Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. E’ stato ascoltato in Procura il consigliere comunale di Avellino Ettore Iacovacci. Il magistrato lo ha voluto sentire in seguito all’incendio della sua vettura, avvenuto lo scorso sabato notte, nei pressi della sua abitazione di Contrada Archi. Il fuoco è divampato dal vano motore e secondo il consigliere poteva dipendere da un guasto alla centralina elettrica. Invece, gli inquirenti voglio vederci chiaro e probabilmente non si tratta di un semplice corto circuito. I carabinieri che indagano sul caso ipotizzano anche un atto doloso. Le indagini sono in corso.
INSERITO DA ANGELA CECERE Gli infermieri delle strutture pubbliche e private racconteranno l'esperienza vissuta Avellino. Li hanno definiti gli eroi della pandemia. Hanno visto il dramma di chi non ce l'ha fatta, soffocato dal virus, ma hanno anche gioito per chi, invece, il maledetto covid l'ha sconfitto. Sono stati solo loro a dare conforto ai pazienti infetti, costretto a lottare isolati dai parenti nelle corsie di ospedali e cliniche. Ed ora è il momento di riconoscere lo straordinario impegno dimostrato ma anche di raccontare quello che hanno vissuto, loro che hanno visto da vicino la vera sofferenza. L'occasione è offerta dalla giornata dell'infermiere che è stata organizzata per sabato 21 presso la sala blu dell'ex carcere borbonico con un tema significativo: “L'ordine delle professioni infermieristiche si racconta”. “Senza infermieri – si legge nella nota che annuncia l'iniziativa – non c'è prossimità territoriale e le cure del paziente rischiano di essere abbandonate”. Saranno proprio loro gli infermieri di strutture pubbliche, come il vicepresidente dell'Opi di Avellino, Modestino Matarazzo, che guida la squadra in servizio alla rianimazione del Moscati, o di cliniche private, come Salvatore De Feo, pazient manager della clinica Montevergine di Mercogliano, a raccontare la loro esperienza. E ci sarà una folta rappresentanza delle donne e uomini che sono impegnati nel campo infermieristico in Irpinia. Un appuntamento davvero molto importante che vedrà la partecipazione del presidente della commissione regionale della sanità, Enzo Alaia, del presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, e del sindaco di Avellino, Gianluca Festa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Chiusura del servizio di medicina sportiva al Centro Australia di Avellino: il consigliere regionale Vincenzo Ciampi deposita una interrogazine alla Giunta regionale. «Ho depositato una interrogazione alla Giunta regionale della Campania relativa alla chiusura del servizio di medicina sportiva dell'Asl di Avellino presso il centro Australia nel capoluogo. Si tratta di una struttura a cui si rivolgono sportivi, studenti e le stesse scuole per ottenere a titolo gratuito la certificazione di idoneità allo sport di tipo agonistico, non-agonistico e ludico-motorio. Il servizio ad Avellino è chiuso da gennaio a causa del pensionamento del responsabile. Attualmente è possibile effettuare le visite preliminari al rilascio delle certificazioni soltanto ad Ariano Irpino, presso l'ospedale Frangipane, dove la lista di attesa arriva a 45 giorni. Ovviamente per i certificati si può andare a pagamento dai privati. Tra le funzioni del centro c'è quella, ritenuta essenziale dalla Federazione medico sportiva italiana, del rilascio dell'idoneità agli atleti non professionisti guariti dal covid. I medici sportivi italiani ricordano come sia proprio il Ministero della Salute a indicare specifici iter diagnostici per la certificazione relativa all'attività sportiva, iter da svolgersi presso i centri come quello che operava ad Avellino, città sede tra l’altro della maggior parte delle scuole e delle società sportive della provincia. Con l'occasione ricordo che sono ancor in attesa che il manager dell'azienda sanitaria apra i laboratori di analisi/centri prelievi pubblici, come aveva promesso all'indomani della mia interrogazione, proposta oltre un mese fa, sulla carenza di queste strutture nel capoluogo. Il termine di fine aprile da lei indicato è trascorso e noi non vogliamo vivere di promesse».
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Televisori, batterie di auto, pneumatici: i volontari di Legambiente, delle altre associazioni impegnate nella cura dell'ambiente e del comitato spontaneo "Rinascita del Fenestrelle" hanno ritrovato di tutto nella zona del Parco del Fenestrelle ad Avellino, nella giornata nazionale dedicata alla pulizia di spiagge e fondali. Di buon ora, armati di palette e guanti si sono rimboccati le maniche per ripulire l'area da tutta l'immondizia partendo da largo Scoca fino ad arrivare al fiume. "Abbiamo più volte segnalato gli scarichi fognari ma nessuno fa qualcosa per porre rimedio a questo degrado". Il parco del Fenestrelle è al centro di un ambizioso progetto intercomunale con il capoluogo, Mercogliano, Monteforte Irpino e Atripalda che puntano ad ottenere la valenza regionale per accedere ai finanziamenti e riqualificare tutta l'area con la nascita di un parco urbano e di una promenade lungo le sponde del fiume. L'appello però è quello di fare presto, non perdere altro tempo perchè tutta l'area è degradata, in molti punti una vera discarica a cielo aperto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Da ieri mattina nel carcere di Bellizzi, il 40enne A.A. di Avellino, difeso dall’avvocato Costantino Sabatino, potrà chiarire la sua posizione domani, durante l’interrogatorio di garanzia. L’uomo, dipendente delle Poste di Avellino, è stato arrestato nell’ambito di una inchiesta su truffe per la compravendita on-line di auto di lusso, orologi di marchi di pregio come la Rolex e olio industriale condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Genova e coordinata dalla Procura di Napoli che ha portato all’arresto di 59 persone in tutta Italia. Il 40enne, che presta servizio in un ufficio postale del capoluogo irpino, deve rispondere dei reati di associazione a delinquere, truffa, falso e accesso abusivo agli atti informatici. I fatti a lui contestati riguardano il periodo del 2018, quando prestava servizio presso l’ufficio postale di Mercato San Severino. Secondo l’accusa, avrebbe messo all’incasso titoli poi risultati falsi e, in base a quanto sostengono gli inquirenti, sarebbe stato a conoscenza dell’attività criminosa, fornendo un proprio contributo al sodalizio avendo accesso al sistema informatico. La maxi-inchiesta ha interessato diverse province italiane e ha portato a 59 arresti, 46 in carcere e 13 ai domiciliari. Le indagini sono partite dalla com- pravendita di costose auto di grossa cilindrata, come suv e Audi “R8”. Alcuni indagati, fingendosi acquirenti, si facevano inviare via whatsapp dal venditore le immagini del libretto di circolazione della vettura in vendita che poi duplicavano. Con quelle foto pubblicavano anche loro un annuncio di vendita sul web e, una volta individuato l’acquirente giusto, lo costringevano a inviare una foto dell’assegno circolare a loro intestato con la cifra d’acconto concordata. A questo punto veniva replicato l’assegno e incassato. La banda di truffatori aveva ramificazioni in Lombardia e Friuli Venezia Giulia e si avvaleva di quattro batterie operative. Nella seconda banda figurano anche dipendenti infedeli delle Poste Italiane, i quali, per gli inquirenti, attraverso indebiti accessi agli archivi informatici dell’azienda, fornivano i nomi di persone molto anziane o emigrate da tempo all’estero titolari di buoni fruttiferi in lunga giacenza o emittenti vaglia postali d’ingente valore. I buoni e i vaglia venivano clonati e incassati dai truffatori, con l’aiuto degli impiegati, utilizzando documenti falsi.
INSERITO DA ANGEL CECERE Sequestri di immobili, società e distributori di carburante per un valore di circa tre milioni di euro Questa notte, a conclusione di complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, supportati principalmente dai militari di Napoli (nonché di Salerno, Varese, Venezia, Roma, Frosinone, Latina, Milano, Brescia, Lodi, Novara, Avellino, Pordenone), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 59 persone (46 custodia in carcere e 13 in regime di arresti domiciliari), emessa dal Tribunale di Napoli, appartenenti a tre sodalizi criminali specializzati nella commissione di truffe operanti su gran parte del territorio nazionale. Per quanto riguarda il capoluogo irpino, a finire in manette è stato un dipendente delle Poste di Avellino. Tra gli ulteriori principali reati contestati: falsità in titoli di credito e possesso di documenti di identificazione falsi, sostituzione di persona, intercettazione/impedimento illecito delle comunicazioni telefoniche, irregolarità nella ricezione e stoccaggio finalizzata alla sottrazione dell’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli oli minerali, riciclaggio ed autoriciclaggio. La 1^ associazione per delinquere, avente base direttiva e logistica a Napoli, con ramificazioni in Lombardia e Friuli Venezia Giulia, agiva nell’ambito delle compravendite on-line di autovetture di pregio utilizzando quattro batterie operative. In particolare, dopo preliminari contatti telefonici, ai telefonisti (truffatori) subentravano altri sodali che sotto false identità concludevano di persona le trattative consegnando agli inserzionisti assegni circolari falsi emessi da un inesistente ufficio postale creato allo scopo dall’organizzazione, che ne faceva comparire, tramite finte pagine web, i riferimenti sui principali motori di ricerca. Con altro modus operandi, i sodali si proponevano anche come sedicenti venditori di veicoli; infatti, utilizzando immagini del mezzo e dei documenti di circolazione ottenute via “whatsapp”, nel corso delle trattative avviate come acquirenti duplicavano sui siti specializzati l’originale inserzione di vendita sostituendosi al vero proprietario ed indicando un prezzo d’acquisto decisamente conveniente. Contattati su un’utenza dedicata riportata in annuncio, i sodali richiedevano agli ignari compratori di emettere a favore del falso venditore un assegno di caparra o coprente l’intera cifra e di anticiparne l’immagine via “whatsapp” come garanzia dell’impegno all’acquisto, rimandando la materiale consegna del titolo e della vettura ad un incontro con la vittima fissato a distanza di qualche giorno ed a cui non si sarebbero presentati. L’organizzazione, infatti, sfruttava quel lasso di tempo per riprodurre, a mezzo propri falsari e stamperia, l’assegno ricevuto in fotografia, incassandolo senza incorrere in alcun problema di “bene emissione” considerata la correttezza dei dati in esso riportati, corrispondenti a quelli del titolo originale contraffatto. Tra gli indagati anche dipendenti delle poste che, tramite indebiti accessi agli archivi informatici dell’Ente, fornivano i nominativi di persone molto anziane od emigrate da tempo all’estero che risultavano titolari di buoni fruttiferi in lunga giacenza o emittenti vaglia postali d’ingente valore. I buoni ed i vaglia venivano successivamente clonati ed incassati con l’aiuto degli stessi impiegati da sodali o soggetti compiacenti, sostituitisi ai legittimi titolari/beneficiari utilizzando documenti falsi. Il 2° sodalizio criminale, con base direttiva e logistica anch’esso a Napoli e ramificazioni in Friuli Venezia Giulia, si avvaleva di cinque batterie operative per commettere la stessa tipologia di truffe ma utilizzando una diversa modalità esecutiva, seppur con l’utilizzo di assegni circolari falsi, emessi da istituti bancari realmente esistenti. Il sodalizio era specializzato nella compravendita on-line di beni di lusso fra cui orologi di noti marchi, vetture di grossa cilindrata e pregiati prodotti alimentari. Le vittime si recavano presso la propria filiale bancaria per verificare la genuinità dell’assegno in compagnia di uno dei truffatori che avvisava un altro complice, risultato essere il promotore dell’organizzazione, che sfruttava le competenze professionali acquisite nei venti anni trascorsi come tecnico alle dipendenze della società “SIP”. Infatti, allorquando i cassieri della banca contattavano telefonicamente l’istituto emittente l’assegno (falso) per verificarne la “bene-emissione”, non colloquiavano in realtà con i colleghi dell’altra banca ma con il predetto truffatore che, collegandosi con apposita strumentazione alle centraline telefoniche nelle vicinanze di alcuni istituti di credito campani, ne deviava le telefonate in entrata assicurando la genuinità dell’assegno, che solo in un secondo momento risulterà falso. I truffatori in questo modo si facevano consegnare i beni in vendita. La 3^ associazione per delinquere, stanziale a Napoli in ogni assetto strutturale, è risultata coinvolta nell’importazione dall’est Europa di olio industriale a mezzo cisterne accompagnate da false bolle di trasporto. L’olio stoccato in un deposito sito nell’area salernitana veniva illecitamente miscelato con il gasolio allo scopo di allungarne la quantità per incrementare i ricavi derivanti dall’erogazione al dettaglio presso nove impianti di distribuzione ubicati nelle province di Napoli e Salerno, controllati dal sodalizio. I proventi illeciti venivano progressivamente reimpiegati nella costituzione di società-cartiere operanti nello specifico settore, nei cui capitali confluivano anche i numerosi beni immobili e mobili acquistati nel tempo dal sodalizio per riciclare il denaro.L’attività investigativa dei carabinieri, che ha permesso di contestare agli indagati ben 70 (settanta) episodi di truffa, per un conseguito profitto illecito complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro, ha consentito il sequestro di denaro, immobili, società e distributori di carburante riconducibili a vario titolo ai principali indagati per un valore complessivo stimato intorno ai 2 milioni e 700mila euro, nonché il sequestro di un appartamento adibito a stamperia unitamente a numerosi apparati informatici per la stampa professionale di banconote, documentazione contabile e titoli bancari/postali.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Il Centro di raccolta comunale dei rifiuti si farà, come previsto in via Zoccolari, nell'area ell'ex Cecchini oggetto di apposito Protocollo d’Intesa sottoscritto tra l’Amministrazione comunale e Air. Un’area per la quale il Comune paga un fitto all’Air , ma si punta a riscattare con la formula del rent to buy. I fondi, pari a 336 mila euro, necessari per il progetto esecutivo e per la realizzazione delle opere, saranno anticipati dalla società provinciale dei rifiuti Irpiniambiente e troveranno copertura sul canone comunale dovuto. A due anni dalla chiusura di Campo Genova dunque l'amministrazione comunale mette mano al progetto approvato da dallo scorso dicembre.
INSERITO DA ANGELA CECERE Gesualdo. Restano gravissime le condizioni di Peter, il 16enne di Gesualdo arrivato in fin di vita al Moscati lunedì pomeriggio. Un proiettile di pistola gli ha trapassato il cranio fuoriuscendo, causandogli lesioni interne gravissime, che hanno imposto l'esecuzione in urgenza di un intervento delicatissimo. Ieri sera nel suo paese, Gesualdo, si svolta una fiaccolata dal Convento dei Cappuccini fino alla chiesa di San Nicola. La comunità si è riunita per pregare e per sperare che Peter possa salvarsi e tornare a casa. Secondo una primissima ricostruzione Peter avrebbe preso la pistola, legalmente detenuta dai genitori,per allontanarsi da casa. Poi l'esplosione e quel colpo che gli ha trapassato la testa. Un gesto forse dettato dallo sconforto, o untragico incidente. Due ipotesi su cui indaga la Procura. Il magistrato ha disposto una serie di verifiche su un armadio che conteneva anche fucili da caccia detenuti legalmente dal padre del giovane. Ma sono stati sequestrati anche telefonino e pc del ragazzo per ricostruire quanto accaduto, eventuali eventi che possano averlo turbato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Sentenza di condanna annullata con rinvio. Questa la decisione della Cassazione che ha accolto degli avvocati difensore del dottore Carlo Iannace, primario dell’ospedale Moscati di Avellino. Ora gli atti passano di nuovo davanti alla Corte d’Appello, che aveva riformato parzialmente la condanna di primo grado, con una diminuzione di pena nei confronti del dottore e facendo venire meno l’accusa di peculato. Ed ora sarà nuovamente la stessa Corte a doversi pronunciare sulle condotte ascritte al dottore Carlo Iannace. L’indagine è partita nel 2006 e condotta dalla Guardia di Finanza, in seguito alla denuncia di un aiuto primario che aveva segnalato presunte irregolarità all’interno del reparto nel quale si svolgevano operazioni estetiche fatte passare per interventi su patologie tumorali. In primo grado il tribunale di Avellino aveva inflitto al dottore Iannace una condanna a sei anni, ridotta a 4 in Appello.
INSERITO DA ANGELA CECERE La polemica dopo la nomina di Costantino Giordano a vicepresidente Avellino. La narrazione del decaduto presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, con la quale oggi, in conferenza stampa, ha deliziato l'intera Irpinia, è a metà via tra il ridicolo e il grottesco e porta le istituzioni irpine ad un livello così basso che mai si è visto prima. Da 5 giorni, da quando è stata depositata la sentenza del Tar che ha determinato la decadenza del Presidente dell'Amministrazione provinciale, l'intera Irpinia discute se la reggenza debba andare, in mancanza di un vicepresidente, al consigliere piu votato o a quello che è piu anziano di età. Discussione che ha coinvolto anche il Prefetto di Avellino, che è stato investito della vicenda dal Direttore Generale. Si sono susseguiti, intanto, riunioni concitate in alcune segreterie di consiglieri regionali dove si è chiesto conto a Buonopane del perché della mancata nomina del vice presidente dell’Amministrazione provinciale. Lo stesso presidente decaduto, a mezzo comunicato stampa, si è detto contrariato dalla sentenza del tar perché, a suo dire, avrebbe creato confusione nella guida dell'Ente. Ebbene, dopo cinque giorni di discussioni ai vari livelli, nel pomeriggio di oggi il decaduto presidente ha annunciato che il 26 aprile ha firmato il decreto di nomina del vicepresidente e di averlo trasmesso al direttore Generale in tarda mattinata, dopo che la stessa aveva già coinvolto il Prefetto per dirimere la questione relativa all'anzianita dei consiglieri eletti. Tale decreto è stato poi pubblicato all'albo in maniera del tutto irrituale solo nel pomeriggio di oggi e pure privo di protocollo. Al di là delle conseguenze politiche dei fatti descritti, che pure sono significative, riteniamo che la Procura della Repubblica debba intervenire per accertare se in tutto quanto accaduto qualcuno abbia violato o meno le leggi in vigore. Pertanto, domani alcuni consiglieri si recheranno presso gli uffici della Provincia al fine di ricostruire l'iter seguito per adottare il presunto decreto di nomina del vicepresidente. Saranno successivamente investite la Prefettura e la Procura della Repubblica e lo stesso presunto decreto sarà impugnato innanzi al Tar.