di Aversa, diretti da Vincenzo Gallozzi. I poliziotti avevano già sentito le urla provenire dalla strada e per questo si erano precipitati in strada. L'ARRESTO In manette è finito Francesco Del Piano, aversano di 26 anni. Gravissima l'accusa: lesioni gravi. L'intervento della polizia ha consentito di bloccare l'aggressore appena in tempo. Poteva andare molto peggio. I ventiseienne è stato disarmato mentre la vittima è stata soccorsa dal personale sanitario del 118, fatto giungere sul posto. Ricoverato all'ospedale «San Giuseppe Moscati» di Aversa, la vittima, dopo gli accertamenti medici, è stato medicato. Aveva una frattura esposta all'avambraccio sinistro. Futili i motivi. Ora, il padre del bambini se la vedrà con i magistrati del tribunale di Napoli nord. E così, per una ramanzina, è scoppiata una mega rissa in strada. Ma la violenza ha generato una rissa da cui qualcuno è uscito ferito. Anche se la violenza pervade il tessuto di Aversa e le nuove generazioni. IL PRECEDENTE L'altro sabato, il 9 marzo scorso, una baby gang composta da numerosi ragazzini stranieri aveva rapinato, nella piazza antistante la casa di reclusione intitolata a Filippo Saporito, due cellulari e 25 euro a due ventenni che lì avevano parcheggiato la propria auto, mandandone uno in ospedale con una prognosi di 10 giorni. Nella storia dell'ambulante le circostanze sono diverse, capovolte. Con al centro, purtroppo, i genitori. 

di Marilù Musto IL MATTINO.IT

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CASERTA NEWS Identificata la baby gang: il più grande ha 13 anni

18 Marzo 2019, 10:36am

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CASERTA NEWS Identificata la baby gang: il più grande ha 13 anni

INSERITO DA MORENA MOTTA ificata la baby gang: il più grande ha 13 anni
Individuata la baby gang che negli ultimi giorni ha terrorizzato gli anziani ad Aversa. Si tratta di tre ragazzi, tutti con età compresa tra i 10 ed i 13 anni, che hanno seminato il panico con aggressioni improvvise, senza alcuna motivazione. Nel mirino sempre persone anziane, che sono state picchiate da adolescenti che sono anche in un’età non imputabile. A loro gli agenti della polizia municipale di Aversa guidati dal comandante Stefano Guarino sono arrivati dopo le segnalazioni delle vittime ma soprattutto dei passanti che hanno assistito alle scene. Sono stati identificati e nelle prossime ore saranno messi a confronto con le vittime.

FONTE CASERTA NEWS


 

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CASERTA NEWS Drogashop nei negozi, smantellata la gang di Caserta

16 Marzo 2019, 08:19am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I negozi di abbigliamento di Cellole e Sessa Aurunca erano diventati droga-shop per spacciare cocaina e hashish sul territorio, e anche nella località balneare di Baia Domizia.

Protagonista il commerciante Raffaele Boccia, finito in carcere su ordine del gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere; ai domiciliari sono invece stati condotti dai carabinieri, che hanno realizzato l'indagine con il coordinamento della Procura, Francesco Boccia, figlio di Raffaele, e la commessa di uno dei negozi, Pamela Piccolo. I consumatori, è emerso, telefonavano a Boccia chiamandolo «zio Raf», e si accordavano con lui per lo stupefacente, che veniva poi consegnato materialmente dal figlio e dalla commessa.

L'operazione è stata eseguita nella mattinata di ieri tra Sessa Aurunca Ottaviano e Caivano e ha visto all'opera i militari della Stazione Carabinieri di Baia Domizia in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dall'Ufficio gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica diretta da Maria Antonietta Troncone. I carabinieri hanno arrestato tre soggetti accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish consumati in Sessa Aurunca e Cellole nel periodo compreso tra il 2016 al 2018.
IL MATTINO

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