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Toscana news :Abusava del figlio dei vicini: condannato a sei anni

10 Maggio 2013, 07:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella I fatti risalgono al 2011. L'uomo invitava il bimbo a giocare con i suoi due figli e approfittava di lui Firenze, 9 maggio 2013 - Un manovale di 42 anni originario della provincia di Caltanissetta ma residente nel fiorentino, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze a sei anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di abusi sessuali su minori. L'uomo sarebbe responsabile di aver abusato di un bimbo di 10 anni, figlio dei suoi vicini di casa, tra dicembre 2010 e luglio 2011. Secondo i giudici, l'uomo avrebbe compiuto gli abusi quando il piccolo si recava a casa sua per giocare con i suoi figli, di 3 e 8 anni. In particolare, le violenze avvenivano nella camera da letto dell'abitazione, dove l'uomo si trovava in compagnia del bimbo con la scusa di addormentare suo figlio più piccolo. La moglie del manovale è risultata estranea ai fatti. Le violenze sono continuate fino al luglio 2011, quando il piccolo ha confessato gli abusi patiti ai suoi familiari, spiegando che fino ad allora non aveva detto niente perchè l'uomo glielo aveva proibito espressamente. Le indagini che hanno portato al processo sono partite nel luglio 2011, a seguito di una denuncia presentata dalla famiglia del piccolo, assistita dall'avvocato Massimiliano Manzo

.Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news :Cardiologo sottovalutò i stintomi di una paziente: indagato per la morte di una giovane avvocatessa

10 Maggio 2013, 06:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze,  - E' indagato con l'accusa di omicidio colposo per la morte dell'avvocatessa ventisettenne Ginevra Olivetti Rason. Si tratta di un medico cardiologo accusato per ii decesso della ragazza avvenuta per arresto cardiaco la sera del 21 ottobre 2011 nella sua abitazione di Firenze. Secondo l'accusa, il cardiologo avrebbe sottovalutato, scambiandoli per problemi gastrointestinali, i disturbi cardiaci che la sua assistita, cardiopatica, gli aveva riferito al telefono poche ore prima della morte. L'udienza preliminare del processo, che avrebbe dovuto tenersi oggi, è stata rinviata al 13 giugno prossimo dopo una integrazione del capo d'imputazione da parte del pubblico ministero Giuliano Giambartolomei: per l'accusa infatti, il cardiologo, Alfredo Zuppiroli, medico curante della Olivetti Rason dal 2006, avrebbe commesso negligenze già nei mesi precedenti al decesso, sottovalutando lo stato della paziente, a rischio dopo aver subito un intervento chirurgico al cuore nel novembre del 2010. Zuppiroli, che seguiva il decorso post operatorio della paziente, sarebbe responsabile di omissioni nell'osservanza delle linee guida per la cura della patologia da cui era affetta. Per l'accusa, avrebbe commesso errori di valutazione sul suo stato di salute, tali da indurlo a sottovalutare i sintomi da lei riferiti la sera del 21 ottobre 2011. Dopo aver cenato in casa in compagnia di un'amica, Ginevra Olivetti Rason chiamò il medico, spaventata e in lacrime, dicendo di avvertire un forte dolore al petto. Il cardiologo la rassicurò e le consigliò di prendere un bicchiere di latte caldo. In questo modo, afferma l'accusa, l'uomo omise di imporre il ricovero in un pronto soccorso, un ambiente protetto dove la crisi cardiaca che portò la donna alla morte avrebbe potuto essere trattata con un defibrillatore, con alte probabilità di successo. Le indagini sono partite a seguito di un esposto presentato alla Procura di Firenze dalla famiglia Olivetti Rason, assistita dai legali Mario Taddeucci Sassolini e Filippo Bellagamba.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA ROMA SESSO, BOOM DI RICHIESTE PER ALLUNGARE IL PENE: "FINO A 4 CM CON IL LASER"

9 Maggio 2013, 23:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Il sogno di molti uomini, aumentare le dimensoni del pene, addirittura di quattro centimetri. 


Una scelta che sempre più italiani intraprendono perchè scontenti del proprio organo sessuale: «Si calcola che nel 2011 si siano sottoposti a questa chirurgia dai 2.000 ai 3.000 uomini nel nostro Paese, mentre negli Stati Uniti siamo a più di 7.000 interventi l'anno. 

ITALIA E USA Data la differenza di popolazione tra i due Paesi, è evidente come in Italia la questione delle dimensioni sia molto 'sentità. Solo nel nostro Centro di medicina sessuale di Milano eseguiamo più di 250 procedure per anno». A parlarne, in occasione del XXXIV Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica (Sime) che si apre oggi a Roma, sono Elena Fasola, microchirurgo e medico estetico, e Alessandro Littara, andrologo e chirurgo del Centro di medicina sessuale di Milano. «Nel 2006 - ricorda Littara - il Centro ha proposto la 'designer laser falloplasticà, un bouquet di procedure chirurgiche che consente anche di personalizzare la tecnica a seconda delle caratteristiche del paziente. 

BOOM DI RICHIESTE Da allora, è stato eseguito oltre un migliaio di queste procedure e, in particolare, negli anni 2010, 2011 e 2012 sono stati operati nel nostro Centro più di 700 uomini, dei quali il 60% sottoposto a procedura combinata di allungamento e ingrossamento del pene (laser falloplastica + lipopenoscultura), il 30% circa all'ingrossamento e il rimanente 10% al solo allungamento. È opinione comune, confermata anche da numerose interviste al pubblico femminile, che in generale conti più la larghezza della lunghezza, perchè in grado di procurare più piacere alla partner e un impatto visivo più soddisfacente», assicura. «L'età media di chi si opera - fa sapere il chirurgo - è di 32 anni, con l'80% tra i 25 e 40 anni, e con un considerevole numero dopo i 50. Anzi il trend in maggiore aumento è senz'altro quello degli 'over 50'. Nel 60% dei casi si tratta di pazienti che vivono un disagio, mentre nel restante 40% il motivo è puramente estetico».

I GIOVANI «Nei giovani prevale la motivazione estetica, mentre il 70% degli over 30 dichiara di vivere un disagio legato alle dimensioni. Curioso notare come almeno la metà degli operati sia sposato o abbia una relazione stabile da oltre 2 anni. Le partner generalmente disapprovano la scelta, ritenendo che questa 'iniezione di fiducià nel proprio partner lo porti a ricercare conferme anche fuori dalla coppia stessa. Il costo di questi interventi è molto vario perchè dipende dalle tecniche da utilizzare, e oscilla tra i 2.000 e i 7.000 euro». «Purtroppo molti chirurghi, per lo più plastico-estetici - avverte - talvolta senza la necessaria preparazione, si sono lanciati in questo tipo di chirurgia, determinando pessimi risultati sia estetici ma anche funzionali, e costringendo a reinterventi. I chirurghi che attualmente in Italia hanno una reale esperienza di questa tecnica, che non si impara nelle scuole di specializzazione, sono solo 3 o 4, anche se su internet sarà possibile trovarne a centinaia. 

IL MEDICO Quindi la raccomandazione è valutare bene il curriculum del chirurgo, chiedere dettagliatamente la descrizione dell'intervento, i materiali utilizzati e, dopo adeguata visita, i possibili risultati e complicazioni, a breve e medio-lungo termine». «Da vari anni - dice Emanuele Bartoletti, presidente del congresso Sime - nei convegni di medicina estetica si tratta del ringiovanimento dei genitali. Si è iniziato con le donne e oggi l'attenzione si sta focalizzando sull'uomo. La richiesta aumenta e di conseguenza anche l'offerta. Il nostro interesse è la sicurezza del paziente, quindi l'accento è stato posto sulla presentazione di metodiche valide e condivise con le società scientifiche di riferimento».

 

LEGGO.IT

10.05.2013.

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News Italia e dal Mondo :Germania: fulmine cade durante celebrazioni per festa del papa', 39 feriti

9 Maggio 2013, 19:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Berlino, 9 mag. (Adnkronos/Dpa) - Sono 39 le persone rimaste ferite, di cui 8 gravemente, quando un fulmine e' caduto nel nordest della Germania, durante un raduno per celebrare la festa del papa'. L'incidente e' avvenuto a Dabel, dove un fulmine ha colpito alcuni alberi, vicino al luogo dove si trovavano circa 500 persone. Alcune feriti hanno riportato delle ustioni, ma nessuno e' in pericolo di vita. Le otto persone piu' gravi sono state ricoverate in ospedale.Fonte :ADNKRONOS

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SEZIONE SICILIA NEWS :PALERMO, DUE CADAVERI CARBONIZZATI IN DISCARICA: "DELITTO MAFIOSO, 2 ARRESTI"

9 Maggio 2013, 19:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Giovedì 9 Maggio 2013 PALERMO - Dal canada alla Sicilia per annientare due boss trovati morti in una discarica del palermitano. Due corpi carbonizzati sono stati trovati dai carabinieri a Casteldaccia (Palermo). Secondo le prime indagini, potrebbe trattarsi di Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel coinvolti nell'indagine che ieri ha azzerato la cosca mafiosa di Bagheria. IL RITROVAMENTO I corpi erano in una discarica a Casteldaccia, vicino a un casolare. Le due vittime ieri erano sfuggite al blitz dei carabinieri che ha portato al fermo di 21 tra boss e gregari delle cosche palermitane. I cadaveri sarebbero stati segnalati al Ros da una telefonata anonima che avrebbe dato precise indicazioni sul luogo in cui i due uomini si trovavano. MAFIA CANADESE Sarebbe maturato nell'ambito della guerra in corso tra i clan mafiosi canadesi il duplice omicidio di Juan Ramon Fernandez, detto Joe Bravo, spagnolo, 57 anni, e Fernando Pimentel, portoghese, 36 anni, trovati morti, carbonizzati, in una discarica del palermitano. Erano ricercati, da ieri, per un traffico di droga - ossicodone ed eroina - tra la Sicilia e il Canada. Fernandez era indagato anche per detenzione di armi. Secondo gli inquirenti, che hanno già fermato i presunti killer, i mafiosi bagheresi Pietro e Salvatore Scaduto, Fernandez non si sarebbe schierato nella lotta per il controllo del territorio tra due fazioni: quella del boss Vito Rizzuto e quella guidata da Raynald Desjardin. L'ordine dell'eliminazione di Fernandez e del suo fidato Pimentel sarebbe partito dal Canada fino a giungere ai due fratelli Scaduto, che hanno un passato tra le file di cosa nostra canadese e che avevano accolto Fernandez a Bagheria al momento della sua espulsione dal Canada dopo una condanna per racket e droga.

Fonte :Leggo.it

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News Italia e dal Mondo :ALESSANDRA, UCCISA A OSTIA: CONFESSA UN UOMO DI 50 ANNI. "DELITTO PASSIONALE"

9 Maggio 2013, 19:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella ROMA - C'è un fermo per l'omicidio di Alessandra Iacullo, la ragazza di 30 anni uccisa a coltellate nella serata di giovedì scorso a Dragona, nella periferia di Roma. Si tratta di un italiano di circa 50 anni legato alla ragazza per una vicenda sentimentale. I pm procedono per omicidio volontario. La giovane era stata trovata sanguinante intorno alle 22 del 2 maggio scorso in via della Riserva di Pantana, a Dragona. Trasportata all'ospedale Grassi, è morta per le gravi ferite riportate. Inizialmente si era ipotizzato un incidente stradale in quanto la donna fu trovata sotto il suo scooter ma le ferite riscontrate hanno fatto subito pensare ad un omicidio, reato per il quale il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Paola Filippi hanno avviato il fascicolo di indagine. LA CONFESSIONE Ha ammesso di aver ucciso Alessandra Iacullo per gelosia colpendola con alcune coltellate alla gola. Mario Broccolo, 50 anni, nel corso degli interrogatori in questura è crollato e ha confessato il delitto del 2 Maggio. A quanto si apprende, l'omicida sarebbe in procinto di essere trasferito nel carcere di Regina Coeli. Broccolo ha precedenti per molestie, secondo quanto riferito. Gli inquirenti hanno accertato che l'uomo, che era malvisto dai parenti della vittima perché violento, avrebbe voluto riallacciare con Alessandra la storia terminata qualche tempo fa. Broccolo sarebbe stato individuato grazie all'analisi dei tabulati telefonici. OMICIDO DOPO VIOLENTA LITE L'omicidio di Alessandra Iacullo sarebbe avvenuto dopo una violenta lite avuto con l'uomo oggi fermato. È quanto si apprende da ambienti della Procura. L'uomo è accusato di aver ucciso la Iacullo dopo un «violento contrasto» terminato con le coltellate che hanno raggiunto la ragazza alla gola. Avrebbe ucciso Alessandra Iacullo perché era geloso di lei. A quanto si è appreso l'uomo, che abita nella stessa zona, si era prima intrattenuto con Iacullo in un bar nei pressi del luogo dell' omicidio. Poi dopo poco la lite in strada e le coltellate. I due non avevano una relazione stabile ma l'uomo era molto geloso della ragazza, secondo quanto riferito.

Fonte :Leggo

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La cultura in tempo di crisi

9 Maggio 2013, 18:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

188886 1305023843391 8018826 nINSERITO DA IRENE CIVAI Lo storico sponsor ha lasciato Verona Jazz. Meno contributi anche per Comune e Arena

La cultura in tempo di crisi
La fuga dei privati dagli eventi

Lo storico sponsor ha lasciato Verona Jazz. Meno contributi anche per Comune e Arena

Come se, d’un tratto, arrivasse il deserto. Come se la sabbia di finanziamenti mancati prendesse il sopravvento. Quel paesaggio lunare racconterebbe di una Verona senza una Fondazione lirica. Di un’Arena senza opere. Di una Gran Guardia senza mostre. Di un Teatro Romano senza rassegne. Di una città «d’arte e cultura» che non avrebbe né arte, nè cultura. E per molti, già così, non è che si abbonda, in entrambi i casi. Ci sono spigoli della crisi che rimangono nei «cantoni». Come la sabbia quando s’insinua. Che la trovi in posti che non t’aspetti. E questo è lo «spigolo» di quella crisi che si riverbera sugli eventi di una città che la cultura non la fa solo per se stessa. Ma come volano economico. Un volano che rischia d’incartarsi su se stesso. Perché se è vero, come è vero, che i finanziamenti per la cultura non arrivano da quell’acquedotto che dovrebbe essere uno Stato che investe sul suo principale patrimonio, è altrettanto vero che si stanno prosciugando quei rubinetti che, se non creano risaie, evitano desertificazioni. Gli investimenti privati. Quegli «sponsor» che al mulino culturale portano acqua, eccome.

L’esempio più eclatante è quello del Verona Jazz Festival che grazie ai contributi dei privati ha creato delle vere e proprie chicche, in 40 anni di vita. Da due anni il Jazz scaligero per eccellenza, ha perso lo sponsor. Quella Volkswagen che garantiva alla manifestazione un introito di 100mila euro a edizione. E che da lì si è eclissata, come ha ridotto la partecipazione alla stagione lirica. Il risultato è stato che gli organizzatori hanno cambiato formula, creando una collaborazione con una società che prevede una collaborazione legata alle vendite dei biglietti. «I privati - spiega Gian Paolo Savorelli, direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese, creatore e curatore del Festival Jazz - sostenevano quasi totalmente la rassegna. E questo ti dà una possibilità importante: poter creare un cartellone senza guardare al botteghino. Insomma, poter invitare artisti importanti, di nicchia, che magari non ti riempiono il teatro. Con altre formule devi stare più attento alla parte "commerciale", come è giusto che sia per chi subentra dovendo coprire con gli incassi. Non è la formula ideale. Ma sia chiaro che è comunque una formula che ti permette di non morire». C’è chi lascia e chi, come alcune banche, diminuiscono la loro «partecipazione». E la creazione di «eventi culturali» a Verona è inevitabilmente destinata a barcollare, tra uno Stato che taglia e i privati che potrebbero cauterizzare la ferita e che invece ritirano le sovvenzioni.

«La verità - analizza il sindaco Flavio Tosi - è che se non ci fossero i privati, ad esempio, a Verona non sarebbero state allestite le due mostre di Goldin. Noi abbiamo la fortuna di avere la Fondazione Cariverona, quindi un privato che non solo non si è tirato indietro, ma ha investito. E’ ovvio che comunque devi cercare di organizzare eventi con meno finanziamenti e quindi crei sinergie nuove, cerchi soluzioni diverse, ma la programmazione inevitabilmente ne risente. Con la "spending review" si è tagliato senza criterio. I finanziamenti sono stati decimati per tutti, sia per chi organizzava convegni del piffero sia per città culturalmente importanti come Verona. E questo è stato un errore. Poi non si viene incontro, in un Paese come il nostro, al mecenatismo con quei benefici fiscali per i privati che investono in cultura, come accade all’estero. Se non ci fosse stata la Cariverona non solo non ci sarebbero state le mostre di Goldin. Ma come Comune non avremmo potuto fare quella "musina" che grazie a quell’evento siamo riusciti a fare e che sarà investita in altri progetti...».

Ne sa qualcosa il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini. Tra tagli al Fus - il fondo unico per lo spettacolo - e sponsor in crisi, è una sorta di alchimista, nel trovare finanziamenti. «Se si guarda in generale, noi non abbiamo perso sponsor privati. Anzi, ne abbiamo aggiunti. Ma la verità è che quelli più grossi hanno ridotto la partecipazione e quelli nuovi e i più piccoli non portano ulteriori entrate, ma vanno a coprire le perdite dovute ai tagli dei "maggiori"». Fanno sperare quello che è anche il presidente dell’Anflos - l’Associazione nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche - le ultime dichiarazioni del premier Enrico Letta. «Ha detto che se ci saranno ulteriori tagli alla cultura si dimetterà. Visto che poi sarà lui a decidere, non credo che si auto-licenzierà... E’ già qualcosa. E magari invece di tagli si inizierà a parlare di aumenti. A Verona la situazione è particolare, siamo salvati anche noi dalla Fondazione Cariverona. Se non ci fosse stata non ci sarebbe il museo della lirica. E ha anche aumentato il contributo. Ma a mancare è sempre lo Stato. Ci vorrebbe la leva fiscale: togliere l’Iva sui biglietti, gli sgravi a chi investe... ». Perché a un imprenditore puoi spiegare quanto è bello essere dei mecenati. Ma se la crisi attanaglia tutti è dove non fai la pagnotta che inevitabilmente tagli. E la cultura, si sa, non lievita in tempi rapidi...

FONTE Angiola Petronio

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PRIMO PIANO USA, BIMBO DI 3 ANNI SI UCCIDE COL FUCILE: ARRESTATO LO ZIO

9 Maggio 2013, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA NEW YORK - Ancora un'altra volta il gioco delle armi negli Usa uccide un bambino. Un piccolo di 3 anni si è ucciso giocando con la pistola trovata, carica e senza sicura, in uno zainetto dello zio con cui divideva la stanza. 
La polizia della contea di Hillsborough ha arrestato l'uomo, Jeffrey D. Walker, di 29 anni, accusato di negligenza aggravata. I gentori del bambino si trovavano nella loro stanza nel momento dell'incidente.

UN ALTRO CASO La tragedia in Florida non è l'unico caso di questo tipo registrato oggi dalla stampa americana: nella zona di Houston un bambino di 7 anni è stato colpito dal proiettile sparato dal fratellino di cinque. Il bambino è rimasto ferito ma non sarebbe a rischio di vita. E sabario scorso un bambino di 13 anni ha sparato alla sorellina di sei con la pistola trovata in casa in Florida. La bambina è ricoverata in condizioni gravi ma stabili. E lo scorso 30 aprile una bimba di 2 anni in Kentucky è rimasta uccisa dal colpo sparato dal fratellino di cinque con il fucile per bambini, modello Cricket, che gli era stato regalato dai genitori. 

LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA ROMA Terrorismo, Napolitano ricorda Moro e le stragi: trarre lezione dal passato

9 Maggio 2013, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Aldo Moro moriva 35 anni fa. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto ricordare lo statista democristiano rapito e ucciso dalle Brigate Rosse con un cuscino di fiori deposto dal Consigliere per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali, Giancarlo Montedoro, sulla tomba a Torrita Tiberina. Napolitano ha deposto una corona di fiori in via Caetani, sotto la lapide di Moro.

La cerimonia. 
Insieme al capo dello Stato, il premier Enrico Letta, il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Difesa Mario Mauro, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Presente anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e Pierluigi Castagnetti dei Popolari. Il capo dello Stato si è soffermato qualche minuto in raccoglimento in via Caetani, nel luogo dove è stata rinvenuta il 9 maggio del 1978 la R4 rossa con il corpo dello statista Dc. Dopo la cerimonia, si è intrattenuto a colloquio con Grasso, Boldrini e Letta.

Giorgio Napolitano. 
«Basta chiamare questi palazzi i palazzi del potere», sono invece i «Palazzi della sovranità popolare», ha detto il capo dello Stato ricordando le vittime del terrorismo. «A partire da quest'anno - aggiunge Napolitano - ho voluto che la cerimonia si dislocasse anche in altri luoghi istituzionali come il Senato e vorrei che la si smettesse di identificarli come i 'Palazzi oscuri del potere' e se il Quirinale è stato definito dal mio augusto predecessore 'la casa degli italiani' vorrei che questi palazzi venissero considerati i luoghi della sovranità popolare, i palazzi della democrazia». «Dobbiamo trarre una lezione dal passato: l'Italia ha superato non solo momenti di tensione ma periodi tragici che l'hanno esposta a rischi estremi. Se abbiamo superato quei momenti, sapremo superare le prove che abbiamo davanti», ha aggiunto il Presidente.

Enrico Letta. «Quando i miei genitori mi portarono in via Fani, avevo 12 anni e vedere 5 servitori dello Stato che persero la vita, il presidente della Dc rapito e poi assassinato, ha voluto dire capire quanto al politica è alta se è di servizio», ha detto il premier Enrico Letta all'assemblea di Rete Imprese. 

Il discorso di Grasso. 
«La scelta della data per "il Giorno della memoria" che ricorda le vittime del terrorismo è caduta sull'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro perchè quella decisione spietata, che portò dopo 54 giorni di prigionia all'uccisione del Presidente della Democrazia Cristiana, ha rappresentato un momento di condivisa presa di coscienza da parte dello Stato. Quello Stato che, purtroppo, solo allora, capì che la reazione non poteva più tardare», ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, parlando in aula alla presenza del presidente della Repubblica. «Le Brigate rosse avevano colpito il perno del sistema politico e istituzionale su cui poggiava la democrazia. Moro divenne la vittima simbolo di un sistema, fu la tragedia non solo della perdita di un alto rappresentante delle Istituzioni ma di tutto il Paese», ha aggiunto Grasso. 

Le stragi del terrorismo. 
«Auspico che il Parlamento, qualora approvi i disegni di legge già presentati per istituire la Commissione» Antimafia, «possa estenderne le competenze anche ad altre stragi di qualsiasi estrazione rimaste irrisolte. Se le forze del male si compattano, lo Stato deve poter rispondere con altrettanta compattezza e forza per scongiurare ogni rischio di riproduzione di quei fenomeni che tanto sono costati alla democrazia e agli italiani e che tanto potrebbero costare ai nostri figli», ha aggiunto Grasso nel ricordare le stragi del Terrorismo. «Io, quale rappresentante delle istituzioni, mi sento oggi responsabile di un sistema giudiziario che non seppe trovare in tempo quelle verità che avrebbero reso giustizia. La verità oggi è nota e gli assassini sono rei confessi. Mai più succeda che la giustizia sia negata», ha aggiunto. «Quel che più mi preme è porre un limite insuperabile a qualsiasi forma di violenza (armata, fisica od anche verbale), perfettamente convinto che non possano esistere ragioni di dissenso politico o di tensioni economiche e sociali che giustifichino in alcun modo il ricorso alla forza, ad atti di ribellione o di protesta violenta, che rischino di trasmodare e di generare terrore in cittadini indifesi ed innocenti», ha sottolineato Grasso.

 

LEGGO.IT

09.05.2013.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA TREVISO LEONARDO, MORTO A 19 ANNI: STRONCATO DA UNA MALATTIA. "ERA UN RAGAZZO SOLARE

9 Maggio 2013, 11:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TREVISO - È in lutto la comunità di Ponte di Piave per la morte diLeonardo Favero, 19 anni, residente in via Campagne. La rara, gravissima malattia che l'ha colpito l'estate scorsa alla fine ha avuto il sopravvento sulle assidue cure mediche alle quali il giovane si era sottoposto. C'è tanta tristezza in paese per la scomparsa di questo ragazzo gentile, che suscitava simpatia in chiunque lo avvicinava e che era benvoluto da coloro che lo conoscevano. Un giovane che si poneva in modo positivo nei confronti della vita, con il quale il destino non è stato magnanimo. 

La famiglia Favero è molto riservata, abita in via Campagne, è la zona a nord dell'area industriale, caratterizzata dall'agricoltura. I genitori Renata e Tiziano sono imprenditori agricoli. Leonardo era fratello gemello di Alessandro.
Dopo gli studi superiori si era iscritto all'Università a Padova. Quello che sembrava il normale futuro di un giovane che si prepara ad affrontare gli studi universitari quindi il mondo del lavoro, ha subito un brusco arresto la scorsa estate, con la comparsa della malattia.
Una patologia molto rara che a quanto pare ha colpito il fegato. 

I genitori, i medici hanno tentato per Leonardo ogni strada. Il giovane è stato portato negli ospedali di Verona, Treviso, Padova, Milano, ogni tentativo possibile è stato fatto. Invano.
Il giovane è morto nella sua casa, circondato dall'affetto dei genitori, del fratello Alessandro, delle nonne Carla e Regina, degli amici, dei volontari dell'associazione Organizzazione Mato Grosso. Finchè le forze glielo hanno permesso Leonardo Favero infatti ha dato manforte ai volontari che raccolgono ferro ed altri materiali passando per le vie del paese; con il ricavato che viene poi impiegato per sostenere la crescita delle popolazioni indigene del Mato Grosso in Brasile.
Il funerale avrà luogo sabato alle 15 a Ponte di Piave; domani sera alle 20 la recita del Rosario. Per volontà della famiglia non fiori ma offerte alla parrocchia o all'organizzazione Mato Grosso.

 

LEGGO,IT

09.05.2013.

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