PRIMO PIANO VICENZA Maltempo, città salva per appena 30 centimetri: Bacchiglione a 5,80 metri
INSERITO DA KATIA PERROTTA Abitanti con il fiato sospeso fino a ieri: in 24 ore scaricati 230
millimetri di pioggia. E per domani previste nuove piogge
VICENZA - Tragedia sfiorata a Vicenza. L'incubo di una nuova alluvione, come quella di due anni e mezzo fa, è riafforato a causa di una perturbazione che, in ventiquattr'ore, ha scaricato quasi 230 millimetri di pioggia. La stessa quantità che, nel novembre 2010, mandò sott'acqua Vicenza. Due notti fa a ponte degli Angeli il Bacchiglione aveva toccato quota 5 metri e 80 centimetri, mentre ieri, intorno alle 14, si è registrata una piena a 5 metri e 50 centimetri.
FIATO SOSPESO. La città è rimasta col fiato sospeso per quasi due giorni, anche perché il limite oltre il quale il fiume sarebbe esondato era superiore di pochi centimetri, a 6 metri e 10. Ma non è finita. Se da un lato le nuvole stanno lasciando spazio al sole - nel pomeriggio di domani, tuttavia, sono previste nuove piogge - dall'altro l'emergenza non è rientrata. In città ci sono ancora molte strade chiuse e numerosi gli allagamenti. Alcuni quartieri sono addirittura isolati. È il caso di San Pietro Intrigogna, Cà Tosate e Debba. Le piene del Retrone e del Dioma hanno provocato inoltre problemi a Sant'Agostino e in zona industriale.
BOLLETTINO DI GUERRA. Sembra un bollettino di guerra quello snocciolato dal centro operativo comunale che ha gestito l'allarme. Per l'intera giornata di ieri hanno operato cinquanta volontari e venti squadre di protezione civile, più settanta dipendenti di Aim. Quaranta le motopompe in azione - in zona stadio e in via Brotton hanno evitato il peggio - mentre i sacchi distribuiti sono stati in tutto diecimila, per un totale di 95 tonnellate di sabbia.
STRADE CHIUSE. Diverse, come detto, le strade, chiuse. Si tratta di via Caperse, ponte di Debba, strada di Casale, San Pietro Intrigogna e Cà Tosate. Interrotta anche la tangenziale sud in entrambe le direzioni nel tratto tra Vicenza ovest e la Riviera Berica. Chiusi viale San Agostino, via Colombaretta, un tratto di contrà Santi Apostoli, stradella Sansigoli, viale Rumor, contrà Chioare e il sottopasso della Colombaretta. Nelle ore più critiche, Aim ha collocato cento transenne.
ALLAGAMENTI. La bomba d'acqua ha allagato 3,7 chilometri quadrati di aree (in occasione dell'alluvione furono 16,6 chilometri quadrati e, nel novembre dell'anno scorso, 2,3 chilometri quadrati). Sono soprattutto terreni agricoli a sud di Vicenza. Nei pressi dei ponti, Aim ha effettuato quindici interventi e raccolto 120 quintali di ramaglie che avrebbero ostruito torrenti e fiumi. Trecento le persone contattate per eventuali urgenze. Alcune, con problemi sociali, sono state trasferite all'albergo cittadino.
BACINO. «Il bacino di laminazione non può più attendere - commenta il sindaco Achille Variati - Bisogna separare la questione degli indennizzi da quella dell'interesse pubblico. La sicurezza della nostra città è ostaggio di una burocrazia troppo lenta ». Il primo cittadino segnala infine i punti più vulnerabili del capoluogo: «A Cà Tosate l'argine è troppo basso. Bisognerà alzarlo. Allo stadio c'è un problema a livello fognario che va risolto».
di Roberto Cervellin IL GAZZETTINO.IT
Sabato 18 Maggio 2013 - 09:37
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