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PUGLIA E CALABRIA NEWS STORIA DI SEMINARA REGGIO CALABRIA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

2 Settembre 2013, 09:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Sorta come luogo fortificato, probabilmente tra il VI e il VII secolo, acquistò importanza solo in seguito, quando vi si trasferirono gli abitanti di Taureana, distrutta dai saraceni. Il toponimo, che in documenti redatti in greco, dei secoli X e XIII, compare nelle forme Siminàrion e Seminarìou, nel Trecento è attestato come Seminaria e Seminarie; deriva dal latino SEMINARIUM, ‘semenzaio’. Occupata da Pietro d’Aragona, nella seconda metà del Duecento, rimase sotto il dominio diretto della famiglia reale fino alla fine del XV secolo, quando fu concessa da Ferdinando II agli Spinelli, che ne conservarono il possesso fino all’abolizione del feudalesimo. Nelle sue vicinanze le truppe francesi, comandate dal generale d’Aubigny, furono sconfitte da quelle spagnole, guidate da Consalvo di Cordova e da Ugo de Cardona. Dopo la distruzione di Reggio di Calabria a opera dei turchi, sul finire del Cinquecento, vi furono trasferiti gli archivi e gli uffici del capoluogo. Già gravemente colpita da più terremoti, nel corso del XVII secolo, fu devastata dal sisma della seconda metà del Settecento e ricostruita più a monte. Posta a capo di uno dei cantoni del dipartimento della Sagra, ai tempi della Repubblica Partenopea, con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa tra le università del cosiddetto governo di Palmi.

Borboni ne fecero il capoluogo di un nuovo circondario, comprendente anche Melicuccà. Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la seicentesca chiesa di San Michele; quelle di San Marco e Sant’Antonio, con pregevoli opere d’arte; il santuario della Madonna Nera o dei Poveri, contenente, tra l’altro, una statua lignea della Vergine, risalente al XIII secolo; il palazzo municipale, nel cui androne vi sono dei bassorilievi cinquecenteschi e i resti di casa Spinelli e delle mura medievali.

  • Superficie: 33,55 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 290 mt
  • Abitanti: 3.100
  • Densità: 92,40 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 20' 6,10''
  • Longitudine: 15° 52' 17,96''
  • Prefisso telefonico: 0966
  • C.A.P.: 89028
  • Codice ISTAT: 080086
  • Codice catasto: I600

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS STORIA DI CISLAGO VARESE A CURA DI MICHELE PAPPACODA

2 Settembre 2013, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 a DI MICHELE PAPPACODA Il nome CISLAGO è una contrazione di CISTELLAGO di origine celtica ed indica una piccola valle attraversata da un torrente detto Bozzente.

Cislago, nella pieve di Olgiate Olona, segnala la sua Chiesa maggiore sotto i titoli di San Pietro, San Filippo e San Giacomo nel XIII secolo.

Potrebbe derivare il toponimo da "cistella", 'piccolo cesto', ceh allude alla sua ubicazione in luogo aperto o dal personale CASTELLIUS; la versione popolare lo vuole derivante da un lago non più esistente. Da un atto di vendita risulta che i possedimenti del territorio comunale, intorno all'807, furono ceduti al nobile Alcherio, che fece fortificare la zona con la realizzazione di un castello munito di torri, situato in una posizione particolarmente strategica, sia dal punto di vista difensivo, sia per la possibilità di ottenere dai viaggiatori il pagamento di ingenti somme per il pedaggio feudale. Nel VII secolo il feudo fu ceduto al monastero di Sant'Ambrogio, divenendo verso l'anno mille possedimento del duca Ottone. Durante le acerrime lotte traFederico Barbarossa e i Comuni, gli abitanti del borgo si allearono con questi ultimi a danno dell'imperatore. Successivamente, divenuta dominio dei Visconti, seguì le sorti della nobile famiglia milanese. Nel '500 subì la distruzione del castello medievale, ad opera delle truppe di Carlo V. Il patrimonio artistico comprende monumenti di particolare interesse tra cui il castello, i cui lavori di ricostruzione furono avviati nel '600; sono da menzionare anche la chiesa dell'Annunciata e la parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, ricca all'interno di stucchi e decorazioni nonché di modesti affreschi.  

Alla fine del XIV secolo registra il primo curato documentato nella persona del sacerdote Antonio de la Ecclesia. La Chiesa è posta su un terreno rialzato al di là del torrente Bozzente (il cui alveo, a quei tempi, attraversava il paese) ed era circondata su due lati dal cimitero. Essa è lunga circa 16 metri e larga 8 metri, ha una sola navata, con l’altare maggiore più elevato rispetto al resto della pavimentazione. Alla sua destra, ed in una posizione più avanzata, si ergeva il campanile con due campane. Nel maggio del 1486, in seguito ad un voto espresso dai Cislaghesi per la liberazione dal morbo della peste nell’anno precedente, viene eretto un altare in cappella propria quasi a metà della navata, sul lato sinistro per chi entra in chiesa, con affreschi rappresentanti i Santi Rocco, Sebastiano e Bernardino. Una seconda cappella sullo stesso lato viene fabbricata nel 1566 a spese del nobile Pompeo Quadrio in onore di Maria Vergine Immacolata. Il Battistero ha una propria cappella nel 1585 e ad essa si accede scendendo un gradino, come appare ai giorni nostri. La popolazione di Cislago raggiungeva ormai un migliaio di abitanti e veniva spesso invocata la richiesta di un ampliamento della stessa Chiesa Parrocchiale. Le fondamenta della Chiesa sono poste nel 1607 con il parroco Annibale Visconti, mentre l’atto pontificio con sigillo di Papa Paolo V è del 1608. La consacrazione ufficiale è solo del 1645. Il titolo della Chiesa è ora determinato in S. Maria Assunta e Santi Apostoli Pietro e Paolo. Essa risulta dunque più lunga verso l’altare maggiore con il suo coro ed un organo, ha quattro cappelle laterali, due sul lato sinistro: della Concezione e di San Rocco e due sul lato destro: dei Santi Carlo e Ambrogio, e della Natività con Sant’Antonio. Nel 1827 la Chiesa è prolungata sulla facciata, sopravanzando lo stesso campanile e con l’aggiunta di un portico sostenuto da quattro colonne.

Nel ventesimo secolo, al tempo del Parroco Luigi Vismara, si progetta un’apertura con due bracci laterali dedicati al Sacro Cuore verso sinistra e a S. Abbondanzio verso destra, con una Cupola sopra l’altare maggiore (circondato da quattro colonne) e la sistemazione del Grande Organo nel Coro. Il progetto dell’architetto Ugo Zanchetta è concluso con il rito di consacrazione dal Card. Ildefonso Schuster il 17 maggio 1931. Nella navata centrale le quattro cappelle vengono così definite: a sinistra del Rosario e dei Defunti, a destra del Crocifisso e della Immacolata o Sacra Famiglia.

Il Santo patrono: Abbondanzio (Martire)

San Abbondanzio Martire: Affresco nella Parrocchia di CislagoIl corpo ritrovato nei cimiteri romani (catacombe) nel 1672, viene richiesto personalmente da Mons. Ercole Visconti a Roma al Papa Clemente X per Cislago, dove il padre Teobaldo ne è signore ed il fratello Galeazzo suo sicuro successore. Il 16 agosto 1679 è onorato per la prima volta nella Parrocchiale e quindi sistemato nella Cappella dei Defunti o Anime del Purgatorio.

Il Santo è invocato nei periodi di gravi calamità naturali come siccità, incendi e tempeste. Dopo una necessaria ricognizione è collocato in una nuova arca con solenni celebrazioni e grande concorso di popolo, anche dai paesi vicini, nei giorni 16-17-18 maggio 1886 al tempo del parroco don Pietro Erba.

Nel 1931 viene definitivamente posto nell’attuale altare. La “Festa Bella” in suo onore, con accensione del Pallone prima della S. Messa, è celebrata ogni anno al lunedì dopo la Domenica in Albis.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Tragedia del turista morto all’hotel Belair, la testimonianza: “Ho visto tutto”

2 Settembre 2013, 08:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aPROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. “Ho ancora negli occhi l’immagine di quell’uomo che mentre scherzava con i suoi amici è caduto di sotto, speravo se la fosse cavata, invece quando è sopraggiunto il carro funebre ho capito che era morto”.

 

Fortunata Romano abita con il marito, Gundar Gugg, lungo via Capo ed il balcone della sua stanza da letto affaccia proprio sull’ingresso dell’hotel Belair dove si è consumata la tragedia di Kenneth Paul Kocac.

La scena alla quale ha assistito le ha provocato uno choc tale che a diverse ore di distanza si percepisce ancora il suo disagio.

“Erano circa le 23 e 15 – aggiunge la donna - quando, non riuscendo a dormire, ho deciso di prendere una boccata d’aria dal balcone di casa. Poi alle 23 e 30 circa ho visto questo gruppetto di quattro turisti che rientrava in albergo”.

Pochi minuti ed accade l’inimmaginabile: due coppie di amici che scherzano tra di loro, poi il volo fatale ed il dramma.

“Ho assistito a tutta la scena – conferma la signora Romano -. Ad un certo punto ho visto quell’uomo, abbastanza corpulento, che mentre chiacchierava allegramente con gli altri si è seduto sulla ringhiera delle scale, ha iniziato a scivolare lungo il corrimano e poi è caduto nel vuoto”.

I soccorsi sono stati immediati, ma ormai per il 36enne turista statunitense non c’era niente da fare.

“Quando ho visto sopraggiungere l’ambulanza – spiega ancora la testimone - ho pensato che si fosse solo ferito, poi l’arrivo del carro funebre e le lacrime dei suoi amici mi hanno fatto capire che era morto. Credo che non dimenticherò mai quelle immagini”.

 

Così come non potranno dimenticarle la moglie e gli amici che, insieme a Kenneth Paul Kocac, da New York avevano raggiunto Sorrento per trascorrere qualche giorno di relax, mentre, invece, il 36enne farà ritorno a casa in una bara.

SORRENTOPRESS

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CILENTO NEWS CAPACCIO PAESTUM 22ENNE INVESTITO DA TRENO E GRAVE

2 Settembre 2013, 08:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La stazione di Capaccio dove si è verificato l'incidente

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Un giovane di 22 anni - Giulio Tumminelli, di Pontecagnano (Salerno) - è stato travolto da un treno nella stazione di Capaccio Paestum nel Cilento (Salerno) mentre secondo i primi accertamenti ascoltava musica indossando delle cuffie.Soccorso e ricoverato nell'ospedale "Ruggi d'Argona" di Salerno, è in condizioni disperate. Il tragico incidente è avvenuto intorno alle ore 16:00 di questo pomeriggio: secondo alcuni testimoni, scioccati per l’accaduto, il ragazzo stava aspettando il treno che doveva prendere al binario 2, dove si sarebbe seduto, incautamente, sul muretto del marciapiede prospiciente le rotaie, ben oltre la linea gialla di demarcazione del pericolo. A quanto pare avrebbe avuto alle orecchie delle cuffiette, probabilmente per ascoltare musica o parlare al telefonino. Distrazione che gli è stata purtroppo fatale, poiché, per tale ragione, il 22enne forse non avrebbe sentito in tempo il treno proveniente da Salerno che stava sopraggiungendo, a forte velocità, alle sue spalle. Del convoglio se n’è accorto solo all’ultimo momento, ma nonostante abbia cercato di evitarlo, ne è stato risucchiato, colpito e trascinato per diversi metri lungo il marciapiede del binario 2, dove i soccorritori l’hanno rinvenuto in un lago di sangue, schizzato ovunque.

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COSTIERA AMALFITANA AMALFI AL PORTO OFFICINE SOTTO SEQUESTRO

2 Settembre 2013, 07:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Amalfi. Officine sotto sequestro al porto, meccanici «Per due mesi – evidenzia Gambardella – dal 15 aprile al 14 giugno, non ho potuto esercitare per via dei sigilli apposti al capannone». ». Dunque, a detta del meccanico, sarebbero stati usati pesi e misure diverse e, soprattutto, questa sorta di persecuzione non sarebbe ancora terminata.«La nostra è un’attività di servizio – spiega Gambardella – ed è previsto che debba essere localizzata al porto. in rivolta. 

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POSITANO E PRAIANO IN DISCOTECA RAGAZZA DI PESCARA RUBA IN BORSETTE ARRESTATA

2 Settembre 2013, 07:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20111210 carabinieri

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Alla discoteca Music on the rocks, di Positano sabato sera verso le 4 del mattino mentre erano intendi a ballare una ladra a borseggiato delle borse dei clienti accortesi del fatto e nato una fuoribonda discussione subito sedata dalla security della discoteca e dai carabinieri della compagnia di Amalfi che la fermata. Oggi lunedi 2 settembre sarà processata con rito direttissimo.


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SEZ. DISABILITA NEWS Scuola, torna la grande incognita dell'assistenza agli alunni disabili

1 Settembre 2013, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.insulareport.it/media/k2/items/cache/0647a6ce9fdb90a9ec50f1f223793960_L.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Con settembre si torna a parlare della scuola. E per le famiglie dei bambini disabili torna l'incubo dell'assistenza, e di una frequenza messa a rischio dalla mancata copertura finanziaria da parte degli enti. Il presidente dell'Anffas di Modica ha incontrato ieri il commissario della Provincia regionale di Ragusa. Scarso ha aperto le braccia a Provvidenza, perchè non ci sono fondi per dare nessuna garanzia. Ma l'associazione non si rassegna. L'incontro c'è stato, ed ha avuto toni cordiali, come dice la nota ufficiale della Provincia regionale. Ma l'aver appreso che mancano i fondi per garantire il servizio di assistenza ai disabili nelle scuole di ogni ordine e grado, di tutti i Comuni della provincia, non fa stare di certo serena l'Anfass, che vuole ribadire con un proprio comunicato la propria posizione: "Anffas onlus di Modica, come è suo costume, intende ribadire la sua disponibilità per portare il suo competente e generoso contributo in azioni a favore della persone con disabilità, a tale scopo vorrebbe avere risposte più sicure per quanto riguarda il normale inserimento dello studente con disabilità, a scuola per l'anno scolastico 2013/2014 con gli stessi tempi previsti per tutti gli altri studenti, essendo questo un suo diritto. Inserimento adeguato in tutte le direzioni, con la presenza dunque delle varie figure professionali necessarie per dei soggetti con disabilità, ovvero l'assistente all'autonomia e alla comunicazione e il servizio al trasporto". A questo proposito l'Anffas ha chiesto anche ad alcune scuole facenti parte dei Comuni di Modica, Scicli, Pozzallo e Ispica, di ogni ordine e grado, quanti collaboratori scolastici siano abilitati all'assistenza igienico personale delle persone con disabilità, e ora l'associazione sta attendendo le risposte. E in merito all'incontro di ieri l'Anffas onlus di Modica ha proposto al Commissario Scarso la convocazione di un tavolo tecnico, per affrontare tali tematiche, con la partecipazione degli Assessori ai servizi sociali dei Comuni della Provincia, i Deputati Regionali e Nazionali e tutte le associazioni e cooperative che si occupano di soggetti con disabilità. Scarso ha congedato ieri Provvidenza con una frase: "dopo che ritorno da Roma, ci sarà un altro incontro", ma l'Anffas comunica già adesso che "se non si avranno risposte positive, ci rivolgeremo al Prefetto".

UNA CITTA PER TUTTI

01.09.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Bari, riattivato servizio taxi per disabili

1 Settembre 2013, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ambienteambienti.com/wp-content/uploads/2013/08/disabili-carrozzella-e1377904752345.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Da lunedì 2 settembre, i disabili residenti a Bari potranno richiedere i ticket per il … Da lunedì 2 settembre, i disabili residenti a Bari potranno richiedere i ticket per il servizio di trasporto a chiamata con taxi. Possono usufruire del trasporto a chiamata i cittadini invalidi, non vedenti o con grave limitazione della capacità di deambulazione. Le informazioni, le modalità e modello di domanda per poter usufruire del servizio di trasporto sono indicate sul sito del Comune di Bari. Entro il 30 settembre prossimo gli interessati possono far pervenire la domanda, a mezzo posta o consegnandola a mano, alla ripartizione Solidarietà Sociale, largo Fraccacreta n. 1 – II piano – stanza 5, -L’ufficio disabili è aperto il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle ore 9 alle 12,30 e il martedì dalle ore 16 alle 17,30.di Giuseppe Lavopa

UNA CITTA PER TUTTI

01.09.2013.

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS Milano: 1.600 multe per guida con Cellulare telefonino „Multe a Milano: 1.600 in 6 mesi per guida con il cellulare“

1 Settembre 2013, 11:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERISCE MICHELE PAPPACODA Sulle strade di Milano sono ancora tanti gli automobilisti che non si separano dal proprio cellulare. L’abitudine di parlare o mandare sms – un comportamento pericoloso per se stessi e per gli altri mentre si è al volante – è già costata cara a 1.609 guidatori: tante sono infatti le multe elevate dalla polizia locale di Milano nei primi sei mesi di quest’anno, 4.000 durante tutto l’arco del 2012. A un divieto – l’uso del cellulare – previsto dall’articolo 173 del Codice della Strada ma spesso ignorato, si aggiunge un obbligo non sempre rispettato, nonostante sia in vigore da oltre un quarto di secolo: indossare le cinture di sicurezza. Sono passati 25 anni dall’introduzione di quella norma in Italia, del 1988, eppure quasi un migliaio di persone – 918, per la precisione – sono state “pizzicate” e multate dalla polizia locale di Milano nei primi sei mesi del 2013 per non essere in regola con l’articolo 172 del Codice. Un’inosservanza che, lo scorso anno, aveva determinato ben 1.680 sanzioni da parte dei Vigili sulle strade della nostra città. Essere indisciplinati al volante può costare caro. Entrambe le violazioni del Codice della Strada, infatti, comportano la decurtazione di cinque punti dalla patente, mentre diversi sono gli importi pecuniari: 80 euro per chi non si allaccia le cinture di sicurezza, addirittura 160 euro per chi viene sorpreso a utilizzare il cellulare. Somme che possono essere ridotte del 30% nel caso in cui gli automobilisti indisciplinati decidessero di mettersi subito in regola: dallo scorso 21 agosto, infatti, con l’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto del fare”, le due infrazioni rientrano tra quelle che beneficiano del 30% di sconto qualora la multa venga pagata entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Per i recidivi, però, il Codice della Strada prevede addirittura la sospensione della patente: da 15 giorni a due mesi per chi venisse scoperto senza cinture per la seconda volta nel giro di due anni, per un periodo ancora più lungo - da uno a tre mesi – per gli irriducibili del cellulare fermati dai Vigili per la seconda volta nell’arco di un biennio.

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SEZ. POLITICA E INTERVISTE ROMA M5S, RISCHIO SCISSIONE: "CI SONO 15 SENATORI PRONTI A INTESA CON I DEM" VIDEO

1 Settembre 2013, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA In principio è stato Lorenzo Battista, senatore triestino del Movimento 5 Stelle, a definire «una follia» la linea di Beppe Grillo a favore del mantenimento del Porcellum: «Piuttosto che tornare al voto con il Porcellum, il M5S è disposto a mettersi intorno a un tavolo e a discutere una nuova legge elettorale». Poi è toccato al collega Luis Orellana sostenere la necessità di dialogare con le altre forze politiche, ricordando a Grillo che i parlamentari non sono soldatini: «Non capisco perché non dovrei usare il cervello. Io penso che sia un errore andare al voto con il Porcellum». Adesso, però, i parlamentari grillini sono allo scontro aperto e il rischio di una scissione aumenta con l’avvicinarsi del dibattito sulla legge elettorale a Palazzo Madama, dove molti di loro ora manifestando pubblicamente il proprio disagio. Lo ha fatto Francesco Molinari, nei giorni scorsi, proprio in riferimento al Porcellum: «Pensare che questa legge infame possa essere funzionale al nostro Movimento è frutto proprio di quella politica che combattiamo». Su posizioni analoghe sono anche Francesco Campanella, Elena Fattori, Alessandra Bencini, Monica Casaletto, Maria Mussini, Fabrizio Bocchini, e la contestazione ha già preso piede pure a Montecitorio, dove Alessio Tacconi ha contestato l’ostracismo cui sono costretti a soggiacere tutti i parlamentari non allineati che chiedono un referendum on-line tra gli attivisti per decidere la linea. CLIMA TESO Richiesta che ha già prodotto uno scambio di insulti in rete. Autrice, la questore del Senato Laura Bottici che ha invitato gli aperturisti a unirsi al Pd: «Trasferite a loro il virus della buona politica, per il resto vaffanculo». L’invito fa il paio con quello contenuto nello stornello composto ad hoc e diffuso nei giorni scorsi dalla senatrice Paola Taverna: «Perché non ve ne andata felici e contenti?». Parole che non sono piaciute al deputato Tancredi Turco: «Credo non convenga a nessuno che ci siano fuoriuscite». Turco è uno di quelli che prova a salvare il salvabile. Come Tommaso Currò, secondo cui basterebbe un ritocco minimo al Porcellum, che modifichi il premio di maggioranza al Senato. E Danilo Toninelli starebbe per presentare una proposta in tal senso. Il clima, però, resta pessimo, come confermava ieri l’eurodeputata Idv Sonia Alfano: «Almeno il 20% di senatori e deputati non si ricandiderà più, visto il clima. Tra i grillini il numero dei cosiddetti dissidenti sta crescendo. Oscilla in base agli umori della politica. Comunque possiamo già parlare di un numero utile per la fiducia. Siamo a ben oltre 10, direi 15. Sono disposti a discutere alcuni punti imprescindibili sulla base dei quali costruire una intesa col Pd, ma sono in difficoltà perché dal Pd non arrivano i segnali che si aspetterebbero». A tendere loro la mano, invece, sarebbero i fuoriusciti dal Movimento. Lo ha già anticipato Adriano Zaccagnini, passato al gruppo Misto in un’altra tornata di polemiche: «Ci stiamo confrontando, non c’è ancora nulla di ufficiale ma stiamo riflettendo su una riorganizzazione dei processi interni al Movimento». L’obiettivo è costruire un nuovo movimento, scevro dai diktat imposti da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Un dialogo che avviene dentro e fuori dal Parlamento, in cui oltre all’epurata Adele Gambaro e alla transfuga Paola De Pin, è coinvolto anche il primo dei ribelli, Giovanni Favia.di Sonia Oranges

LEGGO.IT

01.09.2013.

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