Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A Viareggio, contravvenzione 12.000 euro e sospensione attività - VIAREGGIO (LUCCA), - La Guardia di Finanza di Viareggio ha constatato la presenza di sette dipendenti irregolari su un totale di tredici, tutti impiegati come camerieri, cuochi e pizzaioli in un locale della Versilia. Le Fiamme gialle hanno elevato sanzioni amministrative per 12.500 euro. L'attività commerciale, inoltre, ha subito il provvedimento della sospensione, come previsto nei casi in cui la presenza di lavoratori in nero sia superiore al 20% della forza lavoro presente.
Erano le ore 15.45 , quando all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, una donna, Romina Tieso, 39 anni di Angri, ma di origini consentine, muore in seguito ad una forte emorragia.
Trasportata in mattinata, d’urgenza, dal marito e dalle sue due figlie, la donna è apparsa subito in condizioni gravi date le ingenti perdite ematiche. Dopo essere stata visitata, con conseguente prelievo di sangue, è stata ritenuta necessaria per la donna una consulenza ematologia presso l’ospedale Tortora di Pagani. In quel momento non erano disponibili mezzi di trasporto che potessero accompagnare in maniera immediata, la donna presso il presidio ospedaliero di Pagani e quindi, è stato il marito in modo repentino a dover trasportare , con la propria auto, la moglie che destava in condizioni critiche. Dopo le imminenti analisi effettuate, le piastrine del sangue si erano ridotte a 5000 e, la difficile situazione, ha fatto ritenere necessario un ennesimo trasporto ancora all’ospedale di Nocera Inferiore, dove, la donna riportata al pronto soccorso, è stata sottoposta ad una trasfusione di piastrine che però, non hanno potuto evitare il decesso avvenuto tra le 15.30 e le 16.00 per una grave piastrenopenia e uno choc cardiocircolatorio. Dopo pochi minuti dalla tragica notizia, all’Umberto I , sono giunti parenti e amici della vittima che hanno immediatamente inveito contro i medici ritenendoli responsabili della morte della donna. E’ stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, avvertiti dal personale ospedaliero, per evitare che la situazione degenerasse. Gli inquirenti, come da prassi, hanno subito avvertito il magistrato di turno, il sostituto procuratore Roberto Lenza che ha immediatamente aperto un’inchiesta. Presso il commissariato di Nocera Inferiore sono state ascoltate le due figlie della vittima e il marito per ricostruire gli eventi che hanno portato alla tragica morte della donna. Ascoltati inoltre anche i medici e il personale sanitario che ha soccorso la vittima nei due ospedali interessati di Nocera Inferiore e Pagani. Al momento, i familiari della vittima denunceranno l’accaduto e, solo dopo l’esame autoptico sul corpo della donna si riuscirà a capire la reale causa del decesso.
Romina Tieso, lascia il marito Orazio e le due figlie, Valeria e Simona, rispettivamente di 14 e 18 anni.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’ambito delle iniziative programmate dal comando provinciale di Salerno a presidio della legalità e a contrasto del dilagante fenomeno delle scommesse clandestine e del gioco d’azzardo, i baschi verdi del gruppo di Salerno hanno sequestrato l’area commerciale e le strumentazioni presenti in un centro scommesse non autorizzato, dedito alla raccolta ed accettazione di scommesse su eventi sportivi e virtuali, denunciando i responsabili ed un avventore. L’attività di accettazione, raccolta e gestione delle scommesse veniva attuata dal personale dell’agenzia in assenza della concessione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams). Tali scommesse venivano poi convogliate a favore di un allibratore estero, che le gestiva dalla propria sede in Malta. Oltre agli spazi dell’agenzia, sono state sottoposte a sequestro tre postazioni telematiche, usate per l’accettazione delle scommesse, consistenti in 3 personal computer completi di stampanti termiche. Era, inoltre, possibile destinare le puntate anche su eventi virtuali, i quali venivano proiettati su tre monitor presenti in sala, utilizzati dall’utenza per visionare l’andamento e l’esito delle competizioni. All’interno del centro scommesse erano installate anche 12 apparecchi da intrattenimento e divertimento, per cui sono state comminate sanzioni per oltre 70 mila euro. Ciò a seguito dell’introduzione dell’art. 110, comma 9, lettera f-bis), del T.u.l.p.s., che punisce l’installazione e la messa a disposizione di apparecchi “slot machine” nei locali in cui si esercitano scommesse privi dell’autorizzazione di polizia, di cui all’art. 88 del T.u.l.p.s. La nuova norma prevede una sanzione da 1.500 euro a 15.000 euro per ogni apparecchio e colpisce sia l’esercente sia il noleggiatore che installa i congegni. Nella circostanza, è stato denunciato anche un giocatore, sorpreso dai finanzieri mentre corrispondeva il prezzo delle giocate non consentite. La normativa vigente, difatti, punisce sia l’esercente sia il giocatore, per cui sussiste una specifica responsabilità penale anche nei confronti di chi si limita semplicemente a scommettere in uno dei centri non autorizzati, peraltro agevolmente riconoscibili in quanto sprovvisti del logo e delle autorizzazioni dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Al controllo seguiranno idonei accertamenti per la determinazione ed il recupero degli imponibili sottratti a tassazione, atteso che l’imposta è comunque dovuta, ancorché la raccolta delle scommesse venga perpetrata in assenza di concessione Aams.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. Il consiglio comunale di Sorrento è stato convocato in seduta ordinaria per domani 11 settembre, alle ore 16, per la discussione e l'approvazione del bilancio di previsione relativo all'anno 2013.
"Il bilancio di previsione costituisce uno degli atti fondamentali in quanto è lo strumento finanziario che consente agli uffici comunali di poter operare - spiega il presidente del consiglio comunale, Emiliostefano Marzuillo - Può apparire strano che il bilancio di "previsione" relativo all'anno in corso venga approvato soltanto nel mese di settembre, ma basti pensare che in questo clima di assoluta incertezza e costante evoluzione, vedi Imu o Tares, il governo ha recentemente prorogato il termine finale previsto, appunto, per l'approvazione del bilancio previsionale, al 30 novembre 2013".
Tra gli argomenti all'ordine del giorno, anche la nomina dei componenti della Commissione locale per il paesaggio, che ha la funzione di esprimere i pareri relativi all'autorizzazione paesaggistica prevista dal Codice dei Beni Culturali. Nel corso della seduta, si terrà inoltre la commemorazione di quattro persone, imbarcate su una motonave che svolgeva servizio sulla rotta Napoli-Sorrento, che l'11 settembre del 1943 rimasero vittime di un bombardamento tedesco.
I lavori del consiglio comunale possono essere seguiti presso la casa comunale, in piazza Sant'Antonino, o in diretta streaming all'indirizzo http://www.syrene.it/streaming/index.htm
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SANT'AGNELLO. Furto ai danni dell'ex assessore allo Sport Giuseppe Coppola. Ieri pomeriggio la sua auto è stata aperta e ripulita. Subito dopo la scoperta del raid Coppola ha postato un messaggio sul suo profilo Facebook. “É assurdo – commenta l'ex assessore - pago 75 euro al mese per tenere l'auto nel parcheggio di via Balsamo e l'ho trovata aperta, all'interno hanno rubato tutto. Chiaramente telecamere zero. Provvederò a denunciare il tutto”.
Il post pubblicato ha scatenato un polverone che riaccende la questione del problema sicurezza. In molti, infatti, hanno sottolineato sul noto social network che nell'ultimo periodo i furti di scooter e all'interno delle abitazioni sono aumentati in maniera allarmante.
Un tema caldo quello della sicurezza che l'ex sindaco, ora all'opposizione, Gian Michele Orlando ha già sollevato di recente, tanto che una sua proposta è già all'ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale: “La sicurezza della città e dei cittadini negli ultimi mesi è davvero messa in discussione. Non si può tacere questa emergenza”. Queste le parole del leader del movimento “Liberi e uguali per Sant'Agnello”.
- Mai fino ad ora m'era capitato di aprire così tanto pubblicamente il libro dei ricordi. Quelli custoditi in fondo all'anima di uomo e di cronista. C'aveva provato, qualche mese fa, la benedetta innocenza infantile, mista a una già sagace curiosità, di qualche alunno delle medie di Tramonti. Si parlava di Atrani nell'aula magna della scuola quando mi fu chiesto di raccontare la terribile alluvione di tre anni fa. Il libro dell'anima, in quell'occasione, non si schiuse completamente.
Dopo 3 anni mesi esatti da quel tragico giovedì pomeriggio, irrompe prepotentemente l'esigenza di raccontare quelle ore di disperazione e angoscia, di ansia ma mai di rassegnazione. Sollecitato anche da qualche amico, approfitto di queste pagine, per riportare alla memoria il dramma di una città e di una popolazione, ma soprattutto il dolore e la speranza di un grande uomo: Lello Mansi, il papà di Chicca che in 23 giorni ha dimostrato come la fede in Dio sia più forte delle disgrazie e della morte. La fede in quel Dio che prima tolse e che alla fine gli restituì.
Il Dragone aveva da pochi minuti finito di aggredire alle spalle la piccola cittadina con la ferocia di un agguato quando misi piede ad Atrani. Pioveva a dirotto quella sera di settembre. Erano da poco passate le 19 e svoltai la curva della Maddalena dopo aver superato un autobus turistico che, da Minori, costrinse almeno altre due auto, oltre la mia, a tenergli il passo.
I lampeggianti blu di una gazzella dei carabinieri si riflettevano sui vetri bagnati delle finestre mentre una sagoma, sotto la pioggia battente, si sbracciava invitando a proseguire la marcia. A non fermarsi. Era il capitano Erminio De Nisco, inzuppato come un pulcino da quella pioggia battente. Col solo impermeabile dell'Arma indosso, faceva viabilità sul ponte di Atrani. Giù, nella piazzetta, da poco svuotatasi da quel mare di fango, di acqua e di detriti, si avvertiva invece un clima spettrale di choc e di terrore.
Trovai posto lungo la strada e appena mi sporsi sul piazzale che si spalanca dinanzi al mare della Costiera ebbi la percezione che all'interno era il disastro. Una colonna d'acqua fuoriusciva da uno dei tubi di scolo che dalla strada finiscono a caduta libera dinanzi all'isola ecologica. Il rumore della pioggia copriva le voci. Poche e sommesse. Mi spostai sullo slargo che si affaccia sulla piazzetta e ebbi la conferma del mio timore. Atrani, piccola e fragile al tempo stesso, era stata massacrata dalla furia del torrente. Auto accatastate l'una all'altra e spianate di fango che coprivano in ogni dove l'arredo urbano.
Fui il primo, tra i cronisti, a giungere ad Atrani, dopo aver ricevuto mezz'ora prima una telefonata che mi avvisava della gravità della situazione. Non so ancora chi fosse dietro quel numero a me oggi ancora sconosciuto. Delle poche parole comprensibili, complice una pessima ricezione del segnale di telefonia mobile, riuscii solo a afferrare questa frase: "Ad Atrani ci sono le macchine a mare". La conferma la cercai subito, presso il comandante della locale polizia municipale, Aldo Cavaliere, dopo aver tentato invano di mettermi in contatto con i carabinieri e con i vigili del fuoco. La compagnia di Amalfi era isolata così come decine di utenze telefoniche. Aldo non era ad Atrani. Preoccupato, mi disse che stava rientrando perché la situazione, così come gli era stata descritta, sembrava essere drammatica.
Non esitai. Caricai in spalla la borsa con l'inseparabile pc e scappai ad Atrani. Appena in auto, contatai il capo redattore della redazione salernitana de Il Mattino, per cui lavoro da anni fornendo le cronache dalla Costa d'Amalfi, avvisandolo di una situazione di grave emergenza segnalata ad Atrani. E tale fu lo scenario che mi si apalancò dinanzi, al mio arrivo in quel borgo, dove la distruzione prese drammaticamente il posto della movida e del karaoke.
Il capitano De Nisco, bagnato da testa a piedi, stava scendendo con me i primi gradini della pedonale che porta fin giù ad Atrani quando Tato Cipriano, anch'egli completamente inzuppato d'acqua e con le braccia sporche di fango, risalendo le scale di corsa ci annunciò, con fare trafelato, che la ragazza in forza lavoro alla Risacca "non si trovava". Il Dragone l'aveva strappata dal locale dopo aver investito quel bar in pieno col suo impeto. Per giorni, si cercò tra i cumuli di detriti e nello specchio di mare, che restituì quasi un mese dopo al largo di Panarea il suo corpo. E furono ore di terrore e disperazione quelle che si susseguirono immediatamente dopo il disastro. Per primi, sui luoghi della tragedia, quei pochi che eravamo lì cogliemmo subito la gravità del terribile evento, capace in venti minuti di sconvolgere un intero paese. Ma soprattutto l'inesistenza di piani di emergenza utili a fronteggiare, nell'immediato, gli effetti della catastrofe.
Pochi volontari della protezione civile Millenium di Amalfi, i carabinieri della locale compagnia e tanti giovani a spalare il fango tra i locali del bar e la piazza Umberto I, trasformatasi poco prima in un lago per effetto del tappo di lamiere che bloccò il deflusso dell'acqua dopo l'esondazione del torrente. Furono loro, per primi, a soccorrere Atrani, in un clima spettrale di choc e di terrore. Si cominciò a liberare il bar, dai frigoriferi e dal fango, dagli scooter e dai tronchi penetrati con una furia impressionante in quei venti minuti di terrore. Lello Rispoli, uscì dal bar in lacrime e claudicante.
Ad Atrani era appena arrivata la prima ambulanza, intorno alle 20. Era quella della Croce Rossa di Maiori che stazionò nei pressi del piazzale completamente invaso dal fango, dagli ombrelloni di qualche ristorante e da alcune carcasse d'auto. Corsi personalmente a chiedere aiuto per Lello che aveva riportato un'ampia ferita al piede. Lui, il giorno dopo raccontò quei venti minuti di terrore vissuti con Ciccio Corvino, poi scomparso qualche giorno dopo a causa dello choc, suo figlio Giancarlo e la povera Francesca strappata al bar dalle furia delle acque.
Rimasi ad Atrani fino alle cinque del mattino e non per quel centometrismo della notizia che talvolta anima i cronisti. E furono ore di speranza e di tensione, di caos e di inquietudine. Intorno alle 21 l'arrivo delle prime colonne di soccorso dei Vigili del Fuoco il cui impiego fu invocato a più riprese dal sindaco Nicola Carrano, incredulo e sotto choc, e dal comandante della stazione dei carabinieri Giuseppe Flinio,costantemente attaccato al suo telefono cellulare che nel frattempo aveva ripreso a funzionare. Come i tanti, dopo oltre un'ora di black out. Pioveva ancora ad Atrani quando i caschi rossi iniziarono a rimuovere le carcasse di auto liberando il porticato di accesso alla piazza e prendendo in mano il coordinamento delle operazioni di soccorso e di ricerca di Francesca Mansi.
Sulle scale della chiesa del Salvatore si spinsero i familiari della ragazza: papà Lello accompagnato dal fratello Pio e da alcuni amici tra cui il sindaco di Minori Andrea Reale.
Lo sgurado era fisso, verso la porta di quel bar, in attesa che qualcuno urlasse la notizia. E mentre sul web improvvidamente già si parlava di morte, ad Atrani si spalava nella speranza di ritrovare Francesca. In poco più di un'ora quella piazza vuota e tenebrosa, illuminata dai soli lampioni della rete pubblica, si riempì di gente. Tanti, giunsero per prestare aiuto, altrettanti per far sentire la propria solidarietà personale e istituzionale (i sindaci di Amalfi e di Ravello, di Tramonti e di Scala).
Altri, per assistere al più drammatico degli spettacoli. Sotto le luci delle fotoelettriche si spalò per tutta la notte dopo aver liberato completamente la Risacca. In tanti, delusi e amareggiati, presero atto, con un nodo al cuore, che in quei locali Francesca non c'era.
E fu così che le ricerche si estero altrove. Con maggiore intensità. Principalmente a mare, che in quelle ore si presentava nero come la pece. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco cercarono dentro e sotto le auto, tra i tronchi d'albero e in quel che restava delle attrezzature da spiaggia. Di Chicca nessuna traccia. La notte corse via tra agitazione e inquietudine. E quelle poche ore di sonno furono, per tutti, incubi a occhi semichiusi.
Ad Atrani, dal 10 settembre in poi fu un susseguirsi di riunioni e iniziative, di tensioni e apprensioni. Ma anche di lavoro, come quello dei soccorritori o quello volontario degli atranesi e di molti amalfitani accorsi per aiutare la popolazione a ripulire il paese e le attività colpite dall'alluvione. Furono giorni di lutto, per la scomparsa di uno dei sopravvissuti, e di veglie di preghiera per Francesca. Persino la statua della Maddalena eccezionalmente fu ostentata sull'altare maggiore. Ad accompagnare un po' tutti, nei giorni successivi la tragedia, ci furono anche ristoro e caffè dispensati al centro di accoglienza immediatamente allestito dalla Croce Rossa di Maiori. Ma fu il dolore composto di Lello Mansi a rapire gli animi sensibili. Lui, con la sua fede, in quei giorni compì una grande missione: riavvicinare a Dio chi da Dio si era allontanato. Così come Francesca con la sua triste e terribile storia.
Da quei ventitré giorni di speranze e di attesa, Chicca è diventata l'amica di tutti. Anche di chi non la conosceva, ma ciononostante ha pregato e implorato mentre il suo corpo vagava conoscendo l'inferno del fango e degli abissi prima di riaffiorare per incamminarsi verso il paradiso. Oggi, è un angelo custode per chi ha spalato giorno e notte, per chi s'è appassionato e commosso, per chi ha ritrovato la fede.
Ma perché ricordare quella maledetta notte ad Atrani? Non solo per tenere viva la memoria che spesso s'accorcia laddove non dovrebbe.
Perché il dramma di un paese e di una famiglia non possono essere solo oggetto di cronache e di ricordi momentanei. La distruzione e la morte non richiedono solo interventi strutturali a monte, ma impongono programmi di emergenza, piani di evacuazione, monitoraggi degli alvei, sistemi di controllo che con le tecnologie attuali sono in grado di evitare nuove tragedie. Impongono ciò di cui necessitano tanti comuni di questa Costa.
E chissà ancora per quanto saranno costretti ad attendere. A cominciare dalla piccola Atrani. "I torrenti sono come canne di fucile" disse il professor Ortolani all'indomani di quella colata di fango. Ed aveva ragione, se si pensa a quante munizioni abbia esploso il Dragone in venti minuti di catastrofe. Ricordare, oggi, quella maledetta notte ad Atrani, significa evitare che il sacrificio di Francesca sia stato inutile.
VERCELLI - E' stata rimandata l'autopsia sul corpicino di Lorenzo Tirelli, il bambino di 6 anni di Olcenengo, in provincia di Vercelli, improvvisamente deceduto venerdì sera all’ospedale di Novara per cause ancora da accertare. Aveva fatto da poco rientro dopo due mesi di vacanza trascorsi in Guinea Equatoriale a casa dei nonni materni. La famiglia ha deciso di nominare un consulente di parte e ciò ha determinato lo slittamento dell’esame autoptico. Le prime ipotesi sulle cause del decesso parlano di malaria. Come in altre circostanze, Lorenzo prima di partire ha fatto la profilassi anti malarica così come la gemella Rebecca e la sorella maggiore Lucrezia che con lui hanno trascorso l’estate in Africa e che oggi stanno bene. Il piccolo Lorenzo era pronto a riprendere la scuola e a rivestire la maglia della Pro Vercelli. All'improvviso venerdì ha avuto una febbre molto alta (patologia che soffriva da tempo) aggravata da problemi respiratori. Subito ricoverato a Novara è morto dopo poche ore. Domenica prossima avrebbe compiuto 7 anni.
La ragazzina era in vacanza con la famiglia a Ischia. Lui è un dipendente dell'albergo, replica: era d'accordo. Picchiato dal fratello della minorenne finisce in ospedale Denunciato in stato di libertà per violenza sessuale a una turista 15enne. È giallo a Ischia. Ieri notte, gli agenti del commissariato di polizia sono intervenuti presso un hotel di Forio per raccogliere la denuncia di una minorenne polacca che ha accusato T.V., 18 anni, ischitano e dipendente della struttura dove la ragazza soggiorna con i genitori e il fratello, di violenza sessuale. La ragazza ha detto di essere stata condotta contro la sua volontà in uno sgabuzzino, immobilizzata e messa nelle condizioni di non poter urlare, prima di essere violentata. Il diciottenne ha sostenuto che la giovane era consenziente.
Energia a scrocco nel territorio di Castelvolturno. Una donna di 63 anni è stata colta in flagranza di reato dai carabinieri della stazione di Cancello Arnone. La donna di Castelvolturno è stata arrestata per “furto aggravato di energia elettrica. Nella circostanza i militari operanti, unitamente a personale tecnico dell'Enel accertavano che era stato realizzato un allaccio abusivo diretto dalla rete alla propria abitazione, prelevando in maniera fraudolenta energia elettrica. La donna è stata posta ai domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
È partito, da largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, a Napoli, il corteo organizzato dai cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano d'Arco a cui hanno aderito numerose sigle di movimenti di lotta per il lavoro (Bros organizzati e Banchi Nuovi) e i dipendenti di aziende come l'Astir, Arpac. Circa 3-400 i manifestanti scesi in strada che stanno bloccando il traffico veicolare all'incrocio tra via Duomo e il corso Umberto. Esposti striscioni che richiamano l'attenzione delle istituzioni sulla questione lavoro. Secondo quanto si è appreso, il corteo, che vede anche la partecipazione dei Carc e dei centri sociali, è diretto verso Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, dove una delegazione chiederà di incontrare il presidente della Giunta regionale Stefano Caldoro. Il corteo è tenuto sotto controllo da Polizia e carabinieri.