Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. In cauda venenum. In quella che sembra essere la parte finale, la coda lunga di oltre 16 mesi di emergenza sanitaria e della nuova ondata di contagi da coronavirus, con pochi contagi e decessi in calo, ancore un lutto drammatico colpisce al cuore la comunità irpina. Con 26 nuovi casi su 579 tamponi processati il trend deli contagi da covid è in calo, ma è morto ieri a soli 64 anni Angelo Marchese, direttore di User Tv. Era ricoverato dal 17 maggio nella Terapia Intensiva del Covid Hospital del Moscati. A contrada Amoretta era arrivato il 21 aprile scorso. Tutti stanno ricordando l’uomo, il reporter talentoso e appassionato, l’amico di tutti. «In questo giorno di profondo dolore, la nostra comunità è avvolta da un rispettoso silenzio - spiega Caterina Lengua sindaco di Cervinara -. La perdita del caro Angelo Marchese ha unito tutti noi in un corale abbraccio alla sua adorata famiglia, che tanto ha patito della lontananza dal suo affetto più grande. (...) Angelo era un profondo conoscitore del territorio, uomo colto e dall’intelligenza viva si è amorevolmente speso per il suo paese, alla costante ricerca di un qualcosa che potesse valorizzarne la bellezza. La sua tenacia l’ha guidato in questa difficile battaglia, i suoi cari l’hanno supportato nei giorni che, lenti, si susseguivano, e il messaggio di amore della nostra comunità è arrivato dritto al cuore di tutti loro». E ancora: «Ricorderemo sempre lo spirito combattivo ed esemplare con cui Angelo ha affrontato questo invisibile nemico così come rimarrà indelebile il suo costante supporto alle nostre iniziative. Con la sua scomparsa, perdiamo un riferimento culturale ed un esempio per le future generazioni di quanto l’amore per il bello e per il particolare, la sana curiosità per il nuovo possano guidare l’agire umano». Ma sono numerosi i messaggi di dolore e cordoglio per il tragico lutto che piazza una nuova croce nella lunga fila di morti e dolori che hanno afflitto questa terra. L’editore Arturo Bascetta annota addolorato sul social: «Il covid è traditore. Ci fa credere di essere tornati liberi dopo qualche giorno di ospedale, invece continua a uccidere, e dopo Igor ( il riferimento è a Russomanno, promoter pubblicitario del Quotidiano del Sud, edizione irpina) ci ha strappato Angelo. Sì, ha ucciso anche il collega e giornalista Angelo Marchese fotografo , amico da tanti anni e di tante avventure. Gli volevamo tutti bene». Questa mattina la salma arriverà alle 11 nel cimitero di Cervinara. Intanto in ospedale ci sono sempre meno malati. Sono stati dimessi dalle aree Covid dell’azienda Moscati 6 pazienti: una 21enne e una 48enne di Sirignano, un 57enne di Monteforte Irpino, un 56enne di Serino, un 61enne di Atripalda e un 68enne di Avellino. Altri 3 pazienti, negativi a due tamponi nasofaringei, sono stati trasferiti in reparti ordinari.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Scuole superiori chiuse ad Avellino, i conti non tornano. A presentarli è l’avvocato Marchetti del Codacons che illustra come i numeri dei contagi in città da covid non siano tali da giustificare la scelta del sindaco Gianluca Festa, scandita a suon di ordinanze settimanali, di tenere le scuole superiori chiuse. “In queste condizioni la scuola può ripartire regolarmente. Non ci sono pericoli». Matteo Marchetti, vice presidente nazionale del Codacons ieri pomeriggio è stato ascoltato dalla polizia giudiziaria in tribunale. Il rappresentante dell’Associazione è stato chiamato dopo la sua denuncia per omissione di atti d’ufficio e interruzione di pubblico servizio che era stata presentata la settimana scorsa contro il sindaco di Avellino. Festa dal canto suo aveva commentato: tutelo la mia gente e come sindaco sono pronto ad assumersi le mie responsabilità, come sempre ho fatto”. Aperto un fascicolo dunque ma senza intestazione e solo quando i documenti che sono stati forniti alla polizia giudiziaria passeranno al magistrato, eventuali ipotesi di reato verranno formulate. I dati del contagio in città sarebbero al centro della questio. Dati che consentirebbero la ripartenza delle lezioni in presenza. Ma il primo cittadino nelle scorse settimane aveva più volte precisato che il 70 per cento degli studenti che frequentano licei e istituti nel capoluogo arrivano proprio dalla provincia irpina, dove sono troppi e rischiosi i cluster di contagio. Insomma, una scelta che ha nei fatto diviso intere famiglie pro e no dad. Proprio i genitori no dad avevano commentato: siamo un caso unico in Europa con sole tre settimane in presenza per gli studenti delle superiori.
INSERITO DA ANGELA CECERE Alpi Questione mercato bisettimanale e Dogana dei Grani del centro storico di Avellino. Altre due questioni di stretta attualità di questi giorni che il sindaco Festa ha affrontato stamane in piazza Libertà, in occasione della Giornata Internazionale degli infermieri. La fiera del sabato a Campo Genova, dopo l’esordio tutto sommato positivo di martedì scorso, ha fatto registrare, come era comunque ampiamente prevedibile, qualche problema maggiore, soprattutto di traffico. Si sono registrate lunghe file di automobili in via Annarumma. “Ho sorriso un po’ questa mattina quando ho letto da qualche parte del traffico che si è generato ieri a causa del mercato. Non mi sembra che quando il mercato si svolgeva nel piazzale dello stadio non ci fosse caos. E’ evidente che, quando c’è concentrazione di migliaia di persone che si recano in un ben determinato luogo con le auto, si crea traffico, questo è fisiologico”. A parlare è il sindaco. Che prosegue. “Non mi sembra che gli anni scorsi la gente arrivasse in elicottero o con il monopattino. Al mercato si arriva quasi sempre in auto e negli anni scorsi, c’era grande traffico lungo la salita di via De Gasperi, lungo la salita di fianco la Tribuna Montevergine”. “La stessa cosa – sottolinea -sta accadendo in questi giorni. Probabilmente quando riapriranno le scuole a settembre, quindi quando ci sarà anche il traffico extraurbano, potremmo prevedere la circolazione delle auto intorno al perimetro dello stadio. Ma immaginare che quando ci sono circa 5mila persone nello stesso luogo, non ci sia traffico automobilistico, mi sembra una pura follia”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Al termine degli accertamenti avviati dai Nas a seguito della diffusione di un focolaio di infezione da Covid-19 all'interno di una RSA ubicata nell'Avellinese, sono stati deferiti all'autorità giudiziaria il titolare, il direttore sanitario ed il gestore del servizio di assistenza dei degenti della struttura ricettiva, ritenuti responsabili di non avere assicurato la formazione del personale sanitario e di non aver fornito validi dispositivi di protezione individuale. Agli stessi e' stata inoltre contestata la mancata predisposizione di idonee misure organizzative previste dai protocolli sanitari, causando una rapida diffusione dell'infezione che ha interessato tutti i pazienti, gli operatori sanitari e i dipendenti della struttura. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Ad Avellino ancora dad alle superiori e arriva l’esposto Codacons. Inoltrata la denuncia alla procura della Repubblica stamattina dal Codacons. Festa finisce sotto attacco. Insomma, le scuole superiori chiuse ad Avellino scatenano la storica associazione dei consumatori. Un caso unico, quello del capoluogo irpino che in un anno ha contato solo tre settimane di lezioni in presenza. Dad anche per questa settimana per diretta ordinanza del sindaco Gianluca Festa e scende in campo il Codacons Campania con il vice presidente nazionale, l’avvocato Matteo Marchetti, che ha annunciato che oggi presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Avellino. Il provvedimento del sindaco aveva detto il prefetto di Avellino, Spena -non è in linea con le indicazioni del Governo, della Regione e dell’Asl. Lo stesso prefetto aveva invitato tutti i sindaci a collaborare. Dal canto suo il primo cittadino di Avellino ha più volte ribadito la necessità di proseguire in dad visto l’alto numero di contagi in provincia e visto che la maggior parte degli studenti delle superiori arriva in città dai comuni irpini Intanto il covid continua ad uccidere: un morto al Moscati e sono 37 i nuovi casi ma su appena 438 tamponi. A perdere la vita un 73enne di Capriglia Irpina, che era ricoverato dallo scorso 13 aprile. Il sindaco Nunziante Picariello, a nome della giunta, del consiglio comunale e della popolazione ha espresso vicinanza e cordoglio ai familiari dell’anziano. Nelle aree Covid dell’azienda Moscati risultano ancora 58 ricoverati e i malati sono sempre più giovani. Ancora scuole costrette a sospendere le lezioni in presenza. Insegnante positiva e chiude la scuola di Forino- «A seguito del riscontro della positività di un’insegnante della scuola dell’Infanzia Gianni Rodari ho provveduto, immediatamente, alla chiusura in via cautelare e precauzionale del plesso scolastico per la giornata di martedì 11 maggio”. OTTO PAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Montoro. I carabinieri della compagnia di Solofra, su delega della Compagnia di Cassano d’Adda (Mi), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Milano, nei confronti di due coniugi (lui 60enne, lei 59enne), entrambi di Montoro. Mentre è scattato l’obbligo di dimora per un 36enne, attualmente irreperibile, accusati per importazione aggravata e continuata di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dalla compagnia carabinieri di Cassano d’Adda (MI) e coordinata dalla Procura di Milano, trae origine dal controllo effettuato il 15 dicembre 2020 a Vignate (MI) dai militari della Stazione di Melzo nei confronti dei tre indagati, sorpresi in circostanze ambigue; i tre campani stavano infatti tentando di disfarsi in un terreno agricolo di mangime per animali occultato in una cassa in legno preveniente da Malaga (Spagna), ritirata personalmente dagli stessi da un’azienda di spedizioni internazionali con sede a Vignate, ove era in fermo deposito. Dai successivi approfondimenti, si è quindi ricostruito che i due coniugi avevano commissionato la citata società di trasportare dalla Spagna un analogo bancale diretto ad una società maltese, giunto in azienda il 18 dicembre 2020, sebbene in tale circostanza i committenti avevano deciso di non presenziare, alla luce del controllo di polizia dei giorni precedenti. Per tale motivo, tenuto conto dell’onerosità del trasporto (superiore al valore del contenuto) d’intesa con la Procura di Milano i carabinieri hanno ispezionato la cassa, rinvenendo all’interno alcune valigie contenenti panetti di hashish per un peso complessivo di 256 chilogrammi. Le attività investigative, sviluppatesi dall’analisi ad ampio raggio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dalla documentazione delle spedizioni e dei relativi pagamenti e dall’esame del traffico delle utenze telefoniche in uso agli indagati, hanno consentito di ricostruire che tra il novembre e il dicembre 2020, in quattro occasioni (tra cui il sequestro del 18 dicembre 2020), i due coniugi, tramite aziende cessate o inesistenti con sede in provincia di Avellino, avevano commissionato alla società di Vignate il recupero da un’omologa azienda di Malaga di ulteriori bancali diretti ad una società maltese, contenenti verosimilmente il medesimo quantitativo di sostanza stupefacente, celato da materiale organico di scarto (mangime o fibre di cocco). Le quattro spedizioni erano state commissionate dai due coniugi i quali, grazie al materiale contributo del 36enne, gravato da precedenti penali per stupefacenti, in tutte le occasioni mediante noleggio di autovetture avevano ritirato personalmente uno dei bancali trasportati. In occasione del sequestro del 18 dicembre, le analisi di laboratorio hanno evidenziato l’alto principio attivo dell’ingente stupefacente sequestrato, dal quale era possibile ricavare 1,5 milioni di singole dosi per un valore complessivo di 1 milione di euro circa. Sono in corso accertamenti finalizzati a ricostruire il flusso di destinazione dei carichi di droga, tenuto conto che l’azienda di destinazione con sede a Malta è inesistente. I carabinieri della compagnia di Solofra, su delega della Compagnia di Cassano d’Adda (Mi), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Milano, nei confronti di due coniugi (lui 60enne, lei 59enne), entrambi di Montoro. Mentre è scattato l’obbligo di dimora per un 36enne, attualmente irreperibile, accusati per importazione aggravata e continuata di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dalla compagnia carabinieri di Cassano d’Adda (MI) e coordinata dalla Procura di Milano, trae origine dal controllo effettuato il 15 dicembre 2020 a Vignate (MI) dai militari della Stazione di Melzo nei confronti dei tre indagati, sorpresi in circostanze ambigue; i tre campani stavano infatti tentando di disfarsi in un terreno agricolo di mangime per animali occultato in una cassa in legno preveniente da Malaga (Spagna), ritirata personalmente dagli stessi da un’azienda di spedizioni internazionali con sede a Vignate, ove era in fermo deposito. Dai successivi approfondimenti, si è quindi ricostruito che i due coniugi avevano commissionato la citata società di trasportare dalla Spagna un analogo bancale diretto ad una società maltese, giunto in azienda il 18 dicembre 2020, sebbene in tale circostanza i committenti avevano deciso di non presenziare, alla luce del controllo di polizia dei giorni precedenti. Per tale motivo, tenuto conto dell’onerosità del trasporto (superiore al valore del contenuto) d’intesa con la Procura di Milano i carabinieri hanno ispezionato la cassa, rinvenendo all’interno alcune valigie contenenti panetti di hashish per un peso complessivo di 256 chilogrammi. Le attività investigative, sviluppatesi dall’analisi ad ampio raggio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dalla documentazione delle spedizioni e dei relativi pagamenti e dall’esame del traffico delle utenze telefoniche in uso agli indagati, hanno consentito di ricostruire che tra il novembre e il dicembre 2020, in quattro occasioni (tra cui il sequestro del 18 dicembre 2020), i due coniugi, tramite aziende cessate o inesistenti con sede in provincia di Avellino, avevano commissionato alla società di Vignate il recupero da un’omologa azienda di Malaga di ulteriori bancali diretti ad una società maltese, contenenti verosimilmente il medesimo quantitativo di sostanza stupefacente, celato da materiale organico di scarto (mangime o fibre di cocco). Le quattro spedizioni erano state commissionate dai due coniugi i quali, grazie al materiale contributo del 36enne, gravato da precedenti penali per stupefacenti, in tutte le occasioni mediante noleggio di autovetture avevano ritirato personalmente uno dei bancali trasportati. In occasione del sequestro del 18 dicembre, le analisi di laboratorio hanno evidenziato l’alto principio attivo dell’ingente stupefacente sequestrato, dal quale era possibile ricavare 1,5 milioni di singole dosi per un valore complessivo di 1 milione di euro circa. Sono in corso accertamenti finalizzati a ricostruire il flusso di destinazione dei carichi di droga, tenuto conto che l’azienda di destinazione con sede a Malta è inesistente. DI PAOLA IANDOLO OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La donna è deceduta per soffocamento. Sul drammatico episodio indagano i militari dell’Arma AVELLINO – Uccide la moglie e poi si costituisce. Femminicidio questa mattina ad Avellino dove un anziano ha ucciso la propria moglie ed ha poi avvisato i carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo irpino. Gli immediati accertamenti, eseguiti presso l’appartamento di Via Iannaccone, del capoluogo irpino hanno confermato la morte della donna, una 83enne, verosimilmente per soffocamento. Sul drammatico episodio sono in corso indagini da parte dei Carabinieri. IL MERIDIANO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Attimi tensioni stamani intorno alle 9 al centro vaccinale del Campo Coni di Avellino dove un uomo ha minacciato di darsi fuoco con una tanica di alcol. Sul posto Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e un’ambulanza del 118. L’uomo avrebbe compiuto il gestito per far valere le proprie ragioni: a suo dire, lui e la madre – in quanto soggetti fragili – avrebbero dovuto ricevere il vaccino. “L’ho fatto per mia madre, c’è stato un malinteso con il medico di base, non sono un esempio da imitare” ha dichiarato il soggetto una volta che gli animi si sono placati. IRPINIA NEWS
INSERITO DA MORENA MOTTA Nella mattinata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, ha avuto luogo l’udienza di convalida dell’arresto di Elena Gioia e Giovanni Limata, i due fidanzatini accusati di aver pianificato ed eseguito l’omicidio di Aldo Gioia. Il delitto avvenuto la sera del 23 aprile.
I due ragazzi si sono presentati poco dopo le 10.30 dinanzi al Gip Paolo Cassano. La 18enne figlia del geometra brutalmente assassinato è difesa dal noto avvocato Vanni Cerino.
Giovanni Limata, invece, sarà difeso dall’avvocato Mario Villani del foro di Benevento, dopo la rinuncia da parte degli avvocati Picca e Tuccia (quest’ultimo assegnato d’ufficio).
Queste le dichiarazioni dell’avvocato Vanni Cerino: "Elena Gioia si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Quindi, allo stato attuale delle cose, è tutto rimandato. Al momento era molto provata. Adesso ci sarà un Riesame e valuteremo gli atti del processo”.
Così, invece, l’avvocato Villani: “Giovanni si è avvalso della facoltà di non rispondere. È un momento molto difficile per lui e per la sua famiglia. La situazione è da chiarire sotto diversi aspetti. Questo è un dramma che va oltre l’umana comprensione. Abbiamo pochi elementi a disposizione. Oggi è stato conferito l’incarico e sentiremo le risultanze della perizia. Ho avuto modo di parlare pochi secondi con il ragazzo. I genitori del ragazzo sono frastornati e vogliono capire cosa è successo”.
La sera del delitto. Aldo Gioia, 53 anni di Avellino, è stato assassinato la sera di venerdì 23 aprile da Giovanni Limata, 23 anni di Cervinara, che sarebbe entrato in casa della vittima grazie alla complicità della figlia 18enne, Elena Gioia. Il giovane 23enne, con qualche precedente per spaccio di droga e aggressione, in passato si sarebbe già reso protagonista di gravi episodi di violenza, ma mai con l'efferatezza della sera dell'omicidio. Atteggiamenti molto più che discutibili che avevano indotto Aldo Gioia a osteggiare la relazione della figlia. Nell’ultimo periodo svariati erano stati gli alterchi consumati spesso tra le mura domestiche, l’ultimo dei quali, venerdì sera, si è tramutato nel terribile delitto che vedeva la collaborazione criminale tra i due fidanzati. Elena, infatti, dopo l'aggressione ha favorito la fuga del ragazzo a Cervinara e, rimanendo nell'abitazione, ha inscenato una rapina.
INSERITO DA ANGELA CECERE Riprendono al Convitto Nazionale “ P. Colletta” di Avellino le tante attività extracurricolari che arricchiscono l’offerta formativa del noto istituto cittadino. Avellino. Dopo la pausa pasquale, riprendono al Convitto Nazionale “ P. Colletta” di Avellino le tante attività extracurricolari che arricchiscono l’offerta formativa del noto istituto cittadino. Nell’ambito del corso Pon “Legislazione nazionale e sovranazionale per la difesa dei diritti dell’uomo” agli studenti del Convitto verrà offerta l’occasione di confrontarsi con il dott. Andrea Iacomini, portavoce Unicef, di origini abruzzesi, il quale, dopo studi liceali a Roma, si è laureato alla Luiss in Scienze politiche ( con indirizzo internazionale e comunitario), per poi diplomarsi alla Scuola di giornalismo dell’Università di Tor Vergata. Promotore della campagna “Tutti giù per terra”, per sensibilizzare sulla morte per mare di piccoli innocenti, ha visitato molti campi profughi in Ghana, Sierra leone, Libano, Siria, Giordano. E’ suo il monologo multimediale “In viaggio”, fatto di immagini , storie , video, presentato in tutta Italia. Insignito di diversi premi letterari, è membro della giuria del Premio Rai “Lucchetta Hrovatin Ota” che si tiene a Trieste. Tra le sue pubblicazioni spicca “Il giorno dopo”, romanzo autobiografico in cui si racconta di Enrico, alter ego dello scrittore, il quale supera ansie personali, entrando a contatto con i drammi della guerra siriana, raccontata dallo scrittore quando veniva considerata una piccola scaramuccia medioorientale. Diversi saranno, dunque, i possibili punti di riflessione per un incontro su piattaforma Meet, che sarà moderato dalla Prof.ssa Angela Nardiello, esperta del percorso Pon, in collaborazione con la Prof.ssa Irene Massaro. Convinta sostenitrice dell’iniziativa la Prof.ssa Maria Teresa Brigliadoro, Dirigente dell’istituto, che sarà presente on line, accanto ai ragazzi dell’istituto, i quali sono stati già sensibilizzati ai temi dei diritti negati, con adeguati percorsi di cineforum e di educazione alla cittadinanza globale, in conformità con gli obiettivi dell’Agenda 2030.