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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 14/02/2010 PIAZZA COTA IMMOBILIARE

15 Maggio 2013, 10:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

PIAZZA COTA IMMOBILIARE

Villa Massa è in vendita. I ventimila metri quadri di aranceto su Via Cavone con un bellissimo fabbricato, inizi novecento, di proprietà di un Istituto Religioso, sono sul mercato. Ma lo sono con un vincolo di destinazione della Sovrintendenza per il suo rilievo storico. Ciò consente al Comune, in caso di alienazione, di esercitare un diritto di prelazione che il nostro Sindaco ha intenzione di utilizzare.

 

Questi i fatti raccontati dal suo ambasciatore ai Consiglieri di minoranza, per tastare il terreno sulla possibilità di acquisire al patrimonio comunale la bella Villa.

Avere la possibilità di godere di tale bellezza non è da poco. Opportunamente ristrutturata e resa fruibile ai Cittadini con eventi e manifestazioni di qualità la proposta non sarebbe da scartare se non fosse che c'è il fondato sospetto che l'iniziativa dell'ambasciatore del Sindaco non sia finalizzata per uso  del Comune ,ma di terze parti che gravitano sempre nell'ambito religioso.

 

Chi conosce l'Ecclesia carottese  può capire qual'è la regia. Fin qui è tutto legittimo. La vendita, l'acquisizione, l'interesse dei privati, i vincoli delle Belle Arti, le trattative. La cosa che non ci azzecca proprio è questo ruolo di sensale, più che di ambasciatore dell'uomo delle istituzioni, svolto, per giunta,  in un momento di gravissima emergenza di pubbliche strutture. Che senso ha spendere dai due ai tre milioni di euro per una Villa siffatta per un Comune che, a dire dell'assessore alle Finanze, non tiene gli occhi per piangere. Che dire dell'emergenza scuole che dovrebbe essere il primo pensiero di quest'amministrazione. Si sono, forse, dimenticati, che la scuola di Via Carlo Amalfi è inagibile e va abbattuta? Si sono dimenticati che quattordici autobus ogni mattina trasportano seicento bambini nel plesso  di Via Legittimo? Noi no.

 

La priorità di Piano è quella di avere prima possibile la scuola per i suoi ragazzi. Se è un diritto per loro è anche un dovere per l'Amministrazione Ruggiero provvedere urgentemente. Vogliamo la scuola ricostruita e presto. Come ve lo dobbiamo dire? O volete farci la sorpresa in campagna elettorale? Queste e non altre sono le cose che servono alla Città. Siamo stanchi di questa commistione di ruoli tra pubblico e privato. E' un film gia visto per Marina di Cassano.   Il sensale di Palazzo si faccia la punta al cervello per  reperire le risorse e si faccia un debito per risolvere i problemi pubblici, invece di cazzeggiare con le cose private. Si apra un'agenzia immobiliare e ci metta la sua faccia e i suoi capitali per far crescere la sua azienda. O vuole usare quelli del Comune al secondo piano nel Palazzo di Piazza Cota?

 

***

 

Sempre in tema di immobili, sta per essere rilasciata la struttura dell'ex macello in via Gennaro Maresca. Ho letto anch' io la bufala che il Sindaco la stia per consegnare alla Finanza. Con tutto il rispetto, anche qui ci sono altre priorità. I Vigili Urbani, temporaneamente ospitati nelle catacombe di Via delle Rose, sono i destinatari naturali di quell'immobile insieme alla Protezione Civile e altri servizi per la Città, così come leggo nella RELAZIONE DI ESPLETAMENTO MANDATO del Sindaco. Non vorrei distrazioni d'uso dell'ultim'ora.

 

Che dire di questa bella pensata. Alla Città, dove la categoria portante della nostra economia si dibatte da mesi in una crisi mai vista e con i contorcimenti di panza di Piano Commerciale e Ascom, con parcheggi e mobilità zero, la risposta dell'Amministrazione Ruggiero è quella di mettergli la Finanza in casa ?  Dubito.

Alla prossima e... non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca (incitta.wordpress.com)




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Redazione 

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 28\ 01\ 2010 E 20/112009 LA TRISTEZZA DELLA VITA DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2010/Gennaio/Michele_3.jpg

Letto: 568 volte Io, Michele Pappacoda, faccio una vita pietosa e triste; a parte che sono ammalato da quando ero piccolo e dall'età di 23 anni sto una sedia a rotelle a causa della distrofia muscolare, ho bisogno di aiuto perche abito al secondo piano e se nessuno mi aiuta a scendere dieci scalini non posso mai uscire. Sono soggetto a chiedere aiuto a mio cognato il quale non vuole aiutarmi affatto, mi maltratta, mi sputa in faccia, mi chiama storpio e mi arriva con le mani addosso; io per quieto vivere lascio stare, anche perché è il marito di mia sorella, ora padre di due figli e da quando si è sposato, cioè sette anni orsono, non ha mai lavorato, ha vissuto sulle spalle di mio padre; ora il mio papà è morto e ogni giorno lui cerca soldi ed altro; io non posso soddisfare le sue esigenze anche perché essendo invalido percepisco un assegno di invalidità di 268 euro al mese e allora per aiutare lui non dovrei più mangiare. Litiga con la moglie, la picchia, la notte non ci fa dormire ed io soffro anche perché mia sorella non si è mai ribellata a tutto ciò. Ma io vorrei vivere tranquillo e non essere maltrattato, la mia vita é un inferno, posso piangere tutti i giorni ma nessuno mi capisce. La gente fuori non capendo il dramma che ci sta a casa mi prende per pazzo, il comune non mi dà nessuno aiuto. Se non avessi mia madre che mi aiuta in casa... fa tutto il possibile, ma poveretta anche lei, è anziana (66 anni), piena di dolori, non può fare tutto lei e quando non avrò più mia madre che fine farò? Delle mie sorelle una se ne è andata a Modena, ha trovato lavoro lì e vive col suo ragazzo, un'altra mi ha dato una mano fino ad adesso ma ora andrà a vivere col suo ragazzo e chi si occuperà di me? Adesso sicuramente mio cognato non muoverà un dito per aiutami, di sicuro mi faranno morire ma mi porteranno sulla coscienza. Parenti, istituzioni, amici, a voi tutti in lacrime scrivo questo articolo. Vi chiedo di pubblicarlo grazie MICHELE PAPPACODA 5 commenti presenti Inserisci un commento 21/11/2009 10:11 inserito da mandate via tuo cognato viso che maltratta entrambi 20/11/2009 20:30 inserito da Michele Pappacoda ha, con la sua lettera, denunciato di essere vittima di malversazioni da parte del cognato; lo stesso sarebbe anche colpevole di maltrattamenti alla moglie. Se ciò risponde al vero, le autorità militari e giudiziarie hanno il dovere di intervenire per punire l'autore di tali soprusi. Non è la prima volta che dalle pagine di Positanonews si leggono lettere di Michele ma non mi risulta che alcun provvedimento nei confronti del cognato è stato assunto, ne' sono stati effettuati riscontri per verificare la fondatezza delle gravi accuse che gli vengono mosse. Auspico, da cittadino, una verifica delle accuse mosse da Michele e, se fondate, un intervento delle autorità competenti per porre fine al suo dramma. 20/11/2009 18:09 inserito da Michele Pappacoda sta lanciando appelli a tutti per avere una mano al suo grave problema , che noi cittadini siamo latitanti e non sensibili è umano , ma che il Sindaco a cui Michele Pappacoda ha rivolto tante richieste di aiuto è assente con il delegato ai servizi sociali è un fatto gravissimo. Non si può lasciare nell'indifferenza un ragazzo che soffre che ha gravi problemi è chiede aiuto è una vergogna , mi appello a tutte le persone sensibili ,alle autorità preposte , al Sua Ecc. Il Vescovo di Amalfi affinchè si trovi una soluzione per aiutare "Michele". 20/11/2009 15:50 inserito darosy che tristezza e pena leggere questa lettera, è una denuncia a tutti gli effetti spero e ti auguro caro michele che venga questa tua missiva sottoposta alle forze dell'ordine e che qualcuno di cui ha competenza intevenire per mettere fine a questo tuo calvario, non è giusto che oltre la tua terribile malattia devi sopportare anche le angherie e cattiverie di chi ti sta vicino. un abbraccio 20/11/2009 14:56 inserito daAIUTO ciao Michele, mi dispiace tanto per le tue condizioni. ma nn puoi chiedere l'assistenza domiciliare al comune? cosa possiamo fare per aiutarti?!ti saluto affettuosamente

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 12/02/2010 GLI AUGURI DI SAN VALENTINO DA PARTE DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

AUGURI A TUTTE LE MIE AMICHE

L' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati).  Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus. I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell'amore.  I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino nato a Terni nell'anno 175 d.C. divenne così il patrono dell'amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l'unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. La  storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II  che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato. La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d'addio che si concludeva con " dal vostro Valentino".  Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore. 

Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua figura ruotano molte leggende, che riguardano tutte episodi d'amore.

LA LEGGENDA DI SABINO E SERAPIA
Questa leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente. Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino e per le prossime nozze, Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l'eternità

LEGGENDA DELLA ROSA DELLA RICONCILIAZIONE
Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio. La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

LA LEGGENDA DEI BAMBINI
San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare. Si affacciava sovente dalla sua finestra per sorvegliarli e per rallegrarsi nel vederli giocare. Quando veniva sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Dopo aver dato loro la benedizione regalava a ciascuno di loro un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto e l’amore nei confronti dei genitori. Da questa leggenda deriva l'usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene

LA LEGGENDA DEI COLOMBINI
Il sacerdote Valentino possedeva un grande giardino che nelle ore libere dall'apostolato coltivava con le proprie mani. Tutti i giorni permetteva ai bambini di giocare nel suo giardino, raccomandando che non avessero fatto danni, perché poi la sera avrebbe egli regalato a ciascuno un fiore da portare a casa. Un giorno, però, vennero dei soldati e imprigionarono Valentino perché il re lo aveva condannato al carcere a vita. I bambini piansero tanto. Valentino, stando in carcere pensava a loro, e al fatto che non avrebbero più avuto un luogo sicuro dove giocare. Ci pensò il Signore. Fece fuggire dalla gabbia del distratto custode due dei piccioni viaggiatori che Valentino teneva in giardino. Questi piccioni, guidati da un misterioso istinto, trovarono il carcere dove stava chiuso il loro santo padrone. Si posarono sulle sbarre della sua finestra e presero a tubare fortemente. Valentino li riconobbe, li prese e li accarezzò. Poi legò al collo di uno un sacchetto fatto a cuoricino con dentro un biglietto, ed al collo dell'altro legò una chiavetta. Quando i due piccioni fecero ritorno furono accolti con grande gioia. Le persone si accorsero di quello che portavano e riconobbero subito la chiavetta: era quella del giardino di Valentino. I bambini ed i loro familiari si trovavano fuori del giardino quando il custode lesse il contenuto del bigliettino. C'era scritto:"A tutti i bambini che amo…dal vostro Valentino.

CON QUESTA STORIA DI SAN VALENTINO GLI AUGURI PER PRIMO VANNO A VALENTINA GAMBARDELLA CHE E ANCHE IL SUO ONOMASTICO.

Auguri da Michele a tutte le sue amiche in particolare a Rita Paolillo di Amalfi e poi a: Agnese Martingano comandante dei vigili, Alessandra Ddd'agostini, Alfonsina Cioffi, Angela De Robertis,ANNA AMATO ANNALISA FRIGENTI ANTONELLA PROTO BARBARA PAPPACODA ANTONIETTA INCOLTI CARMELA ESPOSITO ANNA CASTALDO CINZIA STAIANO CORNELIA CANDOLFI DANIELA VOLPE LUISA DE GENNARO EVA ANASTASIO EVA PAPPACODA FANIA DELLA PIETRA SEBY FUSCO IDA CAPUANO KATIA PERROTTA MADDALENA PAOLILLO MARIA D'ORDIA MARIA RITA ALBERTINI RITA AMATRUDA ROSA RIVA ROSA GIORDANO ROBERTA FALCONE SILVANA DI MASCIO SIMONA CIOFFI STEFANIA AMATRUDA SIMONA STAIANO TERESA CIOFFI TROFIMENA CAVALIERE ENZA CAMERA.

UN AUGURIO MOLTO PARTICOLARE VA INOLTRE A SILVIA MICCIO TITOLARE DEL MINIMARKET TI MINORI A CUI LE VOGLIO AUGURARE UN BUON SAN VALENTINO E LE VOGLIO TANTISSIMO BENE


                                                                                               AUGURI

MICHELE PAPPACODA




Inserito da:
Michele Pappacoda
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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 10/02/2010 STORIA DELLAMAXITANGENTE ENIMONT E UNO SPARO NEL BUIO UNA RICERCA DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Tangente Edimont
Tangente Edimont

 Craxi: circa 11 miliardi; Citaristi e Forlani: otto miliardi; Pomicino: cinque miliardi e mezzo; Martelli: cinquecento milioni; Giorgio La Malfa: trecento milioni; Egidio Sterpa: cinquanta milioni; Carlo Vizzini: trecento milioni; De Michelis: cento milioni; Altissimo: duecento milioni; Umberto Bossi: duecento milioni». Non si tratta di un fortunato gratta e vinci, ma di un piccolo scampolo di “dazioni” di era tangentopoli; solo un piccolo modestissimo scampolo, diciamo un elenco quasi emblematico. Desunto da questo libro-documento scritto da un magistrato, Mario Almerighi ( Tre suicidi eccellenti. Gardini. Cagliari. Castellari , Editori Riuniti, pp. 239, euro 12,00), che ci scaraventa, come in una Macchina del Tempo, negli Anni Ruggenti di Manipulite. Un libro-documento, preciso nei particolari e nell’iter cronologico, con i fatti, i nomi, i personaggi seguiti giorno per giorno con ritmo e sequenze da noir . Per la serie la realtà batte l’immaginazione.
E’ il 20 luglio 1993. «Intorno alle ore 10.10, il corpo esanime di Gabriele Cagliari giace sul pavimento del bagno annesso alla cella. Il suo corpo è coperto da un busta di plastica legato intorno al collo.E’ il 23 luglio 1993, «erano le 8.30-8,45. Ho visto il corpo esanime di Gardini, forse era ancora agonizzante. All’altezza della tempia destra c’era un foro».
I due suicidi che fanno tremare i Palazzi sono stati preceduti da un altro cadavere eccellente. E’ il 25 febbraio 1993, «finalmente, dopo sette giorni dalla scomparsa, verso le ore 11,20, in zona Monte Corvino, una pattuglia a cavallo avvista un corpo umano disteso sopra un appezzamento di terra arato di recente». E’ un cadavere completamente sfigurato. La testa «scarnificata fino all’osso dello sterno, un grande squarcio all’altezza della zona temporale del cranio semivuoto, una parte della teca cranica staccata dalla testa». Una pistola Smith & Wesson con una cartuccia esplosa infilata nell cintura dei pantaloni. E’ il corpo di Sergio Castellari. Anche per lui i giudici, dopo ripetute e accurate indagini, sentenziano: suicidio. Un uomo brillante, intelligente, ricco, amante di belle donne, di cavalli e di ville, «perfettamente inserito nel Sistema». Quando muore, ha solo 61 anni.Un filo nero lega insieme i tre suicidi da prima pagina. Sergio Castellari è un grand commis di Stato, già direttore generale degli affari economici del ministero delle Partecipazioni statali, consulente Eni, mani in pasta dentro Efi, Enichem, Iri, Efim. Gabriele Cagliari, 67 anni, area politica Psi, già direttore Anic, è presidente dell’Eni, è l’uomo-chiave per le grosse partite che si chiamano Nuova Pignone, Sai Assicurazioni, Saipem. E Gardini è Raul Gardini, il bello e dannato di una dinasty capitalista antica e rinomata in campo agroalimentare, quella che fa capo a Serafino Ferruzzi, di cui ha sposato la figlia Idina. Laureato in agraria alla Bocconi, «è uomo intelligentissmo e brillante, dalle grandi ambizioni; denominato “il Corsaro” per la sua spregiudicatezza e il suo cinismo negli affari, ma anche perché appassionato di barche a vela»; presidente della Montedison e creatore del pool della chimica nato dalla fusione di Enichem e Montedison, denominato Enimont, la più grande concentrazione industriale della storia italiana.Il filo nero si chiama appunto Enimont: quello che conduce direttamente dentro il cuore più tenebroso della stagione Tangentopoli. Enimont, la “madre di tutte le tangenti”, e sinonimo di maxi-tangente. Ecco, in estrema sintesi – si legge a pagina 211 – cosa dichiara Carlo Sama (manager Montedison e cognato di Gardini) al pubblico ministero in riferimento alla maxitangente Enimont del 1991: «70 miliardi sono andati al Psi, nella persona del suo segretario politico, Bettino Craxi. Qualche decina di miliardi è stata versata alla Dc per il tramite del suo segretario politico Forlani. La restante parte della tangente è stata versata a vari personaggi politici che avevano avuto un peso nella definizione dell’affare Enimont. Qualche miliardo è andato a Cirino Pomicino, in relazione alla sua carica di responsabile del Cipi; qualche miliardo a Claudio Martelli, per la sua posizione favorevole alle logiche imprenditoriali della Ferruzzi e della Montedison nel settore della chimica; qualche miliardo a Franco Piga, per il ruolo dallo stesso svolto nella predisposizione del prezzo di cessione delle azioni Enimont; qualche miliardo a Gabriele Cagliari, nella sua qualità di presidente dell’Eni; qualche miliardo all’ingegner Alberto Grotti, vicepresidente dell’Eni. Altre somme di denaro che non ricordo sono state versate a Pompeo Locatelli e Vincenzo Palladino».Trattasi di 168 miliardi, tutti “devoluti” per permettere a Gardini di mantenere le mani sulla chimica, di trarne profitti colossali e poi di defiscalizzarne le perdite, previa maxi-corruzione politica. Quando la colossale truffa viene scoperta, coi segretari di tutti i partiti di governo trascinati sul banco degli imputati – Craxi per il Psi, Forlani per la Dc, Altissimo per il Pli, La Malfa per il Pri, Vizzini per il Psdi – Mani Pulite è già un ciclone che fa strage di quella che è chiamata la Prima Repubblica.
Tangentopoli cominciò il 17 febbraio 1992, con Mario Chiesa – il rampante socialista presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano – colto in flagrante mentre intasca una tangente; poco più di un anno dopo, con politici, imprenditori e faccendieri di vario tipo travolti dagli scandali e dagli avvisi di garanzia, il Pentapartito che regge il governo riceve la mazzata definitiva: alle aministrative del 6 giugno 1993, la Dc perde metà dei voti e il Psi praticamente sparisce, la Lega trionfa al Nord (e Milano è gratificata di un sindaco marca Carroccio, Marco Formentini); mentre Il Parlamento non ce la fa a formare il governo e Scalfaro, allora presidente della Repubblica, è costretto ad affidare la presidenza del Consiglio al governatore della Banca d’Italia Ciampi: nasce il primo esecutivo tecnico nella storia d’Italia. Al grido di “Bettino Bettino il carcere è vicino”, si levano proteste nelle piazze, nelle città e nelle università per la negata autorizzazione a procedere contro Craxi e Rifondazione comunista chiede lo scioglimento delle Camere.

Tangentopoli, la storia infinita. Secondo la tesi di Mario Almerighi, Castellari, Cagliari e Gardini non sono suicidi, ma omicidi. Il libro indaga e mette in fila, con dovizia di particolari, sequenze e incongruenze, tutto l’iter delle tre indagini: misteriose lacune, incomprensibili contraddizioni, circostanze mai chiarite danno effettivamente adito a più di un dubbio. Per esempio. «Nel mese di agosto 2006, la procura di Caltanissetta riapre l’inchiesta sulla morte di Raul Gardini. Ne dà notizia il settimanale L’Espresso : dopo aver indagato sulle presunte complicità tra la mafia e la società Calcestruzzi, i magistrati nisseni hanno chiesto alla Dia di riesaminare tutto il caso, di ripartire da zero, senza tralasciare nulla. Alla base delle nuove indagini, la convinzione dei pubblici ministeri che sia stata Cosa nostra a determinare la scomparsa del Corsaro che aveva sfidato la finanza e la politica. In sostanza, sostiene l’autore, «l’azienda dei Ferruzzi si era inserita a pieno titolo nel sistema tangentizio siciliano del tutto simile a quello nordico, ma con un ingrediente in più: Cosa nostra».

Cronaca di un’Italia «ad altissimo indice di illegalità». Ciò che si racconta in questo libro «apre lo scenario su un’ipotesi agghiacciante: anche il Sistema uccide. Uccide chi diventa inaffidabile».
Castellari, Cagliari, Gardini, l’ultima parola non è stata ancora detta, forse?

Michele Pappacoda                        mjcheva@live.it

 




Inserito da:
Michele Pappacoda

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 28\ 01\ 2010 COSTIERA AMALFITANA SONO UN DISABILE ABBANDONATO A SE STESSO. QUALCUNO MI AIUTI

15 Maggio 2013, 10:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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michele Letto: 803 volte Sono un disabile motorio, soffro di distrofia muscolare da quando ero bambino. Vivo a Vettica di Amalfi ed anche se la mia casa è a livello strada io abito al secondo piano e per accedere ho bisogno di qualcuno che mi salga e mi scenda se non voglio restare chiuso in casa su una sedia a rotelle. Fino ad un anno fa mio padre anziano di 74 anni mi portava sulle sue spalle giù e viceversa, ora da un anno a questa parte mio padre si è ammalato di una malattia grave alla prostata e non mi ha potuto più aiutare. Ho chiesto aiuto ad un mio cognato, ma mi chiede dieci euro alla volta e la mattina non mi aiuta assolutamente, anzi mi fa urlare. Così negli ultimi tempi ho chiesto aiuto ad Andrea Cretella, il quale ha scritto una lettera al sindaco di Amalfi Antonio De Luca per abbattere le barriere architettoniche, evidenziando in generale i problemi in costiera dei disabili ma a me a Vettica di Amalfi, ridotto su una sedia a rotelle, chi mi deve aiutare? Chi mi aiuta a salire e scendere le scale? Devo continuare a dare i soldi a mio cognato ed essere umiliato, continuare ad urlare senza che mi dia alcuno aiuto? Oppure dovrò restare chiuso in casa in eterno? QUALCUNO MI AIUTI MICHELE PAPPACODA

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 08/02/2010 STORIA DEL MONSTERO DI SANTA ROSA CONCA DEI MARINI DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

08/02/2010
Storia Convento di Santa Rosa
Storia Convento di Santa Rosa

Il Monastero di Santa Rosa da Lima, fondato nel 1681[1], è un ex-monastero domenicano situato aConca dei Marini, posto su una rupe a dominare la costa, ed è un monumento di rilevante interesse storico-artistico della provincia di Salerno.

La storia del monastero è strettamente legata a quella della famiglia Pandolfo, che si stanziò a Conca dei Marini nel XV secolo. Oltre a cariche pubbliche, i membri della famiglia vantavano un grande potere economico, molti patronati nelle chiese di Conca, e grandi proprietà fra le quali la fonte termale di Capasso nel comune di Contursi, il suolo che incorpora la Grotta dello Smeraldo e il palazzo munito di una torre sito in Via Torre, abbellito con grandi blocchi di pietra tufacea lungo i bordi della terrazza. Nell'archivio della parrocchia di San Pancrazio martire si conserva un libro sulla storia di questa famiglia, scritto da Natale Pandolfo, secondo il quale il capostipite sarebbe stato Pompeo, un giovane capitano proveniente da Milano che, attratto dal culto diSant'Andrea (il cui corpo è custodito nel duomo della vicina Amalfi), si stabilì a Conca; Matteo Camera, storico di Amalfi, narra invece che un certo Daniele si trasferì da Pontone di Scala a Conca nel XVI secolo. Il padre della fondatrice del monastero, Vittoria, era Francesco che ricavava grandi guadagni dal commercio marittimo. Francesco si sposò con la marchesa Giovanna Gagliano con la quale ebbe molti figli: Natale, erede degli affari dopo la morte del padre avvenuta nel 1659, Gennaro e Andrea che erano dottori in legge, Pietro, Antonio e Vincenzo, ordinati sacerdoti, Filippo e Vittoria.

I Pandolfo si assunsero l'onere di riparare la chiesa abbandonata di Santa Maria di Grado, ceduta dal vescovo Ferdinando D'Anna al Comune di Conca nel 1539; decisero anche, con l'impulso di Vittoria, divenuta suor Maria Rosa di Gesù, di costruirvi accanto un monastero: il 17 giugno del 1680 fu benedetta la prima pietra.

Molti furono i benefici che il paese ricevette grazie alle monache domenicane di clausura. Grazie alle loro cospicue doti monacali, esse permisero la creazione di un impianto idrico che sopperiva ai bisogni del paese.

Il vescovo di Pozzuoli, Girolamo Dandolfi, natio di Conca dei Marini, donò al convento la reliquia del cranio di San Barnaba apostolo.

Varie notizie sul conservatorio ci sono giunte grazie al Compendio Istorico che scrisse il sacerdote Don Gaetano Amodio, rettore della chiesa di San Pancrazio martire dal 1760 al 1772.

Un vassoio di sfogliatelle Santarosa

In questo luogo di serenità claustrale nacque la famosa sfogliatella "Santarosa". Le monache non capirono subito la straordinaria invenzione dolciaria che avevano fatto e che sarebbe diventata tipica della tradizione napoletana. Immediatamente la sua bontà fu apprezzata e le suore, visto il successo, le diedero il nome della loro protettrice.

A causa della legge del 1866, la casa religiosa fu soppressa e le monache che vi abitavano vi rimasero fino alla morte. L'ultima suora morì nel1912 e lasciò tutti i beni al comune. Seguirono dodici anni di incuria finché nel 1924 un albergatore romano, Massimiliano Marcucci, che insieme con il fratello ed un altro socio, gestiva alberghi di lusso come il San Domenico Palace Hotel a Taormina e l'hotel de la Ville a Romaacquistò la struttura[1]. Il luogo fu ristrutturato come hotel, ma preservandone l'aspetto originale; tra gli ospiti noti che vi hanno dimorato, l'attore Eduardo De Filippo ne rimase entusiasta, lasciando nel libro degli ospiti la seguente frase[1]:

(NAP)
« Io ccà me sento monaco,
me sento nato monaco,
vulesse murì monaco.  »
(IT)
« Io qui mi sento monaco,
mi sento nato monaco,
vorrei morire monaco.  »
 

.

Dopo la morte dell'ultimo proprietario, Pierluigi Caterina, la proprietà è stata acquistata da Bianca Sharma, una ereditiera statunitense[2], la quale ha intenzione di trasformare il conservatorio in un albergo di lusso, attraverso un progetto realizzato dallo studio Reardon Smith Architects di Londra[3], a cui si sono opposte diverse associazioni a difesa del patrimonio ambientale e culturale, tra cui

Il Convento di Santa Rosa e la sua chiesa dominano dall’alto di una rupe all’ingresso di Conca dei Marini, l’incantevole Golfo di Salerno.

La piccola chiesa, attigua all’antichissima chiesa di Santa Maria de Grado distrutta da un violento cataclisma nel X secolo e ricostruita nell’XI, fu donata nell’anno 1539 dall’arcivescovo di Amalfi Giovanni Ferdinando Annio al Comune di Conca dei Marini, e da questi a suor Maria Pandolfo che nel 1681 vi fondò il Convento di Santa Rosa, con monache di clausura appartenenti al secondo ordine delle dominicane.

Le celle del convento sono costruite con volte a botte al di sopra di altre volte interne, allo scopo di fornire una preziosa camera d’aria agli ambienti.

All’aspetto esterno severamente monastico del convento, si contrappone quello ricco, tipicamente barocco dell’interno, dove ogni particolare è un riferimento storico e dove è possibile percepire il messaggio universale dell’arte.

Di inestimabile valore artistico sono i quattro splendidi altari lignei e le grate bombate in ferro e legno del coro e ai lati dell’altare centrale.

Fu nelle cucine di questo convento che nacque la famosa “Sfogliatella Santa Rosa”.

Si racconta che le monache erano solite distribuire pane ai poveri nelle giornate di festa. Proprio con l’avanzo di un impasto per il pane, venne preparata la prima sfogliatella Santa Rosa, confezionata a forma di conchiglia, che racchiudeva un farcito di crema e pezzetti di frutta che le monache raccoglievano nel loro giardino.

Questa è la ricetta originale della sfogliatella Santa Rosa nel testo ritrovato da Salvatore di Giacomo;

“Prendi il fiore e mettilo sopra il tagliero nella quantità di rotolo mezzo. Mettici un pocorillo d’insogna e faticalo come un facchino. Doppo stendi la tela che n’è riuscita e fanne come se fosse una bella pettola. In mezzo mettici un quarto d’insogna ancora, e spiega a scialle, quattro volte d’estate, sei d’inverno. Tagliane tanti pezzi, passaci il leganturo e dentro mettici crema e cioccolato e se più ti piace ricotta di Castellammare. Se ci metti un odore di vainiglia o pure acqua di fiore e qualche pocorillo di cedro, fa cosa santa. Fatta la sfogliata, lasciala mezza nchiusa da una parte, là dove scorre la crema facci sette occhi con sette amarene o pezzulli di percolata. Manda tutto al forno, fa cuocere lento, mangia caldo e alleccate le dita.

Michele Pappacoda                                                   Mjcheva@live.it



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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 07/02/2010 RISPETTARE DIRITTI BAMBINI PER SOCIETÀ MIGLIORE

15 Maggio 2013, 10:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Bambini
Bambini

ROMA – L'UNICEF presenta il rapporto "Progressi per l'infanzia" (VIDEO) e segnala: «più di un miliardo di bambini vive in paesi o territori colpiti da conflitti armati, e circa 300 milioni di questi bambini hanno meno di 5 anni.» Nei giorni in cui anche i numeri della FAO sulle persone che soffrono la fame nel mondo sfiora la cifra di 1 miliardi di persone, il rapporto UNICEF porta alla luce, per la prima volta, i dati di violenze e violazioni che sottraggono diritti ai bambini. L'attenzione si punta su violenze sessualitrattamatrimoni precocipunizioni corporali, lavoro minorile, mancata registrazione delle nascite, la pratica delle mutilazioni genitali femminili e gli atti di violenza verso le donne all'interno del matrimonio.


«Nonostante i progressi compiuti, violenza e sfruttamento rimangono una dura realtà nella vita di molti bambini» segnale Spadafora, Presidente dell'UNICEF Italia. «Milioni di ragazzi e ragazze di tutto il mondo sono vittime della tratta, privi delle cure genitoriali o della registrazione alla nascita di cui hanno bisogno per frequentare la scuola e per accedere all'assistenza sanitaria di base, sono costretti a lavorare in condizioni pericolose, mentre altri subiscono violenze o abusi all'interno delle loro stesse case, nelle loro scuole, nelle loro comunità, nelle istituzioni o in prigione, spesso da parte di adulti a cui è affidata la loro cura. I bambini in tali circostanze» prosegue Spatsafora «subiscono violazioni fondamentali dei loro diritti umani, che provocano danni fisici e psicologici di ampia portata, con effetti a volte irreparabili

«Una società non può prosperare se i suoi membri più giovani sono costretti a matrimoni precoci, se vengono abusati o costretti a prostituirsi, o se vengono loro negati i diritti fondamentali» afferma il direttore esecutivo dell'UNICEF Ann Veneman. «Comprendere la portata delle violazioni dei diritti dei bambini è un primo passo per costruire un ambiente in cui i bambini siano protetti e abbiano l'opportunità di sviluppare le loro complete potenzialità

Michele Pappacoda                                       mjcheva@live.it.




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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 28\ 01\ 2010 E 14/08/2009 BUON FERRAGOSTO DALLA COSTIERA AMALFITANA DA CHI NON PUO´ MUOVERSI.. MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2010/Gennaio/Michele_2.jpg

Letto: 741 volte Ciao a tutti voi sono Michele Pappacoda in occasione del 15 agosto voglio fare gli auguri a tutti quelli che mi conoscono e in particolare a tutti gli ausiliari della viabilita sulla SS163 costiera amalfitana che da diversi anni svolgono il proprio lavoro con passione e egreggiamente mantenendo la SS163 nel loro orario di servizio sempre libera da ingorghi o traffico .Gli auguri d buon ferragosto sono: Per RITA PAOLILLO, ENRICO CRISCUOLO, EVA CAVALIER, MARIO PISANI, ALESSANDRO ALFIERI , ANTONIO ORIO, SIMON ESPOSITO, GAETANINA FIORILLO, MARIA MARCIANO STEFANIA AMATRUDA , FILOMENA FARACE,ROBERTA FALCONE, SIMONA STAIANO SIMONA CIOFFI, FRANCA PINTO, e tutti gli altri. Gli auguri anche al direttore dell'Associazione Antica Repubblica Marinara NICOLA AMATO. Siccome mi piace scrivere frasi ed altro sull'amicizia qui pubblico alcune frasi scritte da me. 1) La vera amicizia è come la salute non sappiamo apprezzarla finche non la perdiamo. 2) Non camminare davanti a me potrei non seguirti non camminare dietro di me potrei non saperti guidare cammina al mio fianco e saremo sempre amici. 3) Il vero amico tienilo con entrambi le mani.Buon feragosto anche al direttore di positano news MICHELE CINQUE e tutto lo staff , e poi per non dimenticare mia sorella Barbara e il suo ragazzo Antonio Molino che lavorano a Carpi Modena. BUON FERRAGOSTO A TUTTI MICHELE PAPPACODA Michele è un disabile e per muoversi ha bisogno di aiuto, si trova in uno stabile a Pogerola di Amalfi dove se nessuno lo trasporta non può uscire, non può vedere il mare, non può vedere i fuochi.. Noi staremo sempre in rete anche per lui, ma vorremmo tanto che il sindaco Antonio De Luca interessasse i servizi sociali, come ci ha assicurato, per trovare un rimedio per Michele che ha in se una piccola fortuna. Una straordinaria capacità di comunicare pensieri ed emozioni.. Buon Ferragosto Michele da Positanonews e da tutti i nostri lettori... Michele Cinque

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 07/02/2010 LOTTA AL CRIMINE ATTRAVERSO IL CINEMA

15 Maggio 2013, 10:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

cinema
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TRATTA - Il progetto BUTTERFLY per la prevenzione della tratta in Nigeria è stato presentato il 3 dicembre a Roma, in una Conferenza stampa al Senato. Aiccre e l’Associazione onlus Butterfly Europe for Africa, sono stati promotori del progetto per dare alle donne nigeriane “le ali per volare con i propri sogni di vita”.

Butterfly Europe for Africa è "un gruppo di persone che crede nell'aiuto umanitario sviluppato direttamente nel terzo mondo, capace di offrire istruzione nel campo della cultura e dell'arte cinematografica per tutte le persone svantaggiate che altrimenti sarebbero sulla strada o con il desiderio di espatriare", l’Organizzazione ha una scuola di cinema, la “Butterfly Italian School of Cinema Studies of Nigeria” per i ragazzi e le ragazze in difficoltà o vittime di tratta. La scuola, attraverso l’acquisizione di competenze artistiche e audiovisive, permette loro di restare in Nigeria se lo vogliono e di avere un lavoro certo.

Michele Pappacoda                                                           mjcheva@live.it




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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 06/02/2010 LA STORIA IN BREVE DI BERLUSCONI RICERCA DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

 VITA DI BERLUSCONI. CRONOLOGIA
 
1936. Nasce a Milano il 29 settembre, primo di tre figli (due maschi e una femmina) di Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga.
 
1954.Prende la maturità classica al liceo salesiano Copernico e s'iscrive all'Università Statale, facoltà di Giurisprudenza. A tempo perso, vende spazzole elettriche porta a porta, fa il fotografo ai matrimoni e ai funerali, suona il basso e canta nella band dell'amico d'infanzia Fedele Confalonieri (anche sulle navi da crociera).
 
1957. Primo impiego saltuario nella Immobiliare costruzioni.
 
1961. Si laurea in legge con 110 e lode, a Milano: tesi sugli aspetti giuridici del contratto pub- blicitario, e vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare. E si dà all'edilizia, acquistando un terreno in via Alciati, grazie alla garanzia fornitagli dal banchiere Carlo Rasini, che gli procura anche un socio, il costruttore Pietro Canali. Nasce la Cantieri Riuniti Milanesi.
 
1963. Fonda la Edilnord Sas: soci accomandanti Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico (per la misteriosa finanziaria luganese Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag). Nel 1964 apre un cantiere a Brugherio per edificare una città-modello da 4 mila abitanti. Nel 1965 è pronto il primo condominio, di cui però non riesce a vendere nemmeno un appartamento. Poi, non si sa come, riesce a venderlo al Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali.
 
1965.Sposa Carla Elvira Dall'Oglio, genovese, che gli darà due figli: Maria Elvira (che si fa chiamare Marina - 1966) e Piersilvio (1969).
 
1968. Nasce l'Edilnord 2, acquistando terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2.
 
1969. Brugherio è completa con 1000 appartamenti venduti.
 
1973. Fonda la Italcantieri Srl, grazie ad altre due misteriose fiduciarie ticinesi, la Cofigen (legata al finanziere Tito Tettamanti) e la Eti AG Holding (amministrata dal finanziere Ercole Doninelli). Acquista ad Arcore, grazie ai buoni uffici dell'amico Cesare Previti, la villa Casati Stampa con tutti i terreni ad Arcore, a prezzo di superfavore. Previti infatti è pro-tutore dell'unica erede dei Casati Stampa, la contessina dodicenne Annamaria, e >contemporaneamente amico di Silvio e in affari con lui.
 
1974. Grazie a due fiduciarie della Bnl, la Servizio Italia e la Saf, nasce l'Immobiliare San Martino, amministrata da un ex compagno di università, Marcello Dell'Utri, palermitano. In un condominio di Milano 2 nasce una tv via cavo, Telemilano 58, che passerà ben presto all'etere col nome di Canale 5. Berlusconi si trasferisce con la famiglia a villa Casati, affiancato dal boss mafioso Vittorio Mangano, assunto in Sicilia da Dell'Utri come "fattore", cioè come amministratore della casa e dei terreni. Mangano lascerà Arcore soltanto un anno e mezzo - due anni più tardi, in seguito a due arresti e a un'inchiesta a suo carico per il sequestro di un ospite della villa amico di Berlusconi.
 
1975. Le due fiduciarie danno vita alla Fininvest. Nascono anche la Edilnord e la Milano 2. Ma Berlusconi non compare mai: inabissato e schermato da una miriade di prestanomi dal 1968 al 1975, quando diventa presidente di Italcantieri, e al 1979, quando assumerà la presidenza della Fininvest.
 
1977. Appena divenuto Cavaliere del Lavoro, acquista una quota dell'editrice de Il Giornale , fondato nel 1974 da Indro Montanelli.
 
1978-1983. Riceve circa 500 miliardi al valore di oggi, di cui almeno una quindicina in contanti, per alimentare le 24 (poi salite a 37) Holding Italiana che compongono la Fininvest, di cui si ignora tutt'oggi la provenienza. Sono gli anni della scalata di Bettino Craxi, segretario del Psi dal 1976, al potere e della sua ascesa al governo.
 
1978. Si affilia alla loggia massonica deviata e occulta "Propaganda 2" (P2) del maestro venerabile Licio Gelli, a cui è stato presentato dal giornalista Roberto Gervaso. Tessera numero 1816. Di lì a poco comincerà a ricevere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al "Corriere della Sera", controllato dalla P2 tramite Angelo Rizzoli e Bruno Tassan Din. La P2 verrà poi sciolta, in quanto "eversiva", con un provvedimento del governo Spadolini.
 
1980. Berlusconi fonda, con Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, la concessionaria pubblicitarie per le reti tv. Conosce l'attrice Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al teatro Manzoni di >Milano senza veli. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Berlusconi la riconosce. Padrino di battesimo, Bettino Craxi.
 
1981. I giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sui traffici del bancarottiere mafioso e piduista Michele Sindona, trovano gli elenchi degli affiliati alla loggia P2. Ma Berlusconi non subisce danni dallo scandalo che travolge il governo, l'esercito, i servizi segreti e il mondo del giornalismo.
 
1982. Berlusconi acquista l'emittente televisiva Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi.
 
1984. Berlusconi acquista l'emittente Rete 4 dalla Mondadori: ormai è titolare di tre network televisivi nazionali, e può entrare in concorrenza diretta con la Rai. Ma tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegali di programmi in "interconnessione", cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale. Craxi vara un decreto urgente (il primo "decreto Berlusconi") per legalizzare la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo "decreto Berlusconi"), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia.
 
1985. Berlusconi divorzia da Carla Dell'Oglio e ufficializza il legame con Veronica, che gli darà altri due figli: Eleonora (1986) e Luigi (1988). Le seconde nozze verranno celebrate, con rito civile, nel 1990, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi, Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Gianni Letta.
 
1986. Berlusconi acquista il Milan Calcio e ne diviene presidente (nel 1988 vincerà il suo primo scudetto). Intanto fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. E' Jacques Chirac a cacciarlo dal suolo francese, definendolo "venditore di minestre".
 
1988. Il governo De Mita annuncia la legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Che in pratica fotografa il duopolio Rai-Fininvest, senza imporre al Cavaliere alcun autentico tetto antitrust. Berlusconi acquista la Standa. La legge verrà approvata nel 1990.
 
1989-1991. Lunga battaglia fra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso, Epoca) e tutto il settore libri Grazie a una sentenza del giudice Vittorio Metta, che il tribunale di Milano riterrà poi comprata con tangenti dall'avvocato Previti per conto di Berlusconi, il Cavaliere strappa la Mondadori al suo concorrente. Una successiva mediazione politica porterà poi alla restituzione a De Benedetti almeno di Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi.
 
1990. Il Parlamento vara la legge Mammì, fra le polemiche: Berlusconi può tenersi televisioni (nel frattempo è entrato anche nel business di Telepiù) e Mondadori, dovendo soltanto "spogliarsi" de Il Giornale (che viene girato nel '90 al fratello Paolo).
 
1994. Berlusconi, ormai orfano dei partiti amici, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, entra direttamente in politica, fonda il partito di Forza Italia, vince le elezioni politiche del 27 marzo alla guida del Polo delle Libertà e diventa presidente del Consiglio. Il 21 novembre viene coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza. Il 22 dicembre è costretto a dimettersi, per la mozione di sfiducia della Lega Nord, che non condivide più la sua politica sociale e preme per la risoluzione del conflitto d'interessi.
 
1996. Berlusconi, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e soprattutto corruzione giudiziaria insieme a Previti, si ricandida alle elezioni politiche, ma perde. Vince il candidato del centrosinistra (Ulivo), Romano Prodi. Trascorrerà 5 anni all'opposizione, alle prese con una serie di inchieste giudiziarie e di processi, conclusi con diverse condanne in primo grado, poi trasformate in prescrizioni e (raramente) in assoluzioni in appello e in Cassazione.
 
2001. Il 15 maggio vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà e torna alla presidenza del Consiglio.
 Le capacità imprenditoriali di Berlusconi sono indubbie, come anche le sue doti diplomatiche grazie alle quali, come hanno avuto modo di riconoscere anche i suoi antagonisti politici, l'Italia ha spesso ottenuto meritato risalto d'immagine a livello internazionale. Di fatto, con la sua discesa in campo Berlusconi si è assunto una grande responsabilità di fronte a tutti gli italiani, e comunque proseguirà la storia contemporanea del Paese, nel bene o nel male, Berlusconi sarà uno degli autori che ne scriverà le pagine più importanti.

Michele Pappacoda                    mjcheva@live.it




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