Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA Stati Uniti e Israele hanno effettuato un test missilistico nel Mediterraneo. «Il ministero della difesa israeliana in cooperazione con gli Stati Uniti ha lanciato con successo e tracciato sui radar un missile obiettivo Sparrow»: lo scrive Ynet spiegando così l'informazione venuta da fonti russe sull'individuazione nel Mediterraneo di due missili. Il ministero della Difesa russa aveva infatti comunicato stamani di avere individuato «due oggetti balistici lanciati verso il mediterraneo orientale». Secondo il comunicato riportato dall'agenzia russa Ria, i missili erano stati individuati dal radar di Armavis (nella Russia meridionale) e risultavano lanciati alle 10:16 dal Mediterraneo centrale verso il Mediterraneo orientale e sono caduti in mare. Israele, dopo aver affermato di non essere «a conoscenza» di alcun lancio di missili nel Mediterraneo orientale, ha annunciato di avere effettuato nel Mediterraneo un test missilistico congiunto con gli Usa. Il numero di rifugiati siriani intanto supera i 2 milioni. Lo annuncia l'Alto commissariato rifugiati dell'Onu: un anno fa erano invece 230.671 persone. In un anno il numero dei rifugiati siriani nei paesi confinanti con la Siria è aumentato di 1,8 milioni. Intanto, l'Iran sostiene di aver avvertito 8 mesi fa gli Usa di un traffico di gas nervini che ha preparato gli attacchi chimici attribuiti da Teheran ai ribelli siriani. Obama in pressing sul Congresso per ottenere il via libera all'attacco.
DI MICHELE PAPPACODA Mistero nei cieli del Trevigiano quando alle 2.45 metronotte e forze dell'ordine hanno visto in cielo a Castello di Godego una grossa palla infuocata che si spostava a grande velocità. Dopo essere stati testimoni dell'improvviso bagliore agenti di polizia e carabinieri avrebbero sentito un forte boato durato circa tre secondi. Decine le chiamate di cittadini alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco.
DI MICHELE PAPPACODA Senza lavoro e con due figli a carico, decide di tentare il "colpo" e rapina due banche in mezz'ora. Il protagonista del gesto estremo è un uomo di 56 anni, romano, incensurato. L'uomo è prima entrato con una pistola nella Banca popolare di Novara,intimando di consegnare denaro contante che però non era disponibile. A quel punto è fuggito raggiungendo in venti minuti la Carim di piazza Re di Roma, dove si è fatto consegnare 2mila euro. E' stato poco dopo fermato dai Carabinieri nella stazione della metro A di Subaugusta.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Denunciate due persone che esponevano in vendita cibi surgelati senza indicazione e molluschi in cattivo stato di conservazione.I controlli effettuati nel comparto agroalimentare e della pesca sono stati effettuati nell'ambito di attivita' predisposte per la tutela della salute pubblica. I carabinieri della tenenza di Quarto insieme a colleghi del Nas di napoli hanno denunciato per frode in commercio la titolare 38enne di un ristorante sito in un centro commerciale, che aveva esposto in vendita cibi surgelati all'origine, 10 chilogrammi di arancini e zeppole, che non riportavano la specifica indicazione. I carabinieri della stazione di Pozzuoli hanno invece denunciato un 35enne di Giugliano che e' stato sorpreso nel centro di Pozzuoli mentre esponeva in vendita sulla pubblica via quattro chilogrammi di molluschi bivalvi in cattivo stato di conservazione e di provenienza non certificata. I prodotti alimentari sono stati sottoposti a sequestro e smaltiti a norma di legge.
PRROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA Da circa due anni maltrattava la compagna, una cittadina polacca di 30 anni, piu' volte presa anche a calci e pugni: i carabinieri di Sant'Antimo (Napoli) hanno arrestato un barista del luogo di 31 anni, con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali volontarie. L'uomo e' stato bloccato dai militari nella sua abitazione dopo una richiesta d'aiuto giunta al 112. Durante le indagini e' emerso che la donna era stata picchiata e ferita dall'uomo anche durante la gravidanza.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA Tragedia sulla statale sorrentina, in galleria. Un’auto, per cause ancora da accertare, è sbandata ed è uscita fuori strada. Il conducente, di cui non si conoscono ancora le generalità, è morto. L'incidente mortale si è verificato all'interno della galleria “Varano” sulla strada statale 145, tra il casello di Castellammare di Stabia della A3 NA-SA e l’innesto della ex strada statale 366 di Agerola, in provincia di Napoli. Dopo l'incidente è stato provvisoriamente chiuso il tratto tra il chilometro 3,600 e il chilometro 7,500 della statale, in direzione Sorrento, e il traffico è stato deviato a Castellammare Centro.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO
L'ordinanza di chiusura temporanea del tratto di strada in località Santa Cosma, sarà revocata nel più breve tempo possibile. La rassicurazione arriva dal sindaco, Paolo Vuilleumier attraverso un comunicato destinato ai mezzi d'informazione.
«Nel corso dei lavori, avviati nei giorni scorsi, sono emersi pericoli per la pubblica incolumità a causa di un vecchio muro di contenimento a rischio di crollo - spiega il primo cittadino - Per questo siamo stati costretti a chiudere temporaneamente la circolazione veicolare. Disagi dei quali ci scusiamo con i cittadini, ma per i quali non abbiamo alcuna responsabilità. Contiamo in tempi rapidi di potere giungere ad una soluzione».
Con ogni probabilità si provvederà all'installazione di una rete geo-tecnica con il compito di contenere quella massa di terreno arginata, prima d'ora, da quel vecchio muro di contenimento che ha ceduto in diverse parti.
DI MICHELE PAPPACODA ll territorio conserva tracce di frequentazioni dal Paleolitico. La leggenda vuole Positano fondata da Poseidone, il dio del mare Nettuno, per amore della ninfa Pasitea da lui amata. Certo è che i Fenici e Greci, nei loro viaggi verso occidente, posero piede in questa contrada allora forse abitata da Oschi o Piceni. I Romani costruirono nei pressi della spiaggia Grande una ricca villa patrizia, ora sepolta dai giardini e dalla Chiesa dell’Assunta. Con la caduta dell’Impero Romano Positano entrò a far parte della Repubblica di Amalfi, prima Repubblica marinara, e attraversò un periodo floridissimo grazie al commercio marittimo con gli altri paesi del Mediterraneo.
Con la conquista normanna nella seconda metà dell’XI secolo iniziò un periodo di decadenza. Purtroppo seguirono ancora periodi tristi, specie con la dominazione angioina ed aragonese che vide più volte il paese esposto alla offese prima dei pirati saraceni e poi di quelli turchi. Per difendersi dalle continue incursioni piratesche, i Positanesi eressero a propria difesa tre torri di guardia che ancora oggi fanno bella mostra di sé a Fornillo, alla Trasita ed alla Sponda ed altre all’interno dell’abitato. Nel 1492 Positano fu feudo di Giovanni Miroballo e, in seguito, dei Mastrogiudice e dei Cossa: in questo periodo devastarono il territorio, mentre carestie, pestilenze e frequenti maremoti, provocarono una drastica diminuzione della popolazione. Nei secoli XVI e XVII le solide e veloci navi di Positano trafficarono col Medio Oriente portando spezie, sete e legni preziosi. In questo periodo vennero costruite le caratteristiche case barocche, che ancor oggi si vedono arroccate sul monte, con i loro terrazzini protesi sul mare.
Nel ‘700 vi fu un periodo di floridezza come testimoniano le numerose ville tardo barocche edificate lungo il versante orientale. L’Unità d’Italia costrinse molti Positanesi, come tanti altri meridionali, ad emigrare oltre Atlantico dove la fortuna arrise a qualcuno di loro. Durante la prima guerra mondiale, Positano pagò un altissimo tributo di sangue. Nel paese si rifugiavano grandi artisti e letterati russi e tedeschi che, con le loro opere, fecero conoscere questo angolo di paradiso al mondo intero. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, pittori, registi, scrittori, ammaliati dalla magica atmosfera, attratti dalla sensuale bellezza di Positano, sedotti dallo stile di vita dei pescatori, ristrutturano casupole, conventi, costruiscono ville, creano rifugi dorati. Esplode la famosa moda Positano: stravagante, variopinta, di fattezza esotica
l territorio conserva tracce di frequentazioni dal Paleolitico. La leggenda vuole Positano fondata da Poseidone, il dio del mare Nettuno, per amore della ninfa Pasitea da lui amata. Certo è che i Fenici e Greci, nei loro viaggi verso occidente, posero piede in questa contrada allora forse abitata da Oschi o Piceni. I Romani costruirono nei pressi della spiaggia Grande una ricca villa patrizia, ora sepolta dai giardini e dalla Chiesa dell’Assunta. Con la caduta dell’Impero Romano Positano entrò a far parte della Repubblica di Amalfi, prima Repubblica marinara, e attraversò un periodo floridissimo grazie al commercio marittimo con gli altri paesi del Mediterraneo.
Con la conquista normanna nella seconda metà dell’XI secolo iniziò un periodo di decadenza. Purtroppo seguirono ancora periodi tristi, specie con la dominazione angioina ed aragonese che vide più volte il paese esposto alla offese prima dei pirati saraceni e poi di quelli turchi. Per difendersi dalle continue incursioni piratesche, i Positanesi eressero a propria difesa tre torri di guardia che ancora oggi fanno bella mostra di sé a Fornillo, alla Trasita ed alla Sponda ed altre all’interno dell’abitato. Nel 1492 Positano fu feudo di Giovanni Miroballo e, in seguito, dei Mastrogiudice e dei Cossa: in questo periodo devastarono il territorio, mentre carestie, pestilenze e frequenti maremoti, provocarono una drastica diminuzione della popolazione. Nei secoli XVI e XVII le solide e veloci navi di Positano trafficarono col Medio Oriente portando spezie, sete e legni preziosi. In questo periodo vennero costruite le caratteristiche case barocche, che ancor oggi si vedono arroccate sul monte, con i loro terrazzini protesi sul mare.
Nel ‘700 vi fu un periodo di floridezza come testimoniano le numerose ville tardo barocche edificate lungo il versante orientale. L’Unità d’Italia costrinse molti Positanesi, come tanti altri meridionali, ad emigrare oltre Atlantico dove la fortuna arrise a qualcuno di loro. Durante la prima guerra mondiale, Positano pagò un altissimo tributo di sangue. Nel paese si rifugiavano grandi artisti e letterati russi e tedeschi che, con le loro opere, fecero conoscere questo angolo di paradiso al mondo intero. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, pittori, registi, scrittori, ammaliati dalla magica atmosfera, attratti dalla sensuale bellezza di Positano, sedotti dallo stile di vita dei pescatori, ristrutturano casupole, conventi, costruiscono ville, creano rifugi dorati. Esplode la famosa moda Positano: stravagante, variopinta, di fattezza esotica.
Commercianti insoddisfatti: «Stalli troppo piccoli». E i cittadini temono che l’area si trasformi in discarica CATANIA - Debutto che fa storcere il naso per il mercatino delle pulci di Catania. Lo scorso fine settimana per la prima volta gli standisti del mercato del baratto si sono trasferiti nella nuova location di piazza Dante: nonostante l’iniziativa sia stata salutata con favore dagli stessi ambulanti e da molti cittadini che hanno visto nella nuova area una possibilità di rilancio del quartiere, non sono mancate le polemiche. Alcuni commercianti, infatti, non hanno gradito gli stand perché troppo piccoli, così come gli stalli che non permetterebbero di gestire al meglio i proprio spazi. Perché? Troppo ravvicinati tra di loro. Debutto non positivo anche secondo tanti cittadini, che si sono lamentati dello stato di pulizia della piazza alla fine della prima giornata di compravendite. VIGILANZA - «Io sono stato tra i promotori dell’iniziativa del mercato delle pulci in piazza Dante quando si era prospettato il suo trasferimento dalla storica sede di piazza Grenoble – sottolinea Davide Ruffino, consigliere della Circoscrizione Catania Centro – ma capisco i malumori dei cittadini che sono preoccupati di trovarsi con una discarica a cielo aperto al posto della piazza. Il bilancio della prima giornata non può dirsi certo negativo, grazie alla massiccia presenza di vigili urbani che hanno operato affinché tutto si svolgesse all’interno delle regole. Tuttavia ci è già stato comunicato che questa presenza, che ci ha garantito un mercatino perfettamente in ordine, non ci potrà essere per tutte le domeniche e quindi il timore che possa ritornare il disordine è concreta. Un plauso certamente va fatto all’amministrazione, perché è stato evitato quello spiacevole spettacolo legato agli abusivi: il mercato è stato almeno nella prima giornata ordinato, ma in futuro sarà lo stesso?». RACCOLTA FIRME - A proposito di questo un gruppo di cittadini del quartiere ha promosso una raccolta firme per chiedere una presenza costante dei vigili durante il mercatino e una più attenta pulizia della pizza. A rassicurare tutti ci ha pensato l’assessore alle Attività Produttive Angela Mazzola, che si è mostrata fiduciosa e ha tracciato un bilancio positivo della prima giornata di mercato nella nuova location. «Il debutto è stato positivo, ma ci sono diverse cose da migliorare – ha dichiarato l’assessore Mazzola - Ci sono diverse cose ancora da mettere a punto, ma ho trovato molta collaborazione nella stragrande maggioranza degli operatori. Certo, c’è ancora qualche isolata protesta, ma il più è fatto. DECORO - Anche perché tutti si sono resi conto che un mercato con gli stalli segnati, i bagni pubblici e la sorveglianza dei Vigili urbani che hanno impedito agli abusivi di montare le loro bancarelle, conviene a tutti. È stata, insomma, una prima vittoria della legalità e dell’ordine. Ma ci resta da lavorare parecchio sul decoro. E lo faremo a partire da subito».
Il ministro ha deposto una corona di fiori sul luogo dell'eccidio PALERMO - «Dalla Chiesa ha versato il suo sangue per la liberazione della Sicilia dalla mafia con l'avvio di una rivoluzione etica che solo negli anni a venire ha dato i suoi frutti. Il sangue non è stato versato invano». È quanto ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano, intervenendo stamane al trentunesimo anniversario della strage mafiosa in cui furono uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente della Polizia di Stato Domenico Russo. CORONE DI FIORI - Il vicepremier ha deposto una corona di fiori in via Carini, dove una targa ricorda l'eccidio. «Spero - ha proseguito Alfano - che negli anni a venire ancora di più venga rivalutata la storia di questo uomo, che è stata una storia straordinaria per il suo profilo personale, la storia di un grande carabiniere e di un grande prefetto. Credo che la Sicilia e l'Italia gli dovranno essere grati per sempre». LA COMMEMORAZIONE - Sul posto, tra gli altri, anche il figlio del generale, Nando Dalla Chiesa, il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, il prefetto Francesca Cannizzo, il questore Nicola Zito e il sindaco Leoluca Orlando, oltre a rappresentanti delle forze dell'ordine.