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animali

ANIMALI Il Bue

5 Ottobre 2021, 14:33pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Il Bue

INSERITO DA MORENA MOTTA Il bue, chiamato anche con il nome scientifico Bos taurus è un animale domestico assai diffuso. Appartenente alla famiglia dei bovidi, il bue è un animale assai vantaggioso per il lavoro dell’’uomo, aiutandolo fin dall’antichità ad arare la terra, trainare carri pesanti e molto altro ancora.

A seconda dell’età il maschio può avere denominazioni diverse, spesso confuse tra loro:

  • Vitello, cucciolo fino al primo anno di vita.
  • Manzo, castrato dal secondo al quarto anno di vita.
  • Bue, castrato che ha superato i 4 anni di vita.
  • Toro, non castrato, oltre i quattro di età.

Le varie razze di bovini inoltre si possono catalogare anche in:

  • razze da latte, a forma trapezoidale, ovvero le specie di montagna, tra cui segnaliamo la romagnola e la chianina.
  • razze da lavoro, molto robuste, caratterizzate da spalle e collo assai enormi; sono ad esempio la maremmana o la pugliese.
  • razze da carne, si caratterizza da una forma a parallelepipedo, utilizzate nella consumazione alimentare.

Caratteristiche del bue

Si presenta con una testa assai enorme, larga e un collo molto robusto. Caratterizzato da due corna fortissime, in grado di sollevare anche animali o persone più grandi di lui. Si differenziano per la loro elevata forza e la loro stazza, elementi che incutono molto spesso timore.

Il bue ha un peso che si aggira intorno ad un minimo di 147 fino ad arrivare a 1.363 kg. Mammiferi dal carattere un po’ scontroso e aggressivo, il bue è in grado di raggiungere i 20 anni di di vita, anche se è assai raro che muoia di vecchiaia a causa dell’allevamento e dell’uso che ne viene fatto dall’uomo.

Per quanto riguarda il colore del manto, esso si presenta in diverse tonalità differenti tra loro in base alla razza di appartenenza.

Alimentazione del bue

il bue è un animale erbivoro, si nutre prevalentemente di erbe e steli, riuscendo a consumare fino a 70 kg di cibo in un solo giorno!

Il bue possiede uno stomaco diviso in quattro camere, ciò infatti giustifica il motivo per cui l’animale è continuamente a masticare e brucare l’erba quasi senza sosta.

Il suo processo di digestione può durare fino a 100 ore!

Riproduzione

Il bue è animale sociale, il quale vive principalmente in gruppi molto numerosi guidati da un capo branco dominante (il maschio).

Governato da gerarchie di dominanza, il bue dominante ha la possibilità di accoppiarsi con tutte le femmine del gruppo fino a quando non viene battuto da un bue più forte.

La femmina inoltre è in grado di dare alla luce un solo cucciolo all’anno: la gravidanza è una delle più lunghe presenti nel mondo animale, dura ben 280 giorni!

FONTE www.mille-animali.com

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ANIMALI Iena maculata

7 Settembre 2021, 10:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Iena maculata

INSERITO DA MORENA MOTTA L’habitat elettivo della iena maculata è rappresentato dalle aree semidesertiche e di savana dell’Africa centrale e meridionale. La sua pelliccia è corta e ispida e il manto è caratterizzato da macchie scure che sono più evidenti negli individui giovani e quasi assenti in quelli molto vecchi.

Il corpo è lungo circa 95-150 cm e l’altezza al garrese è di 75-85 cm, con le femmine che sono più grandi e pesanti dei maschi (55-70 kg contro 45-60 kg), diversamente dalla maggior parte dei mammiferi. Crocuta crocuta esibisce un corpo tarchiato, un collo massiccio e delle mascelle portentose che, insieme ai resistenti denti, permettono di polverizzare anche le ossa delle prede. Le femmine, che sono il sesso dominante nella specie, hanno l’apparato genitale del tutto simile a quello maschile.

Vita in branco

Le iene maculate si riuniscono in gruppi anche molto numerosi, fino a 80 membri, in base alla disponibilità di prede. Il ruolo di comando è assegnato alla femmina dominate e alle sue figlie, che sono destinate a sostituirla, mentre i maschi sono completamente assoggettati al volere delle compagne.

Solitamente le madri danno alla luce due gemelli, ma è molto frequente che questi comincino subito a litigare fra loro e che uno abbia il sopravvento e uccida l’altro. L’investimento parentale è alto e la madre protegge e allatta la sua prole quasi per un anno e mezzo.

La vita media in natura è stimata essere di 20 anni. Le iene maculate comunicano soprattutto attraverso le vocalizzazioni e la tipica risata, da cui deriva il nome “iena ridens”, è associata soprattutto a stati di paura o eccitazione e si sente spesso quando un individuo è inseguito.

FONTE www.focusjunior.it

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ANIMALI Orango

23 Agosto 2021, 15:38pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Orango

INSERITO DA MORENA MOTTA È l’unico grande primate presente oggi fuori dall’Africa, strettamente legato alla foresta pluviale. Le tre specie di orango vivono nelle foreste del Borneo e di Sumatra, territori dai quali prendono il nome. L’orango del Borneo costituisce circa il 90% di tutti gli esemplari e il restante 10% è relativo alle due specie di Sumatra. Alcune caratteristiche della pelliccia, del cranio, dei denti, oltre che genetiche, hanno permesso ai ricercatori di identificare nel 2017 la terza specie: l’orango di Tapanuli, localizzato a sud del Lago Toba nell’isola di Sumatra.

L’orango trascorre la maggior parte del tempo sugli alberi dove si nutre, dorme e si riproduce; solo il maschio scende occasionalmente a terra. L’orango dedica quasi tutta la giornata alla ricerca del cibo, mentre la notte costruisce una piattaforma di rami intrecciati su cui dormire. 

La sua dieta è composta soprattutto da frutta, ma si nutre anche di foglie, miele e di piccoli animali come lucertole, termiti, uccelli e uova.

Grazie alle lunghe braccia, che superano i 2 metri di ampiezza, e ai piedi prensili, l’orango è perfettamente adattato alla vita sugli alberi. Gli arti flessibili e le articolazioni gli consentono movimenti impossibili alle altre specie di scimmie antropomorfe.

L’orango è un animale prevalentemente solitario, ma durante la giornata si può incontrare con gli altri individui soprattutto sugli alberi dove c’è concentrazione di frutta.

La femmina partorisce sugli alberi un solo piccolo, e si occupa della sua cura per molto tempo; i giovani restano infatti dipendenti dalla madre per sei-otto anni in Borneo e dieci-undici anni a Sumatra. Il più recente censimento dell’orango di Sumatra è di 13.846 individui, meno precisi e attuali sono i dati dell’orango del Borneo che si aggira sui 55.000 animali; gli esemplari dell’orango di Tapanuli sono invece solo 800.

L’orango può essere alto tra 1,25 e 1,70 metri. Il maschio può pesare fino a 118 kg, mentre la femmina è molto più piccola e pesa solo tra i 30 e i 50 kg. Il maschio dell’orango è molto diverso dalla femmina: presenta protuberanze adipose attorno alle guance (che aumentano di volume quando l’animale invecchia), una lunga barba, folti baffi e grossi sacchi sulla gola che gli permettono di emettere dei richiami udibili a lunga distanza. Le sue braccia sono ricoperte di lunghi peli rossicci che pendono come una mantella quando le allarga. L’orango è un animale solitario, un comportamento insolito nei Primati, con una peculiare strategia riproduttiva, che potremmo definire promiscua; in sostanza i maschi si accoppiano con più femmine e le femmine con più maschi. Ci sono poi i maschi sub-adulti che adottano una strategia alternativa cercando di accoppiarsi in seguito a fugaci incontri e sembra che abbiano un numero di rapporti maggiore rispetto ai maschi adulti.

FONTE www.wwf.it

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ANIMALI Il criceto

18 Agosto 2021, 10:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Il criceto

INSERITO DA MORENA MOTTA Il criceto appartiene ad una sottofamiglia dei cricetidi. E’ uno degli animali domestici e da laboratorio più diffuso in Occidente.

Il fatto che questo animale sia diventato molto utilizzato nelle ricerche è dovuto principalmente ai suoi sviluppatissimi sensi. Il criceto è dotato di un udito acuto (i criceti comunicano con gli ultrasuoni oltre che con i classici squittii udibili dall’uomo) e da un incredibile olfatto.

Non c’è solo una razza di criceti. In tutto esistono 20 specie di criceti, tra cui il più conosciuto è il criceto comune detto anche ‘hamster‘, la varietà di più grandi dimensioni, dal colore marrone e dal ventre nero.

Il criceto è un roditore dal corpo piccolo e compatto, leggermente arrotondato, caratterizzato dalle orecchie grandi, gli occhi scurissimi e sporgenti, unghie affilate, incisivi sporgenti e folta pelliccia.

Le gambe sono corte, così come la coda, e nel complesso la lunghezza del corpo varia dai 7 ai 20 cm.

Poiché proviene da zone desertiche e dalle steppe russe dal clima rigido, ha sviluppato una peculiarità: delle tasche guanciali, cioè delle pieghe della pelle che partono dagli incisivi per terminare al lato esterno della mandibola. Queste pieghe diventano all’occorrenza delle vere e proprie ‘tasche’ per accumulare cibo o trasportarlo da un luogo all’altro.  Un altro adattamento delle guance all’habitat naturale del criceto è quello di gonfiarsi per facilitare l’attraversamento di corsi d’acqua e aumentare il galleggiamento. Il colore della pelliccia del criceto varia a seconda della specie.

Il colore del mantello varia a seconda della razza dal bianco del Winter White al marrone chiaro del dorato siriano e al marrone-rossastro del Roboroski al grigiastro o marrone con ventre scuro del criceto comune.

Il criceto è un roditore prevalentemente erbivoro, ghiotto quindi d piccoli frutti, semi, germogli, radici, fiori e foglie.

Nonostante ciò, il criceto comune è noto per non disdegnare anche lucertole, insetti, rane, topi e perfino serpenti. In natura, i criceti vivono in tane organizzate in piccole stanze dove viene trasferito e immagazzinato il cibo raccolto all’esterno in previsione dell’inverno.

Quando vivono allo stato brado, nella stagione più fredda quasi tutte le razze di criceto entrano in uno stato di ibernazione, da cui si destano solo per pochi attimi per mangiare le scorte accumulate nei magazzini della tana.

In cattività il criceto domestico è tenuto in casa a 20° e non percepisce il bisogno di fare scorte e di andare in letargo, per cui rimane sveglio tutto l’inverno.  

L’aggressività è un tratto comune dei criceti selvatici e le specie più grandi attaccano molto facilmente i loro simili e persino cani e persone, se si sentono minacciati.

Come animale da compagnia, invece, il criceto è docile, gentile e per nulla aggressivo.

La prima cosa a cui bisogna porre molta attenzione in caso vogliate aver più criceti è la fase dell’accoppiamento. I criceti diventano sessualmente maturi molto precoce e dopo 50-60 giorni di vita sono già pronti per riprodursi, sopratutto in cattività.

Per il primo mese dopo il parto, la femmina deve essere separata dal maschio e non disturbata durante l’allattamento.

Il maschio, infatti, la ingraviderebbe nuovamente e lo stress potrebbe spingerla ad uccidere i cuccioli.

Prima dello svezzamento (circa 3 settimane dal parto) i cuccioli non devono essere assolutamente toccati poiché la madre potrebbe non riconoscere l’odore e ucciderli.

La gabbietta che accoglierà il vostro criceto dovrà essere calda e comoda, grande almeno 60×40 cm.

Meglio optare per un modello in plastica o per un terrario in vetro anziché le gabbie a sbarre metalliche perché non proteggono dagli sbalzi di temperatura e dagli spifferi. La gabbietta deve essere sempre pulita e ben areata.

Indispensabile attrezzarla con una casetta in legno che il criceto utilizzerà come nascondiglio per il cibo e con una ruota in plastica o metallo.

Infine, predisponete una piccola ciotola per il cibo e una con sistema a goccia per l’acqua.

Come abbiamo visto, questo animale mangia un po di tutto: mangimi specifici, frutta, verdura fresca sono perfetti per soddisfare le sue esigenze nutrizionali.

Un accorgimento utile per i denti è quello di predisporre un blocchetto di calcio o un pezzo di legno che il criceto rosicchierà con gusto.

Il criceto mangia due volte al giorno e i suoi pasti devono essere sopratutto a base di fibre e cereali. Via libera a soia, farro, avena, orzo, segale e ai legumi, in particolare lenticchie e fave.

La pulizia della gabbietta deve essere quotidiana. Occorre rimuovere escrementi e avanzi di cibo e pulire con attenzione la lettiera.

Le lettiere migliori sono quelle in canapa o in lino. Questi materiali trattengono gli odori e permettono al criceto di scavare come farebbe in natura. Attenzione, dunque, a lasciare nella gabbia uno strato alto almeno 5 cm.

Ricordate infine che il criceto è un animaletto simpatico e docile ma dalla vita abbastanza breve (circa 2 anni).

Per farlo star bene applicate con scrupolo tutti i consigli e di non fargli mai mancare una piccola dose quotidiana di coccole.

FONTE www.tuttogreen.it

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ANIMALI La marmotta

10 Agosto 2021, 09:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI La marmotta

INSERITO DA MORENA MOTTA Questo simpatico roditore è ben conosciuto e annoverato nella tradizionale fauna di montagna. Presenta una pelliccia molto folta che sfuma tra il grigio ed il brunastro, con variazioni individuali.
È un animale sociale, che vive in colonie a carattere familiare. La conformazione di piccole dimensioni, fino ad un massimo di 5-6 kg di peso, con zampe corte e robuste la rende idonea a costruire reti di gallerie scavate freneticamente nel terreno. Queste possono avere usi diversi: alcune corte e a fondo cieco vengono utilizzate per sfuggire ai predatori, come aquile e volpi; altre, più articolate e dalle molteplici concamerazioni, sono finalizzate al parto dei cuccioli come pure a trascorrervi lunghi sonni durante la fase del letargo invernale.

È un animale diurno che nelle lunghe giornate estive si dedica alla nutrizione, ai rapporti sociali, alla pulizia della pelliccia… Una forma di protezione collettiva è costituita dalla “sentinella”: alcuni individui, in posizione ottimale, osservano attentamente il territorio circostante. All’arrivo di potenziali predatori, la sentinella lancia “fischi” di allarme per avvisare l’intera colonia.
Si ciba prevalentemente di erbe, radici e granaglie che consuma abbondantemente durante tutta l’estate. Il grasso accumulato sarà fondamentale per superare al meglio la stagione invernale durante la fase letargica. L’accoppiamento avviene generalmente in primavera e i cuccioli escono dalla tana verso i primi di luglio.

Distribuzione e habitat

L’areale di distribuzione copre l’intero arco alpino, ma popolazioni cospicue sono presenti anche su Appennini, Pirenei, Massiccio Centrale. La specie colonizza fasce altitudinali diverse, con un range complessivo che va dai 1300 m a oltre 2500 m di quota. Vengono privilegiate praterie ben soleggiate, dove le forme arboree si diradano o scompaiono del tutto e dove abbondano erbe variegate e succulente.

Quanto è bello rosicchiar

Come per altri roditori, anche nella marmotta i denti incisivi si accrescono per tutta la vita. Vanno pertanto consumati giornalmente rosicchiando cibo o materiali consistenti.

FONTE www.areeprotettealpimarittime.it di Marco Dogliotti

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ANIMALI La Tigre

16 Luglio 2021, 11:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI La Tigre

INSERITO DA MORENA MOTTA La tigre è il più grande felino vivente, simbolo di potenza e agilità. La sua stessa morfologia è perfetta per catturare e uccidere grandi prede con un colpo solo. La tigre può raggiungere anche i 4 metri di lunghezza, coda compresa, il peso è molto variabile e va dai 140 kg nei maschi della tigre di Sumatra ai 300 kg nella tigre siberiana. Le femmine sono sempre più piccole.

Il colore del mantello può variare da rosso scuro a giallo pallido, varia anche l’intensità del nero delle strisce e il loro “pattern”. Generalmente le tigri del Sud Est asiatico hanno un colore più scuro e hanno più strisce, mentre le tigri delle aree settentrionali sono più chiare e hanno meno strisce. Di solito la pelliccia è corta, ma nel caso delle tigri che vivono nelle zone dell’Estremo oriente russo è più lunga e spessa. 

Le tigri si possono trovare in una grande varietà di habitat, nei bacini di drenaggio di fiumi e laghi, nelle foreste montane, nei boschetti erbosi, nelle foreste miste di pioppi e querce, nelle pianure alluvionali e nelle foreste tropicali.

Le tigri raggiungono la maturità sessuale intorno ai 5-7 anni di età. Dopo circa 100 giorni di gestazione, la femmina partorisce da uno a sette cuccioli. Nascono con gli occhi chiusi e indifesi, per questo, per il primo mese di vita la femmina resta nella tana per la maggior parte del tempo e il suo raggio d’azione è ridotto comunque nei pressi della tana. A 18-20 mesi le giovani tigri diventano indipendenti, iniziano a cacciare da sole ma restano nei pressi della tana. 

Grazie ad alcuni studi di radio-tracking è stato appurato che le tigri hanno abitudini principalmente crepuscolari e notturne. Sono solitarie e cacciano seguendo la preda e attaccandola all’improvviso con agguati. Una tigre adulta può consumare fino a 32 kg di carne per singolo pasto. Nelle aree tropicali le tigri possono partorire durante tutto l’anno, mentre nelle aree temperate partoriscono solo a primavera. Le tigri possono allevare i loro piccoli tra la vegetazione, nelle cavità degli alberi o nelle grotte.

Alcune tigri del Bengala sono chiamate “tigri bianche”, a causa di un gene recessivo per questa colorazione. Oltre al manto bianco o color crema, hanno anche il naso rosa e gli occhi azzurri.

Da secoli il felino più grande del mondo viene costantemente minacciato dall’uomo. Le tigri vengono cacciate per sport, per paura, per superstizione e perché possono aggredire il bestiame domestico. Secondo alcune culture, le loro ossa tritate rendono più forti, mentre secondo altre, gli organi genitali possono aumentare la virilità e gli occhi sono in grado di curare malattie della vista. La pelliccia della tigre è considerata una merce pregiata, come simbolo di lusso e di potere. I cuccioli vengono venduti come animali da compagnia. Per tutti questi motivi le tigri stanno scomparendo, giorno dopo giorno, e con esse anche il loro habitat.

Secondo gli esperti sono rimaste meno di 3.000 tigri in natura, un dato che mostra un declino costante e un serio rischio per le popolazioni di tigri. Dal 1940 a 1980 tre sottospecie si sono già estinte: la tigre di Bali, di Java e del Caspio. In India, da sempre considerata patria principale delle tigri, una stima del governo ha mostrato che probabilmente sono rimasti solo 1.411 esemplari. Si ritiene che il 95% delle tigri selvatiche si siano estinte nell’ultimo secolo. 

FONTE www.wwf.it

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ANIMALI Lo stambecco

8 Luglio 2021, 14:11pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Lo stambecco

INSERITO DA MORENA MOTTA Lo stambecco è una grossa capra selvatica, un ungulato appartenente alla famiglia dei Bovidi. A dispetto del suo aspetto robusto e massiccio possiede doti di agilità ed equilibrio estremi, anche su terreni insidiosi ed accidentati.

Maschi e femmine allo stadio subadulto e adulto presentano un evidente dimorfismo. Le corna permettono facilmente di riconoscere il sesso dell'animale: nei maschi sono sviluppate, nodose, arcuate all'indietro e possono anche raggiungere il metro di lunghezza, mentre nelle femmine sono più modeste e non superano i 35 centimetri. Il peso di un individuo adulto si aggira intorno ai 100 chilogrammi per i maschi e ai 70 per le femmine. Il mantello cambia (muta) con le stagioni. Nel periodo estivo è tendenzialmente corto, di colore beige o bruno chiaro. In inverno si infoltisce e il colore tende al bruno scuro.
Lo stambecco è un ruminante. Si ciba principalmente di erba, ma non disdegna germogli e ramoscelli di rododendro, ginepro, ontano verde, muschi e licheni, in base a ciò che la stagione offre. Gli accoppiamenti avvengono solitamente ad inizio inverno e i piccoli nascono tra maggio e giugno.
Prossimo alla scomparsa ad inizio ‘900, grazie a numerosi progetti di reintroduzione la popolazione di stambecco sulle Alpi riprese vigore, ma ancora oggi resta un “osservato speciale”, tanto da essere inserito nell’Allegato III della Convenzione di Berna.

Lo stambecco, reintrodotto negli anni Venti del secolo scorso per volere di Vittorio Emanuele III a seguito dell'eccessiva pressione venatoria, sin dall'istituzione del Parco delle Alpi Marittime è al centro di progetti di ricerca scientifica e di sviluppo dell'areale di distribuzione. Tra gli ultimi, il progetto Alcotra Lemed-Ibex che interessa le principali aree protette dal lago di Ginevra (Léman) al Mediterraneo. Gli obiettivi principali dell'iniziativa sono quelli di aumentare le conoscenze sulla specie e di gettare le basi per una gestione transfrontaliera al fine di assicurare una migliore conservazione dello stambecco.

Distribuzione e habitat. Molte zone della catena alpina vedono oggi una popolazione in netta ripresa. L’habitat ideale va dalle praterie d’alta quota, sopra il limitar del bosco, ai costoni rocciosi esposti a sud, ricchi di vegetazione erbacea. Nel Parco Naturale Alpi Marittime ogni anno viene effettuato un censimento atto a valutare l’andamento dinamico e lo stato di salute della specie. A oggi si stimano nella nostra area protetta circa 800 capi.

Tutta colpa della carenza di sodio. Come tutti i ruminanti, lo stambecco è molto ghiotto di sale che contiene macroelementi scarsi nella sua dieta. Per questo non è raro osservare individui leccare avidamente le rocce, il cemento, o i muri delle vecchie caserme in quota del Parco che trasudano concrezioni saline.

FONTE www.areeprotettealpimarittime.it di Marco Dogliotti.

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ANIMALI Lepre

2 Luglio 2021, 11:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Lepre

INSERITO DA MORENA MOTTA La Lepre Comune (Lepus europaeus) è un animale selvatico appartenente alla famiglia dei Leporidi e non difficile da incontrare sui Monti Sibillini.

È un animale dalla forma piuttosto slanciata, con arti posteriori più lunghi di quelli anteriori, particolarità che, insieme al potente retrotreno, gli conferisce la velocità e l’abilità di un grande corridore e saltatore. Il muso è caratterizzato da due grandi occhi gialli e lunghe vibrisse bianche. Gli occhi sono posti ai lati del capo e questa posizione consente all’animale di avere un campo visivo molto ampio, anche se la sua vista è modesta. Il senso dell’udito è invece particolarmente sviluppato: la mobilità degli ampi padiglioni auricolari gli permette di percepire e localizzare rumori anche minimi.

Il pelo della Lepre Comune ha una colorazione fulva che va dal giallo-bruno al grigio-bruno sul dorso, mentre il ventre è sempre bianco-grigiastro. Le orecchie gigantesche (sono lunghe circa 10-11 cm) hanno la punta nera, mentre la coda a fiocco è bianca con un pennacchio nero all’estremità. Sulla testa sono assenti le caratteristiche brizzolature nere che abbondano invece sul dorso, mentre attorno agli occhi è presente un cerchio bruno. D’inverno la colorazione del pelo tende ad assumere tonalità più vicine al grigio.

La lepre è un animale dalle abitudini crepuscolari e notturne; può però essere osservata anche di giorno, sia pure piuttosto di rado e nei luoghi poco disturbati o in giorni particolarmente nuvolosi. A differenza dei conigli, la lepre non scava tane in profondità, ma si rifugia in anfratti naturali o in buche superficiali del terreno, profonde al massimo una ventina di centimetri. In queste buche l’animale si accoccola mimetizzandosi perfettamente col terreno circostante, grazie al suo mantello altamente mimetico.

La lepre è un animale molto timido e cauto: quando, grazie ai propri sensi assai sviluppati, si accorge di un potenziale pericolo, non scappa immediatamente (rischiando di attrarre l’attenzione su di sé), bensì tende a congelare i propri movimenti e a rimanere perfettamente immobile nell’intento di mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Se però l’eventuale nemico si avvicina troppo, con un veloce balzo (fino a 1,5 m in altezza e 2,5 m in lunghezza) la lepre esce allora allo scoperto e inizia la fuga, che spesso avviene in direzione zigzagante per confondere le idee all’assalitore. Durante la corsa, l’animale può raggiungere anche i 60 km orari !!!

Questi animali hanno una dieta esclusivamente erbivora, comprendente, in estate, piante erbacee, frutti, e funghi. In inverno la dieta della lepre è naturalmente molto più povera, essendo costituita da erbe secche e cortecce di alberi ed arbusti. La lepre comune ha una doppia digestione del cibo, atta ad estrarre il maggior quantitativo possibile di energia da una dieta povera di energie quale può essere quella erbivora: l’animale, infatti, dopo aver ingerito il cibo lo espelle sotto forma di feci molli, di colore verdastro e consistenza gelatinosa, che vengono nuovamente ingerite e re-digerite, per poi venire espulse come feci dure, di colore scuro.

La stagione riproduttiva della lepre cade solitamente in primavera: durante questo periodo i maschi si raggruppano attorno alle femmine in estro, ingaggiando combattimenti per accaparrarsi il diritto ad accoppiarsi per primi con esse. Tali combattimenti consistono in violenti colpi sferrati sia con le zampe anteriori che con quelle posteriori, oltre che in morsi e balzi spettacolari: durante questo periodo i maschi sono talmente presi dalla foga amorosa che divengono assai meno cauti del solito, costituendo perciò una facile preda per cacciatori ed animali carnivori.

Durante l’arco dell’anno una femmina di lepre può portare a termine fino a tre gravidanze, a seconda della disponibilità di cibo; dopo una gestazione di 6 settimane nascono generalmente da 1 a 6 piccoli. Può essere interessante ricordare che nel caso della Lepre, a differenza del coniglio, i piccoli appena nati hanno già gli occhi aperti ed il corpo ricoperto da peli, e già a partire da qualche ora dopo la nascita sono in grado di muoversi agilmente. Tuttavia, i cuccioli passano la maggior parte del tempo nascosti singolarmente in luoghi diversi siti nei pressi del rifugio materno, con la femmina che torna da loro solo per la poppata. Dopo lo svezzamento, che avviene attorno al mese di vita, i cuccioli si allontanano definitivamente dalla madre. Un’altra particolarità consiste nel fatto che la femmina può essere fecondata nuovamente prima ancora di avere partorito.

Grazie alla sua velocità, la lepre deve temere solo pochi predatori: l’aquila reale, il lupo e soprattutto la volpe.

FONTE www.sibilliniweb.it

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ANIMALI Camoscio

29 Giugno 2021, 11:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Camoscio

INSERITO DA MORENA MOTTA Il camoscio è un ungulato (ossia un animale “provvisto di zoccoli”) appartenente alla famiglia dei Bovidi. Le sue caratteristiche anatomiche e morfologiche lo rendono perfettamente adatto a vivere nella fascia montana, fino a quote più elevate delle cime.
Maschi e femmine differiscono leggermente per dimensioni e peso.

Il suo manto è costituito da due tipi di pelo: quello più superficiale crea un isolamento termico che protegge l’animale; quello sottostante, fa da “coperta” in inverno e tende a diradarsi durante il caldo estivo. Il colore varia in base alla stagione: scuro, quasi nero in inverno, marroncino-rossastro in estate. Tipica della specie è la mascherina facciale, costituita da un contrasto tra fasce chiare e scure, che ne disegnano il muso. In entrambe i sessi sono presenti le corna, a sezione circolare e uncinate. Un’osservazione attenta di queste, porta facilmente all’identificazione di sesso ed età, nei maschi sono più robuste e uncinate (utile guardare la base delle corna, che per effetto della loro sezione sono più vicine).

Il camoscio appartiene al grande gruppo degli erbivori ruminanti, il cui stomaco si presenta suddiviso in quattro cavità. Si ciba principalmente di erbe secche, arbusti, licheni, aghi e germogli di conifere in inverno, per poi spaziare a germogli succosi ed erbe fresche con l’arrivo di primavera ed estate. In autunno, all’avvicinarsi dell’inverno, i maschi adulti diventano territoriali, marcando e proteggendo da altri maschi la propria zona, in attesa dell’arrivo delle femmine. L’accoppiamento avviene tra ottobre e dicembre e la gestazione dura circa 160/170 giorni. Le nascite dei piccoli vanno dalla metà di maggio alla metà di giugno.
Il camoscio, in natura, vive mediamente 14/16 anni.

Distribuzione e habitat. Oggi la specie si presenta ben distribuita sull’intera catena alpina. Ogni anno il nostro Parco conduce, nel mese di ottobre, un censimento della specie, finalizzato a monitorarne l’andamento dinamico e lo stato di salute. Attualmente la popolazione stimata all’interno dell’area protetta si aggira sui 3750 capi.
La fascia altitudinale frequentata varia dagli 800 m nel fondovalle agli oltre 3000 delle cime.
E anche gli habitat sono i più disparati: dal fitto delle faggete alle praterie d’alta quota, fino a pietraie e zone rocciose delle zone sommitali.

Un cuore grande così. Tra le caratteristiche anatomiche del camoscio spiccano le dimensioni maggiorate del suo cuore che, associate a una notevole capacità polmonare e a un elevato numero di globuli rossi nel sangue, permettono all’animale di compiere sforzi – anche prolungati – a quote elevate.

FONTE www.areeprotettealpimarittime.it a cura di Marco Dogliotti.

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ANIMALI La gazza

9 Giugno 2021, 07:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI La gazza

INSERITO DA MORENA MOTTA La gazza è uno degli uccelli più intelligenti al mondo. Vive tra Europa, Asia, Nord America e Africa e si adatta senza grandi difficoltà a qualsiasi ecosistema. Vediamo insieme la gazza: caratteristiche e comportamento.

Questi uccelli vivono sia in campagna che in città. Formano nidi su siepi, alberi, boschi, parchi o giardini e nelle aree dalla vegetazione sia scarsa che abbondante.

Il nome scientifico della gazza è Pica pica. Viene chiamata anche gazza ladra o gazza eurasiatica e appartiene alla famiglia dei corvidi. Per molto tempo la sopravvivenza della gazza è stata messa in pericolo, poiché era considerata dannosa per le colture.

Il numero di questi uccelli è cresciuto negli ultimi anni, soprattutto grazie alla loro enorme capacità di sopravvivere alla crescita travolgente delle concentrazioni umane. Leggete questo articolo per scoprire di più su questo uccello così particolare.

Caratteristiche generali della gazza

Una delle caratteristiche di questa specie è il suo piumaggio bianco e nero, accompagnato da sfumature blu, viola o verdi sulle ali.

Le sue dimensioni variano tra 40 e 51 centimetri, di cui circa la metà appartiene alla coda. La sua apertura alare oscilla tra i 50 e i 62 centimetri, con un peso di circa 200 grammi.

Con gli occhi piccoli e un becco lungo, dritto e abbastanza forte, la gazza è nervosa ed emette segnali di avvertimento rapidi in caso di pericolo. Il suo canto non è di certo il più aggraziato all’interno del regno animale: infatti, viene spesso descritto come una specie di allarme. La sua speranza di vita si aggira intorno ai 15 anni.

Questo curioso uccello è diffuso in tutta Europa: ad esempio è un uccello molto comune nel territorio spagnolo. Osservarli in libertà è relativamente facile, poiché di solito non volano sopra i 1500 metri.

Di natura onnivora, la sua dieta è molto variegata. Mangia anche piccoli uccelli, uova, frutta, lumache, roditori, piccoli rettili e insetti come i ragni. Durante l’inverno la gazza può diventare un animale spazzino e cercare cibo nella spazzatura.

Periodo riproduttivo

La gazza è il tipo di uccello che forma le coppie per la vita. Costruisce il nido sui rami più spessi degli alberi, soprattutto sulle cime, ma lo fa anche nei boschetti di altezza non superiore a un metro. Pensate che la gazza costruisce il nido anche negli edifici urbani.

La stagione degli amori della gazza è la primavera, quindi a marzo inizia a costruire il nido. Si tratta di costruzioni che si caratterizzano per la loro forma sferica: la parete più profonda è fatta di fango, con uno spessore di circa quattro centimetri. La gazza protegge la parte superiore del nido con una cupola di rami.

Le gazze nidificano solo una volta all’anno, con 4-7 uova di colore verdastro deposte e covate esclusivamente dalla femmina.

L’incubazione della gazza va dai 17 a 20 giorni, periodo in cui la coppia mantiene un comportamento discreto e silenzioso. Una volta fuori dal guscio, i pulcini vengono nutriti dai genitori per un mese, fino a quando non imparano a volare.

Il comportamento della gazza

Astuta: questo è uno degli aggettivi più utilizzati per definire questa specie. I gruppi di gazze mantengono una comunicazione efficace, che consente loro di agire in modo sincronizzato per difendersi dall’attacco degli uccelli più grandi. Sono anche in grado di agire in modo coordinato per espellere i predatori dal territorio.

Se si imbattono nel corpo di un grosso animale, emettono versi molto rumorosi per attirare l’attenzione di avvoltoi e corvi. Infatti, per nutrirsi del “bottino” trovato, hanno bisogno che questi altri uccelli rompano la pelle della carcassa prima di poter mangiare.

Il modo in cui le gazze fanno previsioni e conservano il cibo in eccesso è davvero sorprendente. Per fare ciò, usano dei luoghi insospettabili e sconosciuti per le altre specie, quindi le loro riserve raramente vengono minacciate.

Altre curiosità sulla gazza

Di solito le gazze hanno una predilezione particolare per gli oggetti luminosi: infatti, spesso nei loro nidi sono stati trovati gioielli di grande valore e oggetti che riflettono la luce, come lattine o specchi. E poi, la gazza, allo stesso modo dei primati, degli elefanti e dei delfini, è in grado di riconoscere il proprio riflesso.

Un’altra abilità di questo uccello è che identifica e distingue le persone tra “conoscenti” e “sconosciuti”. A volte, possono persino riconoscere alcuni umani come membri del loro gruppo, arrivando a difenderli a costo della propria vita.

Se vengono ammaestrati da piccoli, le gazze sono in grado di imitare la voce umana con la stessa abilità dei pappagalli. Dopo i gatti neri e i corvi, la gazza è uno degli animali oggetto del maggior numero di superstizioni nella cultura popolare.

FONTE https://imieianimali.it

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