NEWS ITALIA DEL MONDO ROMA, ALLARME SCUOLE: STUDENTI PRONTI AL RIENTRO, MA MOLTI EDIFICI SONO FATISCENTI
INSERITO DA GIOFFRE LUCIA
Lunedì 9 Settembre 2013
Al via l'anno scolastico. Ma con le lezioni in classe, per il Campidoglio, parte anche la caccia ai fondi. Altrimenti non si arriva a dicembre.
A lanciare l'allarme sono circa 600 scuole: c'è chi ha bisogno di un tetto nuovo, come la Trento e Trieste, e chi ha a che fare con l'amianto come il Santa Maria Goretti o con le infiltrazioni d'acqua come la Gramsci.
«I tempi sono stretti – spiega Paolo Masini, assessore ai lavori pubblici – abbiamo 11,5 milioni di euro: 3,5 arrivati dall'efficientamento energetico e 8 dal decreto del fare. Ma non saranno comunque sufficienti: si tratta infatti dell'unico stanziamento degli ultimi due anni. Le scuole stanno presentando i progetti per ricevere i fondi: ne ha bisogno almeno il 40% dei 1450 istituti romani, dagli asili nido alle medie. Apriamo comunque con soddisfazione 11 scuole che versavano in grosse difficoltà: prime fra tutti la Pisacane, per cui si è mossa anche Save the children, la Balzani e la Sciascia che un anno fa venne chiusa per il crollo di un pilastro. Nel bilancio metteremo la scuola al primo posto».
Ed è in attesa del bilancio anche l'assessorato alla scuola che deve fare i conti con la mancanza di fondi per gli aec, assistenti educativi e culturali per i bambini disabili: «Abbiamo i soldi solo per iniziare l'anno ma non a sufficienza per arrivare al 31 dicembre – denuncia l'assessore Alessandra Cattoi – ma il sostegno deve tornare al primo posto: troveremo i fondi risparmiando altrove, servono 5 milioni di euro. Tra le buone notizie c'è l'assunzione di 108 educatrici dei nidi, formalizzata a luglio scorso, e l'arrivo di altre 300 maestre dal concorso che si concluderà con gli orali ad ottobre». Che novità troveranno i bimbi tra i banchi di scuola? «Tanti progetti – conclude Cattoi - per familiarizzare con la raccolta differenziata e per imparare a mangiare frutta e verdura: i prodotti delle nostre mense sono di ottima qualità ma abbiamo registrato un eccessivo scarto da parte dei bambini. Vuol dire che in famiglia non mangiano frutta e verdura e quindi, quest'anno, impareranno a farlo».
di Lorena Loiacono LEGGO .IT
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