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CASERTA NEWS Mondragone, cadavere di una donna trovato dai ragazzi in un casolare

23 Settembre 2015, 14:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS  Mondragone, cadavere di una donna trovato dai ragazzi in un casolare

INSERITO DA ANGELA CECERE MONDRAGONE - È stato ritrovato in una vecchia casa abbandonata sul lungomare di Mondragone. Un cadavere, in stato avanzato di decomposizione. La scoperta è avvenuta quasi per caso ad opera di due ragazzi che, incuriositi, vi si erano avventurati per vedere all'interno cosa ci fosse. Hanno fatto solo in tempo ad aprire la porta e ad essere investiti da un odore nauseabondo. Un attimo, il tempo di girare lo sguardo ed hanno intravisto due piedi. Immediatamente sono usciti ed hanno chiamato i carabinieri della locale Compagnia, agli ordini del capitano Lorenzo Chiaretti. Dopo pochi minuti, due auto di servizio con i militari erano sul posto. Dai i primi accertamenti si è potuto stabilire che il corpo senza vita apparteneva ad una donna. Sicuramente una persona senza fissa dimora che, da qualche mese, aveva trovato riparo per la notte nella vecchia casa abbandonata. Non è stato, ovviamente, possibile identificarla. Per qualche particolare in più si dovrà attendere che vengano effettuate tutte le analisi necroscopiche necessarie. Il cadavere si trova ora all'Istituto di Medicina Legale di Caserta.

IL MATTINO

23.09.2015 15.27

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BENEVENTO NEWS Sei a rischio infarto? Da un medico beneventano arriva la cura alla Sindrome di Brugada

23 Settembre 2015, 14:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS Sei a rischio infarto? Da un medico beneventano arriva la cura alla Sindrome di Brugada

INSERITO DA ANGELA CECERE L'Italia mette a segno un gran colpo per la medicina mondiale. Un successo senza precedenti nella lotta alle aritmie cardiache maligne responsabili della morte improvvisa, un fulmine a ciel sereno che solo nel nostro Paese uccide almeno 50 mila persone all'anno.

Vite stroncate sul nascere, a volte sotto i riflettori di una partita di calcio come è capitato al centrocampista Piermario Morosini, 25 anni, crollato in campo il 14 aprile 2012 al 31esimo minuto di Pescara-Livorno. Displasia aritmogena del ventricolo destro il nome del killer inchiodato dall'autopsia, una patologia genetica 'cugina' della Sindrome di Brugada che oggi trova alle porte di Milano una cura definitiva. Venticinque pazienti guariti, liberati per sempre dall'angoscia di svegliarsi ogni giorno sapendo di portare nel petto una bomba a orologeria. Vivono così oltre mezzo milione di connazionali, molti dei quali malati senza saperlo.

L'autore della scoperta destinata a entrare nella storia della medicina si chiama Carlo Pappone, nome ben noto alla comunità aritmologica mondiale: in curriculum 150 mila cuori operati, 295 pubblicazioni, 12 mila citazioni, impact factor superiore a 1.200. Beneventano, classe 1961, dal 1 marzo dirige l'Unità operativa di Elettrofisiologia e Aritmologia dell'Irccs Policlinico San Donato, inaugurata oggi alla presenza del governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni e del cardiologo spagnolo Josep Brugada. Nel 1992 è stato lui, insieme al fratello Pedro, a fornire sul 'Journal of American College of Cardiology' la descrizione più completa della sindrome che porta il cognome di famiglia e causa il 15-20% delle morti improvvise fra gli under 40.

E ora è proprio Brugada a firmare insieme a Pappone l'articolo della svolta, che apparirà in ottobre su 'Circulation EP' dopo un'anticipazione pubblicata in agosto sulla versione online della rivista. Una tecnica di ablazione 'al bersaglio', che con una corrente elettrica a radiofrequenza brucia selettivamente le cellule cardiache responsabili della patologia genetica ereditaria, dopo averle individuate attraverso un mappaggio elettromagnetico del ventricolo destro. Quattordici i pazienti protagonisti dello studio, maschi come praticamente tutti i malati di Brugada, età media 39 anni, già portatori di un defibrillatore impiantabile. Dal giorno dell'intervento (il primo è stato eseguito lo scorso novembre) hanno l'elettrocardiogramma normale e nessun segno clinico di malattia, e possono sperare nell'espianto del defibrillatore. I medici lo ritengono fattibile "dopo un anno senza sintomi e con Ecg normale".

Per gli esperti non si può che chiamarla "rivoluzione". La notizia, afferma Pappone, "sarà molto importante per tutti quei pazienti che, consapevoli di avere la Sindrome di Brugada, vivono nel terrore delle conseguenze della loro malattia. Altri tentativi per eliminarne i sintomi, e in particolare le aritmie, erano stati eseguiti nel passato con buona percentuale di successo. Ma non avevano come obiettivo l'eliminazione completa della malattia. Questo - precisa l''elettricista del cuore' - è il primo studio al mondo in cui una malattia genetica può scomparire applicando una speciale corrente elettrica attraverso un sondino che raggiunge la superficie del ventricolo destro".

L'intervento è in anestesia generale e prevede un ricovero di 3-4 giorni. "Con un ago, pungendo la parte inferiore dello sterno - spiega Pappone - introduciamo un sondino che viene spinto fino a raggiungere la superficie esterna del cuore (l'epicardio) e ne rileva i segnali elettrici. In questo modo ricostruiamo l'anatomia e l'attività elettrica dell'organo, individuando con precisione il punto esatto del ventricolo destro in cui si esprime la malattia. Quella è la zona da bruciare" e a seconda dei casi può essere più o meno estesa: "Da alcuni centimetri quadrati a molti, fino ad arrivare a un terzo dell'intero ventricolo. In base all'estensione della patologia potranno quindi essere necessarie da 5 a 30 applicazioni di energia a radiofrequenza. Nelle forme più aggressive, poi, oltre alla Brugada possiamo trovare una displasia del ventricolo destro. Nel 15% dei pazienti le 2 condizioni coesistono e si potenziano l'una con l'altra, aumentando ulteriormente il rischio di morte improvvisa".

Dei 25 guariti (dopo i 14 casi pubblicati gli interventi sono proseguiti), 8 sono stati operati nel Ravennate al Maria Cecilia Hospital di Cotignola, dove Pappone ha lavorato prima di arrivare a San Donato Milanese e dopo gli anni trascorsi all'Irccs San Raffaele di Milano. Gli altri 17 sono stati curati al Policlinico San Donato dove tutta l'équipe del medico si è trasferita. "La tecnica che abbiamo messo a punto - puntualizza l'ideatore - richiede mezzi (l'intervento costa all'ospedale circa 10 mila euro a fronte di un rimborso regionale-Drg di 6 mila, quindi vuol dire che per ogni procedura perdiamo 4-5 mila euro), ma soprattutto esperienza e competenza. La nostra intenzione, dunque, è quella di creare un centro di eccellenza per la diagnosi e la cura della Sindrome di Brugada. Un polo per attrarre pazienti da tutto il mondo".

I numeri non sono piccoli. "In Europa la Sindrome di Brugada ha una diffusione relativa - riferisce Pappone - e in Italia si stima nascano da 0,4 a 1,7 bimbi malati ogni 10 mila, con una prevalenza dello 0,7-2,5%. Ma questo dato sale al 6% in Francia, all'11% nelle nazioni del Medio Oriente e al 12% in Thailandia".

I 'bambini Brugada' vengono alla luce con dentro "un orologio che indica l'ora in cui il loro cuore un giorno si fermerà, e la grande sfida è identificarli prima che accada. Dei pazienti italiani, uno su 3 è ad alto rischio di morte improvvisa e un terzo di questi non sa di avere la patologia. O perché non ha mai fatto un Ecg, o perché inizialmente nel tracciato l'alterazione non compariva. Oppure perché la prima manifestazione clinica della malattia è stata la morte per arresto cardiaco". Una verità scoperta troppo tardi, magari da una scritta sull'autopsia.

"In genere - continua lo specialista - questi pazienti muoiono in concomitanza con una febbre alta, una malattia infettiva o un''overdose' alimentare. La malattia è scritta nel Dna e in particolare è legata al sesso maschile. Tanto che in alcuni Paesi del mondo, ad esempio in Thailandia o nelle Filippine, quando in una famiglia segnata da altri casi di morte improvvisa viene alla luce un maschietto lo vestono da femmina". Un disperato tentativo di 'depistare' la sorte, di sfuggire a quella che si considera "una maledizione, una malattia oscura. La Brugada è infatti una patologia autosomica dominante, il che vuol dire che se il padre ce l'ha anche il figlio ha il 50% di probabilità di soffrirne".

"Oggi siamo in grado di identificare solo un gene responsabile, positivo nel 25% pazienti - prosegue Pappone - ma resta scoperto l'altro 75% e l'ipotesi è che siano coinvolti tanti punti del Dna. In molti casi alla Brugada si associano altre patologie come displasie aritmogene o sindromi del QT lungo e corto", con un effetto moltiplicativo sul pericolo di morte improvvisa.

"Finora - ricorda ancora l'esperto - l'unica terapia possibile per i pazienti con una diagnosi era l'impianto di un defibrillatore, una sorta di pacemaker che eroga la sua scarica quando il cuore si ferma".Non una cura bensì un palliativo, il tentativo di prevenire l'irreparabile. "Oggi nel mondo vivono molte migliaia di uomini portatori di un defibrillatore impiantabile perché affetti da Sindrome di Brugada ad alto rischio di morte improvvisa". Per questi, e per l'esercito di malati che ancora devono scoprire di esserlo, è da oggi disponibile la prima vera cura. "L'unica che ha dimostrato di eliminare la patologia" fulminandola al cuore.

Il gol è frutto di un 'assist' Italia-Spagna, la cui traiettoria incrocia anche i Caraibi. "Era un giorno di giugno del 2014 e mi trovavo a Cuba - racconta l''uomo dei 150 mila cuori' - A nche Josep (Brugada, ndr) stava provando a entrare nel Paese dagli Usa, ma ha avuto un problema con il visto. Quando gli hanno riferito che mi trovavo lì mi ha telefonato e la sua chiamata mi ha raggiunto mentre avevo di fianco il ministro degli Interni. Pochi minuti dopo Josep passava la frontiera. Allora gli ho detto che avevo un'idea per guarire la 'sua' sindrome, e che il modo migliore per ringraziarmi sarebbe stato quello di farmi provare. Lui era scettico, ma in ottobre è venuto a Cotignola e ha dovuto ricredersi".

"Ci hanno detto 'è impossibile, non funzionerà mai'. Ma abbiamo lavorato duro e ora, 25 anni più tardi, possiamo dire che con il trattamento messo a punto da Carlo Pappone cambia la storia naturale di una malattia devastante. Devastante per i malati e per le famiglie soprattutto dei pazienti più giovani". E' lo stesso Josep Brugada a parlare di "pietra miliare" e di "svolta" per descrivere il risultato ottenuto con la nuova metodica. Ora, assicura, "questo centro di eccellenza può diventare capofila di un network internazionale che attrarrà pazienti con la sindrome di Brugada da tutto il mondo. Nei loro cuori si potranno eliminare le conseguenze di questa malattia genetica ed è incredibile. Abbiamo messo insieme - spiega - l'esperienza di Pappone nel campo dell'ablazione, che è la numero uno al mondo, con la nostra conoscenza della malattia sul fronte genetico e siamo stati capaci di imprimere una svolta".

"Tutti ci siamo emozionati e abbiamo sentito battere il nostro cuore all'impazzata almeno una volta nella vita - dice Pappone - Ecco, l'aritmia è una malattia misteriosa che non si vede, non si palpa. Il sogno sono diagnosi certe e terapie possibili". Al San Donato, nel nuovo reparto "l'attività è stata organizzata anche come numero di posti letto per poter fare circa 3.500 interventi all'anno - prosegue lo specialista - Adesso applicheremo la tecnica che ci ha permesso di curare la sindrome di Brugada sia su pazienti italiani sia su pazienti che vengono da altri Paesi: da tutto il mondo saranno inviati qui. E poi il passo successivo sarà di insegnare ai medici anche stranieri come eseguire questa procedura. Partirà uno studio a breve".

E "anche se è tutto ancora nuovo, speriamo di poter convincere gli amministratori a modificare la tariffa del Drg perché oggi viene rimborsata circa la metà del costo della procedura", conclude Pappone."Abbiamo intenzione di fare quello che serve", dichiara il governatore lombardo Roberto Maroni a margine dell'inaugurazione, precisando che "le risorse sono quello che sono, ma la prospettiva è di aumentarle. Tutto passa dai costi standard: se diventano realtà questi problemi si superano. Altrimenti la coperta rimarrà corta e dovremo decidere dove mettere le risorse".

IL MATTINO

23.09.2015 15.07

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AVELLINO NEWS Sperone, dvd e vestiti contraffatti nel borsone: scacco a un pregiudicato

23 Settembre 2015, 13:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

AVELLINO NEWS Sperone, dvd e vestiti contraffatti nel borsone: scacco a un pregiudicato

INSERITO DA ANGELA CECERE I Carabinieri della Compagnia di Baiano, nell’ambito di predisposti servizi finalizzati al contrasto dei reati inerenti alla vendita di merce contraffatta, hanno denunciato in stato di libertà un pregiudicato napoletano, 48enne. In particolare i Carabinieri della Stazione di Avella, hanno sorpreso il pregiudicato che, con fare sospetto, si aggirava tra i vicoli del centro storico di Sperone cercando di carpire l’attenzione degli abitanti della zona. Fermato per un controllo sulla propria identità, anche alla luce dei pregiudizi penali riscontrati a suo carico, è stato sottoposto a perquisizione personale. Nel suo borsone sono stati trovati un centinaio di dvd e cd, tutti masterizzati e con il sigillo Siae falsificato, riposti singolarmente all’interno di custodie aventi locandine a colori riferite a album musicali, videogiochi e film, alcuni anche recentissimi e ancora in proiezione nelle sale cinematografiche. Inoltre, sono stati rinvenuti nel borsone anche diversi capi di abbigliamento intimo per uomo, aventi tutti il logo contraffatto di note griffe di alta moda. La merce contraffatta, per un valore di circa 1000 euro, è stata sottoposta a sequestro dal personale operante che, nel medesimo contesto, ha provveduto anche a proporre il pregiudicato per l’applicazione della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio dal comune di Sperone.

IL MATTINO

23.09.2015 14.37

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Circum, rubate anche le porte delle stazioni: ecco la terra di nessuno

23 Settembre 2015, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NAPOLI NEWS Circum, rubate anche le porte delle stazioni: ecco la terra di nessuno

INSERITO DA ANGELA CECERE Pomigliano. Spariscono anche le porte dalle stazioni Circum, dove l’allarme per gli atti delinquenziali ha raggiunto ormai livelli elevatissimi. L’Eav, la società che oltre alla Circum ingloba Sepsa e Metrocampania, sta correndo ai ripari avviando un piano sicurezza che nel prossimo futuro dovrebbe portare a risultati concreti, con l’impiego di maggior personale delle forze dell’ordine e controlli più intensi.

Nel frattempo, però, si susseguono i furti, soprattutto sulle stazioni «impresenziate», cioè quelle prive di bigliettai e gestori. Gli ultimi episodi riguardano le stazioni di Pratola Ponte, Alfa Lancia 2 e Alfa Lancia 4 (le due fermate create appositamente per gli operai dell’Alfa di Pomigliano), sulla linea Nola–Baiano e su quella di Acerra. Qualcuno ha infatti, fatto sparire le porte e i cancelli dalla tre stazioni. Nel caso di Pratola Ponte si tratta addirittura del cancello principale, quello che introduce all’intero impianto, mentre per le due fermate Lancia si tratta delle porte che stanno davanti alle pensiline, quelle che introducono ai binari. Il furto a Pratola Ponte è avvenuto qualche giorno fa, quello alle stazioni dell’Alfa è più recente: in entrambi i casi i malviventi hanno agito probabilmente di notte, ma non è affatto escluso che il raid sia avvenuto alla luce del sole.

Si tratta, infatti, di stazioni senza personale. in Circumvesuviana sono 42, distribuite su tutte le linee, da Torre Annunziata a Nola, passando per la Ottaviano - Sarno. Senza personale, sono diventate terra di nessuno: aggredite da teppisti, depredate dai ladri ma abbandonate dalla stessa azienda, se è vero che nessuno ripara i danni e mette fine allo scempio. Ogni giorno i viaggiatori devono farsi spazio tra la spazzatura, salire scale alle quali mancano i gradini, sperare di non incontrare il tossico di turno. Il principio della stazioni impresenziate è scattato in Circum qualche anno fa per una sorta di spending review: l’esigenza di risparmiare sul personale ha spinto l’azienda a tagliare.

Ma il risultato è che, oggi, lo spreco è ancora più evidente e i raid sono all’ordine del giorno. A quelli sulle stazioni, poi, si aggiungono i furti lungo le tratte. Il più evidente è il trafugamento delle batterie che servono ad assicurare il funzionamento della segnaletica lungo le linee durante la corsa dei treni. Le batterie vengono messe in funzione quando la corrente elettrica ha cali di tensione: hanno, dunque, uno scopo indispensabile per garantire una corsa senza intoppi.

Qualche giorno fa sono state trafugate quelle posizionate tra Pomigliano e Vittorio Veneto: il personale Circum è dovuto tornare alla segnaletica manuale. «Aver tolto i dipendenti dalle stazioni per risparmiare è stata una scelta miope, perché alla lunga lo spreco è stato addirittura maggiore. Oggi facciamo i conti con teppisti e delinquenti che imperversano, c’è bisogno di una inversione di tendenza e maggiore attenzione alla qualità del servizio», denuncia Luca Del Prete dell’Orsa. Peraltro, le batterie costano quasi ventimila euro: un danno ingente, dunque, per le già asfittiche casse dell’Eav, dove è attivo da tempo anche un sistema di videosorveglianza piuttosto imponente: 24 stazioni, tra cui 3 impresenziati, sono attrezzate con citofoni di emergenza che mettono l’utilizzatore in contatto diretto con il centro operativo sicurezza. 68 stazioni, invece, sono dotate di telecamere, che ci sono anche su quasi tutti i treni.

Ma è la microdelinquenza a preoccupare di più: gesti di teppismo che spesso sfuggono all’occhio elettronico della telecamere. Restano un pericolo anche i borseggiatori: l’avviso registrato «be ware pickpockets” (attenzione ai borseggiatori) viene ripetuto in continuazione nella stazione di piazza Garibaldi e in quelle dei luoghi turistici come in costiera sorrentina.FRANCESCO GRAVETTI

IL MATTINO

23.09.2015 14.27

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CASERTA NEWS Benevento. Profughi in arrivo, la Chiesa riapre

22 Settembre 2015, 15:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Benevento. Profughi in arrivo, la Chiesa riapre

INSERITO DA ANGELA CECERE CASERTA - Senza scarpe, senza un ricambio e naturalmente senza alcun documento. Sono arrivati così, alle prime ore del mattino a Caserta, altri cinquanta rifugiati. Stanchi, sfiniti, qualcuno stenta a reggersi in piedi. Sbarcati a Ragusa nel week-end, sono stati trasferiti a Caserta a bordo di un autobus scortato dalla Polizia. Prima sosta alla caserma Ferrari Orsi di via Laviano dove sono rimasti per più di tre ore in attesa di essere portati in Questura per il fotosegnalamento. Da qui la distribuzione in otto diverse strutture della provincia allertate dalla Prefettura. Nel dettaglio 18 sono stati ospitati dalla parrocchia del «Buon Pastore» in piazza Pitesti a Caserta («Non hanno nulla», dice il parroco Don Antonello), 14 in un centro temporaneo di accoglienza di Santa Maria Capua Vetere gestito dalla società La Normanna service, 7 a Teano presso la struttura in dotazione alla Cooperativa Lavoro per la Salute, 6 a Villa Literno ospiti dell’associazione Un’ala di riserva e gli altri 5 distribuiti in diverse strutture.

IL MATTINO

22.09.2015 16.57

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BENEVENTO NEWS Benevento, la protesta dei migranti: non vogliamo restare in quel centro

22 Settembre 2015, 15:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS Benevento, la protesta dei migranti: non vogliamo restare in quel centro

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Dopo l’accoglienza, fughe e proteste La presenza di migranti, giunti nel Sannio a quota 1200, crea problemi. Una quarantina di eritrei e somali in attesa presso la questura delle procedure per l’identificazione all’improvviso si è allontanata dileguandosi in pochi minuti da via De Caro.

Un sostituto commissario, dell’ufficio immigrazione, che ha cercato di farli recedere dall’allontanamento, è caduto e ha riportato delle contusioni. Poco dopo negli stessi uffici della questura è giunta una trentina di nigeriani che, assegnati nella giornata di domenica alla nuova struttura denominata «Damasco dodici» gestita dal consorzio Maleventum alla località Madonna della Salute, hanno ribadito la loro volontà di risiedere presso un centro d’accoglienza meno periferico.

Infatti, nella tarda mattinata i migranti sono stati condotti da Madonna della Salute in questura dove sono stati informati dal funzionario dell’ufficio immigrazione della loro attuale condizione e dell'impossibilità al momento di reperire strutture alternative rispetto a quella assegnata. Una decina hanno consentito all’identificazione. La maggior parte invece ha preferito allontanarsi. Chi è rimasto è stato di nuovo inviato a Madonna della Salute.

IL MATTINO

22.09.2015 16.47

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AVELLINO NEWS Montaguto, aggredì un vigile durante la processione: arrestato

22 Settembre 2015, 15:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

AVELLINO NEWS Montaguto, aggredì un vigile durante la processione: arrestato

INSERITO DA ANGELA CECERE I Carabinieri della Stazione di Greci hanno tratto in arresto un 60enne originario del foggiano, già noto alle Forze dell’Ordine, per resistenza ed oltraggio a Pubblico Ufficiale nonché interruzione di pubblico servizio. L’uomo, destinatario di un ordine di carcerazione della Procura della Repubblica di Benevento, qualche anno fa, a Montaguto, durante una processione religiosa si era opposto al divieto di transito ordinato da un vigile urbano, aggredendolo ed oltraggiandolo. Le indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di inchiodare l’uomo alle proprie responsabilità ed a far emettere dall’Autorità Giudiziaria l’ordine di carcerazione che è stato eseguito nella serata di ieri. Tradotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare dovrà scontare sei mesi di reclusione.

IL MATTINO

22.09.2015 16.37

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Arrestati 3 affiliati al clan Polverino Accertato traffico di droga internazionale

22 Settembre 2015, 15:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NAPOLI NEWS Arrestati 3 affiliati al clan Polverino Accertato traffico di droga internazionale

INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, I carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad un'Ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip a carico di tre persone ritenute affiliate al clan dei Polverino, operante in vaste aree dell'hinterland a Nord di Napoli, in altre zone d'Italia e all'estero. Accertato un traffico di droga internazionale. I tre sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, favoreggiamento personale aggravati da finalità mafiose.

ANSA

22.09.2015 16.07

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CASERTA NEWS Picchia una donna per strada: carabiniere libero dal servizio lo blocca e lo arresta

21 Settembre 2015, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Picchia una donna per strada: carabiniere libero dal servizio lo blocca e lo arresta

INSERITO DA ANGELA CECERE CASERTA - Picchia una donna per strada: arrestato da un maresciallo dell'Arma libero dal servizio. E' successo a Succivo, lungo la Statale 7 bis, dove il comandante della locale stazione carabinieri, libero dal servizio, ha arrestato il pluripregiudicato Leopoldo Lama, 61 anni. L'uomo è stato notato dal maresciallo mentre, all’altezza dello svincolo per Succivo, a bordo di un’autovettura ferma sulla corsia di emergenza, colpiva con violenza una donna. Il militare è immediatamente intervenuto e, dopo essersi qualificato, ha invitato l’uomo a desistere dall’azione violenta. Lo stesso, non curante della presenza del pubblico ufficiale, si è immediatamente scagliato anche contro di lui, colpendolo ripetutamente. Dopo la colluttazione, Lama è stato bloccato e accompagnato in caserma e poi sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

IL MATTINO

21.09.2015 11.50

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BENEVENTO NEWS Migranti, già pronte quaranta parrocchie della diocesi di Benevento.

21 Settembre 2015, 10:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS Migranti, già pronte quaranta parrocchie della diocesi di Benevento.

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Un tavolo di confronto in prefettura per discutere dell’emergenza migranti e degli aspetti legati alla possibile accoglienza nelle parrocchie della diocesi.

L’arcivescovo di Benevento, monsignor Andrea Mugione, in questi giorni, lo chiederà al prefetto Paola Galeone, mentre con gli altri esponenti del clero beneventano e il direttore della Caritas, don Nicola De Blasio, tornerà a discuterne tra oggi e domani, anche in vista dell’inizio del nuovo anno pastorale che sarà inaugurato domenica.

D’altronde, la macchina organizzativa della Caritas si è messa in moto già all’indomani dell’appello lanciato da Papa Francesco nel corso dell’Angelus di due domeniche fa. Una quarantina di parroci ha già dato la propria disponibilità e ciò nonostante non siano ancora partite le lettere di richiesta. Don Nicola, infatti, sta aspettando che siano date risposte agli interrogativi e ai quesiti posti durante il vertice svoltosi tra i vescovi della Campania, convocato dal cardinale Sepe per definire gli orientamenti operativi e per effettuare un monitoraggio delle strutture, conventi e santuari compresi, da mettere a disposizione dei profughi, e quello tra i direttori delle Caritas convocato dal delegato della Conferenza episcopale campana, monsignor Antonio Di Donna, per mettere in campo il coordinamento delle emergenze.

«Sono tre le difficoltà - dice don Nicola - che abbiamo incontrato nel definire il progetto dell’accoglienza nelle nostre strutture e nelle famiglie. Uno riguarda la sicurezza. Ci chiediamo cosa succede qualora chi viene ospitato non abbia poi lo status di rifugiato politico. Può restare? In caso contrario come dovremmo comportarci? E poi ci sono i tempi di gestione fermo restando che la nostra sarebbe un’accoglienza di secondo livello, in pratica successiva all’attività di filtraggio che viene effettuata nei centri di identificazione. Infine, come direttori delle Caritas, abbiamo ribadito la gratuità dell’accoglienza. Non vogliamo soldi dallo Stato, niente business sulla pelle dei migranti. Noi mettiamo a disposizione le nostre strutture, che in alcuni casi hanno bisogno di lavori di adeguamento per rispettare le norme in tema di abitabilità». In quest’ultimo caso viene ricordato che c’è un progetto della Caritas nazionale che prevede lo stanziamento fino a 15mila euro a parrocchia proprio per finanziare gli interventi di adeguamento.

Nella diocesi di Benevento ricadono 117 parrocchie ma ci sarà da fare i conti con le caratteristiche degli edifici in cui sono ospitate. In considerazione saranno prese quelle in cui ci sono le case canoniche sebbene l’attenzione sia rivolta anche a conventi e santuari. Per le famiglie pronte a ospitare i rifugiati si punta a ottenere un contributo mensile di 300 euro come previsto nel progetto lanciato dalla Diocesi di Agrigento. «Noi siamo pronti - conclude don Nicola De Blasio - e chiediamo che sia coinvolta anche la Regione, finora la grande assente».

Intanto, continuano gli arrivi di migranti in provincia (superata quota 1.100) e la ricerca di strutture gestite da consorzi privati (il bando della prefettura scade il 16 ottobre). A Benevento la scorsa settimana, in contrada Madonna della Salute, è stato aperto un nuovo centro di accoglienza gestito dal consorzio Maleventum. Un centinaio i posti disponibili.

IL MATTINO

21.09.2015 11.37

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