INSERITO DA ANGELA CECERE
Fu realizzata nel ‘600, quando nacquero la via Venero e le porte della cittadina: ora è un deposito di rifiuti PALERMO - Un deposito di rifiuti, una toilette abusiva e improvvisata. Versa in uno stato di totale degrado la Fontana storica di Monreale, detta “O Spasimo” realizzata nel ‘600, periodo nel quale nacquero la via Venero e le porte della splendida cittadina alle porte di Palermo. «Sembra che di questa fontana si sia dimenticato tutto il suo significato storico e d’identità con la città - denuncia Massimiliano Lo Biondo, consigliere comunale del Partito democratico -. Quella fontana è quasi incessantemente nascosta invece di essere messa in risalto; la parte retrostante è diventato luogo di deposito dei rifiuti e purtroppo bagno, non chimico, abusivo e improvvisato. Il fatto ancor più grave è che questa situazione persiste nonostante la presenza di una farmacia poco distante. Il posto è, tra l'altro, sottoposto al vincolo dalla Soprintendenza ai Beni culturali in quanto bene e luogo storico. Invece è uno spazio la cui bellezza dimenticata, oscurata e offesa ha lasciato il posto solo al degrado. Auspico che chi di dovere apra davvero gli occhi, nell’interesse oggettivo di una città che continuando di questo passo non può avere un futuro». LE ANTICHE MURA - Lo Biondo spiega che quella fontana «coincide quasi con la cinta di mura fatta costruire dal Venero e che delimitava nettamente il centro abitato. Di quella cinta oggi restano solo sparute tracce. Quella fontana, quindi, rappresenta una delle testimonianze storiche e identitarie della città». La cinta muraria aveva sei porte simmetricamente disposte: quella di san Castrense, detta poi di Venero, che portava nella campagna; quella detta delle Verghe, a monte della cittadina, che immetteva nella via verso Pioppo. In simmetria vi erano le porte di San Michele e di Carrubbella. Una quinta porta era quella del palazzo arcivescovile, all’angolo le absidi del Duomo. Da questa porta si scendeva al convento dei cappuccini e quindi in mezzo alla Conca D’Oro. Dalla parte meridionale il paese era limitato dal burrone che era stato scavato in epoca normanna. Un’altra porta doveva trovarsi a monte in testa all’attuale via Fontana dell’Orto. Le mura pertanto seguivano una linea che, partendo dal burrone sotto la porta Venero, collegava questa porta con quella delle Verghe. «Dopo aver contribuito a farla rimettere in funzione nel 2008, oggi - conclude Lo Biondo - chiedo nuovamente di rimettere in evidenza e valorizzare questa fontana per ridare alla città e ai suoi cittadini un altro dei simboli storici e culturali che appartengono alla nostra storia. Per questo chiederò agli uffici preposti la ragione che ha portato a una sua nuova svalutazione».
Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
02.09.2013.