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CAMPANIA NAPOLI NEWS Gambrinus, foro con miccia nei bagni: "Volevano rubare opere d'arte

2 Febbraio 2015, 16:06pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

CAMPANIA NAPOLI NEWS Gambrinus, foro con miccia nei bagni: "Volevano rubare opere d'arte

INSERITO DA ANGELA CECERE I titolari Antonio e Arturo Sergio: "Già 10 anni fa tentarono di realizzare un furto nel nostro locale e anche in quell'occasione i ladri per fortuna non riuscirono nel loro intento"“

Gambrinus, foro con miccia nei bagni: "Volevano rubare opere d'arte"

Scoperta inquietante al Gran Caffè Gambrinus. I titolari Antonio e Arturo Sergio, raccontano Francesco Emilio Borrelli e Carmine Attanasio dei Verdi, questa mattina hanno trovato un foro con una miccia dentro al bagno delle donne. Si trattava di un probabile tentativo di furto: alle spalle del bagno, infatti, è stato scavato un cunicolo che porta all'esterno.

"Probabilmente ci si trova dinnanzi a un tentativo di furto andato a finire male. Infatti è stata realizzata una intercapedine sotterranea che il Comune di Napoli già sta provvedendo a chiudere. Di certo un "lavoro" del genere non viene realizzato per prelevare i soldi in cassa, il caffè o i dolci ma per portare via il patrimonio artistico e in particolare i quadri di immenso valore presenti nell'edificio. I criminali a Napoli a nostro avviso negli ultimi tempi si sentono molto più tranquilli da quando è emerso che tante telecamere di sorveglianza in città risultano inattive".Gambrinus, foro con miccia nei bagni: "Volevano rubare opere d'arte"

"Nei giorni scorsi - raccontano i fratelli Sergio - avevamo notato un'attenzione strana da parte di alcuni individui alle opere d'arte presenti nella sala grande. Ci eravamo insospettiti e oggi abbiamo scoperto questo piano davvero ingegnoso per derubarci. Già 10 anni fa tentarono di realizzare un furto nel nostro locale e anche in quell'occasione i ladri per fortuna non riuscirono nel loro intento".

NAPOLI TODAY

02.02.20154.


 
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CAMPANIA NAPOLI NEWS Cocaina e hashish, maxi blitz nel Napoletano: scacco alla banda dei pusher, 22 arresti

2 Febbraio 2015, 15:48pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

CAMPANIA NAPOLI NEWS Cocaina e hashish, maxi blitz nel Napoletano: scacco alla banda dei pusher, 22 arresti

INSERITO DA ANGELA CECERE Ventidue persone ritenute appartenenti a un gruppo specializzato nel traffico e spaccio di cocaina e hashish a Caivano, a Nord di Napoli, sono state arrestate dai Carabinieri per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione illegale di armi aggravati da finalità mafiose.

I Carabinieri della Compagnia di Casoria hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli al termine di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo campano sulle attività del gruppo 'Padulo'.

Secondo gli investigatori, gli arrestati avevano la disponibilità di armi, anche da guerra; per lo smercio al dettaglio di cocaina e marijuana ricorrevano a un sistema di segnali convenzionali che i pusher si scambiavano con l'utilizzo di particolari telecomandi

IL MATTINO

02.02.2015.

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli. Scuolabus fuorilegge: conducenti senza autorizzazione e assicurazione

2 Febbraio 2015, 15:35pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli. Scuolabus fuorilegge: conducenti senza autorizzazione e assicurazione

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Mezzi insicuri, privi di tagliando assicurativo. Autisti non abilitati al trasporto di persone. Più ombre che luci sugli scuolabus che il più delle volte sono abusivi e malgrado ciò costano alle famiglie cifre esorbitanti.Sessantotto mezzi sono stati controllati questa mattina nell'ambito di una operazione predisposta da l comandante della Municpale Ciro Esposito ed effettuate dall'unità operativa Tutela Minori guidata da Sabina Pagnano e dagli agenti dell'unità radiomobile capitanatii da Giuseppe Imperatore in diversi quartieri della città: Poggioreale, San lorenzo, Stella, Sanità e nel centro cittadino.

Molte le sorprese. Dei mezzi controllati, 15 sono stati modificati per accogliere più bambini, per 37 mezzi è scattato il fermo amministrativo proprio per la mancanza dei titoli necessari per i conducenti. E 28 bambini sono affidati alle strutture scolastiche.
In alcuni bus ci pioveva anche dentro.

Per le famiglie il costo del servizio è un vero e proprio salasso: le cifre oscillano tra gli 80 (andata e ritorno) e 70 euro al mese solo per l'andata. L'intervento effettuato si inquadra in una costante attività tesa all'incolumità e alla sicurezza dei minori sia sui mezzi privati che pubblici.

IL MATTINO

02.02.2015.

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Aggredditi e picchiati due autisti della Ctp: "Nessuna protezione, così non si va avanti"

31 Gennaio 2015, 14:35pm

CAMPANIA NAPOLI NEWS Aggredditi e picchiati due autisti della Ctp: "Nessuna protezione, così non si va avanti"

INSERITO DA MORENA MOTTA. Un viaggiatore tira il conducente fuori dal finestrino e lo colpisce al volto. Altri attacchi sulla Domiziana

Emergenza trasporti. Altre due aggressioni ad autisti Ctp. Tensioni alla funicolare di Chiaia e un'insolita protesta per i ritardi della metro 1, con i passeggeri in attesa che ballano tra i binari.

Cominciamo dalle aggressioni: giovedì di paura per gli autisti della CTP della linea M1B che collega piazzale Tecchio (Fuorigrotta) con Mondragone. Due aggressioni violente e senza senso apparente, i lavoratori sono preoccupati e chiedono sicurezza e garanzie.

Sono le 8.30 quando un uomo dall'interno del Bus M1B inizia a gridare. Vuole scendere, l'autobus è troppo affollato. Il conducente, arrivato nei pressi della fermata di Ischitella, apre le porte per far uscire i passeggeri. L'uomo, visibilmente irritato, scende e lo raggiunge sul lato sinistro del bus e lo insulta. Approfittando del finestrino aperto dal lato guidatore per far passare aria, l'uomo afferra la testa del conducente e inizia a colpirlo al volto mandando in frantumi anche il vetro laterale del bus. Attimi di terrore a bordo tra i passeggeri che chiamano le forze dell'ordine, mentre l'aggressore si allontana con la mano ferita. Sorte simile per un altro conducente della linea M1B che, partito da Mondragone e arrivato in località Domiziana, viene aggredito da un gruppo di utenti, prima verbalmente e poi fisicamente, a causa dei forti disservizi della linea e la lunga attesa alle fermate.

"Il sistema dei trasporti regionali e provinciali è oramai al collasso - denuncia Giuseppe Ferruzzi del coordinamento regionale Usb - i lavoratori pagano sulla propria pelle anni di politiche sbagliate. È inaccettabile. Abbiamo redatto un apposito modello che invieremo all'amministratore unico e al direttore generale della Ctp in cui ogni lavoratore potrà addebitare le responsabilità esclusivamente all'azienda per non avergli garantito l'indispensabile serenità nell'esercizio delle sue mansioni, attraverso continue e palesi omissioni circa l'adozione di politiche preventive di tutela e di sicurezza sul lavoro".

Ieri mattina, invece, sulla metro 1 le ballerine della scuola di Danza "Emozioni in punta di piedi" di Giugliano in attesa del treno nella stazione di Mugnano, che collega la linea 1 di Napoli ad Aversa, hanno improvvisato una parte dello spettacolo che stanno preparando. Un modo per far sentire la propria voce e protestare contro i numerosi ritardi che ogni giorno sono costretti a subire i viaggiatori. Le foto pubblicate sulla pagina Facebook della scuola di danza hanno conquistato la rete.

Tensioni, infine, alla funicolare di Chaia. Al Vomero c'è un cunicolo che collega la funicolare con la metropolitana di Vanvitelli, ma un giorno sì e uno no è chiuso per mancanza di personale. Ieri mattina gli utenti, vista la pioggia torrenziale, hanno tentato di forzare le porte e hanno aggredito verbalmente l'unico addetto presente. La situazione ha rischiato di degenerare ed è rientrata solo grazie all'arrivo di altri addetti e a una tregua del temporale.

FONTE: (di Cristina Zagaria) LA REPUBBLICA.IT


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CAMPANIA NAPOLI NEWS Ombre di camorra sulle primarie del Pd, inchiesta su Ercolano

31 Gennaio 2015, 14:08pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

CAMPANIA NAPOLI NEWS Ombre di camorra sulle primarie del Pd, inchiesta su Ercolano

INSERITO DA MORENA MOTTA. Negli elenchi per votare nomi sospetti di famiglie malavitose: i carabinieri sequestrano le liste

Ercolano - Un boom imbarazzante di iscrizioni Pd, da trecento a milleduecento. Una velenosa battaglia tra i candidati democratici per la corsa a sindaco del prossimo maggio: l’uscente Vincenzo Strazzullo, il vice Antonello Cozzolino, e lo sfidante renziano Ciro Buonajuto. Gara che accende la caccia alle firme: magari anche con regole cambiate in corsa, come avviene non di rado; e come aveva denunciato lo stesso Buonajuto che si dice osteggiato dagli altri due. E ora la parola chiave: camorra. Si chiama caso Ercolano, il rischio di ulteriore debacle per le primarie Pd. Dopo molte voci, c’è un fatto: nella città dello straordinario patrimonio archeologico, è in corso un’indagine «conoscitiva» sul rischio infiltrazione delle cosche nelle consultazioni. Accertamenti dei carabinieri, d’intesa con la Procura. Storia che potrebbe diventare pietra tombale: in quelle liste spiccano cognomi che fanno tremare, legati a cosche pericolose, ancorché decapitate, del cartello criminale. I Papale, i Birra, gli Zirpoli, i Durantini. Il segretario cittadino del Pd, Antonio Liberti, sarebbe andato sua sponte dai militari, una volta compreso il rischio dello scandalo. La data fissate per le primarie è l’8 marzo, se tutto resterà immutato.

NON uno, ma trentasei cognomi sotto la lente. Distribuiti, per qualcuno nascosti, lungo 132 fogli zeppi di nomi e indirizzi. Così le magnifiche sorti delle primarie del Pd, stavolta ad Ercolano, inciampano di nuovo nel più cupo dei sospetti: il rischio di vicinanza con personaggi e famiglie in odore di camorra. E ora aleggia una domanda: inquinamento che doveva passare inosservato o clamoroso sabotaggio? Qualcuno prova a infiltrare la malavita tra gli iscritti, per i voti di personaggi impresentabili? Oppure, ipotesi ancor più inquietante: qualcuno voleva in questo modo farle saltare?
La Procura è già al lavoro, anche se non c’è materialmente un fascicolo. Ma dall’ufficio della pubblica accusa, pm Pierpaolo Filippelli, sotto il coordinamento dell’aggiunto Filippo Beatrice e la supervisione del procuratore capo Giovanni Colangelo, è arrivata la disposizione ai carabinieri di Torre del Greco di acquisire quelle liste e di scavare sui nomi sospetti di coloro che hanno firmato la formale «richiesta di iscrizione al Pd», in vista delle primarie dell’8 marzo, e delle amministrative di maggio. In una parola: occhio agli iscritti. Negli stessi uffici dell’Arma, il segretario del Pd ercolanese, Antonio Liberti - all’esito di contatti continui e tesi con il segretario provinciale Venanzio Carpentieri, e di accese riunioni tra i tre candidati, Strazzullo, Cozzolino e Buonajuto - aveva offerto tutta la disponibilità a consegnare «il materiale » affinché fossero svolti «eventuali approfondimenti». Una segnalazione sarebbe partita anche per l’Anac, l’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, per il solo profilo di presunto condizionamento delle attività politiche.
Sono liste che scottano, dunque. Per due motivi, entrambi da approfondire. Il primo: la velocità con cui quella platea di richieste di adesioni ai democrat sono schizzate a dicembre, proprio sullo scadere della chiusura dei termini, dai quasi 300 a 1213 iscritti: circostanza che si spiegherebbe con il fatto che, a termini chiusi per le primarie, in segreteria regionale si è deciso di alzare il quorum e cambiare il regolamento: in pratica, per partecipare alle primarie non occorreva più che si presentassero il 30 per cento degli iscritti al termine del 2013, ma ci voleva il 30 per cento degli iscritti del 2014. Quindi, chi aveva presentato appena 35 firme e s’era visto candidato, come Buonajuto, aveva dovuto rincorrere altre firme. Altro elemento: la presenza di cognomi che pesano, che apparterrebbero a parenti di boss, e killer.
Repubblica ha visto le liste: vi compaiono i nomi e soprattutto gli indirizzi di 4 elementi della famiglia Durantini, 2 dei Birra, addirittura 7 degli Adamo, uno dei quali, Carmelo Adamo, è il nipote diretto della moglie del boss al 41 bis, Raffaele Ascione, poi detenuto e morto nel penitenziario irpino. Non solo: vi compaiono 3 soggetti dei Papale, il cui indirizzo è inequivocabile. Accanto ad alcuni iscritti è segnato «vico Moscardino»: è da quel vicolo che partirono alcuni commandi di killer. Altri nomi sospetti: gli Zirpoli, killer e capicosca, protagonisti di una stagione di terrore inflitto e subìto: uno dei loro figli, appena 16enne, fu ucciso per vendetta. Vicenda «delicatissima », si limitano a confermare fonti investigative. Il caso Ercolano arriva dopo le recenti e gravi lacerazioni di Genova; dopo il quadruplo e bizzarro rinvio per le regionali in Campania; dopo il caso di Castellammare nel 2009: tra gli iscritti c’era uno dei presunti killer del delitto Tommasino.

FONTE: (di Conchita Sannino) LA REPUBBLICA.IT

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AVELLINO NEWS Maltempo, tre feriti nello schianto

31 Gennaio 2015, 11:26am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

AVELLINO NEWS Maltempo, tre feriti nello schianto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Strada viscida, schianto tra due auto Nella tarda serata di ieri, le squadre dei Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Grottaminarda e di Ariano Irpino, sono intervenute ad Ariano, sulla strada Statale 90 delle Puglie per un incidente stradale tra due autovetture. Nel violento impatto, tre persone rimanevano ferite. I sanitari del 118 li hanno trasportati all’ospedale Sant'Ottone Frangipane.

IL MATTINO

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AVELLINO NEWS La morte di Giuditta. «Asfissia da annegamento»: l'autopsia rafforza la tesi del suicidio

31 Gennaio 2015, 11:22am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

AVELLINO NEWS La morte di Giuditta. «Asfissia da annegamento»: l'autopsia rafforza la tesi del suicidio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA AVELLINO - Alla fine ecco l'esito. Asfissia da annegamento: questa la causa della morte di Giuditta Perna, la 27 enne studentessa universitaria trovata ieri mattina senza vita, dopo otto giorni di ricerche, nelle acque del fiume Ofanto, tra i comuni irpini di Aquilonia e Monteverde. Lo ha stabilito l'autopsia, durata tre ore e mezza, effettuata nell'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino), dal medico legale Carmen Sementa, su disposizione del pm della Procura di Avellino Adriano Del Bene che coordina le indagini sulla morte della giovane. L'esame ha anche accertato che il decesso della giovane risale al 21 gennaio scorso, il giorno della scomparsa, e confermerebbe l'ipotesi del suicidio, emersa già dopo la ricognizione esterna del cadavere, effettuata ieri dallo stesso medico legale, che aveva escluso segni di violenza sul corpo della studentessa. Secondo una possibile ricostruzione, Giuditta si sarebbe lanciata dal ponte di Pietra dell'Oglio da un'altezza di quindici metri, nel fiume che in quel punto è profondo due metri. La giovane non sapeva nuotare. La sua scomparsa risale al pomeriggio del 21 gennaio quando in auto lascia Ruvo del Monte (Potenza), dove vivono i genitori, per recarsi a Calitri (Avellino), che dista poco più di dieci chilometri, dal suo medico di base. La sua auto, una Fiat Grande Punto, venne ritrovata il giorno dopo parcheggiata non distante dalla statale 115, sulla strada interna che costeggia il fiume Ofanto. Nell'auto, lasciata aperta con le chiavi inserite nel cruscotto, era stata ritrovata la sua borsa e i documenti personali ma non il telefonino, rimasto spento sin dalla sera della scomparsa. Decine di uomini tra carabinieri, Vigili del Fuoco, sommozzatori e speleologi, con l'ausilio di un elicottero e di unità cinofile, hanno inutilmente cercato Giuditta per otto giorni, battendo palmo a palmo gli argini del fiume e le montagne circostanti. Nella tarda mattinata di ieri, il suo corpo è stato individuato da una pattuglia dei carabinieri di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino), coperto dai rami, in un punto del fiume dove l'acqua non supera i trenta centimetri, che dista un chilometro e mezzo dal luogo in cui era stata ritrovata l'auto.

IL MATTINO.IT

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BENEVENTO NEWS Benevento, bufera di vento e pioggia: alberi caduti, frane e fiumi ingrossati

31 Gennaio 2015, 11:21am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BENEVENTO NEWS Benevento, bufera di vento e pioggia: alberi caduti, frane e fiumi ingrossati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Benevento. Ieri sera bufera di vento sulla città con decine di alberi divelti e finiti lungo le strade e interventi di vigili del fuoco, polizia e vigili urbani. Una situazione di emergenza che si è protratta a lungo. Alberi divelti a Pacevecchia, in via Napoli, a Ponticelli, in via Fratelli Rosselli, in via Aldo Moro a Monte della Guardia. Divelti anche pannelli per la coibentazione in via Saragat. Si è, poi, accentuata una frana sulla statale 87. Albero caduto anche a Telese. Non ha dato tregua il cattivo tempo che dall'altra notte interessa tutto il Sannio dove si sono verificate frane, smottamenti e ingrossamento delle acque di alcuni fiumi. Le intense precipitazioni e il forte vento hanno causato non pochi problemi anche alla rete elettrica. Da ieri 150 tecnici dell’Enel, supportati anche da ditte esterne, sono al lavoro tra le province di Benevento e Avellino per ripristinare i disservizi che si sono verificati «a macchia di leopardo». In provincia, guasti alle centrali hanno interessato anche i comuni di Castelpagano, Montefalcone Valfortore, San Giorgio del Sannio, Baselice, Castelvetere e Apollosa. Proprio in questo ultimo paese, alla contrada Izzi, si sono verificati i maggiori problemi non solo per la mancanza di energia elettrica. Poco distante dalla stazione di Tufara Valle, alberi caduti su una cabina dell’Enel hanno causato la rottura di alcuni cavi e la conseguente interruzione dell'energia elettrica. Cittadini senza corrente per diverse ore, fino a quando nel tardo pomeriggio il guasto è stato risolto. Nella stessa zona è esondato anche il fiume Serretelle, che attraversa il territorio di Tufara Valle. Ingrossamento delle acque che ha causato il cedimento di una spalla del fiume in una strada interna. Strada che il sindaco Marino Corda ha provveduto a far transennare e chiudere. «Si è trattato - chiarisce il sindaco - di un piccolo cedimento in una strada poderale che dava accesso negli anni scorsi, al depuratore che serviva anche Roccabascerana». Il sindaco di Apollosa ha provveduto ad allertare anche i tecnici del Genio civile e della Provincia, per effettuare verifiche. Nella stessa zona vi è un ponte che collega alcune strade di questa contrada e la ferrovia. Strade allagate anche a Montesarchio dove i vigili del fuoco sono intervenuti nella zona del castello e in via De Filippo. Problemi per la fornitura idrica a causa del maltempo: un albero ha tranciato un cavo dell’Enel, in località Monte delle Guardie e San Liberatore, dove sono ubicate, all’interno del serbatoio dei Gesuiti, le pompe di sollevamento che alimentano le utenze idriche delle due contrade. Soltanto nella tarda mattinata di oggi il ripristino del servizio. In alcune zone di Sant'Agata acqua scura è uscita dai rubinetti dopo una frana. Il sindaco Valentino, con un'ordinanza, ha vietato l'uso dell'acqua.IL MATTINO

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BENEVENTO NEWS Benevento, inquinamento da record: 77 sforamenti nel 2014

31 Gennaio 2015, 11:19am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BENEVENTO NEWS Benevento, inquinamento da record: 77 sforamenti nel 2014

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Benevento. Siamo solo alla fine di gennaio ma la situazione dell’inquinamento atmosferico del 2015 appare già fuori controllo. In Campania, dall’inizio dell’anno ad oggi, Benevento e Napoli hanno già 11 giorni di superamento della soglia massima giornaliera consentita di PM10. Un dato in linea con l’anno appena concluso, come dimostrano i dati relativi al 2014 sull’inquinamento atmosferico derivante dalle polveri sottili. Dal monitoraggio fatto dalla campagna di Legambiente «PM10 ti tengo d’occhio», infatti, nel 2014 in Campania il 44% delle centraline urbane è fuori dai limiti, con Benevento e Avellino dove tutte le centraline hanno superato il limite dei 35 giorni. Al primo posto regionale Benevento con 77 giorni di superamento, seguito da Avellino con 69, Caserta 45 e Napoli con 40. In città - denuncia Legambiente - la fonte principale di inquinamento atmosferico è il trasporto su strada, dove i passi avanti fatti sull’efficienza dei motori non ha consentito di ottenere risultati evidenti nel miglioramento della qualità dell’aria, visto l’elevato numero di veicoli in circolazione e l’incremento dei diesel; segue il riscaldamento domestico. «È necessario un piano di intervento che vada finalmente ad incidere sulle politiche relative alle fonti di inquinamento – ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Campania Giancarlo Chiavazzo -, più volte annunciato ma ancora mai attivato. Le cause si conoscono e le soluzioni ci sono. Bisogna poi uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili puntando su fonti energetiche rinnovabili; investire nella riqualificazione energetica degli edifici per ridurne i consumi e migliorarne l’efficienza e l’isolamento termico, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici e affrontare uno dei nodi principali: il trasporto a livello urbano ed extra urbano. In Campania tutti i cinque capoluoghi di provincia hanno il record per numero di auto per abitante, dai 55 ogni 100 adi Napoli ai 63 ogni 100 di Benevento, superiori alla media europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni, e il trasporto privato continua ad essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno. Solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita». Buone notizie arrivano dagli altri inquinanti: per il biossido d’azoto (NO2) un gas irritante per l'apparato respiratorio e per gli occhi che può causare diversi problemi respiratori, nessun capoluogo campano supera i limiti stabiliti. Lo stesso dicasi per l’Ozono troposferico(O3) un gas fortemente ossidante e tossico se inalato in grandi quantità, irrita le vie aeree, gli occhi e può portare a diverse patologie cardio-respiratorie.IL MATTINO

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CASERTA NEWS Caserta. Scomparso di tre giorni commerciante di mobili

31 Gennaio 2015, 11:17am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASERTA - Ancora nessuna traccia, nemmeno dopo le ricerche condotte dai carabinieri, dagli amici e dai parenti fino alla tarda notte di ieri, di Antonio Passaretti , 56 anni, di Teano, commerciante di mobili, residente nella frazione San Giuliano. L’uomo, come dichiarato dalla moglie, Eugenia, ai carabinieri della locale stazione, si è allontanato da casa tre giorni fa, ossia il 29 gennaio, di primo mattino: non più tardi delle 6,30. Altezza 1,65, occhi castani, capelli corti brizzolati, indossava una giacca invernale colore beige, pantaloni scuri e in testa aveva un berretto di lana nero. Quale unico segno particolare, si evidenzia il fatto che ha un dente d’oro sull’arcata superiore sinistra. Antonio è molto stimato per la sua serietà e correttezza professionale, oltre che assai noto perché commerciante di mobili da oltre trent’anni a Teano.

ELIO ZANNI IL MATTINO

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