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campania news

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Casandrino - Opificio clandestino, sequestri e sanzioni

1 Maggio 2016, 10:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Casandrino - Opificio clandestino, sequestri e sanzioni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Opifici clandestini e lavoro nero, è il fronte d'azione dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, per il contrasto al fenomeno dello sfruttamento della mano d'opera. Insieme ai colleghi della Compagnia di Casoria hanno fatto irruzione in un opificio tessile clandestino, scoperto a Casandrino, sorprendendo all'interno il proprietario, un 36enne bengalese residente a Grumo Nevano, insieme ad otto connazionali, cinque dei quali risultati irregolari. Erano al lavoro nel confezionare i capi di abbigliamento destinati ai mercati illegali. Secondo i militari gli operai lavoravano anche 14 ore al giorno, in pessime condizioni igienico sanitarie, cucinando e mangiando in posti non idonei tra le macchine per cucire, in barba alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Per il 36enne bengalese è scattata la denuncia con l'accusa di aver organizzato e gestito l'opificio abusivo, e per aver violato le norme in materi di sicurezza sul lavoro, e per aver utilizzato manodopera clandestina. Elevate 46 sanzioni penali per un importo complessivo di 260mila euro e sanzioni amministrative per circa 60mila euro. Sequestrati i locali di circa 180 metri quadrati e i 30 macchinari per un valore di 300 mila euro. Anche a Carbonara di Nola è stato sequestrato un opificio tessile dove lavoravano 9 lavoratori in nero. Elevate sanzioni penali per 100mila euro.

FONTE http://www.ideavision.it/notizie/cronaca/provincia-di-napoli/napoli-nord/casandrino/17644-casandrino-opificio-clandestino-sequestri-e-sanzioni

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CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Terzigno - C.U.C., intesa con San Giuseppe Vesuviano

1 Maggio 2016, 10:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASTELLAMMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Terzigno - C.U.C., intesa con San Giuseppe Vesuviano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Diventa attiva la Centrale Unica di Committenza tra i comuni di Terzigno e San Giuseppe Vesuviano. Comuni della cinta vesuviana interconnessi, che si aprono alla gestione associata degli affidamenti di lavori, servizi e forniture di importo determinati. L'accordo è avvenuto il 28 aprile scorso, ma il comune di Terzigno solo oggi ha diffuso la nota stampa. L'accordo è stato sottoscritto dai sindaci Catapano e Ranieri, andando a rispettare la legge in materia di appalti. con san Giuseppe comune capofila. La struttura gestirà le procedure di gara per importi superiori ai 40mila euro, ma inferiori a 250 mila per appalti di lavori pubblici e inferiori ai 200mila per appalti di forniture e servizi. L’accordo per la Centrale Unica, ha visto l’approvazione nei due rispettivi consigli comunali, e le attività saranno gestite tramite un apposito Regolamento, prevedendo anche eventuali ingressi futuri di altri comuni o enti. la CUC offre numerosi vantaggi, perché si riesce a massimizzare le risorse necessarie, garantendo una razionalizzazione e riduzione dei costi, il miglioramento della qualità nei servizi offerti e una valorizzazione delle professionalità delle risorse umane. L'ufficio sarà composto dal personale dei due comuni, senza ulteriori costi. La Centrale Unica di Committenza sarà affiancata, secondo legge, dalla SUA, la Stazione Unica Appaltante, che si occuperà degli appalti, servizi e forniture per importi superiori a 200mila o 250mila euro, secondo il tipo di affidamento, in convenzione con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, Prefettura ed altre Istituzioni sovra comunali. FONTE http://www.ideavision.it/notizie/cronaca/provincia-di-napoli/area-vesuviana/terzigno/19180-terzigno-c-u-c-intesa-con-san-giuseppe-vesuviano

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CAMPANIA NEWS Caivano, lʼarrestato al gip: "Io non ho ucciso Fortuna Loffredo, mai commesso atti di pedofilia"

1 Maggio 2016, 09:16am

Pubblicato da Alessia Chianese

CAMPANIA NEWS Caivano, lʼarrestato al gip: "Io non ho ucciso Fortuna Loffredo, mai commesso atti di pedofilia"

DI ALESSIA CHIANESE Fra le persone indagate vi è la donna che gli investigatori ritengono abbia raccolto la scarpa persa da Fortuna al momento della morte.

Il padre di Fortuna: "Chi l'ha uccisa è una bestia" - "E' una bestia che forse non ha neanche capito quello che ha fatto, in un altro Paese lo avrebbero condannato a morte". Questo lo sfogo del padre di Fortuna, Pietro Loffredo, nei confronti del presunto assassino di sua figlia, Raimondo Caputo. La nonna alla nipotina: "Di' che non sai niente" - I depistaggi sulla morte di Fortuna Loffredo sono iniziati subito dopo la sua caduta dall'ottavo piano del palazzo dove abitava. Nel corso di una conversazione intercettata dagli investigatori, la nonna dell'amichetta di Fortuna, rivolgendosi alla nipotina, dice: "Io non so niente, così devi dire (...) non imbrogliarti con la bocca". La piccola di lì a poco viene ascoltata nuovamente dagli inquirenti. "Quando è morto mio nipote (Antonio Giglio, deceduto nell'aprile 2013 nello stesso modo di Fortuna) non ho accusato nessuno, ho detto che nessuno stava a casa mia", ha dichiarato la donna.

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CASERTA NEWS La Fanta e la bottiglia asimmetrica: «L'aranciata nata in Campania 61 anni fa»

30 Aprile 2016, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS La Fanta e la bottiglia asimmetrica: «L'aranciata nata in Campania 61 anni fa»

INSERITO DA UTENTE DEL WEB  MARCIANISE - La grande rivoluzione di Fanta Aranciata parte dallo stabilimento di Marcianise (CE) di Coca-Cola HBC Italia, il maggiore produttore e distributore delle bevande a marchio The Coca-Cola Company sul territorio nazionale: la bottiglia in PET, fortemente distintiva e dal packaging asimmetrico, definita “slider”, che presenta nella parte inferiore, un “twist” (torsione).

“Fanta Aranciata è nata in Campania ben 61 anni fa” commenta Angelo Libutti, Direttore dello stabilimento casertano "siamo orgogliosi che questo territorio continui a giocare un ruolo chiave nella storia di Fanta, una bevanda venduta in oltre 190 paesi nel mondo”. Lo stabilimento marcianisano produce Fanta nella bottiglia slider nel formato 1,5 L PET come testimonia il nuovo tappo con una bandiera italiana stilizzata, una dichiarazione forte del legame tra la bevanda ed il nostro Paese.    



Nella fabbrica di Marcianise, che copre un’area complessiva di quasi 100.000 m2, oltre Fanta vengono prodotti ben 10 marchi diversi di bevande tra cui Coca-Cola, Coca-Cola Life, Coca-Cola Zero e Coca-Cola light, per un totale complessivo di oltre 224.000.000 litri all’anno di soft drink.    

IL MATTINO.IT

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BENEVENTO NEWS Tentano la truffa ad un'anziana, messi in fuga dalla figlia

30 Aprile 2016, 09:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS Tentano la truffa ad un'anziana, messi in fuga dalla figlia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Benevento - Un’altra tentata truffa in città ai danni di un’anziana con epilogo questa volta davvero clamoroso. Infatti è sopraggiunta la figlia della vittima della truffa, proprio nel momento in cui la donna stava per consegnare il denaro a chi aveva escogitato il raggiro.È accaduto ieri mattina, e ora gli agenti della Volante e della Squadra Mobile stano indagando, puntando ad identificare il truffatore. IL MATTINO

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AVELLINO NEWS Blitz in convento, inchiesta sui frati morti e sui presunti abusi alle suore

30 Aprile 2016, 09:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

AVELLINO NEWS Blitz in convento, inchiesta sui frati morti e sui presunti abusi alle suore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Frigento. Nuove telecamere sono state puntate sul convento del Buon Consiglio. Sono gli occhi elettronici diretti dai militari dell'arma, non più quelli dislocati, fino a qualche settimana fa, dai registi di Rai e Mediaset. Ieri mattina, verso le 9.30, il sopralluogo dei Carabinieri, con tanto di dispositivi per l'acquisizione di immagini, guidato dal capitano della Compagnia di Mirabella Eclano Leonardo Madaro. Un'ispezione minuziosa su mandato del pm Adriano Del Bene, il magistrato titolare del filone d'inchiesta sui presunti abusi perpetrati da Padre Stefano Manelli, il fondatore dell'Ordine dei Frati Francescani dell'Immacolata destituito dalla Santa Sede dal suo ruolo di guida. Si cercano tracce e riscontri oggettivi sui fatti che risalgono al governo del frate ultraottantenne indagato dalla Procura della Repubblica di Avellino per i reati di violenza sessuale e di maltrattamento. In modo particolare, i 15 militari dell'Arma che ieri mattina si sono portati presso il convento ed il santuario della Madonna del Buon Consiglio, si sono soffermati sulla cripta, sulla dispensa e sul luogo dove venne trovato cadavere, nel 2002, frate Matteo. Tre locali, tre luoghi cardine dell'inchiesta. Guidati dal padre guardiano del convento e rettore del Santuario Padre Tarcisio Pascale, i militari hanno verificato le condizioni igienico-sanitarie della collocazione di diversi cadaveri nell'angusto spazio della cripta. Nove i corpi sepolti, a partire dai primi anni del 2000, con l'assenso del Comune e dell'Asl. Ci sono i resti dei genitori di Manelli, per cui è in corso il processo di beatificazione, quelli di alcuni benefattori, di frati e suore, tra i primi il filippino di 30 anni Mattew Lim, originario di Quezon City, che nel luglio del 2002 cadde, come risulta dai registri, nel pozzo del convento. Il nuovo sopralluogo, e le rinnovate verifiche sulla fattibilità accidentale, scattano a seguito delle accuse mosse da alcune religiose in particolare, denunce raccolte anche nell'ormai famoso dossier scandalo a disposizione della Procura. Fu davvero un incidente quello di fra' Matteo? Perché e in quali condizioni igieniche sono state conservate le spoglie dei defunti nella cripta? Perché non nel cimitero comunale? Si tratta di tombe a norma? Altri inquietanti interrogativi potrebbero porsi se dovessero essere accertati profili di reato ben più gravi. Tutti i fatti al vaglio degli inquirenti sono accaduti nel tempo in cui Padre Stefano era Ministro Generale dei Frati che hanno appuntato sull'abito grigio-celeste, al lato del cuore, la cosiddetta «medaglia miracolosa».I militari si sono soffermati anche intorno alla dispensa dei frati per verificare se ci fossero o meno alimenti scaduti. Nessuna traccia. Dopotutto le accuse dei religiosi, costretti a mangiare cibi avariati, fanno riferimento al periodo che precede il commissariamento del 2013.Sorpresa e incuriosita intanto, ieri mattina, all'arrivo delle pattuglie, la gente del posto, lungo quella via, Piano della Croce, che ospita il complesso religioso ma anche case, bar e tabaccherie. I riflettori di nuovo riaccesi sul convento, dove attualmente vivono circa nove frati, riportano alla ribalta mediatica l'inchiesta avviata dalla Procura di Avellino su più filoni, di natura penale e patrimoniale. Esclusa per ora dai controlli e dalla visita delle Forze dell'ordine la casa delle Suore Francescane dell'Immacolata, poco distante dal convento maschile.

LOREDANA ZARRELLA IL MATTINO

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Melito. Opportunità di lavoro in Kimbo, ecco le ricerche in corso

30 Aprile 2016, 08:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Melito. Opportunità di lavoro in Kimbo, ecco le ricerche in corso

INSERITO DA ANGELA CECERE MELITO. Kimbo, nota società produttrice di caffè, seleziona personale per la copertura di posti di lavoro nella sede di Napoli più una serie di opportunità aperte in giro per l'Italia. Sul sito dell'azienda nella sezione recruiting è possibile trovare le posizioni aperte ed il link per invariare la propria candidatura. Le ricerche in corso sono le seguenti: ADDETTO CUSTOMER SERVICE. Si richiedono laurea in discipline economiche, ed esperienza pregressa di almeno un anno maturata nell’area amministrativa delle Vendite e / o del Customer Service. L’assunzione sarà effettuata con contratto a termine, per sostituzione maternità, con possibilità di proroga. OPERATORE DI PRODUZIONE / MANUTENZIONE – Categorie protette. La selezione è rivolta a candidati appartenenti alle Categorie protette o diversamente abili, in possesso di diploma ad indirizzo tecnico o chimico, che hanno maturato esperienza nel ruolo presso impianti produttivi di aziende alimentari. L’inserimento avverrà con contratto a tempo determinato, con possibilità di assunzione definitiva in azienda. IMPIEGATO BACK OFFICE – Categorie protette. La risorsa ricercata apparitene alle Categorie protette o è diversamente abile, ha conseguito un diploma o una laurea ad indirizzo economico aziendale e conosce gli applicativi del pacchetto Office. L’assunzione sarà effettuata con contratto a termine, con possibilità di proroga a tempo indeterminato.

INTERNAPOLI

30/04/2016 09:38

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Clan Mallardo, linea dura del pm: «Oltre 200 anni di carcere per il boss 'o Malato e gli altri imputati»

30 Aprile 2016, 08:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS  Clan Mallardo, linea dura del pm: «Oltre 200 anni di carcere per il boss 'o Malato e gli altri imputati»

INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO. Si è tenuta stamattina, davanti al gip Claudio Marcopido del Tribunale di Napoli, la requisitoria per coloro che sono imputati nell’operazione eseguita lo scorso gennaio contro il clan Mallardo. Il pm della DDA Maria Cristina Ribera ha formulato le richieste di condanna che vanno dai 3 anni ai 20 chiesti per il boss Vincenzo 'o Malato. Tra i reati contestati a vario titolo ci sono: associazione di stampo mafioso, estorsione, truffa, ricettazione, violenza privata, minaccia, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all'autorità giudiziaria, turbativa d'asta. Nel mirino degli uomini del Gico, Gruppo investigazione criminalità organizzata, l'ala "militare" del clan, che per gli inquirenti era capeggiata da Vincenzo D'Alterio, Giuseppe Ciccarelli e Giuliano Pianese (quest'ultimo formalmente dipendente della Asl Napoli 2 Nord), che, "mediante l'intimidazione mafiosa, avrebbero controllato il territorio sulla fascia costiera dell'area settentrionale di Napoli (Varcaturo, Lago Patria e Licola)". Alcuni degli arrestati sono tutt’ora in carcere, mentre altri, tra cui il medico dell’Asl Perrino, fu scarcerato dal Riesame. ECCO TUTTI I NOMI DEGLI IMPUTATI 1. Vincenzo D’Alterio residente a Giugliano – detenuto – (difeso dall’avvocato Alfonso Palumbo) chiesti 20 2. Davide Barbato residente a Giugliano – ai domiciliari – (difeso dall’avvocato Antonio Russo) 3. Giuseppina Basile residente a Giugliano (difesa dall’avvocato Giovanni Guariniello) chiesti 5 anni 4. Marco Carrella residente a Giugliano – detenuto – (difeso dagli avvocati Libero Mancuso e Francesco Casillo) chiesti 12 5. Ernesto Cecere residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Domenico Pennacchio) 6. Gaetano Cecere residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Luigi Canta) chiesti 6 7. Assunta Ciccarelli residente a Giugliano (difesa dagli avvocati Gennaro Lepre e Marco Guaglianone) chiesti 6 8. Francesco Ciccarelli residente a Giugliano (difeso dagli avvocati Gennaro Lepre e Marco Guaglianone) chiesti 8 9. Giuseppe Ciccarelli residente a Giugliano – detenuto – (difeso dagli avvocati Paolo Trofino e Marco Sepe) chiesti 18 10. Silvestro Ciccarelli residente a Giugliano (difeso dagli avvocati Gennaro Lepre e Marco Guaglianone) chiesti 8 11. Biagio D’Alterio residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Matteo Casertano) 12. Giovanna D’Alterio residente a Giugliano (difesa dall’avvocato Alfonso Palumbo) chiesti 8 13. Giuseppe D’Alterio del 1960 residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Matteo Casertano) chiesti 16 14. Giuseppe D’Alterio del 1974 residente a Giugliano – detenuto – (difeso dagli avvocati Alfonso Palumbo e Claudio Botti) 15. Umberto D’Alterio residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Matteo Casertano) 16. Isabella Damiano residente a Pozzuoli (difesa dall’avvocato Alfonso Palumbo) chiesti 6 17. Monica De Carlo residente a Napoli (difesa dall’avvocato Lello Della Pietra) 18. Salvatore De Carlo residente a Pozzuoli (difeso dagli avvocati Anna Catapano e Lello Della Pietra) 19. Domenico di Lorenzo residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Giovanni Guariniello) 20. Giuliano Di Lorenzo residente a Napoli – detenuto – (difeso dagli avvocati Anna Catapano e Lello Della Pietra) chiesti 18 21. Giuseppina Di Lorenzo domiciliata a Giugliano (difesa dall’avvocato Anna Savanelli) chiesti 3 22. Teresa di Lorenzo residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Anna Savanelli) chiesti 5 anni 23. Francesco Di Nardo residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Antonio Dell’Aquila) chiesti 3 anni 24. Luigi Felace residente a Mugnano (difeso dall’avvocato Giovanni Guariniello) 25. Michele Felace residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Giovanni Guariniello) 26. Teresa Felace residente a Giugliano (difesa dall’avvocato Alfonso Palumbo) chiesti 8 anni 27. Anna Galluccio residente a Villaricca (difesa dall’avvocato Bibiana Marsilia) chiesti 5 anni 28. Antonietta Granata residente a Giugliano (difesa dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti) 29. Felice Granata residente a Giugliano – ai domiciliari – (difeso dall’avvocato Antonio G. Russo) 30. Stefania Granata residente a Giugliano (difesa dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti) 31. Anna Incarnato residente a Brusciano (difeso dall’avvocato Giovanni Guariniello) 32. Raffaele Incarnato residente a Napoli (difeso dall’avvocato Giovanni Guariniello) 33. Aureliano Iovine residente a Napoli (difeso dall’avvocato Carla Maruzzelli) 34. Sabrina Iovine residente a Mogliano Veneto (difeso dall’avvocato Marco Muscariello) 35. Marco La Volla residente a Villaricca (difeso dall’avvocato Antonio Dell’Aquila) chiesti 12 anni 36. Luigi Mauriello residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Nunzio Mallardo) chiesti 8 anni 37. Antonio Morrone residente a Castelvolturno (difeso dall’avvocato Giuseppe Pirozzi) 38. Pasquale Parisi residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Pasquale Pianese) 39. Gennaro Perrino residente a Vico Equense (difeso dagli avvocati Arturo Frojo e Errico Frojo) 40. Antonio Pianese residente a Giugliano (difeso dagli avvocati Guastavo Pansini e Antonio Dell’Aquila) chiesti 12 anni 41. Giuliano Pianese residente a Villaricca (difeso degli avvocati Gustavo Pansini e Antonio Dell’Aquila) 42. Marilena Pianese residente a Villaricca (difeso degli avvocati Gustavo Pansini e Antonio Dell’Aquila) chiesti 10 anni 43. Luigi Puca residente a Sant’Antimo (difeso dall’avvocato Giovanni Guariniello) 44. Claudio Radente residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Giuseppe Pellegrino) chiesti 8 anni 45. Raffaele Sebillo residente a Quarto (difeso dall’avvocato Davide Valenziano) 46. Gaetano Stanzione residente a Pozzuoli (difeso dall’avvocato Angelo Vignola) 47. Anna Taglialatela Scafati residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Umberto Perga) 48. Ciro Topo residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Antonio Piantadosi) 49. Giovanni Topo residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Angelo Vignola e Antonio Piantadoti) 50. Maria Teresa Topo residente a Giugliano (difeso dall’avvocato Salvatore Impradice)

di Antonio Mangione INTERNAPOLI

30.04.2016 10.46

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CAMPANIA NEWS Domani a Napoli processione di San Gennaro

30 Aprile 2016, 08:36am

Pubblicato da Alessia Chianese

Busto di San Gennaro

Busto di San Gennaro

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE Si terrà domani pomeriggio a Napoli la tradizionale processione del Busto di San Gennaro e delle ampolle contenenti il sangue del Martire, dal Duomo alla Basilica di Santa Chiara. Proprio sulle ampolle si concentrerà l'attenzione dei fedeli, dato che il sabato che precede la prima domenica di maggio, quest'anno il 30 aprile, è uno dei tre giorni in cui è previsto il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro assieme al 19 settembre e al 16 dicembre. Un appuntamento che assume particolare valore quest'anno, dopo le polemiche sorte sul decreto del Ministero degli Interni che, equiparando la Deputazione a «fabbriceria», apre la strada all'ingresso della Curia nell'organismo che da secoli, in rappresentanza della città, gestisce il tesoro di San Gennaro. Anche se il collegio cittadino del Tesoro, dopo il suo ricorso al Tar, ha firmato un'intesa con la Curia per chiedere al ministro Alfano di rivedere la questione in virtù di una bolla papale che conferma il carattere laico della Deputazione ferme restando le prerogative del cardinale sul culto del Patrono. La processione, che inizierà alle 17, si svolge in ricordo della traslazione delle reliquie del Santo dal cimitero posto nell'Agro Marciano, nel territorio di Fuorigrotta, alle Catacombe di Capodimonte, poi denominate, per questa ragione, di San Gennaro. La processione di maggio fu detta anche «degli infrascati», per la consuetudine del clero partecipante di proteggersi dal sole coprendosi il capo con corone di fiori. L'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, dopo essersi recato nella Cappella del Tesoro, accolto dall'abate prelato, monsignor Vincenzo De Gregorio e dalla Deputazione, procederà all'apertura della cassaforte che custodisce le reliquie del Santo. Sul sagrato del Duomo saranno disposti i busti argentei dei Santi compatroni. L'avvio della processione sarà preceduto da un breve momento di preghiera guidato dall'arcivescovo. Il corteo processionale si snoderà per via Duomo e via dei Tribunali, passando dinanzi al Pio Monte della Misericordia; si porterà poi in via delle Zite per giungere a Forcella, proseguendo poi lungo via San Biagio dei Librai, piazza San Domenico Maggiore e via Benedetto Croce, fino alla Basilica di Santa Chiara. Lungo il percorso i parroci del territorio attraversato onoreranno il Santo Patrono con l'offerta dell'incenso e il suono delle campane. Il corteo processionale sarà accompagnato dalla Fanfara dei Carabinieri. Nella Basilica di Santa Chiara, alle ore 18, avrà inizio la celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo. Per tutta la settimana seguente, in Cattedrale ogni giorno sarà venerata la teca contenente le ampolle del sangue di San Gennaro.

CAMPANIA NEWS Domani a Napoli processione di San Gennaro

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CAMPANIA NEWS Caivano, la morte di Fortuna Loffredo: è un arresto. È il compagno della vicina di casa

30 Aprile 2016, 08:35am

Pubblicato da Alessia Chianese

 CAMPANIA NEWS Caivano, la morte di Fortuna Loffredo: è un arresto. È il compagno della vicina di casa

DI ALESSIA CHIANESE NAPOLI - Svolta nelle indagini sulla morte di Fortuna Loffredo. Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, per l'omicidio della piccola Fortuna, avvenuto il 24 giugno 2014 nel Parco Verde di Caivano. Il corpo della bimba, che allora aveva sei anni, fu trovato davanti allo stabile dove abitava, molto probabilmente dopo essere precipitata. L'autopsia stabilì che aveva subito abusi sessuali. L'uomo arrestato si chiama Raimondo Caputo, compagno della vicina di casa della piccola Fortuna. La donna era la mamma del piccolo Antonio che morì in circostanze sospette, nonché simili a quelle di Fortuna, un anno prima. Lo conferma il legale della famiglia Loffredo, Angelo Pisani. L'uomo è accusato di violenza sessuale e omicidio.

 

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