Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Stava andando allo stadio "Partenio Lombardi" per seguire l'Avellino contro il Foggia Raffaele Capolupo, il 35enne travolto da un'auto mentre percorreva via Scandone a bordo del suo scooter. Le sue condizioni sono molto gravi. A lui ha dedicato un pensiero anche la sindaca di Avellino Laura Nargi che in un post sui social ha scritto: "Sto vivendo queste ore con forte apprensione per le sorti di Raffaele, il 35enne che è stato ricoverato d’urgenza al “Moscati” di Avellino e che lotta con tutte le sue forze dopo il tremendo incidente avvenuto in serata nei pressi dello Stadio Partenio Lombardi. Con il cuore pieno di speranza sono vicina alla sua famiglia e ai suoi amici che adesso gli si stringono attorno con immenso amore. Forza Raffaele, non mollare. La città è tutta con te". Proseguono intanto le indagini per ricostruire l'incidente che si è verificato a poca distanza dalla rotatoria di via Scandone lungo l'arteria che porta allo stadio. Il conducente dell'auto è stato sottoposto ai test antidroga.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Assolti con la formula "perché il fatto non sussiste". Si è conclusa così la vicenda giudiziaria iniziata nel 2017 e che ha visto al banco degli imputati l'ingegnere, ex dirigente provinciale del servizio edilizia scolastica Giovanni Micera e l'ex presidente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta, difesi dagli avvocati Concetta Mari e Nello Pizza. I due imputati nel corso dell'istruttoria dibattimentale hanno anche rinunciato alla prescrizione. Una vicenda iniziata nel lontano 2017 Il caso ebbe inizio il 3 novembre 2017, quando i carabinieri apposero i sigilli alla storica sede del Liceo Scientifico P.S. Mancini di Avellino, che ospitava gli alunni dal 1930. Il sequestro venne disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino. La procura riteneva che l’edificio fosse a rischio a causa della fragilità dei solai della palestra, nonostante una perizia della Provincia di Avellino depositata nelle settimane precedenti avesse escluso tali pericoli. La perizia del professore Luigi Petti, redatta dopo aver scandagliato il Mancini per oltre quattro mesi, aveva rassicurato tutti sulle condizioni dell'immobile. Per il professore Petti l'indice di rischio sismico era pari a poco più di 0,3. in quella sede furono anche segnalati alcuni interventi per migliorare le condizioni dell'edificio. La diaspora degli iscritti Da quel momento, i 1.219 alunni del liceo si ritrovarono senza una sede scolastica, successivamente reperita dall’Ufficio Scolastico Regionale di Avellino, guidato all’epoca dal Provveditore Rosa Grano e dallo stesso Presidente della Provincia, Domenico Gambacorta. La vicenda non lasciò inermi gli studenti che organizzarono diverse manifestazioni studentesche, le stesse famiglie degli alunni che avviarono diversi ricorsi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. "Sussiste più del fumus commissi delicti necessario per emettere un decreto di sequestro preventivo". Conclusioni a cui sono giunti i giudici del Tribunale di Avellino nell’ ordinanza emessa in data 27 aprile 2024 e nella quale è stata confermata l'esistenza di clan dedito alle aste giudiziarie: “I dati processuali acquisiti al termine del dibattimento hanno restituito, con granita certezza, la prova dell’esistenza di un sodalizio di natura camorristica caratterizzato dalla compartecipazione criminale di Galdieri Nicola, Dello Russo Carlo, Genovese Damiano, Forte Livia, Aprile Armando Pompeo e Pagano Beniamino. Trattasi di sodalizio criminoso del tutto distinto che non vede tra gli imputati Galdieri Nicola e Dello Russo Carlo. L’associazione criminale in parola ha operato con le modalità tipiche delineate dall’articolo 416 bis e non è possibile alcuna lettura alternativa degli atti processuali, data, in particolar modo, la schiacciante valenza dimostrativa delle intercettazioni “telefoniche ed ambientali” acquisite nel processo, di per sé già altamente rilevatrice dell’ allarmante offensività dei fatti di causa, ma pure altresì riscontrata dalle prove dichiarative raccolte in giudizio”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Dolce Vita, si cambia strategia in attesa del deposito delle motivazioni. Negli uffici della Procura di Avellino si continua a lavorare sull'inchiesta che ha travolto il comune e l'ex sindaco Gianluca Festa. Ma dopo la sua scarcerazione - con l'annullamento di ben due misure cautelari degli arresti domiciliari da parte dei giudici della Corte di Cassazione - si pensa a firmare un avviso di proroga delle indagini per altri sei mesi, dopo l'archivazione definitiva del giudizio immediato. Avvisi che potrebbero essere notificati già in settimana.
INSERITO DA ANGELA CECERE "Denunciamo il grave impatto negativo che tale chiusura arrecherà ai nostri clienti/cittadini,e, i disagi che andranno a ricadere su una fetta della popolazione soprattutto quella piu’ anziana" Avellino. "Ancora una volta, come già accaduto nel recente passato, siamo costretti a dover denunciare, in maniera passiva, lo scempio che viene perpetuato nei confronti della nostra popolazione, dei nostri territori ,da parte dei poteri forti. Ormai privi di una classe politica e dirigente capace di difendere i diritti di noi cittadini e preservare il nostro già mediocre tenore di vita, giorno dopo giorno veniamo anche privati dei servizi essenziali." E' il grido di allerme della segreteria provinciale di Avellino, della federazione autonoma bancari italiani. "La Bper banca ha deciso, dopo aver chiuso poco più di due anni fa lo sportello di via Macchia, di chiudere anche la filiale allocata presso Collina Liguorini, decisione avallata dal direttore territoriale di turno. Purtroppo su tali decisioni noi del sindacato possiamo solo dissentire ,o cercare una mobilitazione per sensibilizzare l’animo di coloro che hanno preso tale decisione. Nello specifico si tratta dell’unico sportello bancario in città che fornisce al cittadino la custodia di suppellettili e oggetti di valore con volumetria maggiore di quelli facilmente preservabili nelle semplici cassette di sicurezza. Niente altro. Denunciamo il grave impatto negativo che tale chiusura arrecherà ai nostri clienti/cittadini,e, i disagi che andranno a ricadere su una fetta della popolazione soprattutto quella piu’ anziana che non he le competenze e le attrezzature informatiche per operare da remoto attraverso l’internet banking. Una volta le banche, acquisito l’utile d’esercizio, distribuivano quanto dovuto agli azionisti. Oggi prefissato il dividendo da distribuire agli azionisti di riferimento, e all’occorrenza per raggiungere il risultato, variano i parametri attingendo sempre alla voce “riduzione dei costi”. Chi paga tale atteggiamento e tale politica che mira a portare ancora piu’ dividendi agli azionisti e meno servizi alla clientela? I lavoratori e gli utenti. Da molto tempo, ormai, continuiamo a ripetere con decisione che è necessaria un’inversione di tendenza che necessita dell’intervento della politica per fermare l’emorragia che colpisce i territori più deboli del nostro paese. Continueremo a portare questa istanza in tutte le sedi e in tutti i luoghi di discussione affinché la forte e instancabile opera di sensibilizzazione possa invertire il trend relativo al fenomeno della desertificazione bancaria che, come noto, porta con sé forti impatti sociali oltre che economici. E’ ora che tutte le forze sociali e politiche si mobilitino in nome del bene comune".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. In settimana potrebbe arrivare la decisione anche l'ex dirigente comunale Filomena Smiraglia, indagata nell'inchiesta Dolce Vita, inizialmente sottoposta agli arresti domiciliari attenuati dal tribunale del Riesame e sostituita con l'interdizione dai pubblici uffici per un anno. Il suo legale, Marco Campora, ha presentato un'istanza di revoca della misura interdittiva, dopo l'annullamento delle due misure cautelari per l'ex sindaco Gianluca Festa dalla Corte di Cassazione e per l'architetto Fabio Guerriero. Per quest'ultimo a revocare la misura degli arresti domiciliari è stato il gip Giulio Argenio che nel prendere atto dell’annullamento della misura cautelare per Festa "pur prescindendo dal deposito delle motivazioni della sentenza della Cassazione, ha disposto la cessazione della misura per Guerriero per ragioni di giustizia sostanziale". Le contestazioni mosse nei suoi confronti Dalle indagini era emerso il meccanismo che gli indagati avevano realizzato per favorire il superamento delle prove per il concorso a tempo indeterminato, da funzionario tecnico D1 da parte dell’indagata M.C, dipendente dello studio professionale di Fabio Guerriero e sorella di un consigliere comunale di Frigento. I primi a confrontarsi sulla vicenda sono gli indagati Fabio Guerriero e l’ex dirigente comunale Filomena Smiraglia che ammette che difficilmente la ragazza M.C, avrebbe superato la prova scritta che presenta particolari difficoltà. Sul punto replica l’ex dirigente Smiraglia «è aleatoria in quanto la prova scritta prevede domande a risposta multipla». Dopodiché viene informato l’ex primo cittadino che mostra la propria disponibilità a dare una mano alla M.C.. Dunque Guerriero chiede all’ex primo cittadino se ha la possibilità di farle aver gli scritti e va avanti specificando che fare vincere il concorso a M.C., risulterebbe utile allo stesso Festa e al suo entourage. Guerriero precisa che M.C. è brava, è abile a districarsi tra i vari portali dedicati agli appalti pubblici. Festa dal canto suo ipotizza anche che a lei potrebbe essere riservata una prova più semplice rispetto agli altri. E Guerriero non perde occasione per ricordare a Festa che a quel punto M.C. mostrerà di sicuro totale fedeltà nei confronti del Festa e dei soggetti a lui legati. Dunque dopo il beneplacito dell’ex primo cittadino gli indagati organizzano prima come far avere le domande per la prova orale a M.C. e come istruire la candidata per scegliere la busta giusta. Fabio Guerriero e Filomena Smiraglia organizzano il tutto. Ipotizzano di chiamare i candidati in ordine alfabetico, cosa che effettivamente accadrà in sede di prova, senza fare sorteggi. Dalle intercettazioni successive emerge non solo che M.C. era in possesso delle domande il giorno prima della prova, ma conosceva anche gli abbinamenti domande- busta. Intercettazioni che qualora la Suprema Corte - nelle motivazioni - dovesse dichiarare inutilizzabili non potranno essere di supporto nella costituzione della prova nel corso di un eventuale processo a carico degli indagati. di Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. I vigili del fuoco di Avellino sono intervenuti sull'autostrada A 16 Napoli-Canosa, al Km. 37,700 in direzione Bari nel territorio del comune di Monteforte Irpino, per un incendio che ha visto coinvolta un'autovettura in transito. Le fiamme che hanno avvolto il veicolo sono state spente mettendo in sicurezza l'area, e sul posto la polizia stradale ha curato la viabilità che ha subito dei rallentamenti durante le operazioni di spegnimento. A bordo dell'auto un uomo ed una donna provenienti da Napoli e diretti ad Avellino, i quali sono riusciti a mettersi in salvo appena in tempo, e per loro oltre un comprensibile spavento nessuna conseguenza.
INSERITO DA ANGELA CECERE La curiosità Avellino. Era rimasto bloccato sulla sommità delle piante dei giardini di piazza Kennedy ad Avellino, in pericolo, suscitando l'attenzione di diverse persone le quali hanno subito pensato bene, di allertare la centrale operativa dei vigili del fuoco. Un intervento particolarmente elaborato, con l'impiego di una squadra operativa e il supporto necessario dell'autogru. Attimi di suspense e curiosità da parte dei tanti curiosi tra cui qualche bambino accorsi all'interno del parco e alla fine tra la gioia degli stessi caschi rossi l'operazione è andata a buon fine, con il recupero del piccolo gattino. Non è la prima volta che i vigili del fuoco, sempre pronti ad ogni evenienza effettuano un salvataggio del genere.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Comparirà domani mattina davanti al Gip del Tribunale di Avellino, Paolo Cassano, Felicetta Cava finita agli arresti domiciliari per la detenzione di una pistola calibro 6,35 scoperta nel corso di una perquisizione. La figlia del defunto boss Biagio Cava è fissato l’interrogatorio di convalida dell’arresto. Subito dopo la perquisizione la 41enne, difesa dagli avvocati Raffaele e Isidoro Bizzarro, è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. L’arma sequestrata dagli agenti della Mobile e da quelli del Commissariato di Lauro aveva anche un colpo in canna ed era perfettamente funzionante..Fekicetta Cava è costretta dal 2002 su una sedia a rotelle a causa delle gravi ferite rimediate nella cosiddetta "Strage delle Donne", l’agguato avvenuto in Via Cassese a Lauro, dove l’Audi 80 guidata dalla zia M.C. uccisa nell’agguato era stata bloccata da due vetture della famiglia Graziano. Nella “strage delle donne” perse la vita anche l'altra figlia del boss C.C. di appena sedici anni e la zia M. S.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Saranno discussi davanti ai giudici della VI Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione i ricorsi contro le misure cautelauri per l'ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa. I legali dell'ex primo cittadino - gli avvocati Luigi Petrilllo e Dario Vannetiello, quest'ultimo nominato solo per la Cassazione - hanno presentato sia il ricorso contro la misura del 18 aprile confermata dal tribunale del Riesame di Napoli, sia il ricorso per Saltum contro la misura cautelare notificata il 10 luglio dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e dai militari dell’aliquota di Pg delle Fiamme Gialle presso la Procura di Avellino. I giudici della Corte della Cassazione sono chiamati a valutare la sussistenza delle esigenze cautelari per l'ex primo cittadino, agli arresti domiciliari. La prima misura scattò per il tentativo di depistaggio MRelativamente alla condotta dell'ex sindaco sul depistaggio delle indagini, dagli atti emerge che lo stesso, dopo aver appreso del blitz dei carabinieri nelle stanze dei dirigenti (in data 29 febbraio e 1 marzo 2024), qualche giorno dopo, il 4 marzo, chiama un investigatore privato per avviare operazioni di ricerca di eventuali microspie presso l'ufficio del sindaco, operazioni che dimostrano come Festa, avendo in animo di far sparire il computer e i documenti, volesse accertarsi preventivamente dell'inesistenza di apparecchi che registrassero quanto avveniva all'interno dell'ufficio (tentativo che, tuttavia, non ha sortito l'effetto sperato, atteso che le microspie hanno ripreso interamente l'attività di depistaggio). Il giorno dopo smonta computer e altro materiale informatico e lo carica dentro a degli scatoloni e lo consegna a un uomo, non identificato, all'esterno dell'hotel del la ville. L'ordinanza contiene altri particolari relativi al concorso per vigile urbano. Si cerca di capire se siano state agevolate persone e soprattutto in cambio di cosa. I presunti episodi corruttivi che hanno fatto scattare la seconda ordinanza degli arresti domiciliari Sono quattro gli episodi corruttivi contestati ai sei indagati dagli inquirenti di Piazzale De Marsico. A loro avviso l’ex sindaco Festa, l’architetto Guerriero e i tre imprenditori M.C. di Sturno, F.A.C di Guardia dei Lombardi, E.P. di Avellino residente a San Martino Valle Caudina sottoposti a misura si sarebbero accordati per porre in essere un patto corruttivo che prevedeva delle specifiche dazioni di denaro in cambio di appalti per i lavori relativi alla “Riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica-Ambito Bellizzi” e di un “Nuovo Impianto Polivalente S. Pio Pietralcina” oltre ai lavori per la Porta Est. Per questi lavori secondo le ipotesi investigative dopo una prima dazione di cinquemila euro, consegnata dall’imprenditore che si era aggiudicato l’appalto a Fabio Guerriero ne sarebbero stati versati altri ventimila.